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Ottobre 2024

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CICLO POETICO DA FARZANEH DORRI – DANIMARCA

 L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’arte 









CICLO POETICO DA FARZANEH DORRI – DANIMARCA






di Angela Kosta |29|Ottobre|2024|




Farzaneh Dorri è nata in Iran e dal 1985 risiede a Copenaghen. Farzaneh si è laureata presso MA all’Università di Roskilde. Negli ultimi 16 anni, con la sua professione, Farzaneh è stata co-manager. In precedenza, si è qualificata in scienze sociali e danese come seconda lingua o lingua straniera. Farzaneh ha pubblicato cinque libri di poesie: tre in lingua persiana e due in danese. Dalla sua passione per la poesia, ha scoperto anche la sua passione per le lingue straniere, così iniziò a tradurre letteratura dai primi anni ’90. Le sue traduzioni di poesie danesi sono state pubblicate in persiano nella rivista culturale persiano-danese Wazheh (= Parola). Come traduttrice, essa traduce tra: inglese e persiano, danese e persiano, persiano e danese, inglese e danese e ha tradotto diverse poesie dal norvegese e dallo svedese al persiano. 








INTERSEZIONE TRA ARTE E STORIA




Un luogo

All’incrocio

Di arte e storia

Dove le sabbie del tempo

Non smettono mai di incresparsi

E la vita fa capolino

In ogni finestra 

Germogliando

Dove le storie stanno navigando via

E in cima alla cresta del curling 

Ondate di cambiamento.



ESSERE UN POETA 



Vite tortuose 

Percorsi a più livelli 

Uno scrittore 

Con mille e una penne

Un Dio 

Con un cuore umano.

Pensieri sterili 

Parole essiccate

Un artista con il pollice verde

Un giardiniere dall’animo piovoso.




LA TERRA DESERTA 




Parole sussurrate,

cadono e si raccolgono,

come la pioggia,

nelle fessure e nelle crepature

di una mente inaridita;

troppo pochi: 

svaniscono nella polvere

come una carezza fugace

troppi: 

erodono il terreno sgretolato

in un’alluvione disperata.

Stanca

di siccità e diluvio,

Questa terra deserta attende

per la persistenza delicata 

della primavera.



NAVIGANDO NEL MARE DELL’AMORE


Le mani pigre del tempo

mostrano solo l’Ora in punto 

l’ago inutile della bussola

punta solo qui la direzione 

e la mappa

è scomparsa

con il vento.




Tradotto da Angela Kosta Direttore Esecutivo della Rivista MIRIADE, Accademica, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice














Angela Kosta, nata a Elbasan in Albania e residente in Italia dal 1995, è una figura poliedrica nel panorama culturale internazionale: Direttore Esecutivo della rivista MIRIADE, traduttrice, saggista, giornalista, critica letteraria, editrice e promotrice culturale. Ha pubblicato 21 libri tra romanzi, poesie e fiabe in sei lingue (albanese, italiano, inglese, turco, arabo e francese), e le sue opere sono apparse su riviste e giornali in vari paesi.

Collabora con numerosi periodici e testate, tra cui Calabria LiveSaturno MagazineAlessandria TodayOrfeu, e Nacional, e con riviste internazionali in paesi come Germania, Bangladesh, Pakistan, Turchia e Tagikistan. Ha tradotto 160 autori tra italiano e albanese, promosso oltre 600 poeti e 65 artisti, e curato la traduzione di opere di classici italiani e autori celebri.

È Vice Presidente della South Korea Writers’ Association e dell’Organizzazione Humanist, nonché Ambasciatrice per la Cultura e la Pace in diverse organizzazioni no-profit in paesi come Bangladesh, Polonia, Marocco e Canada. Inoltre, è membro di varie associazioni di scrittori in Albania, Italia e altri stati europei e asiatici.

Importanti giornali italiani hanno dedicato articoli a lei, e i suoi lavori sono tradotti in 33 lingue. Nel 2024 è apparsa su 128 riviste e quotidiani, ricevendo il titolo di Personaggio del Mese in diverse pubblicazioni, tra cui Saturno Magazine e International Literature Language Journal. Riconosciuta come migliore traduttrice dal periodico OBELISK e nominata Donna Celebrity 2023 da Akhbar7, ha anche ricevuto numerosi premi, tra cui un certificato come miglior poetessa da Kavyar Kishor International.

Ha ricevuto il titolo di Dottore Honoris Causa da varie università in Colombia, Moldavia, Yemen, Algeria, Romania, Messico, India e, di recente, dall’Università di Lingua e Letteratura in Marocco.




























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 




La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.




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LXFactory

 















LXFactory











di Giuseppina Irene Groccia  |28|Ottobre|2024|





Proprio sotto l’imponente struttura del Ponte 25 de Abril, in un quartiere dove un tempo sorgeva il cuore dell’industria di Lisbona della seconda metà dell’Ottocento. Qui, tra capannoni di mattoni rossi e ciminiere, si trovavano stabilimenti tessili e tipografie che rappresentavano il motore economico della città. Oggi, quel quartiere ha abbandonato le antiche macchine per accogliere un vivace polo culturale e artistico. I vecchi edifici industriali sono stati trasformati in spazi espositivi, gallerie, atelier, caffè letterari e musei che esaltano la modernità. Passeggiare in questa zona oggi significa respirare un’aria cosmopolita, tra installazioni contemporanee e iniziative creative che attraggono artisti da ogni parte del mondo. 





L’idea di Lisbona come “romantica città del fado e porto di scopritori temerari,” con la sua estetica mediterranea intrisa di storia marittima, saudade e misticismo, si mescola qui con un nuovo scenario urbano e culturale. Questo spazio emerge sempre più come il volto “trendy” della città: un ambiente dinamico capace di competere con le più raffinate capitali europee, come Berlino e Torino. È uno scorcio di una Lisbona nuova, aperta e multietnica, che punta a portare la sua identità culturale in un contesto contemporaneo, senza però mai dimenticare le proprie radici.



La LX Factory è un’oasi creativa di 23.000 metri quadrati situata nel cuore di Alcântara, quartiere a metà strada tra Belém e il centro storico di Lisbona. 

Si tratta di un fervido esempio di riqualificazione urbana che ha trasformato un’area dimenticata in uno dei più importanti hub artistici di Lisbona, un simbolo di innovazione che onora il passato mentre guarda verso il futuro. 




Questa ex zona industriale oggi pullula di vita e creatività, accogliendo studi fotografici, piccole aziende di comunicazione, atelier di moda e spazi espositivi che attraggono visitatori e creativi da tutto il mondo. Qui le installazioni artistiche, che sembrano uscite dal laboratorio di un “Warhol del vecchio mondo”, convivono con caffetterie hipster piene di charme, ristoranti dal design industriale che sono vere opere d’arte, e un mix complesso di spazi creativi. 

Questo è il cuore underground di Lisbona, dove la città si reinventa tra arte e industria, immersa nella luce soffusa dei laboratori d’artista e dove ogni angolo sembra gridare: crea, condividi, osa.



Guarda il video







L’ estetica vintage rende LX Factory un luogo perfetto per chi cerca atmosfere originali: tra pareti in mattoni grezzi e arredi industriali, ogni angolo racconta una storia dove passato e presente si intrecciano. In questo spazio creativo, che si è affermato come un autentico “fulcro decentrato” di arte e cultura, artisti e designer danno vita a installazioni e opere che spesso invadono anche le vie e i cortili esterni, rendendo ogni visita un’esperienza singolare ed immersiva.



All’interno dei suoi storici capannoni, riqualificati ma mantenuti nel loro stato originario, si conserva l’autenticità dell’ambientazione industriale. Questi spazi si trasformano in un palcoscenico ideale per mostre ed eventi che abbracciano un’ampia gamma di discipline, dall’arte alla pubblicità, dalla comunicazione alla moda, dall’architettura alla musica.




Qui, gli street artist trovano il loro spazio ideale, lasciando la loro firma e tracce indelebili della loro creatività, contribuendo a una narrativa culturale che è tanto variegata quanto dinamica. Varcare il cancello della LXFactory significa entrare in un mondo in cui l’arte urbana si manifesta in ogni angolo, spesso nei luoghi più inaspettati. Non dimenticare di alzare lo sguardo e di esplorare ogni spazio, perché le opere possono apparire dove meno te lo aspetti! 







