close

Gennaio 2023

Senza categoria

… E LA BELLEZZA DISTOGLIE DA OGNI SENSO DI FINE – Francisco Soriano

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere




E LA BELLEZZA DISTOGLIE DA OGNI 

SENSO DI FINE


Francisco Soriano








di Giuseppina Irene Groccia |25|Gennaio|2023|







Francisco Soriano è una personalità poetica d’eccezione, un autore che si distingue per la sensibilità del proprio sguardo, il quale ama riversare nei suoi versi e nelle sue fotografie.


Il suo è un poetare sicuro, attraverso parole e immagini è capace di seminare grandi riflessioni intorno all’essenza delle piccole cose.


In un luogo intimo, dove la parola diventa luce e memoria, egli si apre al lettore con riserbo e un tratto intellettuale capace di attivare armoniose corrispondenze.








venni a te

il giorno

la notte

l’alba – 

e ancora

dalle ceneri

nel limbo 

bianco – 

risorto

passandomi

le mani sul volto.


dimoravi

silenziosa

con il senno del poi:

avrei dovuto

raccomandarmi 

alla tua grazia.


silenzioso

nel crudele scorrere 

del tempo,

il festante

canto della terra,

insinuante.


non mi fidai

non ti fidasti

se dalla nostalgia

nulla si compie.


sei come il vetro soffiato

che contiene il colore

dell’infinito.


e sui tuoi piedi

bizzosi

ci sarei rimasto a lungo.



























Classico ma allo stesso innovativo e originale, il linguaggio di Francisco Soriano abbraccia l’ universalità della forza dei sentimenti in un tentativo artistico di riunire il rinnovamento emotivo nel ritmo dell’esistenza.


Le sue immagini assumono la stessa voce dei suoi versi, l’unione di questi due linguaggi espressivi illustra la corrispondenza esistenziale di un principio filosofico esteso nello spazio e nel quale è conservato un frammento del suo sguardo, che raccoglie con intensità la relazione interna del proprio esistere.








discendo nel mio cuore

come agli inferi –

intanto,

spazzo via

ai quattro venti

il silenzio

di una vita.


nessuno sa il perché:

le rovine prosperano

incustodite

sugli arcani promontori

di quei vecchi canuti

ad aspettare il sonno.


eppure –

vale la pena

sedersi

sulle ossute ginocchia

della fortuna.


chissà

che un canto

non si traduca 

in un’ombra.

un angelo

fiammeggiante di giustizia

a dispensare folgori 

dalle stimmate.


e che vuoi

che sia – dicesti.

sul mio seno

i marosi 

si spengono

in flutti profondi.


andiamocene –

allora,

a calpestare nostalgie.







Clicca sulla copertina per acquistarlo

“Fra metope e calicanti” è una raccolta che segna indubbiamente una svolta nella produzione di Francisco Soriano. Molte le vicende personali che hanno accompagnato la stesura contribuendo per canali e forme diverse, direi in maniera considerevole, ad una sorta di accelerazione evolutiva nel trattamento dei testi e nel montaggio delle immagini. Dal sottotitolo: ‘Poesie d’amore e altri disordini’, se ne intuiscono traiettorie e turbolenze, mentre nel contempo si rileva, non senza qualche soddisfazione, il rapporto diretto fra le ingiurie del tempo e il perfezionamento dei mezzi espressivi. Le crisi esistenziali assumono spesso il compito di levatrici di opere complesse.”











Clicca sulla copertina per acquistarlo
“Isabella Morra (1520-1545) è stata uccisa, ma curiosamente questo assassinio non ha fatto di lei un mito. Insomma non è accaduto quello che è accaduto per Pasolini. Isabella ha risposto all’oppressione con la poesia. Non poteva fare altro. Ancora una volta una lezione sull’energia del soffrire. In fondo si tratta di un caso eclatante di femminicidio. Una donna uccisa dai suoi fratelli oggi avrebbe gli onori della cronaca. Isabella un giorno potrebbe comparire sulle magliette delle ragazze del Sud, un giorno in cui qualcuno vorrà affermare la forza della poesia e la forza del margine.” (Dalla Prefazione di Franco Arminio)






Clicca sulla copertina per acquistarlo







Il tempo consuma, annienta, divora, come il tarlo nel ventre della noce, cancella le tracce, irrigidisce i giorni. Memore, forse, dell’ombroso Lucifero montaliano che nella notte del mondo scende a sancire lo scadere dell’ora, la presenza del tempo, «lotta impari», getta così su questi versi l’ombra di un oscuro presagio. […] Si tocca qui un aspetto essenziale della poesia di Soriano, del suo disincanto: la certezza che, nel mondo, la bella realtà che la speranza figura, terra promessa o giardino incantato, non si trova, ed è inutile l’attesa. Claudia Valsania 

La poetica dei Frammenti di Francisco Soriano è questa, infatti: la poesia è dentro e contemporaneamente è fuori della storia, è dentro il qui ed ora non mancando di stagliare un altrove; ed è trascendimento volendosi di necessità, per dirla con Rebora, cittadina del mondo catenata. Marcello Carlino









Clicca sulla copertina per acquistarlo





Francisco Soriano costruisce il suo testo sul modello ideale di un itinerario, che ha per guida e per meta l’amore, come del resto si annuncia nell’epigrafe di ingresso, dalle suggestioni ungarettiane. Si raggiunge una stazione come di sosta, e si apre un flash-back, nell’alveo della corrente poematica: affiorano il dolore per una odiosa oppressione che soffoca la divinità dell’uomo, la viltà lacerante di un tradimento avvenuto e della menzogna, il male per una restrizione che piaga le carni.” (Marcello Carlino)












Clicca sulla copertina per acquistarlo
Settembre 1923. Nella regione del Kanto, Giappone, un terremoto di magnitudo 7,9 devasta Tokyo, Yokohama e altre prefetture limitrofe ad alta densità di popolazione, uccidendo tra le 100.000 e le 142.000 persone. Nel caos che fa seguito al tragico evento, uno squadrone della polizia militare arresta e uccide due personaggi di primo piano del panorama intellettuale giapponese: la scrittrice femminista Noe Ito e l’anarchico Sakae Osugi. Questo saggio ripercorre, attraverso le figure di Ito e Osugi, tutta l’esperienza del movimento anarco-femminista nel Giappone della prima metà del Novecento, con particolare attenzione al contributo della rivista al femminile “Seito”, negli anni in cui il Paese conosce un progresso industriale senza precedenti.













