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Aprile 2022

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M U S E Collettiva di pittura

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi

M U S E  Collettiva di pittura     Crotone, collettiva di pittura all’interno delle manifestazioni del primo maggio a Parco Pitagora
M U S E 
Collettiva di pittura




Crotone, collettiva di pittura all’interno delle manifestazioni del primo maggio a Parco Pitagora

M U S E  Collettiva di pittura     Crotone, collettiva di pittura all’interno delle manifestazioni del primo maggio a Parco Pitagora



Sarà inaugurata il prossimo 1 maggio  alle ore 18,00 presso il Museo di Pitagora, all’interno del già ricco programma di festeggiamenti una collettiva di pittura ad opera degli artisti 

Eleonora RotaLuca SanguedolceGiancarlo SiniscalchiMaria Villirillo


La mostra intende mettere in relazione le opere dei quattro artisti guidando lo spettatore in un percorso che amplifica le percezioni del presente volto a promuovere il dialogo fra le ricerche più sperimentali del contemporaneo.


Eleonora Rota, Luca Sanguedolce, Giancarlo Siniscalchi, Maria Villirillo



L’esposizione all’interno degli spazi museali sarà fruibile fino al 15 maggio.

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59° Biennale d’Arte di Venezia, 2022 a cura di Alessio Musella

  L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con…





59° Biennale d’Arte di Venezia, 2022



di Alessio Musella  |30|Aprile|2022|


Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, che delusione….
Due parole sulla nascita della Biennale per meglio contestualizzare il motivo del mio pensiero di fronte a certe scelte legate al Padiglione Italia.
La Biennale d’arte di Venezia è una tra le più importanti manifestazioni internazionali d’arte contemporanea al mondo.
La prima edizione fu organizzata nel 1895, in quell’occasione fu battezzata come: “1ª Esposizione internazionale d’Arte della città di Venezia”.

Inutile dire che oggi, per diverse motivazioni che non sto qui ad elencare, la Biennale ha perso lo smalto iniziale…

La scelta del curatore Eugenio Viola di esporre Gian Maria Tosatti dedicando a lui oltre 2000 mq la trovo completamente fuori luogo, quindi l’Italia e la sua creatività artistica è ancorata ad un singolo individuo? Mah
L’allestimento «Storia della Notte e Destino delle Comete», che ha ricostruito una fabbrica dismessa, dovrebbe puntare il dito sulla difficoltà dell’industria italiana, che, guarda caso, furbescamente, in corso d’opera, si è trasformato nella rappresentazione dei posti di lavori lasciati dagli Ucraini causa la Guerra, direi pretenzioso e opportunistico, come concetto.
100 mt ben organizzati sarebbero forse stati più che sufficienti.
Tutto questo è costato circa due milioni di euro dei quali seicentomila euro del Ministero della Cultura, quindi soldi nostri…




Installazione Jannis Kounellis 2015 Installazione Gian Maria Tosatti 2022


Tra l’altro la sala in questione, dove sono presenti, distanziate l’una dall’altra, decine di vecchie macchine per cucire assomiglia “eufemisticamente” come idea all’ installazione datata 2015 dell’artista Jannis Kounellis presentata a Cuba.


Sorvolando altro giungiamo alla seconda “Imitazione” a fine percorso una distesa d’acqua nel buio (vedi Giorgio Andreotta Calò nel bel Padiglione Italia del 2017)

Picasso sosteneva che il vero artista non imita, ma copia, ma non esageriamo.

A me, e non solo a me, piacerebbe sapere il motivo per il quale sia andata in scena una mediocre imitazione di idee altrui nel Padiglione Italia

Chiudo con due curiosità :
Il primo Paese a costruire un padiglione proprio fu il Belgio, che lo eresse nel 1907.
Picasso dovette aspettare il 1948 per vedere le sue opere esposte alla Biennale di Venezia, anche se era il 1910 quando una delle sue opere fu esposta per breve tempo nel padiglione della Spagna, ma venne censurata quasi subito dal Segretario Generale Fradeletto perché avrebbe potuto scandalizzare il pubblico con il suo linguaggio artistico troppo innovativo.
E pensare che oggi, alla Biennale, tolti alcuni artisti meritevoli, vanno “Cani e Porci”.












Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.



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LA FAVOLA COME FUGA DALLA DISCRIMINAZIONE GIANNA AMENDOLA

L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’Arte

Gianna Amendola a cura di Maria Marchese per la Rubrica Divagazioni sull’arte su L’ArteCheMiPiace

LA FAVOLA COME FUGA DALLA DISCRIMINAZIONE

GIANNA AMENDOLA




di Maria Marchese  |28|Aprile|2022|



Gianna Amendola nasce a Montreal, da genitori italiani: inizia lì a crescere e a compiere i primi passi, e nell’universo sociale e mondo dell’apprendimento.

Poi, le scelte familiari la portano in Italia, precisamente, in Campania…

Ricordo che una persona cara mi raccontò diversi episodi della propria adolescenza, a Napoli.


Gianna Amendola a cura di Maria Marchese per la Rubrica Divagazioni sull’arte su L’ArteCheMiPiace



Uno, in particolare, mi colpì profondamente: da ragazzo, iniziò a frequentare un quartiere malfamato, perché, lì, aveva una ”simpatia” ; descrisse, allora, le reazioni di adulti e bambini, che vivevano negli appartamenti, adiacenti alle vie: lanciavano piccoli sassi, contro le pareti e per la strada, come monito e intimazione nei suoi confronti, poiché stava violando il loro territorio, accompagnando, in questo modo, il suo passaggio.

Ho condiviso, con Gianna Amendola, questo aneddoto e, insieme, abbiamo ascoltato l’eco di quelle minuscole pietre, che colpiscono il suolo e non solamente quello…


Gianna Amendola a cura di Maria Marchese per la Rubrica Divagazioni sull’arte su L’ArteCheMiPiace


L’autrice campana condivide, così, l’amarezza di

una realtà umanamente povera, che l’ha ferita, sin da bambina.

Discriminazione, acredine, ignoranza… sfondano la delicata soglia di un’anima in erba, segnandola profondamente.

Gianna Amendola, però, celava, gelosamente, nella propria “casa interiore”, l’incontro con la carta, il segno, il colore, da tempo immemore.


Gianna Amendola a cura di Maria Marchese per la Rubrica Divagazioni sull’arte su L’ArteCheMiPiace

Più le vicende diventavano gravose, più quella laiason cresceva, liberando, in lei, una certezza: voleva dipingere. Si iscrive, quindi, all’Accademia di Belle Arti, distinguendosi per caparbietà e capacità: il suo “occhio” ama, infatti, una visione così diversa, rispetto agli insegnamenti, da destare approvazione e curiosità.


Gianna Amendola a cura di Maria Marchese per la Rubrica Divagazioni sull’arte su L’ArteCheMiPiace












“Pioggia:

attraversa il mio cancello

un mazzo di iris”

                                          Ito Shintoku



L’artista crea, per rifugiarvisi, indi, un grembo, in cui è madre e creatura: la sottile membrana, che la preserva e nutre, percola ciò che può entrare.

Il torrenziale pianto muta, allora, in liquefatto nutrimento, “narrando” la vita di un “bouquet” .

In quel penetrale inviolabile, la lacrima ama intime tinte, che perdono la durezza e si sciolgono, creando un florilegio di piccole infiorescenze artistiche.


Gianna Amendola a cura di Maria Marchese per la Rubrica Divagazioni sull’arte su L’ArteCheMiPiace




























































La salina goccia raddolcisce e emoziona il colore, poi, la mano dell’autrice, lo carezza, con setolati tocchi, poetando linee.

