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Settembre 2020

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XartMagazine – Gli Artisti





di Giuseppina Irene Groccia  18|Settembre|2020



XartMagazine contiene in sé moltissimi mezzi espressivi, sono immagini e pensieri concepiti da sensibilità differenti, per fermarci a guardare, osservare e leggere… perché sono convinta che è questo il primo passo per comprendere il mondo.


Un affascinante percorso, dove lo sguardo si allarga in una prospettiva che varca anche i confini nazionali.

Dove i molteplici linguaggi testimoniano l’attività di condivisione e dove l’intuizione verbale e l’espressione figurativa si identificano integrandosi reciprocamente. 


L’arte è respiro, ed infatti le immagini, i segni, le forme, i colori e le parole poetiche, si propagano come aria attraverso le pagine di questa rivista …


Ogni artista percepisce la realtà e la interpreta attraverso una sua idea, compiendo così due processi fondamentali per far nascere la propria personale rappresentazione.


Alcuni linguaggi utilizzano le forme e le immagini generando quelle arti che noi definiamo “visive” altri utilizzano le parole generando letteratura e poesia, tutto l’insieme permette il permanere e la compartecipazione di un dialogo tra le opere e i vari artisti, sottraendoli così alla normalità ed elevandoli a strumenti creativi.


È così che l’anima dell’artista o poeta accoglie i sentimenti in uno spazio sospeso, proiettandoli nel presente di ognuno di noi, in un tempo indimenticabile..


L’ auspicio è che l’arte con la sua capacità di agire sulle emozioni, i bisogni e i desideri profondi, come anche l’artista, con la sua grande sensibilità unita al talento ed alla tecnica espressiva, possano esaltare il giornaliero mistero dei sentimenti che nobilitano, nel loro semplice divenire, il nostro quotidiano!



 






Qui di seguito presentiamo una parte degli artisti presenti in questo numero del Magazine pubblicato a Settembre 2020


Cliccando sui nomi potrai accedere a maggiori informazioni su di loro



Marinella Brandinali


Sono da sempre vicina a tutto ciò che e’ arte per questo non riesco a darmi una vera definizione dipingo scrivo poesie e racconti e la fotografia la definisco un arte a se un fermo immagine di momenti di vita per questo XartMagazine mi ha catturato subito ringrazio di cuore tutti per aver apprezzato il mio pormi e sono ben lieta di farne parte collaborando con quello che mi nasce dal cuore e dall’anima da una donna che respira a colori. Marinella Brandinali








Il mio strano nome è Erte, Belli il cognome, sono di origini emiliane ma la mia vita l’ho trascorsa in Brianza. Mamma e papà nobili contadini, i miei fratelli artisti 
I miei scatti sono prevalentemente rivolti alla natura con la quale vivo in perfetta simbiosi. La mia iniziazione fotografica è avvenuta moltissimi anni fa è come per molti casualmente, o è stato il fato? L’amica del cuore appassionata mi coinvolge nel suo cammino, ne rimango affascinata ed ora eccomi qua!
Penso di essere nata con la fotocamera a tracolla, è la mia amante, non segreta….
Le mie prime elaborazioni risalgono ad una decina di anni fa,  li notarono e scrissero un articolo giornalistico sulla mia attitudine alla fotografia.
Elaborare, post produrre e’ come dipingere una tela bianca sulla quale esprimere le mie emozioni. Non sempre riesco ad ottenere ciò che desidero, il mio è un lavoro istintivo, lungo e meticoloso… mi salvo spesso con il mio (perdonate l’egocentrismo) innato senso estetico e l’amore per la pittura. Il mio lavoro di post produzione si è maggiormente sviluppato da quando sono entrata a far parte di XartMagazine.
Apprezzo molto gli artisti che ne fanno parte con alcuni è nata una simpatica e sincera empatia. Con XartMagazine  ho avuto la possibilità di crescere con l’astratto che, ogni giorno mi stupisce e mi da la possibilità di esprimere in toto la mia creatività
Non sono competitiva e trovo che la sincerità sia il miglior mezzo per interagire
Amo l’arte in tutte le sue forme, ho letto e studiato autonomamente…..il resto lo raccontano le mie fotografie. Ora progetto di fare solo elaborazioni positive, che rispecchino il sogno per ovviare a questa dura realtà, e regalare 
un attimo di gioia allo spettatore
L’arte di Erte…..



Eliana Noto


Dipingo le mie emozioni sin da quando ero bambina. è come una spinta propulsiva che nasce da dentro e scatena in me vibrazioni che devo assolutamente liberare.Sono farmacista e la chimica oltre che a conoscerla cerco di renderla eterna sui supporti che scelgo….e diventa magia! Eliana Noto







Nadia Martorano


Sia l’impostazione grafica che letteraria la trovo eccellente a mio parere risulta ben fatta ed è di ottimo materiale. Per me XartMagazine  è una famiglia in continua crescita.  

Grazie per averci dato l’opportunità di crescere, promuovere e realizzare un progetto così stimolante per noi artisti. Nadia Martorano







Maurizio Barraco


In questo momento sto disegnando una serie dedicata alla bellezza semplice di una  donna felice ma piena di passione, una donna che vive con tutta la sua bellezza ma é una felicitá di una ragazza che ama la vita. In particolare i suoi occhi, in realtà il desiderio attraverso gli occhi che dico da sempre sono l’anima. Le mie figure sono donne reali, vere, non sono modelle finte, donne di vita e della societá, possono essere anche amiche o persone che semplicemente vogliono essere ritratte, dunque in questo momento sto disegnando una donna semplice, un corpo ed il suo desiderio di essere amata e cerca l’amore. Non é facile trovare un amore ma forse é piu semplice disegnare l’erotismo di questa donna. 

