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Maggio 2024

Senza categoria

SELFIE D’ARTISTE” Mostra collettiva reale-virtuale3D di autoritratti fotografici di artiste e fotografe donna.

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazioni Eventi








“SELFIE D’ARTISTE”


Mostra collettiva reale-virtuale3D 

di autoritratti fotografici di artiste e fotografe donna. 


1 – 15 giugno 2024


Ian Art Gallery – Milano





di Redazione |31|Maggio|2024|







Domani, l’attesa mostra collettiva ‘Selfie d’Artiste‘ inaugurerà il suo percorso con un format innovativo che consente di esperire l’arte in un modo nuovo e diversificato. I visitatori sono invitati a prenotare un appuntamento per accedere all’esposizione fisica, dove potranno immergersi nell’atmosfera intima e accogliente che accompagna le opere delle cinque artiste coinvolte. La vera sorpresa risiede nell’esperienza virtuale 3D, che promette una immersione totale, consentendo ai visitatori di partecipare all’esposizione da ogni parte del mondo.


Lo spazio intimo e accogliente è stato progettato per creare un’atmosfera di calma e riflessione, che permette ai visitatori di immergersi in un’atmosfera molto ravvicinata al mondo artistico delle cinque artiste coinvolte in questo primo appuntamento di un ciclo di esposizioni. L’esperienza virtuale 3D si integra perfettamente in questo contesto, offrendo una visione coinvolgente e immersiva delle opere esposte. Grazie a questo format innovativo, i visitatori potranno approcciare l’arte in un modo più intimo e personale, ottenendo una traccia intensificata nella loro mente.



Artiste o fotografe donna che indagano ed esplorano la propria natura fisica, psicologica e metafisica fotografandosi. In una mostra collettiva in contemporanea sia fisica in galleria (accesso selezionato, su richiesta) che virtuale 3D online su www.ianartgallery.com


Milano, 21 Maggio 2024 


E’ da tempo che avevo mente alcune mostre collettive da organizzare con artiste e fotografe donne. La spiegazione? Ogni volta che mi imbattevo online in una immagine che mi colpiva, andavo a vedere l’autore… e spesso scoprivo e scopro tuttora trattarsi di una artista o fotografa donna. Non so come spiegare, se la differenza di visione, particolarità o sensibilità, ma qualcosa mi colpiva e ancora mi colpisce. Inizio la serie di mostre al femminile presso Ian Art Gallery con Selfie d’Artiste, autoritratti fotografici in cui artiste e fotografe donna indagano ed esplorano la propria natura fisica, psicologica e metafisica fotografandosi: Anna Maria Colace, Linda De Luca, Marie Dew, Giulia Efisi, Patrizia Mori sono le bravissime artiste e fotografe selezionate per questa collettiva”, spiega A.D. Iannotti, ideatore e curatore della mostra e direttore di Ian Art Gallery. “La mostra vuole anche rinobilitare l’autoritratto d’artista, che tanto importante ruolo ha rivestito nei secoli, non solo realizzato per vanità o testimonianza, ma anche per risparmiare sui modelli nella pratica e sperimentazione dell’artista. Mentre l’uso del termine selfie è volutamente provocatorio per far intendere che, seppur oggi assolutamente predominante, non esiste un solo tipo di auto-immagine, quella auto-celebrativa, ma può essere anche più profonda, con valenze artistiche e con un valore che dura nel tempo“.


Le artiste e fotografe hanno tutte un curriculum di rilievo e hanno esposto in numerose mostre di livello: 





Anna Maria Colace, nata a Parghelia (VV), si trasferisce a Firenze a 18 anni per laurearsi in Scienze Forestali e Ambientali, e ora vive a Torino. Fotografa autodidatta dal 2007, unisce il suo occhio scientifico e la sua passione per la natura, rappresentando “paesaggi” che sono la sintesi del suo sentire. Partecipa a mostre personali e collettive e ha una community online molto attiva.





Linda De Luca nasce a Milano nel 1963, si diploma all’istituto statale d’arte. Collabora negli anni ’80 con agenzie pubblicitarie tra cui Ata Univas e Benton & Boweles. Si riappropria negli ultimi anni dell’arte fotografica dandone una visuale tra il racconto onirico e un viaggio nella sensualità. Dove le sue immagini si nutrono del bianco e nero della fotografia stessa.




Marie Dew, artista, fotografa e modella, vive e opera Lure in Francia. Nasce nel ’77, infanzia complicata, disagio nel proprio corpo, ribellione, provocazione, passione per le parole, le lingue, la droga, il sesso, il rock’n’roll, i collage e la fotografia analogica. idealista, depressa, ipersensibile, ex professoressa di lettere e inglese, disabilità, sordità, modella fotografica, burnout nel 2016, ricerca di un senso nella vita, yoga, psicoterapia, creazione, shibari, effervescenza creativa, reinvenzione di sé: fotografia, performance, scrittura, collage, blablabla…





Giulia Efisi, artista e fotografa, vive e opera tra il Chianti e Berlino. Nasce nel 1971, bambina felice sognante e fantasiosa, che rincorre le fate e i folletti fino a che ha potuto. Crescendo ha studiato sempre molto fino ad arrivare a sostenere un percorso universitario: Filosofia la disciplina a lei più consona. Insegnante nella vita lavorativa solo intorno a quaranta anni si è scoperta fotografa. E la sua vita è cambiata. Ha esposto in numerose mostre in Italia e in Germania, ed è apparsa pubblicata su diversi magazine.