L’artista ne disvela il temperamento incontenibile, su veli di carta, elargendo spazi, testimonianze incerte e evanescenti di figure, che appartengono alla terra dell’utopia, ossia il diastema esperienziale onirico, in cui il bene superiore la fa da padrone.

L’occhio dell’osservatore viene confortato, dal “dolce naufragare” , in un liquefatto suolo alare: cielo, terra, fuoco, acqua vi si fondono e confondono, nella significanza di valori nobili.


Gianna Amendola a cura di Maria Marchese per la Rubrica Divagazioni sull’arte su L’ArteCheMiPiace


L’autrice palesa un comprensibile rifiuto della mera realtà, per quietarsi e quietare, dove la gravità si fluidifica e scorre.

Gianna Amendola dona levità ad ogni istante esistenziale, corrompendone, amabilmente, la severità: si possono, quindi, sfogliare innumerevoli pagine, in cui l’innocente mano capovolge l’inevitabile.

Le sue opere sono suggestioni policrome visive, in cui l’innata frugalità fanciullina diventa cifra di un’espressione estetica distintiva.






Contatti dell’artista 


Facebook Gianna Amendola

Instagram giannaamendola 




























Maria Marchese su L’ArteCheMiPiace Maria Marchese

Maria Marchese, scrittrice, poetessa e curatrice d’arte, nasce a Como nel 74, dopo la maturità scientifica si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni”, a Milano.

Per oltre 20 anni svolge attività nel settore socio assistenziale.

Dal 2013 affronta da autodidatta il suo percorso di studio nel campo dell’arte, della letteratura e filosofia. Nel 2017 pubblica la sua prima silloge poetica “Le scarpe rosse- Tra tumultuoso mare e placide acque”. Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica.

Collabora con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con il Blog L’ArteCheMiPiace, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services.


www.mariamarchesescrittrice.com


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©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 




La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.




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Il canto della fanciulla di ANILA DAHRIU

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere







Il canto della fanciulla
di ANILA DAHRIU


di Giuseppina Irene Groccia |24|Aprile|2022|





Di questo nuovo libro di Anila Dahriu posso dire che si legge come il diario di un’anima.

Un’anima che rispecchia tutta la personalità dell’autrice,
fatta di bagliori di luce e oscuri recessi del suo esistere.

Un viaggio negli infiniti porti della memoria e
dell’immaginazione, in cui la scrittura costituisce per l’autrice un incontro con se
stessa, 
rendendola capace di rapportarsi alla sua vita con versi nitidi e struggenti.

La sua è una poesia sofferta dove il dolore viene attorniato
da una corazza fatta di metafore per proteggersi dallo strazio che sente,
abbracciando aggettivi e avverbi così da alleviare ferite più profonde.

Anila cattura quella esistenza che troviamo nei dettagli di
ogni sentimento, contemplando ciò che scompare e ciò che resta in un sottile
gioco di visioni poetiche.

La mente si fa stanza privilegiata di memorie in un
andirivieni incessante tra passato e presente, è in un procedere di assenze e
distanze che si snoda il suo viaggio spirituale dove ad imporsi è una illuminante
consapevolezza quale sua tonalità dominante.

L’autrice cerca nella sua creazione artistica una storia
interiore in cui identificarsi, un bisogno in cui ritrovarsi per fissare nell’
espressività poetica tutta la sua fedeltà alla vita e alle proprie radici.

In un tempo che trascina con sé sentimenti evocati, la
scrittura di Anila scorre sospesa configurando tracce di senso dimenticate che
assurgono a condizioni dell’anima che sfumano le une nelle altre in una
dimensione nuova e inaspettata.

La vita di Anila si intreccia con questo suo ultimo lavoro
letterario, dove riesce a coniugare potenza espressiva e una straordinaria
coscienza di sé.

Scrittrice, poetessa e donna con un’urgenza di essere e dove
scrivere diventa più di un semplice volersi esprimere.


– Giuseppina Irene Groccia 







Il canto della fanciulla” è l’ultimo lavoro editoriale in lingua italiana di Anila Dahriu, edito dalla Casa Editrice Edilazio.

Il libro fa parte della Collana “La Nave dei folli diretta da Marco Onofrio, il quale è anche autore della bellissima prefazione che riporto qui a seguire:


Anila Dahriu non segue le mode “minimaliste” del mainstream poetico italiano: la scrittura messa in “evento” attraverso questo incalzante poema traguarda il massimalismo referenziale ed espressivo delle grandi imprese letterarie. Una lingua risentita e orgogliosa, frantumata dalle allucinazioni per trafiggere il cuore dell’esistenza oltre le «sofferenze dei secoli» e il «guasto del tempo» in cui gli umani – come «squali feroci» – intessono le loro trame maligne di dominazione.  Le sirene del Mito sono state «fatte a pezzi dalle onde», cioè dalla forza tremenda della Storia. Allora resta solo la possibilità di accedere a uno “stile del ventre” fatto di spasmi, «crampi di dolore» e «urli vulcanici», che informa la poesia come ricettacolo di frammenti dispersi, dimora di tempeste, tambureggiante “machina” infernale.

  Il canto della fanciulla è l’innocenza originaria che giura i suoi segreti all’eternità nel momento stesso in cui accetta di impegnarsi nella dura psicomachia dell’esperienza. È una battaglia di anime alla ricerca dell’amore vero come unico antidoto al male che avvelena il mondo. Questo poema, infatti, nasce dall’elaborazione psicologica di una traumatica disillusione: «Pensava che l’amore è più forte della malvagità / Sbagliava… All’orizzonte c’erano le nuvole nere / Impegnate nella loro missione». Il mondo è tristo e reo: non c’è giustizia neppure tra le galassie del cielo stellato. La società è ustionata dai sospetti, dall’odio, dal rancore. Vincono i “furbastri”, i mestatori, i trionfatori dell’inganno. Il «ruscello del male» è l’invidia, la malapianta che annoda ovunque le sue catene di ipocrisia e volgarità: è il «malanno viscido che si perpetua nei secoli». Eppure la voce divina e umana che si agita nelle falde di questo poema crede ancora alla «bontà», alla forza ostinata e disperata della Luce. Dio, che parla nella prima parte, è stanco della Storia e tuttavia esiste, e può forse intervenire – grazie agli uomini e alle donne di buona volontà – per riscrivere il «finale senza soluzioni / Senza futuro». La poesia, di conseguenza, aspira a coincidere con l’opera sciamanica della curandera, proponendosi come canto di guarigione e rigenerazione; accettando dunque di sottoporsi a una prova estrema: o incenerirsi tra le spire degli inferi e tacere per sempre; o risorgere dal proprio dolore per fare nuovo il volto, e anzitutto il cuore, delle cose.

  L’operazione innescata fin dalla prima parola del poema è una sorta di esorcismo: Anila Dahriu lancia la sua sfida al mondo come esso (purtroppo) è e si getta a capofitto nell’oscurità, a mo’ di pioniera coraggiosa, per sciogliere i nodi che reggono i sipari dei «teatrini», ingoiando malefici per neutralizzarli e finalmente purificarli dalle sostanze immonde. Lavora dalla parte di Dio per favorire il riscatto di questa umanità ormai in piena decadenza. Non le fanno ribrezzo le parole “agghiaccianti” che occorrono per scoperchiare le botole e smascherare i giochi. Rompe infatti l’omertà delle regole non scritte e scuoia con versi vibranti le superfici graziosamente pitturate nell’ottica della reciproca convenienza. La sua voce, su tali presupposti, aderisce alla chiave tonale del demonico, il titanismo del sacro che presiede sia l’angelico e sia il demoniaco, collaborando “dal basso” a portare la vita avanti nella sua evoluzione. Infatti le parole della Dahriu emergono da magmi così profondi da potersi sviluppare nel doppio registro della “preghiera” e della “bestemmia”, anche in senso ambivalente (cioè di una bestemmia che prega, e viceversa), essendo benedizione e maledizione strettamente legate al suo italiano di origine/substrato albanese.