Io amo trasgredire, non ho tabu, sono molto libero di disegnare e dipingere cio che vedo cio che piace e cio che mi piace, i miei disegni piu che erotici sono fortemente passionali, la donna o la ragazza che disegno é una persona piena di desiderio e a volte ha molto pudore ma con me si libera. Io lascio libera la persona che ritraggo, deve essere libera di interpretare, senza condizioni, deve essere semplicemente libera di posare, totalmente nuda o totalmente nascosta il suo sesso, non ci sono costrizioni, io non guardo mai con occhi da bestia ma cerco di raffigurare cio che la persona vuole. Maurizio Barraco 








Rita Mantuano



In questo 2020 martoriato, essere presente su una cosi bella rivista rappresenta una speranza, uno spiraglio di luce. E’ bello aver condiviso con tanti colleghi artisti tutto ció, ci riunisce in un abbraccio che presto spero, potremo scambiarci in serenità! 

Rita Mantuano 







Agata Mancini


“Guardo e scatto, racconto storie”. Agata Mancini







Pierfrancesco Aversente



“L’arte è la domenica della vita”…La mia grande passione per l’arte è tutta sintetizzata in questa bellissima e semplice frase di Charles Baudelaire… Pierfrancesco Aversente 







Iogà Aurora









         Ringraziamo Gitta Kovács per aver fatto in modo che il Magazine arrivasse anche in Ungheria


A few words about myself.
My name is Gabriel Keresztesi, I currently live in Transylvania.
I have been painting and drawing since I was a child.
I trained myself in a self-taught way because my university studies were interrupted.
I use the mobile phone a lot as a work tool, there are plenty of options in it.
It is a great honor for me to be in X Art magazine.
I wish the members another pleasant and successful creation! Gabriel Keresztesi 


Qualche parola su di me. Il mio nome è Gabriel Keresztesi, attualmente vivo in Transilvania.

Ho dipinto e disegnato da quando ero bambino.

Mi sono formato da autodidatta perché i miei studi universitari sono stati interrotti.

Uso molto il telefono cellulare come strumento di lavoro, ci sono molte opzioni in esso.

È un grande onore per me essere nella rivista XArtMagazine.

Auguro ai membri un’altra creazione piacevole e di successo! Gabriel Keresztesi 









Ringraziamo Gitta Kovács per aver fatto in modo che il Magazine arrivasse anche in Ungheria 


My name is Judit Listvan. I live in Hungary, I am a teacher painter. In my free time I deal with digital art, graphics and painting. My hobby is also art history. I thank the Xart group for the public. Judit Listvan 


Il mio nome è Judit Listvan. Vivo in Ungheria, sono un insegnante di pittura. Nel tempo libero mi occupo di arte digitale, grafica e pittura. Il mio hobby è anche la storia dell’arte. Ringrazio XartMagazine  per la pubblicazione. Judit Listvan









Felicissima, onorata e gratificata, per  essere in copertina, con una mia opera, in questa edizione del Magazine. Un grazie in particolare a Giuseppina Irene Groccia, per l’intervista accurata e piacevole.

Domande semplici, ma mirate, che mi hanno dato modo di raccontare il mio percorso, sia Artistico, che personale, attraverso il quale, hanno preso forma e significato tutte le mie opere.

Grazie infinite anche a Daniele Gozzi e tutto lo STAFF. Stefania Vena








 



Un grazie particolare va a Giuseppina e Daniele, ma anche a tutti gli artisti di XartMagazine.

 Con la loro arte, ogni  giorno, cullano la nostra mente con note che addolciscono il cuore. 

Arte espressa in tutti i campi, dalla pittura, alla fotografia, alla scrittura,  un mix esplosivo a 360 gradi di puro amore per l’estro. Grazie ancora , sono felice di condividere con voi,  ciò che per anni è stato chiuso, in quel famoso cassetto, in attesa di essere liberato. Viva la libertà!

Ida Proto







  

“I am delighted to have my art featured full page in this wonderful art Magazine, as it has been selected as the cover of the week during the past months.”
Greetings from the UK
“Sono felicissima che la mia arte sia presente a tutta pagina in questa meravigliosa rivista d’arte, poiché è stata selezionata come copertina della settimana negli ultimi mesi.”
Saluti dal Regno Unito


Oltre vent’anni fa 

persi la persona più cara della mia vita;

quello fu l’inizio di un percorso segnato da due

possibilità di scelta: fermarmi o proseguire.  

Ho scelto di andare oltre, delineando così tutto il mio

percorso in cui ho covato quello che forse avevo già…

la passione per la scrittura; tanto dovevo e volevo dire…

ed eccomi qua ad essere, grazie a Giuseppina Irene Groccia e Daniele Gozzi nella loro prestigiosa rivista XartMagazine, protaginista di questa straordinaria realtà sul nostro territorio ed anche sui social. Grazie di vero cuore

Marinella Scigliano









Ho sessantasette anni e con XartMagazine vedo realizzato un sogno, una vetrina permanente di arte che si occupa di tutte le varie sfaccettature di questo mondo incompreso ma che regala al mondo idee e riesce a proiettare le sue visioni del futuro.  Fare i complimenti è poco. Grazie Pierluigi Rizzo








Sfogliando la rivista magazine,

noto che ognuno  ha un proprio stile…

un modo di esternare la propia personalita’,

orgogliosa di esserci.