Contatti


Email    franciscosoriano1965@gmail.com























Francisco Soriano nasce a Caracas nel 1965. Vive a Ravenna e svolge la sua attività di docente. È stato insegnante e dirigente scolastico per diversi anni nella Scuola Italiana di Teheran, “Pietro della Valle”, con una intensa attività di promozione della cultura italiana all’estero organizzando varie manifestazioni dedicata alla “Settimana della Lingua nel mondo”. Si è occupato di inclusione e didattica dell’italiano a stranieri, traduzioni di testi dal persiano e giornate dedicate alla poesia persiana e italiana presso la scuola dell’Ambasciata italiana di Teheran. Ha pubblicato numerosi saggi storici e raccolte di poesie tradotte anche in persiano: “Dove il Sogno diventa Pietra”, “Vita e Morte di Mirza Reza Kermani”, “Nuova antologia poetica di Zahiroddoleh”, “Dalla Terra al Cielo. Tusi e la setta degli Assassini di Alamut”. Ha collaborato con diversi articoli di biografie e saggistica letteraria sulla Rivista “Argo”. Attualmente collabora con la Rivista “Carmilla” di Valerio Evangelisti. Partecipa attivamente a conferenze e incontri pubblici sulla poesia. Ha scritto i seguenti volumi pubblicati da diverse case editrici:Fra Metope e Calicanti”, edita dalla casa editrice “Lieto Colle”, nel 2013; “La Morte Violenta di Isabella Morra”, edita da “Stampa Alternativa”, nel 2017, Haiku Ravegnani, edita da “Eretica Edizioni”, nel 2018; “Noe Itō – Vita e morte di un’anarchica giapponese“, edita da “Mimesis Edizioni”, nel 2018; “Non porgere l’altra guancia, edita da “Eretica Edizioni”, nel 2019; “La Via Lattea, edita da “Eretica Edizioni”, nel 2020; “Frammenti, edita da “Eretica Edizioni”, nel 2020.



















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere spazio, con un’intervista oppure con la presentazione di un tuo progetto artistico o letterario, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com




Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   







Leggi Ancora
Senza categoria

CRISALIDE Roberta Manzin

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere





CRISALIDE
Roberta Manzin 



di Giuseppina Irene Groccia |25|Gennaio|2023|









CRISALIDE è un Progetto fotografico “vulnerabile”: per la temática, per l’intimità, per la forma materica. Va sfogliato con sensibilità e amore. Che di questo si tratta.








Parlare

senza avere niente da dire
comunicare
in silenzio
i bisogni dell’anima
dar voce
alle rughe del volto
alle ciglia degli occhi
agli angoli della bocca
parlare
tenendosi per mano
tacere
tenendosi per mano.

Paul Eluard “Complicità”





Le storie d’amore non esistono, esiste solo l’amore, e il progetto fotografico di Roberta Manzin è intriso di questo forte e intenso sentimento.


Crisalide è la storia di un viaggio di esplorazione. È l’intenso racconto dell’ amore di Roberta per sua figlia Francesca. Un progetto nato come serie di ritratti sull’amore. Cresciuto come da una crisalide la farfalla e il suo volo.





Si tratta di un racconto per immagini fatto di equilibri delicati, un viaggio intimo attraverso le sensibilità umane, nel quale ci si rende conto che bisognerà spogliarsi di tutti quegli abiti di circostanza, mettersi a nudo, per poi rivestirsi di qualcosa di nuovo. 

Proprio come fa la Crisalide, che è l’anticamera al volo della farfalla dopo essersi guardata dentro profondamente.





Roberta Manzin realizza un prezioso libro fotografico, in edizione limitata di venti copie con una rilegatura in stile giapponese realizzata interamente a mano dall’Atelier Petites Versus.






Un impaginato che ti incanti a guardare e dove il gesto semplice di sfogliare una pagina diventa una magica esperienza sensoriale.

Una riuscita idea artistica quella di una rilegatura che nobilita lo stampato, rendendo prezioso il suo contenuto che diventa mezzo per un messaggio d’amore tanto intimo quanto rivelatore.








LE ALI DELLA FARFALLA



L’idea nasce dalla storia d’amore di Francesca con Martina.

Francesca è anche mia figlia. E la loro storia è il pretesto. Per parlare sempre d’amore. Del mio amore per lei, di come ci si sente ad essere la mamma di Francesca. Un racconto che ho iniziato due anni fa con Efrem Raimondi. Che il 16 febbraio del 2021 ho sospeso, congelato, forse rimosso. Che nell’estate dello stesso anno, ho sentito che ancora pulsava e Fabio Moscatelli non ha temuto di restarmi accanto, per tutte le volte che mi sono sentita disorientata.

Sono stati mesi intensi e se sono arrivata all’ultima immagine, è perché non mi sono sentita sola.

Un Progetto nato come serie di ritratti sull’amore.

Cresciuto (come da una crisalide, la farfalla e il suo volo), nella necessità di essere il racconto del mio amore.

L’amore è crescita condivisa.

L’amore è casa


Roberta Manzin























Il libro può essere acquistato richiedendolo direttamente all’autrice 







Contatti dell’artista 


Facebook Roberta Manzin 

Instagram robymnz 




Roberta Manzin nasce nel 1964. Dal 2016 si forma attraverso laboratori di fotografia con autori come Efrem Raimondi, Fabio Moscatelli, Silvia Bigi e segue il corso di fototerapia e fotografia terapeutica di NetFo. Nel 2016 riceve la menzione d’onore al concorso FIOF, e nel 2019 il primo premio categoria concettuale allo stesso concorso. Ha esposto in numerose mostre collettive e personali in festival e gallerie fotografiche. È curatrice del Festival La Sublime Bellezza (Rosolina Mare, Fratta Polesine, Cervia) e nel 2022 pubblica la sua prima fanzine, Crisalide, un diario intimo sull’amore genitoriale. Oggi si occupa di Psicoterapia e di Fotografia Terapeutica, due discipline per lei inscindibili. Vive e lavora a Taglio di Po (Ro).



















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere spazio, con un’intervista oppure con la presentazione di un tuo progetto artistico o letterario, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com




Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   

 





Leggi Ancora
Senza categoria

Esther Stocker – Op Art Designs

 L’ArteCheMiPiace – Favourites

Esther Stocker

Op Art Designs



di Giuseppina Irene Groccia  |24|Gennaio|2023|





L’opera di Esther Stocker,  artista riconosciuta a livello mondiale per le sue pitture, sculture, fotografie e grandi installazioni, potrebbe essere definita in una prima lettura, come arte geometrica erede delle avanguardia costruttive degli anni ’20, così come delle tecniche illusioniste dell’op art degli anni ’60. 

Il suo lavoro, seguendo alcune delle linee formali di questi movimenti, si basa essenzialmente sulla rappresentazione di superfici reticolate di elementi geometrici correlati tra loro dai loro segmenti, piani e linee. 

Trame ridotte al bianco, nero e grigio (eventualmente in combinazione con qualche colore di base), basate su ritmi a scacchi che si ripetono, o con intersezioni e giustapposizioni disposte in sequenzialità. 

Molte delle prime opere di Esther Stocker sono dedicate alla pittura, dipinti su tela che, ripetendo gli stessi formati, vengono presentati in serie di tele sotto forma di sequenze: il piccolo frammento di una forma che si sposta progressivamente, un tono cromatico – nero, bianco, grigio – che aumenta o si riduce… e in ognuno di questi dipinti, in ogni serie di essi, lo spettatore percepisce le lievi modifiche dello spazio rappresentato.


In questo interesse per il gioco illusorio dello spazio rappresentato, l’artista sperimenta anche con altri formati. La serie di fotografie o le linee calligrafiche realizzate con nastro adesivo nero applicato direttamente sul bianco del muro con piccole variazioni ritmiche, sono tutti esercizi in cui si ottengono, con il minimo di risorse – nero su bianco, corpo e muro come supporto – un radicale riordino nella percezione dello spazio.



