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Maggio 2022

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Una curatrice di successo, Lisa Gray

L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi

Una curatrice di successo, Lisa Gray






di Giuseppina Irene Groccia |31|Maggio|2022




Il lavoro di un curatore d’arte ha l’enorme potenziale di rivelare la complessità e le diverse possibilità della realtà che ci circonda.

Negli ambiti creativi è una delle competenze più rappresentative capace di coniugare diverse mansioni in un’unica figura professionale.


Lisa Gray riesce ad identificarsi in queste caratteristiche in maniera eccellente.

Donna straordinaria, professionista infallibile Lisa vanta un percorso di analista finanziaria con una infinita passione per l’arte. La capacità imprenditoriale aggiunta alle competenze del settore riescono a farle produrre mostre e progetti artistici di successo.



Ne è testimone il progetto Flux Exhibition, uno tra i più importanti eventi nella scena artistica Londinese.

Si tratta di un evento espositivo ideato da Lisa, generato e cresciuto nel prestigioso panorama artistico inglese e che in breve tempo ha acquistato stima e riconoscibilità come garanzia di qualità ed esclusività.


Londra è fin da sempre considerata una delle capitali indiscusse dell’arte contemporanea e il progetto FLUX non può che esserne degna rappresentanza.

La mostra è un evento di arte contemporanea e performance internazionale che incorpora 50 tra i più talentuosi e dinamici artisti contemporanei.



La sua famosa “Private View” è considerata ormai “la migliore serata di apertura del decennio”, si tratta della serata inaugurale prima che venga aperto al pubblico l’evento espositivo.





La festa di apertura di FLUX si anima con ospiti musicali, performance art e installazioni site-specific che completano il concept e apportano un nuovo approccio sperimentale alla mostra.















Arte, scultura e installazioni sono esposte insieme a musicisti e artisti performativi eccentrici e originali, che animano l’atmosfera insieme all’entusiasmo degli artisti e dei numerosi visitatori.






Uno degli scopi dell’evento è quello di colmare il divario tra artisti e acquirenti cercando di portare l’arte attivamente verso un pubblico più ampio incentivando collaborazioni e commissioni.

Infatti per l’intero evento sarà possibile ammirare installazioni e lavori di notevole importanza e come negli anni precedenti, la maggior parte delle opere saranno in vendita; un’occasione unica di possedere pezzi originali di importanti artisti contemporanei.




Lisa Gray riesce con grande abilità a mettere in scena uno spettacolo collaborativo e inclusivo celebrando l’arte e guidando gli artisti verso un sempre più ampio riconoscimento.




Da qualche anno Lisa affianca a questo già affermato progetto espositivo anche FLUXREVIEW progetto editoriale ideato e diretto da lei stessa



Si tratta di una rivista d’arte e cultura indipendente composta da 200 pagine di ispirazione creativa.

The FLUX Review si presenta con un design impeccabile nel panorama delle pubblicazioni artistiche di prestigio e delinea un appuntamento imperdibile che mette in dialogo molti artisti contemporanei.





Il Magazine raccoglie interviste e approfondimenti dedicati agli artisti selezionati da Lisa Gray e facenti parte della #FluxFamily, selezione così amorevolmente denominata dalla stessa curatrice.





Con i contributi di scrittori, artisti e designer pluripremiati, The FLUX Review mette in mostra artisti contemporanei di eccezionale talento e approfondisce la produzione artistica valutata, da Lisa Gray, come significativa nel panorama delle arti contemporanee.


Un catalogo ufficiale capace di configurarsi come testimonianza originale delle tendenze artistiche contemporanee e come prodotto editoriale di lusso appetibile da parte del collezionismo. 



TheFluxReview si afferma come progetto complementare e integrativo del già importante progetto espositivo FluxExhibition, ambedue ideati e diretti da Lisa Gray con competenza e rigorosa professionalità.





QUI PUOI RICHIEDERE THE FLUX REVIEW:

Clicca sull’immagine









Intanto fervono i preparativi per la nuova ed attesissima mostra FLUX di quest’anno. Nei prossimi giorni, esattamente dal 16 al 25 Giugno FLUX Exhibition 2022 presenterà un evento di dieci giorni che metterà in mostra il lavoro di diversi artisti contemporanei. FLUX Exhibition è l’evento principale di Londra per scoprire pittori, scultori e artisti tra i più performativi, talentuosi e dinamici 

Tenuto al The Design District – Greenwich Peninsula a Londra questa tanto attesa edizione porta alla ribalta 50 artisti selezionati da Lisa Gray.

La festa di apertura di FLUX, la famosa Private View, si preannuncia come ogni anno un evento nell’evento in quanto anima con ospiti musicali, performance art e installazioni site-specific l’intera serata di apertura.

La mostra rappresenta per gli artisti selezionati un’opportunità per accedere a una vasta e diversificata realtà espositiva, confrontandosi con talenti internazionali in uno spettacolo collaborativo e inclusivo. 

Tutti gli ospiti che effettueranno un acquisto riceveranno un’opera d’arte in edizione limitata dell’artista Marcus Jake del valore di £ 250.




Le leggende di Drag Marnie Scarlet, Anna Phylactic e Liquirice Black di Drag SOS saranno ospiti alla “Private View” del 16 giugno.



NON PERDERE QUESTO IMPORTANTE APPUNTAMENTO!

TICKETS QUI:

Clicca sull’immagine

Contatti della Curatrice

Facebook Lisa Gray
Instagram fluxexhibition
Sito Web  Flux Exhibition



















 




©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 
















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Spazio AC – Factory e Atelier d’arte dell’artista Adele Ceraudo

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi


Inaugura sabato 28 maggio a Cosenza Spazio AC, factory e atelier d’arte dell’artista internazionale Adele Ceraudo. Nato dalla collaborazione con Franco Florio, ex calciatore ed allenatore globe-trotter da sempre attento al dettaglio, amante del bello, e appassionato di arte.



Lo Spazio AC nasce come il suo personale tributo alla  città d’origine. 