Durante la mia visita, ho scoperto murales e installazioni che spaziano dal minimalismo a esplosioni di colori intensi, trasformando l’area in una galleria a cielo aperto. Qui è possibile ammirare le firme di celebri street artist come Vhils, Bordalo II, l’italiano Millo e il francese Bastien Tomasini, noto come O Gringo



Di quest’ultimo vi parlerò presto in modo più approfondito, poiché è quello che più mi ha colpito: la sua arte unisce la tradizione portoghese delle azulejos con tecniche pittoriche contemporanee, creando un effetto di grande impatto visivo. Questi artisti arricchiscono lo spazio con creatività e autentica espressione urbana, trasformandolo in un punto di riferimento per la street art internazionale.




Per gli amanti della lettura, LX Factory è anche sede di una delle librerie più famose di Lisbona, un vero e proprio tempio per bibliofili e curiosi. Qui, tra scaffali alti e soffitti ariosi, si respira l’amore per i libri, con una selezione vasta e curata che attrae visitatori da ogni angolo del globo.





Stiamo parlando della libreria Ler Devagar, conosciuta come una delle librerie più affascinanti del mondo, si distingue per un’atmosfera raccolta, quasi sospesa nel tempo. Qui, il nome della libreria – “leggere lentamente” – rappresenta più di una semplice esortazione: è un invito a immergersi senza fretta nella sua graduale scoperta, a perdersi tra i suoi spazi, assaporando ogni dettaglio e lasciandosi sorprendere a ogni passo.

Questa libreria ha trovato la sua casa negli spazi di una vecchia tipografia, e l’ambiente conserva ancora il fascino industriale del passato. Decine di scaffali traboccano di libri, un intreccio infinito di storie che ricopre ogni parete e invita i lettori a salire lungo le scale e scoprire nuovi titoli.

Alzando lo sguardo, si possono vedere delle installazioni artistiche particolari e bellissime, una ragazza su una bicicletta sospesa a mezz’aria, e un bambino su un monociclo che sembra inseguire la luna. A guardarle, queste sculture richiamano la magia dell’immaginazione, quella forza straordinaria che, attraverso i libri, può trasportare i lettori in mondi nuovi e sconfinati.




Immerso in un’atmosfera leggera, LX Factory è un villaggio caratterizzato da stradine acciottolate e edifici in mattoni rossi, che si estende in quattro aree distinte.

Al centro si trova l’edificio principale, dove al piano terra si trova la famosa libreria Ler Devagar, già menzionata. Al piano superiore, invece, si trovano spazi dedicati al coworking e uffici che offrono ambienti invitanti per professionisti e creativi che desiderano collaborare e innovare.




Le altre tre aree del complesso ospitano una varietà di attività commerciali, dai bar ai locali notturni, passando per negozi di artigianato e laboratori di piercing e tatuaggi. Ogni angolo di LX Factory è una scoperta, un’opportunità di incontrare artisti, artigiani e imprenditori.



Nei piani superiori degli edifici minori, si possono trovare redazioni giornalistiche, uffici specializzati in e-commerce, residenze artistiche e piccole gallerie d’arte, che rendono questo luogo un centro creativo e sempre attivo. 



La domenica è riservata al mercatino vintage all’aperto, dove è possibile trovare chicche da collezionare.

Qui, visitatori e abitanti si mescolano tra decine di stand artigianali, ognuno dei quali offre una selezione di articoli: borse originali, gioielli unici, abiti vintage, soprammobili e pezzi d’arredamento introvabili.




Diciamo che è il luogo ideale per gli amanti delle curiosità, dove è possibile scovare libri rari e oggetti d’epoca, oltre a pezzi di ricambio per computer e macchinari elettronici. Ma non si tratta solo di shopping: il mercato è anche un punto di incontro dove chiacchierare con i venditori locali e condividere storie e passioni. Un’esperienza che, oltre all’acquisto, si trasforma in un’occasione per immergersi nella cultura e nell’arte di Lisbona.



Due volte l’anno prende vita l’Open Day, l’evento più atteso da artisti, creativi e appassionati di arte e cultura. In questa occasione, botteghe artigiane, atelier, studi d’arte e locali aprono le loro porte fino alle prime ore dell’alba, accogliendo visitatori fino alle 4:00 del mattino. Un’immersione totale in arte e creatività, dove centinaia di visitatori vagano tra mostre, performance e happening, guidati dalla curiosità e dal desiderio di vivere un’esperienza culturale condivisa e coinvolgente. 



L’abbreviazione “LX” rappresenta un omaggio alla storia e alla cultura di Lisbona, poiché richiama direttamente l’antica denominazione araba della città: Al-Ušbuna, evolutasi in Lixbona e poi in Lixbõa, fino a trasformarsi, nel corso dei secoli, nell’attuale “Lisboa“. La scelta del termine “Factory” richiama invece, in modo esplicito il famoso studio di Andy Warhol a New York, una ex fabbrica situata al quinto piano del 231 East 47th Street, nel cuore di Manhattan. Dal 1962 al 1968, questo spazio fu trasformato in un vivace laboratorio artistico, punto d’incontro per artisti affermati e talenti emergenti, celebre anche per le sue feste d’avanguardia che animavano la scena culturale degli anni ’60 e attiravano creativi e celebrità di ogni genere. La LX Factory incarna perfettamente questo duplice richiamo, presentandosi come una vera e propria “fabbrica di idee” dove artisti, artigiani e innovatori si incontrano, dando vita a uno spazio che sprigiona l’energia creativa e lo spirito collettivo di Lisbona. Non si tratta di un semplice luogo di produzione artistica, ma di una vetrina in cui tradizione e sperimentazione si intrecciano in un dialogo continuo e innovativo.



L’idea alla base dell’LX Factory nasce nel 2008, quando un ambizioso progetto di rigenerazione ha riportato in vita un’area fino ad allora completamente abbandonata, rispettandone però il passato industriale e facendone la base ispiratrice per il presente. L’intervento ha trasformato e rinnovato profondamente l’identità e la funzione dello spazio: dal grigiore inerte di alcune fabbriche dismesse, l’area è diventata un headquartier creativo, grazie a un attento progetto di recupero che ha fatto dell’LX Factory la sede di un’eterogenea comunità di creativi e professionisti.



Questa scelta si inserisce nel più ampio fenomeno della rigenerazione urbana che, nei decenni recenti, ha trasformato molte zone industriali dismesse in Europa e altrove in luoghi vivi, fucine di innovazione culturale e artistica. Ma ciò che rende l’LX Factory unica è la sua capacità di superare la semplice estetizzazione dello spazio, per affermarsi come piattaforma concreta e organica di interscambio tra creativi, in cui la storia industriale del sito non è solo una cornice visiva, ma un racconto condiviso che continua a essere scritto.



























































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 



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My Favourites

MAC/CCB Museum of Contemporary Art

 

MAC/CCB Museum of Contemporary Art

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia  |24|Ottobre|2024|

 

In una mattinata di settembre, mentre Lisbona si presentava avvolta da una leggera nebbia che scivolava sulle acque del fiume Tago, mi sono imbattuta in un luogo di straordinaria bellezza proprio nel mentre cercavo il Museo Coleção Berardo, che si rivelava piuttosto difficile da individuare.  

 

Nei pressi della LXFactory, avevo trovato il Berardo Museum of Art Deco, ma ho presto capito che non era la destinazione che cercavo in quanto  è esclusivamente dedicato alle collezioni di Art Nouveau e Art Déco del suo fondatore, Joe Berardo.

 

 

 

Continuando la mia ricerca, ho scoperto che il Museo Coleção Berardo, riconosciuto come il principale museo di arte moderna e contemporanea in Portogallo e ospitante una straordinaria collezione accumulata dal suo fondatore nel corso di vent’anni, è stato integrato ad ottobre del 2023, insieme ad altre prestigiose collezioni, all’interno di un vasto centro culturale situato nell’affascinante area di Belém.

 

 

 

Questo complesso, chiamato Fondazione Centro Cultural de Belém, è la più grande istituzione culturale del Portogallo e propone un’ampia gamma di discipline artistiche. Al suo interno, è possibile assistere a spettacoli di balletto e opera, partecipare a conferenze, e usufruire di caffè e ristoranti. Inoltre, ospita negozi d’arte e incantevoli giardini, con il Museo d’Arte Contemporanea MAC/CCB che funge da struttura espositiva di grande rilevanza.

 

 

 

 

Il Museo d’Arte Contemporanea MAC/CCB, è il frutto della fusione di due istituzioni, il Centro Cultural de Belém e il Museo Berardo. Questa integrazione ha portato alla creazione di un’entità unica e dinamica, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo. Questa nuova struttura ospita importanti capolavori provenienti da prestigiose collezioni private, tra cui appunto la Collezione Berardo, la Collezione Ellipse e la CACE – Collezione di Arte Contemporanea dello Stato. Oltre alle collezioni permanenti, il museo organizza mostre temporanee che offrono una prospettiva storica sull’arte contemporanea, favorendo una comprensione più profonda e un’esperienza estetica immersiva. Queste esposizioni potenziano il dialogo tra arti visive, architettura e arti performative, presentando opere di artisti contemporanei e arricchendo il panorama culturale con nuove visioni artistiche. Il tutto si colloca nel contesto globalizzato dell’arte contemporanea, rendendo il MAC/CCB un importante punto di riferimento culturale. 