Questo processo di sperimentazione, sempre con il modello della geometria come esercizio massimo di riduzione formale, porta l’artista ad interessarsi all’architettura sempre come una nuova sfida. Dopo alcuni interventi su superfici bidimensionali (in un silo industriale a Innsbruck nel 2001 oppure le pareti divisorie di un edificio pubblico di Graz nel 2003), si verifica un’interessante trasformazione e così nascono lavori in cui non si cerca più la percezione illusoria di uno spazio ma si interviene nello spazio reale per agire in esso e modificarlo. 

Da questo punto, ogni intervento dell’artista sarà chiaramente predeterminato dalle caratteristiche dello spazio e in ogni nuovo intervento sarà in qualche modo configurato un nuovo spazio.





Nel 2008 Esther Stocker ha fatto un interessante intervento in una delle sale del MUMOK (MuseumModernerKunst Stiftung Ludwig) di Vienna. 

Centinaia di doghe nere di diverse altezze che emergono dal soffitto, dal pavimento e dai muri, invitano lo spettatore a partecipare all’esperienza di un nuovo spazio reale, formato da una rete di linee che sembra essere in grado di espandersi all’infinito.

La forma di “geometrizzazione” dello spazio che già caratterizzava la rappresentazione rinascimentale continua a guidare quella dello spazio contemporaneo, anche se la struttura dello spazio ora, come quella della Rete, non è centralizzata ma formata da una rete di elementi non gerarchizzati che può potenzialmente estendersi all’infinito











Un aspetto rivelatore dei lavori di Esther Stocker, lo troviamo nelle fotografie che rimangono come documenti e testimonianze degli spazi in cui l’artista è intervenuta. Esse sembrano immagini di Realtà Aumentata (RA). Con l’aiuto della tecnologia digitale, sovrastampano parti virtuali a un’immagine reale. 

Le fotografie che documentano gli interventi di Esther Stocker appaiono come immagini di uno spazio virtuale, come se fossero state manipolate o ritoccate su un computer. 

In questo modo, realtà e virtualità si confondono: la realtà  diventa  apparenza, ottenendo proprio il processo opposto della classica rappresentazione pittorica dello spazio.


Mi interessa ignorare consapevolmente una supremazia dello spazio. 
Questa rivolta si svolge come un esperimento di pensiero, una piccola  despota verso lo spazio onnipresente. 

Esther Stocker








“Le mie opere sono specifiche del luogo in senso paradossale. A volte entro nelle stanze ignorandole. Direi che non bisogna sopravvalutare gli spazi. Vengo molto da un pensiero pittorico e a volte insisto nel considerare tutto come un’immagine.


Metto la mia immaginazione sopra tutto. Guardo anche attraverso le stanze invece di trovarmici dentro. Questo ha anche alcune ragioni esistenziali per me, perché sono consapevole del dominio dello spazio. Quindi mi interessa ignorare la supremazia dello spazio. Questa rivolta si svolge come un esperimento di pensiero,


Graficamente, mi avvicino molto agli elementi dello spazio. Tuttavia, l’immaginazione è sempre più importante per me dello spazio effettivamente esistente. Come segni ed elementi geometrici, i miei lavori mettono in scena il potenziale dello spazio. Per un periodo ho anche voluto replicare qualcosa come le strutture di pensiero.” 


Esther Stocker



























Esther Stocker è nata a Schlanders/Silandro in Alto Adige (IT) nel 1973 e ha studiato con Eva Schlegel e Anton Lehmden all’Accademia di Belle Arti di Vienna dal 1994 al 1997. Nel 1996 ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano Altri periodi trascorsi a studiare all’estero includevano l’Art Center College of Design di Pasadena, in California, dal 19999 al 2000, e Chicago dal 2002 al 2003. Tra gli altri premi, Esther Stocker ha ricevuto il Premio Otto Mauer nel 2004, il Premio South Tyrolean Art-for-Architecture nel 2007, il Premio Città di Vienna per le Belle Arti nel 2009 e il Prix Aurélie Nemours nel 2020. Le sue opere sono state esposte in molte mostre personali e collettive internazionali e ha realizzato numerose opere site-specific e progetti d’arte presentati in diversi paesi europei, Stati Uniti, Giappone e Cina. Esther Stocker vive e lavora a Vienna.






































 




©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   













Leggi Ancora
Senza categoria

“Canzoni tra il cielo e il mare” di Alfredo Lavorato

  L’ArteCheMiPiace – Musica

Canzoni tra il cielo e il mare
Alfredo Lavorato



di Giuseppina Irene Groccia |17|Gennaio|2023|


È uscito oggi, 17 Gennaio 2023, il nuovo progetto discografico del cantautore e musicista Alfredo Lavorato. Si tratta del CD “Canzoni tra il cielo e il mare” contenente una selezione di brani d’amore scritti negli anni e riarrangiate per l’occasione. 

Un nuovo capitolo di una ricca esperienza musicale che rispecchia in pieno il lato più soft e riflessivo dell’artista calabrese che prova a raccontarsi in modo intimo e sincero.


Il progetto musicale si presenta in tiratura limitata di 500 copie ed è acquistabile direttamente sulla Pagina Facebook dell’artista.



Incuriosita dai suoi suoni che danno forma a melodie, poesie ed emozioni ho deciso di fargli qualche domanda a riguardo…



▪️Ci racconti come è nato il tuo interesse per la musica e cosa ti ha spinto ad intraprendere questo bellissimo viaggio?


La mia passione per la chitarra nasce a 16 anni quando inizio a prendere le prime lezioni, niente di serio, nasce tutto per gioco ma col tempo la fiamma si accende e l’amore sboccia.


▪️ Quanto è importante la musica per raccontare un tuo intimo sentire?


Per raccontarmi è stato fondamentale avere tra le mani una chitarra ma ancor di più davanti un foglio bianco… come fosse una tela su cui scaricare la variopinta essenza di un’anima introversa ed osservatrice… se non lo avessi fatto in musica probabilmente avrei pubblicato poesie.


▪️ Cosa ti ispira a comporre?


Mi ispira la quotidianità… quello che mi succede intorno… quello che vivo ma anche quello che osservo della vita altrui… a volte sono come un filtro da cui passa tutta l’emotività che incontro e raccolgo per poi farne canzoni.





▪️Quali esperienze sono state formative nel tuo percorso?


Le prime esperienze musicali le faccio nel rock essendo amante di gruppi storici come deep purple, led zeppelin e black sabbath e questa musica inizio a fare per un pò di anni fino ad arrivare alla scoperta del cantautorato italiano


▪️ Ti affidi spesso alla sperimentazione di nuovi suoni nel tuo lavoro?


Una volta nel periodo rock sperimentavo tanto su suoni ed effettistica… erano cose stimolanti ma nel cantautorato no, mi limito ad utilizzare quello che è lo standard del genere… insomma, semplice e conciso anche perchè per me è più importante il senso del testo e non la musica e non vorrei sviare l’ascolto con troppa ricerca sonora.


▪️Quali sono i tuoi artisti di riferimento?


De Andrè, Vecchioni e quel Guccini che in pratica mi ha cambiato la vita artistica insegnandomi l’alchimia delle parole usate come mezzo per trasmettere un messaggio…




▪️Ci parli delle tue collaborazioni avute nel tuo percorso artistico?


Per anni ho portato avanti questa passione insieme ad amici fidati… su tutti DOMENICO LICCIARDI, GIUSEPPE ZANGARO e SERAFINO ZANGARO, ma ringrazio tutti gli altri che a nominarli la lista sarebbe lunga. Ho prodotto anche molti artisti locali suonando sui loro dischi… insomma di cose ne ho fatte e spero di farne ancora tante.