Losso Antonella









Nina Gagliano


Rinnovo le mie congratulazioni a tutti gli organizzatori di questa splendida rivista che racchiude gioiellini dell’arte figurativa e letteraria, complmenti altresì agli autori per le loro opere raffinate e a volte molto originali. Ringrazio i curatori per avere inserito in questo contesto anche una mia poesia ed il gradito onore che mi è stato attribuito, grazie mille ancora ed a tutti auguro  traguardi sempre più gratificanti. Nina Gagliano









Lina Felicetti


Ho condotto studi umanistici presso l’istituto Magistrale San Pio X di Rossano e già a vent’anni ho iniziato la mia carriera di educatrice nella scuola primaria. Durante  i quarant’anni di lavoro sono stata artefice di numerosi progetti  didattici nel campo dell’educazione ambientale e della legalità, servendomi a tal fine dell’arte poetica e recitativa. La mia passione per la poesia è stata irrorata dalla lettura di autori classici e moderni. Ho scritto più di cento liriche in lingua italiana e più di venti in vernacolo. Ho pubblicato con la casa editrice “Pagine” nella collana “Navigare “, nella collana “Colori” e nell’agenda del poeta,  con venti liriche presenti anche nel Canale YouTube Lina Felicetti 







XartMagazine è una rivista nata dall’idea di Daniele Gozzi  e Giuseppina Irene Groccia 












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Scultura atteggiante di Jurga Martin

 

Scultura atteggiante.. by Jurga Martin


di Giuseppina Irene Groccia |18|Settembre|2020|


Le espressioni che masticano innocenza infestano il mondo di polvere di luce… GiGro

Jurga Martin

Martin Jurga nasce nel 1977 a Utena in Lituania; vive e lavora a Beaune in Francia dal 2009. Espone in numerose gallerie in Francia e all’estero. 


Tento, attraverso le mie sculture, di cogliere quelle atmosfere del quotidiano, quegli istanti fugaci, vissuti e non visti che sfuggono. Lavorare l’argilla mi riconduce a me stessa: cerco quelli istanti perduti della mia vita e ritrovo certe emozioni, più reali ancora che nel passato. L’atmosfera dei corsi di canto, l’apprensione dei corsi di piano, la lentezza di un’estate dai nonni, la vita intensa nel cortile delle case….
A volte, la nostalgia. 
Sempre, il piacere del ricordo ritrovato e il timore di perderlo di nuovo. 
É senza dubbio per questo che modello la terra. 
Perché questi istanti appena ritrovati non svaniscano di nuovo. 
Il dialogo con la scultura mi strega e mi possiede. 
È un dialogo non necessariamente espresso attraverso le parole, quanto piuttosto con gli occhi e con le mani. 
Temo di non riuscire, di non ricordare. Allora, guardo questi occhi, queste mani e ascolto ciò che la scultura mi dice. 
Se non parla, non vive. 
È questo il mio lavoro: bisogna che essa parli, che pianga, che rida! 

Jurga Martin


Le sculture di Jurga Martin parlano, basta saper ascoltare. Loro e se stessi. “Le guardo negli occhi e ascolto cosa la scultura possa avere da dirmi. Se non parla non sopravvive. Questo è il mio lavoro, farle parlare”. Jurga Martin



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FUSION ART – QUANDO L’ECOLOGIA INCONTRA L’ARTE

  


di Giuseppina Irene Groccia   29|Agosto|2020


FUSION ART – QUANDO L’ECOLOGIA INCONTRA L’ARTE

Foto di Rosellina Formoso 

Nel quadro delle manifestazioni programmate per animare l’estate
2019 di Corigliano Rossano, è stata organizzata la collettiva d’arte FUSION Art, in cui sono state esposte, nel suggestivo Palazzo San Bernardino, area Rossano, opere di pittura e di espressioni artistiche diverse. 
Ad inaugurare la mostra, in collaborazione con il WWF Calabria Citra, una particolare sfilata di 22 abiti confezionati con carta riciclata, realizzate dalle artiste creatrici dell’evento Sonia Quercia e Veronica Martino. 
Una iniziativa originale, patrocinata dal comune di Corigliano Rossano, in cui la sensibilità per i temi ambientali e la creatività hanno, fortunatamente, trovato consenso nel pubblico, ottenendo anche un inaspettato invito, per la realizzazione della sfilata in Basilicata.
Le artiste protagoniste:
Sonia Quercia nasce a Castrovillari dove rimane fino al 1995, quando si trasferisce a Rossano. Ha sempre amato la pittura e l’arte in tutte le sue forme. Nelle sue opere, usa svariate tecniche. Ha partecipato a varie manifestazioni artistiche come Mostre e Installazioni. Crea oggetti d’arredo sfruttando materiali di riciclo. Insieme a Veronica Martino, l’estate scorsa, presso il chiostro di San Bernardino a Corigliano Rossano ha realizzato la collettiva d’arte “FUSION Art”, inaugurata con una sfilata di abiti create dalle stesse.
Veronica Martino nasce e vive a Rossano. Terminati gli studi universitari si appassiona all’arte e alla pittura. Attraverso la lavorazione della carta riesce a creare opere artistiche interessanti. Con l’Associazione Ruskia ha svolto numerosi laboratori di manualità nel territorio di Rossano. L’estate scorsa, ha realizzato, presso il chiostro di San Bernardino a Corigliano Rossano, insieme a Sonia Quercia, la collettiva d’arte “FUSION Art”, inaugurata con una sfilata di abiti create dalle stesse.
Foto di Rosellina Formoso
                                      Foto di Rosellina Formoso 

MATERIALI UTILIZZATI 


QUOTIDIANI – Utilizzando le pagine di alcuni quotidiani, piegati ad arte, sono state create più di mille roselline di carta che, pazientemente accostate l’una accanto all’altra, hanno formato un romantico tubino, insieme ad una blusa. Con altri quotidiani, invece, arrotolando le singole pagine, sono state formate delle “cannucce” lunghe e sottili, e una volta sovrapposte, è stata confezionata una gonna in un gioco di movimenti e volumi. Infine, con i ritagli rimasti, sistemati in strisce, sono stati realizzati due abiti dalle frange svolazzanti.

     Foto di Rosellina Formoso 

TOVAGLIE E TOVAGLIOLI – Con le tovaglie, imbastite, cucite e lavorate come se fossero vere stoffe, sono stati confezionati sia abiti da donna che da bambina. I tovaglioli, invece, sono stati utilizzati come volant per dare più volume agli abiti.

     Foto di Rosellina Formoso 

VECCHI LIBRI – Volant non solo con materiali morbidi, ma anche con quelli più “rigidi”, come le pagine dei libri. Lavorate con precisione e pazienza, sono state realizzate due gonne dallo stile diverso, una dal carattere più rock, l’altra più delicato. Vecchi libri anche per creare più di trenta ventagli confezionando una gonna dallo stile retrò. Con altri, è stato realizzato un abito fresco e leggero composto da fiori prima disegnati e poi ritagliati.