 

Andy Warhol

 

La Collezione Berardo è riconosciuta a livello internazionale per il valore delle sue opere emblematiche. Con circa 900 opere di oltre 500 artisti, essa rappresenta una straordinaria gamma di circa 70 tendenze artistiche, tra cui il cubismo, il dadaismo, il surrealismo, l’espressionismo astratto, il neodadaismo, il Nouveau Réalisme e la pop art. Questa ampia selezione dimostra il forte carattere museale e didattico della collezione, rendendola una vera e propria piattaforma per l’osservazione e la riflessione su un secolo di storia dell’arte.

 

 

 

 

All’interno dei suoi spazi, il percorso espositivo si snoda attraverso i principali movimenti artistici, rappresentati dalle opere degli artisti più emblematici e rinomati. Ogni sala è dedicata all’approfondimento di una specifica corrente artistica, mettendo in luce le figure chiave che ne hanno segnato lo sviluppo. Queste figure, fondamentali per l’evoluzione dell’arte moderna e contemporanea, permettono al pubblico di intraprendere un viaggio attraverso il tempo, offrendo una comprensione più approfondita dei contesti culturali, sociali e politici in cui tali movimenti sono nati e si sono sviluppati.

 

 


Video del 
percorso espositivo che si snoda attraverso i principali movimenti artistici, rappresentati dalle opere degli artisti più emblematici e rinomati.

 

 

Pablo Picasso

 

Nomi di spicco come Pablo Picasso, Salvador Dalí, Marcel Duchamp, Piet Mondrian, Joan Miró, Max Ernst, Francis Bacon, Andy Warhol, Yves Klein, René Magritte, Frank Stella, Gerhard Richter, Robert Rauschenberg, Jim Dine, Roy Lichtenstein, Gérard Deschamps, Christo, Louise Bourgeois, Jackson Pollock, Man Ray, Franz Kline, Balthus, Paula Rego, Maria Helena Vieira da Silva, Fernand Léger, Equipo57, Donald Judd, Bruce Nauman, Joan Mitchell e Cindy Sherman, tra molti altri, vengono presentati all’interno dei movimenti artistici che le loro opere hanno contribuito a definire. 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Lucio Fontana

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Giorgio De Chirico

 

Tra questi, spiccano anche numerosi artisti italiani, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Emilio Greco, Mimmo Rotella, Renato Guttuso e Piero Manzoni, i quali offrono un contributo di grande rilevanza alla narrazione artistica.

Per me è stata un’emozione straordinaria poter ammirare dal vivo capolavori di maestri come Lucio Fontana, Mimmo Rotella e molti altri, le cui opere incarnano l’essenza delle avanguardie italiane e internazionali.

 

 

 

 

In questi spazi, in cui l’arte si fa esperienza condivisa, ci ricordiamo che la bellezza può trascendere le parole e contagiare il cuore. Un’opera d’arte, in fondo, è un ponte tra le anime, un invito a sognare insieme, a dare vita a conversazioni che si intrecciano nel silenzio, a lasciarci ispirare da ciò che ci è estraneo ma che, allo stesso tempo, ci sembra intensamente nostro. 

 



 

Concludo la visita portando con me non solo le immagini delle opere, ma una sensazione di rinnovata vitalità, un ricordo di come la bellezza possa trasformare momenti di vita in esperienze indimenticabili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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TOUCH of LIGHT Collettivo Lux Mentis Mostra d’ Arte Contemporanea Exhibition 21 ottobre – 26 ottobre

 












TOUCH of LIGHT

Collettivo Lux Mentis

Mostra d’ Arte Contemporanea 

Exhibition 21 ottobre – 26 ottobre





Ausgang24 in collaborazione con llaria Pisciottani è lieto di presentare al pubblico la mostra d’arte contemporanea Touch of Light, che si svolgerà presso “Adriano Segarelli art studio” in via Laura Mantegazza 20 A a Roma , in occasione del RAW 2024 che si svolgerà dal 21 al 26 ottobre


In mostra Adriano Segarelli, Dario Pellegrino, Ilaria Pisciottani


Sabato 26 ottobre è stato organizzato l’evento di finissage a partire dalle 17:30 con curatela del critico d’arte Prof. Piero Zanetov, la performance d’arte di Daniela Beltrani che guiderà il pubblico alla ricerca della propria luce individuale, durante l’evento, degustazione di vini offerta da Casale del Giglio


Tre artisti in mostra, tre identità diverse che incrociano il loro linguaggio per presentare al pubblico la loro visione sulle innumerevoli variazioni della luce.


Adriano Segarelli, pittore, scultore e scrittore, vincitore del primo premio pittura Fondazione Amedeo Modigliani 2023, apre le porte al suo studio per ospitare la giornalista e fotografa d’arte llaria Pisciottani, nonché creatrice del movimento d’arte New Format Art, che si avvicina al pensiero New Fluxus e l’artista poliedrico, fondatore dell’hub artistico Ausgang24 e ideatore e curatore del format analogico Electrovinyl, DarioPellegrino.


Adriano Segarelli presenterà la sintesi della sua ultima ricerca, incentrata sulla luce utilizzata nel teatro e sugli studi della luce, nella fotografia in bianco e nero, ricreando un’atmosfera metafisica nelle sue tele dipinte ad olio.






Ilaria Pisciottani mostrerà le sue foto che studiano il tocco della luce, alcune delle quali caratterizzate da lunghe esposizioni, immortalando l’onda elettromagnetica generata dal movimento della luce e i colori primari che ne derivano.






Dario Pellegrino, con la sua arte in mattonella, presenterà le sue opere dalla tecnica mista mostrando la parte più psichedelica della trasformazione della luce attraverso un linguaggio pop contemporaneo.






Tutto questo verrà esaltato attraverso la performance d’arte di Daniela Beltrani che guiderà il pubblico alla ricerca della propria luce individuale, in un esperimento/performance che induce l’uomo a cercare e a mantenere sempre pensieri di felicità nelle faticose e impervie onde della vita.






Ogni opera racconterà una storia diversa, ma tutte convergono verso un unico punto: la ricerca della bellezza e della verità nascosta dietro il velo della luce.


Sarà un viaggio che partirà dall’origine della luce e arriverà a toccare le sue infinite varianti, ricostruendo i vari fotoni che generano questo meraviglioso e necessario fenomeno senza il quale non esisterebbero né COLORE, OMBRE e tutto ció che ci circonda.Elemento che farà da cornice all’evento, sarà la MUSICA, che assieme alla LUCE, sono da sempre, protagonisti indiscussi anche nell’ARTE. 

Musicisti come I Dire Straits, Rock band leggendaria, hanno saputo parlare di questo connessione in modo magistrale soprattutto in alcuni testi. Pensate a ‘Tunnel of Love’ o ‘Private Investigations’, brani che evocano atmosfere luminose e misteriose allo stesso tempo. Come non citare i Pink Floyd con ‘Shine On You Crazy Diamond’ o gli U2 con ‘City of Blinding Lights’, passando per i Cold Play, descrivendo il connubio tra LUCE e ARTE in modo poetico e coinvolgente.


La mostra non è solo un omaggio alla luce come elemento fisico e metaforico, ma è anche un invito a esplorare come essa interagisce con le nostre emozioni e il nostro modo di percepire il mondo che ci circonda.

Il lasciarsi ispirare e affascinare da una sinfonia visiva e musicale promette di risvegliare i sensi.


Voi avete mai pensato a quanto la luce possa influenzare le nostre emozioni e percezioni?


Gli Artisti coinvolti, cercheranno di farvi esplorare questo tema affascinante, guardando le loro opere e ascoltando BRANI ICONICI, che faranno da colonna sonora all’esposizione.


Siete pronti a lasciarvi catturare da questa meravigliosa esperienza?



Adriano Segarelli Art Studio

Via Laura Mantegazza 20/a – Roma


INFO 

ausgang24@gmail.com

333 6143962 DM whatsapp




















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


La sezione Segnalazione Eventi propone informazioni su manifestazioni dedicate ad arte e cultura. Gli interessati alla pubblicazione degli eventi culturali in questa sezione, potranno inviare relativo comunicato stampa, locandina e altro materiale informativo alla seguente email: gigroart23@gmail.com

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Premio miglior libro fotografico del 2024 – Le Immagini rilegate

   L’ArteCheMiPiace –  Segnalazione Eventi


















Premio miglior libro fotografico del 2024



di Redazione |18|Ottobre|2024|



Le immagini rilegate:

vincono i libri su Ruth Orkin e Martine Franck. A Ilaria
Pisciottani
Chris Boulden e Angelo Sganzerla i premi per le
autoproduzioni.