Adele nasce a Cosenza nel 1972 e, qui, si diploma al Liceo Artistico; a Firenze approfondisce gli studi di Arte e Architettura, classicità e armonia delle linee; dal ’97 è a Roma ed esplora il mondo del Teatro e del Cinema, riuscendo poi, dal 2009, a coniugare disegno, performance fotografica e scenica, elaborazioni in stampa Fine Art e pittura.



Sono diverse le esposizioni di carattere nazionale ed internazionale, collettive e personali alle quali ha partecipato: pubblicazioni, seminari e lezioni in Accademie di Belle Arti, speach con proiezioni e allestimenti in Istituti Italiani di cultura a Melbourne, Osaka e Barcellona, come al TEDx di Cesena o alla Leadership Arena a Barcellona, tesi di laurea incentrate sulla sua Opera, aste di beneficenza ed eventi di solidarietà, mostre personali in Musei e Gallerie d’arte di prestigio, creazioni di performance live e video, collaborazioni con fotografi e registi noti al pubblico dell’arte e non, con sperimentazioni digitali, di stampa Fine Art, elaborazioni musicali e performative.

La sua prima esposizione personale è datata 2007 a Cosenza.



Un ritorno ad Itaca che è insieme meta e partenza, Adele, Lady Bic, apprezzata in tutto il mondo per i suoi ritratti in punta di penna a sfera, disegna e crea con accuratezza maniacale, su un formato che solitamente è un A3 su carta Fabriano, per permettere un perfetto assorbimento dell’inchiostro per poi aumentarne la dimensione fino a trasformare il disegno perfetto in un opera sul supporto scelto: tela, Pvc, Plexy, Alluminio, Specchio, Mash forato. 

La Penna BIC è il suo sorprendente strumento d’arte, un vero e proprio ideale prolungamento dell’ arto destro a servizio del suo pensiero, del suo estro creativo. 

La linea che parte dalla sua mano, appare trasparente, sfumata quasi intangibile, o “decisa e netta” per dar il giusto peso a ogni suo pensiero. 

Appuntamento dalle 10,00 su corso Umberto al civico n. 85: “In un luogo che vuole essere punto di riferimento e fucina di idee, spazio di condivisione e creatività. Galleria espositiva, atelier, Spazio AC ospiterà e vedrà nascere le mie opere”, assicura l’artista dai capelli verdi, verde come è verde la sua amata Calabria…

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Un viaggio nell’eleganza – La fotografia di Olivia Mazzola

  L’ArteCheMiPiace – Artisti

Un viaggio nell’eleganza

La fotografia di Olivia Mazzola 


di Giuseppina Irene Groccia |26|Maggio|2022





L’arte fotografica di questa giovane artista ha come comune denominatore la femminilità e la bellezza.

Olivia Mazzola ci regala scatti eterei e sognanti non semplici fotografie. 

Il ritratto femminile esprime per lei una disarmante sensualità che si evince tramite la sublime eleganza delle forme e composizioni

Nel suo universo creativo troviamo progetti di poesia visiva ottenuti da esplorazioni visuali che sembrano trasmettere una sorta di messa a fuoco della sua interiorità.

Olivia è una creativa che utilizza la sua pratica fotografica per innescare avanguardie concettuali e per comunicarci meglio il suo sentimento per la luce.




















































Scambiamo con lei qualche parola per approfondire e focalizzare il suo percorso artistico e il suo lavoro…



– Come è iniziata e quando la tua passione per la fotografia?

 

Sin da piccola ho sempre considerato la fotografia come vera e propria magia. Ho iniziato per pura passione con una piccola macchina compatta ai tempi dell’Università ma, scattavo principalmente d’istinto, senza alcuna tecnica. Soltanto dopo un episodio molto doloroso della mia vita; la perdita di mio padre, ho sentito la profonda esigenza di esprimermi attraverso il mezzo fotografico. Non più studentessa da molti anni, sono ritornata a frequentare una scuola iscrivendomi ad un corso professionale alle IED di Milano per imparare la tecnica fotografica, e, da quel momento, non mi sono più fermata.





 

– Cosa ti affascina e ti interessa particolarmente di questa espressione artistica?

 

Considero la fotografia una vera a propria Arte, mi affascina lo studio della luce e la libertà di poter esprimere il proprio io attraverso unimmagine. Considero quel piccolrettangolo dove si posa l’occhio una sorta di inquadratura emotiva, ovvero il filtro attraverso il quale si trasmettono le proprie emozioni.




 

– Ricordi la tua prima foto?

 

Ricordo che mio padre un giorno tornò a casa con una polaroid che comprò per il suo lavoro. Con la complicità di mia nonna, durante un suo momento di distrazione, gliela rubai, mi nascosi nell’armadio e scattai la mia prima vera fotografia.




 

– Cosa rappresenta per te la fotografia?

 

Per me la fotografia rappresenta amore, passione, emotività, sensibilità. Essendo timida di natura, la macchina fotografica mi permette di avvicinarmi al mondo in punta di piedi. E’ protezione ma anche incoraggiamento, è terapia e compagna di vita. Quando non fotografo non riesco a sentirmi me stessaper cui è diventata, nel corso del tempo, una a vera e propria esigenza per dare libero sfogo a tutto ciò che ho tenuto nascosto dentro per troppo tempo.






 

– Hai un messaggio principale che vuoi trasmettere attraverso il tuo lavoro?

 

Sono cresciuta con mia nonna, che ogni sera, per cercare di farmi dormire, mi raccontava ogni tipo di fiaba. Adoravo ascoltarla, riusciva con il tono della sua voce a trasportarmi in un mondo immaginario, facendomi sognare ed emozionare. 

