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Novembre 2022

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RUMORI Il nuovo libro di poesie di Umberto Romano

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere








RUMORI

Il nuovo libro di poesie di Umberto Romano

di Giuseppina Irene Groccia  |30|Novembre|2022|

È uscita la nuova raccolta di poesie di Umberto Romano dal titolo “Rumori”.


Nel silenzio assoluto della contemplazione Umberto ci accompagna tra il fruscio, il brusio e il fragore dell’anima.


Sono questi i rumori chiaramente descritti e presentati nel suo nuovo lavoro poetico. Si tratta di una bellissima raccolta di poesie, che rispecchia nella sua sostanza, la grande sensibilità poetica di un autore che sa coniugare i versi con l’intensa forza dei suoi sentimenti.


Muovendosi in uno spazio fatto di memorie, l’autore attraversa i sentimenti di una vita proponendo il ricordo come filo conduttore di uno straordinario percorso lirico capace di dilatare lo sguardo del lettore per trattenerne ogni senso ed emozione.


Le sue poesie sono frutto di una sensibilità che attinge dal suo mondo interiore rimembranze scavate nella profondità della sua anima.


La sua scrittura propone un linguaggio semplice, accendendo la poesia di una sincerità emotiva che porta ogni parola ad assumere grande e intensa varietà di significato.


Una campionatura di stati d’animo, incastonati nel mistero della memoria sempre pronti a plasmare il nostro presente.


L’attività artistica di Umberto Romano mostra la compresenza di altre passioni, quale la pittura. In questa espressione artistica egli fa confluire la denuncia verso diverse problematiche sociali.


La sua poesia indaga temi importanti in maniera semplice ma allo stesso tempo si rivela ricca di messaggi forti e ben definiti, capaci di scuotere l’animo del lettore e condurlo verso nuove prospettive di pensiero.




Attraverso il seguente link puoi acquistare il libro

Rumori



Qui trovi tutte le sue pubblicazioni

Umberto Romano – Bibliografia 



Qui trovi la galleria online dei suoi dipinti

Umberto Romano – Artista Contemporaneo

 Umberto Romano nasce a Rossano nel 1952, dove attualmente vive, quando non è in viaggio nei paesi dell’Africa ed attualmente USA.

Nasce artisticamente 20 anni fa come scrittore e poeta, narrando i suoi viaggi nei Diari pubblicati. Tra una pubblicazione e l’altra Imbratta tele. 

Scrivono di lui:



Nella poesia di Umberto Romano alcuni temi tornano insistenti, velati da una malinconia ora sotterranea, ora esplicita.

Egli- anche questa volta-riprende i motivi che la lunga consuetudine e gli anni hanno reso come suo particolare privilegiato patrimonio.

Sunt lacrimae rerum, possiamo dire, quando davanti ai nostri occhi si stagliano le immagini della sofferenza, della discriminazione, della violenza.

Salamina, aldilà della mappa geografica, esiste in ogni luogo in cui qualcuno, pur trovandosi in condizioni di inferiorità numerica, si batte per la propria vita e la propria libertà.

E poi il tema dell’ amore, che intreccia i ricordi dei momenti vissuti con passione o tenerezza a quelli di oggi, quando l’ anima diviene preda della nostalgia e si volge a guardare il passato felice.

Le sue passioni trasferite nei versi, senza filtri o infingimenti, questo coglie tra le righe anche il lettore distratto o sprovveduto.


