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Arte Figurativa… a cura di Alessio Musella

L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con…











Arte Figurativa





di Alessio Musella  |10|Gennaio|2023|



L’Arte figurativa comprende tutte le opere che raffigurano qualcosa di riconoscibile dalla realtà.

Qualsiasi cosa, una persona, un animale, un edificio, un paesaggio o semplicemente una natura morta.

La rappresentazione di qualcosa di riconoscibile dalla realtà, ma questo non significa necessariamente un approccio ‘uguale’ alla realtà.

Infatti la grande differenza tra arte figurativa e il realismo è proprio lo sforzo di quest’ultimo nell’imitare la realtà nel modo più accurato possibile.


Edward Munch 


Spesso la percezione dell’arte del passato, era legata al concetto che più l’immagine era “reale” o realistica, meglio veniva considerata. 

Con la nascita della fotografia, (fissiamo la data nel1850), inevitabilmente quello che fino all’ora vedeva il desiderio che la buona arte corrispondere all’imitazione il più fedele possibile della realtà andò via via scemando.

La foto era un modo perfetto e relativamente semplice per catturare la realtà.

Siamo alla fine del XIX secolo, quando l’arte iniziò ad essere più apprezzata per i suoi effetti sugli altri, a discapito della sua fedele imitazione del vero.


Fanny Nushka Moreaux


Con i nuovi movimenti artistici come impressionismo, cubismo, arte astratta e surrealismo la comunicazione artistica si concentra su colori e forme che si discostavano dalla realtà e che miravano ad arrivare al fruitore lasciando che le emozioni nel contemplare qualcosa di non riconoscibile, diventassero protagoniste.



Salvador Dalí


L’arte figurativa spesso viene contrapposta all’arte astratta.

Nell’astrattismo non puoi riconoscere il soggetto, entrano in gioco le sensazioni attraverso l’uso sapiente di determinati colori o forme. Tutti vedono o sentono qualcosa di diverso nell’osservare un quadro astratto perché non conta quello che vedi, ma quello che senti, quello che ti trasmette…


Wassily Kandinski


Una cosa è certa, oggi per scegliere di riprodurre quanto ci circonda e poi riadattarlo, trasformarlo scegliendo colori, soggetti, forme lontani dal vero, ci vuole talento, tecnica e anima…


Joan Mirò



Concludo con una breve citazione:

Aristotele sosteneva che un’opera d’arte aumenta in bellezza quanto più si avvicina all’imitazione della realtà.








Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.



Clicca sull’immagine per leggere tutti gli articoli di Alessio




©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








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59° Biennale d’Arte di Venezia, 2022 a cura di Alessio Musella

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59° Biennale d’Arte di Venezia, 2022



di Alessio Musella  |30|Aprile|2022|


Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, che delusione….
Due parole sulla nascita della Biennale per meglio contestualizzare il motivo del mio pensiero di fronte a certe scelte legate al Padiglione Italia.
La Biennale d’arte di Venezia è una tra le più importanti manifestazioni internazionali d’arte contemporanea al mondo.
La prima edizione fu organizzata nel 1895, in quell’occasione fu battezzata come: “1ª Esposizione internazionale d’Arte della città di Venezia”.

Inutile dire che oggi, per diverse motivazioni che non sto qui ad elencare, la Biennale ha perso lo smalto iniziale…

La scelta del curatore Eugenio Viola di esporre Gian Maria Tosatti dedicando a lui oltre 2000 mq la trovo completamente fuori luogo, quindi l’Italia e la sua creatività artistica è ancorata ad un singolo individuo? Mah
L’allestimento «Storia della Notte e Destino delle Comete», che ha ricostruito una fabbrica dismessa, dovrebbe puntare il dito sulla difficoltà dell’industria italiana, che, guarda caso, furbescamente, in corso d’opera, si è trasformato nella rappresentazione dei posti di lavori lasciati dagli Ucraini causa la Guerra, direi pretenzioso e opportunistico, come concetto.
100 mt ben organizzati sarebbero forse stati più che sufficienti.
Tutto questo è costato circa due milioni di euro dei quali seicentomila euro del Ministero della Cultura, quindi soldi nostri…




Installazione Jannis Kounellis 2015 Installazione Gian Maria Tosatti 2022


Tra l’altro la sala in questione, dove sono presenti, distanziate l’una dall’altra, decine di vecchie macchine per cucire assomiglia “eufemisticamente” come idea all’ installazione datata 2015 dell’artista Jannis Kounellis presentata a Cuba.


Sorvolando altro giungiamo alla seconda “Imitazione” a fine percorso una distesa d’acqua nel buio (vedi Giorgio Andreotta Calò nel bel Padiglione Italia del 2017)

Picasso sosteneva che il vero artista non imita, ma copia, ma non esageriamo.

