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Marzo 2022

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LUIGI REINA, Tra Tevere e Senna – Per arte con amore… di DANTE MAFFIA

   L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere

Dante Maffia si sofferma sull'opera Tra Tevere e Senna di Luigi Reina restituendone il valore nella sua intera complessità. D.Maffia- L'ArteCheMiPiace













LUIGI REINA, Tra Tevere e Senna – Per arte con amore


di Dante Maffia |25|Marzo|2022|




LUIGI
REINA, Tra Tevere e Senna – Per arte con
amore
, Canterano (Roma), Aracne, pp.203.



Dante Maffia si sofferma sull'opera Tra Tevere e Senna di Luigi Reina restituendone il valore nella sua intera complessità. D.Maffia- L'ArteCheMiPiace



Perentoria
e immediata mi è affiorata un’affermazione di Oscar Wilde leggendo questo
romanzo: “Non esistono libri belli o libri brutti, esistono libri scritti bene
o scritti male”. E lo dico perché di solito i professori universitari, i
titolari di cattedra di letteratura, sono pallosi e ampollosi quando si
cimentano nella narrativa o nella poesia. Qui invece tutto è limpido, tutto è
scritto con chiarezza, con il piacere della scrittura che si fa subito piacere
delle lettura nel lettore.

Oltre
a ciò, a me personalmente l’opera ha molto intrigato perché da decenni vado
catalogando (sogno di ricavarne un libro importante e raffinato nel solco di
“ut pictura poiesis”) romanzi che abbiano per protagonista un pittore o un
quadro.

Filippo
Corsi è pittore, con una perizia e un’abilità eccezionali, tanto da saper
copiare perfettamente le grandi opere del passato, i capolavori. Lo fa quasi
per inerzia, ma poi ne consegue un ottimo guadagno tanto che alcuni galleristi
lo cercano per soddisfare i capricci dei ricchi avidi di possedere ciò che vive
nei musei.

Ma
detta così la storia sembra una  delle
tante e invece ha qualcosa di diverso dalla linearità apparente, perché Filippo
in sé sente di essere un semplice esecutore di altre sensibilità e di altri
fermenti che mortificano i suoi. Glielo fa notare anche Lisa, anche Grete,
anche Giulio, ma lui non riesce a svincolarsi facilmente dai modelli, come se
un’ombra gigantesca offuscasse le sue qualità di artista e lo relegasse nella
funzione di operaio, di artigiano dell’arte.

A
contribuire alla sua crisi c’è anche, dopo l’esperienza avuta con Grete,
l’amore per Lisa che, nel mentre lo spinge ad essere se stesso, gli nega le
effusioni e le immersioni totali, dicendogli di amarlo, ma di non poterlo amare
fino in fondo… Una sorta di contraddizione che lo mette scomodo, che lo fa
sentire menomato. Lisa è sposata e in fondo, pur ragionando per l’arte di lui
con estrema disinvoltura, per quanto riguarda il loro rapporto è un po’ chiusa
nella stessa rete di abitudini sociali in cui Filippo è chiuso nella
ripetizione dei modelli.

Un
amore slabbrato, con tensioni e cadute improvvise, con sfilacciamenti che
diventano discussioni che portano il nostro pittore alla esasperazione, tanto
che decide di trasferirsi da Roma a Parigi, dove incontra Claudine, un’amica di
Lisa, anzi la psicologa di Lisa, che gli offre uno studio e anche una notte
d’amore. Pardon, di sesso, come lei stessa specifica.

Ma
la bravura di Luigi Reina appare soprattutto sul versante della scrittura
lievitata e precisa, affascinante e sempre puntuale nel saper entrare sia nella
psicologia del protagonista, anzi dei protagonisti, e sia, nelle descrizioni
documentate di Roma e di Parigi che vengono “vissute” senza una sbavatura e
senza la minima tentazione di fare cartolina. C’è di più, Reina mostra di
conoscere il mondo dell’arte e la storia dell’arte, come un vero maestro che sa
svincolarsi dagli approdi consueti per aprire nuovi scenari che portano nel
vivo, nel palpito della creazione.