Giuseppe De Rosis

Avere il mal d’Africa e cercare di diffonderlo in Italia e in Europa con libri e quadri, lo fa Umberto Romano, viaggiatore, documeualmententarista calabrese assurto di recente alle cronache d’arte. Portatore sano d’immagini etnical retaggio di una cultura postcoloniale, esotica, quella delle Afriche mediterranee in primis, oggi in primo piano, alimentata dall’ immaginario non proprio immaginato degli sbarchi sulle coste. Ma l’Africa bisogna viverla, come Umberto Romano, da Rossano, artista e scrittore che annette l’arte etnica ad un’azione continua, vocazionale, laica di assistenza concreta sur place, nei luoghi interni del continente che definiamo “nero” ma che in realtà conserva integri tutti i colori del mondo. Romano predilige effetti chiaroscurali monocromi,in specie nella tematica che ci riporta agli anni in cui era intenso l’interesse per “l’ambiente” esotico, più di oggi, quando l’esotismo ha lasciato il passo all’etnical language, meno folk romantico e più documentato e solidale, come quello di Romano. La mano pittorica tendente al racconto d’impressioni, talvolta naife, emerge e si avvertono tutti i solidi elementi descrittivi di chi crede nella pittura d’affetto e nella narrazione emotiva, di primo impatto, con colori nudi e crudi. Insieme ai dipinti, Romano vanta un vasto index di pubblicazioni  sull’ argomento.

Donat Conenna (Critico d’Arte)

L’esperienza dello scrittore-poeta Umberto Romano, e la capacità di cogliere in versi e prosa le emozioni, la rabbia, i bisogni della gente, manifestando l’affetto fraterno verso il popolo sahrawi, mi toccano nel profondo dell’animo. La testimonianza di solidarietà espressa nelle sue opere nei confronti del nostro popolo, che lui ha conosciuto direttamente nei suoi viaggi, grazie alla sua sensibilità artistica, fanno conoscere la nostra storia, troppe volte dimenticata. 

Nel presentare l’opera alla platea Europea, la speranza è che sempre più le nostre culture possano incontrarsi e comunicare, al fine di contribuire alla libertà dei popoli oppressi.

Mohammed Sidati- 

(Ministro Sahrawi Resp. Europa)

Contatti dell’artista 

Email roro3@libero.it

Phone 329.2345941


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VIAGGIARE LO SPIRITO Isabelle Sauvineau

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VIAGGIARE LO SPIRITO


Isabelle Sauvineau 





di Giuseppina Irene Groccia |25|Novembre|2022|

L’arte di Isabelle Sauvenau ha la capacità di lasciarci assaporare le immagini. La sua ricerca sulla figura femminile ha qualcosa di magico e surreale.

Le sue opere riflettono una personale indagine sul rapporto tra il visibile e l’immaginario.

Un percorso sperimentato nella profondità poetica degli sguardi e dei colori, definizioni che mettono in scena l’indicibile che è intessuto nel profondo di ognuno di noi e che riusciamo a raggiungere solo facendo viaggiare lo spirito.




I suoi personaggi ce lo consentono pienamente. Immerse in colori sontuosi, le sue donne sono portatrici di emozioni che si dispiegano in trame armoniose di naturale eleganza.


La sua ispirazione scaturisce da una spinta emozionale che le consente di approdare in un mondo creativo autonomo e intensamente inventivo.




I suoi lavori sono fortemente ispirati dalle opere di artisti come Modigliani e Tamara de Lempicka, con i quali condivide il fascino per il corpo umano, per i colori della terra, ricchi e caldi e per la loro capacità di trasgredire le norme.




La pittrice ci avvolge e ci affascina con visioni introspettive che ritornano come punti di riferimento nella scoperta di sè. 



In uno spazio scenico, troviamo apparizioni evanescenti; volti e sguardi sostenuti da una energica volontà rappresentativa con cui Isabelle mostra di sapere ben dosare colori, sfumature e luce.



Contatti dell’artista 

Email  info@isabellesauvineau.com
Instagram  art_artiste_izano















Isabelle Sauvineau ha studiato infermieristica durante il suo periodo trascorso al Cegep a Granby. In seguito ha iniziato a lavorare nell’industria della moda dove è rimasta per 5 anni. Dopo la nascita dei suoi due figli è emersa la sua passione per la pittura. È così che con entusiasmo e fiducia si è lanciata in un nuovo percorso di carriera nelle arti visive. Negli ultimi 15 anni si è dedicata come autodidatta al suo lavoro di pittrice. 