Patrizia Mori, artista e fotografa, nata a Siena nel 1955 dove vive ed opera. Ha sempre frequentato l’arte da spettatrice e sperimentata da amatore, iniziando con la pittura, il teatro e dal 2006 la fotografia. Nella sua ricerca evita gli artifici di un estetismo fine a se stesso e cerca soprattutto la storia, il racconto che nasce quasi sempre prima degli scatti, e trova forma nelle cose che si fanno indagare. Alcuni le hanno rimproverato di non avere uno stilema ma quello che lei cerca sempre è la sua sincerità e lei assomiglia alle sue foto.




Media partner e collaborazioni: 


Art & Investments, Arti Services, ContempoArte Magazine, Exit Urban Magazine, Kings_miark, Lartechemipiace.com, Serenarossiartecontemporanea.it, Justina Ebegbelumhen, Walter Festuccia, Olga Matsyna, Daniela Pronestì.





Ian Art Gallery è un innovativo phyrtual-phygital-clhub, un mini centro polifunzionale reale-virtuale situato nei pressi di Milano dedicato a eventi e attività artistiche, culturali e spirituali in loco e in connessione con il mondo. Ideato dall’artista multidisciplinare Ian Art per dare modo ad artisti, intellettuali ed esperti non-mainstream, a inizio carriera o che ricercano nuove vie, sia italiani che internazionali, di far conoscere il proprio lavoro. Lo spazio ospita eventi fisici ma è anche un virtual hub aperto e in comunicazione con tutto il mondo. Inaugurato all’inizio del 2024. 



L’accesso è riservato a richiesta o su invito. 



Info, disponibilità e contatti


email: gallery@ian-art.net 

instagram @ianartgallery 

facebook: @ian.art.gallery.milan 

sito web: www.ianatgallery.com

















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


La sezione Segnalazione Eventi propone informazioni su manifestazioni dedicate ad arte e cultura. Gli interessati alla pubblicazione degli eventi culturali in questa sezione, potranno inviare relativo comunicato stampa, locandina e altro materiale informativo alla seguente email: gigroart23@gmail.com

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ContempoArte Magazíne

ContempoArte Selezione Magazine Giugno 2024

Modulo di Richiesta

Passo 1 di 3

Copertina Flessibile
Prezzo: 18,00 €

Gli artisti con contributi rilevanti che desiderano più copie del magazine possono richiederle via email (info@lartechemipiace.com), beneficiando di una scontistica esclusiva a loro riservata

La nuova Raccolta di ContempoArte si propone come una vetrina, dove ogni artista selezionato ha libertà di manifestare la sua idea, il suo sentire e il suo pensiero attraverso una sua singola opera. Il risultato è un incontro corale, nonostante le apparenti variazioni stilistiche, uno sguardo, un’interrogazione su come si interpreti il concetto che scardina l’importanza del reale per addentrarsi più profondamente a un sentire dell’anima o della mente.

La presente Raccolta si presenta come una finestra aperta sul vasto e variegato mondo dell’arte contemporanea, un luogo di incontro dove le idee creative e le suggestioni possono liberamente dialogare e intrecciarsi tra loro. Questo spazio, aperto alle diverse forme d’arte, quali pittura, fotografia e arte digitale, accoglie il fruitore in un viaggio di scoperta attraverso l’universo creativo, consentendogli di esplorare un ampio ventaglio di contributi artistici. 

Artisti presenti in questa Edizione:

Mukti Echwantono, Alexa Meade, Silvia Nastase, Loredana Fiammetta Aino, Max Callari, Andrea Barretta, Petros Kozabasis, Raffaele Polia, George Androutsos, Oscar Luca Taddei, Serena D’Onofrio, Teresa Saviano Sarterre, Christine Selzer, Annamaria Giugni, Marta Mistrangelo, Margherita Vitagliano, Gianluca Nadalini, Eugenio Franzò, Pierangela Bilotta, Chiara Comite, Rossella Pennini, José Yaruro, Manuel Binda, Giuseppina Irene Groccia, Annarita Valenzi, Monica Baldi, Vian Borchert, Maria Marchese, Giusy De Iacovo, Anna Palermo.

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Un mondo fatto di suggestioni e stimoli visivi – L’ arte di Manuel Binda

L’ArteCheMiPiace – Interviste










Un mondo fatto di suggestioni e stimoli visivi

L’ arte di Manuel Binda


di Giuseppina Irene Groccia |29|Maggio|2024|



L’opera di Manuel Binda si presenta come un affascinante
viaggio attraverso una molteplicità di espressioni, ognuna delle quali è
intrinsecamente connessa dall’unità del suo pensiero creativo e dalle scelte
iconografiche di massa che lo caratterizzano.

In ogni suo lavoro, emergono chiaramente le diverse
sfaccettature del suo talento artistico, che spaziano dalla reinterpretazione
di icone popolari alla riflessione su tematiche sociali e culturali
contemporanee.