         
    Foto di Rosellina Formoso


CARTA DA REGALO – La carta da regalo, nonostante la sua delicatezza e fragilità, è stata imbastita e cucita. Ne sono venuti fuori due abiti dalle linee morbide, impreziositi da merletti e frange color oro, uno dei quali con una pochette coordinata.


     Foto di Rosellina Formoso 


CARTA DA PACCHI – Anche con la carta da imballaggio, seppur molto difficoltosa da lavorare per la sua “resistenza”, è stato confezionato un abito dalle linee morbide. Strisce di carta, opportunamente lavorate, sistemate in vari strati sovrapposti, per dare forma a un abito dai seducenti movimenti.


Si 

     Foto di Rosellina Formoso 

CARTA VELINA E CARTA CRESPA – Dalla gonna di carta crespa, modellata per richiamare le linee di un grosso bocciolo, sboccia un top dalle delicate roselline di carta velina. Quando l’abito è un fiore! Con i ritagli di carta crespa è stato confezionato anche un abito da sera a balze, ognuna di esse è stata prima modellata a mano, e poi a macchina.


     Foto di Rosellina Formoso 

ABITO DA SPOSA – Capo “di punta” è l’abito ARIANNA. Un romantico abito da sposa composto da duemila peonie realizzate interamente a mano lavorando e modellando tovaglioli di carta (una peonia per un singolo tovagliolo). Un abito ampio, voluminoso ed elegante.


     Foto di Rosellina Formoso 

SOEVE

In seguito all’esperienza positiva del 2019 con Fusion Art nasce il progetto SOEVE; dietro c’è il duo artistico, nato prima un po’ per caso e poi per scelta, Sonia Quercia e Veronica Martino. Come spesso succede nella vita, anche in campo artistico il motto “l’unione fa la forza” ha una sua ragion d’essere. SOEVE è il risultato di idee e passioni condivise messe a servizio dell’arte. Combinando sostenibilità, moda e arte, lo scopo è quello di realizzare capi non solo da passerella, ma intesi come vere e proprie composizioni artistiche. Infatti, l’arte non è solo capacità di esprimere in modo estroso un’ idea, ma è anche frutto di combinazioni particolari e vivi nella mente dell’artista. SOEVE sta già lavorando alla realizzazione di abiti in plastica senza escludere la possibilità di un utilizzo di stoffe nel prossimo futuro.

Contatti: soeve@libero.it

FUSION ART – WHEN ECOLOGY 

MEETS ART



       Photo Credits to Rosellina Formoso 

As part of the events scheduled to animate the summer of 2019 in Corigliano Rossano, the art collective FUSION Art was organized, in which works of painting and various artistic expressions were exhibited in the suggestive Palazzo San Bernardino, Rossano area. To inaugurate the exhibition, in collaboration with WWF Calabria Citra, a particular parade of 22 dresses made with recycled paper, created by the artists who created the event, Sonia Quercia and Veronica Martino. An original initiative, sponsored by the municipality of Corigliano Rossano, in which the sensitivity for environmental issues and creativity have, fortunately, found consensus in the public, also obtaining an unexpected invitation, for the realization of the fashion show in Basilicata.
Used materials
The leading artists:

Sonia Quercia was born in Castrovillari where she remained until 1995, when she moved to Rossano. She has always loved painting and art in all its forms. In her works, she uses various techniques. She has participated in various artistic events such as exhibitions and installations. Create furnishing items using recycled materials. Together with Veronica Martino, last summer, at the cloister of San Bernardino in Corigliano Rossano she created the art collective “FUSION Art”, inaugurated with a parade of clothes created by them.



Veronica Martino was born and lives in Rossano. After completing her university studies, she became passionate about art and painting. Through the processing of paper she manages to create interesting artistic works. With the Ruskia Association she carried out numerous manual workshops in the Rossano area. Last summer, at the cloister of San Bernardino in Corigliano Rossano, together with Sonia Quercia, she created the art collective “FUSION Art”, inaugurated with a parade of clothes created by them.




                                   Photo Credits to Rosellina Formoso 



USED MATERIALS



DAILY – Using the pages of some newspapers, artfully folded, more than a thousand little paper roses were created which, patiently placed side by side, formed a romantic sheath dress, together with a blouse. With other newspapers, on the other hand, by rolling up the individual pages, long and thin “straws” were formed, and once they were superimposed, a skirt was made in a game of movements and volumes. Finally, two dresses with fluttering fringes were made with the remaining clippings, arranged in strips.



     Photo Credits to Rosellina Formoso 


TABLECLOTH AND NAPKINS – With the tablecloths, basted, sewn and worked as if they were real clothes, both women’s and girls’ dresses were made. The napkins, on the other hand, were used as ruffles to give more volume to the dresses.

     Photo Credits to Rosellina Formoso 




OLD BOOKS – Volant not only with soft materials, but also with more “rigid” ones, such as the pages of books. Worked with precision and patience, two skirts with a different style were created, one with a more rock character, the other more delicate. Old books also to create more than thirty fans by making a retro-style skirt. With others, a fresh and light dress was created consisting of flowers first drawn and then cut out.
GIFT CARD – The wrapping paper, despite its delicacy and fragility, has been tacked and sewn. The result was two dresses with soft lines, embellished with lace and gold-colored fringes, one of which with a coordinated clutch.

     Photo Credits to Rosellina Formoso 


GIFT CARD – The wrapping paper, despite its delicacy and fragility, has been tacked and sewn. The result was two dresses with soft lines, embellished with lace and gold-colored fringes, one of which with a coordinated clutch.

     Photo Credits to Rosellina Formoso 



WRAPPING PAPER – Even with the wrapping paper, although very difficult to work with due to its “resistance”, a dress with soft lines was made. Paper strips, suitably worked, arranged in various overlapping layers, to give shape to a dress with seductive movements.