Ispirata da maestri come Modigliani e Tamara De Lempicka, Isabelle Sauvineau è stata in grado di sviluppare un suo stile personale e distinto. Attraverso le sue esperienze quotidiane continua a trarre forza e creatività per dare vita a forme di espressione originali e a flusso libero in cui la figura femminile domina il piano dell’immagine. Isabelle è un’artista multi-dimensionale che preferisce usare una combinazione di tecniche a olio e acrilico per realizzare i suoi dipinti. Usando gli oli aggiunge carattere ai vari elementi e alle figure nelle sue composizioni. Tra il realismo dell’olio e la vivacità dei colori acrilici, il lavoro di Isabelle può essere classificato tipicamente come Pop Art. Negli ultimi anni l’artista ha partecipato a numerosi simposi e mostre. È coinvolta in molte attività culturali e artistiche. Isabelle Sauvineau è rappresentata da diverse gallerie in tutti gli Stati Uniti, così come in Quebec, tra cui la Beauchamp Art Gallery.












©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








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Un’opera d’arte che racconta la violenza sulle donne

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Un’opera d’arte che racconta la violenza sulle donne 


di Giuseppina Irene Groccia |25|Novembre|2022|


Anche nella storia dell’arte ci sono opere che raccontano e denunciano la violenza sulle donne. 

Una di queste è il Ratto di Proserpina, capolavoro scultoreo realizzato dal giovanissimo Gian Lorenzo Bernini, attualmente custodito ed esposto presso la Galleria Borghese, gioiello artistico di Roma che vanta una importante serie di opere dei più grandi artisti dell’intera storia dell’arte mondiale.


La famosa scultura del Bernini è senza dubbio testimone di questa triste tematica ricordata il 25 novembre di ogni anno nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donneistituita dall’Onu nel 1999 al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema sempre più scottante ed attuale.



Questa famosissima opera rappresenta il momento del rapimento da parte di Plutone che afferra Proserpina, con forza e violenza, trascinandola negli inferi. Un momento concitato e violento in cui il possente e muscoloso uomo stringe in una presa stretta e virulenta il corpo della fanciulla che cerca di scappare e di divincolarsi. 










Uno dei dettagli più celebrati e famosi di tutta la storia dell’arte è proprio la mano, di un insensibile e possente Plutone che affonda le dita nella tenera carne della fanciulla, pur di bloccarne il suo contorcersi. 


Ma il destino di Proserpina è segnato, a nulla servirà scalciare e dimenarsi per trovare una via di fuga. 








L’arte ci racconta attraverso la mitologia la storia di una donna che è presa contro la sua volontà per essere obbligata poi a un atto di congiungimento carnale. 


Uno stupro.   






Racchiuso nel mito e tramandato con attualità fino ai giorni nostri, ritroviamo un preciso paradigma culturale che segna il destino femminile.






Il movimento realizzato da Bernini in questa scultura è una lotta delicata, una danza di espressioni incredibilmente percepibili, tanto da rendere reale l’irreale. 

Queste due figure che formano una sinuosa spirale tra il bene e il male, sono capaci di attenuare il dolore provocato da una piaga sociale, restituendoci una meravigliosa visione, intrisa di estrema opulenza artistica.




















Galleria Borghese


Piazzale Scipione Borghese 5,
00197 Roma, Italia
Tel. +39 0667233753
mail. ga-bor.info@cultura.gov.it

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PRESENTAZIONE DEL LIBRO IL SOLCO

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Letterari







PRESENTAZIONE DEL LIBRO 


IL SOLCO





di Giuseppina Irene Groccia |07|Novembre|2022|






Si svolgerà domenica 13 Novembre a partire dalle ore 17.00, presso la sala Consiliare della Delegazione Comunale di Mirto Crosia, un incontro di interesse letterario nel quale verrà presentato il libro “Il Solco”, un periodico di fotografia, poesia, racconti e grafica che mira all’incontro intellettuale tra soggetti con il comune interesse per la cultura poetica.