Ciò che colpisce maggiormente è la coerenza concettuale che
avvolge ogni sua opera, indipendentemente dalla sua forma o tecnica espressiva.
Ogni elemento visivo, ogni dettaglio, sembra contribuire alla costruzione di un
universo artistico distintivo, in cui il pensiero creativo dell’artista si manifesta
in tutta la sua complessità.

Al centro della pratica creativa di questo talentuoso artista sta la sua
sensibilità artistica, una forza motrice che contraddistingue ogni aspetto del
suo lavoro. Questa empatia si manifesta attraverso una profonda comprensione
degli elementi estetici e concettuali, che si riflettono nelle scelte
cromatiche, nella composizione e nel tema delle sue opere. L’artista,
frequentemente, crea accostamenti cromatici tra tonalità complementari, mentre
il gioco di luci e ombre si basa sulle interazioni tra colore e luce,
aggiungendo bagliori a una trama pittorica estremamente complessa.

Le rappresentazioni iconografiche di massa, sapientemente
integrate nelle opere di Binda, non si limitano a rappresentare semplici
citazioni o omaggi, ma diventano piuttosto strumenti attraverso i quali
l’artista mette in discussione le convenzioni culturali e sociali offrendo allo
spettatore una prospettiva nuova e a volte provocatoria sulla realtà
contemporanea.

Attraverso una ricca tessitura di simboli e segni, egli invita il pubblico a immergersi in un viaggio intellettuale e sensoriale, in
cui ogni dettaglio ha il potere di suscitare 
curiosità e stupore. In questo contesto, la coerenza del suo pensiero creativo  diventa evidente, poiché ogni elemento visivo è
parte integrante di una storia più ampia e complessa. Parole, frasi, numeri e
segni diventano così le chiavi per aprire le porte della sua narrativa visiva,
consentendo allo spettatore di entrare in un mondo fatto di suggestioni e
stimoli visivi.

Nelle sue opere emerge una caratteristica
fondamentale: quella di riflettere la tendenza dei creativi contemporanei a
esplorare nuovi linguaggi espressivi.

La libertà di personalizzare miti cinematografici per
adattarli al proprio talento è evidente in tutta la sua produzione, un lavoro in cui spesso richiama e reinterpreta una ritrattistica con forti richiami alla street
e alla pop art. La sua originalità emerge nel modo in cui fonde queste
influenze con la sua visione contemporanea, creando opere che sono al contempo
un omaggio alla storia del personaggio rappresentato e una dichiarazione di
identità artistica personale.

Possiamo definire la sua arte una manifestazione autentica e sincera della sua indole creativa, libera da schemi predefiniti e costantemente aperta all’esplorazione di nuove frontiere artistiche.









Nella seguente intervista avremo modo di immergerci nel suo mondo creativo, esplorando le influenze, le ispirazioni e i suoi progetti futuri




Cosa ti ha avvicinato alla pittura e quando? E quali esperienze e studi artistici hai avuto?


Sono sempre stato immerso nell’arte fin da quando ero
piccolo, mia madre aveva la passione per la pittura e le stavo spesso accanto a
fare i miei “pasticci” mentre dipingeva, crescendo non ho mai abbandonato
quella che é diventata una passione e ho continuato i miei studi artistici da
autodidatta, nella tarda adolescenza mi sono appassionato al mondo dei
tatuaggi,con il tempo sono riuscito a trasformarlo nel mio lavoro e ciò mi ha
permesso di poter stare sempre a contatto con carta e matita.Mi sono riavvicinato
alla pittura poco tempo fa, un po’ per caso, e un po’ per mettermi in gioco per
vedere cosa avrei saputo fare se al posto della matita ci fosse stato un
pennello.É stato il desiderio di regalare a una persona a me cara
  un qualcosa che potesse descrivere le
sensazioni che stavo vivendo in quel momento e la rendesse indelebili anche a
distanza di anni
  che mi ha portato a
fare il mio primo dipinto su tela.Mi sono piaciute molto le sensazioni che mi
ha lasciato dipingere quel quadro ed il risultato non era male, così ho deciso
di continuare.

 

 

 

Quali sono le principali influenze culturali che ispirano il
tuo stile, caratterizzato da evidenti richiami alla street pop?


La mia arte è profondamente influenzata da una varietà di
fonti culturali, che spaziano dalla street culture alla pop art. La street
culture ha avuto un impatto significativo su di me. Sin da piccolo ero
affascinato dall hip-hop, i graffiti così diretti, la musica con la sua energia
grezza e i testi taglienti, ha ulteriormente arricchito il mio vocabolario
visivo, permettendomi di creare opere che riflettessero l’energia e la
ribellione intrinseca alla vita di strada.Parallelamente, il cinema cult ha
giocato un ruolo cruciale nella mia formazione artistica. Film come “I 400
colpi” di François Truffaut, con la sua narrazione sincera e toccante
dell’infanzia ribelle, “Blow” di Ted Demme, che esplora il mondo del
traffico di droga con un’estetica unica, e “Will Hunting – Genio
ribelle”, che racconta una storia di crescita personale e scoperta di sé,
hanno tutti influenzato il mio modo di vedere il mondo. Questi film mi hanno
insegnato l’importanza di creare opere che non solo attirano l’attenzione
visiva ma raccontano anche una storia profonda.Un’altra figura chiave nella mia
ispirazione è Jean-Michel Basquiat. La sua capacità di mescolare elementi della
street art con riferimenti storici e culturali mi ha profondamente colpito. Mi
affascina come Basquiat usasse parole cancellate e frasi frammentate per creare
una tensione visiva e concettuale nelle sue opere.Questa fusione di influenze
mi permette di esplorare temi contemporanei in modo unico, creando opere che
non solo attirano l’attenzione visiva ma stimolano anche la riflessione.