La quinta edizione del concorso organizzato da Diorama
Progetti fotografici
 
torna alla Kasa dei Libri, dove i volumi in gara saranno
esposti dal 25 ottobre.

 

Inaugurazione e premiazione giovedì 24 ottobre ore 18.




 

Siamo arrivati alla quinta edizione di Le immagini rilegate,
un premio (quest’anno promosso da 
Diorama Progetti fotografici in collaborazione con la Kasa
dei Libri) che conferma il suo 
importante ruolo ormai acquisito nel panorama dell’editoria
fotografica. 

La Giuria, che si è trovata di fronte a ben 55 volumi pervenuti, ha avuto occasione di
osservare la crescente qualità dei lavori 
proposti, sia quelli realizzati da case editrici che talvolta
si sono dimostrati particolarmente originali 
sia quelli autoprodotti ormai sempre più professionali. 

Ciò
ha indotto la Giuria, composta da 
Andrea Kerbaker, Monica Fumagalli Iliprandi, Nino Romeo e
Roberto Mutti,
a indicare due premi 
per ognuna delle sezioni e alcune menzioni speciali che sono
parsi il riconoscimento dovuto 
all’impegno profuso da autori, editori, grafici, stampatori.

Libri vincitori nella sezione Case editrici

Ruth Orkin, Bike trip USA, 1939, a cura di Clément Chéroux,
Silvana Editoriale 

Martine Franck, Uno sguardo sugli altri, a cura di Clément
Chéroux, Silvana Editoriale

 


Per la prima volta il premio ex aequo viene assegnato alla
stessa casa editrice e al medesimo 
curatore di due volumi che si caratterizzano per
l’originalità dei contenuti e la qualità della stampa.

Il libro che rende omaggio a Ruth Orkin Ruth Orkin – Bike trip USA, 1939
Martine Franck – Uno sguardo sugli altri 
viene premiato per la raffinatezza di una proposta che
allude ironicamente a un diario personale, 
utilizzando uno stile che riproduce quello dell’autrice.

Il volume di Martine Franck viene invece premiato per la
capacità di seguire il filo conduttore della 
sua poetica non soffermandosi sulle singole fotografie, ma
ricostruendo lo stretto rapporto 
dell’autrice con i media cui sono destinate.

Menzione speciale a Daniele Tamagni, Style is life (Kehrer)
per la capacità di evocare con coerenza 
lo stile che animava questo giovane autore in un volume
volutamente spettacolare, che ha anche il 
merito di puntare i riflettori sul fotografo prematuramente
scomparso.

 

Libri vincitori nella sezione autoproduzioni e piccoli
editori


Ilaria Pisciottani, Immagini note

Chris Boulden (testi) e Angelo Sganzerla (foto), Magic
Garden

 


Seppur molto diversi, i due volumi premiati si caratterizzano per una fattura particolare e
ricercata, che fa emergere una grande 
originalità di progetto. Ilaria Pisciottani ha realizzato un’opera che si avvicina
alla logica del libro d’artista mettendo in 
connessione elementi originali con altri “antichi” come il
disco, dimostrando in ogni pagina il 
valore dato al lavoro manuale.

Il volume di Chris Boulden e Angelo Sganzerla si segnala per
l’utilizzo diverso della fotografia, con 
interventi che fanno emergere un grande gusto grafico,
mantenendo allo stesso tempo una coerenza 
di linguaggio e racconto che si rispecchia anche nel titolo.

Menzioni speciali al volume di Luciano Rossetti Note a
margine segnalato per l’originalità della 
presentazione, la qualità del lavoro editoriale e il rigore
della ricerca sul jazz; a quello di Mick 
Finch One-Thing-After-Another per l’uso di una grafica
moderna affiancata all’uso dell’immagine 
con il retino e per la scelta di immagini eterodosse
all’interno di una fattura molto originale; a 
quello di Roberto Rognoni Ancora mi sorprendo, per la
capacità di presentare complessivamente il 
lavoro di un autore che affronta i più diversi temi con
identica coerenza.








Tutti i volumi che hanno partecipato al concorso saranno in
mostra alla Kasa dei Libri dal 25 
ottobre all’8 novembre; giovedì 24 alle ore 18 è in
programma l’inaugurazione con la premiazione 
dei vincitori.

La mostra, peraltro un’occasione di vedere anche volumi di
grande impatto dedicati per esempio al 
lavoro di Gabriele Basilico, Francesco Jodice e Brassaï,
sarà visitabile dal lunedì al venerdì con 
orario 15-19.

 



Diorama Progetti Fotografici

Via Vida 7, 20127 Milano

dioramaprojects.it

Ufficio stampa – info@dioramaprojects.it

 

Kasa dei Libri

Largo Aldo De Benedetti 4, 20124 Milano


Inaugurazione 24 ottobre, ore 18:00

Dal 25 ottobre all’8 novembre 2024

Lunedì-venerdì, ore 15-19


Ingresso gratuito


mostre@lakasadeilibri.it – 02.66989018

Ufficio stampa – cc@kerbaker.it















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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Lisa Di Giovanni presenta “Centomila stagioni di cuore”: una nuova raccolta di haiku che racconta l’essenza delle stagioni e dell’amore

    L’ArteCheMiPiace –  Segnalazione Eventi


Lisa Di Giovanni presenta 

“Centomila stagioni di cuore”: una nuova raccolta di haiku che racconta l’essenza delle stagioni e dell’amore




di Anna Lina Grasso |17|Ottobre|2024|



“HAIKU- Centomila stagioni di cuore” di Lisa Di Giovanni (Edizioni Jolly Roger) è una raccolta poetica che ci trasporta in un viaggio attraverso le stagioni e l’amore, utilizzando l’antica forma poetica dell’haiku. Con una struttura divisa in cinque sezioni — una per ciascuna delle quattro stagioni e una dedicata all’amore — il libro esplora i cambiamenti ciclici della natura e i momenti fugaci, ma profondamente intensi, dell’esperienza umana. La scrittura di Lisa Di Giovanni è delicata e contemplativa, evidenziando una raffinata capacità di osservazione affinata dalla sua carriera nel giornalismo. Attraverso i suoi haiku, in soli diciassette sillabe, riesce a catturare l’essenza di paesaggi naturali e sentimenti, offrendo una finestra aperta su mondi ricchi di dettagli. La semplicità dello stile si unisce a un tocco personale e moderno, trasformando ogni componimento in un piccolo capolavoro di chiarezza ed emozione. Le stagioni vengono dipinte con immagini vivide e dettagliate: l’autunno è caratterizzato da foglie dorate, nebbie avvolgenti e crepitii del camino; l’inverno è il silenzio della neve, il gelo e la magia dei cristalli di ghiaccio; la primavera risveglia i sensi con boccioli, piogge tiepide e voli di rondini; l’estate brucia con il sole, il mare e le melodie dei grilli. Queste descrizioni non solo mostrano il cambiamento della natura, ma anche i riflessi emotivi che tali cambiamenti suscitano nel cuore umano.

La sezione dedicata all’amore approfondisce le sfumature delle emozioni amorose: dalla gioia alla nostalgia, dalla passione al conforto. Attraverso le immagini poetiche, l’amore emerge come un’esperienza multiforme e universale, intessuta con le stagioni della natura e della vita. Di Giovanni dipinge momenti di intimità con grande delicatezza: baci sotto la pioggia, mani intrecciate, vecchie lettere cariche di ricordi che riemergono, testimonianza di un sentimento che, nonostante il tempo, continua. La struttura del libro mira a creare un’esperienza di lettura condivisa: mentre una persona legge i versi, l’altra può concentrarsi sull’immagine correlata, immergendosi nel profondo legame tra parola e arte visiva. La stessa poesia si sviluppa in un ambiente rilassante e multisensoriale, potenziata dall’uso di incenso e tisane, come suggerito nella quarta di copertina.