All’evento patrocinato dall’Amministrazione Comunale sarà presente il Sindaco Antonio Russo e l’assessore alla cultura Paola Nigro. 

Il Prof Giuseppe De Rosis introdurrà e modererà i vari interventi di lettura eseguiti dagli autori presenti e dalle bravissime lettrici del suo gruppo “Amici dell’arte

Importante sarà l’intervento di Pierluigi Rizzo che illustrerà l’idea generatrice di questo progetto editoriale basato su un format di produzione autofinanziata dai singoli autori.


L’incontro sarà allietato con alcuni intermezzi musicali curati dall’Istituto Musicale Donizetti di Mirto Crosia


L’incontro con il pubblico, mira al coinvolgimento attivo di chi sente il richiamo di esprimere compiutamente sentimenti e percezioni attraverso le parole o le immagini, cercando di dare forma al loro contenuto interiore e donando voce alle proprie emozioni.

Il progetto è un contesto libero e in crescita, senza alcun limite di età, né vincolo di contenuto, di stile o di metrica. Ogni nuova proposta sarà presa volentieri in considerazione.





GLI AUTORI:


Patrizia Arcidiacone, Graziella Barbieri, Margherita Biondi Belgrado, Angela Campana, Ornella Mamone Capria, Giovanna Curia, Nilo Domanico, Anila Dahriu, Lina Felicetti, Aldo Fusaro, Domenico Godino, Giuseppina Irene Groccia, Giusy Nisticò, Ida Proto, Marinella Pucci, Norella Pujia, Maria Romeo, Onofrio Sommario, Pierluigi Rizzo, Mario Pino Toscano, Luigi Visciglia 




Per loro la poesia è autentica rivoluzione, essa rompe le regole non scritte e, ingenuamente, spalanca le porte del possibile facendo giungere la loro sensibilità oltre confini mai esplorati.

La poesia irrompe in questo spazio, richiamando in primo piano emozioni, sensazioni, sogni, speranze, ideali, passioni e desideri.

Scrivere per loro è dar voce al cuore, è allargare immensamente l’attenzione e la sensibilità oltre i confini del quotidiano, riuscendo a intravedere nuove possibili letture della realtà.


L’evoluzione e l’ottimizzazione è presente nei loro componimenti, attraverso stili diversi, chiaramente, ma tutti uniti, dall’intraprendenza e dalla voglia di attualizzare un processo di nascita e rinascita mediante una forza trascinante, unica e travolgente.


È un filo sottile che unisce le anime, i versi e le immagini diventano “corpi da abbracciare” e in poche pagine ci si sente trasportati in un mondo di bellezza, di levità, di letizia, oppure a tratti anche in aspetti di inquietudine, tristezza e malinconia.

Tutto il percorso congiunto assume la forma di una dolce e profonda poetica, che trova residenza intima nella nostalgia.


Gli autori ci regalano un universo di sentimenti personali, intimi, dalla visione aperta diventando scrigno letterario del lettore più sensibile.

Perché forse è proprio questo il vero compito di chi si adopera a scrivere le intime riflessioni del proprio sentire.













©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








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UNA POPART MODERNA E SOFT Thomas Saliot

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UNA POPART MODERNA E SOFT

Thomas Saliot





di Giuseppina Irene Groccia |05|Novembre|2022|

Thomas Saliot è un artista francese, nato a Parigi nel 1968. Attualmente vive e lavora tra Parigi e Marrakech dopo aver trascorso gli ultimi vent’anni viaggiando e dipingendo. 

Nelle sue opere impiega principalmente una tecnica ed uno stile classico, sebbene occasionalmente aggiunga elementi di richiamo astratto o pop.



Dopo una formazione in grafica presso L’ESAG e Beaux-Arts di Parigi, Thomas Saliot si è subito lanciato nell’esposizione e nella vendita delle sue opere in vari luoghi, come bar, ristoranti e club.