     Photo Credits to Rosellina Formoso 



TISSUE PAPER AND CREPE PAPER – From the crepe paper skirt, modeled to recall the lines of a large bud, a top with delicate tissue paper roses blooms. When the dress is a flower! With the crepe paper scraps, a flounced evening dress was also made, each of them first modeled by hand, and then by machine.
WEDDING DRESS – The “flagship” item is the ARIANNA dress. A romantic wedding dress made up of two thousand peonies made entirely by hand working and modeling paper napkins (a peony for a single napkin). A wide, voluminous and elegant dress.


     Photo Credits to Rosellina Formoso 

WEDDING DRESS – The “flagship” item is the ARIANNA dress. A romantic wedding dress made up of two thousand peonies made entirely by hand working and modeling paper napkins (a peony for a single napkin). A wide, voluminous and elegant dress.

     Photo Credits to Rosellina Formoso 

SOEVE

Following the positive experience of 2019 with Fusion Art, it was born in the SOEVE project; behind it, there is the artistic duo Sonia Quercia and Veronica Martino, born first a little by chance and then by choice. As often happens in life, even in the artistic field the motto “unity is strength” has its own raison d’etre. SOEVE is the result of shared ideas and passions put at the service of art. Combining sustainability, fashion and art, the aim is to create not only catwalk garments, but intended as real artistic compositions. In fact, art is not only the ability to express an idea in an imaginative way, but it is also the result of particular combinations that are alive in the artist’s mind. SOEVE is already working on the production of plastic clothes without excluding the possibility of using clothes in the near future.

Contacts: soeve@libero.it




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XartMagazine

  

di Giuseppina Irene Groccia  04|Agosto|2020


Di Angelo Coccaro|Luglio 2020|

XartMagazine  è un progetto accattivante, coinvolgente, che si fa sfogliare e risfogliare. Difficile poter incasellare le pagine della rivista in una casistica univoca: poesia, scrittura, fotografia, pittura e scultura, l’arte appare in tutte le sue molteplici manifestazioni.

Possiamo immaginarla come una piazza di paese, delle panchine contornate da alberi secolari, e un gruppo di ragazzi, seduti in circolo, a raccontarsi, a confrontarsi. Ognuno, con il proprio linguaggio fatto, oltre che di parole, di gesti, di movimenti e di sguardi. Si accavallano racconti di amori, sbocciati o ancora in fiore; profumi di mare e di montagna; colori di tramonti.

Allo stesso modo tutti noi, nel bel composto che si sussegue nelle pagine di questo Magazine, ci confrontiamo, ognuno in maniera diversa, ciascuno con il proprio linguaggio. Tutti accomunati dalla percezione della bellezza di un mondo che ha infinite chiavi di lettura; e che il lettore si trova a percepire, in un vagabondaggio sui sentieri dell’arte.



Angelo Coccaro è un ingegnere che alla propria attività in ambito tecnico affianca da sempre la sua grande passione per l’Arte in tutte le sue forme.

Negli anni, i suoi studi e le sue letture lo hanno portato ad acquisire una grande conoscenza della Storia dell’Arte in molte manifestazioni. Da tempo, scrive articoli d’Arte su pagine Facebook dedicate alla Cultura.

Vi invitiamo a conoscere, attraverso questo link, la sua opera monografica d’esordio 


               

  Le mie piccole divagazioni sull’arte


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Stefania Vena – Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia

 L’ArteCheMiPiace – Interviste


di Giuseppina Irene Groccia   25|Agosto|2020



Stefania Vena è un’artista che trasferisce i dettami del figurativo tradizionale in nuova figurazione interiore, evocando nella sua pittura un senso poetico e romantico.


Tutto nella sua arte vibra armoniosamente, i colori e le relative sfumature evocano sentimenti profondi, conferendo alle sue tele una poetica sospesa tra il romanticismo e un giusto equilibrio cromatico.


La sua abilità decorativa spazia nell’alternare le decorazioni su ceramica alle virtuose pennellate su tela, regalandoci una trasformazione poetica del visibile.


La sua tecnica è raffinata e parla un linguaggio chiaro, è una finestra aperta sul mondo femminile

Per l’appunto tutta la sua padronanza dei mezzi espressivi confluisce nelle figure femminili, è così che Stefania Vena crea il suo linguaggio espressivo, dove, reinterpretate dal suo estro creativo, le donne sono sempre immerse in una sintesi armoniosa, forte e decisa.


Le composizioni dell’artista sono molto spesso luoghi e figure intrise di emozioni e ricordi, sono un raffinato gioco di colori dove traspare grande intensità e bellezza ma dove emerge soprattutto la maestria di una competenza tecnica che va ad impreziosire ed ammaliare in modo fascinoso la visione del fruitore.



Proviamo a conoscerla meglio…



  • Parlaci di te.. 


Non c’è modo di parlare del mio percorso Artistico, senza fare una lunga premessa sulla mia vita, o meglio, le due cose camminano parallelamente, perché la mia Arte, sono io .

Sono nata in Calabria, precisamente a Cosenza negli anni ’60 … 

Da bambina ero abbastanza timida, insicura e introversa … Probabilmente dovuto all’educazione ricevuta in famiglia, un’educazione che come tante all’epoca, era rigida, pregna di valori, principi, regole e tanti tabù, che non lasciavano molto spazio a fantasie e creatività. 


  • Quando e come nasce il tuo percorso artistico?


La mia propensione al disegno, ereditata da mio padre, era già evidente sin dalle elementari, attraverso la quale riuscivo ad esprimere il mio animo romantico.

