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Dicembre 2024

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Alla (ri)scoperta di San Casciano. L’importanza della conservazione

Alla (ri)scoperta di San Casciano. 

L’importanza della
conservazione

 



di Emanuele Ricucci |21|Dicembre|2024|


La terra d’Italia ha partorito. Un pezzo dopo l’altro:
“guardami”, sembra dire, “io sono viva, ancora! Sono eternamente
viva e mi rifugio nei morti che sono più vivi di voi, ma che siete già
morti”. L’italiano ignorerà, un’altra volta. Passerà dritto mentre attacca
l’asino dove vuole il padrone, mentre è colto dall’ennesimo attacco di panico
dovuto alla polarizzazione, mentre farebbe di tutto pur di avere istantanea
gratificazione: l’unica lotta che si ricorda di condurre. Ignorerà, troppo
preso dal voyeurismo politico, dalle trappole del prossimo natale progressista
e stitico, solo lucette, niente Dio nelle case di chiunque, troppo invadente,
troppo impegnativo, troppo richiamo a un mondo di integrità che suggerisce
nella più privata coscienza di costruirsi un pensiero critico per ribaltare le
sorti di una generazione diretta verso l’autoannullamento.

E mentre, a breve, friggerà i propri soldi per l’antipasto del cenone
natalizio, la terra d’Italia strilla di una forza feroce:

“Io sono viva, ancora! Sono eternamente viva e mi rifugio nei morti che
sono più vivi di voi, che siete già morti”.

È viva, evviva! Il parto di San Casciano dei Bagni, aperto
da sei anni, è talmente potente nel suo manifestarsi che, se ben compreso,
rende l’idea di come il patrimonio non è in un museo ma nella conservazione e
alcuni degli ultimi figliuoli estratti dall’argilla calda e pulsante, cosparsa
d’acqua e liquidi, arriva nei giorni in cui le statistiche parlando di un
arretramento culturale dell’Italia pazzesco e di una resa, così come testimonia
il Rapporto del Censis 2024, che vi consiglio di approfondire, riassumibile in
una drammatica sentenza: “Si palesano profondi buchi di conoscenza in tutte le
fasce di età anche in relazione a nozioni che si sarebbe tentati di dare per
scontate”.

San Casciano non poteva capitare in un altro posto, ma qui, dove la memoria e
la coltivazione di se stessi, la pratica del sacro, l’abbraccio con la triade
santa, natura, bellezza e assoluto, hanno generato l’arte e la virtù
letteraria, lo sviluppo della civiltà, hanno contaminato la vita e il potere,
ogni cosa s’è mossa per quello.

San Casciano non sia solo in un museo impolverato della decenza, di leggi e
occasioni di conversazione ma ci ricordi che il miglior modo per conservare la
propria identità nazionale, ricordandocene il peso mentre siamo soli con noi
stessi, sta nella conservazione del patrimonio.
E va ricordato proprio nel Paese in cui, oltrepassando le gentilissime concessioni
dell’Unesco, ogni mattina Piero si alza e considera la Bellezza che vive
attraversando la città come un fondale scenico, sterile, muto, mentre essa è la
più ampia forma di maturazione civile.
Come una profezia, come una rivelazione, anzi, la terra d’Italia s’apre ancora
e strilla dalla buca di San Casciano: “Io sono viva, ancora! Sono
eternamente viva e mi rifugio nei morti che sono più vivi di voi, che siete già
morti”.
Chi ridurrà ciò a una scoperta archeologica, si ricordi di fare un giro nella
tomba, ogni tanto, giusto per scrollarsi da dosso i vermi.

 























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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PERCORSI DI RICERCA EXPO INTERNAZIONALE D’ARTE Un viaggio nell’arte contemporanea tra ricerca e innovazione

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 


EVERLAND ART: PERCORSI DI RICERCA


EXPO INTERNAZIONALE D’ARTE

Un viaggio nell’arte contemporanea tra ricerca e innovazione 

di Redazione |20|Dicembre|2024|


Una nuova avventura artistica prende vita grazie alla professionalità dell’Associazione Athenae Artis, guidata da Maria Di Stasio e supportata dal contributo del Critico e Storico dell’Arte Mariangela Bognolo.

Reduce dal successo dell’evento “Visioni,” appena concluso, Athenae Artis si prepara a incantare ancora una volta con un’esposizione internazionale di arte contemporanea, ospitata nella prestigiosa Galleria d’Arte “Il Leone” nel cuore di Roma.

Dal 26 aprile al 3 maggio 2025, la prima edizione di EVERLAND Art – PERCORSI DI RICERCA trasformerà questo storico spazio in un tributo visivo alla creatività contemporanea, accogliendo opere di fotografia, pittura, scultura, grafica e video.


La Galleria “Il Leone”, punto di riferimento artistico da oltre sessant’anni, rappresenta una cornice ideale per l’incontro tra linguaggi innovativi e il fascino della tradizione storica. Situata nel cuore del Centro Storico di Roma, la prestigiosa Galleria “Il Leone”, diretta da Claudia Bevilacqua, offre agli artisti una valida occasione per emergere e catturare l’attenzione di critici, collezionisti e appassionati d’arte. La galleria, nota per il suo impegno nella promozione dell’arte contemporanea, diventa il fulcro di una rassegna che mette al centro la creatività, l’innovazione e una ricca esperienza multidisciplinare.






Sotto la direzione artistica di Maria Di Stasio e la curatela della Critica d’arte Mariangela Bognolo, la mostra punta a valorizzare e mettere in luce talenti di diversa provenienza, con un’attenzione particolare ai giovani emergenti, capaci di sorprendere per l’originalità e la qualità delle loro opere. Gli organizzatori desiderano creare un percorso espositivo che offra al pubblico un’esperienza intensa e visivamente potente, tracciando un filo conduttore attraverso le molteplici correnti artistiche che definiscono il panorama contemporaneo. La mostra, dunque, non si limita a essere una vetrina per l’arte contemporanea, ma diventa un luogo di dialogo culturale, favorendo lo scambio di idee, esperienze e prospettive tra creativi provenienti da contesti differenti.