Tra il 1990 e il 2000 apre una sua galleria a Parigi e inizia anche un percorso espositivo tra Marrakech, Strasburgo e Lipsia… nel frattempo decide di disporre la loro vendita su una nota piattaforma online, dove poter essere acquistati come pezzi unici originali, oppure anche in edizioni di stampa grafica ad un costo più accessibile.




La pittura di Thomas Saliot si muove tra uno stile classico e una iconografia contemporanea. La sua tematica è sorprendentemente diversificata, con soggetti ritratti nella normalità del proprio quotidiano.

Il suo portfolio artistico è composto da numerose opere, tutte riconoscibili dal suo stile inconfondibile. Sono opere che respirano la propria essenza, la propria storia, e così, sebbene l’artista li classifichi perfettamente in serie diverse, finiscono per essere un insieme di storie per le quali ci lasciamo incantare, ringraziando l’artista per la generosità creativa con cui è capace di deliziarci. 



Thomas Saliot sceglie solitamente online, su siti come Tumblr, le immagini con le quali si identifica e che poi decide di riprodurre.

Con grande abilità riesce a renderci partecipe del suo linguaggio artistico e delle emozioni che è in grado di trasmettere.



La sua spiccata sensibilità verso il mondo femminile e l’equilibrata composizione del colore fanno cogliere l’anima dietro le figure e la vita oltre le cose.

I suoi lavori sono coniugati da una tecnica pittorica che predilige l’uso dei pennelli e delle dita alla spatola, una scelta per percepire in modo primario la libera gestualità.





La sua pittura potrebbe essere descritta come un ibrido tra realismo classico e pop, con alcune particolarità, come quella leggera sfocatura che crea nei suoi dipinti e che afferma ulteriormente il suo stile personale e identificabile. 



Erotismo e sensualità fluttuano costantemente in tutte le sue opere. Il maggior numero delle sue opere è dedicato al genere femminile, che rappresenta con momenti delicati o pieni di provocazione, altre volte cariche di nostalgia ma tutte caratterizzate da una bellezza sobria ed elegante. 


Nonostante ciò, Saliot non ci lascia l’impressione di un pittore di un genere specifico, nei suoi lavori troviamo tanti altri passaggi quotidiani, dai richiami al jazz, al cinema e a culture diverse che rispecchiano i suoi viaggi e le sue stesse esperienze.



Sebbene lo studio principale di Saliot sia a Marrakech, il suo lavoro è più concentrato a Parigi, anche se l’artista stesso confessa di aver effettuato gran parte della sua ricerca artistica fuori dalla Francia.





Contatti dell’artista 

Sito Web Thomas Saliot

SaatchiArt Thomas Saliot

Facebook Thomas Saliot

Instagram Thomas Saliot



















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La mia esperienza chiamata KLIMT

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La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia




La mia esperienza chiamata

KLIMT




di Giuseppina Irene Groccia  |03|Novembre |2022|



Occasione imperdibile del mio viaggio nella capitale austriaca, è stata l’opportunità di scoprire e poter ammirare attraverso un itinerario artistico, il massimo esponente del secessionismo viennese, il grande Gustav Klimt, artista che amo più di ogni altro.

Sono sempre stata attratta dalle sue affascinanti rappresentazioni femminili, in cui il suo ideale di bellezza è la donna giovane e seducente, malinconica e sola.

Le sue opere mi hanno permesso di capire il significato potente ed essenziale che può assumere l’arte che abbraccia stili e tematiche innovativi, riuscendo a renderli attuali anche ai giorni nostri. 


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Molto controverso per la sua epoca, Klimt era indubbiamente un artista molto più avanti rispetto ad altri artisti del suo tempo.

È proprio questo aspetto a renderlo così affascinante ai miei occhi, la sua avanguardia e il suo coraggio nel prendere le distanze da un percorso accademico per inoltrarsi nella sperimentazione, mescolando varie tecniche e introducendo materiali differenti, come le dorature e i mosaici, portandolo così a un modo nuovo di trasfigurare la realtà, tutto ciò lo rende così sorprendentemente attuale.