Amo cogliere il nondetto in un gesto, in un movimento, in uno sguardo e in un dettaglio. Citando Diane Arbus credo fermamente che la fotografia sia “un segreto che parla di un segreto”; il mio principale scopo è riuscire ad emozionare ricercando spasmodicamente la Bellezza in ogni cosa. La Bellezza intesa nel senso artistico, poetico, pittorico e concettuale del terminemi piace ciò che è indefinito, il vibrato della macchina fotografica, la sua morbidezza, gentilezza, eleganza, amo il mosso ed il micromosso e sperimento molto con i soggetti che fotografo. Mi interessa la ricerca nella luce, nel colorenell’ambientazionenei materiali, adoro sperimentare e sono fermamente convinta che con questa Arte non si smetta ma di impararerestando sempre in perpetua fase di sperimentazione.

 



 

– I tuoi soggetti sono esclusivamente femminili. C’è una spiegazione? 

 

Da sempre, mi sono appassionata moltissimo alla figura femminile, la sua rappresentazione nell’Arte e nella storia della Moda. Innamorata del Pittorialismo fotografico, ricerco sempre, quando fotografo i miei soggetti femminili, la luce pittorica.

Ho iniziato i miei studi fotografici durante un periodo molto difficile, ovvero, proprio prima dell’inizio della pandemia. Durante il primo lock-down, sono stata costretta, per eseguire gli esercizi ed imparare l’uso della luce a fotografare me stessa. La disciplina dell’Autoritratto risale alla pittura e in fotografia penso sia molto importante rivolgere la macchina verso sé stessi, è un lavoro tecnicamente molto difficile, ma, mi è servito per imparare poi a relazionarmi con i soggetti che ritraggo.




 

– La tua passione per il ritratto è iniziata subito oppure hai sperimentato altri generi in precedenza?

 

Ho sperimentato tutti i generi fotografici prima di dedicarmi al ritratto, sia la street-photography che lo still-life. Sono discipline che mi arricchiscono continuamente di nuove idee e spunti e servono ad allenare l’occhio fotografico pur avendo entrambe caratteristiche differenti.

Nel tempo ho constatato, invece, che la mia vera passione è il lavoro di studio, la possibilità di creare e costruire un set partendo da unidea, avere il controllo della luce sia naturale che artificiale per poterla plasmare in modo creativo.






– Ritieni che il tuo modo di rappresentare una modella sia differente da quello che farebbe un tuo collega uomo?

 

Ritengo che ognuno abbia e sviluppi il proprio punto di vista. Credo sia principalmente un discorso di sensibilità personale nei confronti del soggetto fotografato, il saper cogliere quel “qualcosa” che emoziona.

Ognuno di noi fotografa grazie ed attraverso la propria esperienza di vita e la propria “unicità”.

Personalmente, per esempio, non amo la volgarità e la sfrontatezza fini a sé stesse. Ricerco un ideale di sensualità e femminilità differenti.




 

– Hai dei Maestri di riferimento a cui guardi, a cui ti senti affine?

Amo molto il Pittorialismo e la fotografia di Steichen, Stieglitz, Avedon, Horst P. Horst, Nadar e Juliet Margaret Cameron. Per quanto riguarda autori piu’ contemporaneiadoro letteralmente Paolo Roversi, Lilian Bassaman, Sarah Moon, Alessio Cocchi, Eolo Perfido, Patrick Demarchelier, Giovanni Gastel e Francesca Woodman.




 

 

– Quali sono le tue opere in cui ti riconosci e perché?

 

Ogni opera che creo è un po’ come un figlio per me, ho uno speciale attaccamento nei confronti di ognuna di loro perché sono tutte legate a delle esperienze, sensazioni ed emozioni specifiche.

Le opere che prediligo sono quelle in cui ho cercato di rappresentare l’aspetto pittorico, poetico e sognante, a tratti malinconico, evasivo ma allo stesso tempo allusivo, che fanno parte del mio essere.






 

 

– Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

 

Sto lavorando a delle serie fotografiche di autoritratto e still-life che sto ultimando. Nel futuro prossimo mi piacerebbe molto realizzare un progetto di nudo pittorico femminile.







Contatti dell’artista


Facebook Olivia Mazzola


Instagram liv_art_photography



















 




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COLLECTORS NIGHT 2022 Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi

COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte





















COLLECTORS NIGHT 2022

Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte


Il 4 giugno 2022 al via la settima edizione della Collectors Night, l’attesissimo evento per l’estate Pietrasantina. Da sempre, ogni anno, una moltitudine di turisti accorre nella cittadina per contemplarne le bellezze e i luoghi caratteristici. Da anni ormai, alla già nutrita schiera di visitatori, si unisce la categoria dei collezionisti d’arte che giunge a Pietrasanta per visitare le mostre nelle gallerie.

In questo contesto la Collectors Night è diventata già un appuntamento imperdibile. Questa edizione, a differenza delle altre, si svolgerà il primo weekend di giugno.

Claudio Francesconi, Coordinatore delle gallerie della Collectors Night, ha spiegato le motivazioni della scelta della data: “La Collectors Night nasce come un’occasione speciale, pensata e costruita su misura per i collezionisti d’arte. Un evento che crea l’opportunità di poter partecipare a una molteplicità d’inaugurazioni di mostre e avvenimenti correlati, tutti nella stessa giornata. Un’opportunità unica, preziosa e anche estremamente comoda. Per noi galleristi è inevitabile porre la figura del collezionista al centro della nostra operatività. Da qui l’idea di svolgere l’evento, per la prima volta, in un periodo in cui l’accesso fosse più gestibile e godibile, vista la minore caoticità delle belle giornate di giugno. Pietrasanta è splendida tutto l’anno e lo è a maggior ragione nei primi giorni di giugno, quando l’estate inizia ad avvicinarsi e la si può annusare senza esserne travolti”.

Indiscutibilmente degno di nota il lavoro degli straordinari professionisti coinvolti nella Collectors Night, lavoro che non si è interrotto neppure durante l’emergenza sanitaria. Un segnale di costanza e grande passione, dunque, che ogni anno trova conferma nel successo della manifestazione.