Potremmo
fare l’elenco dei pittori citati e di cui egli è riuscito a focalizzare la
poetica sempre con piglio narrativo, evitando la “lezione”, che è sempre una
tentazione quando si parla di arte contemporanea. Reina ha il dono di saper
trasformare emozioni e fatti in un ritmo narrativo che lascia col fiato sospeso
perché ha saputo creare un intreccio suggestivo tra vita e arte, tra “La vita,
l’arte, l’amore” domandandosi, di conseguenza, che “potersi esprimere non è di
per sé un atto miracoloso?”-

Piace,
del libro, la competenza con cui ogni argomento viene trattato, non ci sono
approssimazioni, non ci sono vaghezze, Luigi Reina riesce a dare concretezza
agli incontri lasciando un’orma in chi legge, abbeverandolo di una poesia che
ha qualcosa di nuovo e di diverso da quella a cui siamo stati abituati negli
ultimi anni. In questo modo il racconto si fa dolcissimo e il lettore riesce a
stare accanto sia a Lisa e sia a Filippo, senza dispiacersi di come vanno i
loro rapporti, grazie soprattutto al fatto che la svolta della vita avviene
come naturale conquista esistenziale:
“Sistemò una tela sul cavalletto e si accinse a definirvi il suo primo soggetto
parigino: un grande arcobaleno su un collage
pieghettato di vorticose sfumature in grigio e celeste. I  cieli di Parigi”.

Ha
ragione Stefano Jacomuzzi, a parlare di ”composizione musicale”, infatti ogni
capitolo del romanzo è una sinfonia che coinvolge, che ci fa affacciare perfino
su scomodi burroni e davanti a finestre di realtà quotidiana, ma ogni
particolare è definito con un linguaggio che sa interpretare perfino le
sfumature e le sottigliezze. Tanta umanità sta dietro ogni pagina, tanto amore
per le arti, tanta perizia letteraria.

Lo
sottolineo perché da qualche anno il romanzo italiano è caduto nella miseria e
nella sciattezza espressiva e qui invece ha l’eleganza di una conoscenza
linguistica di rara nobiltà.

 

DANTE MAFFIA





Dante Maffia si sofferma sull'opera Tra Tevere e Senna di Luigi Reina restituendone il valore nella sua intera complessità. D.Maffia- L'ArteCheMiPiace

Dante Maffìa è nato nel 1946 a Roseto Capo Spulico (CS). Saggista, poeta e narratore, vive da lunghi anni a Roma dove ha frequentato il circolo della libreria Croce, con Moravia, Maraini, Paris e Dario Bellezza.

Viene segnalato da Aldo Palazzeschi e da Leonardo Sciascia che, con Dario Bellezza, lo ritengono “uno dei più felici poeti dell’Italia moderna”.

Giudizio condiviso anche da Giuliano Manacorda, Claudio Magris, Luigi Reina, Remo Bodei, Nelo Risi, Giulio Ferroni, Giuseppe Pontiggia. È tradotto in 18 lingue. 

Ha vinto, tra gli altri, i Premi: “Montale”, “Gatto”, “Stresa”, “Viareggio”, “Alvaro”, “Matteotti”, “Camaiore”, “Tarquinia Cardarelli”, “Circe Sabaudia”, “Rhegium Julii”, “Alda Merini”, “Mihai Eminescu”. 

Tra le sue opere: Il Romanzo di Tommaso Campanella, Lo specchio della mente, La Biblioteca d’Alessandria, Il poeta e la farfalla, Monte Sardo, Matera e una donna, Al macero dell’invisibile. 

Il Presidente della Repubblica Ciampi nel 2004 lo ha insignito di medaglia d’oro.
Il Consiglio Regionale della Calabria, le Fondazioni Spinelli, Guarasci, Farina, Di Liegro e Crocetta lo hanno candidato al Premio Nobel. Recente il volume degli Atti del Convegno tenutosi sulla sua opera, Ti presento Maffia, a cura di Rocco Paternostro edito da Aracne. Ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dalla Pontificia Università.










 

 

 



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Arianna Ciofi – Ogni giorno un po’ di più, ogni giorno un po’ di meno.

 L’ArteCheMiPiace – Artisti


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Ogni giorno un po’ di più, ogni giorno un po’ di meno

Arianna Ciofi 


di Giuseppina Irene Groccia |20|Marzo|2022|



Anche in pieno lockdown, Arianna Ciofi, non ha mai smesso di dare forma alla sua creatività dando vita ad un progetto fotografico dal titolo “Ogni giorno un po’ di più, ogni giorno un po’ di meno


Si tratta di un interessante percorso d’immagini, nel quale la fotografa immortala visioni d’interni con molta introspezione.


Scatti che raccontano l’esperienza del lockdown in casa come una preziosa documentazione visiva, che nasce dallo sguardo e con la quale cerca di dare una risposta fotografica al tempo vissuto, utilizzato e scandito durante l’emergenza.


La fotografia si dimostra così, ancora una volta, una espressione culturale dove proiezioni e oggetti reali si sovrappongono, portando lo spettatore ad interrogarsi su quelli che sono i confini fisici ed interiori, responsabili di limitazioni solitamente imposte dall’esterno.