I curatori della mostra lanciano in questa occasione una sfida ambiziosa e stimolante agli artisti partecipanti: interrogarsi, riflettere, osservare e conoscere. Le domande al centro della riflessione sono profonde e cruciali: “Cosa significa fare arte oggi?” e “Quali sono le lenti attraverso cui gli artisti osservano il mondo?”. In un’epoca caratterizzata da complessità e rapidità di cambiamento, l’arte è chiamata a farsi portavoce delle inquietudini e delle speranze collettive, esplorando temi cruciali attraverso una lente critica e personale.

La parola chiave di questa edizione è “ricerca”, intesa non solo come indagine intellettuale ma anche come scoperta emotiva e sperimentazione creativa. La mostra vuole essere un terreno di confronto tra artisti contemporanei, offrendo loro l’opportunità di esprimere il proprio linguaggio individuale e di dialogare con una platea internazionale.





Attraverso un dialogo tra linguaggi espressivi e visioni individuali, questa nuova rassegna invita a esplorare l’arte come specchio dell’animo umano, uno strumento di introspezione e comprensione. La ricerca diviene dunque il filo conduttore di un percorso che si addentra nei territori inesplorati del sé, tracciando un sentiero che conduce alla scoperta di significati nascosti, nuovi e mai interpellati.

L’arte, in questa continua evoluzione, emerge come veicolo di riflessione e trasformazione, in grado di connettere la dimensione personale con quella universale.


La prima edizione dell’Expo Internazionale si presenta come una prestigiosa vetrina per talenti contemporanei, con riconoscimenti di rilievo e ampia visibilità.

L’evento si propone di andare oltre l’esposizione delle opere, offrendo agli artisti l’opportunità di competere per ambiziosi riconoscimenti e di consolidare la propria presenza nel panorama artistico nazionale e internazionale.


Tra i riconoscimenti riservati agli artisti spiccano premi altamente qualificati, ognuno concepito per valorizzare aspetti specifici dell’eccellenza creativa:


  • Premio Rete Top 95, a testimonianza dell’impegno nel promuovere il dialogo tra diverse generazioni e stili.


  • Premio della Critica, un tributo alla visione artistica capace di connettere pubblico e critica.


  • Premio EtereArt, che valorizza il rigore concettuale e l’originalità delle opere.


  • Premio ContempoArte, assegnato in collaborazione con l’associazione L’ArteCheMiPiace, dedicato alle espressioni artistiche più innovative e sperimentali.





Un’opportunità per ogni artista di condividere il proprio percorso creativo, esplorando le radici, le ispirazioni e le riflessioni che animano le sue opere, offrendo così una visione più profonda e personale del suo processo creativo.



Ogni partecipante avrà l’opportunità di raccontarsi attraverso un’intervista esclusiva sul blog L’ArteCheMiPiace, curato da Giuseppina Irene Groccia. Questo spazio rappresenta un valore inestimabile in un contesto collettivo, dove spesso l’attenzione tende a disperdersi tra i numerosi talenti. Il blog offrirà una piattaforma dedicata per mettere in luce l’unicità di ciascun artista, approfondendo il significato delle opere in gara e condividendo il loro percorso creativo.

La professionalità di L’ArteCheMiPiace garantisce una promozione mirata ed efficace, amplificando la visibilità di ogni partecipante e trasformando l’intervista in un prezioso strumento per catturare l’interesse di critici e collezionisti.


Un progetto di comunicazione integrata


L’Associazione Athenae Artis affianca alla qualità curatoriale della mostra un impegno senza precedenti nella comunicazione. Attraverso il suo ufficio stampa, e la Media Partnership con L’ArteCheMiPiace si assicura una gestione impeccabile dei rapporti con i media, la diffusione capillare dei comunicati e la documentazione dell’intera rassegna stampa.

La strategia di promozione si estende ai social network, con contenuti curati, dirette video e foto reportage che coinvolgono il pubblico in tempo reale, rendendolo parte attiva dell’evento. Questa sinergia tra comunicazione tradizionale e digitale punta a massimizzare l’impatto di EVERLAND ART, trasformandolo in un’esperienza condivisa e amplificata da una rete globale.

EVERLAND ART crede fermamente che ogni artista debba essere supportato non solo attraverso l’esposizione delle proprie opere, ma anche grazie a un sistema di promozione che valorizzi la sua individualità e il suo messaggio. In questa visione, i premi e la visibilità rappresentano il coronamento di un percorso che mette l’artista al centro, come protagonista di un evento concepito per supportare il talento in tutte le sue forme.


Per coloro che desiderano partecipare a questa prima edizione, è possibile richiedere il bando e il regolamento di partecipazione, contattando direttamente l’organizzazione tramite i canali ufficiali dell’evento o inviare una richiesta diretta al seguente indirizzo email dedicato:


athenaeartis@libero.it





“EVERLAND ART” 

Percorsi di Ricerca 

Expò Internazionale d’Arte Contemporanea 


Dal 26 aprile al 3 maggio 2025


Organizzata e Promossa da: Associazione Culturale “ATHENAE ARTIS” 

Con la collaborazione di : GALLERIA D’ARTE “ IL LEONE” 

Art Curator : Maria Di Stasio 

Media Partner : L’ArteCheMiPiace 

Critico e Storico dell’Arte : Mariangela Bognolo 

Vernissage sabato 26 Aprile ore 17.00


Orario mostra:

Dal lunedì al sabato : 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00 




































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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IL SOLCO È appena uscita La Sesta Edizione

 

IL SOLCO

È appena uscita La Sesta Edizione 




di Giuseppina Irene Groccia |18|Dicembre|2024|


La sesta edizione della raccolta periodica Il Solco è stata  pubblicata in questi giorni da L’ArteCheMiPiace, piattaforma impegnata nella promozione culturale e nella realizzazione di pubblicazioni indipendenti. Frutto della collaborazione con 27 autori, questa nuova edizione si presenta come una testimonianza significativa della vitalità e della pluralità linguistica dell’arte contemporanea. Scrittura e visualità, non rappresentano componenti separate, ma si intrecciano in una sinergia che dà vita a una riflessione costruttiva sui vari aspetti che vanno dalla esperienza emotiva e sensoriale a quella intellettuale e sociale.