Sinossi

L’Haiku è un tipo di espressione poetica breve fiorita in Giappone intorno al 1600 e si compone, nella sua forma canonica, di tre versi suddivisi in diciassette sillabe (che poi sarebbero “more”, ma per semplicità chiamiamole pure sillabe). Beneficiò del suo massimo splendore durante il periodo Edo con i versi del celebre Matsuo Bashō, ed è giunto ai nostri giorni attraverso una serie di contaminazioni che ne hanno fatto una forma di espressione poetica tra le più ricercate. Dallo schema sillabico 7-5-7 siamo approdati a configurazioni più duttili, dettate dalle esigenza comunicative che prevedono la reciprocità di flusso tra parola scritta e lettore, così che la moderna arte dell’Haiku – pur rispettando la filosofia che ne guida da sempre il componimento – si gratifica di un respiro più ampio svincolandosi dai rigidi schemi metrici ai quali la poesia dei Maestri giapponesi era assoggettata. L’interazione che si viene a creare, inoltre, tra parola e immagine, plasma un nuovo approccio interpretativo al componimento, permettendone la godibilità anche come lettura di coppia. Gli Haiku presenti in questo volume, infatti, sono composti da tre versi e un’immagine ciascuno, proprio affinché ci si possa alternare tra la lettura del testo e la contemplazione dell’illustrazione, affinché chi si concentra sulle immagini possa assorbirne il profondo legame con i versi senza dover distogliere occhi, attenzione e anima dalla figura che completa l’Haiku. L’alternanza tra narratore e spettatore, magari vissuta in un ambiente rilassante e impreziosito dall’aroma leggero di un incenso non troppo aggressivo, crea così un rapporto profondo che fonde poetica e immagine generando un vincolo super sensoriale tra i protagonisti di questa esperienza condivisa.

Biografia

Lisa Di Giovanni, originaria di Teramo e residente a Roma da oltre vent’anni, è una figura poliedrica nel panorama professionale e culturale italiano. Laureata in psicologia con un master in HR Executive Manager presso la RBS, lavora per una società di telecomunicazioni. Dirige inoltre un ufficio stampa che si occupa di editoria, pubbliche relazioni e organizzazione eventi: PR & Editoria. È consigliere nel direttivo dei Lions Valle Siciliana-Isola del Gran Sasso e portavoce dell’ANAS, dove si occupa di pubbliche relazioni e progetti di inclusione sociale. Come giornalista, dirige il semestrale “La finestra sul Gran Sasso” e la rubrica “Echi di Psiche” per Fix on Magazine. Ha pubblicato diverse opere con Edizioni Jolly Roger e ha co-creato la serie di fumetti “Human’s End” con Marco Sciame. Dal 2021, fa parte di un team di eccellenze italiane supportato dalla Confederazione AEPI ed è cofondatrice del marchio ‘Sinapsi 180’. Per Edizioni Jolly Roger è anche responsabile della collana “Poesia”.



Qui puoi scaricare la scheda del libro






Dettagli del libro:

  • Autore: Lisa Di Giovanni
  • Titolo: Centomila stagioni di cuore
  • Casa editrice: Edizioni Jolly Roger
  • Data di pubblicazione: Settembre
  • Codice ISBN: 9791281914018

Per maggiori informazioni, interviste e copie stampa:

  • Sito web: http://www.edizionijollyroger.it/ 
  • E-mail: info @edizionijollyroger.it                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        
  • https://www.instagram.com/lisa_di_giovanni/
  • Haiku 


























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Visioni Premio d’Arte Internazionale 1° Edizione Dal 7 al 14 dicembre 2024 A CURA DI “Athenae Artis” Associazione Culturale

   L’ArteCheMiPiace –  Segnalazione Eventi

 Visioni

Premio d’Arte
Internazionale 1° Edizione

Dal 7 al 14 dicembre
2024

A CURA DI “Athenae
Artis” Associazione Culturale

 




Dal 7 al 14 Dicembre 2024 il Suggestivo Tempio di Pomona
Palazzo Arcivescovile, a Salerno, ospiterà la prima edizione del Premio d’Arte
Internazionale «VISIONI» realizzato dall’Associazione Culturale “Athenae Artis
con il patrocinio del comune di Salerno.

Saranno protagonisti 61 Artisti selezionati che esporranno
le loro opere nella prima edizione del Premio, 116 opere totali tra pittura,
fotografia, scultura, video performance, installazione. Tra gli artisti
selezionati spiccano nomi già conosciuti nel panorama contemporaneo, affiancati
da talenti emergenti provenienti da tutta Italia e dall’estero, che avranno
l’opportunità di conquistare l’attenzione del grande pubblico.



Gli artisti selezionali sono:


MASSIMO DE CARLO, LORENZO
TROMBINO, ENZO FORGIONE, ALESSANDRA CROCE, LORIANA BUSCEMI, MILENA ROCCHETTO,
EMILIA D’AMELIO, CLAUDIO TRECCI, GIUSEPPE CRESCENZO, MARCO
ERACLI, CARMELO RANDAZZO, MARCO BALBI DIPALMA, ANDREA SCARDIGLI, CINZIA CORTI,
GIOVANNI VANO, CLAUDIO TORINO, ANTONIO TORINO, ILARIA PISCIOTTANI, MARIE HANCE,
ROBERTO FABIO BRUCCI, ELENA ROBERTI, DAVIDE CUPOLA, FABRIZIO CECI, SAX PALUMBO,
GAETANO LA ROCCA, UMBERTO FALVO, STEFANO BARBARISI, TERESA SAVIANO (SARTERRE), BENEDETTA
DELL’UOMO, CAROLINA TUOZZI, CARLO GALLO, CARMELA TULINO,
MARIA FLORA COCCHI, FRANCA GALDIERI, DONATO STABILE, GIOVANNI FASANO, SANDRA
SCIOMMARELLO, ENZA COTUGNO, DANIELA CEFARIELLO, ROBERTA BALDASSANO, CAROLINA
BORRELLI, MATTIA CARELLA, CARLO ALBERTO MAZZA, MARIA CHIARA PRUNA, SILVIA ORLANDI, FELICE MEO,
STEFANIA BOTTA, IVANO DOMENICO FELACO, BRUNELLA MESSORI, ANTONIO IOVINE,
ALESSANDRO RINALDONO & FRANCESCA GHIDINI (FARG), ANTONIO PANELLA, ELENA
TESONIERO, SERENA D’ONOFRIO, PINA ESPOSITO, ANTONIO VANNUCCI, FRANCESCA D’ELIA,
MARCO BACIOCCHI.



“VISIONI” riunisce artisti provenienti da diverse parti del
mondo, ognuno dei quali porta con sé un linguaggio espressivo unico, ma unito
dal filo conduttore del colore come strumento privilegiato per raccontare
emozioni, culture e visioni del mondo. Pitture, Fotografie, Sculture, Video ed
installazioni convivranno in un caleidoscopio di tecniche e stili, che
riflettono la ricchezza e la diversità dell’arte contemporanea globale. Le
opere in esposizione si caratterizzano per la loro audacia cromatica e
l’energia visiva, offrendo ai visitatori un percorso Immersivo e
Multisensoriale.


Sarà il Critico e Storico dell’Arte Mariangela Bognolo,
insieme all’Art Curator Maria di Stasio, a presentare il 7 dicembre, in
occasione del vernissage, la prima edizione di questo importante Premio d’Arte.
Durante la serata inaugurale, verranno lette le riflessioni critiche dedicate a
ciascun artista partecipante. Gli artisti, così, avranno l’opportunità di
esprimersi liberamente, descrivendo al pubblico il significato della loro opera
e la visione artistica che li ha guidati nella creazione dei lavori presentati
per l’occasione.

Durante la serata di apertura ci sarà la presentazione del
libro fotografico “Mater Matera”, realizzato dalla fotografa Ilaria
Pisciottani
, artista romana tra i partecipanti dell’evento.

“VISIONI” è un’occasione imperdibile per gli amanti
dell’arte e per chiunque voglia esplorare nuovi orizzonti creativi attraverso
il linguaggio vibrante del colore.”




Ingresso libero.



Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, visitare la
pagina social dell’Evento (Athenae Artis)

 

 

Media Parnter dell’evento L’ArteCheMiPiace Blog Arte e
Cultura e ContempoArte Magazine

 

 

 

 

ATHENAE ARTIS

ASSOCIAZIONE CULTURALE

Corso Vittorio Emanuele 141 – Torre Del Greco – NA

Tel: 342.0397475

athenaeartis@libero.it

www.athenae-artis.eu

IG: athenaeartis

FB: Athenae Artis





























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Salerno si prepara ad accogliere il Premio Internazionale d’Arte Visioni, un evento da non perdere tra arte e luci natalizie

 


Salerno si prepara ad accogliere il Premio Internazionale d’Arte 


Visioni


Un evento da non perdere tra arte e luci natalizie






di Giuseppina Irene Groccia |11|Ottobre|2024|



La prima edizione del Premio Internazionale d’Arte Visioni sta prendendo forma, portando con sé un’ondata di creatività e fascino che invaderà il centro storico di Salerno dal 7 al 14 dicembre. La cornice che ospiterà questo attesissimo evento è il suggestivo Tempio di Pomona, una location ricca di storia situata nel cuore pulsante della città, a pochi passi dalle famose installazioni delle Luci d’Artista.