Tante le gallerie che hanno preso parte alla Collectors Night: Barbara Paci Galleria D’arte, Futura Art Gallery, Accesso Galleria Pietrasanta, Galleria Deodato Arte, Galleria Giovanni Bonelli & LIS10 Gallery, Galleria Poggiali, Galleria Susanna Orlando Pietrasanta, Marcorossi artecontemporanea, Paola Raffo Arte Contemporanea, Galleria Laura Tartarelli Contemporary Art, tutte iscritte ANGAMC, Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.

Le sedi espositive apriranno le loro porte dal tardo pomeriggio del 4 giugno, inaugurando contestualmente una serie di mostre dedicate a maestri storicizzati, autori internazionali e artisti emergenti, offrendo un’ampia panoramica sull’arte moderna e contemporanea.

La settima edizione della Collectors Night rappresenta un segnale di grande continuità di un progetto serio e solido, portato avanti con grande energia in questi anni dalle gallerie d’arte organizzatrici. Basti pensare che questo ’percorso artistico’ abbia proseguito con le sue edizioni nonostante i continui disagi dovuti all’emergenza sanitaria, e di questo siamo orgogliosi!Ho la fortuna di coordinare un gruppo di seri professionisti che ogni anno, con entusiasmo, costruisce progetti espositivi di grande livello. L’arte è un grande piacere per chi la vive e per chi la produce, a tutti i livelli. Non dimentichiamo, però, che dietro alle mostre d’arte c’è un enorme lavoro di tante persone!” – conclude Claudio Francesconi.

Grazie alla mappa delle mostre, i collezionisti, gli amanti dell’arte o semplici curiosi, potranno percorrere le affascinanti strade della città, visitando le varie esposizioni.


Tutte le gallerie sono pronte a ricevere i visitatori il 4 giugno, dalle ore 18:00 fino a tarda notte.


LE GALLERIE DELLA COLLECTORS NIGHT

 

Accesso Galleria 

In occasione dell’inizio della stagione estiva 2022, Accesso Galleria presenta sei artisti contemporanei internazionali durante l’“8th Annual Season Opening”. Il Season Opening è la vetrina della galleria sui nuovi lavori degli artisti già rappresentati, e l’opportunità di proporre al pubblico un nuovo artista con il quale ha intrapreso una collaborazione. Per il 2022 Accesso Galleria presentala prima mostra in Italia dell’artista. belga David Deweerdt.



COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte



 

Galleria Giovanni Bonelli & LIS10 Gallery

Per questa nuova edizione della Collectors Night di Pietrasanta, Galleria Giovanni Bonelli rinnova la collaborazione con Lis10 Gallery e The Project Space, tre realtà con sede nel complesso dell’ex Marmi (via Nazario Sauro 56-52), per presentare al pubblico della notte bianca la mostra “Once upon a time in West Africa”, curata da Alessandro Romanini, che vede protagonisti dieci artisti africani contemporanei, la metà dei quali sono stati selezionati per l’edizione 2022 della Biennale di Venezia, firmata Cecilia Alemani.


COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte





 

Galleria Deodato Arte

“Mr. Brainwash: street art in Pietrasanta”, questo il titolo della mostra. Una personale dedicata ad alcune delle opere più iconiche di Mr. Brainwash, street artist di fama mondiale rappresentato in esclusiva dalla Galleria Deodato Arte con una selezione di pezzi unici su tela, carta, sculture in resina, opere con neon luminosi, oltre ad alcune delle sue introvabili edition e le spray cans da collezione.


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Futura Art Gallery 

La galleria apre il nuovo spazio dedicato al mondo degli NFT: La prima mostra che Futura produce all’interno di questo nuovo format è COEXISTENCE, un progetto personale tra marmo e NFT dell’artista coreano Park Seung Wan. La curatela della mostra è affidata a un opinion leader di grande prestigio, fama e credibilità in ambito blockchain/NFT: Silvio Luchetti.


COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte



 

Barbara Paci Galleria d’Arte

Da sabato 4 giugno 2022 Barbara Paci Galleria d’Arte presenta la mostra personale delle opere scultoree dell’artista Massimiliano Pelletti, nato e cresciuto a Pietrasanta, città nota a livello internazionale per i suoi laboratori artistici del marmo.


COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte










































Galleria Poggiali

Presenta le opere degli artisti Fabio Viale, Roberto Barni e Goldschmired & Chiari.



COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte

 

Paola Raffo Arte Contemporanea

Sabato 4 giugno alle ore 18:30, inaugura la stagione estiva e la Collector Night n.7 con la mostra collettiva θάνατος αθάνατος – Solo la morte è immortale, a cura di Lorenzo Belli. L’esposizione presenterà le opere di Jørgen Haugen Sørensen, Antonino Bove, Andrea Berni e, in anteprima nazionale, il documentario “Into the Night: Portraits of Life and Death” della regista candidata al Premio Oscar Helen Whitney.


COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte




Galleria Susanna Orlando

S’intitola “WONDERWALL, un universo possibile” la mostra che inaugura la stagione estiva della Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta.” Quadri, disegni, schizzi, sculture, ma anche foulard, un lenzuolo, manoscritti. Oggetti d’arte e non solo per comporre un muro delle meraviglie che è anche una rappresentazione – personale – dell’Universo.


COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte




Marcorossi artecontemporanea 

In anteprima, MARCOROSSI artecontemporanea, nella galleria di Pietrasanta, espone il nuovo progetto dell’artista piemontese Mirco Marchelli. Il titolo benaugurante della mostra “Tante belle cose” è ispirato alla tipica frase del saluto piemontesed’antan e si presenta in realtà come fortemente innovativa, soprattutto nei materiali.


COLLECTORS NIGHT 2022  Settima edizione dell’imperdibile appuntamento per collezionisti e amanti dell’arte




Galleria Laura Tartarelli Contemporary Art 

Durante tutta la “Notte dei collezionisti” si potranno ammirare le opere innovative della promessa fiorentina: l’estroso artista Martin Lucchini, classe 1997. “Chilometri di filo e centinaia di chiodi, sono questi gli ingredienti utilizzati dal giovane toscano per realizzare i suoi originali quadri che – come sottolinea la direttrice artistica – rappresentano una ventata di novità e un investimento futuro nel mercato artistico contemporaneo”.