In un’epoca segnata da continui e rapidi cambiamenti nel mondo dell’arte, Il Solco emerge ancora una volta come un tentativo consapevole di restituire un’unità di pensiero attraverso l’arte, pur mantenendo la ricchezza delle voci e delle sensibilità individuali.

L’interazione tra poesia, prosa e arte visiva in Il Solco potrebbe sembrare un semplice accostamento di forme artistiche, ma in realtà si configura come un’operazione concettuale e stilistica volta a superare i confini tradizionali di ciascun linguaggio, creando un confronto e un dialogo tra le singole voci. 


La copertina della sesta edizione de Il Solco è un’opera che cattura immediatamente l’attenzione, non solo per la sua forza visiva, ma anche per la sua capacità di evocare emozioni complesse. L’immagine fotografica, firmata dall’ artista Ercolino Ferraina, ritrae un bellissimo ritratto femminile in cui la modella, Angela Abbruzzese, posa di spalle, con il corpo parzialmente nudo, avvolto da veli blu che coprono delicatamente la parte inferiore. L’effetto risultante è quello di una figura sfuggente, quasi misteriosa, che si staglia su uno sfondo nero profondo, creando un contrasto drammatico e suggestivo. Un affascinante gioco tra luce e ombra, tra visibile e nascosto diventa una metafora di molte delle tematiche esplorate all’interno della raccolta: la ricerca di un equilibrio tra ciò che è esternamente mostrato e ciò che resta nascosto, tra l’introspezione e l’espressione, tra il corpo e l’anima.



La prefazione a questa sesta edizione, redatta dal professor Gennaro Mercogliano, rappresenta un intervento di fondamentale importanza non solo in quanto introduzione, ma soprattutto come riflessione critica che illumina e dà senso all’intero progetto. La figura di Mercogliano, eminente studioso e critico nel campo dell’arte letteraria e poetica, offre una lettura del volume che va oltre la semplice presentazione dei contenuti. La sua analisi si inserisce in un orizzonte teorico e filosofico che permette di cogliere la complessità della raccolta, facendone emergere la sua pluralità linguistica e anche il suo valore come esperienza culturale collettiva.


Non si può parlare di Il Solco senza ricordare il suo ideatore, Pierluigi Rizzo, la cui dedizione artistica e visione creativa hanno lasciato un’impronta indelebile in ogni edizione di questo periodico. Sebbene Pierluigi Rizzo non sia più con noi, ogni nuovo numero rappresenta un modo per onorarlo e perpetuare la sua eredità. La sua concezione dell’arte, che rifiutava le gabbie formali e stilistiche, preferendo un’espressione viva, aperta e in continua evoluzione, continua a guidare ogni pagina e ogni opera di questo progetto.



È così, Il Solco si riafferma come una raccolta di straordinaria ricchezza e profondità, un progetto che si rinnova ad ogni edizione, accogliendo nuovi autori che si integrano con quelli delle edizioni precedenti, ma che conserva intatta la sua vocazione. Ogni contributo, con la sua singolarità, arricchisce il “solco” tracciato dai precedenti, creando un terreno fertile per la riflessione e il dialogo, dove le voci di ogni singolo autore si fondono in un racconto complesso e multiforme della realtà odierna. Il Solco è, insomma, una testimonianza viva dell’arte come spazio di libertà, ricerca e interazione.




Autori di questa Raccolta:


Erika Albamonte, Angela Campana, Alfonso Caniglia, Pier
Paolo Cetera, Maria Curatolo, Nilo Domanico, Ercolino Ferraina, Aldo Fusaro,
Patrizia Fusaro, Domenico Godino, Giuseppina Irene Groccia, Enzo Labonia,
Giacomo Lauricella, Simone Longo, Ornella Mamone Capria, Marcella Pecorari,
Ermelinda Pipieri, Antonietta Pirillo, Ida Proto, Marinella Pucci, Nora Ornella
Pujia, Maria Romeo, Assunta Scorpiniti, Giulia Spanò Secco, Mario Pino Toscano,
Maurizio Traversari, Domenico Vitale.





Clicca sulla copertina per sfogliare la versione digitale online





IL SOLCO


Idea e Progetto di Pierluigi Rizzo


In copertina opera fotografica di Ercolino Ferraina 

Modella: Angela Abbruzzese




Edizione Nr 6 – Dicembre 2024

ISBN 9798342627450


© 2024 Pubblicazione Indipendente 

di L’ArteCheMiPiace  C. F. 97047760786


www.lartechemipiace.com






Per richiedere copie del libro contattare direttamente gli Autori 



















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


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Oggi si conclude con grande successo VISIONI Premio d’Arte Internazionale – 1° Edizione, un evento che ha saputo catturare l’attenzione di un vasto pubblico e ha posto solide basi per il futuro di questa manifestazione artistica.

 

Oggi si conclude con grande successo VISIONI Premio d’Arte Internazionale – 1° Edizione, un evento che ha saputo catturare l’attenzione di un vasto pubblico e ha posto solide basi per il futuro di questa manifestazione artistica.




di Redazione  |14|Dicembre|2024|


La mostra, curata dall’Associazione Culturale Athenae Artis di Maria Di Stasio, inaugurata con l’obiettivo di promuovere il talento creativo e favorire lo scambio culturale tra artisti di diversa provenienza, ha superato ogni aspettativa, sia in termini di partecipazione che di apprezzamento. Gli organizzatori hanno espresso viva soddisfazione per il considerevole afflusso di visitatori, che ha dimostrato quanto l’arte contemporanea sia in grado di coinvolgere e appassionare una platea sempre più ampia e diversificata. Le numerose richieste di partecipazione da parte di artisti, alcune delle quali non hanno potuto essere accolte a causa del numero massimo previsto, confermano l’alto interesse suscitato dall’iniziativa.