Come da tradizione, le Luci d’Artista rendono Salerno una meta imperdibile durante il periodo natalizio, attirando turisti da tutta Italia e anche dall’estero. In questo scenario, il Premio Visioni si inserisce perfettamente, unendo arte contemporanea e atmosfera festiva in una combinazione irresistibile per appassionati d’arte e visitatori curiosi.


La commissione organizzatrice ha finalmente svelato i nomi dei 60 artisti che esporranno le loro opere in questa prima edizione del premio, curata dall’associazione Athenartis sotto la direzione artistica di Maria Di Stasio

Tra i selezionati spiccano artisti di grande rilievo nel panorama contemporaneo, affiancati da talenti emergenti che avranno l’opportunità di mettersi in luce e conquistare l’attenzione del grande pubblico. La lista dei partecipanti è lunga e variegata, comprendendo pittori, scultori e fotografi provenienti da tutta Italia e dall’estero. Una selezione eterogenea che offrirà al pubblico una panoramica ricca e diversificata delle attuali tendenze artistiche.


Gli artisti partecipanti sono: Massimo De Carlo, Lorenzo Trombino, Enzo Forgione, Alessandra Croce, Loriana Buscemi, Milena Rocchetto, Emilia D’amelio, Michele Izzo, Claudio Trecci, Giuseppe Crescenzo, Marco Eracli, Carmelo Randazzo, Marco Balbi Dipalma, Andrea Scardigli, Cinzia Corti, Elena Roberti, Giovanni Vano, Claudio Torino, Antonio Torino, Ilaria Pisciottani, Marie Hance, Davide Cupola, Fabrizio Ceci, Sax Palumbo, Gaetano La Rocca, Stefano Barbarisi, Teresa Saviano (Sarterre), Benedetta Dell’uomo, Carolina Tuozzi, Carlo Gallo, Carmela Tulino, Maria Cocchi, Franca Galdieri, Carmine Boccia, Donato Stabile, Giovanni Fasano, Sandra Sciomarello, Enza Cotugno, Daniela Cefariello, Roberta Baldassano, Carolina Borrelli, Mattia Carella, Carlo Alberto Mazza, Maria Chiara Pruna, Silvia Nastase Svetlana, Silvia Orlandi, Alessio Crisafulli (Taimo), Felice Meo, Stefania Botta, Domenico Felaco, Roberto Fabio Brucci, Brunella Messori, Antonio Iovine, Serena D’onofrio, Elena Tesoriero, Pina Esposito, Francesca D’elia, Antonio Vannucci, Farg ( Alessandro Rinaldoni E Francesca Ghidini) e Antonio Panella.


Durante l’evento verranno presentate 116 opere, che spaziano dalla pittura alla scultura fino alla fotografia. Un caleidoscopio di tecniche, materiali e linguaggi visivi che permetterà ai visitatori di immergersi in un vero e proprio viaggio sensoriale e intellettuale. Ogni opera sarà un tassello di un mosaico che apporterà emozioni, temi sociali, riflessioni personali e visioni collettive del mondo contemporaneo.




Il 7 dicembre, in occasione del vernissage previsto per le ore 17:00, sarà il Critico e Curatore d’Arte Mariangela Bognolo a presentare la prima edizione di questo importante Premio d’Arte. Durante la serata inaugurale, la Bognolo introdurrà l’evento, leggendo le sue riflessioni critiche dedicate a ciascun artista partecipante. Questi interventi critici saranno un momento centrale della serata, poiché offriranno agli artisti stessi l’opportunità di esprimersi liberamente, condividendo con il pubblico il significato della loro opera e la visione artistica che li ha guidati nella creazione dei lavori presentati per l’occasione. L’incontro tra l’approfondimento critico e la voce diretta degli artisti creerà un dialogo vivo e coinvolgente, arricchendo ulteriormente l’esperienza del pubblico presente.




La serata di apertura riserverà ulteriori sorprese, tra cui la presentazione del libro fotografico Mater Matera, realizzato dalla fotografa Ilaria Pisciottani, artista romana tra i partecipanti all’evento. Questo volume, frutto di un attento fotoreportage, offre un’interpretazione originale di Matera, evidenziando dettagli che catturano l’essenza di una città magica e complessa, ricca di storia e cultura.




In qualità di ideatrice e organizzatrice del Premio Visioni, Maria Di Stasio ci ha offerto una sua riflessione personale sullo stato attuale della programmazione del suo evento.


Si sa che L’arte è la forma di comunicazione più antica del mondo, e molto spesso

risulta difficile descriverla. È un groviglio di esperienze sensoriali che ti avvolgono

come un tornado, per poi farti sprofondare dentro. L’arte è la capacità di percepire se stessi.

L’arte è una salvezza, e ci salva con il coraggio, il coraggio di accettare le proprie

emozioni, soprattutto se negative, ma è di sicuro ancor più coraggioso trasformare il dolore, le esperienze traumatiche, in bellezza.

La bellezza e l’emozione suscitata dall’arte possono arricchire la vita delle persone, offrendo loro un momento di riflessione e di contemplazione. Inoltre, l’arte ha il potere di creare un senso di appartenenza e di identità culturale, permettendo alle persone di condividere una stessa esperienza e di sentire un legame più profondo con la propria comunità.

Rappresenta una forma di espressione umana che permette di comunicare e di esprimere emozioni e pensieri attraverso diverse stili e forme artistiche.

Nello stile con cui l’Artista realizza le sue opere, emerge ciò che per me è la vera essenza dell’arte, il suo vero scopo: materializzare i sentimenti, i pensieri e le sensazioni.

116 opere d’Arte visive, in cui ciascun artista, svela il proprio percorso attraverso impatti materici e simbolici con uso di cromie e forze espressive intimistiche che lo caratterizzano . Ciascuno di essi, protagonista indiscusso del proprio “imprinting” di obiettivo, di pennello o di scalpello che nella visione del finito di un immagine, proietta la propria infinita essenza.

Ogni opera d’arte presenta, attraverso uno stile cadenzato, ritmi diversi anche di consistenza cromatica e ricerca in approcci primordiali che sublimano l’essere, non solo con il saper fare, ma il “SENTIRE”.



L’ArteCheMiPiace è lieta di affiancare questo importante evento in qualità di Media Partner. Il Premio Visioni sarà un’occasione imperdibile per esaltare sensibilità e poetiche provenienti da background artistici diversi, offrendo una vetrina d’eccellenza che potrà configurarsi come un importante momento di scambio artistico e culturale.




































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 







Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


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Ilaria Pisciottani vince il Premio “Le Immagini Rilegate” 2024 con il suo libro d’artista Le immagini note

   L’ArteCheMiPiace – Interviste


Ilaria Pisciottani vince il Premio 

“Le Immagini Rilegate” 2024 

con il suo libro d’artista

Le immagini note




di Giuseppina Irene Groccia |10|Ottobre|2024|



Ormai divenuto un appuntamento di rilievo all’interno del Photofestival, il Premio “Le Immagini Rilegate“, giunto alla sua quinta edizione, è promosso da Diorama Projects e dalla Kasa dei Libri di Milano. L’iniziativa celebra e riconosce il miglior libro fotografico dell’anno 2024, confermando l’impegno delle due realtà nel promuovere l’eccellenza nell’editoria fotografica. 

Il concorso si articola in due categorie: da una parte, i libri classici pubblicati dalle case editrici, e dall’altra, i libri d’artista e autoprodotti, opere uniche e raffinate apprezzate per il loro carattere artigianale.


Quest’anno il riconoscimento come migliore libro d’artista è stato assegnato a Ilaria Pisciottani, grazie alla sua opera innovativa Le immagini note, che ha conquistato la giuria per l’ottima e ricercata combinazione tra fotografia e musica.


Il lavoro di Ilaria Pisciottani ha conquistato la giuria grazie alla sua capacità di fondere nostalgiche suggestioni musicali con l’intenso potere evocativo delle immagini, trasformando la fotografia in una vera e propria sinfonia visiva.


Le immagini note è un libro d’artista che offre un’esperienza multisensoriale, dove Ilaria Pisciottani ha sapientemente intrecciato due mondi apparentemente paralleli: la fotografia, con i suoi fotogrammi cristallizzati nel tempo, e la musica, evocata dal vinile, simbolo di un’epoca che sfida il trascorrere degli anni. Questo legame intimo e personale è ulteriormente arricchito dal lavoro artigianale dell’artista, che ha curato con attenzione ogni dettaglio nella realizzazione del libro, rendendolo un’opera molto originale e profondamente evocativa.