I miei disegni erano abbastanza “puliti”, chiari, leggibili e soprattutto “fiabeschi”, disegnavo sempre principesse, dame e castelli, in cui identificarmi … 

Proseguii gli studi al Liceo Artistico, all’epoca la sede di Cosenza, era sezione architettura (che io odiavo, non mi è mai piaciuto racchiudere l’arte dentro in regole matematiche) ma di Ornato e Figura, ce n’era ben poca, nonostante ciò, attraverso il ritratto, che andava eseguito dal vivo con modella vivente, mi inoltrai sempre più, in quel mondo fantasy, surreale a tratti fumettistico che sentivo fortemente nelle mie corde.

Cominciai infatti anche a ideare e disegnare fumetti in bianco e nero con inchiostro di china e partecipai  ad una mostra del fumetto.

L’ Artista al quale mi ispiravo spesso, era senza dubbio Milo Manara. 

I miei studi Artistici proseguirono con quelli accademici, mi iscrissi all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, nella sezione “Decorazione” … 

Non mi sono mai pentita di questa scelta, anzi la benediró sempre, perché questo indirizzo racchiudeva una moltitudine di tecniche e stili, dalla pittura su tela, al mosaico, alla decorazione su vetro, stoffa e ceramica e tanto altro … credo che fra le quattro scuole : Pittura, Scultura, Scenografia, Decorazione fosse la più completa.


  • Che esperienza hai con le tecniche del restauro?


Dopo l’Accademia, casualmente per me, si aprirono le porte del Restauro. Sicuramente un mondo a parte …

Cominciai a lavorare appena laureata, grazie alla stima di una persona stupenda, che oggi purtroppo non c’è più, un restauratore che ha creduto in me, nelle mie capacità sin da subito, offrendomi l’opportunità di lavorare al suo fianco per un importante restauro.

Il primo lavoro fu alla Cattedrale di Rossano (Cs) 

Da lì che iniziò il mio lungo percorso lavorativo nell’affascinante mondo del Restauro conservativo e soprattutto pittorico.

Continuai per questa strada, al servizio di alcuni restauratori locali, esercitando, presso i loro laboratori e direttamente sui cantieri. 

L’esperienza che mi è rimasta più di tutte nel cuore, è stata il restauro di Villa Rendano a Cosenza.


  • Cosa ha apportato il restauro nella tua pittura ? 


Sicuramente ha arricchito la mia tavolozza, prima usavo i colori puri, così come uscivano dal tubetto, dopo aver avuto esperienze in questo campo, ho cambiato decisamente il mio approccio col colore … 

Ho imparato ad utilizzare alcune tinte e tonalità che prima non usavo, mischiandoli insieme fino ad ottenere la miscela giusta che serviva per camuffare la lacuna.

Tutto serve ad arricchire il proprio bagaglio di esperienze e conoscenze, per me è stato un valore aggiunto, il restauro è prima di tutto un’attività legata alla manutenzione, al recupero, al ripristino e alla conservazione delle opere d’arte, già questo mi ha insegnato, che niente va perduto e che tutto può essere recuperato.

Parallelamente dipingevo, ma  prevalentemente su commissione,  quelli furono anche gli anni in cui stavo creandomi una famiglia, per cui avevo poco spazio da dedicare alla creatività … infatti per almeno dieci anni o più, “appesi” i pennelli al chiodo, come si suol dire, per dedicarmi esclusivamente alla famiglia.


  • Parliamo un po’ del modo in cui sei riuscita a sanare e comunicare i tuoi stati d’animo attraverso la pittura..


Certo, è molto importante riuscire a comunicare attraverso la pittura, più che altro nel mio caso, lo trovo liberatorio.

La mia rinascita Artistica avvenne in età matura e precisamente, dopo una serie di vicissitudini personali, che segnarono la mia vita e il mio percorso. 

Ci sono voluti anni di introspezione e di sfide con me stessa, superando dolore, incomprensioni e solitudine, per forgiare il mio carattere e riuscire a diventare esattamente chi ero, semplicemente ascoltando la mia anima ribelle, libera, ironica, aperta e generosa 

Artisticamente, mi allontanai dal Fantasy, i paesaggi incantati, rasserenanti, fiabeschi di un tempo lasciarono così ampio spazio alle tempeste interiori, riportate sulla tela dove prevalgono i toni del blu, colore prevalente di molte mie opere.

In questa fase, streghe, amazzoni e  guerriere, presero il posto delle principesse indifese, delle fate e delle sirene …

Cambiò improvvisamente lo scenario, per far posto ad una visione rappresentativa più realistica, a tratti anche dura, una realtà consapevole, proiettata precisamente verso un verismo introspettivo, dai contorni surreali … 

La mia pittura è Anima messa a nudo, è ciò che mi porto dentro, è istinto è pathos è emozione, sudore e dolore …

I miei quadri raccontano come un “diario di bordo”… 

Sono riflessioni, confessioni, dialoghi con l’osservatore, che spesso catturano…

Infatti non seguo mai le “tendenze” , le mode del momento, o ciò che viene definito “moderno” e all’avanguardia” … 





  • Perché la scelta di un linguaggio prevalentemente figurativo nella tua pittura?


Perché il mio figurativo, è legato alla “Donna”, come ho già detto, mi ci identifico … 

Raramente ho fatto un’opera in cui la donna fosse assente.

È lei la protagonista dell’universo …

Cerco di mettere in risalto e in evidenza, la femminilità  l’anima sfaccettata, la sensualità, la forza, la determinazione delle donne e poi lo sguardo …

Non potrei renderlo altrettanto efficace, con un altro stile …  

Sguardo che curo più di ogni altro dettaglio.

Per me gli occhi devono parlare comunicare, catturare l’osservatore … e spesso, mi dicono, che davanti alle “mie donne” questo succede .




  • Parlaci dello stile e dell’ ideazione: come prendono forma i soggetti delle tue opere pittoriche?


La mia fonte d’ispirazione sono io, il mio vissuto, i miei pensieri, i desideri e sogni … 

Mi basta intingere il pennello nell’anima e le mie creazioni prendono vita, sono frutto dei miei stati d’animo, riflettono me stessa, la mia interiorità, il mio temperamento, la mia forza e determinazione..

ecco perché i soggetti, sono sempre femminili e padroneggiano nella scena. 