 



Quale messaggio è possibile leggere nei tuoi dipinti?


Ogni dipinto ha un messaggio differente, raccontano una
parte di me, del momento che sto vivendo o come mi sento,
  ma lascio che sia l’osservatore a dargli il
significato che più gli appartiene dandogli la propria interpretazione,
l’importante per me è che sia in grado di suscitare un emozione.


Ci puoi illustrare il tuo processo creativo? Come nasce una
tua opera? Quale è il tuo approccio solitamente?


Il mio processo creativo nasce dall’idea e dal messaggio che
desidero trasmettere. Spesso, l’ispirazione viene da una citazione che mi ha
particolarmente colpito. Inizio ‘sporcando’ la tela con delle bombolette spray,
creando uno sfondo dinamico e spontaneo. Successivamente, dipingo il soggetto
principale, che rappresenta il fulcro dell’opera. Infine, concludo inserendo
delle frasi significative utilizzando i marker, per rafforzare il messaggio e
dare un tocco personale al tutto.”

Tra le varie tecniche che utilizzi per sperimentare, quale
prediligi e quali di queste ti soddisfa maggiormente?


Tra le varie tecniche che utilizzo, prediligo sicuramente
quella con le bombolette spray. Questa fase mi permette di dare libero sfogo
all’impulsività e di esprimere i miei canoni estetici senza seguire troppe
regole. È un momento in cui l’arte si manifesta in modo più spontaneo e
autentico, e questa libertà creativa è ciò che mi soddisfa maggiormente.
Inoltre, mi piace anche la parte finale di un dipinto, quando aggiungo gli
ultimi dettagli, poiché è lì che l’opera prende la sua forma definitiva e il
messaggio si completa.



C’è un tema o un messaggio ricorrente nelle tue opere?


No, variano spesso i messaggi, direi in base al periodo che
sto vivendo, alle emozioni che sento e che vorrei trasmettere.Nei miei dipinti
ci sono spesso delle citazioni collegate a delle immagini penso che questo li
renda più “leggibili” e diretti all’occhio di chi li osserva.





Quali sono i tratti distintivi della tua ricerca?


I tratti distintivi della mia ricerca artistica si
concentrano principalmente sulla mia palette di colori personale. Uso una
combinazione specifica di tonalità che a me trasmettono emozioni particolari e
danno un’identità unica alle mie opere. Questa scelta cromatica riflette il mio
stile e i messaggi che voglio comunicare. Amo anche esplorare il contrasto tra
l’impulsività delle bombolette spray e la precisione dei dettagli finali con i
pennelli, integrando testi significativi che arricchiscono ulteriormente il
significato dell’opera.



Come scegli i soggetti da rappresentare?


Scelgo i soggetti da rappresentare principalmente in base al
messaggio che desidero comunicare. Ogni soggetto che seleziono ha un
significato simbolico o rappresenta un concetto che voglio trasmettere
attraverso la mia opera. Spesso mi ispiro da citazioni o idee che mi
colpiscono, e cerco di trovare un modo visivo per esprimere quei concetti. È un
processo che richiede riflessione e ricerca, ma alla fine, mi guida sempre il
desiderio di comunicare un messaggio significativo attraverso la mia arte.





Cosa stimola la tua creatività ?


La mia creatività è stimolata da una varietà di fonti. Le
esperienze quotidiane, le riflessioni personali e gli incontri casuali spesso
accendono la mia immaginazione. Le citazioni da libri, film e canzoni che mi
colpiscono profondamente diventano spesso il punto di partenza per un nuovo
progetto. Inoltre, osservare il mondo che mi circonda,le emozioni delle
persone, contribuisce a alimentare il mio processo creativo.



 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

I miei progetti per il futuro includono l’integrazione di
frasi originali che ho iniziato a scrivere. Voglio esplorare ulteriormente il
potenziale espressivo delle parole, combinando il mio stile visivo con messaggi
personali e unici. Questo passo rappresenta una nuova dimensione del mio
lavoro, permettendomi di comunicare in modo ancora più diretto e autentico.
Continuo a cercare ispirazione nella vita quotidiana e nelle riflessioni che
essa mi offre, sempre con l’intento di creare opere che abbiano un impatto
significativo e che risuonino con il pubblico.




Da dove scaturiscono le idee di nuovi progetti o lavori?


Le idee per i miei nuovi progetti o lavori scaturiscono
principalmente dalla vita quotidiana e dalle riflessioni che essa mi pone
davanti. Spesso, tutto ha inizio da una frase che mi ha colpito profondamente,
che possa provenire da un film, un libro o una canzone. Queste parole scatenano
un processo creativo in cui cerco di tradurre quel significato in un’opera
d’arte, esplorando il modo migliore per comunicare quel messaggio visivamente.
È un processo che combina ispirazione, introspezione e creatività, portando
alla nascita di nuovi progetti carichi di significato. Inoltre, l’osservazione
attenta del mondo che mi circonda e le esperienze personali giocano un ruolo
fondamentale nel nutrire la mia immaginazione e nel guidare il mio lavoro
artistico.