Il progetto nasce dal desiderio di recuperare l’esperienza tattile del vinile e di combinarla con la fotografia per creare un insieme che fosse non solo visivo, ma anche sonoro, capace di evocare ricordi e sensazioni attraverso il contatto fisico con i materiali. Le fotografie, stampate con tecniche artigianali, sono state assemblate a mano, dialogando con il vinile in un gioco di richiami visivi e sonori che riportano il lettore in un mondo sospeso tra memoria e attualità.


Il contest “Le Immagini Rilegate” si distingue per il suo impegno nel valorizzare il mondo dell’editoria fotografica, con un’attenzione particolare verso quei lavori che, al di fuori delle grandi case editrici, esplorano nuovi territori espressivi. La vittoria di Ilaria Pisciottani nella categoria dedicata ai libri d’artista è un riconoscimento dell’originalità e della qualità del suo lavoro, capace di fondere con successo due forme d’arte, in un progetto di forte impatto emotivo.

Il premio, giunto alla sua quinta edizione, ha ormai consolidato una struttura che garantisce un confronto omogeneo tra le opere in concorso. Da un lato, i libri classici delle case editrici; dall’altro, le opere più sperimentali e intime, come i libri d’artista, spesso stampati in tirature limitate e impreziositi da elementi unici. Questo approccio permette di valorizzare sia la fotografia come linguaggio, sia l’aspetto artigianale e creativo che sta dietro la realizzazione di un libro.


A conferire ulteriore prestigio al premio è la giuria, composta da nomi illustri nel panorama culturale. Andrea Kerbaker, bibliofilo e titolare della Kasa dei Libri, Monica Fumagalli Iliprandi, graphic designer e presidente dell’Associazione Giancarlo Iliprandi, Nino Romeo, fotografo e libraio, e Roberto Mutti, critico e giornalista specializzato in fotografia, hanno saputo riconoscere nel lavoro di Ilaria una sintesi perfetta tra innovazione e tradizione. La loro valutazione, insindacabile, si basa su competenze che spaziano dalla grafica alla fotografia, garantendo un giudizio ricco e multidisciplinare.


La cerimonia di premiazione si terrà il 24 ottobre 2024 presso la Kasa dei Libri di Milano, luogo simbolo per gli amanti dell’editoria e del libro d’artista. Durante l’evento, i visitatori avranno l’opportunità di ammirare da vicino Le immagini note e tutti i libri selezionati, scoprendo il lavoro degli artisti che hanno saputo rendere il libro fotografico un’opera d’arte a tutti gli effetti.


Con Le immagini note, Ilaria Pisciottan ci invita a rallentare, a prendere in mano un libro che non si sfoglia soltanto, ma si ascolta, si tocca, si vive. Un’opera che esalta la sinergia tra passato e presente, tra il visibile e l’invisibile, attraverso un viaggio artistico che incanta i sensi e stimola la riflessione.


In attesa della premiazione, abbiamo avuto l’occasione di porre qualche domanda a Ilaria Pisciottani per scoprire i segreti dietro la sua opera. Una delle curiosità più intriganti riguarda proprio l’uso del vinile, un elemento simbolico che, nelle mani dell’artista, diventa parte integrante della narrazione visiva. La scelta del vinile, ci ha spiegato, non è casuale: rappresenta un omaggio alla fisicità della musica, alla sua capacità di resistere al tempo e di evocare emozioni profonde e forse mai dimenticate.















Innanzitutto, congratulazioni per la vittoria! Ci racconti com’è nata l’idea di unire fotografia e musica in Le immagini note? Qual è stato il punto di partenza del progetto?


Cerco sempre di essere originale quando penso ad un nuovo lavoro fotografico.  Spesso sono ispirata dai grandi artisti del passato.


In particolar modo, tempo fa ammirai un’opera molto bella sui social, che mi colpì subito. Per curiosità, decisi di approfondire la vita e i racconti dell’artista che l’aveva creata, ed è lì che ebbi una vera e propria illuminazione. Percepì chiaramente la bellezza che scaturisce quando la musica incontra una forma d’arte e la racconta


Io amo tanto anche la musica, suono il pianoforte da sempre, la musica e  l’arte sono straordinariamente vicine, fanno evocare sensazioni e visualizzare immagini che ci trasportano in luoghi immaginari. Io quando ascolto una musica vado su un altro mondo e vedo tante cose che mi fanno compagnia e mi fanno stare bene.


Lessi che questo rapporto tra musica e arte si fece molto stretto nel Novecento, quando alcuni pittori hanno deliberatamente cercato questo dialogo attraverso le loro opere, il più celebre caso è proprio quello di Kandinskij l’artista di cui parlavo all’inizio, egli negli anni dieci e venti ha trasformato i suoi quadri in sinfonie per gli occhi cercando addirittura una corrispondenza diretta tra l’andamento delle masse cromatiche e la sonorità di Beethoven d’altronde Kandinsky era anche un violoncellista ed era per lui naturale riversare la musica in ogni aspetto della pittura dai nomi degli dipinti fino alla composizione e alla percezione dei colori infatti scriveva che il colore è un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta.

Diceva che il colore è il tasto l’occhio è il martelletto che lo colpisce e l’anima lo strumento.




La scelta di legare il vinile, un formato così nostalgico e tangibile, ai fotogrammi del tuo lavoro ha un fascino particolare. Qual è il significato simbolico che attribuisci a questi due elementi uniti nel tuo libro?


Ma sai, Io riverso di continuo la musica nelle mie fotografie e viceversa , ascolto tanta musica di ogni genere di continuo, a casa prediligo i vinili perché sono proprio rimasta legata a certe abitudini nonostante le evoluzioni della tecnologia, mi emoziono molto quando la puntina li tocca.

Fuori casa ho spesso le cuffie collegate a Spotify.


Ho dunque deciso di mettere in luce questo mio sperimentare di continuo questo connubio tra musica e fotografia, ero molto curiosa di vedere dove mi avrebbe fatto  approdare e in che tipo di realtà o mondo immaginario  avrebbe fatto vivere chi sfogliava questo libro fotografico creato proprio con dei vecchi vinili da me ricercati e selezionati con cura per svariati mesi. 




In un’epoca in cui il digitale domina, hai scelto di realizzare un lavoro manuale che unisce artigianato e fotografia. Quali sfide hai incontrato nel processo di creazione e come descriveresti l’importanza del contatto fisico con i materiali nella tua arte?


È stato un lavoro molto lungo e delicato, molti ritardi dovuti non solo a dei problemi familiari ma anche a degli imprevisti tecnici visto gli anni dei vinili, la carta era molto sensibile ai trattamenti con lo smalto, si bruciava.

Ma pian piano sono riuscita nel mio intento! .




Il titolo del tuo libro, Le immagini note, suggerisce un legame profondo tra suono e visione. C’è un momento o un brano musicale specifico che ti ha particolarmente ispirata durante la creazione di quest’opera?


Devo confessarti che il titolo del mio libro come altri titoli delle mie opere lo ha dato di getto sfogliando il libro un mio carissimo amico, una persona straordinaria con un grande intelletto, sempre originale e ricercato, io non avrei problemi a citarlo ma lui non vuole, è una persona molto riservata e schiva, sarò lieta di nominarlo se un giorno vorrà lui.




Quali tecniche fotografiche hai utilizzato per realizzare le immagini presenti nel libro e come hai deciso di integrare il vinile all’interno di queste narrazioni visive?


Le fotografie che sono contenute nel libro sono tutte diverse tra loro, pur essendo tutte scattate con macchinetta fotografica digitale sono poi lavorate alcune in bianco e nero, alcune lasciate a colore altre lavorate graficamente come piace a me.




La tua opera sembra voler richiamare un sentimento di nostalgia e memoria. In che modo la musica e la fotografia si sono intrecciate per trasmettere queste emozioni ai lettori/spettatori?


Questo ancora non lo so bene perché essendo una edizione limitata per ora l’ha vista solo la giuria.

Chi è riuscito a vederlo dal vivo prima che lo spedissi è rimasto proprio sorpreso , incantato, abbiamo visto insieme l’album ascoltando le tracce dei vinili, un momento magico!


Durante l’esposizione però altri potranno vedere i due volumi al museo Kasa dei libri, ti dirò se avrò la possibilità di avere dei feed back delle varie persone.


La giuria si espressa con questo giudizio 

La giuria, composta da Andrea Kerbaker, Monica Fumagalli Iliprandi, Nino Romeo e Roberto Mutti, ha espresso questo giudizio:


Il volume di Ilaria Pisciottani viene premiato per l’originalità della fattura, che lo avvicina al libro d’artista e unisce un linguaggio originale a un elemento “antico” come il disco. Il volume stesso richiama le copertine dei dischi, dimostrando in ogni pagina il grande valore dato al lavoro manuale.