  Si affida per questo viaggio dantesco dagli inferi umani, visti con gli occhi di Dio, al “purgatorio” della redenzione amorosa, trasfigurata nella seconda parte dal canto della fanciulla per te, alla “rerum natura” che, di per sé, renderebbe organiche e buone tutte le cose esistenti, se non ci fosse il male a deviarle dal corso originario, e quindi la «forza eterna» che muove i pianeti e le «costellazioni che regnano nell’universo». Qui il dettato si illimpidisce, dopo le tempeste attraversate, poiché giunge alle sorgenti stesse del Sogno da cui balugina la prospettiva di un “mondo” e di un “modo” diversi, liberi, radicalmente nuovi. E può accadere non prima di avere oltrepassato gli orizzonti chiusi e i «muri alti dei confini» entro cui incista la comune umanità. Lo sguardo cosmico, acquisito lungo il difficile percorso, agevola l’opera d’amore che fa spuntare dall’anima le ali dell’eternità, a vantaggio di «quel volo desiderato, smisurato» grazie al quale sarà possibile abbandonarsi semplicemente al «profumo dell’attimo» per raggiungere la tanto sospirata pienezza dell’essere, in una specie di annuncio del pleroma ultraterreno, a matrice gnostica e cristiana, che vale già come elemento di cura, se non come sintomo di probabile guarigione dal “male di vivere” che ci fa tanto feroci.

 

Marco Onofrio   


 


Il libro è arricchito da una altrettanto importante presentazione a cura di Dante Maffia:

Questo poema di Anila Dahriu è la prova tangibile che esiste ancora il magma poetico, come lo ha chiamato Mario Luzi, da cui bisognerebbe prendere la comunione per entrare nel vivo, nel fuoco delle controversie e cercare di districare i livori dalle esaltazioni, i contrasti dalle perversioni, le dolcezze dalla confusione che porta sempre e solo angoscia. Siamo al cospetto di una poesia che si è nutrita innanzi tutto di vita e ha saputo poi conservare il fiato della vita nella parola. Da qui la valanga espressiva che a volte dà il capogiro, da qui le condanne, le irrisioni, i palpiti lunghi e reiterati che nascono dai grumi del dettato e riaprono la ragione verso l’indistinto per ricavarne briciole di assonanze con la vita, con la morte e con l’amore.

Nella poesia di Anila Dahriu c’è la visione di un mondo che si è sfracellato, decomposto e che arranca per sentieri scoscesi e irti per trovare la dimensione umana e reale di una situazione che sembra avere perduto il senso della misura e del decoro. Insomma, poesia senza remore, spinta, perfino arrogante e decisa a svelare, a penetrare nei meandri del dissesto, ma anche del Mistero, poesia espressionista, anche se a me non piace mai definire la poesia, ma in questo caso necessaria chiarificazione per comprendere la forza contundente che sta dietro le espressioni irruenti di Anila Dahriu.

Se fossimo in tempi non così malati di disinteresse e di qualunquismo questa poetessa diventerebbe immediatamente un caso di cui tutti si riempirebbero la bocca, di cui tutti parlerebbero. Ma adesso l’originalità e lo stare legittimamente fuori dal seminato non fa né scandalo, né curiosità. L’appiattimento ha reso tutti sullo stesso piano. Peccato, perché ci sarebbe tanto da discutere sulla valanga incandescente che la poetessa getta a piene mani in una sorta di forno gigantesco e non per farne poltiglia, ma per rigenerare la materia, farla diventare nuova luce. Un’annotazione che può sembrare soltanto tecnica e che è invece l’affermazione perentoria della fede di Anila Dahriu nella Poesia: ogni verso comincia con la maiuscola, come si usava tanto tempo fa, a dimostrazione che ogni verso è sintesi di canto, di musica, di ragionamento e di pienezza di sentimento.

 

Dante Maffìa

 




Nel libro sono presenti testimonianze critiche di:
Giuseppe De Rosis, Angelo Lipo, Giusy Porchia, Giusy Nisticò, Maurizio Traversari, Franco Perri, Antonella A. Rizzo, Francesco Tarantino e Maurizio Materna




Il libro può essere acquistato richiedendolo direttamente all’autrice 





Contatti  


Email aniladahriu@live.it

Facebook Anila Dahriu














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blackandwhite_e_secret Fotografia e Passione

 L’ArteCheMiPiace – Artisti

blackandwhite_e_secret
Fotografia e Passione 






di Giuseppina Irene Groccia |21|Aprile|2022




Oggi vi invitiamo a conoscere Eva, una fotografa emergente originaria della provincia di Novara. 

Su Instagram possiamo trovarla con il nome account  blackandwhite_e_secret.

Eva è in grado di consegnarci con le sue opere una ventata di novità e passione.

La fotografia è per lei mezzo di esplorazione con un risultato davvero coinvolgente.

Ha iniziato fotografando fiori nel suo negozio in perfetto stile parigino, dove i fiori disposti all’interno e all’esterno in cesti e vasi di tutte le forme diventavano per lei strumento e materia per esprimere la sua creatività.

Alla passione della decorazione floreale ha affiancato anche quella dei mosaici, della pittura e della fotografia. 

Di quest’ultima ha nostalgici ricordi, di quando da ragazza amava dedicarsi prevalentemente ai ritratti.

La fotografia le permette tutt’ora di dare libero sfogo alla sua creatività, e le sue foto, del resto trasmettono passione, ispirazione e meraviglia.





Ne parliamo un po’ con lei…








Come è nato il tuo approccio con l’arte?


Il mio primo approccio con l’arte è avvenuto con la pittura, sin da piccola, pastelli, carboncino e colori ad olio. 




Da quanto tempo fotografi? Raccontaci come hai iniziato.


Ho iniziato a fotografare intorno ai 12 anni, perlopiù ritratti alle mie sorelle e fiori.





Quando hai capito che sarebbe diventata una tua passione?


Amavo molto fare ritratti ed ho continuato fotografando tutta la mia famiglia.




A chi ti ispiri o quali sono i fotografi che ti piacciono in particolar modo?


Non mi ispiro a nessun fotografo, ne’ad un genere in particolare.

Tra i fotografi che amo, ci sono Helmut Newton, Sebastiao Salgado e Steve McCurry. Anche l’amore che ho per il cinema mi ha ispirato ma più di qualsiasi cosa, la pittura… Georgia O’Keeffe perché amo i fiori, Caravaggio e Roberto Ferri tra i contemporanei.




Quali sono i tuoi soggetti preferiti e perché?


I miei soggetti preferiti natura, fiori e ritratti… dettagli del corpo o del viso.




Quali progetti hai per il futuro?


Migliorare la mia capacità di vedere e trasmetterla attraverso le foto. 

Chissà un giorno una piccola mostra…







Contatti dell’artista 


















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Atmosfere sospese – Patrizia Eichenberger

  L’ArteCheMiPiace – Interviste


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

ATMOSFERE SOSPESE 

di Patrizia Eichenberger




di Giuseppina Irene Groccia |16|Aprile|2022|





Con la sua poesia visiva, Patrizia Eichenberger è capace di guidarci in un viaggio percettivo attraverso il quale riesce a trasportarci con delicatezza ed empatia nel suo mondo dei sogni. 


Dentro uno spazio liminale tra realtà e rappresentazione visiva, riesce a tradurre l’universo onirico in atmosfere tattili, ottenendo immagini che si fanno portali verso altre dimensioni.