Per gli artisti esclusi, tuttavia, non mancheranno nuove opportunità: la prossima edizione di VISIONI, già in fase di progettazione, promette di essere ancora più inclusiva e ambiziosa. L’obiettivo è ampliare la portata dell’evento, offrendo uno spazio espositivo maggiore e nuovi strumenti per valorizzare il talento e l’innovazione nel panorama artistico contemporaneo.

Un ulteriore riconoscimento che arricchisce il bilancio positivo di questa prima edizione è la notizia dell’acquisizione del catalogo della mostra da parte della prestigiosa Thomas J. Watson Library del Metropolitan Museum of Art di New York. La comunicazione ufficiale, pervenuta nei giorni scorsi, sancisce l’inserimento del catalogo nella collezione della biblioteca, rendendolo disponibile a studiosi, ricercatori e appassionati d’arte di tutto il mondo. Questo risultato rappresenta un importante traguardo per VISIONI, non solo per il valore culturale che attribuisce all’evento, ma anche per la visibilità internazionale che offre agli artisti partecipanti.

La riuscita di VISIONI è stata inoltre sostenuta da una collaborazione significativa con L’ArteCheMiPiace, che ha partecipato come media partner dell’iniziativa, contribuendo alla sua diffusione e a una favorevole partecipazione del pubblico.

Infine, un ringraziamento speciale va al pubblico e agli artisti, che con il loro entusiasmo e la loro creatività hanno trasformato questa prima Edizione del Premio in un’esperienza indimenticabile. Grazie a questa straordinaria partecipazione, l’evento si è confermato come una piattaforma di ispirazione e dialogo, capace di creare connessioni significative nel mondo dell’arte.

L’appuntamento è ora al futuro, con la promessa di nuove “visioni” e nuove emozioni, in un percorso che continuerà a celebrare la creatività e a costruire ponti tra artisti e pubblico su scala internazionale.









©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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Axl Kant, Axl falda, Axl – entina… Axl woman: wonder? Senza dubbio! Il nerofumo d’autore di Axl tratteggia, sulle tele, un neo immaginario tutto femminile.

  L’ArteCheMiPiace –  Divagazioni sull’ Arte

Axl Kant, Axl falda, Axl – entina… Axl woman: wonder? Senza
dubbio! Il nerofumo d’autore di Axl tratteggia, sulle tele, un neo immaginario
tutto femminile.




di Maria Marchese |14|Dicembre|2024|


OnlyFans?… Only FANS! — Chemalditesta! —.

La donna è ben altro.

Dopo
l’evento al Salone di F. Curletto, durante il Fuorisalone di Milano,
Axl
 continua a sperimentare il proprio
rapporto con la china, definendo, sempre più marcatamente, una serie di figure esclusivamente
femminili; con l’inchiostro, vi impartisce carisma e sensualità e tutti i
paradossi che la donna porta con sé.

 

Eravamo rimasti a…

   Ale ma che sguardo ha Gimesh?
Ops Ykxheyelx? —

   Yxchel, Maria, hahaha —

   Siiii, lei ahahah! — I suoi
occhi possiedono quel vago strabismo di venere conturbante, come le labbra
della donna di “Nel profondo”, così mangamente Okusayane, così sensuali

 



Quel
nome, così strano, accompagna una donna Axl.

Da
allora, sono nate Irene – Tempo di Pace e Elektra.

 

Io e Axl pochi giorni fa.

  
Ale ti invio qualche pagina del romanzo che sto scrivendo. Se
ti ispirerà, ti andrebbe di realizzarne la copertina? —.

Intanto le descrivo la protagonista:
dualistica, camaleontica, metamorfica, ironica, tagliente, fantasiosa…

   Mmmh! Mi ispira. —.

Le
invio poche righe, la prima pagina o poco più, dove si comprende in pieno soprattutto
questo doppio volto.

Il giorno dopo

   Bing! Bing! — due notifiche
sonore del telefono. Premo e sul display appaiono due immagini che mi fanno
innamorare. Seppure siano dei bozzetti, mi ricordano la presenza scenica e il
fascino charmant della Valentina di Crepax, il disincanto e la risolutività di Mafalda
di Quino
, l’astuzia della
Kant  delle Giussani.

Il
senso di ciò che ho appena scritto è lontano dal voler fare paragoni: la
fascinazione propria del fumetto, del manga, a partire da Hokusai , parte
esattamente dalla capacità, da parte dell’autore, di caratterizzare i tratti
salienti dei loro eroi o eroine.


Parentesi

—…
ad un certo punto Maria, tu mi hai fatto notare che ritraevo esclusivamente
donne. Ragionandoci, poi, mi sono accorta che nelle tele con più soggetti,
quelli maschili li ho rappresentati come animali
— non ce ne vogliano i signori
uomini, perché le creature di Axl portano con sé un bagaglio simbolico
ricercato —.

Chiusa parentesi

Esclusi
gli eroi, quindi, siano esse di un sex appeal esplosivo, come
Valentina  , oppure
“macchiette” come
Mafalda , quelle donne, con le loro storie, quotidiane
o straordinarie, ci hanno avvinti tra le strisce a fumetti.



Volevo
arrivare proprio qui! Ciò che ho percepito da subito nelle donne della Mangano
è che ogni singolo dettaglio fisico, ma in generale compositivo, mi permette di
individuare una certa sfumatura caratteriale e altro ancora.

Axl ed io ne discutiamo, partendo dal presupposto che quelle
immagini “siano la strada giusta”. Il fil rouge.