Donne forti, in rinascita, dallo sguardo determinato, i miei lavori sono il mio specchio …

Guerriere o amazzoni che siano, quasi sempre sole, in un surreale mondo fantastico, dove è tangibile quella sensazione di sfida, di forza e di rivalsa verso una vita che non è una fiaba, attraversano l’unica “Via di fuga” che è la mia espressione artistica.

Per cui mi mostro, mi espongo, mi racconto liberamente, attraverso molteplici espressioni artistiche, che sia la fotografia, un video o la body Art …



  • Ci parli della tua esperienza con il body painting?


Spesso mi sono cimentata, anche solo per gioco, nell’arte del Body painting, ma l’ho anche praticata partecipando ad alcune manifestazioni.




  • Che tipo di messaggio vorresti passare attraverso la pittura corporale?


Credo sia una delle espressioni artistiche più belle ed immediate che ci siano, non per niente è una delle forme più antiche della comunicazione.

L’Arte che utilizza il corpo, il quale diventa oggetto, soggetto e strumento in una inevitabile performance, che nasce e si esprime attraverso la propria identità …


  • Quando e perché hai deciso di soffermarti sulla decorazione pittorica della ceramica?


La decorazione della ceramica è un’altra mia passione, già la praticavo sin dai tempi dell’Accademia, ma solo decorazioni “a freddo” …

È stato l’incontro fortuito con una bravissima ceramista del territorio, nonché, cara amica, Rossana Gerbasi a portarmi ad approfondirne la conoscenza.

Da questo incontro è cambiato un po’ il mio percorso.

Mi sono ritrovata così impegnata in una collaborazione saltuaria ma costante nel tempo, la quale mi ha permesso di acquisire esperienza nel settore, imparando nuove tecniche.





  • C’è un movimento o un artista in particolare che ami o hai amato di più?


Come stile amo il figurativo, ma non classico, anche se, parlando dei Grandi Artisti per eccellenza, il mio preferito è Caravaggio, poi segue Klimt e tra i fumettisti, resta Manara.


  • Quali sono i tuoi progetti futuri?


Non ho grossi progetti per il futuro, poiché la vita ci insegna, che è meglio non farne, dato che poi te li scompone a suo piacimento…

Purtroppo, non esiste altro tempo, se non quello presente dove, continuo a dipingere le mie opere e a realizzare su commissione, decorazioni su vari supporti. 

Ogni esperienza artistica/lavorativa vissuta, si è presentata a me, nel momento in cui ne avevo bisogno, così, per una serie di circostanze, quasi come un segno del destino e da ognuna, ne ho tratto il meglio.

Tutto ciò che sono oggi, è il frutto di tali esperienze e delle persone meravigliose che ne facevano parte e anche di tutte quelle che, nel bene e nel male, hanno incrociato la mia vita.



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Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 







Stefania Vena is an artist who transfers the dictates of traditional figurative into new interior figuration, evoking a poetic and romantic sense in her painting.


Everything in her art vibrates harmoniously, the colors and the relative nuances evoke deep feelings, giving her canvases a poetic suspended between romanticism and a right chromatic balance.


Her decorative ability ranges from alternating ceramic decorations to virtuous brush strokes on canvas, giving us a poetic transformation of the visible. Her technique is refined and speaks clear language, it is an open window on the female world.


Precisely all her mastery of the expressive means flows into the female figures, this is how Stefania Vena creates her expressive language, where, reinterpreted by her creative flair, women are always immersed in a harmonious, strong and decisive synthesis. The compositions of the artist are very often places and figures imbued with emotions and memories, they are a refined play of colors where great intensity and beauty transpires but where, above all, the mastery of a technical competence emerges which embellishes and fascinates the vision in a fascinating way of the user.



Let’s get to know her better…



Tell us about yourself …


There is no way to talk about my artistic path, without making a long premise on my life, or rather, the two things walk in parallel, because my art is me. I was born in Calabria, precisely in Cosenza in the 60s… As a child I was quite shy, insecure and introverted… Probably due to the education received in the family, an education that like many at the time, was rigid, full of of values, principles, rules and many taboos, which did not leave much room for fantasies and creativity.



When and how was your artistic path born?


My propensity for drawing, inherited from my father, was already evident from elementary school, through which I was able to express my romantic soul. My drawings were quite “clean”, clear, legible and above all “fairytale”, I always drew princesses, ladies and castles, in which to identify myself… I continued my studies at the Artistic High School, at the time the seat of Cosenza, it was architecture section (which I hated, I never liked to enclose art inside in mathematical rules) but of Ornato and Figura, there was very little, despite this, through the portrait, which was to be performed live with a living model, I forwarded more and more, in that fantasy world, surreal at times cartoony that I felt strongly in my strings. In fact, I also started to conceive and draw black and white comics with Indian ink and participated in an exhibition of comics. The artist I was often inspired by was undoubtedly Milo Manara. My artistic studies continued with the academic ones, I enrolled at the Academy of Fine Arts in Catanzaro, in the “Decoration” section… I have never regretted this choice, indeed I will always bless it, because this address contained a multitude of techniques and styles, from painting on canvas, to mosaic, to decoration on glass, cloth and ceramic and much more… I believe that among the four schools: Painting, Sculpture, Scenography, Decoration was the most complete.

What experience do you have with restoration techniques?

After the Academy, accidentally for me, the doors of the Restoration opened. Definitely a world apart … I started to work as soon as I graduated, thanks to the esteem of a wonderful person, who unfortunately no longer exists today, a restorer who believed in me, in my abilities from the start, offering me the opportunity to work alongside him for an important restoration. The first work was at the Cathedral of Rossano (Cs). From there that began my long career in the fascinating world of conservative and above all pictorial restoration. I continued on this road, at the service of some local restorers, practicing, in their laboratories and directly on construction sites. The experience that remained most of all in my heart was the restoration of Villa Rendano in Cosenza.