Le sue opere fotografiche raccolgono un’intimità che sembra sondare un paesaggio interiore, restituendoci una sorta di finestra sul subconscio. Sono immagini capaci di farci strada nei suoi sogni per condurci a leggerne la portata universale.


Si tratta di opere raffinate, originali, ricche di eleganti dettagli e intessute di interessanti tecniche, dove una sapiente e raffinatissima post produzione riesce ad amplificarne il potenziale espressivo.


Il suo è un genere che si potrebbe collocare in un punto indefinito tra fotografia concettuale, sperimentale e fotografia Fine Art. 

L’utilizzo di lunghi tempi di esposizione le permettono di ottenere immagini dove si sottende una intelligente lettura delle proprie visioni. 

Sono fotogrammi che consentono di raccontare il tempo e tutto un immaginario di sensazioni e intuizioni pescate tra “il visibile e l’invisibile”. 


A interessare l’artista è la complessità della mente e il suo subconscio, caratteristica che le permette di partire da una poetica e dal sogno per tradurre le sue visioni in immagini dense di emozioni e pathos.


La sua è una fotografia onirica e surreale, fatta di atmosfere sospese e atemporali, molto spesso distanti da una fedele rappresentazione della realtà oggettiva, ma che sembrano invece sondare un suo personale paesaggio interiore.


Le sue rappresentazioni illustrano un connubio di molteplici e delicate coloriture, la capacità di Patrizia è quella di ottenere neri molto profondi, esaltare le tonalità neutre e di valorizzare tutte le sfumature e le finezze della foto, ma al contempo donare una granulosità e ruvidezza che toglie nitidezza ai contorni contribuendo a creare quelle caratteristiche atmosfere sospese.


La fotografia di Patrizia Eichenberger è un’arte sofisticata, il suo modo di concepire l’atto fotografico oltrepassa i comuni confini della rappresentazione della realtà diventando altro.

Spesso accosta elementi privi di legame logico, assecondando il suo inconscio nella più totale libertà, ottenendo una fotografia scevra di qualsiasi implicazione razionale.

Le sue sono figure femminili spesso ambientate in una dimensione indefinita, incastrate o accostate in ambientazioni architettoniche o di design. 

Questa risulta essere sicuramente una scelta capace di rafforzare l’impatto scenografico dei suoi lavori.


Il suo portfolio è un catalogo di pensieri intimi, momenti di introspezione e attimi sospesi dove la sua interiorità affiora traducendo le immagini in un sodalizio di sogno e realtà. 


Il percorso artistico di Patrizia è un viaggio affascinante e introspettivo, potremmo definirlo un laboratorio fotografico incentrato su esperienze sensoriali volte a stimolare la fantasia, il pensiero e le emozioni di ciascun osservatore dove la manipolazione delle immagini è pienamente accettata in quanto infrange consapevolmente le regole della realtà liberando una spiccata e attenta creatività.

La sua è certamente un’arte fotografica che sa di nuovo. Ipnotica e magnetica capace di evocare armonie di forme e composizioni che esprimono con intensità la tensione emotiva e psicologica dell’uomo contemporaneo.

Una fotografia che ricostruisce nuove dimensioni, invitandoci ad osservare, restituendoci scenografie teatrali, allestite con un occhio introspettivo e innovativo e capace di condurci alla scoperta di mondi lontani e di una dimensione indefinita.




“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Anime metropolitane”, è il titolo della prima pubblicazione di Patrizia Eichenberger, uscita proprio in questi giorni dove ho avuto il privilegio di essere presente con un testo introduttivo e che ho riportato in questo articolo come introduzione.

Il motivo che mi ha fatto accettare fin da subito con grande entusiasmo questo suo invito è stata l’opportunità di poter suggellare una manifestazione di stima,  personale e artistica, che ci lega da molto tempo.


Si tratta di un libro fotografico che racchiude uno studio visuale di un periodo particolare in cui incertezze, angoscia e solitudini ci hanno tenuti sospesi.

La ricerca fotografica di Patrizia è uno sguardo empatico sui territori metropolitani che fanno da sfondo a visionari soggetti che li attraversano.

Una pubblicazione che mostra una sua personale lettura dello spazio nel pieno periodo pandemico.

A differenza delle parole, il suo linguaggio visivo possiede caratteristiche che donano maggiore potenza evocativa ad ogni singolo fotogramma.

L’estetica del bianco e nero si adatta ottimamente a questo lavoro fotografico intimo e profondo, rendendolo un viaggio d’esplorazione del proprio animo fatto di rara intensità.




“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia















Sarà proprio lei, Patrizia, a raccontarci di questo suo prezioso progetto attraverso questa intervista 









Patrizia, anzitutto vorrei chiederti qual è stata, e come si è caratterizzata, la tua formazione. Come sei giunta all’arte fotografica? 

Mi avvicino alla fotografia all’età di 17 anni, lavorando 6 mesi in un laboratorio fotografico, ricordo l’ alchimia nel vedere le immagini a colori apparire dalla carta bianca, sentivo che l’arte fotografica era la mia strada. 

La mia formazione inizia nel 1986, mi iscrivo alla scuola di Fotografia e lavoro presso il rinomato Foto Rüedi di Lugano, dove apprendo l’arte dello sviluppo e stampa in bianco-nero. 

Il mio sogno era di formarmi in uno studio fotografico e fortunatamente il primo impiego fu proprio presso il fotografo Cosimo Bellarosa, dove passai due anni meravigliosi tra moda, portrait, still-life, architettura e reportage, mi piaceva ritrarre, sperimentare la luce. 

Nel 1990 ricevetti il diploma, in seguito trovai un impiego per un anno a Zurigo dove mi occupavo di portrait, sviluppo e stampa in bianco-nero. 

Nel 1991 ritornai a Lugano e trovai un impiego in un laboratorio a colori, fino all’anno 2000. 

Negli anni seguenti i negozi e laboratori nella Svizzera Italiana piano piano chiusero e trovare materiale fotografico era molto difficile, cosi accantonai la fotografia. 

Nel 2011 acquistai la mia prima macchina fotografica digitale e cominciai una ricerca costante di nuovi progetti sulle visioni metropolitane.




Puoi citare un artista, un’opera o una serie di progetti artistici che ti hanno particolarmente influenzata e ispirata nel tuo lavoro di fotografa?

Ci sono molti artisti che mi hanno influenzata, ad esempio Werner Bischof, Francesca Woodman per citarne alcuni, un artista che mi ha particolarmente influenzata è la fotografa Flor Garduno, anni fa andai ad una sua mostra e ne rimasi affascinata, l’originalità e la sua forza creativa, il suo mondo interiore di sensibilità e poesia, la bellezza delle immagini, i chiaro scuri dell’equilibrio e del mistero.


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



Che ragioni ti hanno motivato e spinto a intraprendere la realizzazione del tuo primo libro fotografico?

Era un sogno nel cassetto, di lasciare un segno, di dar luce alle immagini realizzate durante due anni difficili di pandemia, fotografie a raccontare storie, scatti in interni e nelle strade cittadine di Lugano, di cui ho cercato di dare un’identità, atmosfere distanti, surreali.



Ci vuoi raccontare come è nato questo progetto e come è nata la necessità di realizzarlo in un momento così delicato come la pandemia?

L’isolamento delle persone, le strade vuote, la città senza vita hanno fatto risvegliare in me un bisogno di testimonianza che andasse oltre quello che stava succedendo. Il progetto è nato con il desiderio di lasciare un segno di istanti raccolti, di trasfigurazione della realtà in “un quadro onirico, sottile e delicato”, trasmettere l`anima di una città che si nascondeva dietro se stessa con le sue contraddizioni e che si mascherava nelle vetrine e nei palazzi.