Quando
Alessandra Mangano mi disse di voler togliere il colore dalle tele,
scioccandomi —tipo Ohibò, nooooo! —, all’opposto mi sorprese per diverse
ragioni; tolte la morbidezza, la condiscendenza e la gentilezza del gessetto
colorato, è evidente una mano abile, che impartisce la tenacia, la decisione e
la perseveranza della china. Il forte contrasto tra il bianco ed il nero, così
impattante, avvince l’occhio, ma quel lavoro di fine campitura — sopraffina
oserei dire — rende i suoi soggetti eleganti, preservando volutamente la fresca
acerbezza tipica del mondo adolescenziale, nei dettagli anatomici.

La
Mangano, infatti, non è un iperrealista, pur preservando il senso delle
proporzioni, e nemmeno la si può definire una surrealista; le sue donne sono in
perfetto equilibrio, sul confine che separa la realtà dall’immaginario. Frutto
di quello spazio sono quindi queste donne senza tempo — in un eterna
fanciullezza che non prevede l’invecchiamento fisiologico, ma alle quale Axl
riesce, attraverso l’introduzione di  dettagli
ricercati, dove il valore simbolico non è un abbellimento — vedi la cornucopia
in Irene – Tempo di pace, come ogni singolo fiore, foglia o animale — a
realizzare un vero e proprio progetto grafico.



Questo
termine potrebbe far pensare al rigore, a strutture architettoniche, forme geometriche,
ad unità di misura; in realtà, esso è evidente nella ripartizione dei pieni e
dei vuoti, i primi fatti da ombreggiature curate, tratteggiata, punteggiate… , le
cui distanze minimali denotano un lavoro certosino e paziente, alternate a
linee essenziali, che annodano, congiungono, delineano, quando i secondi
conferiscono respiro, permettendo di individuare l’essenza nera.

Trattandosi
di opere d’arte, a differenza del fumetto, in cui l’immagine rende meno
necessari i testi — anche per questo motivo sono le letture predilette dai
pigri — Ahi ahi! Qui interviene la Maestrina che è in me —. —, qui un testo non
esiste, ed il fatto che il lato estetico ameno consenta di esplorare anche
sfumature psicologiche, esistenziali, comportamentali e spirituali le rende intriganti.

 

Insomma,
non me ne vogliano le Onlyfansine con le loro proposte fast food — Only FANS è
il mio SOS! Perché non lo digerisco e mi causa un mal di testa feroce —, ma io
sono una gourmand, anche nella vita, non solamente per quanto riguarda la
cucina, perciò l’occhio vuole la sua parte — sacrosanto! Aggiungo —, ma
degustare l’universo femminile, così ricco di fragranze, intercalare espressivi
personali e identitari, nonsense comportamentali — Sugar Fornaciari ce Le
dipinge in cerca di guai oppure al telefono che non suona mai — ma anche no
dico io! —,sagge, materne altre volte lascive … è cosa che richiede amore,
tempo, dedizione.

 

Axl
nel frattempo sta per pubblicare il suo nuovo libro di poesie, mentre la
copertina del mio romanzo – che in realtà ha un coautore ma non posso dire
altro — prende forma!

 

Che
altro?

Ah!
Alla prossima by Maria Marchese































Maria Marchese su L’ArteCheMiPiace 

Maria Marchese


Maria Marchese, scrittrice, poetessa e curatrice d’arte, nasce a Como nel 74, dopo la maturità scientifica si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni”, a Milano.

Per oltre 20 anni svolge attività nel settore socio assistenziale.

Dal 2013 affronta da autodidatta il suo percorso di studio nel campo dell’arte, della letteratura e filosofia. Nel 2017 pubblica la sua prima silloge poetica “Le scarpe rosse- Tra tumultuoso mare e placide acque”. Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica.

Collabora con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con il Blog L’ArteCheMiPiace, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services.


www.mariamarchesescrittrice.com



Clicca sull’immagine per leggere tutti gli articoli di Maria




















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 




La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.




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Di stanza in stanza: tra poesia e musica Un viaggio magico tra la melodia del suono e della parola

 


Di stanza in stanza: tra poesia e musica


Un viaggio magico tra la melodia del suono e della parola







di Giuseppina Irene Groccia |08|Dicembre|2024|




Domenica 15 dicembre, alle ore 18:30, il Vintage Cafè di Corigliano Rossano (CS) ospiterà un evento che promette di suscitare emozioni e coinvolgimento in chi vorrà accostarsi alla sensibilità poetica di Giulia Spanò Secco, una voce delicata ma intensa, capace di intrecciare la bellezza del suono delle parole con il respiro della vita.


“Di stanza in stanza: tra poesia e musica” è un incontro che ambisce a coniugare l’arte della poesia con la potenza della musica. Un’occasione per scoprire le composizioni di un’autrice la cui poesia è intrisa di una profondità emotiva straordinaria, che esplora temi universali come l’intimità, la ricerca di sé, l’incontro con l’altro e la bellezza delle piccole cose quotidiane. La sua scrittura si distingue per la grazia dei versi e per la capacità di evocare immagini che parlano direttamente al cuore, riflettendo una sensibilità profonda e uno sguardo acuto sulla realtà. Ogni parola di Giulia Spanò Secco è un invito a fermarsi, ad ascoltare, a meditare, e, allo stesso tempo, a sentirsi parte di un tutto che ci unisce, oltre le parole.



A condurre la serata sarà Giovanni Torchiaro, che guiderà il pubblico attraverso il mondo poetico dell’autrice, con l’introduzione dei saluti della padrona di casa Ermelinda Pipieri. Le letture dei suoi versi saranno affidate ad alcuni dei componenti dell’associazione culturale Poesia e Dintorni, fondata da Anna Palermo, che offriranno una vivida interpretazione dei testi, dando voce alla delicatezza e all’intensità delle parole di Giulia. 


I lettori saranno Anna PalermoErnesto BorromeoPina AntonucciClelia Rimoli e Giusy Liguori.


Accanto alla poesia, la serata si arricchirà di intrattenimento musicale grazie al Trio Fratelli de Almaviva, che con le sue sonorità accompagnerà le letture in un perfetto equilibrio tra poesia e melodia.