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci








Sarà lei stessa a raccontarci in questo articolo, la complessità di questa sua esperienza.




Gesti che si susseguono meccanicamente, oggetti e angoli che, nell’abitudine quotidiana, si perdono ai nostri occhi, non li vediamo nemmeno, anche se esistono e fanno parte della nostra vita.


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Nei primi mesi del 2020, durante il periodo di Lockdown, ho intrapreso un viaggio verso la riscoperta della mia quotidianeità e verso una più attenta analisi del se.


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Come molti mi sono ritrovata con intere giornate passate in tranquillità all’interno della mia abitazione, giornate e ore scandite da ritmi più o meno regolari, e di quella lentezza che lascia passare il tempo senza che ce se ne accorga.


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Credo che ognuno di noi abbia cercato, nella quotidianità e regolarità, un po’ di conforto, rendendoci così ogni giorno un po’ più coscienti di quello che siamo e un po’ più vicini alla normalità. 


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Lo stress è calato mano a mano che passavano i giorni ed è aumentata la concentrazione sui problemi che la “normale” routine ci imponeva, e quindi un po’ meno interessati a tornare alla vita che vivevamo fino a poco prima. 


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Durante l’isolamento mi sono ritrovata a osservare le mie quattro mura domestiche con molta attenzione, ho osservato come la luce del sole, nelle diverse ore della giornata e nelle diverse stanze, facesse la sua apparizione tra un muro, un armadio o una porta.


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



In questa casa, che ultimamente rifiutavo perché buia, ho avuto l’opportunità, grazie a questo gioco di luce e ombra, di riflettere, e nel tentativo di relazionarmi con quella luce, che cercavo disperatamente, ho scoperto anche l’oscurità, l’ombra. 


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Questo progetto è composto da autoritratti, ognuno diverso dall’altro e ognuno associato a un’immagine di un particolare della mia casa, “duetti” che in qualche modo mi hanno accompagnata durante il periodo di chiusura, emozionandomi. 


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci


Talvolta le associazioni tra le due immagini sono state fatte per il significato che le accomuna, a volte invece mi sono fatta guidare dalle emozioni che il ritratto mi ispirava. 


L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci



Questo progetto è parte di un percorso personale, un estratto.


Per conoscermi “ogni giorno un po’ di più”.











L’Arte in Lockdown di Arianna Ciofi.  “Ogni giorno un po' di più, ogni giorno un po' di meno”. Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Grocci

Ti racconto un pò di me: mi piace catturare i momenti speciali e cercare di dare loro nuova vita, mi piace fotografare la strada.

Mi chiamo Arianna e sono una appassionata di fotografia, da ragazzina mi fu regalata una polaroid, occasionalmente chiedevo in prestito a mio padre (anch’egli appassionato di fotografia) una delle sue macchine fotografiche, preferivo le compatte e da ragazza pur di fotografare acquistavo le usa e getta. Nel 2011 mi è stata regalata la prima macchina fotografica reflex e da quel momento ho iniziato a formarmi attraverso, corsi, workshop, leggendo riviste specialistiche, libri e attingendo informazioni anche dal web.

Se dovessero chiedermi perchè fotografo molto probabilmente risponderei “perchè per me è terapeutico”.


PICCOLI TRAGUARDI

  •  Nel 2017 partecipo alla MILANO PHOTO MARATHON e mi posiziono seconda su uno dei 9 temi proposti;
  • nel 2018 mi viene commissionato dal comune di Merate un progetto fotografico: una serie di ritratti “Manzoni in Jeans”da eseguire e poi esporre all’interno del Maggio Manzoniano di Merate.




Contatti dell’artista 


Sito Web Arianna Ciofi

Facebook Arianna Ciofi

Instagram ari.ciofi 










©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 














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Il pittore Alexander Ozerski colpevole di essere Russo….

 L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con…




Il pittore Alexander Ozerski colpevole di essere Russo….




di Alessio Musella  |18|Marzo|2022|


Alexander Ozerski vive in Italia da oltre 30 anni, ma oggi la sua colpa sembra essere quella di essere Russo.

Alexander è un pittore interessante ed è maestro d’arte, sono in molte le  persone a Parma, dove vive,  e non solo, che hanno imparato a disegnare grazie ai suoi corsi.

Ma in questo periodo è stata cancellata una sua mostra  su miti e cultura slava.


Capro espiatorio  un quadro con la scritta «Cccp», la sigla dell’Urss, legato alla vita di sua nonna, ma la cultura di un popolo  non deve essere censurata mai.

 

Lo spazio espositivo «Lostello» della Cittadella di Parma, a un mese dal 9 aprile, data prevista per l’inaugurazione di una mostra precedentemente concordata,  ha bloccato tutto, dicendo che in questo periodo delicato non poteva «permettersi di ospitare quadri con rimandi politici».