▪️ Pensando ad una canzone, senza limiti di tempi, c’è un testo di un altro artista che vorresti aver scritto?


La famosa frase “maledizione perchè non l’ho scritta io” detta da tutti i cantautori…

Si, ne avrei molte ma negli ultimi anni mi sento molto legato a “Il primo amore non si scorda mai” di Ruggeri… parole importanti che mi toccano particolarmente… maledizione potevo scriverla io!


▪️Parlaci un po’ dei tuoi progetti futuri 


Il futuro è un incognita per tutti… magari questo sarà l’ultimo CD e da domani mi metterò a dipingere… o a scrivere… o sarà un altro tassello di un progetto che durerà ancora anni… non lo so, dipende da quanto il mondo ancora avrà da emozionarmi perchè un cantautore è niente se il mondo che vive è bianco… ci vuole una simbiosi perfetta tra il recepire ed il ricevere per riuscire a dare… per ora andiamo avanti poi si vedrà.

Grazie Alfredo per averci regalato parte del tuo tempo!


 













©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 














Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.



        





L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiaceè soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere più spazio, con un’intervista oppure con la presentazione di un tuo progetto artistico o letterario, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



Oppure contattaci attraverso questo Form



1. Nome

2. Email

3. Testo



   

Leggi Ancora
Senza categoria

we always return – Libro fotografico di Nella Tarantino

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere





we always return

Nella Tarantino




di Giuseppina Irene Groccia   |15|Gennaio|2023|






È proprio una bella sensazione ritrovarsi in mano un libro fotografico tanto atteso, soprattutto se si tratta di una prima pubblicazione, del debutto editoriale di un’autrice 

che ho sempre apprezzato per la sua capacità di dischiudere le porte del proprio inconscio e per dare esistenza visiva a percezioni, ricordi, fantasie e sogni.


We always return” è una piacevole scoperta e la prima impressione è quella di avere difronte un volume fotografico che non appare affatto d’esordio. 

Nella Tarantino realizza con questo suo primo progetto editoriale un risultato importante e di rilievo, che rispecchia nei dettagli del contenuto la sua grande valenza autoriale e globalmente l’impegno qualitativo profuso nella sua realizzazione.




Già dal titolo comprendiamo la significativa ricerca e il cammino percorso dall’autrice verso una comunicazione fotografica che include l’arte del “ritornare” nel profilo emotivo di una memoria esplicita. Ogni ricordo, ogni memoria sensoriale consente la formazione e manifestazione del sogno che attraverso un obiettivo e la mediazione dell’autrice diventa comunicazione diretta per far ritornare tutti a ciò che apparteniamo.




Il libro consente un tuffo nella profondità di un racconto che si costruisce lentamente, pagina dopo pagina, fotogramma dopo fotogramma.

Una pluralità di spazi onirici, valorizzati da un forte contrasto chiaroscurale, si intrecciano creando scene astratte e metafisiche. 




Nella osserva con occhio fotografico il quotidiano che scorre e ci restituisce tracce di vita nella sua essenza più profonda.

I suoi lavori sono importanti approfondimenti che utilizzano la fotografia per esprimere, attraverso la propria ricerca, sfaccettature di profondi pensieri carichi di immensità.


Una scelta stilistica dell’autrice è quella di creare un tramite tra il soggetto e il lettore, consentendo una comunicazione diretta capace di attuare impressionanti intrecci e rimandi, composti da illusioni e spazi psichici da contemplare.

È in questo modo che le fotografie di Nella Tarantino diventano rappresentazioni che si fanno strada silenziosamente verso il nostro inconscio, centrando in modo diretto reminiscenze ancora desiderose di risposte.





Nella dimostra in modo efficace ed evidente una grande competenza tecnica in ambito fotografico, senza tralasciare l’aspetto di aggiungere e arricchire di sentimento, emozione e anima ogni suo lavoro.


È con questa prerogativa che il libro di Nella Tarantino ci predispone al risveglio delle nostre emozioni più personali.

Nell’ osservare con attenzione ogni sua fotografia ci rendiamo conto di quanto sia facile lasciarsi trasportare da tracce e gesti sussurrati con l’intento di “raccontare” sue personali inquietudini e conflitti.

Ma sappiamo che l’arte, e in questo caso la passione per la fotografia, diventa entità salvifica, essa riesce senza dubbio ad indicarci la via per un giusto abitare poetico della nostra interiorità.




In conclusione posso dire che un libro fotografico di successo si riconosce subito, è quello che mette in comunicazione temi e visioni facendo in modo che il linguaggio iconico possa risultare ancora più chiaro di quello verbale.


We always return” ha tutte queste qualità, con in più la magia di una narrazione visionaria, in cui forma e contenuto si uniscono per dare sostanza e vita ad un progetto editoriale di gran pregio. Il prezioso volume è  arricchito  da tre testi critici di autorevoli conoscitori dell’arte fotografica i quali riescono a mettere al centro della scena uno stretto dialogo tra il libro, il sogno e l’analisi intellettuale.


Il tutto è racchiuso in un editing elegantissimo dallo stile grafico minimal, attributo che sostiene e potenzia questa prima pubblicazione, che ha permesso all’autrice di ricavarsi uno spazio significativo negli ambienti fotografici a livello nazionale.










We always return” è acquistabile nelle principali librerie on line.


Libro fotografico | 150 pagine | 91 Fotografie in bianco e nero. 

Curatela: GT Art Photo Agency 

Testi di Giusy Tigano, Giuseppe Cicozzetti, Carmine Mangone

Nella Tarantino, Antonio M. Cuono.

Grafica: Kate Chung. EBS Print, 2022.

▪️IBS Internet Book Shop Italia

▪️Mondadori Store

▪️Libreria Universitaria

▪️Amazon

▪️LaFeltrinelli

▪️Librerie.coop




















Nella Tarantino è nata a Napoli. È architetto e fotografa. 

 

I suoi lavori di architettura sono stati pubblicati su riviste e cataloghi nazionali e internazionali, tra cui:

 

Angelica trilogia di Bruno Zevi, L’ESPRESSO n. 28, 16 luglio 1998

Joachim Fischer1000 x European ArchitectureBerlin, 2007

Casey C.M. MathewsonResidential Designs for the 21st Century, New York, 2007

Dirk MeyhöferCONCRETE creations, Berlin, 2008

L’architettura, cronache e storia (fondata da Bruno Zevi), n. 515-1998, n.574-2003, n.588-2004.

 

Allieva di Aldo Loris Rossi, nel 1994, fonda Southcorner, con Antonio M. Cuono.

Nel 2016 è invitata a partecipare a SKETCH FOR SYRIAa global call to architectsartists and innovative thinkers to imaginepostwar reconstruction, Università IUAV di Venezia, in collaborazione con  UN-ESCWA, United Nations.

Paolo Vincenzo Genovese, nel suo Cubismo in architettura (Roma, 2010), sottolinea la continuità figurativa tra la sua operaintrisa di una forza espressiva ai limiti della violenzae la cultura tedescal’originalità del linguaggio che, finalmente, si discosta da quello dell’International Deconstruction.