Un evento pensato per chi desidera immergersi in un’esperienza sensoriale completa, che unisce la forza delle parole alla magia della musica, in un abbraccio che celebra la bellezza della vita e della poesia attraverso l’anima di una bravissima autrice.


Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme la magia di una serata indimenticabile.


Quando: Domenica 15 dicembre 2024, ore 18:30

Dove: Vintage Cafè, area urbana di Corigliano, Corigliano Rossano (CS)

Ingresso libero

©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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DANTE MAFFIA Singhiozzi di carta

 








DANTE MAFFIA


Singhiozzi di carta







di Anila Dahriu  |13|Dicembre|2024|



Seguo da molti anni la poesia di Dante Maffia e ne apprezzo lo sviluppo costante, la scelta dei temi che hanno sempre una portata filosofica e sociale, ma senza mai incagliarsi in teorizzazioni sterili. Leggendo questo libro, però, sono rimasta per un attimo disorientata, perché quasi ogni pagina si muove in un’autonomia di pensiero che, da una parte, affascina e, dall’altra, ti fa sentire dentro e fuori il dettato, come se il poeta volesse confidare i segreti della sua anima, ma non completamente.

È una sensazione che mi introduce in un mondo sbalorditivo, sin dalle prime righe:

“Spiccioli di drappi antichi,

di metafore spente,

di diluvi naufragati nel bisogno

delle cancrene astute

che sanno, eccome sanno,

trovare la fessura,

il rigurgito

per riportare a zero lo sfacelo.

Spiccioli di luce guasta

di querule agonie di rose bianche”.

Ci troviamo di fronte a visioni. A percorsi interiori che hanno accumulato esperienze straordinarie, sconfinando nella sterminatezza dei sogni e che ora tentano di ritornare alla quotidianità, senza trovare però l’impulso adeguato, restando in una pausa senza direzione.

“Il tempo delle favole

è una medicina scaduta.

Non dire che non riconosci il dolore,

è sempre quello lanoso e torbido

dei cieli guasti,

delle cantilene ossidate”.

In numerosi versi, Maffia si immerge nella corsa sfrenata della dissoluzione (come già in un suo famoso libro di anni fa, Io, poema totale della dissolvenza) e ne trae lampi illuminanti che fanno intravedere il Mistero nella sua corsa affannata per sfuggire all’uomo.


In questo libro troviamo il Maffia di sempre, ma con una nota in più: la chiaroveggenza, la capacità di addentrarsi nei meandri (parola che lui usa spesso) di situazioni che sembravano ermeticamente chiuse alla comprensione umana. Infatti, Davide Rondoni, nella sua prefazione franca e diretta, scrive:

“In questo andare in un luogo ormai ‘privo di indizi’, in un caproniano luogo non giurisdizionale, in questo addentrarsi in un luogo che, per così dire, emerge da una mamma profonda sempre esistente nella geografia umana e poetica di Maffia come unico spazio/tempo”.

Oltre ai temi affrontati con la perizia che conosciamo, in Singhiozzi di carta Maffia dimostra, alla maniera del suo amato Tommaso Campanella, la forza del lavoro assiduo, il desiderio di raggiungere la perfezione. Una perfezione che non si lascia mai afferrare, ma con la quale è necessario combattere.

Queste poesie sono una distesa di possibilità, capaci di trascinare il lettore a rivedere la propria vita non più come un fatto puramente personale, ma come parte di un universo più vasto.

Come conclude l’editore Sandro Gros-Pietro nella sua nota:

“La grandezza di uno scrittore sta sempre nella sua ineffabilità”.

Ovvero, nel suo dire facendo germogliare sensi a catena, nel suo sottrarsi alla fiamma che distrugge per affidarsi alla fiamma rigeneratrice. La poesia di Dante Maffia è soprattutto questo: essere potentemente presente per subito sottrarsi e diventare:

“La luce vestita di buio.

Il buio abbagliante di luce”.

DANTE MAFFIA, Singhiozzi di carta

Torino, Genesi Editrice 2024

Pagine 128

€ 15,00

Prefazione di Davide Rondoni


























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L’Università Popolare Rossanese onora la poesia e la musica nell’Accademia Natalizia “Faccio Poesia e Canto”

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 


L’Università Popolare Rossanese onora la poesia e la musica nell’Accademia Natalizia 

“Faccio Poesia e Canto”




di Giuseppina Irene Groccia |13|Dicembre|2024|


In omaggio alla sua lunga tradizione di promozione culturale e di affettuoso sodalizio con la comunità, l’Università Popolare Rossanese è lieta di annunciare l’Accademia Natalizia di Poesia e Musica di fine anno, intitolata Faccio Poesia e Canto

L’evento si terrà il 15 Dicembre alle ore 18:00 presso la rinnovata sede del prestigioso Palazzo San Bernardino, nel cuore dell’Area Urbana Rossano di Corigliano Rossano (CS).

La manifestazione, organizzata con cura dal Presidente e Direttore Gennaro Mercogliano, illustre figura del panorama culturale del nostro territorio, promette di essere un’occasione imperdibile per festeggiare il connubio tra arte e tradizione, arricchendo il Natale con momenti di grande emozione e condivisione.

L’edizione di quest’anno vedrà come ospite d’eccezione Dante Maffia, più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura, figura di spicco nel panorama culturale italiano e internazionale.

La serata sarà impreziosita dalla declamazione dei versi di un nutrito gruppo di poeti, tra cui Giuseppe BlefariAngela CampanaMaria CuratoloAnila Dahriu, Luigi Godino, Grazia Greco, Giuseppina Irene Groccia, Anna Lauria, Ornella Mamone Capria, Eugenio Nastasi, Giovanni Pistoia, Adele SalvatiRocco Taliano GrassoAntonia Tursi, e Luigi Zangaro.

Contribuiranno alla magia della serata le performance di Patrizia CrupiGiuseppe De Rosis e Anna Milieni, mentre al pianoforte il talento di Francesco Rapani accompagnerà il pubblico con raffinate melodie. 