Alexander Ozerski prima della pandemia aveva trovato insieme alla cooperativa Emc2 Onlus, che gestisce uno spazio comunale all’interno della Cittadella di Parma, un accordo per esporre le sue opere. 

Una mostra intitolata «Dipinti bugiardi» e incentrata sulla mitologia e la tradizione del suo Paese di origine, la Russia.

Causa Covid, tutto è slittato ad aprile 2022.

Prima di procedere con la stampa dei volantini e degli inviti, il Pittore ha contattato l’ufficio stampa.

L’8 marzo i curatori  hanno pensato bene di rispondere che non potevano permettersi di ospitare opere con rimandi politici, anche se lontani nel tempo, considerato il momento particolarmente delicato.

Peccato che tutti i suoi dipinti, ad eccezione di una tela, riguardavano la mitologia e la tradizione russa, opere  autobiografiche, incentrate sulla sua infanzia.


La pietra dello scandalo risale al 2010.

Sono ritratte quattro ginnaste e, impressa sul muro, la sigla Cccp (l’abbreviazione in russo di Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche).

L’opera, di una collezione privata, è stata chiesta dall’autore in prestito per l’esposizione, in quanto  sua nonna era una ginnasta a livello nazionale.

Ma quell’accenno  alla storia politica russa è bastato a far scattare  la cancellazione della mostra.

Per chi come me lavora costantemente per riuscire a divulgare l’arte a 360° questa decisione non ha senso, l’arte dovrebbe vivere di luce propria e non contestualizzata, in modo errato, a fini politici, dunque dovremmo cancellare la maggior parte delle opere legate al futurismo?

Ricordo con il sorriso quando ho scelto di portare avanti il progetto legato al “Profilo continuo del Presidente” del Laboratorio Saccardi,  scultura liberamente ispirata al Profilo continuo del 1933 di Renato Bertelli che rappresentava il Duce, e in questa nuova versione Silvio Berlusconi, in molti mi hanno criticato a prescindere, peccato che io sia andato avanti perché nulla, L’arte non ha bisogno di guinzagli o bavagli, l’arte ha il compito anche di raccontare la contemporaneità di quanto accade.




L’unica arma che gli artisti possono e devono utilizzare contro  queste ipocrite decisioni, è la loro creatività, non curanti di giudizi terzi, nessuno si può arrogare il diritto di decidere cosa sia corretto o scorretto, tanto più dimostrando poca sensibilità nel caso di Alexander,  un artista, figlio di una musicista e nipote di una ginnasta con una cultura e una storia alle spalle che non può ne deve essere cancellata, ha dipinto ballerine e diversi altri soggetti che narrano una vita, ha anche  dedicato una mostra a Baudelaire.

Appare chiarissimo che i suoi  riferimenti sono culturali non certo politici, a questo punto la domanda sorge spontanea, chi ha scelto di non procedere con questa mostra è in grado di distinguere il significa di Cultura da quello di Politica?

Per fare arte, divulgarla, parlarne ci vuole coraggio…

 

Ben tornati al periodo dell’inquisizione…















Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.



Clicca sull’immagine per leggere tutti gli articoli di Alessio




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VENDO IL NULLA. IL CATALOGO UFFICIALE È ONLINE – MAURIZIO DI FEO

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 


VENDO IL NULLA. IL CATALOGO UFFICIALE È ONLINE





Opera e progetto di Maurizio Di Feo
In collaborazione con ART IN Gallery 
| Milano

Introduzione di Stefano Daniele




Catalogo ufficiale che documenta l’evolversi dell’azione digitale “VENDO IL NULLA. Il marketplace come forma d’arte contemporanea” tenutasi da Maurizio Di Feo su un noto marketplace internazionale a partire dal 12 Aprile 2021 fino al 5 Luglio 2021. 

“Vendo il nulla” è stata un’azione d’arte digitale incentrata sulla rappresentazione del nulla e sull’annullamento iconico dell’oggetto, privandolo della propria funzionalità, così da materializzare artisticamente il nulla. La piattaforma elettronica è stata adoperata come supporto dell’opera stessa e la rete internet impiegata come mezzo di sola creazione artistica.
Il pubblico è stato coinvolto in una forma di arte relazionale digitalizzata dove pur aggiudicandosi le aste online, dal valore simbolico, non ha ricevuto nulla di materiale. La sola ricevuta elettronica è valsa come documento di attiva partecipazione alla performance digitale, comprovando l’acquisto di un bene immateriale ancora più raro, la consapevolezza al consumo.

