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HANS OP DE BEECK – T H E C O L L E C T O R ‘ S H O U SE

 L’ArteCheMiPiace – My Favourites 

HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia






HANS OP DE BEECK
T H E   C O L L E C T O R ‘ S   H O U SE




di Giuseppina Irene Groccia |24|Maggio|2022|




Hans Op de Beeck è un artista belga che si occupa principalmente di scultura mettendola in scena in grandi installazioni.

Artista visivo quindi ma anche regista teatrale, drammaturgo e compositore, Hans Op de Beeck si muove tra linguaggi e materiali diversi.

Nel 2018 la sua “The Collector’s House” è stata esposta al Museum Kunstpalast di Düsseldorf nell’ambito della mostra “Black & White. Da Dürer a Eliassonin collaborazione con la National Gallery di Londra.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


 

Si tratta di 250 metri quadrati di installazione che riunisce ottanta opere scultoree a grandezza naturale. “The Collector’s House” è uno spazio monumentale e immersivo, in cui si può entrare e vivere liberamente un’esperienza onirica.

L’artista belga ci permette, attraverso la fedele riproduzione di interi ambienti, l’esplorazione fisica di opere dalla forte carica simbolica.

Uno spazio capace di suscitare un senso di intimità e una silenziosa magia contemplativa, oppure darci l’impressione di invadere un’area riservata e personale senza essere osservati.

L’intera installazione con i suoi vari elementi ha un rivestimento uniforme di grigio opaco, rendendo lo spettatore l’unico elemento colorato dell’intera stanza.

In quanto tale, il visitatore assume una certa vivacità comparativa che lo rende il vero animatore dell’opera stessa.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Inoltre, non vi è alcun oggetto o prodotto prefabbricato nell’intero spazio. Tutto è realizzato dall’artista utilizzando gesso, legno rivestito, poliestere e intonaco pigmentato per un risultato finale dall’aspetto estraniante. Una caratteristica che accentua il senso di sospensione e alienazione dal mondo reale.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Difatti basta muovere i primi passi negli interni grigi di Hans Op de Beeck per essere trasportati subito in un altro cosmo, che ci cattura bruscamente. 

Ci muoviamo contemplativamente attraverso la struttura lussuosamente decadente e stranamente congelata di un collezionista d’arte fittizio e immaginario. Emergono tensioni, contrasti e ambiguità, sprofondiamo in un’atmosfera che non è proprio di questo mondo e sostiamo a lungo sul bordo dello stagno delle ninfee – incluso il bambino, che lo fa senza annoiarsi affatto in questo posto così alienante.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


L’opera è un interno immaginario e anacronistico, una sala di ricevimento simile a una Wunderkammer dove ogni componente  è opera scultorea, vi troviamo un pianoforte a coda, una grande biblioteca, vetrine con oggetti di fantasia, tavoli con nature morte, un’intera collezione di sculture a grandezza naturale, figure rappresentate spesso addormentati o assorti, raffigurazioni di dipinti e animali imbalsamati.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



Su un piccolo rialzo, proprio di fronte agli scaffali, c’è il pianoforte con uno sgabello a sinistra e un divano con un tavolo a destra, oltre a un uccello esotico impagliato su un piedistallo. Sul pavimento, a lato del tavolo,  c’è  anche un cane sdraiato.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



La collezione d’arte immaginaria comprende opere scultoree che sembrano classiche, moderne o contemporanee. Buon gusto e kitsch si fondono sorprendentemente in ogni elemento scultoreo.

HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Per approfondire ulteriormente questa atmosfera e lasciare che l’intera installazione abbia un effetto sul fruitore, ci sono diverse opzioni di seduta dove sedersi comodamente integrandosi nella stanza come silenziosa figura meditativa.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia




Qua e là si riesce ad osservare tracce di una probabile festa recente, si intravedono tanti oggetti dall’uso quotidiano sparsi in un disordine che incrina l’ordine apparente di questo inconsueto posto. 


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Lo spazio parla della messa in scena e della simulazione del prestigio e dell’istinto umano di collezionare, riflettendo soprattutto sullo stato dell’artificiale e del reale.


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Per lo spettatore i diversi elementi danno vita a numerosi momenti di contrasto in termini di contenuto. Tuttavia, l’installazione suggerisce anche un certo livellamento di questi opposti. A sua volta questi riferimenti conferiscono allo spettatore il ruolo di destinatario critico.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

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Soffermandoci sui dettagli e osservando più da vicino il pianoforte e il tavolo, si nota un certo disordine, perché su di essi vengono posizionati senza disposizione una pianta in vaso, singoli candelabri, piccole cornici, frutta, tazze, libri aperti e posacenere pieni di mozziconi di sigaretta. Questa impressione è rafforzata dagli oggetti che giacciono in diversi punti del pavimento. Lo spettatore incontra numerose bottiglie vuote, lattine frantumate, altri posacenere, scatole con oggetti, scatole della pizza aperte o semiaperte e un laptop. Scopriamo anche una giacca gettata casualmente sui braccioli del divano e alcuni oggetti tra gli scaffali apparentemente ordinati, ad esempio un bicchiere di carta che ricorda un contenitore per bevande di un fast food. Viene così minato l’ordine suggerito dalle librerie e dagli oggetti “classici”. 

In questo contesto, anche gli oggetti ordinari compaiono nel “sublime”.


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Lungo lo stagno delle ninfee al centro dell’installazione, rappresentazioni di dipinti con motivi paesaggistici (ad esempio una spiaggia con il mare sullo sfondo) sono appese alle pareti sinistra e destra. Sul lato sinistro e destra della stanza, lo spettatore trova anche tavoli con nature morte e oggetti vari, ad esempio un teschio che ricorda una natura morta barocca e poi vetrine con oggetti diversi come vasi, sculture di piccolo formato e maschere africane.

HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


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Per quanto realistiche siano tutte le opere monocromatiche in grigio, l’intenzione di Op de Beeck è pura finzione. Nella riduzione a “grigio”, il mondo colto borghese di un collezionista d’arte appare come un omaggio alla caducità, come sostenuto da numerosi motivi vanitas.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


In definitiva The Collector’s House si rivela un opera d’arte in grado di creare uno spazio contemplativo in cui perdersi, come in una magia silenziosa dove definire riflessioni profonde sull’uomo e sul mondo che lo circonda.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

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Il seguente video ci introduce in una suggestiva passeggiata all’interno di The Collector’s House:












HB: Quello che cerco di offrire nella mia arte visiva è l’inizio di storie possibili. A volte parto direttamente dalle mie esperienze di vita, a volte mi invento totalmente. Il fulcro è davvero la mia immaginazione. Tuttavia, mi riferisco ad alcuni fenomeni culturali esistenti, ma interpreterò sempre ciò che ci circonda e lo consegnerò come finzione. Non finzione come impiegata nel genere “fantasy”, ma una forma di finzione “plausibile” che si può leggere e comprendere visivamente come qualcosa di simile alla vita come la conosciamo. In questo modo parla di noi, della nostra condizione umana, delle difficoltà e delle benedizioni che incontriamo nella vita.


HANS OP DE BEECK  - T H E    C O L L E C T O R ‘ S    H O U SE su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia









Contatti dell’artista 















 




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CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL’IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE

L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’Arte

CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL'IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE    di Maria Marchese per L’ArteCheMiPiace

CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL’IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE

di Maria Marchese  |23|Maggio|2022|



“Ma la bellezza non era tutto. La bellezza aveva questo guaio: veniva troppo immediatamente, veniva troppo completamente. Fermava la vita – la gelava. Ci si dimenticava le piccole agitazioni; l’arrossire, il pallore, qualche strana distorsione, qualche luce o ombra, che rendeva per un momento riconoscibile la faccia e tuttavia le dava una qualità che in seguito si vedeva per sempre.“                      

                             Virginia Woolf



CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL'IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE    di Maria Marchese per L’ArteCheMiPiace





Tra sistole e diastole conoscitive, una colorata macchia si liquefà sulla carta: è un profilo emotivo incerto, la cui unica consapevolezza è la propria presenza immediata. Cristina Gentile lo coglie in quell’infinitesimale istante, laddove il palpito è indispensabile seppure impercettibile: allora, l’autrice ne asseconda il disvelamento, carezzandolo con le setole del pennello. L’attimo cromatico appare, quindi, all’occhio, come un morbido viluppo tonale; l’autrice individua i celati capi di quel nodo e li accompagna, perché raccontino la loro personale epifania. Essi si manifestano in un totale diacronismo, e emotivo e formale, creando l’apparente chaos.


CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL'IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE    di Maria Marchese per L’ArteCheMiPiace

In queste origini, infatti, coesistono aspetti sfumati, che digradano e, medesimamente, il “coup de tête” , la nota difforme, che vivifica la stonatura, nell’euritmia della composizione. Tra la frugalità e l’impalpabile, nasce, indi, il letto di ogni esperienza, addentro il suolo che congiunge ossimori esperienziali. L’autrice ligure, poi, d’emblèe, li caratterizza ulteriormente: attingendo da una danza tribale, infonde i profili di un alfabeto fisionomico primievo, radicato nei primordi dell’inconscio.



CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL'IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE    di Maria Marchese  per L’ArteCheMiPiace

I passi silenziosi vengono amplificati, dall’artista, frantumando ogni canone pregresso: essa celebra, così, la libertà di vivere appieno la conoscenza di sé. La distorsione viene concepita come allontanamento da uno stato naturale delle cose; Cristina Gentile polverizza, invece, la rigidità e l’inclemenza di questo sguardo distaccato, per riappropriarsi della verità di una personalità eteroglossa.



CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL'IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE    di Maria Marchese  per L’ArteCheMiPiace

La disfasia estetica, concepita tra dettagli amplificati, cicatrici segnico/conoscitive, creature dalla morphè “fumettata” , squarci di carta, rubati e poi plasmati in assurdi lineamenti… sboccia, nei “Distorti, di Cristina Gentile, in salvifiche pagine artistiche.

Lo sguardo volto all’ascolto, capace di percepire e percepirsi come mutevole e cangiante affermazione di virtù e fragilità può, indi, rispecchiarsi in queste pagine di alternativa bellezza.









CRISTINA GENTILE ILLUSTRA LA MERAVIGLIA DELL'IMPERFEZIONE E LA NATURALEZZA DELLA DISTORSIONE    di Maria Marchese  per L’ArteCheMiPiace



Contatti dell’artista 


Sito Web www.cristinagentile.it 























Maria Marchese su L’ArteCheMiPiace 

Maria Marchese


Maria Marchese, scrittrice, poetessa e curatrice d’arte, nasce a Como nel 74, dopo la maturità scientifica si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni”, a Milano.

Per oltre 20 anni svolge attività nel settore socio assistenziale.

Dal 2013 affronta da autodidatta il suo percorso di studio nel campo dell’arte, della letteratura e filosofia. Nel 2017 pubblica la sua prima silloge poetica “Le scarpe rosse- Tra tumultuoso mare e placide acque”. Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica.

Collabora con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con il Blog L’ArteCheMiPiace, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services.


www.mariamarchesescrittrice.com


Clicca sull’immagine per leggere tutti gli articoli di Maria



©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 




La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.




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Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA

   L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con…

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA





Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA



di Alessio Musella  |21|Maggio|2022|





La piazza del Centauro, a poche decine di metri dalla centralissima Piazza del Duomo, sembra uscire da un quadro di De Chirico.

Il Centauro fu donato  dall’artista Igor Mitoraj alla città di  Pietrasanta nel 1994.