Sicuramente mi avrebbe fatto piacere chiedergli perché questa sua scelta di rappresentare una femminilità nuova, aggressiva e moderna per quei tempi.

La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Vienna è senza dubbio la città di Gustav Klimt, capitale in cui l’artista è nato e in cui oggi si trovano ben 6 musei e gallerie d’arte che ospitano i suoi capolavori.

La splendida Vienna e lui, il pittore più rappresentativo dell’Art Nouveau, sono un binomio inseparabile da scoprire e ammirare attraverso un percorso artistico ed architettonico davvero suggestivo.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

La mia “esperienza chiamata Klimt” non poteva che partire dal Belvedere, castello viennese del ‘700, realizzato su progetto del famoso Johann Lucas von Hildebrand, uno degli architetti più in voga in quel  periodo. 


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Nato come dimora estiva del Principe Eugenio di Savoia è considerata una delle più belle opere barocche d’Europa e fa parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Il complesso è costituito dal Belvedere superiore, dal Belvedere inferiore e dall’esteso giardino alla francese che si sviluppa su tre terrazze e che collega le due strutture contrapposte.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Il Belvedere superiore si trova nel punto più alto del giardino e offre una splendida vista su Vienna (da qui il nome). Con la sua splendida facciata, scandita da un susseguirsi di finestre e colonne, rappresenta l’edificio principale del castello.

Oggi è un raffinato museo che ospita la collezione più significativa di Gustav Klimt. Con 24 opere compone la più grande raccolta al mondo dei suoi quadri, tra cui Giuditta, il mio quadro preferito in assoluto.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Ognuno di noi ha un’opera d’arte che ama più di ogni altra; per me è sempre stata “Giuditta” di Klimt.


La Giuditta è un’opera d’arte che ha fatto la storia. Klimt ne realizzò due versioni. Questa esposta al Belvedere è la Giuditta I realizzata nel 1901, mentre la seconda realizzata nel 1909 è conservata alla Galleria internazionale d’arte moderna di Venezia.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia





Nelle opere di Klimt ritroviamo la storia del movimento artistico di cui egli stesso fu cofondatore. Una rivoluzione chiamata Secessione viennese, che proiettò la nazione sulla scena dell’avanguardia europea rompendo con gli schemi classici dell’arte accademica.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Il Bacio” di Klimt è per il Belvedere quello che la Gioconda rappresenta per il Louvre.

Si tratta anche dell’opera più famosa di Gustav Klimt ed è questo uno dei motivi per cui attira migliaia di visitatori.

Con questa opera Klimt raggiunse l’apice della sua fase “d’oro”, chiamata anche “Periodo aureo”. Tratto distintivo nelle sue opere è il ricorrente utilizzo della foglia d’oro e l’abbondanza di tasselli e mosaici negli ornamenti decorativi, particolare riconducibile al suo viaggio in Italia del 1903, dove rimase particolarmente colpito dai mosaici bizantini di Ravenna, traendone ispirazione per molte delle sue opere nate negli anni a venire.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Nel dipinto “Adamo ed Eva”, Klimt mette in luce l’ affinità spirituale tra uomo e donna, rappresentando entrambi in uno stato di armonia e appagamento dei sensi.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Con un’espressione facciale da clown, Gustav Klimt ci presenta la «Donna in bianco». Con la testa leggermente inclinata sul collo, la protagonista dell’immagine ci guarda con la bocca tirata in un sorriso malizioso. Si tratta di un ritratto di donna elegantemente disinvolta e di grande modernità.

Si presume sia una delle tante opere incompiute di Klimt, ipotesi dedotta dalla mancanza di sontuosi motivi ornamentali nello sfondo, immancabile ieraticità delle sue composizioni.