Contatti


Facebook  Manuel Binda

Instagram manuelbinda.art














Sono un artista autodidatta con una passione radicata per
l’arte e le rappresentazioni grafiche fin dalla mia infanzia. La mia avventura
nell’arte ha preso forma attraverso i tatuaggi, un inizio significativo del mio
viaggio creativo, ho trovato il modo di coniugare la mia passione con il
lavoro, aprendomi a un mondo di espressione artistica. Il desiderio di
esplorare ulteriormente le mie capacità mi ha spinto a sperimentare, passando
dalla carta alla tela e dalle matite ai pennelli. Questa transizione ha segnato
ha segnato l’inizio della mia avventura pittorica, aprendo nuovi orizzonti
creativi e permettendomi di esplorare diverse tecniche. Il mio percorso artistico é un costante processo di crescita
e esplorazione, guidato dalla passione e alimentato dalla voglia di comunicare
con il mondo circostante. Ogni pennellata e tratto rappresenta un capitolo
della mia storia artistica, un racconto visivo che continua a evolversi mentre
cerco di catturare l’essenza delle emozioni e dei significati che permeano la
vita.






























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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News & WIP by Maria Marchese




















News & WIP by Maria Marchese






di Giuseppina Irene Groccia |25|Maggio|2024|




Brevemente… — si fa per dire — oggi dedichiamo uno spazio a Maria Marchese , nostra collaboratrice da diverso tempo, perché ci fornisca aggiornamenti sulle novità e i WIP (work in progress) che riguardano la sua professione.

— Giuseppina … Bonjour!

Novità? Certainement! A breve e medio termine!

Dopo “ Scrivo t,amo , la  3’ raccolta poetica che si fregia della prefazione dello chef stellato milanese Tano Simonato , uscita a Giugno 2023, a Maggio 2024 ho ristampato, per la 3’ volta, “Le scarpe rosse – Tra tumultuoso mare e placide acque”, con l’aggiunta della prefazione — d’eccellenza, sottolineo io — dell’autrice Teresa Laterza .

Ti spoilero il mio esordio come designer di accessori, in una collaborazione a 4 mani da “chapeau” : è nata, infatti, la collezione “Chaturanga” — ancora per poco top secret —, dove le mie competenze si uniscono a quelle del designer e Maestro Orafo fiorentino Valerio Salvadoridi Redò Florence 1989 .

Chaturanga unisce l’estro, le sensibilità e le doti di due artisti, per una linea di borse gioiello iconiche, totally designed e handmade da entrambi, destinata alla donna vincente… la regina — qui entra in gioco, appunto, il Chaturanga, la scacchiera ma anche l’arte tessile comasca, il ragno — pure dirai!? —…

Si parla di una linea haute couture ed una pret a porter — ulalalalalal… aggiungo, ma non posso ancora svelare tutto… —.





Immancabile, in un contesto simile, il mio logo — ed è qui che me la tiro un po’ — : i fantasmagorici “lieu de naissance français ”(natalia francesi) , attribuitimi per i francesismi che “ubriacano” le mie poesie e che foggiano un po’ la mia immagine — come acqua che dilava la roccia?… Noooo!… magari come champagne o Chanel n’5 ahahah… — hanno ispirato il brand CharmOsa — “Osa ma con charm”—.

Ho già creato una collezione di cappellini, una di spille ed una di orecchini/origami…

Dulcis in fundo, sto scrivendo il mio primo romanzo erotico con —….. —.

— Non posso dire altro. Anzi no! Ti spoilero un nome, “Valentine ”… —.

………..

— Dimenticavo! Mannaggia: è iniziato il progetto “Sedotti dall’Arte “ di Maria Marchese, nato in collaborazione con Sedotti dal web, per avvicinare un pubblico sempre più ampio ad arte e cultura. Seguimi sui miei canali: YouTube , InstagramFbLinkedInTelegram.

Sta Marchese è come il prezzemolo! Nooo: come il formaggio con le pere… una squisitezza! Ahahah

Ad majora Giuseppina e al prossimo pezzo di divulgazione by Maria Marchese






















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Oltre le Forme L’Universo Emotivo nell’Arte di Vian Borchert

 


Oltre le Forme

L’Universo Emotivo nell’Arte di

Vian Borchert




di Giuseppina Irene Groccia |18|Maggio|2024|



L’opera dell’artista Vian Borchert si distingue per la sua capacità di trasporre l’intimità della sua esperienza in una forma visiva astratta e poetica. Attraverso un processo creativo molto personale, l’artista cattura il fluire incessante dei pensieri e delle emozioni, creando un’opera d’arte che funge da specchio della sua totalità interiore.

L’opera d’arte non è semplicemente il risultato di un gesto artistico, ma piuttosto un accumulo di esperienze, viaggi, memorie e riflessioni che si intrecciano nella trama della mente dell’artista. In essa, si possono scorgere tracce di trionfi e di dolori, di gioie e di struggimenti, che conferiscono profondità e complessità alla sua espressione creativa.