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



“Anime metropolitane” è un lavoro particolare ed intimo, sembra che il progetto editoriale rifletta per rarità e bellezza i contenuti del tuo percorso artistico, spiegaci meglio…

Con le immagini ho cercato di trasmettere un paesaggio interiore, valorizzarne le sfumature, togliendo nitidezza ai contorni trasformandole in visioni scenografiche.



Come ti sei relazionata al territorio metropolitano nella realizzazione di questo tuo progetto?

Volevo valorizzare i luoghi che ci appartengono, realizzando un progetto nella mia città, un luogo dove fuggire dalla quotidianità, in cui lo sguardo e le anime si sovrappongono in un’unica visione, un tempo sospeso dove ho trovato spunti di espressività.


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



Qual è l’aspetto che più ti ha emozionata di questa esperienza?

L`aspetto più emozionante è stato di cercare angoli nascosti, luoghi in cui la memoria resta come sospesa di fronte alla percezione dell’ invisibile. 


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



In che modo si è svolta la fase di selezione delle opere da inserire nel libro?

Ho cercato di dare un seguito, una storia, ad alcune immagini fra loro, come ad esempio due figure femminili, un ritratto con fiori e lo specchio con le farfalle, dove l’ alchimia e la magia dialogano tra le due opere.


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



C’è una foto che ti ha emozionato più di altre e perché?


La foto che mi ha più emozionato è l’immagine di copertina: lo sguardo come a guidarci in un viaggio misterioso, in un mondo di sogni.


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



Qual è a tuo avviso l’originalità di questo progetto rispetto ad altri “simili”?


L’originalità di questo progetto sono le sfumature che creano le atmosfere sospese, figure femminili ambientate in dimensioni indefinite.


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



Tra gli aspetti che caratterizzano gli scatti che riporta il tuo libro, colpisce molto la dolce concordanza tra il gioco di luci ed ombre e la visione onirica. Puoi parlarci di questa tua metodica?


È un sottile gioco di equilibri memore delle fotografie tradizionali della mia formazione, che vanno dal simbolismo al surrealismo. Scatti originali in parte con l’utilizzo di tempi lunghi di esposizione, donando una granulosità che toglie nitidezza ai contorni, le caratteristiche atmosfere tra reale e immaginario.




Cos’è che solitamente ti fa decidere di immortalare un soggetto?

Non c`è un vero motivo, è una sensazione, ho iniziato a fotografare ciò che mi circondava, l’idea è di cercare il soggetto in cui lo spazio e tempo si fondono poi sono ispirata dai luoghi e dalle persone che incontro.


“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia



Qual è il messaggio principale che hai cercato di trasmettere attraverso “Anime metropolitane”?


È nato dal desiderio di trasmettere la mia visione interiore, uso la mia arte come un modo per descrivere ciò che le parole spesso non possono esprimere. 




Ci sveli il tuo prossimo desiderio da realizzare?


Mi piacerebbe realizzare dei ritratti, amo la sintesi di un’immagine, qualcosa che possa emozionare, cerco la poesia nelle persone che ritraggo. 













Il libro può essere acquistato richiedendolo direttamente all’autrice 





Contatti


Email patriziaeichenberger@outlook.com

Facebook Patrizia Eichenberger 

Instagram patriziaeichenberger 












Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 










“ Anime metropolitane“ libro fotografico di Patrizia Eichenberger su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Patrizia Eichenberger è una fotografa, artista visiva, nel 1985 si avvicina alla fotografia, impara l’arte dello sviluppo e stampa a colori.

Nel 1986 si iscrive alla scuola di fotografia, arti e mestieri e lavora presso il fotografo Rüedi di Lugano, dove inizia a ritrarre, sviluppare e stampare in bianco- nero.

Nel 1988 si trasferisce presso lo studio fotografico di Cosimo Bellarosa di Lugano, muove i primi passi tra moda, portrait, still-life, architettura, reportage, riproduzione e sviluppo di diapositive. Nel 1990 riceve il diploma di fotografo.

Nel 1991 si trasferisce a Zurigo presso lo studio fotografico Peyer, dove si occupa di portrait, sviluppo e stampa in bianco-nero.

Nel 1992 ritorna a Lugano e lavora in laboratorio, sviluppo e stampa a colori.

Ha esposto a Lugano, Locarno, Italia e Tokyo.

Oggi è alla ricerca costante di nuovi progetti, sulle visioni metropolitane, fotografie contemporanee, fine art in bianco e nero.









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JOJO HUXFORD CONTEMPORARY ART IN INTERIOR DESIGN new catalogue

  L’ArteCheMiPiace – Catalogo Online





JOJO HUXFORD
CONTEMPORARY ART IN INTERIOR DESIGN
new catalogue



A current trend in interior design is to enrich the rooms of your home with original works of art.
There is no better way to personalize domestic interiors than to carefully select the works of art that will transform and embellish the living spaces.
In the following pages we will present the works of the artist JoJo Huxford, which possess all the qualities to become a successful interior design.
They are works full of creativity, style, taste and the ability to always create new suggestions.
These paintings represent precious art objects that allow you to embellish the interiors according to your personal taste, also giving the potential buyer the ability to customize the size and the support on which they can be printed.
Selected in the right way, contemporary art becomes the ideal solution to give identity to the home and to express one’s interests and culture.
Joanne Huxford’s works manage to create a dialogue between them, bringing exclusivity and originality to the environment in which they are inserted, together with that subtle balance that combines the taste of decoration with the design skills of an interior.
The result is a parallel path between art and furniture that evolves managing to give new life to spaces.
It is always good to remember that the works we choose to enrich an environment are not just simple decorations, but very often they express our personality by transmitting that warm atmosphere that makes your home welcoming and bright.
Art is capable of gathering multiple influences and applying them to living spaces, thus improving the perception of the environments we inhabit every day.
The canvases, the colors can generate concrete and positive psychophysical sensations when they adhere to our personal tastes.
It will be essential to identify which work is able to come closest to our personality to obtain an optimal result and ensure that all the elements are able to create a dialogue between them.
It is also thanks to the need to perceive the house as a mirror of one’s personality that art makes its entrance into interior design.
Joanne’s works have creativity as their only guideline, which combined with the original and customizable concept of a refined environment, manages to attract attention and generate harmony, fully expressing the character of a house and of those who live there.


Una tendenza attuale dell’interior design è quella di arricchire gli ambienti della propria abitazione con opere d’arte originali.
Per personalizzare gli interni domestici non c’è di meglio che selezionare con cura le opere d’arte che andranno a trasformare ed abbellire gli spazi abitativi.
Nelle pagine a seguire presenteremo le opere dell’artista JoJo Huxford, le quali posseggono tutte le qualità per diventare un interior design di successo.
Sono opere ricche di creatività, stile, gusto e capacità di creare sempre nuove suggestioni.
Questi quadri rappresentano preziosi oggetti d’arte che permettono di impreziosire gli interni secondo il proprio gusto personale, dando inoltre al possibile acquirente anche la possibilità di personalizzare le dimensioni e il supporto su cui potranno essere stampati.
Selezionata nel modo giusto, l’arte contemporanea diventa la soluzione ideale per dare identità alla casa e per esprimere i propri interessi e la propria cultura.
Le opere di Joanne Huxford riescono a creare un dialogo tra loro, apportando all’ambiente, in cui sono inseriti, esclusività e originalità, insieme a quel sottile equilibrio che unisce il gusto della decorazione all’abilità progettuale di un interno.
Il risultato è un percorso parallelo tra arte e arredamento che si evolve riuscendo a dare nuova vita agli spazi.
È sempre bene ricordare che le opere che scegliamo per arricchire un ambiente non sono solo semplici decorazioni, ma molto spesso esprimono la nostra personalità trasmettendo quell’atmosfera calorosa che rende la propria casa accogliente e luminosa.
L’arte è capace di raccogliere molteplici influenze e applicarle agli spazi abitativi, migliorando così la percezione degli ambienti che ogni giorno abitiamo.
Le tele, i colori possono generare sensazioni psicofisiche concrete e positive nel momento in cui aderiscono ai nostri gusti personali.
Sarà fondamentale individuare quale opera è in grado di avvicinarsi di più alla nostra personalità per ottenere un risultato ottimale e far sì che tutti gli elementi riescano a creare un dialogo tra loro.
È anche grazie all’esigenza di percepire la casa come specchio della propria personalità che l’arte fa il suo ingresso nell’ interior design.
Le opere di Joanne hanno come unica linea guida la creatività, che unita al concept originale e personalizzabile di un ambiente ricercato, riesce ad attirare attenzione e generare armonia, esprimendo fino in fondo il carattere di una casa e di chi la abita.