L’introduzione di Stefano Daniele traccia gli aspetti filosofici di 

un’operazione culturale e sociologica evidenziando il valore intrinseco dell’opera contrapposto alle colorite reazioni del pubblico, documentate tramite commenti e messaggi privati ricevuti dall’artista.
Susseguono documentazioni su ricevute vendute, tempistiche di vendita, messaggi ricevuti sulla piattaforma, richieste di rimborso, feedback ricevuti e la riproduzione delle settanta opere digitali messe all’asta.


In quest’azione Maurizio Di Feo (17 febbraio 1977) ha affermato la sua predilezione per una produzione cinica e ridotta al minimo nell’ausilio di materiali, attraverso tecniche confacenti ad elaborazioni dove la predilezione per il concetto sarcastico è alla base di un processo personale volto all’ esigenza metodologica incentrata sull’ordine e sull’equilibrio al fine della “decontaminazione” visiva.

 


 

 

 

Dettagli prodotto

ASIN: ‎ B09V5668NK

Editore: ‎ Independently published (15 marzo 2022)

Lingua: ‎ Italiano

Copertina flessibile: ‎ 111 pagine

ISBN-13: ‎ 979-8433307070

Peso articolo: ‎ 177 g

Dimensioni: ‎ 12.85 x 0.69 x 19.84 cm




 

 

In vendita su Amazon


Clicca sulla copertina




Maurizio Di Feo (17 febbraio 1977). Una produzione cinica e ridotta al minimo nell’ausilio di materiali, attraverso tecniche confacenti ad elaborazioni dove la predilezione per il concetto sarcastico è alla base di un processo personale volto all’ esigenza   metodologica incentrata sull’ordine e sull’equilibrio al fine della “decontaminazione” visiva.


STUDI

1999-2003   Accademia di belle arti  di Bari | Italia.

1993-1999   Istituto statale d’arte P. Pascali di Bari | Italia.


CONTATTI

info@mauriziodifeo.it


INSTAGRAM 

http://www.instagram.com/mauriziodifeo



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LE NATURE VIVE DI ANTONELLO SCHIRRU

  L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’Arte

LE NATURE VIVE   DI ANTONELLO SCHIRRU

LE NATURE VIVE 


DI ANTONELLO SCHIRRU


di Maria Marchese  |18|Marzo|2022|





Il temperamento di Antonello Schirru è intessuto tra le ragioni del calcolo matematico, che è fondamento della professione che svolge, come Supervisore Elettrico Strumentale 6 Liv, e che gli permetterebbe di costruire una centrale nucleare con le proprie mani. 


LE NATURE VIVE   DI ANTONELLO SCHIRRU

Lascia, sin da bambino, il proprio stigma” , ovunque… ammantando, con la propria fantasia, ogni dove. Giovanissimo, allora, bussa alla porta di una bottega” : “cresce”, così, nello Studio d‘Arte Equilatero, del Maestro Franco Fabbri, a sua volta allievo di Giorgio Morandi, e di Paolo Calamai, a Prato

Alla domanda “Cosa vuoi trasmettere quando crei ? “ Antonello Schirru risponde “L’Arte che trasforma, attraverso il muto pensiero, una parte del creato che già esiste.  “

Guardo, allora, le opere dell’artista sardo e mi domando, in realtà, cosa esista nel creato… 


LE NATURE VIVE   DI ANTONELLO SCHIRRU


 

Vedere è già di per sé un atto creativo.”


H. E. Matisseh




Il ciglio dell’artista sardo coglie una vita “ultraterrena” , pullulante di figure teriomorfiche, di architetture urbane e naturali, cui lineamenti sono generati dal sapore della leggenda e del mito… 

L’aspetto grammaticale e sintattico delle composizioni è miniato addentro studiate sinergie compositive, che liberano il profumo di una diluita narrazione: l’olio dei pigmenti colorati intride le visioni e sembra liquefare il procedere delle lancette temporali, che abbandonano il presente reale e si perdono nell’assurda presenza. 


LE NATURE VIVE   DI ANTONELLO SCHIRRU A CURA DI MARIA MARCHESE



Lo spazio assume, invero, riferimenti cronometrici” ; presenze e distanze sono, infatti, destinate da un preciso disegno esperienziale

All’opposto, invece, la pagina espressacon così tanta diligente sapienza, libera immaginari fantastici


LE NATURE VIVE   DI ANTONELLO SCHIRRU A CURA DI MARIA MARCHESE



Antonello Schirru ivi infonde concetti precipui e valori socialiche sottolineano molteplici aspetti umani; l’autore di Guamaggiore “ruba” quindi, i più disparati elementi, e li gioca, intelligentemente, in un convivio simbolico. Il pennello sottolinea forme rivisitate in maniera personalementre l’intensità cromatica sembra subire la fascinosa voce del sogno


LE NATURE VIVE   DI ANTONELLO SCHIRRU A CURA DI MARIA MARCHESE





Essa s’insinua, melliflua, tra le intensità, rarefacendone le pulsazioni. 