Ciò che rende davvero singolare questa produzione artistica è la sua capacità di trasmettere un senso di intimità universale. Pur essendo fortemente radicata nell’esperienza personale dell’artista, l’opera si apre a interpretazioni e connessioni che vanno oltre il singolo individuo. È come se l’artista, attraverso il suo linguaggio visivo, aprisse una finestra su mondi interiori, invitando lo spettatore a immergersi nelle profondità dell’esperienza condivisa.

Il linguaggio visivo utilizzato dall’artista può essere descritto come una sorta di poesia visiva, in cui forme e colori si fondono per creare una melodia emotiva che parla direttamente al cuore dello spettatore. Questa poetica visiva, intrisa di lirismo e di suggestione, mira a suscitare nei fruitori un’esperienza estetica che supera la contemplazione superficiale.

Attraverso il suo lavoro, l’artista si propone di creare interazioni profonde e durature con il suo pubblico. L’obiettivo non è solo quello di comunicare un messaggio personale, ma di innescare un dialogo empatico che possa risuonare nell’animo di chiunque incontri l’opera. In questo senso, l’arte dell’artista diventa un ponte che unisce mondi interiori, un riflesso tangibile dell’infinita complessità dell’arte e del singolo pensiero creativo.





Artist Vian Borchert’s work stands out for its ability to
transpose the intimacy of her experience into an abstract and poetic visual
form. Through a very personal creative process, the artist captures the
incessant flow of thoughts and emotions, creating a work of art that acts as a
mirror of her inner totality.


The work of art is not simply the result of an artistic
gesture, but rather an accumulation of experiences, travels, memories and
reflections that are intertwined in the fabric of the artist’s mind. In it, we
can see traces of triumphs and pains, of joys and heartaches, which give depth
and complexity to her creative expression.


What makes this artistic production truly singular is its
ability to convey a sense of universal intimacy. Despite being strongly rooted
in the artist’s personal experience, the work opens up to interpretations and
connections that go beyond the individual. It is as if the artist, through her visual language, opened a window into interior worlds, inviting the viewer to
immerse themselves in the depths of the shared experience.


The visual language used by the artist can be described as a
sort of visual poetry, in which shapes and colors blend to create an emotional
melody that speaks directly to the heart of the viewer. This visual poetics,
imbued with lyricism and suggestion, aims to arouse in users an aesthetic
experience that goes beyond superficial contemplation.


Through her work, the artist aims to create deep and lasting
interactions with her audience. The goal is not only to communicate a personal
message, but to trigger an empathetic dialogue that can resonate in the soul of
anyone who encounters the work. In this sense, the artist’s art becomes a
bridge that unites inner worlds, a tangible reflection of the infinite
complexity of art and single creative thought.


In questa intervista, l’artista ci svela la sua visione, il processo creativo e la profonda emotività che anima ogni sua creazione.






Ciao Vian. Presentati ai nostri lettori…

Ciao, mi chiamo Vian Borchert, sono un’ affermata artista espressionista. Descrivo la mia arte come una forma di poesia
visiva e nella mia arte miro a suscitare sentimenti di pace e ringiovanimento
attraverso la visione dell’opera. 

Creo arte professionalmente da circa 20 anni.
Sono cresciuta in una famiglia d’arte dove tutti, da parte di mia madre, sono
artisti. Quindi, sono nata con un dono naturale e un talento artistico che
attribuisco alla mia creazione genetica. 

Il mio talento era abbastanza chiaro
per tutti intorno a me e i miei insegnanti e presidi scolastici hanno sfruttato
il mio talento. 

Ho presentato la mia scuola attraverso mostre d’arte e ho vinto
numerosi premi durante la mia infanzia e infine una borsa di studio per
l’universit
à d’arte. 

Sono un “Notevole Alumni” del Corcoran College of
Art & Design George Washington University, Washington, DC. 

Da oltre un
decennio insegno anche corsi di belle arti per adulti in pittura e disegno. 

Ho
scritto numerosi articoli sull’arte e ho curato mostre collettive e con giuria. 

Ho anche lavorato come critico d’arte presso “Art Basel Miami Beach”
e ho lavorato come convocatore di comunit
à.

Attualmente sono il responsabile
artistico/curatore dell'”Oxford Public Philosophy Journal” – una
rivista di filosofia con sede all’Universit
à di Oxford, nel Regno Unito. 

Inoltre, Sono il curatore della galleria virtuale VB Contemporary che presenta
mostre d’arte attentamente curate che mettono in mostra opere di artisti
affermati e di talento provenienti da tutto il mondo.

Le mie opere d’arte sono state esposte in
musei e gallerie nelle principali citt
à del mondo, oltre ad essere ampiamente coperte dalla stampa. Le mie
opere d’arte sono disponibili tramite le piattaforme “1stDibs” e
“Artsy” a questo link: https://www.vianborchert.com/shop.html

 

 

Come è nata la tua passione per larte?