La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Il 6 febbraio del 1918, prima di compiere 56 anni, Klimt muore inaspettatamente in seguito ad un ictus, lasciando nel suo atelier una moltitudine di opere incompiute.

Tra queste “La sposa”, un opera di grande formato concepita migrando dallo stile liberty all’ espressionismo.

Gli audaci contrasti di colore dimostrano l’appartenenza di quest’opera al suo periodo maturo, fase in cui le opere mostrano una tavolozza piu’ colorata, un acceso cromatismo, e dove la linea e l’oro non sono piu’ dominanti.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia




Nel Ritratto di Fritza Riedler, Klimt mostra una crescente importanza verso l’aspetto decorativo e l’integrazione del design all’interno delle sue opere pittoriche. 

In particolare la poltrona gioca un ruolo importante nella tensione tra il figurativo e l’astratto. In una distribuzione equilibrata, Klimt posiziona nella decorazione della poltrona, varie superfici geometriche, quasi a riflettere in essa innumerevoli labbra della donna ritratta. Per incorniciare il viso della modella Klimt realizza un arabesco geometrico come aureola, utilizzando un tratto stilistico decisamente moderno e astratto.



La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Tra i suoi capolavori c’è anche il “Ritratto di Adele Bloch-Bauer”. Un dipinto dalla sfolgorante bellezza, celebrato come la “Gioconda di Vienna” e considerato una delle perle più preziose della galleria Belvedere fino al 2006. 

Oggi questo dipinto non possiamo più trovarlo qui, perché in seguito ad una clamorosa controversia giudiziaria internazionale, nota come Republic of Austria Vs Altmann, nella quale la legittima erede Maria Altmann, contese il dipinto al governo austriaco, le fu restituito nel 2006, dopo sette anni di procedimenti legali, insieme ad altri quattro quadri. 



La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Repubblica d’Austria v. Altmann: Maria Altmann e E. Randol Schoenberg, a destra, mentre parlano con Michael Govan, direttore del Los Angeles County Museum of Art, di fronte al Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, 2006. AP Images.

Nel giugno dello stesso anno fu comprato a Los Angeles dal magnate dei cosmetici Ronald S.Lauder per 135 milioni di dollari, segnando così il suo record di vendita.

Attualmente è esposto in modo permanente a New York presso la galleria del suo acquirente, la Neue Galerie di Ronald Lauder.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Questa affascinante storia di riscatto ha influenzato il mondo della letteratura e del cinema. Nel 2012, un anno dopo la morte di Maria Altmann, esce il libro The Lady in Gold della scrittrice Anne-Marie O’Connor dal quale è stato tratto Woman in Gold, film del 2015 diretto dal regista inglese Simon Curtis e interpretato dall’attrice premio Oscar Helen Mirren.

Un film che consiglio a chi ama le storie avvincenti non solo da un punto di vista storico ed artistico ma, soprattutto, da un punto di vista umano.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Essendo il mio artista preferito ho dedicato molta della mia attenzione alle sue produzioni, non trascurando però il fatto che il museo ospita sette sale che vanno dal medioevo al modernismo con opere di eccellenze come Claude Monet, Vincent van Gogh, Max Beckman,  Eugène Delacroix, Jacques Louis David,  Auguste Rodin, Paul Cezanne, Pierre-Auguste Renoir, Egon Schiele e Oskar Kokoschka.


La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Insomma è un tesoro inestimabile, il valore delle collezioni ospitate nelle sale di questo sontuoso palazzo settecentesco interamente consacrato all’arte.

Una residenza principesca circoscritta da spazi delimitati nella possibilità di perdersi con la mente e il cuore.



La mia esperienza chiamata KLIMT su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia








“La mia esperienza chiamata Klimt” continuerà con altri articoli dedicati, continua a seguirmi…





Leggi QUI gli altri articoli dedicati a questo mio personale itinerario dedicato a Klimt








©Tutte le immagini presenti in questo articolo sono di Giuseppina Irene Groccia 


















 




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