A me, e non solo a me, piacerebbe sapere il motivo per il quale sia andata in scena una mediocre imitazione di idee altrui nel Padiglione Italia

Chiudo con due curiosità :
Il primo Paese a costruire un padiglione proprio fu il Belgio, che lo eresse nel 1907.
Picasso dovette aspettare il 1948 per vedere le sue opere esposte alla Biennale di Venezia, anche se era il 1910 quando una delle sue opere fu esposta per breve tempo nel padiglione della Spagna, ma venne censurata quasi subito dal Segretario Generale Fradeletto perché avrebbe potuto scandalizzare il pubblico con il suo linguaggio artistico troppo innovativo.
E pensare che oggi, alla Biennale, tolti alcuni artisti meritevoli, vanno “Cani e Porci”.












Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

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Alessio Musella Una giusta mediazione artistica

 L’ArteCheMiPiace – Interviste

Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Alessio Musella 

____________

Una giusta mediazione artistica


di Giuseppina Irene Groccia |26|Ottobre|2021|



Quello tra marketing, design e arte contemporanea è un dialogo attualissimo. Lo sa bene Alessio Musella, editore, scrittore e collettore tra artisti e gallerie.


La caratteristica principale del suo percorso è stata la sua sconfinata passione per l’arte e il Design, con importanti impegni lavorativi che lo hanno spinto a viaggiare e girare il mondo. 

Un’esperienza che ha segnato il suo carattere, facendo di lui un instancabile esploratore di nuove realtà. È a tal proposito che sposta la sua attenzione dalla  progettazione alla consulenza nel campo della comunicazione.

Ottiene così un suo equilibrio, fatto di tanti punti d’arrivo inseguiti dall’esigenza di tuffarsi continuamente in nuove esperienze.


Da circa un anno abbiamo intrapreso una collaborazione, lui cura la rubrica settimanale CAPPUCCIO E BRIOCHE CON.. qui sul mio Blog, io ho uno spazio settimanale sul suo portale d’arte ART&INVESTMENTS , questa collaborazione mi ha permesso di conoscere bene il suo modo di operare, Alessio è un professionista serio, competente e affidabile, un uomo che ama con cuore e grande onestà il proprio lavoro.


La sua natura eclettica insieme alla padronanza verso tutti gli aspetti della comunicazione, gli permette di approfondire progetti artistici di vario genere, che siano eventi espositivi o progetti editoriali, lui riesce con grande abilità a trovare la giusta mediazione tra il lessico specifico della storia artistica rappresentata e l’immediatezza senza orpelli che occorre per arrivare ad ogni tipo di lettore.

Alessio adotta una scrittura semplice, autentica e fluida, ama usare un linguaggio accessibile a tutti, pur restando colto, ferrato e preparato.


Da grande conoscitore della comunicazione sul web, inclusi i social, conosce molto bene il valore e la potenza della diffusione di un messaggio.

Applica, con grande successo, questo format comunicativo a sostegno della sua più grande passione che è l’arte in ogni sua forma. 


Curare un progetto significa prendersi cura dell’intero operato creativo di un artista e della sua immagine, consentendo la dialettica tra i suoi lavori e il fruitore, occupandosi inoltre di convergere l’artista verso un ambiente di galleristi in modo da favorire un incremento di conoscenza del suo operato.

Questo vuol dire soprattutto dedicarsi al supporto degli artisti e alla valorizzazione della loro arte, favorendo significativi percorsi di conoscenza, dialogo e nuove occasioni di stimolo intellettuale.


Alessio Musella riveste questo ruolo con grande abilità e competenza, distinguendosi 

per l’ottimo rapporto di stima e amicizia che mantiene con molti degli artisti con i quali ha lavorato o ama lavorare.


Dal suo marchio poliedrico e versatile sono nati diversi progetti tra cui la rivista culto 

Exit Urban Magazine, che spazia tra arte, musica e design.




Di questo ed altro avremo il piacere di parlarne direttamente con lui attraverso questa intervista..


▪️Come nasce la tua decisione iniziale di legarti al percorso dell’Interior design? 