Le letture saranno affidate alla suadente voce di Franco Cirò, che conferirà intensità e pathos allo spazio a lui dedicato


A conclusione dell’evento, un momento conviviale inviterà il pubblico a un brindisi augurale, un gesto caloroso per scambiarsi auguri e condividere insieme l’atmosfera delle imminenti festività


Questo appuntamento si presenta come un’occasione imperdibile per gli amanti della poesia, della musica e della cultura, immersi nel suggestivo scenario del Palazzo San Bernardino, custode della ricca eredità storica e artistica di Corigliano Rossano.


Non mancate!






















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Grande Successo per il Vernissage e la Serata di Premiazione della Prima Edizione del Premio VISIONI

 



Grande Successo per il Vernissage e la Serata di Premiazione della Prima Edizione del Premio VISIONI







di Giuseppina Irene Groccia |08|Dicembre|2024|


Si è svolta ieri, nella suggestiva cornice del Tempio di Pomona a Salerno, la serata di premiazione e il vernissage della Prima Edizione del Premio d’Arte Internazionale VISIONI a cura dell’Associazione Athenae Artis di Maria Di Stasio.

L’evento ha riscosso un successo inaspettato, attirando un pubblico numeroso e caloroso che ha reso omaggio ai talenti artistici contemporanei.



Vincitori

  • 1° Posto

    Ivano Domenico Felaco con le opere:

    • Lacrime (70×120 cm) – olio su tela
    • Imbarazzo (70×140 cm) – olio su tela



  • 2° Posto

    Marco Eracli con le opere:

    • Corpo Contundente (70×100 cm) – acrilico e tecnica mista, spatole e pennelli
    • I Bambini di Bucha (70×100 cm) – acrilico puro su tela cotone, tecnica mista, spatole e pennelli
    • Polvere di Stelle (70×100 cm) – acrilico e tecnica mista, spatole e pennelli


  • 3° Posto

    Serena D’Onofrio con le opere:

    • Sei Fatta di Cuore (60×90 cm) – acrilico e tecnica mista su tela
    • L’Abbandono (50×50 cm) – acrilico e tecnica mista su tela






Premi Speciali

  • Premio della Critica: Ilaria Pisciottani


  • Premio della Giuria: Ceci Fabrizio


  • Premio Etereart: Marco Balbi Dipalma (Performance Art)

  • Premio Retetop95: Roberta Baldassano


Segnalazioni di Merito


Un riconoscimento speciale va ai seguenti artisti, le cui opere hanno particolarmente colpito la giuria:

Claudio Trecci, Umberto Falvo, Enza Cotugno, Carmelo Randazzo, Benedetta Dell’Uomo, Lorenzo Trombino, Sax Palumbo, Enzo Forgione, Antonio Iovine, Sandra Sciommarello.


Segnalazioni Speciali

Un plauso per il contributo artistico a:

Daniela Cefariello, Mattia Carella, Davide Cupola, Stefania Botta, Giovanni Vano, Carlo Alberto Mazza.




Il successo straordinario di questa prima edizione ha già messo in moto i preparativi per il prossimo anno. Purtroppo, a causa del grande numero di candidature, molti artisti interessati non hanno potuto partecipare. Questo sprona gli organizzatori a lavorare con maggiore impegno per ampliare il progetto e dare voce a un numero ancora più vasto di creativi nella seconda edizione.


L’associazione Athenae Artis è lieta di annunciare che è già disponibile la versione online del catalogo ufficiale dedicato all’evento, mentre la versione cartacea sarà presto reperibile sulle principali piattaforme. Un’opera preziosa che raccoglie il meglio di questa indimenticabile edizione.













Inquadra il QRCODE per sfogliare il catalogo online





Un sentito ringraziamento va a tutti gli artisti che hanno preso parte a questa straordinaria edizione, contribuendo con opere di eccezionale valore e intensità espressiva. La loro creatività e dedizione hanno rappresentato il vero fulcro dell’evento, trasformandolo in un’occasione di condivisione culturale e artistica.

L’auspicio è di ritrovarsi presto per la prossima edizione, pronti a onorare ancora una volta la bellezza e l’emozione che solo l’arte può offrire.
















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 





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Labirinti Anila Dahriu

 



Labirinti

Anila Dahriu


di Giuseppina Irene Groccia |07|Dicembre|2024|


È stato pubblicato di recente Labirinti, il nuovo libro di Anila Dahriu, inserito nella collana di poesia Navigium, diretta da Antonella Rizzo per Kinetes Edizioni. Il volume si distingue per la prefazione intensa e accurata di Dante Maffia, poeta di grande esperienza e candidato al Premio Nobel, che ne valorizza la profondità e offre una lettura sensibile alla complessità dell’opera.

In questa raccolta, Anila Dahriu esplora con intensità il caos dell’esperienza umana e collettiva, intrecciando immagini potenti e una scrittura priva di artifici. Con uno stile che privilegia le sensazioni e i moti interiori alla narrazione lineare, l’autrice restituisce frammenti di dolore, tragedia e conflitto, trasformandoli in versi autentici che invitano a riflettere.

Di seguito, condividiamo con piacere la prefazione che apre questa nuova raccolta poetica.


Impera il magma… tutto è diventato confusione, anche il deserto non più silenzio, ma voci che si rincorrono, cattiverie, violenze, perdite, sussulti, visioni, fradiciume di dolori essiccati, di albe rovinate, di cloache che hanno scoperchiato le loro bocche e mandano puzze ormai senza pudore, senza preoccuparsi minimamente di ciò che avviene e di ciò che può avvenire. 

La persona è confusa con gli oggetti, i traumi diventano quotidianità e quindi le immagini s’ingorgano e non riescono a identificarsi tra di loro, tanto che avviene il trionfo del dissesto, la caduta a picco nella voracità del nonsenso. 

Questo libro di Anila Dahriu non si deve leggere come un romanzo di avventure, seppur cattive e doloranti, ma come un vademecum di infezioni della società e dell’uomo che ha perduto le coordinate della sua natura per diventare bestia senza anima, nero fiume di inclemenze e di indecenze. 