 

La scultura, realizzata in bronzo dalla Fonderia artistica Mariani di Pietrasanta  

Questa è sicuramente una delle opere iconiche dello scultore polacco, oltre ai famosi volti bendati,

 

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA


In questa opera è possibile scorgere tratti dalla scultura equestre di Marco Aurelio di Roma, o del Gattamelata di Donatello.

 

In questa opera Mitoraj  fonde cavallo e cavaliere, plasmando la mitologia e la storia  ecco dunque che il centauro diventa  un cavaliere antico, un soldato romano un binomio indissolubile che le battaglie hanno sugellato fin dalla notte dei tempi “Uomo e Cavallo”

 

L’apparente stile classico che contraddistingue la produzione dell’artista polacco  è contaminato, si è sporcato, si è infettato con i germi della modernità.

 

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA


In questa scultura l’aspetto mostruoso legato alla rappresentazione di questa figura mitologica scema per mettere in evidenza la potenza dell’individuo, un eroe greco o romano , ma contemporaneo.

 

Pietrasanta  ha un segreto:  un’ora magica, in cui la città svela il suo vero volto , al tramonto, nelle giornate di sole, la piazza del Duomo e le sue immediate vicinanze si tingono di porpora ed oro, è proprio quello il momento che consiglio per andare ad “ascoltare”…il Centauro..

 

Per la Rubrica Cappuccio e Brioche, Alessio Musella ci propone un approfondimento su Il Centauro di MITORAJ a PIETRASANTA


Era il  1983 quando Mitoraj si trasferì a Pietrasanta, qui scoprì il marmo e il bronzo come materiali ideali per le sue sculture in bilico tra passato e presente


Quando arrivò nella città d’arte che lo ha adottato artisticamente , dormì per mesi in un vecchio albergo malandato nel quale le camere avevano e non c’era  acqua calda… questo fu  l’inizio di molti dei grandi che hanno scelto di entrare nell’universo artistico di questa cittadina Toscana Botero, Finotti, Yasuda, Ciulla…











Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.



Clicca sull’immagine per leggere tutti gli articoli di Alessio




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La Fotografia di Nadia Bianchi – Un luogo magico

 L’ArteCheMiPiace – Artisti

La Fotografia di Nadia Bianchi 
Un luogo magico



di Giuseppina Irene Groccia |21|Maggio|2022



Conosciamo Nadia Bianchi giovane fotografa italiana che ci parlerà della sua evoluzione come artista visiva e delle sue influenze. 

Ci racconterà lei stessa il suo percorso creativo, dove fotografia e pittura procedono spesso in parallelo, dove emozioni e contaminazioni artistiche danno vita ad opere che sanno raccontare sensazioni, palpiti e respiri.

La fotografia è per lei un luogo magico, dove riesce ad esprimere la propria creatività. 

Il mezzo fotografico la rende capace di decodificare le sue idee in un linguaggio fruibile a chi è abile a leggere nel sensibile.




La fotografia evoca la mia infanzia, le domeniche in famiglia davanti al proiettore delle diapositive, la possibilità di rivivere un momento o un luogo.

Evoca la magia di uno scatto concesso da mio padre quando ancora esistevano i rullini, le attese delle stampa, la sorpresa.

Crescendo poi, con le nuove “macchinette” ho sempre solo scattato per avere il ricordo delle mie compagne in gita, della città visitata, del bel mare.”




In un angolo della mia testa però ho sempre avuto chiara l’impressione che nelle fotografie potesse esserci nascosto qualcosa che fosse molto di più di un ricordo: storie, pensieri, emozioni, realtà passate, relazioni, vita insomma.

Ho iniziato a scattare le mie prime “vere” fotografie intorno al 2017 e in particolare riconduco ad un viaggio di lavoro a Basilea una di quelle che io identifico come “ la mia prima” fotografia. Era il 2018. Mi rendevo conto che volevo tornare a casa non con un ricordo della cattedrale o del Reno, poiché quel tipo di foto abbondano comodamente in internet.

L’anima della città. Ecco cosa volevo carpire. Ecco cosa volevo raccontare del mio viaggio e di quel paese alla mia famiglia.

Anziani signori che, bevendo un buon vino in un tardo pomeriggio primaverile nel circolo navale della loro città, guardano una partita di calcio su un maxi schermo, le loro biciclette lasciate per strada. La loro quotidianità che diventa storia.


Dopo quel viaggio è iniziato il mio percorso formativo con Alessandro Tintori, senza il quale non avrei mai potuto davvero scoprire quello che oggi per me rappresenta la fotografia.

Attraverso la fotografia provo ad esprimere e a rappresentare i miei pensieri, le mie opinioni, le mie riflessioni sulle grandi domande dell’uomo, della vita, sulla diversità e l’inclusione, sulla bellezza delle piccole cose e sugli stati d’animo che ciascuno di noi prova.



Quest’anno, poi, grazie a Michela Taeggi, ho lavorato molto sull’autoritratto, scoprendo come questa forma fotografica permetta di conoscere meglio se’ stessi e come sia al tempo stesso terapeutica.



La mia formazione avanza tra corsi, workshop, lo studio dei grandi autori, mostre.


Tanti sono i grandi autori che amo: Robert Capa, Andrè Kertesz, Man Ray, Schiele, Letizia Battaglia, Henri Cartier-Bresson, Dora Maar. Solo  per citarne alcuni tra i più grandi.


Oltre alla fotografia riesco ad esprimermi anche attraverso la pittura, passione anch’essa emersa di recente e che ho potuto sviluppare durante il lockdown impostoci dal covid.



Quale altra occasione per cogliere questa opportunità? E quindi… da questa nuova avventura sono nate già quattro mostre, e resta vivo in me l’obiettivo di trovare un modo di esprimermi coniugando pittura e fotografia.“








Contatti dell’artista 


Instagram nadiabianchi076

















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UN VIAGGIO NELL’ARTE – SONIA BUBLAITIS

  L’ArteCheMiPiace – Artisti




UN VIAGGIO NELL’ARTE 
SONIA BUBLAITIS 


di Giuseppina Irene Groccia |11|Maggio|2022





Con Sonia Bublaitis, artista inglese originaria di Stratford, il tratto dell’opera è espressione di autentica ricerca interiore; si entra in un movimento che non è subito comprensibile. 