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©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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ContempoArte Magazíne

ContempoArte – Selezione 04-22

Modulo di Richiesta

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Prezzo: 18,00 €

Gli artisti con contributi rilevanti che desiderano più copie del magazine possono richiederle via email (info@lartechemipiace.com), beneficiando di una scontistica esclusiva non disponibile su Amazon

La Rubrica ContempoArte presenta la rinnovata raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate su Facebook, Instagram e Pinterest, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest
Una combinazione tra artisti di diverse nazionalità conferisce a questa nuova raccolta un respiro internazionale capace di creare un confronto proficuo, un dialogo di stili e linguaggi appartenenti a percorsi artistici differenti tra loro.
Universi diversi che si incontrano, si confrontano finendo per sviluppare atmosfere meditative di grande coinvolgimento.
Si tratta di un’accurata unione di talenti, un viaggio nelle “visioni del mondo” che abbatte frontiere e confini geografici e stilistici, terminando infine in una sintesi elegante e raffinata della nostra contemporaneità.
Artisti di questa Raccolta:
Alena Lipkovskaia, JoJo Huxford,Nadia Martorano, Sean Vaccaro, Teresa Maria Mark, Abhijit Das, Liliana Condemi, Matteo Sarro, Maryna Siliakova, Dropsy, Marcel Kiki, Maria Cristina De Pasquale, Stefania Vena, Egle Picozzi, George Adamantidis, Ilaria Piasciottani, Willy Indiviglia, Luigi Grieco, Stefano Montinaro, Paolo Ghiaroni, Giada Calamida, Angela Lucari, Graziano Franceschin, Claudio De Vito, Nitesh Talukdar.
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Una declinazione crepuscolare – L’arte di Nadia Martorano

 L’ArteCheMiPiace – Interviste














Una declinazione crepuscolare

L’arte di Nadia Martorano





di Giuseppina Irene Groccia |02|Aprile|2022|








Quando ci si trova di fronte alle opere di Nadia Martorano si ha proprio l’impressione di essere invasi da una grande energia, da lei sapientemente guidata e meticolosamente controllata.


Le sue opere partono da una cultura figurativa per confluire in seguito verso diverse declinazioni espressive, il tutto collegato da scelte formali e dalla coerenza del pensiero creativo.


La sua creatività si palesa in un mondo espressivo sospeso fra spirito e materia, tra figurativo ed informale, fra concreto e astrazione. Nadia conosce molto bene il suo ruolo figurativo ma ama spesso allontanarsene dai confini per raggiungere aree di un’avvertita e proporzionata astrazione.


La visione con cui l’artista ci porta a far parte delle sue creazioni, ci avvolge e ci affascina come fonte di tenerezza. La sua poesia decorre e travolge con giochi di colore, visioni naturalistiche e paesaggi teneramente sentimentali.


Il suo percorso artistico nasce da un desiderio di poter esprimere se stessa senza regole accademiche, senza imposizioni o limitazioni alcuna, ma soprattutto senza il vincolo di pensiero o di stile che possa inibire il libero flusso delle sue emozioni.

La sua formazione artistica è dovuta indubbiamente alla sua innata e autentica passione per l’arte, che l’accompagna fin da ragazzina.


La sua pittura nasce come compiacimento estetico, dove il colore appare come l’elemento predominante. La creatività di Nadia è rivolta a fare della natura, sua ispiratrice, una declinazione crepuscolare dello spirito, ricercando l’essenziale senza perdere di vista il riferimento naturalistico.


Nelle sue opere nulla è lasciato al caso, evidente è lo studio approfondito sulla forma e sul colore, laddove il frutto di una studiata meditazione è effusione di uno spirito sognatore.

Il suo è uno sperimentare continuo, sempre aperto a nuove quanto originali tecniche espressive, un appassionato studio che le garantisce di recuperare l’arte classica trasformandola in linguaggio della contemporaneità.


In un raffronto visivo delle sue opere possiamo notare affinità compositive molto simili anche non avendo stringenti riferimenti le une con le altre, ma piuttosto forti richiami di stile e di cromie.


Nei suoi colori, negli innesti tra narrazione e visione troviamo segni reinterpretati che ci parlano di un continuo sperimentare, dettagli e particolari dove l’artista trova la soluzione più felice nel descrivere una traccia semplice ed emotivamente commovente.


Dopo aver partecipato a prestigiosi premi e numerose esposizioni, Nadia Martorano può contare su una serie di testimonianze di merito, e su molti riconoscimenti ottenuti durante il suo percorso artistico.






Conosciamola meglio attraverso questa intervista 



▪️ Ti ricordi, Nadia, che età avevi quando hai scoperto la tua passione per l’Arte e per la pittura?


Sin da piccola restavo entusiasta e incantata nell’osservare le opere esposte nei musei o nelle varie mostre che visitavamo con la scuola. Ciò mi ha stimolato e chiesi ai miei genitori di fornirmi il materiale per la pittura. Disegnando e dipingendo costantemente su qualsiasi materiale (anche su pietre) e sperimentando qualsiasi tipo di colore che avevo disponibile (acquarelli, tempera, gessetti, cera e ovviamente pennarelli) ho scoperto la mia passione nel mondo dei colori. Ben presto mi resi conto di non poter fare a meno dei miei lavori e che essi erano diventati parte integrante della mia espressione di vita.



▪️ Parlaci un po’ di te, della tua formazione artistica


La mia passione è nata con il tempo e le basi mi sono state fornite dalla scuola che ho frequentato a  Monaco di Baviera, la BalthasarNeumann RealschulePer tutto il resto sono una autodidatta.





▪️Ti va di presentarci il tuo ultimo lavoro appena terminato dal titolo “Barriera Corallina”?


“Barriera corallina” è l’opera che ho appena completato, si tratta di un olio su tela con misura 100 cm x 50 cm.

Il dipinto è ricco di vitalità, ogni singola spatolata rappresenta il simbolo dell’ acqua e il lato più profondo dell’inconscio di chi lo osserva.

Nel dipinto sono rappresentati dei pesci tropicali dimostrazione dell’amore che percepisco per la bellezza e per le cose preziose.

Il rilievo creato da puri colori ad olio è il percorso che imbocco quando seguo il mio forte istinto creativo e le tante idee che volutamente cerco di mettere in pratica, esplorando le novità della creazione artistica.

Il culto del pesce come immagine della divinità è spesso presente in India, in estremo Oriente, in Egitto e in Messico.

L’antica credenza di queste popolazioni è che nelle profonde acque degli oceani vi fosse il punto di partenza della vita. Una vita fatta di prosperità e grandezza.

Molto evidente nel dipinto è il corallo rosso, chiamato anche oro rosso legato alla mitologia Greca (Medusa), essendo sempre appassionata dalla mitologia ho voluto indirettamente  rammentare la leggenda della nascita di questa preziosa gemma  Corallo Rosso del Mediterraneo.