In famiglia mia madre è stata sempre appassionata di arredamento, e innamorata del bello a 360 gradi, io sono cresciuto osservandola mentre disegnava, ma soprattutto ascoltandola quando incontrava la committenza e come una spugna prendevo nota, ogni frase, ogni dettaglio delle sue conversazioni era motivo per portare sulla carta le mie interpretazioni…

Arrivato alla scelta delle superiori ero orientato verso il Liceo artistico, ma inaspettatamente, mi venne “suggerito”, dove questo termine è un chiaro eufemismo, di frequentare il Classico, e così feci per poi tornare al mio primo amore all’università, dove decisi di iscrivermi ad Architettura…

Dopo pochi mesi di Università mi venne chiesto dal titolare di uno studio internazionale di architettura di collaborare con loro in Arabia Saudita, erano gli anni 90, Dubai sarebbe esplosa negli anni 2000, quindi il Medio Oriente per molti era ancora uno strano miraggio, se poi parliamo di Arabia Saudita, ancora oggi è un mistero per molti…, mi consultai con i miei, preparai la mia valigia e a 20 anni decisi di andare.. ma questa 

è un’altra storia…



Intervista Alessio Musella a cura di Giuseppina Irene su L’ArteCheMiPiace

Ti sei affacciato al mondo dell’arte con idee innovative e con l’intenzione di esplorare territori nuovi. Ce ne parli un pò?


Ho sempre amato l’arte, e nel periodo che mi ha visto coinvolto nelle varie progettazioni di interni in Medio Oriente, cercavo sempre di inserire un’opera che potesse caratterizzare un ambiente tenendo sempre presente le inclinazioni del cliente, perché l’arte, per me, ha il compito di aiutare a  raccontare  qualcosa di chi l’ha scelta…

Successivamente ho invertito la tendenza, e cioè cercavo di creare un ambiente partendo dall’opera scelta…


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️Quando hai capito di voler diventare editore?


E’ stata un esigenza,  perché una volta entrato in pieno nel sistema arte, non ho trovato una linea editoriale libera e diversa dalle altre, tutto.. forse, troppo omologato, e non incline ad avvicinare un nuovo pubblico, ma piuttosto, a mantenere una sorta di autoreferenzialità per addetti al settore…

Da qui, in una notte di novembre 2019 ha preso forma Exit Urban Magazine, ero in un atelier di un artista in compagnia di Nerina Fernandez, grafica e creativa Argentina, ci confrontammo sui temi da trattare, e le grafiche e il primo numero di Exit Urban Magazine prese vita nel Dicembre 2019, conditio qua non, doveva essere riconoscibile a primo impatto, colorato, e di facile lettura… poche parole, spazio alle immagini, l’arte non va troppo raccontata, ma a mio avviso bisogna suggerire al fruitore qualcosa, sarà poi lui a decidere se voler approfondire…



Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️La tua mission è quella di mettere in correlazione artisti e galleristi, quindi chi meglio di te può consigliare quale debba essere l’approccio più proficuo tra queste due figure?


Una cosa che capita spesso, anche troppo, è quando, conoscendo un gallerista, si pensa di potergli proporre qualsiasi artista, non curanti della reale linea editoriale della Galleria.

Quindi, per non dilungarmi troppo, riassumo in un solo consiglio  la mia risposta:

Per un artista e fondamentale fare un’analisi della Galleria alla quale volersi proporre, se sei un’astrattista, non proporti a chi punta sul figurativo..

In questi anni sono entrato in contatto con molti operatori del settore, imparando a rispettare le loro scelte, e limitandomi a suggerire o presentare alcuni artisti solo se in linea con il loro modus pensandi, evitando di metterli in imbarazzo portando in galleria opere che nulla avessero a che fare con il loro stile editoriale.


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️Sei spesso nel direttivo artistico di importanti collettive d’arte italiane ed internazionali. Ci spieghi i pro e i contro di queste iniziative?


Argomento interessante da trattare.

In primis mi sento, ancora una volta, di voler specificare che le mostre, come primo compito servono a divulgare l’arte, ad avvicinare gli artisti ad un pubblico sempre più vasto, e non a vendere, certo anche la vendita ha la sua valenza, ma quando si decide di partecipare ad una collettiva, il mio consiglio è quello di valutare come chi organizza gestisce la comunicazione e analizzare gli artisti presenti, perché ricordate che nell’arte non esiste la competizione tra artisti, ognuno ha i suoi ammiratori, collezionisti e followers, e condividere spazi e momenti è fondamentale per un confronto e per ampliare comunque il proprio pubblico di riferimento.

Chiudo questa mia risposta con un dettaglio che ritengo fondamentale:

Ogni artista deve essere in grado, laddove una mostra con ottime potenzialità, non soddisfi le aspettative in termini di comunicazione, di utilizzare al meglio foto, video (non aspettate che qualcuno lo faccia per voi, ma  organizzatevi, perché personalmente se non sono appagato da un servizio, io me lo creo e non trovo scuse addossando la colpa a terzi).

Ah dimenticavo,  un catalogo cartaceo sul quale essere inseriti è fondamentale…


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️E invece per quanto riguarda le esposizioni personali, cosa senti di poterci dire a riguardo?

 

Le personali meritano maggior attenzione, hanno costi diversi, e solitamente la scelta del gallerista è fondamentale.