Massimo Locci e Luca Guido ne collocano l’opera, insieme a quella di pochi altri protagonisti di questa stagione, nel nuovo corso critico intrapreso da Bruno Zevi a partire dagli anni Ottanta e Novanta, in continuità della visione organica dell’architettura nella sua ultima risoluzione decostruttivista (in Zevi e l’architettura italiana della fine del XX secoloGli Architetti di Zevi, Fondazione Maxxi, 2018 e in Zevi e l’itinerario organico, AR MAGAZINE n. 120, 2018).

Hanno scritto o espresso pareri sul suo lavoro di architetto: Paolo TavianiGillo DorflesBruno ZeviCesare De SessaPredragMatvejevic.

 

Dal 2017 si dedica esclusivamente alla fotografia.

 

La Fotografia mi ha restituito alla mia solitudine, lontano dalla lotta, ho incontrato il mio sguardo di testimone. Perduta e finalmente ritrovata, lontana dal rumore del mondo.

 

 

Pubblicazioni 

 

– Nella TarantinoWe always return – EBS Print2022

 

– La meraviglia, lo stupore, il mistero della fotografa Nella Tarantinodi Giovanni Ruggiero, FIAF.net19 dicembre 2022

– Spectaculum Magazine, 7 agosto 2022

– L’Oeil de la Photographie28 maggio 2022 

– AA.VV., Fotografia Transfigurativa Vol. I –– EBS Print, 2021



Mostre


– Collettiva: “La presenza dell’antico. Interpretazioni”  con Vasco AscoliniAlberto GranataMario Cresci ed altri – Vercelli, Ospedale di Sant’Andrea e Auditorium di Santa Chiara – 3 novembre/11 dicembre 2022
– Collettiva: “La città in scena – a cura di FedericapaolaCapecchi, in occasione del ventennale della morte di Emilio Tadini, collegata alla Mostra di Emilio Tadini “La città, l’etico e lo spazio” a cura di Melina Scalise – Milano, Casa Museo Spazio Tadini – 24 settembre/26 ottobre 2022 
– Collettiva: “Declinazioni femminili – a cura di Monica Bisin– Roma, Casa Internazionale delle donne  15/16 luglio 2022 
– Collettiva: “KAOS” – a cura di TerraMiti – Agropoli, Castello Angioino-Aragonese – 9/30 settembre 2022

 















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 














Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.



        





L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiaceè soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere più spazio, con un’intervista oppure con la presentazione di un tuo progetto artistico o letterario, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



Oppure contattaci attraverso questo Form



1. Nome

2. Email

3. Testo



   




Leggi Ancora
Senza categoria

La forza universale dei grandi Classici

  L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’Arte
















Per il ciclo


VIAGGIO TRA I DIAMANTI

La forza universale dei grandi Classici



di Giuseppe De Rosis |10|Gennaio|2023|




Mi è capitato molte volte, nel corso della mia lunga carriera di insegnante, sentire dire che i testi antichi, al pari dei Pomessi Sposi, dei Sepolcri, della Commedia, sono capolavori invecchiati, irrecuperabili per la sensibilità contemporanea, affossati da una deprimente costrizione scolastica, contenenti personaggi ingialliti dal tempo, delizia e/o rifugio per parrucconi incartapecoriti, per vecchi da riserva indiana.


Ritratto di Isabella Teotochi Albrizzi –  Élisabeth Vigée Le Brun 1792.


Ecuba delle Troiane di Euripide tornerà dopo questa maledetta guerra, in mezzo ad un incendio apocalittico, tra rovine e macerie, a rinfacciarci le nostre barbarie.

I soldati di Salamina non sono solo quelli che respinsero i Persiani, ma tutti quelli che in ogni tempo lottano per difendere il loro paese, la libertà, i sogni e la Bellezza.

Se leggiamo Seneca, scopriamo il grido pacifista. 

Quei testi antichi sono di una straordinaria attualità, raccontano la nostra storia, hanno il senso della nostra vita.

È amaro, ma è così; una politica scellerata ha ridotto al silenzio le grandi collane dei Classici; certe sentenze di morte sono eseguite nelle aule e in quei luoghi ufficialmente preposti alla conservazione e al tramando di quelle meravigliose bellezze.


Ecuba acceca Polimestore di Giuseppe Maria Crespi


Con una vergognosa spudoratezza ho sentito più volte asserire che il latino è un reperto archeologico, mestiere per pochi sopravvissuti. In questa ottusa lotta contro il latino, si dimentica che dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 la capitale francese decise di dar voce al proprio dolore e alla propria forza attraverso le parole: “ Fluctuat, nec mergitur”, si dimentica che quando il fanatico sudista John Wilkes Booth uccise Abraham Lincoln pronunciò la frase che secondo la tradizione Bruto disse uccidendo Cesare: “Sic semper tyrannis”.








Abraham Lincoln



Per tradurre una versione serve lo stesso metodo di approccio a un problema matematico, come scrive in una splendida lettera al Sole 24 Ore il fisico Guido Tonelli, lettera intitolata “Perché la versione serve a un fisico”.


E allora: non si adorano le ceneri, ma si salva il fuoco. 


Lo dice Hannah Arendt: “Il passato non tira all’indietro, ma spinge in avanti; è il futuro a respingerci nel passato.


Elisabetta d’Inghilterra ripeteva spesso l’insegnamento di Churchill: “Guardare indietro il più possibile per poter guardare avanti il più lontano possibile “.

E chiudo con Steve Jobs:  “Baratterei tutta la tecnologia che possiedo per una serata con Socrate”.




















Il professor Giuseppe De Rosis è un insegnante in pensione, docente per scelta. Instancabile promotore di iniziative culturali. Insieme al suo gruppo “Gli Amici dell’ Arte” è una insostituibile guida di viaggi letterari.

Foto: Francesco Verardi

















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 




La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.




Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.



        



ISCRIVITI

Clicca qui per la procedura dettagliata 

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner








Leggi Ancora
Senza categoria

Arte Figurativa… a cura di Alessio Musella

L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con…











Arte Figurativa





di Alessio Musella  |10|Gennaio|2023|



L’Arte figurativa comprende tutte le opere che raffigurano qualcosa di riconoscibile dalla realtà.

Qualsiasi cosa, una persona, un animale, un edificio, un paesaggio o semplicemente una natura morta.

La rappresentazione di qualcosa di riconoscibile dalla realtà, ma questo non significa necessariamente un approccio ‘uguale’ alla realtà.

Infatti la grande differenza tra arte figurativa e il realismo è proprio lo sforzo di quest’ultimo nell’imitare la realtà nel modo più accurato possibile.


Edward Munch 


Spesso la percezione dell’arte del passato, era legata al concetto che più l’immagine era “reale” o realistica, meglio veniva considerata. 

Con la nascita della fotografia, (fissiamo la data nel1850), inevitabilmente quello che fino all’ora vedeva il desiderio che la buona arte corrispondere all’imitazione il più fedele possibile della realtà andò via via scemando.

La foto era un modo perfetto e relativamente semplice per catturare la realtà.

Siamo alla fine del XIX secolo, quando l’arte iniziò ad essere più apprezzata per i suoi effetti sugli altri, a discapito della sua fedele imitazione del vero.


Fanny Nushka Moreaux


Con i nuovi movimenti artistici come impressionismo, cubismo, arte astratta e surrealismo la comunicazione artistica si concentra su colori e forme che si discostavano dalla realtà e che miravano ad arrivare al fruitore lasciando che le emozioni nel contemplare qualcosa di non riconoscibile, diventassero protagoniste.