Clicca sul video a seguire per vedere i tanti dettagli di quest’opera appena descritta 




▪️Cosa puoi dirci delle tue diverse tecniche pittoriche? 


Per quanto concerne le varie tecniche di cui mi sono appropriata si può dire che sono una autodidatta, tra cui quelle che più mi si confanno sono lo spatolato che riesce a donare una maggiore tridimensionalità dell’opera, dal momento che le figure rappresentate acquisiscono maggior rilievo e fisicitàDipingere ad olio con la spatola permette di scolpire la tela, nel senso che la pittura ad olio con spatola, operando con livelli spessi di colore, si può plasmare in base al movimento compiuto dall’attrezzo. È possibile anche dipingere con la spatola ad acrilico, anche se il colore risulta disteso in maniera più piatta. Un’ulteriore tecnica realizzabile con la spatola è quella della pittura materica, mescolando tra loro pittura acrilica a spatola e una piccola quantità di sabbia o resina. Altra tecnica pittorica a cui sono avvezza è il figurativo e spesso unisco più tecniche in una sola tela e non disdegno l’uso di altre tecniche pittoriche.





▪️Arte figurativa o arte astratta: a quale di questi linguaggi espressivi ritieni di appartenere di più o sei totalmente libera e svincolata?


Come già affermato sono un autodidatta e come tale mi sento libera da vincoli concettuali come correnti pittoriche o linguaggi espressivi. Ed è proprio nella libertà che risiede il mio essere, di decidere, di pensare, di esprimermi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare mediante libere scelte.





▪️Che importanza ha il colore nelle tue opere?


I colori sono fondamentali perché sono proprio essi che stimolano la mente umana, sprigionando emozioni particolari di chi li osserva e nelle loro sfumature si possono distinguere i vari stati d’animo dell’opera, trasmettendo emozioni uniche.





▪️Hai dei Maestri di riferimento a cui guardi, a cui ti senti affine?


Uno degli artisti che più prediligo è senza dubbio Claude Monet poiché lui riuscì ad andare oltre ogni concezione figurativa imprimendo nelle proprie tele una forza che trascende l’impressionismo stesso verso approdi di visionarietà astrattista.

 



▪️A quali soggetti ti sei più legata nel tempo?


Spesso e volentieri i soggetti delle mie opere fanno riferimento alla natura poiché la natura dipinge per noi giorno dopo giorno, immagini di infinita bellezza.




▪️Quale luogo prediligi per dedicarti alla pittura? 


Sicuramente il mio laboratorio è il luogo dove riesco ad esprimere il massimo della mia creatività artistica accompagnata sempre da bella musica come sottofondo.




▪️Come realizzi le tue opere? Ti lasci guidare da un progetto preciso oppure agisci in maniera impulsiva, seguendo le tue emozioni?


Carpe diem (cogli l’attimo) è l’espressione che mi si addice perché in ogni mia opera seguo l’impulso del momento facendomi travolgere dalle mie emozioni





▪️Nel 2020 sei stata inserita nel catalogo d’arte moderna Mondadori. Ci parli di questa tua esperienza editoriale?


Si tratta per me della seconda pubblicazione nella più longeva pubblicazione di genere artistica in Italia. Per me essere stata selezionata è stato un enorme privilegio ed un immenso piacere in quanto credo sia una grande soddisfazione essere presente in una corposa opera editoriale pubblicata fin dal 1962, insieme ad opere di altri artisti emergenti e artisti contemporanei, come anche biografie e quotazioni dei Grandi Maestri del Novecento.

La presenza in una così importante opera editoriale assicura a noi artisti una visibilità posta all’attenzione di un pubblico di livello nazionale ed oltre, inoltre la distribuzione del catalogo avviene attraverso la vendita online su tutte le principali piattaforme commerciali di settore e delle maggiori Case Editrici.




 

▪️La tua filosofia di vita?


Per me dipingere è come essere trasportata da una corrente impetuosa carica di emozioni che poi traduco in opere appartenenti alla natura o scorci di essa. La natura per me è sinonimo di armonia, bellezza ed equilibrio, accondiscendendo alla filosofia aristotelica “natura abhorret a vacuo” (la natura rifiuta il vuoto).





▪️Hai nuovi progetti in programma?


Per questo anno ho diversi impegni espositivi in programma. A fine maggio avrò il piacere di prendere parte ad un evento promosso dall’ Accademia Euromediterranea delle Arti a Messina.

Sempre a Maggio prenderò parte all’ “Expo internazionale Continentes” che si terrà a Medellín in Colombia.

Per il 25 settembre sono stata ammessa al trofeo Palma d’oro per l’arte, che si terrà a Montecarlo. Infine per il 22 Ottobre sarò impegnata in una esposizione presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.





▪️ Come artista cosa ti aspetti per il futuro?


Pensando al futuro non posso che essere fiduciosa che le mie opere trasmetteranno le mie emozioni e il mio modo di vedere, nella speranza di poter essere di ispirazione alle generazioni future avvicinandoli al mondo dell’arte ed essere magari ricordata come la loro musa.










Contatti dell’artista 


Email martorano.nadia@gmail.com

Facebook Nadia Martorano

Instagram martoranonadia

Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 
















Nadia Martorano nasce a Monaco di Baviera nel 1979, dove consegue il Diploma alla Balthasar Neumann Realschule. Si trasferisce in Italia completando gli studi.

La sua passione per l’arte prende il sopravvento e da autodidatta inizia a disegnare già da piccola… l’immagine, il colore, il poter immergersi in queste atmosfere danno la dimensione della sua vita. Si cimenta con le tecniche più diverse, miste, spatola, materiche, figurativo, astratto, contemporaneo.

Addentrarci nell’arte di Nadia è un atto di sorpresa. Quello stupore innocente che ne cattura immediatamente lo sguardo… nel rendersi conto dell’uso del colore, così spontaneo, così elargito senza sprecare una pennellata. La forza è nella delicatezza nell’affrontare il luogo e il tempo che andrà a rappresentare o meglio dire a vivere in quell’armonia che la porta a intersecare la cromia che racconta. Nelle sue opere i soggetti raccontati riescono a dare allo spettatore quella serenità nel percorrere l’opera, da stagni che conducono il pensiero a profumi di terre lontane, terre incontaminate che danno quella sensazione, sicuramente nel cuore di ognuno di noi, di poter e saper custodire la nostra amata Terra. E poi perdersi in sterminati prati di papaveri, fiori da sembianze quasi immortali, eterei e delicati ai sensi, che ne accoglie quasi il profumo e nella vista ne trova la pienezza. 