What did the restoration bring to your painting?


It certainly enriched my palette, before I used pure colors, just as they came out of the tube, after having had experience in this field, I definitely changed my approach with color… I learned to use some shades and shades that I didn’t use before , mixing them together until you get the right mixture that was needed to camouflage the gap. Everything serves to enrich one’s wealth of experience and knowledge, for me it was an added value, the restoration is first of all an activity related to the maintenance, recovery, restoration and conservation of the works of art, this already he taught that nothing is lost and that everything can be recovered. At the same time I painted, but mainly on commission, those were also the years when I was creating a family, so I had little space to devote to creativity… in fact for at least ten years or more, “hanging” the brushes on the nail, as we used say, to dedicate myself exclusively to the family.




Let’s talk a little about the way you managed to heal and communicate your moods through painting…


Of course, it is very important to be able to communicate through painting, more than anything else in my case, I find it liberating. My artistic rebirth occurred at a mature age and precisely, after a series of personal vicissitudes, which marked my life and my path. It took years of introspection and challenges with myself, overcoming pain, misunderstandings and loneliness, to forge my character and be able to become exactly who I was, simply by listening to my rebellious, free, ironic, open and generous soul. Artistically, I moved away from Fantasy, the enchanted, soothing, fairy-tale landscapes of the past left so much space for the internal storms, shown on the canvas where shades of blue prevail, the predominant color of many of my works. In this phase, witches, amazons and warriors, took the place of defenseless princesses, fairies and mermaids.. It suddenly changed the scene, to make way for a more realistic representative representation, sometimes even hard, a conscious, projected reality precisely towards an introspective realism, with surreal contours… My painting is Soul laid bare, it is what I carry inside, it is instinct and pathos is emotion, sweat and pain… My paintings tell how a “diary of edge”… They are reflections, confessions, dialogues with the observer, which often capture… In fact, I never follow the “trends”, the fashions of the moment, or what is called “modern” and “avant-garde”…




Why the choice of a predominantly figurative language in your painting?


Because my figurative is related to the “Woman”, as I said, I identify with it… I rarely did a work in which the woman was absent. She is the protagonist of the universe… I try to highlight and highlight, femininity, the multifaceted soul, sensuality, strength, determination of women and then the look… I could not make it equally effective, with another style … Look that I care more than any other detail. For me, the eyes must speak, communicate, capture the observer… and often, they tell me, that in front of “my women” this happens.




Tell us about the style and ideation: how do the subjects of your paintings take shape?


My source of inspiration is me, my experience, my thoughts, desires and dreams … I just dip the brush in the soul and my creations come to life, they are the result of my moods, reflect me herself, my interiority, my temperament, my strength and determination … that’s why the subjects are always feminine and master the scene. Strong women, in rebirth, with a determined gaze, my works are my mirror… Warriors or amazons who are, almost always alone, in a surreal fantasy world, where that feeling of challenge, strength and revenge is tangible a life that is not a fairy tale, they cross the only “escape route” which is my artistic expression. So I show myself, I expose myself, I tell myself freely, through multiple artistic expressions, be it photography, a video or body art…



Can you tell us about your experience with body painting?


Often I have tried, even just for fun, in the art of Body painting, but I also practiced it… participating in some events.




What kind of message would you like to go through body painting?


I think it is one of the most beautiful and immediate artistic expressions there are, not for nothing it is one of the oldest forms of communication. Art that uses the body, which becomes an object, subject and instrument in an inevitable performance, which is born and expressed through its own identity…




When and why did you decide to focus on the pictorial decoration of ceramics?


The decoration of ceramics is another passion of mine, I have already practiced it since the time of the Academy, but only “cold” decorations… It was the chance encounter with a talented ceramicist from the area, as well as, dear friend, Rossana Gerbasi to take me to deepen his knowledge. My path has changed a little since this meeting. I found myself so committed to an occasional but constant collaboration over time, which allowed me to gain experience in the sector, learning new techniques.




Is there a movement or an artist in particular that you love or have loved more?


As a style I love the figurative, but not classic, although, speaking of the Great Artists par excellence, my favorite is Caravaggio, then he follows Klimt and among the cartoonists, Manara remains.




What are your future projects?


I have no big plans for the future, since life teaches us, which is better not to make ones, since then it breaks it down to its own liking… Unfortunately, there is no other time, if not the present one, I continue to paint my works and to realize on commission, decorations on various supports.Every artistic / working experience I lived, was presented to me, when I needed it, so, for a series of circumstances, almost like a sign of destiny and from each one, I made the best of it. All that I am today is the result of such experiences and the wonderful people who were part of it and also of all those who, for better or for worse, have crossed my life.



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Interview by Giuseppina Irene Groccia




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VOCI DI VERSI… di L’ARTECHEMIPIACE

  di Giuseppina Irene Groccia   



Poesia è comunicare per consonanza. Allora anche per leggere una poesia occorre avere assorbito corde che consuonino alle parole e alle emozioni.




Testo poetico tratto dal libro “Il tempo di esplorare il nostro amore”
 di Pierluigi Rizzo edito da Grafosud 



Per la Rubrica “Voci di Versi”

Pierluigi Rizzo (Pittore, Scultore, Scrittore, Poeta e Attore) darà, ciclicamente, un’interpretazione teatrale ad alcuni testi poetici, dandoci prova che l’alchimia delle parole, con le sue implicazioni soggettive, allusive ed emotive, non ha bisogno di altri strumenti al di là della voce, acquistando così anche un significato figurato.



























Per la Rubrica “Appuntamento con la voce della Poesia”

Pierluigi Rizzo (Pittore, Scultore, Scrittore, Poeta e Attore) darà, ciclicamente, un’interpretazione teatrale ad alcuni testi poetici, dandoci prova che l’alchimia delle parole, con le sue implicazioni soggettive, allusive ed emotive, non ha bisogno di altri strumenti al di là della voce, acquistando così anche un significato figurato.













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