Salvador Dalí


L’arte figurativa spesso viene contrapposta all’arte astratta.

Nell’astrattismo non puoi riconoscere il soggetto, entrano in gioco le sensazioni attraverso l’uso sapiente di determinati colori o forme. Tutti vedono o sentono qualcosa di diverso nell’osservare un quadro astratto perché non conta quello che vedi, ma quello che senti, quello che ti trasmette…


Wassily Kandinski


Una cosa è certa, oggi per scegliere di riprodurre quanto ci circonda e poi riadattarlo, trasformarlo scegliendo colori, soggetti, forme lontani dal vero, ci vuole talento, tecnica e anima…


Joan Mirò



Concludo con una breve citazione:

Aristotele sosteneva che un’opera d’arte aumenta in bellezza quanto più si avvicina all’imitazione della realtà.








Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.



Clicca sull’immagine per leggere tutti gli articoli di Alessio




©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.



L’arteCheMiPiace su

L’arteCheMiPiace su   

L’arteCheMiPiace su   

        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner





















Leggi Ancora
Senza categoria

A VIENNA Sulle tracce di Klimt

 L’ArteCheMiPiace – Favourites




A VIENNA

Sulle tracce di Klimt
di Giuseppina Irene Groccia  |07|Gennaio|2023|



Appena posso mi piace ritornare a raccontare della mia “esperienza Klimt”. Ho nominato così il mio personale itinerario artistico sulle tracce del grande Gustav Klimt nella sua bellissima e affascinante Vienna.

Questa emozionante esperienza alla scoperta dell’artista che amo più di ogni altro, mi riporta oggi nella più grande area culturale della città, il bellissimo Museum Quartier.




Qui si trova il Leopold Museum, già descritto in un mio precedente articolo, il quale ospita un piano interamente dedicato a Klimt. Il quarto piano dell’edificio più visitato nel quartiere dei musei, ospita opere cardine di questa figura d’arte pionieristica dell’inizio del secolo.




Con l’opera d’arte Morte e Vita, dipinta da Klimt nel 1910/1911 e rivista nel 1915/1916, il Museo Leopold è in possesso di uno dei più grandi pezzi allegorici di Klimt, in cui, per mezzo di una composizione audace, è stato in grado di illustrare il ciclo della vita umana.

In quest’opera Klimt dà spazio ad una potente raffigurazione allegorica dell’esistenza: la Morte, rappresentata da uno scheletro avvolto in una veste rivestita di croci, si contrappone minacciosa alla Vita, simboleggiata dal gruppo di personaggi, aggrovigliati tra loro, sulla destra del quadro. La contrapposizione delle forze di Eros e Thanatos, riportata su una tela.


Una volta terminato un quadro non ho voglia di perdere dei mesi interi a giustificarlo davanti alla gente. Quello che conta per me non è a quanti piaccia ma a chi.”


Questa dichiarazione fatta da Klimt fa riferimento alle controversie che seguirono alla realizzazione delle serie di allegorie, commissionate dall’università di Vienna e destinate all’Aula Magna. Le opere vennero accolte con proteste da parte degli stessi professori dell’Ateneo per lo stile non rispondente ai canoni tradizionali. Nelle opere era evidente il rifiuto di Klimt a voler fornire una razionale visione del mondo, togliendo esaltazione e gloria alla scienza.




In una delle stanze del quarto piano, possiamo trovare le riproduzioni di “Giurisprudenza”, “Filosofia” e “Medicina”, i tre pannelli realizzati originariamente dall’artista ma andate purtroppo distrutte in un incendio del Castello di Immerdorf nel 1945.


La collezione Klimt presente al Leopold Museum comprende anche alcuni tra i suoi più suggestivi paesaggi. Queste opere rappresentano una maggiore libertà di espressione dell’artista perché liberi da condizionamenti professionali.





La scoperta di Gustav Klimt del lago Attersee come rifugio per la freschezza estiva iniziò nell’estate del 1900. Egli trascorse regolarmente i mesi estivi tra il 1900 e il 1916 in questa regione, dove fu creata la maggior parte dei suoi oltre 50 dipinti paesaggistici, dando vita ad un impressionante patrimonio artistico per l’Attersee.

Questa sua pittura estiva, quasi ricreativa, era agli antipodi con quella invernale, fatta di canoni estetici  imposti solitamente dalle richieste dei committenti. 


Nei suoi paesaggi intimi, troviamo quindi una continua necessità naturalistica di evasione attraverso rappresentazioni soggettive e individuali della natura. Sono opere appartenente alla sua maturità artistica che riflettono, più di altre, la sua interiorità e i suoi stati d’animo, che dato la sua riservatezza difficilmente avremmo avuto modo di conoscere in altre situazioni.





Nell’opera che porta il nome di questo luogo, Klimt utilizza l’intera tela per rappresentare la superficie del lago, lasciando intravedere all’orizzonte come unico punto distinguibile la sommità scura di alcuni alberi, con molta probabilità appartenenti all’isola Litzlberg. L’opera è una cornice piena d’acqua con piccole macchie di colore turchese e onde grigie e verdi che scivolano l’una nell’altra.



Altro incantevole paesaggio lo troviamo nell’opera “Temporale in arrivo, il grande pioppo”. Nel suo consueto formato quadrato che riduce l’ampiezza degli spazi, Klimt offre allo spettatore uno scenario naturale con un grande pioppo al tramonto sotto l’infuriare di un temporale. 

L’imponente albero, che fiancheggiava la Seehofkapelle di Litzlberg, si accumula nel cielo con una sofisticata tessitura di colori, una superficie vibrante di innumerevoli tratti inseriti come tessere di un iridescente mosaico ad effetto puntinistico.

Il temporale emergente è annunciato nella tensione del cielo, ottenuto attraverso la pura estensione di un’area monocromatica sapientemente sfumata. 




Il Leopold Museum celebra un’epoca di grande fermento culturale che va dalla pittura al design. Questa importante esposizione rende omaggio anche ai mobili di design prodotti dalla Wiener Werkstätte, associazione tra artisti che proponeva la riforma dell’artigianato artistico.

In esposizione possiamo trovare lo studio originale di Gustav Klimt, progettato da Josef Hoffmann e prodotto da questa società produttiva formata da artisti e artigiani e di cui i promotori erano parte del “Gruppo Klimt”, artisti moderni vicini idealmente al celebre pittore.

Osservando gli scaffali e i cassetti proviamo ad immaginare disegni, schizzi sparsi un po’ ovunque, oppure abiti e stoffe di seta orientale, con cui Klimt amava adornare le sue modelle, poggiati qua e là.

Si riesce ancora a immaginare e percepire la creatività che aleggiava in questo posto così suggestivo.




Nel percorso espositivo troviamo anche il tipico caftano utilizzato dal pittore. Gustav Klimt, da sempre interessato al design, creò abiti a sacco impreziositi da particolari caratteristici dell’Art Nouveau. Una moda riformata, che privilegiava l’adozione di abiti semplici e comodi a differenza di capi costrittivi. 