L’ho sempre avuto dentro di me fin da
quando ero bambina. L’arte
è sempre stata lì per me fin dall’inizio. Per quanto posso ricordare, da bambina ho
sempre iniziato a disegnare, colorare e dipingere con affetto. Per me l’arte
era un rifugio, una sorta di santuario dagli occhi indiscreti del mondo
esterno. Ero una bambina molto timida e l’arte mi ha aiutata a esplorare la mia
identit
à creativa e la mia personalità. Facendo arte fin da bambina,
sono entrata nel mio mondo di immagini, immaginazione e paesaggi onirici.
L’arte mi ha reso felice. Tuttavia, provengo da una famiglia d’arte e sono
cresciuta vedendo mia madre dipingere mentre ascoltavo musica classica. Vederla
in piedi accanto al cavalletto con un pennello in mano mentre dipingeva le
sinfonie di Beethoven era qualcosa che ammiravo totalmente. I miei genitori,
amanti dell’arte e della cultura oltre ad essere collezionisti d’arte, ci hanno
portato anche a inaugurazioni e conferenze d’arte. Quindi, sono cresciuta non
solo vedendo l
arte, ma anche ascoltando conversazioni intellettuali sullarte e sul
suo significato. Il gergo artistico, per cos
ì dire, era nell’aria.

 

 



Hai seguito un percorso accademico o sei
autodidatta?


Vengo dal mondo accademico e ne sono molto
orgogliosa. Sono un “Notevole Alumni” del Corcoran College of Art
& Design George Washington University, Washington, DC. Oltre a studiare
belle arti, ho studi di storia dell’arte, psicologia e sociologia insieme a un
certificato in arteterapia e un web master.

Come educatore darte, sono chiaramente a favore
della strada dell
apprendimento e delleducazione e incoraggio tutti a seguire quel percorso. Vedo numerosi
artisti autodidatti e personalmente ritengo che la loro esperienza di
apprendimento sia meglio aiutata se seguono e lavorano per un percorso
accademico.

 


Quali sono le tue fonti di ispirazione?

La natura è la mia più grande fonte di ispirazione. Il
mio giardino
è il mio santuario e rifugio nei momenti di angoscia. Mi ritiro lì per
ascoltare gli uccelli cantare con gioia mentre assaporo la leggera brezza che
attraversa le sue foglie mentre i profumi delle mie piante di lavanda e
rosmarino riempiono l’aria. Anche i miei figli e mio marito sono per me
un’enorme fonte di ispirazione per andare avanti e creare sempre pi
ù lavori: mi
incoraggiano continuamente nel mio viaggio da artista attraverso il loro amore
e la loro ammirazione per le mie creazioni artistiche. Inoltre, la luce e le
ombre svolgono un ruolo importante nell
essere fonti di ispirazione per il
mio lavoro.

 

 

Come descriveresti il tuo stile?


Il mio stile è espressionista astratto con un
tocco minimale. Adoro il colore blu poich
é sono una persona acquatica e amo
tutto ci
ò che è nautico. Sono nota per i miei dipinti astratti blu che incarnano
paesaggi marini e paesaggi del cielo attraverso una visione moderna e un modo
pittorico.

 


 

Come si manifesta e si riflette nella tua
arte la tua passione per la scrittura poetica?


Come latto di creare arte, anche
scrivere poesie
è sempre stato presente. Da bambina non solo disegnavo, ma scrivevo
storie accompagnate dai disegni. La poesia per me, soprattutto quando ero
adolescente, era una forma di diario, parole e strofe scritte in modo pi
ù astratto e
suggestivo. Per me la poesia
è simile a un’opera d’arte astratta, indicativa, misteriosa eppure
fatta di parole che si intrecciano per formare un insieme che rappresenta
un’idea o un concetto. In tal modo, la parola scritta passa attraverso me
artista e si manifesta sotto forma d’arte attraverso la pittura.

 

Cosa ti motiva a preferire uno stile
artistico astratto rispetto a stili pi
ù
tradizionali o figurativi nella tua pittura?


Creo arte da molto tempo. Come artista da
molti anni, ho studiato arte nel modo tradizionale alla scuola d’arte. Insegno
anche ai miei studenti principianti con un approccio pi
ù tradizionale affinché possano
crescere passo dopo passo nella scala dell’apprendimento artistico. Inoltre,
sono principalmente un artista figurativo. La maggior parte dei miei lavori
precedenti sono figurativi ma espressi in uno stile astratto. Quindi, l
astrazione
per me
è sempre stata presente fin dallinizio. Tuttavia, negli ultimi 8
anni, il cerchio
è tornato al punto di partenza ed è stato completamente mostrato nel
lavoro. Tuttavia, nella sua essenza
è il mio vero amore per l’astrazione che ha aperto la strada al mio
stile distintivo.

 


 


In che modo la scelta dei colori tenui
influenza il significato o l’emozione che vuoi trasmettere attraverso le tue
opere?


Il colore per me è sempre stato un canale e un
riflesso di stati d’animo e sentimenti. Per illustrare, i dipinti dei miei
campi di lavanda presentano calmi toni lavanda e magenta insieme a soffici
nuvole bianche per rappresentare i calmi sentimenti di pace e amore che ottengo
mentre mi trovo nei campi di lavanda. Al contrario, negli ultimi dipinti di
tuoni e fulmini, ero ben consapevole del compito da svolgere e del concetto che
doveva essere espresso – quindi, l’opera d’arte presentava i colori del blu e
del viola in una gamma dinamica per enfatizzare la drammaticit
à e la forza
di fenomeni naturali ed eventi atmosferici che l
ambiente ed il clima incontrano.
Invece, gli ultimi toni tenui della mia recente serie “Cherry Blossom and
Sakura” sono intenzionalmente realizzati con una tavolozza pi
ù morbida per
far emergere le sensazioni eteree della primavera con tutta la sua incantevole
bellezza e l’atmosfera onirica.