Oggi sono sempre più rari i Galleristi che si prendono carico di ogni dettaglio, anche e soprattutto a livello economico.

Ricordate che chi crede veramente nel vostro lavoro lo dimostra investendo su di voi, soprattutto quando il suo guadagno arriverà dalla giusta promozione e dalla vendita delle vostre opere.

Come per le collettive, un catalogo cartaceo è doveroso, comunicato stampa e gestione della comunicazione social.

Ovviamente ci sono costi che sono valutabili e giustificati, come trasporti, ma considerato il prezzo delle opere vendute in galleria e la relativa percentuale concordata con il gallerista, l’imprenditore ricordate sempre che è lui, non voi…


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️Il Web, insieme ai siti di vendita online assumono un ruolo molto importante nella promozione della propria arte. Hai consigli su come utilizzare al meglio questi strumenti?


Il web ha dato sicuramente nuovi strumenti agli artisti per farsi conoscere al mondo, prima dell’avvento di internet, tutto era decisamente più difficile, oggi un’artista deve avere una sua identità mediatica e avere un contatto diretto con il proprio pubblico.

Non lasciate che siano altri a creare e gestire la vostra immagine, potete essere affiancati da galleristi, curatori, critici, ma createvi la vostra indipendenza mediatica.


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️Noi due ci siamo conosciuti attraverso il mio Blog L’ArteCheMiPiace, vuoi raccontare tu come siamo arrivati ad una collaborazione e perché?


A differenza di molti “colleghi”, credo che la collaborazione tra blog e magazine, che per molti possono sembrare competitor, sia invece una spinta verso la crescita personale e professionale.

Esistono diversi stili di scrittura, e un artista può essere raccontato in mille modi, senza per forza identificarne uno su tutti, perché la differenza la fa chi legge e comprende, non chi scrive.

Quindi in molti casi sono proprio i testi troppo difficili ad allontanare la persone dall’universo arte, intendiamoci c’è spazio per tutti, e anche i testi curateliali più complessi hanno il loro giusto ruolo per descrivere  l’arte.

Quando mi sono imbattutto sul Blog  L’ArteCheMiPiace, per prima cosa ho apprezzato un artista che parla di altri artisti e ha compreso che la divulgazione dell’arte non è legata ad atteggiamenti da prima donna.

Ovviamente mi è piaciuto come sono stati trattati i vari argomenti sul Blog, e quando ti ho proposto di collaborare l’ho fatto perché ritengo che tu sia un’ottima risorsa per le nostre piattaforme, e sono stato felice che anche tu mi abbia chiesto di scrivere per voi.


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️Per un’artista che importanza assume l’essere presente su un Blog d’arte o un Magazine?


Come accennato precedentemente, ogni artista deve avere si la propria identità mediatica, ma non può prescindere dal dialogare con realtà che hanno il compito di ampliare il pubblico di riferimento.

Quindi è fondamentale essere raccontati in più “Luoghi” possibile.


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

▪️Come selezioni gli artisti e i designer con i quali collaborare?


Devono avere qualcosa da raccontare, un bel quadro senza anima è solo un’ottima esecuzione.

Quando parliamo di Design, i parametri cambiano, deve avere senso l’oggetto proposto.

Ad ogni modo per me i miei partner professionali, sono fondamentali per valutare insieme chi prendere in considerazione.

Maria Marchese è una delle curatrici di riferimento per Exit Urban Magazine e Art & Investments, lei per esempio ha uno stile di scrittura molto diverso dal mio  e unico nel suo genere, e anche gli artisti che segue hanno impostazioni dissimili da quelli che solitamente attirano la mia attenzione, ma proprio per questo  sono felice di collaborare con lei e con chiunque non abbia la mia stessa visione, le diversità sono sinonimo di crescita da sempre per me.

Un altro esempio è la collaborazione che abbiamo ormai da oltre un anno  con Alessandra Korfias, responsabile del ponte che abbiamo creato tra Italia e Giappone, non avete idea di cosa significhi dialogare con un’altra cultura , estremamente diversa da noi sotto moltissimi aspetti, studiare usi e usanze e comprendere a pieno i perché e per come del Giappone, vi assicuro , non è stato facile, ma decisamente interessante e stimolante.


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Alessio Musella con l’artista giapponese Miwa Komatsu 


▪️Come avviene il passaggio verso un progetto espositivo di una Galleria?

Si sceglie la galleria di riferimento che comprenda lo stile dell’artista, questo è il primo tassello per dare il via ad un progetto espositivo.

Si seleziona il curatore di riferimento per concordare i testi, il responsabile comunicazione del progetto e si decidono le strategie di marketing.

Non ultimo le grafiche della comunicazione e del catalogo, che devono essere di qualità e coordinate.


Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



▪️Nuove idee per il futuro?


Tante come sempre, ma senza fretta.

Il primo obiettivo è riuscire a fornire quante più chiavi di lettura possibili affinchè anche chi non è solitamente attratto dal Mondo dell’arte, possa comprendere pregi e difetti di un sistema, che spesso allontana le persone, e che  sembra quasi non voglia coinvolgerle, per rimanere, in qualche modo “Elitario”, quando di elitario, quando parliamo di arte, a mio avviso nulla dovrebbe esserci, l’arte o non arriva o arriva, e questo non lo si insegna, diverso è chi crea arte, a loro si, chiedo consapevolezza, tecnica, se possibile, ma soprattutto contenuti ma questa è un’altra storia…





Intervista Alessio Musella su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia











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Donne nell’arte – Un’Ultima Cena mai raccontata secondo Mariella Rinaldi

 

Donne nell’arte

Un’Ultima Cena mai raccontata secondo 
Mariella Rinaldi









di Alessio Musella  |17|Luglio|2025|






Donne e storia dell’arte: il motivo per il quale ci sono così poche artiste donne nella storia dell’arte è semplice: fino a un secolo fa non era praticamente impensabile che una donna potesse fare l’artista, l’Arte era un campo riservato agli uomini”.


In realtà a ben guardare, di artiste donne ce ne sono state, ognuna, a suo modo, ha dovuto affrontare una sfida e superare ostacoli, ma tutte sono riuscite a lasciare un segno nella storia.


Da questa semplice considerazione nasce questo dipinto dell’artista Mariella Rinaldi.

Le donne del Mondo dell’arte in un ideale ultima cena…..

Possiamo solo immaginare cosa potrebbero raccontarsi, confidarsi confessarsi…

Questa l idea dell’artista Mariella Rinaldi,da sempre con la sua arte,amica delle anime femminee….

Muse ispiratrici e artiste iconiche che ci sussuranno la loro enorme importanza nell’universo meraviglioso dell’arte….

































































Alessio Musella

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La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.




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Rubrica di Alessio Musella

Sapevate che i Giochi Olimpici, per sette edizioni, ospitarono anche gare d’arte?

 L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’Arte

Sapevate che i Giochi Olimpici, per sette edizioni, ospitarono anche gare d’arte?
 
 
 
 
 

di Alessio Musella  |07|Marzo|2025|

 
 
 

 

La serie di dipinti dedicata alle Olimpiadi invernali che sta creando l’artista Mariella Rinaldi, mi ha dato lo spunto per raccontarvi un aneddoto che credo non in molti conoscono…
Si fatica a crederlo, viviamo nella società dell’iperspecializzazione e non si riesce a immaginare una contaminazione così apparentemente inconsueta e inaspettata.
È esistito un momento nella storia in cui pittori, scultori, architetti, letterati, musicisti partecipavano alle Olimpiadi al pari degli atleti. Rappresentavano le loro nazioni e gareggiavano per vincere la medaglia d’oro.

 

Le competizioni artistiche entrarono per la prima volta nel programma olimpico nel 1912, ai giochi di Stoccolma, e vi rimasero per sette edizioni consecutive, fino alle Olimpiadi di Londra 1948.
Fu proprio l’Italia, peraltro, a prevalere nella prima edizione, vincendo due medaglie d’oro (musica e pittura).
Il fregio che valse a Carlo Pellegrini la medaglia d’oro nella Pittura ai Giochi di Stoccolma 1912

 

L’idea d’inserire gare artistiche all’interno dei Giochi Olimpici venne nientemeno che al Barone Pierre de Coubertin, tra i fondatori delle Olimpiadi moderne.
Fu così che nel 1906, il Barone convocò a Parigi una riunione del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale fondato nel 1894, per proporre la possibilità di far partecipare gli artisti al fianco degli atleti, inserendo nei Giochi un programma di cinque gare d’arte: architettura, letteratura, musica, pittura e scultura.
 

 

 

 

La giuria poteva considerare soltanto soggetti che non erano stati precedentemente pubblicati, esposti o rappresentati, e che avevano qualche diretta connessione con lo sport. Il vincitore di ciascuna delle cinque competizioni veniva premiato con la medaglia d’oro olimpica. Le opere selezionate, per quanto possibile, venivano pubblicate, esposte o rappresentate durante i Giochi Olimpici.
Non c’erano limiti per la dimensione dei manoscritti, dei progetti, dei disegni o delle tele, ma gli scultori erano tenuti a inviare modelli in terracotta che non superassero gli 80 centimetri di altezza, lunghezza o larghezza.
I partecipanti non si sfidavano allo stesso momento in un luogo convenuto, ma erano tenuti a inviare i loro lavori prima che le Olimpiadi cominciassero, dopodiché s’apriva una mostra in cui le opere venivano esposte, e una giuria valutava infine i pezzi e assegnava le medaglie.