Così il battito rallentaelargendo una vigile quiescenza, in cui si giunge a cogliere il messaggio insito nell’opera, calmamente.

Questa patina elargita dalle mani dell’autore raddolcisce, infatti,l’asprezza del dissenso, rende meno pungente l’ironia, mitiga l’amaro della denuncia sociale… così come ovatta il sentimento


LE NATURE VIVE   DI ANTONELLO SCHIRRU A CURA DI MARIA MARCHESE



Il pittore fermasulla tela, le silenziose impronte dei propri passiimpresseprima, e raccolte, poi, su un vero suolo alternativo.







Contatti dell’artista 


Facebook Antonello Schirru 
























Maria Marchese su L’ArteCheMiPiace Maria Marchese

Maria Marchese, scrittrice, poetessa e curatrice d’arte, nasce a Como nel 74, dopo la maturità scientifica si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni”, a Milano.

Per oltre 20 anni svolge attività nel settore socio assistenziale.

Dal 2013 affronta da autodidatta il suo percorso di studio nel campo dell’arte, della letteratura e filosofia. Nel 2017 pubblica la sua prima silloge poetica “Le scarpe rosse- Tra tumultuoso mare e placide acque”. Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica.

Collabora con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con il Blog L’ArteCheMiPiace, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services.


www.mariamarchesescrittrice.com


Clicca sull’immagine per leggere tutti gli articoli di Maria



©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 




La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.




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Jojo Huxford – Nuove frontiere espressive

 L’ArteCheMiPiace – Interviste

Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace

JOJO HUXFORD


Nuove frontiere espressive 




di Giuseppina Irene Groccia |13|Marzo|2022|




Una connotazione di fondo che caratterizza le opere artistiche dell’artista Joanne Huxford è la forte presenza di cultura digitale, intesa naturalmente non come conoscenza delle tecnologie, ma come facilità e scorrevolezza di ripensare la propria attività creativa nella prospettiva del digitale. 


L’ incontro tra l’arte e le nuove tecnologie è sempre stato per Joanne ispiratore di nuovi linguaggi, nuove frontiere espressive e comunicative. 


L’artista concentra la fantasia sui giochi pulsanti delle cromie, si tratta di molteplici colori accesi che riescono a creare tra loro una sinergia complementaristica.


Joanne racconta, attraverso l’innovativa tecnica dell’arte digitale,  immagini accattivanti create con la più recente tecnologia, ma esprimendo nello stesso tempo, profondi contenuti dal valore classico.

L’artista opera sull’elaborazione digitale dell’immagine, creando opere che spaziano in un mondo, non piatto ed uniforme, ma vibrante come un’anima in piena effervescenza cromatica. 


Questi ultimi due anni sono stati per Joanne ricchi di progetti, sia espositivi che editoriali e possiamo quindi affermare che  ha ormai al suo attivo un curriculum degno della migliore considerazione.

Joanne vanta in quest’ultimo periodo una notevole attività espositiva, avendo partecipato a innumerevoli manifestazioni e mostre d’arte in tutto il mondo col solo scopo di assicurarsi un confronto e una ricerca continua.


Una capacità e una professionalità che si manifestano con un crescendo che non può che approdare ad un successo sempre più soddisfacente.



Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace












































Ne parliamo un po’ con lei…




Cosa ti ha spinto a
intraprendere la tua carriera di artista?

Ho iniziato a fare arte un paio di anni fa in seguito ad un
problema avuto al ginocchio, situazione che mi ha costretto allìimmobilità. Ho
iniziato così a sperimentare con i tradizionali acquerelli, pastelli, matite a
inchiostro e  solo un anno fa sono entrata
nei formati digitali dove, utilizzo diversi stili tecnologici.


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace

Quanto sono
importanti la ricerca e la sperimentazione per un artista?

Credo che la ricerca e la sperimentazione per un artista
siano molto importanti. Poiché nella mia Arte ogni secondo, ogni minuto in cui  la mia mente elabora e lavora è una forma di
sperimentazione. Non si è mai sicuri di come sarà il risultato fino a quando
non è sulla carta o sulla tela. L’elaborazione, che avviene attraverso
l’uitilizzo di inchiostro, matita e acquerello digitale richiede molta ricerca
di stili, strumenti digitali e flusso creativo.


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace

Puoi parlarci delle
tecniche che usi?