Il suo è un talento naturale, spontaneo che emerge nei suoi lavori quasi istintivo ma profondamente emotivo. La sua formazione pittorica non si basa su regole accademiche ma su una tecnica libera, autonoma in cui colpisce lo stile aperto a nuovi stimoli, intuizioni.
L’uso del colore, le sfumature di pennellate ma anche le applicazioni inserite, bastano per mettere in evidenza il tocco di mano innovativo, sicuro e deciso di Nadia Martorano. L’artista non si dedica quindi a una sola tecnica, ne sperimenta diverse spaziando dalla pittura all’uso di materiali decorativi e dal componimento figurato all’astratto.
Forse l’essere nata e vissuta per un periodo a Monaco di Baviera, dove ha conseguito il Diploma alla Balthasar Neumann Realschule, e poi il ritorno nella terra di origine, Spezzano Albanese (Cs), e dove vive con il marito e i figli, ha inciso sul suo essere sensibile a tutto ciò che rappresenta il nuovo, il cambiamento.
La pittura di Nadia Martorano rifiuta quindi gli schemi, ogni forma di chiusura e staticità, ma non per questo è priva del forte legame con le sue radici, quelle intrise di storia e antiche culture e tradizioni come quella arbëreshë di Spezzano Albanese. La sua arte è quindi un viaggio condotto in mondi lontani ma anche vicini, in luminosi campi colorati o in luoghi incantanti in cui perdersi e ritrovarsi. Nei suoi dipinti è forte la carica energica trasmessa dalla pittrice, che non manca mai di accompagnare lo sguardo dell’osservatore nell’incanto della natura, una costante nelle sue opere.
Proprio per il suo essere pronta a cogliere le opportunità date da nuovi stimoli artistici, Nadia Martorano è stata molto attiva anche durante la chiusura forzata per emergenza Covid-19. L’artista infatti ha partecipato a diversi concorsi, mostre personali e collettive nazionali e internazionali.
Tra le principali esperienze va menzionata l’essere stata selezionata per due anni di seguito tra gli artisti contemporanei pubblicati nel Catalogo d’Arte Moderna e Contemporanea 2020 (CAM 56) 2021 (CAM 57) edito da Mondadori. L’artista inoltre è presente in diversi volumi di riviste d’arte Biancoscuro ecc. 

Importanti mostre alle quali ha partecipato l’ artista:

Art Evolution Olympiapark “Oberwiesenfeld” (Monaco di Baviera);

Expo Palace Nymphenburg “Castello delle Ninfe” ( München);

Fiera d’Arte in onore della Regina Teresa “Theresienwiese” ( München);

Premio di Pittura Estemporanea Museo Civico “ Mario Morelli” ( San Marco Argentano);

Quadriennale delle arti contemporanee (Rossano);

Fiera dell’arte contemporanee Artexpo, chiostro Sam Domenico (Cosenza);

Mostra collettiva la notte degli artisti (San Lorenzo del Vallo);

Festival di Tarsia (2020);

Permanente dell’arte contemporanea Palazzo Falcone dei principi San Severini “permanente dell’arte contemporanea” (Acri);

Arte Fair “Virtual gallery – artisti in cerca di…”

Arte Fair II mostra virtuale – artisti in cerca di….

Arte Fair III mostra virtuale – i colori d’autunno

Quadrarum art gallery “verde immanente (Roma)”;

“Visioni d’arte” mostra d’arte contemporanea Ass. artistico culturale Isabella d’Aragona (Cosenza);

Mostra Art Saloon Frames Art&Designe (Ariccia) “Il piano B: alternativa di vita e di pensiero”;

Mostra di arti varie “Donna oggi V edizione” (San Gimignano);

Premio internazionale di arti Varie maestro Sergio Manzi IV edizione (San Gimignano);

Concorso Nazionale I e II edizione Dantebus Bazart;

Premio città di Terni “G.L.G. Byron” XIV edizione (trasmessa sul canale Arte 124 digitale terrestre e Sky)

Museo diocesano capitolare di Terni;

Esposizione permanente museo del peperoncino Maierà;

Esposizione permanente opera Museo della Liquirizia Amarelli ( Rossano);

Spazio arte 57 “Fine Art Gallery Virtute Flavo” (Lamezia Terme Nicastro);

Quadriennale delle arti contemporanee Palazzo San Bernardino città di Corigliano- Rossano ;

 Red ad Vesperam Fine Art Gallery Nicastro (Lamezia Terme); 

Quadrarum Art Gallery mostra Verde Immanente (Roma); 

Premiazione Internazionale città di New York, presso Galleria White Space Chelsea, ss West Street; 

Museo Diocesano e Capitolare di Terni “G.L.G Byron”; 

Premiazione Internazionale città di Budapest, presso la Galleria Pinter (Falk Miksa u.10 -Budapest)

 Artexpo Biennale Italiana;

 “Virtute Flavo” presso Fine Art Gallery, Spazio Arte 57 Lamezia Terme; 

“Great Artist of the Future 2021”( ArtExpo Gallery);

 Mostra d’arte contemporanea Biblioteca Internazionale di Cosenza;

 Premio Mare Nostrum Mediterraneo X edizione 2020, Ass. Culturale Accademia Euromediterranea delle Arti (Messina); 

 Antologia di artisti “I maestri italiani del colore nel mondo 2020” Accademia Internazionale dei Dioscuri, Taranto;

 International Award “Paul Cezanne International Award (ArtExpo Gallery);

Artisti per Sgarbi selezione 2020 “ Il Tocco dell’Arte” ( Taggia)

 International Award “Mercurio d’Oro” per le arti visive (ArtExpò Gallery);

 1 st. Internazional Biennal 2021 De Verano, Panama University; 

Premio San Valentino, Ass. Culturale Accademia Euromediterranea delle Arti (Sicilia);

Panorama Internazional Arts Festival and Awards 2021, Grecia;

Fundacion Bellas Artes Ecuador, Exposiciòn Internacional artistas de Italia en Ecuador;

Purpura Abyssi, Spazio Arte 57, Lamezia Terme (Cz); 


Expo Cores e Coisas do Brasil (Rio de Janeiro – Georgetown- El Salvador- Guyana-Nicaragua; 

Premiazione Dioscuro d’Oro 2020/2021 Artista del mondo;

VIII Edizione 2021 Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte contemporanea “Apollo Dionisiaco”, In collaborazione dell’Istituto italiano di cultura New York e Regione Lazio(Roma);

Ass. Culturale CUMALE V Edizione “Pennellate in versi – cadenze sfumate” comune Almese (Torino);


Biennale D’Arte Città di Cesenetico 2021- premio dai critici Europei d’Arte 2021 –(Cesenatico);

I° Festival Internazional De Artes Visuales -FIAV- Monte Plata 2021 ( Rep. Domenicana);

I° e II° edizione Enciclopedia dell’ Arte Contemporanea Italiana 2021;

Mostra “ Arte e Natura in Calabria” Complesso  S. Agostino Città di Paola;

Notte D’Estate nel Parco del Futuro –Parco Fabiana Luzzi– (Corigliano);

Premio Pace e Spiritualità , Ass. Culturale Accademia Euromediterranea delle Arti (Taormina);

Gran Premio Internazionale per l’arte e la cultura  Dante Alighieri e L’Acheronte Accademia Internazionale dei Dioscuri (Taranto);

Expo of Art Panama University (Panama);

Art Contest Winter Edition Biancoscuro ( Pavia) ;

Art Global Ass. Culturale “ La Donna in ogni senso”;

Exposicion Pictòrica Homenje a Los Ninòs del Mundo Galleria Carlos Sanchez ( Sud America);

International Prix “ Leone d’Oro per le Arti visive ( Venezia);

Mostra “Uomini e storie in dialogo tra passato e futuro” -Arte e Natura in Calabria- complesso Badia (Paola); 

Esposiciòn “L’incontro delle Arti del Mondo” Galleria De Arte Manuele Amador (Rio De Janeiro);

Premio Internazionale 2021 “L’Artista degli Artisti 2021” (Taranto);

Mostra collettiva “ Nel Segno di Caravaggio” Hotel Adalesia (Torino);

Mostra Galleria Von Azul ( Messico);

Art Exhibition Venice -fluctuation- Murano 2021 (Venezia);

Premio Oscar della Creatività Montecarlo 2021 (Principato di Monaco);

Evento D’Arte & Mostra personale “Colori di Calabria” Anfiteatro (Spezzano Albanese);

Mostra collettiva “ 50 Anni per Disney) Hotel Adalesia (Torino)

FIAV 2021 Festival Internazionale arte visive 2021 CUBA Monte Plata

Bienvenida Ecuador Expo Bellas Artes Fundacion







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