 

 

 

 

 

 

Alessio Musella

 

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Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.
 
 
 

 

 

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Matteo Faben… talento, creatività e passione si miscelano

 

Matteo Faben 


talento, creatività e passione si miscelano…





di Alessio Musella  |14|Aprile |2024|


A dieci anni ha costruito un aeroplano con il compensato e le ruote della sua bicicletta perché il suo vicino di casa gli aveva regalato una vera elica lunga 50 cm…

A 13 anni (era il 1991) è  entrato in bottega da marmista come apprendista, trascorsi nove anni ha compreso di aver  raggiunto l’obiettivo prefissato e per andare oltre doveva affinare la tecnica con lo studio.

Nel 2001 decise di aprire il suo studio consapevole della pratica di lavorare il marmo acquisita, la sera ha studiato per anni solo disegno, modellato e ritratto.

La sua prima opera è stata una testa di cavallo antropomorfa con le labbra di donna, voleva rappresentare un amore infaticabile e inesauribile.





Matteo ha 47 anni ed è certo di non aver ancora finito di studiare, visitare mostre e stare a contatto con tanti artisti, la condivisione aiuta sempre la crescita…

La scelta dei soggetti protagonisti delle sue opere ricade sempre sulle cose che ama e non sono poche.

Scolpisce le mani, ama il mare, l’oceano e le vastità inesplorate, scolpisce i capodogli, ama la libertà che prova quando guida la sua moto e scolpisce il suo motore, scolpisce la volontà, la fede  il dolore il vento e trasforma il sentimento in opera artistica.





Ogni volta che espone le sue opere, durante l’inaugurazione si ritrova alla sera con il dolore alle mascelle perché non smette mai di sorridere, esporre per lui è sinonimo di gioia.

Potendo fare un salto nel passato, Matteo cercherebbe Michelangelo Buonarroti, gli starebbe vicino il più possibile per mettere in pratica a suo modo le sue vedute, per superare i problemi della vita, del lavoro e gli stringerebbe la mano fissandolo negli occhi.





Se pensa alla pittura, vorrebbe incontrare Caravaggio perché ama il suo modo di rappresentare il “Immancabilmente”, per uno scultore, andrebbe volentieri a bottega da Bernini per imparare bene il Barocco e le infinite composizioni che ne derivano.

Per l’artista il bianco è sinonimo di luce e scolpire il marmo bianco è un onore quindi per la proprietà transitiva: onore alla luce.




 

Per Matteo l’arte è vita, forse, anche per questo, se dovesse incontrare e stesso a 18 anni, si metterebbe un braccio sulle spalle e si inciterebbe ad andare avanti sempre e comunque, trasformando ogni esperienza vissuta in opere…































Alessio Musella

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FOLLIA opere di Adele Ceraudo Museo del presente, Rende (CS)

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 







FOLLIA 
opere di Adele Ceraudo 

Museo del presente, Rende (CS)  

dal 06/04/2024 al 04/05/2024



Lady Bic, alias Adele Ceraudo, l’artista che con la penna biro e, per mezzo di sé stessa come modella e come medium, sonda differenti visioni dell’universo, personale e sociale, femminile, espone più di 30 opere, la maggior parte delle quali inedite, al Museo del Presente a Cosenza, sua città natale.
Il cuore delle opere in mostra, racconta gli stati emotivi e mentali indagati e vissuti dall’artista, nello specifico degli ultimi 6 anni. Le dipendenze e chiusure, l’empatia estrema, la creatività compulsiva, la solitudine e l’abbandono, come anche luce e rinascita.
Dall’esperienza artistica nell’ex ospedale psichiatrico di Udine, in cui le donne venivano segregate come pazze e scomode, qualunque fosse la loro reale condizione. Esperienza raccontata (ed in mostra) dagli scatti di Alfonso Firmani durante i backstages della performance “ABBRACCIAMI” e del corto diretto da Duccio Forzano “IONONSONOPAZZA”, visionabile in mostra.


Il percorso passa attraverso il lungo periodo di alienazione, follia e solitudine durante la pandemia che ha messo in ginocchio l’intero globo e poi verso il bisogno sempre più profondo di essere nella sua terra, dopo la perdita del padre, operando sul territorio cosentino, distaccandosi da sé stessa e dalla propria figura, per dedicarsi a ritratti accuratissimi e maniacali sempre interamente eseguiti a penna bic, di grandi e geniali artisti del ‘900.