La realizzazione di questi capi, la cui distribuzione rimarrà limitata ai soli amici, venne affidata alla sartoria Flöge




L’Atelier delle sorelle Flöge, realizzò un proficuo sodalizio con l’artista. Klimt disegnava stoffe e abiti, mentre Emilie, la più piccola delle sorelle, li confezionava con grande abilità. Quest’ultima ebbe una relazione di oltre vent’anni con Klimt, divenendone musa ispiratrice. Voci non confermate la indicano come protagonista del suo più famoso dipinto “Il bacio”.


Un amore mai reso pubblico il loro, ma divenuto immortale in un bacio appassionato ed eterno.




C’era in lui come una lacerazione che gli impediva di abbandonarsi alla vita. Per molti anni fu legato da intima amicizia a una donna, ma non riuscì mai a decidersi a un sì definitivo. Si sente che la nevrosi erotica che anima i suoi disegni più vibranti nasce da un’esperienza dolorosa. Klimt non ha mai voluto assumersi la responsabilità di essere felice, e l’unico privilegio che concesse alla donna che amò per anni fu di consolarlo nel momento della morte


Tietze – amico di Klimt e autore di un importante articolo biografico sull’artista pubblicato ad un anno dalla sua scomparsa







QUI puoi trovare il primo articolo dedicato a questo itinerario:


▪️La mia esperienza chiamata



Altri articoli da approfondire se ami Klimt:








“La mia esperienza chiamata Klimt” continuerà con altri articoli dedicati, continua a seguirmi…
































 




©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   












Leggi Ancora
Senza categoria

Gedeihen/Thrive – Kuzana Ogg & Sascha Windolph

 L’ArteCheMiPiace – Favourites















 Gedeihen / Thrive








di Giuseppina Irene Groccia |06|Gennaio|2023|






Succede che nelle collaborazioni tra artisti, le opere arrivino a parlare un unico linguaggio, innescando una catena di suggestivi rimandi.


In questa Serie dal titolo “Gedeihen / Thrive” realizzata in tecnica mista dagli artisti Kuzana Ogg e Sascha Windolph, troviamo l’incontro di un dialogo a due voci, una sorta di conversazione tra i due artisti che evoca e narra un loro pensiero sensibile. 


Uno scambio reciproco tra culture e tecniche differenti capace di generare una contaminazione utilizzata come espediente per approfondire tematiche emozionali.


La sperimentazione, il collage, l’acquerello, il disegno e qualche tocco di embossing sono alcune delle caratteristiche principali di questa loro splendida Serie.

Le sovrapposizioni danno luogo ad immagini dotati di un enorme potere espressivo, ne nascono visioni dove l’elogio del sogno si oppone all’ immanenza della materia e dove alla base di tutto c’è lo scopo di raccontare una loro storia intima e personale.







Kuzana Ogg

Il pandemonio generale di Bombay nei primi anni ’70 funge per me da alfabeto visivo. Attraverso i miei viaggi e le mie migrazioni, questo alfabeto continua a ricombinarsi, sviluppandosi in un linguaggio pittorico. In ogni forma di comunicazione, ho trovato i principi che governano la mia estetica, quali l’equilibrio e la moderazione.


I miei primi anni in India sono stati inondati di rumore, colore e fragranze. La casa dei miei nonni a Bombay era in qualche modo tamponata, dal caos esterno di persone e auto, dai giardini lussureggianti che la circondavano. Questo paradiso fatto di alberi di cocco che crescevano tranquillamente, di gigli esotici e terra rossa sempre appena bagnata veniva invaso ogni ora da pappagalli squallidi e corvi barbari. Le loro grida filtravano attraverso il fogliame come eco ammorbidito del caos proveniente dalle strade.


Andare ovunque a Bombay richiede pazienza e tempo infinito. Una semplice commissione per ottenere un secchio di plastica si trasforma in un affare del giorno che coinvolge epici ingorghi e onde monsoniche giganti che si schiantano sulla diga. Ma, anche da bambina molto piccola, ero facilmente distratta dai luridi cartelloni pubblicitari di Bollywood che passavano oltre il finestrino dell’auto e dalle promesse di quaderni con carte di fiori fucsia stampati a blocchi e nuove gomme a forma di conigli o uova fritte.


Bombay è ricca di profumi, dai cortili di fiori di gelsomino e rose che ghirlandano le porte, al sandalo che brucia al tempio del fuoco, a un centinaio di pranzi diversi che cucinano allo stesso tempo, c’è sempre una fragranza nell’aria. Potrebbe essere ordinario, come le pareti di cemento appena annaffiate o i sari di mussola inamidata degli insegnanti di scuola materna; o straordinario, come il profumo della seta grezza conservata nelle rientranze di un armadio in teak. La sua presenza ovunque mi ha instillato la convinzione che proprio come la fragranza occupa uno strato più profondo della vista o del suono, anche la maestà è nascosta sotto la superficie delle cose, e la maestà è un’ancora che frena e bilancia il caos dell’esperienza. È la radice primordiale che sta alla base anche delle cose più discordanti.


Nel 2021, Kuzana ha completato una residenza di 4 anni a El Zaguan su Canyon Road e si è trasferita a Los Alamos. Ha partecipato a sette residenze: in Minnesota, Sri Lanka, Cina, Scozia, Lettonia e Islanda. Kuzana tornerà a New York per essere l’artista di R F Handmade Paints in residenza nel maggio 2023. I suoi dipinti sono stati inclusi sui set di programmi televisivi e lungometraggi, i più recenti dei quali sono Where’d You Go Bernadette, Me and Earl and the Dying Girl, Southpaw e My All-American. La prima mostra museale solista di Kuzana è stata Oil al San Luis Obispo Museum of Art nel 2014. Un secondo assolo è seguito poco dopo, Rev Zero al Bakersfield Museum of Art nel 2015. Il lavoro di Kuzana continua ad essere esposto, pubblicato e raccolto sia privatamente che pubblicamente, a livello nazionale e internazionale.



Contatti dell’artista 

Wikipedia Kuzana Ogg 

Sito Web Kuzana Ogg

Instagram kuzanaogg













Sascha Windolph è uno scultore e pittore di Hannover. Come artista ha lavorato anche a Lipsia. 

Nelle sue opere grafiche, l’attenzione si concentra sulle figure; i soggetti surrealisti di questi sono potenziati dallo sfondo monocromatico e distinguono le figure dallo sfondo in modo che possano dialogare da sole.


Immersa nell’estetica dell’espressionismo, il modo di lavorare artistico di Sascha Windolph è caratterizzato principalmente da tonalità tenui e figure astratte.

Le sue sculture vanno dalle formazioni formali astratte e geometriche alle interpretazioni figurative delle fisionomie chimeriche e umane. Le caratteristiche dei materiali sono incorporate nell’estetica delle sculture in modo che rimangano riconoscibili.


Dal 2012 è autore del Blog  Kiosk of Democracy”, dove pubblica numerosissimi artisti con le loro varie espressioni artistiche. Tanto spazio è dedicato alla fotografia, soprattutto quella sperimentale.

In molte occasioni ho avuto il piacere di vedere alcune delle mie Serie fotografiche pubblicate nel suo seguitissimo Blog.


Il Blog vanta anche alcune iniziative espositive, tra cui la partecipazione a Documenta 14 nel 2017. Le pubblicazioni consistono principalmente in rappresentazioni pittoriche e fotografiche che hanno un carattere documentario e artistico e sono dedicate alle questioni di libertà, dignità, giustizia, solidarietà, ecologia, etica ed estetica.