Applico la tecnica degli acrilici, dell’acquerello ed
inchiostro artistico al formato digitale. Di solito parto da una silhouette, un
riferimento da cui partire ma senza avere consapevolezza dove arrivare.
L’elaborazione creativa avviene nel corso della realizzazione, l’idea inizia a
fluire insieme agli inchiostri e gli acquerelli. Amo realizzare ritratti e
spesso li abbellisco con un po’ di piume, palloncini, cappelli rosa o altro che
possano renderli più Pop.


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace

Come scegli il
soggetto del tuo lavoro?

Come ho detto prima mi piace molto fare ritratti, quindi inizio
osservando la sagoma di un viso. Parto da lì seguendo il mio istinto che in
quel momento mi parla. Tutto dipende dalla giornata, se produrrò un ritratto
gioioso, un ritratto con colori intrisi di 
dolore oppure un  bianco e nero
fatto di impressioni nette.


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace

Negli ultimi due anni
hai partecipato a molte iniziative artistiche. Qual è la tua mostra a cui sei
più affezionata?

A dire il vero adoro tutte le Gallerie con cui ho esposto.
Ho collaborato con la Holy Art Gallery di Londra, AZUR GALLERY di Madrid, PinterGallery di  Budapest, Vanderplas Gallery di
New York City e tante altre.

Tra le preferite potrei citare la Van Gogh Gallery a Madrid
e la fiera d’arte di Parigi. Adoro molto la disposizione della Van Gogh Gallery
e il lavoro promozionale che offrono ad ogni loro artista. 


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace



Per tutte le altre gallerie con cui ho collaborato, ognuna è
stata speciale per diversi motivi, quindi non posso davvero indicarne una in
particolare.

Tutte hanno spazi meravigliosi e offrono un servizi di
promozione davvero eccellenti, sia che si tratti di Van Der Plas o Artifact a
New York City, ogni galleria è diversa ma valida allo stesso modo.


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace


Tra i tuoi progetti e
le mostre che hai realizzato, quello che ti ha dato più soddisfazioni e, al
contrario, più delusione…

Sono stata contattata da una rivista parigina, MOEVIR, la
quale mi ha offerto 37 pagine per i miei lavori ed in più la possibilità di
essere in copertina e retro copertina 
con altri miei lavori. Sono stata veramente molto onorata di questa
importante pubblicazione. Diciamo che tutte le gallerie con cui ho lavorato e
tutte le relative pubblicazioni avute mi hanno lasciata soddisfatta in quanto
ho apprezzato molto l’impegno e il lavoro promozionale svolto con tanta
professionalità.


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace



Puoi darci qualche
anticipazione sui lavori e sui progetti espositivi a cui stai lavorando?

 

Per quest’anno ho molti impegni che mi vedranno
protagonista, si tratta di mostre espositive ma anche di pubblicazioni in
riviste e libri d’Arte.


Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace


























QUI PUOI TROVARE IL SUO CATALOGO 

EDITO DA L’ARTECHEMIPIACE


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Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace



Joanne Huxford ha al suo attivo numerose collaborazioni con prestigiose Gallerie in tutto il mondo e diverse collaborazioni,  tra le quali:


BBA GALLERY – BERLINO


ARTFOLIO TALKING ART MAGAZINE 2022

PLOGIX GALLERY – GERMANIA

SOTA GAMESTOP SKATEBOARDS COLLABORATION ART DESIGN JKHARTBLUE

CONTEMPORARY ART CURATOR MAGAZINE

CONTEMPORARY ART CURATOR INTERVIEW

CONTEMPORARY ART GALLERY

THE HOLY ART GALLERY SOLO EXHIBITION

ARTIFACT GALLERY – NEW YORK CITY

MADS ART GALLERY 

VAN DER PLAS GALLERY

L’ARTECHEMIPIACE INTERVIEW

L’ARTECHEMIPIACE CATALOGO ONLINE

L’ARTECHEMIPIACE CATALOGO SU ISSUU

ART&INVESTMENTS

EXITURBANMAGAZINE 

DIVULGARTI ART OPERATION – GENOVA

GALERIA AZUR – MADRID

PINTER GALLERY – BUDAPEST

PAKS GALLERY  – VIENNA

VAN GOGH ART GALLERY – MADRID

ART FAIR PARIS

THE FACTORY

CHAPTER89 MAGAZINE

LEONARDO DA VINCI INTERNATIONAL ART PRIZE 

Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace

CREATIVITY AND DIGITAL UNIVERSE – JOJO HUXFORD

L’ArteCheMiPiace Book Edition


MOEVIR MAGAZINE – PARIS

I SEGNALATI PROJECT BOOK FEATURE

Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace




Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace



Intervista all’artista Jojo Huxford a cura di Giuseppina Irene Groccia su L’ArteCheMiPiace
































































Contatti dell’artista 


Sito Web JKH


Email jkhuxford@gmail.com


Instagram jojohuxford2








Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 


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RINASCITA – Mostra personale di Iogà Aurora

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi


RINASCITA - Mostra personale di Iogà Aurora
RINASCITA

MOSTRA PERSONALE DI IOGÀ AURORA 

di Giuseppina Irene Groccia  |10| Marzo|2022|



Ogni mostra è un racconto, essa determina la presentazione di un percorso nuovo, diventando strumento di espressione della sensibilità di un’artista.