Anche questa in qualche maniera follia e rappresentazione di essa, da Jackson Pollock ad Amedeo Modigliani, da Frida Kahlo a Marcel Duchamp, da Umberto Boccioni a Tamara de Lempichka. Sino ad arrivare alla creazione di 5 tavole (a biro)”COME IN ATTESA e “LE MASCHERE DELLA FOLLIA” e “RINASCIMENTO” ritornando nuovamente a sé stessa nella ricerca interiore, attraverso dolore ma anche ascesa e speranza. Infine concludendo con gli scatti costruiti con Ivana Russo e l’elaborato makeupartist di Jessica Casciaro, 3 immagini di grande impatto visivo ed emotivo, incentrati su un’indagine metaforica ed esasperata della condizione, purtroppo ancora attuale, femminile.
Ospitata all’interno dell’evento GALARTE, organizzata da Giacomo Vercillo, alla sua 26° edizione, la mostra di Adele Ceraudo sarà visitabile dal 6 aprile al 4 maggio, nella sala EUDOSSIA del Museo del Presente, dal martedì al sabato, 9.00-13.00/16.00-19.00





Evento segnalato dal GRUPPO EXIT di Alessio Musella



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Due collezionisti i fondatori di Agostino Art Gallery

 




Due collezionisti i fondatori di Agostino Art Gallery.






di Alessio Musella  15|Ottobre|2023




Agostino Art Gallery nasce nell’ottobre  2022 a Milano.

La sede è posizionata  in via Solari 72, a pochi metri dall’ head quarter  di molte maison legate alla moda e a spazi espositivi importanti (Via Tortona).

Uno spazio espositivo che promuove un approccio decisamente unconventional, multidisciplinare che unisce arte, comunicazione e trasversalità  per superare limiti e confini prestabiliti che spesso allontanano invece che avvicinare il pubblico al concetto di Arte Contemporanea.



Agostino Art Gallery non vuole essere solo mostre, ma anche talk, presentazioni editoriali e laboratori: un vero e proprio  salotto culturale cittadino, un crocevia di incontro, confronto, progettazione e convivialità.

La galleria nasce da un’idea di Cinzia Lampariello Ranzi e Giacomo Christian Giulio Ranzi.

Il loro è un interesse che li ha portati, fin dagli anni ‘80, a viaggiare e a scoprire talenti internazionali in primis da collezionisti.



I due ideatori, oggi uniti nella vita e nell’arte, hanno deciso di condividere anche le opere da loro acquistate nel tempo, esponendole in mostre tematiche che affrontano argomenti attuali e drammatici come la guerra, ma anche temi di costume come la capsule collection dedicata a Sua Maestà la Regina Elisabetta II.


Molte sono le partnership che in un anno sono  stati in grado di creare, prime fa tutte con il curatore e critico Gianluca Marziani, il Developer artistico Alessio Musella, con Astrolabio Viaggi che ha messo a disposizioni le sue sedi per esporre opere selezionate dalla Galleria, e la Fondazione Donà delle Rose.



Una curiosità:

Il nome Agostino  è un omaggio a Sant’Agostino e al suo pensiero relativo all’uomo: la volontà autonoma rispetto alla ragione. 

Nel logo della Galleria è inserito il triangolo di Penrose, tanto caro ad Escher, come omaggio a quegli “oggetti impossibili” che offrono tuttavia infinite possibilità di interpretazione.



Per maggiori informazioni: www.agostinoartgallery.it.














Alessio Musella

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Cutro, 26 Marzo: Adele Ceraudo raccoglie l’invito di Giancarlo Cauteruccio

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi

Cutro, 26 Marzo: Adele Ceraudo raccoglie  l’invito di Giancarlo Cauteruccio:

E’  arrivato il giorno per celebrare sulla spiaggia di Steccato di Cutro la messa laica dopo il naufragio del 26 febbraio scorso.

di Alessio Musella   |25|Marzo|2023|




 

Giancarlo Cauteruccio dopo dopo 40 trascorsi a Firenze dove, da attore, drammaturgo e regista ha fondato la compagnia Krypton anticipando il connubio stretto tra teatro e tecnologia  è tornato nella sua Calabria.

La spiaggia di Cutro diventa protagonista, dove i resti dei naufraghi  ci inchiodano alla verità indicibile e semplice: La mia terra è dove poggio i miei piedi, il diritto allo spostamento, all’esilio, è antico come l’essere umano che ha iniziato il suo viaggio nel mondo da nomade. ARITHMOS KR46M, KR14F9 (dove KR sta per Crotone, 46 per quarantaseiesima vittima, M per maschio e 0 per un neonato che non ha neanche raggiunto il primo anno di età e la seconda sigla rimanda al quattordicesimo morto, una bimba di 9 anni) è il titolo di una performance che ha chiamato a raccolta tutti gli artisti calabresi e non solo

Non poteva mancare all’appello Adele Ceraudo, artivista da sempre, Calabrese di nascita, ma cittadina del Mondo.