Nel libro appare, ma per immagini, per lacerti, per allucinazioni, la tragedia di un’Albania in dissesto, la tragedia di un popolo che all’improvviso scoprì nel suo seno una processione di sciacalli pronti a sbranare l’altro senza badare a niente. Da qui la frantumazione, stavo per dire la sillabazione e la balbuzie di molti versi che sono il frutto d’un terrore che ha trovato rifugio nelle parole; da qui il quadro di una viltà senza confini che mise contro i fratelli con i fratelli, i figli con i genitori, i buoni con i cattivi. 

Una poesia così ha qualcosa di sacro, qualcosa che sa di scampato pericolo e fa sentire le lacerazioni personali e corali, facendo diventare il dolore un canto di tutti, perfino una preghiera. 

La capacità di Anila Dahriu di rendere le atmosfere è davvero esemplare e ciò si deve alla sua capacità direi fisica di rivivere e far rivivere le vicende. Di ripristinarle con molta attenzione, quasi che ancora potessero fare male: gli strascichi sono più violenti e più duraturi delle stesse azioni. 

Anila scrive come se stesse mangiando, bevendo, sognando, camminando, dunque con molta naturalezza e questo le permette di ripristinare situazioni orribili ma senza seguirle nel loro sviluppo, senza affidarsi a una logica stretta, piuttosto abbandonandosi alle sensazioni, che sono più dei ricordi, ai moti interiori che danno vita a corto circuiti e creano il linguaggio aperto della poetessa che non ricorre alla letterarietà, non si avvinghia alle ricette stantie del passato. Scrive con la massima libertà, con l’incandescenza del suo fuoco ed è per questo che a volte sembrano “Poesie della crudeltà”, per parafrasare il titolo d’un libro di Antonin Artaud, lacerti di frenesie che cercano di divincolarsi dal grumo originario per trovare una improbabile armonia.

Ci sono addirittura momenti in cui avviene una sorta di disarticolazione della sintassi come a voler assecondare la massa lavica, il caos che dentro si sta impastando con la nuova realtà conquistata e di conseguenza le immagini diventano ballerine, si susseguono prive, apparentemente, di legami, e sono invece il calco di una dimensione che ha avuto lacerazioni e squarci, ferite insanabili, dolori pesanti come macigni. 

Si noti come a volte una sfilza di metafore fa ressa e cerca d’imporsi, di affermare la sua necessità; si noti come la poetessa non si preoccupa di nascondere niente degli accadimenti, anzi, se occorre, li sfoggia, per avvalorare le sue tesi, per far comprendere che questi versi non sono invenzione, ma vita vissuta, canto che nasce dall’anima e anela alla conquista della felicità. 

Nessun lettore, a meno che non sia privo di anima, passerà indenne dagli sfaldamenti della poesia di Anila Dahriu, perché ne sentirà la freschezza e la presenza di vita, perché avvertirà che spesso dal dolore nascono progetti e rivendicazioni, promesse e risultati positivi. 

Ovviamente tutto ciò è il romanzo della vita di un essere che ha voluto e saputo divincolarsi dall’assurdità e dalla malevolenza, dalla dissennatezza e dalla furia, dalla follia degli altri esseri umani infoiati contro di lei

per ragioni spesso effimere, ma quel che conta in poesia è la forza trascinatrice e illuminante della parola, l’espressività che sappia rendere appieno e con chiarezza i sentimenti e le emozioni. A me pare che Anila Dahriu abbia saputo rendere tutto vero e affascinante, pieno e vivo, cioè abbia saputo realizzare un libro ricco di poesia ottenuto travasando la vita in musica e in parole alate.

Dante Maffia




Per richiedere il libro clicca sulla copertina





Anila Dahriu è nata il 25 maggio 1970 a Valona (Albania). Appena diplomata all’Istituto Industriale si è iscritta alla Facoltà di Lettere e pubblica il suo primo libro in lingua albanese intitolato  “Porta di se stessa”.

Dal 1997 al 2010 ha vissuto a Prato. Poi si è trasferita in Calabria. Ha pubblicato, in lingua albanese, La porta di se stessa (1996), Lascia che io venga con te (2010), Non ferire il mio sentimento (2011), Brivido di fata (2011), Verso l’ignoto (2012), Proiettato nell’ embrione mai nato (2022) e in italiano ”Fra le costole del peccato” (2013), con testo albanese a fronte. Siamo soliti pensare (2016).

Il canto della fanciulla (2022).

Ha avuto attenzione a diversi premi letterari, in Italia e all’estero, come il “Premio Farina” (segnalazione giugno 2014). “Premio Terre Lontane (dicembre 2014), il premio “Don Luigi Di Liegro”(2015), “Dardanica” premio d’onore per l’autenticità e l’originalità della scrittura, Kosovo (2019), Vari Premi assegnati dalla Associazione culturare ”Club della poesia”, Cosenza.

“Mihai Eminescu” Romania 2019, “Arberia” 2020 Calabria “Barocco Salentino” 2021 “Bogdani” 2021 e 2022 Kosovo

“Antica Pyrgos” 2021 e 2022. Segnalazione a ottobre 2022 “Alessandro Magno” Grecia.

Segnalazione a Festival internazionale a Lasi Romania,  maggio 2023

 

Vive a Mirto Crosia (CS), dove svolge attività culturali, traducendo fra l’altro poeti e scrittori italiani e albanesi. Collabora con diversi giornali tra cui “La voce” di Corigliano-Rossano e internazionali, “Nazionale”, “Mapo” con sede a Tirana in Albania. Collabora con la casa editrice “Alba” Albania e con la casa editrice “Bogdani” Kosovo.
























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


La sezione Segnalazione Eventi propone informazioni su manifestazioni dedicate ad arte e cultura. Gli interessati alla pubblicazione degli eventi culturali in questa sezione, potranno inviare relativo comunicato stampa, locandina e altro materiale informativo alla seguente email: gigroart23@gmail.com

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