Bisogna lasciarsi trasportare dai segni impulsivi e personali della pittrice, una poesia molto più vicina all’istinto che alla razionalità.

L’artista riesce a trovare, attraverso l’utilizzo delle tecniche più disparate, un impegno estetico fatto di emozioni e pensieri che diventano veri protagonisti della sua pittura.

Sonia declina il suo segno nei modi più svariati, secondo i diversi stati d’animo e la sapiente scelta del colore, ottenendo finalità rappresentative di pura energia.

Tutte le opere di questa eccezionale artista ci riportano una ricerca di vitale interesse, un contenuto sinceramente emotivo composto da una dialettica coloristica viva ed autentica.


Conosciamola meglio attraverso questa intervista 


▪️Ci racconti il tuo incontro con l’arte?


Ho amato disegnare fin da piccola. Guardavo mia madre dipingere e rimanevo sbalordita quando iniziavano ad apparire montagne e scene bellissime. Mi sedevo lì con i miei pastelli e colori e ricordo quanto mi divertiva.




▪️L’ispirazione come nasce e come riesci a trovarla? 

Credo che l’ispirazione ti trovi lavorando! Non è bene aspettare che arriva. Vado in studio ogni giorno e se non disegno dipingo. Trovo che la natura sia una meravigliosa fonte d’ispirazione. Le stagioni che cambiano, la spiaggia, le cose belle mi ispirano.




▪️Cos’è per te l’Arte, qual è il suo valore e che posto gli dai nella tua vita.


L’arte per me è la mia vita. Mi fa sentire viva. Mi porta gioia perché è onnicomprensiva. Amo perdermi nella mia pittura, sentire le mie mani guidare la pittura e lasciare che il mio cuore scelga i colori. È un’impresa molto personale.

L’arte per me è un viaggio di scoperta poiché utilizzo diversi media per esprimere un sentimento, un’emozione. Uso diversi materiali per lavorare su cui veicolare il messaggio, ad esempio (il titolo di un pezzo) dove lavoro per trasmetterne il messaggio con un dialogo aperto.




▪️Ti definisci una pittrice astratta? Se sì, cosa rappresenta l’astrattismo per te?

Mi definisco un artista astratta anche se posso dipingere l’arte tradizionale. È per me il modo più puro per definire i miei pensieri interiori. I miei lavori rientrano nello stile  dell’Espressionismo Astratto.




▪️Ci sono state delle esperienze particolari che hai maturato nel tuo percorso artistico e che credi in qualche modo abbiano influenzato il tuo stile?


Conseguire una laurea in Belle Arti mi ha dato possibilità e tempo per dedicarmi totalmente all’arte e capire come meglio emergere come artista. Ho così tante idee e questo a volte è un problema perché ho bisogno di trovare una regola per creare un corpo di lavoro continuo.

Credo che il mio stile sia emerso fin dai miei primi lavori fino ad ora. Si evolve con me. Compongo musica e ho creato un murales ascoltandola. L’ho trovato un modo lirico per esprimere la mia passione per l’arte. Fu allora che scoprii che quando vedo il colore sento il suono! È davvero affascinante. Si chiama Synesthesia, ho realizzato un’ intera serie chiamata Color Music, che ho amato molto.




▪️Ti sei ispirato a qualche artista in particolare per trovare un tuo stile? 

Sono sempre stata molto ispirata da Wassily Kandinsky, Jackson Pollock e Miro. Wassily Kandinsky è stato il pioniere dell’arte astratta. Adoro questa sua citazione “Il colore è la tastiera, gli occhi sono il martelletto, l’anima è il pianoforte con molte corde. L’artista le mani che suona, toccando un tasto o l’altro, per provocare vibrazioni nell’anima!”




▪️Quanta poesia, anche visiva c’è nella tua arte?

Sono mossa da tutto ciò che vedo. Uso elementi visivi di linea, figura, forma, colore e consistenza.




▪️L’arte per te è ricerca continua? 

L’arte per me è una ricerca continua. È un viaggio senza fine.




▪️ Oltre a l’arte hai un’altra attività a cui sei particolarmente affezionata e perché?


Sono molto appassionato di giardinaggio. Toccando il suolo, coltivando le piante e godendone i frutti. Vedo la bellezza in ogni cosa. Una rosa può riempire la mia anima di gioia! Adoro la natura e l’arte!




▪️Ti separi volentieri dalle tue opere? Che tipo di rapporto lega un artista alla sua creazione ? 


Sono sempre sinceramente felice quando qualcuno vuole comprare un mio dipinto. Ci sono dei dipinti a cui faccio fatica a rinunciare ma mi piace pensare che vadano in buone case. Sono sempre felice quando i clienti mi inviano foto delle opere ambientate. Sono felici, il che a sua volta mi rende felice e grata.

Credo che l’opera d’arte che si crea sia un’estensione di se stessi, molto personale, anche spirituale.




▪️Progetti Futuri?


Vorrei continuare a sviluppare la mia interpretazione musicale dell’arte.

Voglio anche creare serie di lavori specifici e avventurarmi anche nella scultura! Ci sono così tanti strumenti disponibili per gli artisti in questi giorni e diversi mezzi tra cui scegliere. 

Amo il viaggio e incontro così tanti artisti meravigliosi mentre mi espando! Sono molto grata a te Giuseppina per avermi chiesto di partecipare e per aver avuto l’opportunità di guardarmi profondamente dentro prima di rispondere a ogni domanda. Penso che sia importante essere fedeli a se stessi e poi tutto questo si riflette naturalmente nel lavoro!










Contatti dell’artista 


Sito Web Sonia Bublaitis Art

Facebook Sonia Bublaitis 

Instagram soniabublaitisart 


















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