Un’espressione del volto, la sua, forte, fastidiosa, torsioni tra corpi che raccontano attraverso le  immagini, dolori, esperienze vissute sulla pelle…

Adele Ceraudo dimostra, attraverso le sue opere, parte del suo cuore, della sua anima, del suo pensiero e soprattutto del suo tumultuoso passato che si unisce alla sofferenza delle donne, costrette a lasciare la propria terra, tenendo in grembo il frutto della loro anima, pronte a sacrificarsi per un futuro, del quale niente conoscono…

L’opera donata da Adele Ceraudo non a caso la prima del suo percorso artistico, oggi è legata alla performance InVeloAzione che prende forma a novembre in seguito alle proteste in Iran.

Nasce da un bisogno, da un sentire comune e una forma di reazione che si trasforma in azione creativa, artistica, una urgenza di dire e di riflettere, andando aldilà di quegli avvenimenti.

La performance di pittura si è trasformata in performance dal vivo con il pubblico nella sua Galleria AC di Cosenza, coinvolgendo altre figure con cui, in pochi giorni, ha preso forma il progetto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalle 11.30 di domenica 26 marzo a un mese esatto da quella strage che a oggi ha fatto 88 vittime insieme costituiranno l’ossatura di un’azione teatrale che nel pomeriggio, dalle 17.30 in poi, avrà il suo akmé.


(tratto da Alì dagli occhi azzurri) 

«Un testo – spiega Cauteruccio che lo ha scelto – straordinariamente anticipatorio in cui Pasolini profetizzava quanto sta regolarmente avvenendo. Noi saremo lì il 26 per parlare di accoglienza per rendere testimonianza attiva davanti a un evento tragico che non può essere dimenticato e che riduce le storie di questi bambini e di queste bambine di questi nostri fratelli arrivati da Oriente in numeri, codici che di loro non rivelano nulla. Non è un caso che il titolo dato alla performance che vedrà l’Orchestra della Calabria intonare il Requiem di Verdi sia quell’ARITHMOS KR46M, KR14F9, che ci rammenta la tragica numerazione delle vittime e rende evidente la ribellione del numero, inteso in senso Pitagorico come principio regolatore del mondo, che nell’oggi si è svuotato di senso». 

Nella società delle borse che affondano, delle statistiche e dei morti in mare che diventano sigle stanno lì a ricordarci che tutti noi abbiamo abdicato alla qualità in funzione della quantità.











Alessio Musella

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Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA

   L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con…

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA





Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA



di Alessio Musella  |21|Maggio|2022|





La piazza del Centauro, a poche decine di metri dalla centralissima Piazza del Duomo, sembra uscire da un quadro di De Chirico.

Il Centauro fu donato  dall’artista Igor Mitoraj alla città di  Pietrasanta nel 1994.

 

La scultura, realizzata in bronzo dalla Fonderia artistica Mariani di Pietrasanta  

Questa è sicuramente una delle opere iconiche dello scultore polacco, oltre ai famosi volti bendati,

 

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA


In questa opera è possibile scorgere tratti dalla scultura equestre di Marco Aurelio di Roma, o del Gattamelata di Donatello.

 

In questa opera Mitoraj  fonde cavallo e cavaliere, plasmando la mitologia e la storia  ecco dunque che il centauro diventa  un cavaliere antico, un soldato romano un binomio indissolubile che le battaglie hanno sugellato fin dalla notte dei tempi “Uomo e Cavallo”

 

L’apparente stile classico che contraddistingue la produzione dell’artista polacco  è contaminato, si è sporcato, si è infettato con i germi della modernità.

 

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA


In questa scultura l’aspetto mostruoso legato alla rappresentazione di questa figura mitologica scema per mettere in evidenza la potenza dell’individuo, un eroe greco o romano , ma contemporaneo.

 

Pietrasanta  ha un segreto:  un’ora magica, in cui la città svela il suo vero volto , al tramonto, nelle giornate di sole, la piazza del Duomo e le sue immediate vicinanze si tingono di porpora ed oro, è proprio quello il momento che consiglio per andare ad “ascoltare”…il Centauro..

 

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA


Era il  1983 quando Mitoraj si trasferì a Pietrasanta, qui scoprì il marmo e il bronzo come materiali ideali per le sue sculture in bilico tra passato e presente


Quando arrivò nella città d’arte che lo ha adottato artisticamente , dormì per mesi in un vecchio albergo malandato nel quale le camere avevano e non c’era  acqua calda… questo fu  l’inizio di molti dei grandi che hanno scelto di entrare nell’universo artistico di questa cittadina Toscana Botero, Finotti, Yasuda, Ciulla…











Alessio Musella

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