La mostra personale a maggior modo valorizza il frutto di un percorso individuale di ricerca artistica.


Rinascita è la mostra personale di Iogà Aurora  che si inaugura il 27 Marzo alle ore 17 presso lo Spazio Valore, in Via dei mille a Barzanò (LC)

L’esposizione, presentata dalla Storica dell’Arte Chiara Medolago, sarà disponibile al pubblico fino al 30 Marzo.


In mostra una serie di opere pittoriche dell’artista dove la tematica è intesa come ricerca della bellezza nella natura, poi trasposta all’uomo. 

È un linguaggio semplice e naturale che fornisce una chiave di lettura immediata, suggerendo allo spettatore un respiro di libertà e di pace.

Sono opere che segnano un percorso partendo dal 2018 ad oggi, dove Aurora si relaziona con il proprio processo artistico come medium introspettivo.

I nidi, tema ricorrente di questa raccolta, divengono metafora contemporanea per esplorare la propria emotività senza tempo.


A chi mi chiede perché dipingo nidi, rispondo che rappresentano la vita, danno un senso di protezione, sono la casa.” 

Questo è il pensiero di Iogà Aurora, estratto dall’intervista rilasciata in occasione di un articolo dedicato al suo Atelier e alle sue opere.


Puoi leggere l’articolo per intero cliccando qui.


RINASCITA - Mostra personale di Iogà Aurora
Testo critico a cura di Chiara Medolago

La mostra Rinascita dell’artista Aurora Iogà è uno spazio di serena attesa, di riflessione in tempi difficili, in cui invita i fruitori a osservare e saper ascoltare il mondo della natura, dei nidi. 
Nidi che da piccoli e concreti rifugi si trasformano ora in linee gocciolanti e sinuose, ora in essenziali fili di colore, dimentichi del loro realismo, tendono verso un’astrazione non solo formale, ma anche emotiva e intima. 
La mostra Rinascita vuole offrire uno sguardo nuovo e dolce nei confronti della natura, raccontando anche di un’esplorazione introspettiva a cui si intreccia una accurata ricerca artistica.

RINASCITA - Mostra personale di Iogà Aurora


RINASCITA - Mostra personale di Iogà Aurora

Aurora Iogà è un’artista autodidatta. Da oltre venti anni dipinge con grande passione sperimentando varie tecniche. Vive in provincia di Lecco, ha frequentato la scuola per la moda, ama cucire, viaggiare e la buona tavola…


RINASCITA - Mostra personale di Iogà Aurora


RINASCITA - Mostra personale di Iogà Aurora
RINASCITA - Mostra personale di Iogà Aurora








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La Rubrica ContempoArte presenta la rinnovata raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate su Facebook, Instagram e Pinterest, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest
Ogni raccolta di ContempoArte diventa sempre nuova occasione di incontro.
La selezione nasce con l’obiettivo di mettere in risalto le diversità delle opere selezionate. Attraverso il suo medium prediletto, ogni artista ci propone un linguaggio espressivo personale e unico, capace di indagare le tematiche più varie che caratterizzano la società, veicolando così un proprio messaggio.
Le verità raccontate avvicinano la realtà al mondo delle idee, aprendo una connessione spazio-temporale con la nostra capacità percettiva.
In questo sta la forza espressiva dei lavori selezionati che, messi a confronto, accentuano le loro qualità grazie a una dialettica di reciproco confronto, restituendo allo sguardo nuove possibilità e verità.
Artisti di questa raccolta:
Laura Leigh, Julia Sonata, Aiden, Axel De Fertè, Paul Reid, Subha Bhadra, Nicolas Quiniou, Jean Bernard, Giovanna Mavilia, Maria Guido Kauffman, Monique Harmsen, Raffaele De Santis, Francesco Barillaro, Rohit Rattan, Arianna Ciofi, Jay Chung, Bettina Helewaut, Anna H., Laura Anelli, Kristin Charleton, Maurizio Gorla, Ralph Stephan Graue, Nikolay Romodanov.

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