Hai realizzato tutto manualmente, dall’assemblaggio delle fotografie ai dettagli legati ai vinili. C’è un momento del processo creativo che ti ha coinvolta emotivamente più di altri?


Più volte durante la lavorazione ho pianto, un po’ per il nervoso delle difficoltà tecniche nell’uso dei materiali scelti e un po’ per le emozioni che provavo nel vederlo fiorire, proprio come lo avevo immaginato. È difficile spiegare spiegare cosa ho provato.

Nel ricercare il giusto abbinamento tra traccia sonora del vinile e fotografia ho come scavato

nel mio profondo e nel mio passato , un lavoro fortemente introspettivo, mi ha portato a ripescare vecchie sfumature di me , una sorta di viaggio nel tempo, ho capito di essere molto cambiata negli anni , ma che volendo potevo tornare in dietro su alcuni aspetti importanti, insomma  mi ha fatto bene al cuore , all’anima e alla mente.




Come pensi che il pubblico possa vivere e interpretare un libro d’artista come Le immagini note rispetto a un classico libro fotografico o una mostra tradizionale?


Penso che il pubblico abbia sempre bisogno di sperimentare nuove forme di comunicazione e di arte.

Di sperimentare e aprirsi a nuove emozioni seppure venissero dal passato.




Guardando al futuro, pensi di proseguire su questa strada che mescola musica e fotografia, o hai in mente di esplorare nuovi territori creativi?


Mi viene da ridere ora se mi fai questa domanda perché sono già proiettata altrove, sto sperimentando l’alluminio per realizzare un’opera, una installazione con questo tipo di materiale meraviglioso che ho scoperto per caso.

Chissà che non possa usarla poi per un set fotografico?! Ti dirò…




Infine, cosa significa per te questa vittoria nel contest “Le Immagini Rilegate”? Credi che il riconoscimento possa aprire nuove strade per la tua carriera artistica?


Credimi non partecipo mai per vincere, soprattutto qui già essere esposti come migliore pubblicazione fotografica dell’anno è una grande opportunità, non me lo aspettavo proprio di vincere, poi con il libro d’artista addirittura! 


Alla mail di comunicazione ho risposto si getto :”Kazzzooooo!!!

Che Dio vi benedicaaaaaa!!!!

Sono strafeliceeeeee

Vi ringrazio veramente tutti per questo meraviglioso dono che mi ha avete fatto!

Con tanto amore, riconoscenza e stima vi porgo i miei più distinti saluti “


Credo che questa vittoria mi abbia già aperto delle bellissime nuove strade, vi terrò aggiornati.


Grazie per questa meravigliosa intervista 


Baci

Ilaria 










































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 







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Black Ancient Futures – Un Viaggio nell’Arte della Diaspora Africana

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi












Black Ancient Futures


Un Viaggio nell’Arte della Diaspora Africana







di Giuseppina Irene Groccia |04|Ottobre|2024|




Un’esperienza particolarmente interessante e arricchente che ho avuto l’opportunità di vivere durante il mio recente soggiorno a Lisbona è stata la visita alla mostra “Black Ancient Futures“.

La collettiva d’arte si sviluppa all’interno degli splendidi spazi del MAAT e del MAAT Garden, ambienti che si rivelano ideali per ospitare questa affascinante espressione della creatività africana. La fruizione della mostra si profila come un’illuminante opportunità per ampliare i propri orizzonti percettivi e per immergersi nel vasto e complesso universo di possibilità che l’arte contemporanea della diaspora africana è in grado di offrire.


Un evento imperdibile che riunisce opere di undici artisti provenienti dalla vasta migrazione africana. 

Questa esposizione, che accoglie per la prima volta in Portogallo alcuni di questi talenti, ci invita a esplorare una ricca varietà di narrazioni e paesaggi alternativi, distaccandosi dalle rappresentazioni dominanti nel panorama delle arti contemporanee. La collettiva si colloca al crocevia tra passato, presente e futuro, dove la linearità del tempo viene sfidata e trasformata in una dimensione fluida e multi direzionale. Qui le radici non sono statiche, ma strumenti di esplorazione, e gli esili, sia fisici che mentali, diventano occasioni di trasformazione.



I curatori, Camila Maissune e João Pinharanda, hanno abilmente selezionato opere che esprimono una potenzialità alternativa, stimolando riflessioni su temi cruciali come la giustizia razziale e storica, e sull’urgente questione delle gerarchie e della geografia nella creazione artistica contemporanea. La mostra propone una riflessione profonda su tali temi, e invita anche a speculare su un universo di spazi utopici, in cui i cambiamenti di prospettiva sono non solo possibili, ma necessari.



Come sottolinea la curatrice Camila Maissune, l’obiettivo di Black Ancient Futures non è uniformare le esperienze creative e di vita, nonostante la comune condizione diasporica, ma piuttosto «costruire un ponte tra conoscenze ancestrali, spiritualità, mitologie ed ecologie che potremmo definire pre-coloniali, per poi stabilire una connessione anche con la fantascienza e l’afrofuturismo». La mostra invita a un cambiamento di prospettiva: non si vuole più guardare all’Africa attraverso il filtro della mancanza, ma promuovere un’immagine di abbondanza e possibile guarigione, pur mantenendo viva la consapevolezza della ferita storica. Gli artisti coinvolti mirano a ripensare le narrazioni sull’arte africana e contemporanea, immaginandone nuovi orizzonti.



Tra gli artisti esposti troviamo nomi di grande rilievo come Baloji, April Bey, Jeannette Ehlers, Lungiswa Gqunta, Evan Ifekoya, Kiluanji Kia Henda, Nolan Oswald Dennis, Gabriel Massan, Jota Mombaça, Sandra Mujinga e Tabita Rezaire. 



Ognuno di loro porta in scena un pezzo della propria esperienza e del destino itinerante della condizione africana, caratterizzato dall’esilio e dalla migrazione, sia essa forzata da contesti storici drammatici come la schiavitù, o desiderata in risposta alle attuali crisi globali.



L’esposizione costruisce un intreccio narrativo complesso, dove memorie ancestrali e storie di diaspora si fondono con ardite proiezioni futuristiche. Il passato coloniale, con le sue ferite, non è rimosso, ma affrontato attraverso nuovi linguaggi visivi e concettuali che lo collegano direttamente a un futuro che sfugge alle convenzioni. La ricerca di identità non si ferma al recupero di ciò che è stato perso, ma si spinge verso la creazione di nuovi spazi di possibilità, dove l’immaginazione gioca un ruolo centrale.





Molte delle opere in mostra si elevano oltre interpretazioni ideologiche rigide, evitando di limitarsi all’illustrazione di correnti artistiche definite. Nel loro approccio creativo, favoriscono la fusione di tecniche, discipline e linguaggi diversi. 

L’intero percorso espositivo si configura come un viaggio che attraversa fantasie formali e cromatiche, esperienze matematiche e richiami a spiritualità non occidentali, il tutto amalgamato con un uso innovativo di tecnologie post-industriali. È un dialogo vibrante tra passato e futuro, realtà e finzione, che si traduce in narrazioni sospese tra il magico e la fantascienza. 


In un contesto globale che spesso fatica a riconoscere e valorizzare le proprie diversità e complessità, Black Ancient Futures rappresenta un potente baluardo di speranza e innovazione. La mostra si pone come uno spazio di dialogo tra memoria e immaginazione, con l’intento di recuperare saperi ancestrali e spiritualità che affondano le radici in epoche pre-coloniali, ma allo stesso tempo di proiettarli verso visioni futuristiche, intrecciando elementi di afrofuturismo e fantascienza. 


In questo viaggio artistico, la temporalità diventa un terreno di sperimentazione. Le opere esposte non solo raccontano, ma evocano un movimento continuo tra epoche e dimensioni, come se ogni passato contenesse già in sé i semi di un futuro non ancora scritto. L’afrofuturismo qui non indica una corrente artistica, ma una lente attraverso cui reinterpretare storie dimenticate e costruire nuovi miti, nuovi mondi.

Ogni opera, ogni installazione, invita il visitatore a un’esplorazione attiva. Non si tratta di osservare passivamente, ma di immergersi in un processo di scoperta, di lasciarsi trasportare in territori sconosciuti, sia fisici che mentali. 

Black Ancient Futures non ha la presunzione di offrire risposte definitive, ma apre porte, incita alla riflessione e stimola nuove correlazioni tra passato e futuro, tra ricordo e visione.


È un’opportunità non solo per osservare, ma per ascoltare, riflettere e magari, chissà, per immaginare un futuro migliore e più inclusivo. 
























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