Ogni giorno è di vasta portata. La luce mi accoglie. Mi muovo. Sono in attesa. Sono interessato a guardare il mondo ogni giorno. Il suono della vita. Il mio battito cardiaco. Il mio polso. Le persone sperimentano. Scopri l’arte. Cerco di fare tutto con passione. In tutto, cerco di trovare la magia e anche l’abisso profondo, la tristezza, la gioia, l’amore. Abbraccia la vita e immergiti in essa. Sciogliere la resistenza con il desiderio e l’intensità dell’arte.” Sascha Windolph 






Contatti dell’artista 

Blog Kiosk der Demokratie

Facebook Realist Feuer Kunst

Tumblr chanarie69

Twitter chanarie69



















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   




















Leggi Ancora
Senza categoria

PROTAGONISTI DEL TEMPO D’ARTE a cura di ANGIOLINA MARCHESE

L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi





PROTAGONISTI DEL TEMPO D’ARTE


a cura di ANGIOLINA MARCHESE



di Giuseppina Irene Groccia |04|Gennaio|2023|


 

Il 14 Aprile 2023 alle ore 17.00, presso il Museo del Cedro
di Santa Maria Del Cedro (Cs), verrà inaugurata la mostra “Protagonisti del
tempo d’Arte
”. 

Il progetto espositivo, che si prefigge di trasmettere emozioni
mediante il sublime linguaggio dell’arte, sarà presentato dal prof. Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte e sottosegretario alla cultura.





Abbiamo chiesto all’artista Angiolina Marchese, curatrice
della mostra, di parlarci dell’iniziativa.

“Saper fare arte è un progetto ambizioso dell’Art Global che
si prefigge con il suo team di altissima qualità, una produzione geniale di grande
sensibilità artistica. Il fine è quello di far scoprire il bello della
Calabria. 

Una terra bellissima che inebria i sensi coi suoi odori, i suoi
sapori, i suoi luoghi ameni, i suoi borghi caratteristici, i suoi panorami
mozzafiato, i suoi litorali pittoreschi, i suoi limpidi fondali, i suoi
promontori vertiginosi e le sue rive assolate. 

Una terra disseminata di reperti
unici che risalgono al tempo della Magna Grecia, basta pensare ai Bronzi di Riace, capolavori assoluti che costituiscono una grande attrazione capace di
richiamare un vasto flusso di turisti, o alla Chiesa Basiliana di S. Maria di Costantinopoli, oppure alla Grotta del Romito di Papasidero. 

Una terra che ha bisogno
di essere mostrata, apprezzata e valorizzata. E spetta a noi calabresi promuoverla
e farla conoscere anche tramite l’arte. E ogni artista, a mio modesto parere, deve
sentire tale compito come una missione”.


Perché la scelta del
Museo del Cedro? 

Il Museo del Cedro svolge l’attività di incubatore d’impresa
ed è ormai una realtà consolidata e affermata non solo a livello locale ma anche
nazionale e internazionale, dove si celebra la storia del cedro e il suo profondo
legame con il culto mistico della religione ebraica


È infatti di pochi giorni fa l’articolo pubblicato sul portale della BBC, il il più grande e autorevole editore radiotelevisivo del Regno Unito. La giornalista Solveig Steinhardt racconta della collaborazione in atto tra gli attori della filiera, le istituzioni locali, regionali e nazionali nel rafforzamento di un dialogo interculturale con le comunità ebraiche.


Ritengo superfluo sottolineare
che sono onorata dell’ospitalità familiare che mi è stata accordata e per ciò desidero
manifestare la mia gratitudine ad Angelo Adduci, presidente del Museo e del Consorzio del Cedro di Calabria che gestisce il museo medesimo, al Sindaco, all’
Assessore del compartimento agricoltura della Calabria nonché alla Regione
Calabria
”.



Vi è un qualche
motivo che ti fa andare particolarmente orgogliosa della realizzazione
dell’evento?

“Sì, più di uno. Anzitutto il fatto che l’esposizione vedrà
la partecipazione di grandi talenti dell’arte pittorica e, a seguire, il fatto che
si darà risalto al valore della poesia e al suo linguaggio come chiave di
interpretazione dell’intimità umana. Altro motivo d’orgoglio sarà la
presentazione del catalogo “Protagonisti del tempo d’Arte”. Un volume che dà
forma a un vero percorso nelle arti con una esposizione che raccoglie le sue
infinite diversità. Infine il fatto che ci siamo ispirati ai valori del
territorio coinvolgendo diversi artisti nazionali e internazionali e fra questi
molti calabresi, perché lo scopo è quello di fare e valorizzare la cultura del
bello e, in pari tempo, di promuovere relazioni autentiche e durature per
entrare in simbiosi e per dare forma e vita ad altre collaborazioni”.



Adesso vorrei che ti soffermassi per un attimo sulle difficoltà che si incontrano e sull’impegno che
richiede l’organizzazione di un evento come questo. In altri termini, è stato
impegnativo organizzarlo?

“Certamente organizzare eventi è molto impegnativo perché
richiede una pianificazione scrupolosa e una cura dei dettagli attenta e meticolosa
al fine di renderlo speciale agli occhi del pubblico. Quindi è necessario
mettere in gioco creatività, immaginazione e talento per dare forma alle idee e
per comunicarle al pubblico in modo personale. Un ruolo importante per la buona
riuscita dell’evento lo svolge il budgest che influisce sulla scelta della
location, dei relatori, dei critici e sulla gestione dell’ufficio stampa che, a
sua volta, esercita una funzione essenziale per diffondere le notizie
sull’evento in modo tempestivo ed esaustivo”.



Hai trovato sponsor
per l’evento?

“Sì, il Museo del Cedro si è basato sulla mia professionalità
e mi ha prestato fiducia per divulgare questo progetto culturale. D’altra parte,
io so bene che sponsorizzare significa pensare ad una strategia ben mirata che
parli dell’evento e di tutto ciò che le ruota intorno”.

Che differenza c’è
tra curatrice e critico d’arte?

“Il critico può essere anche il curatore assecondo degli
studi intrapresi, dato che in ogni settore la formazione, gli studi sono importanti
perché nessuno nasce medico senza aver studiato”.

Quanto è importante
per te l’allestimento?

“L’allestimento è importantissimo per la buona riuscita
della mostra, ecco perché prima ho parlato della cura dei dettagli attenta e
meticolosa: mai attaccare i quadri l’uno vicino all’altro e sopra al soffitto,
oppure nascosti senza la luce giusta”.



Che cos’è l’arte per te?

“Per me l’arte è lo strumento che mi consente di dare forma
alla mia passione, alle mie emozioni, alla mia creatività, ma è anche studio:
lo studio necessario per acquisire l’abilità tecnica e l’espressione estetica
utili a veicolare i nostri messaggi, le nostre emozioni, la nostra visione del
mondo. Ciò che voglio dire, in altri termini, è che nell’arte, così come in
tutte le professioni, per avere successo, sono necessari competenza e
padronanza. E ciò è valido anche quando si tratta di organizzare un evento. 

 



Contatti

Sito Web Angiolina Marchese

Facebook Angiolina Marchese

Instagram angioarte 

 

 

 






























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   

 







Leggi Ancora
1 2
Page 1 of 2