 

 

Hai un metodo o una tecnica specifica che
preferisci utilizzare per creare effetti visivi interessanti?


Utilizzo una serie di pennelli di varie
dimensioni. In un certo senso, sono un vero pittore, amo i miei pennelli e il
loro meraviglioso utilizzo e ci
ò che in cambio possono fare per creare un’atmosfera pittorica. Mi
piace pensare di essere un direttore d’orchestra e che i miei pennelli siano la
mia bacchetta che dirige una sinfonia orchestrale. Allo stesso modo, come un
musicista con la sua bacchetta magica: per me, i miei pennelli mi danno la
stessa sensazione. In generale, per
ò, un pittore esperto sa come lavorare con i pennelli.

 

 



Come è cambiato nel tempo il tuo
approccio all
arte astratta?


I miei primi abstract non erano
rappresentativi e la trama era pesante e avvolgeva una tavolozza pi
ù scura. I
lavori precedenti, sebbene fossero molto astratti, erano ancora vagamente
basati sui miei viaggi alle Cascate del Niagara e su una visione astratta della
formazione rocciosa pi
ù come uno scienziato nel ruolo di un artista che dipinge
allontanando la loro osservazione. Le ultime astrazioni si basano ancora
sull’osservazione della natura, ma si pu
ò dire che il dipinto è un
paesaggio di fiori di ciliegio, tuttavia intenzionalmente espresso attraverso
un tocco espressionista astratto. Anche i dipinti recenti presentano una
tavolozza pi
ù chiara. C’è stata una migrazione del colore dall’oscurità alla luce
che potrebbe essere un’indicazione della mia trasformazione e crescita nel
corso degli ultimi anni verso la ricerca dell’illuminazione attraverso le arti.

 

 

Quali sono i tuoi progetti futuri e le tue
ambizioni nel campo della pittura?


Ultimamente ho curato una serie di mostre
collettive presentate nella mia ultima impresa “VB Contemporary”, che
è una
galleria d’arte virtuale 3D e una piattaforma culturale che scopre e mette in
mostra artisti che trovo affascinanti da tutto il mondo. Le mostre sono curate
con cura con un numero selezionato di artisti in cui trovo che la loro visione
sia in linea con la mia estetica di ci
ò che costituisce l’arte contemporanea e in cui sento che il loro
lavoro gioca un ruolo nel plasmare la scena artistica attuale. L’attuale gruppo è “In Spring”. 

La mostra è visibile su: 

www.vb-contemporary.com 

Questo progetto ha
comportato un duro lavoro e molta energia e impegno sono stati messi dietro le
quinte da tutto il team per rendere le mostre e la loro presentazione
un’esperienza bella e divertente per spettatori e artisti allo stesso modo. 

Oltre a questo sforzo curatoriale e di regia, il mio obiettivo è che la mia
arte venga mostrata maggiormente nei musei di livello mondiale e nelle
principali gallerie nelle citt
à chiave, da New York a Parigi, a Londra, Dubai e Roma e oltre. 

Voglio anche tornare a scrivere libri per bambini accompagnati dalle mie
illustrazioni, che
è il mio primo amore nel campo dell’arte: ho diversi libri che ho
scritto che si accumulano in attesa di essere pubblicati. 

Quindi, nei prossimi
anni, fate attenzione a loro. 











 

Beyond Forms

The Emotional Universe in the Art of

Vian Borchert







In this interview, the artist reveals her vision, the creative process and the profound emotion that animates each of her creations.



Hi Vian. Please introduce yourself to
our readers…


Hello, my name is Vian Borchert, I am an
established expressionist artist. I describe my art as a form of visual poetry
and in my art I aim to bring forth feelings of peace and rejuvenation through
viewing the work. I’ve been creating art professionally for around 20 years. I
grew up in an art household where everyone from my mother’s side is an artist.
Hence, I was born with a natural gift and an artist’s talent which I attribute
to my genetic making. My talent was pretty clear for all around me and my
school teachers and principals harnessed my talent. I presented my school
through art exhibits and won multiple awards throughout my childhood and eventually
a scholarship for art college. I am a “Notable Alumni” from the
Corcoran College of Art & Design George Washington University, Washington,
DC. I’ve also been teaching fine art classes to adults for over a decade in
painting and in drawing. I’ve written numerous articles on art and curated and
juried group exhibitions. I also served as an art critic in “Art Basel
Miami Beach ” and worked as a community convener. I am currently the art
lead/curator for the “Oxford Public Philosophy Journal” – a philosophy
journal based in Oxford University, UK. Moreover, I am the curator of VB
Contemporary virtual gallery which presents carefully curated art exhibitions
showcasing works by accomplished and talented artists from all over the world.

My artwork has been on exhibit in museums
and in galleries in major world cities along being vastly covered in the press.
My artwork is available via “1stDibs” and “Artsy” platforms
at this link: https://www.vianborchert.com/shop.html

 

 

How did your passion for art come about?


I’ve always had it in me ever since I was a
child. Art was always there for me from the start. As far as I can remember, I
always fondly took to drawing, coloring and painting as a child. For me art was
a retreat, a sanctuary of some sort from the prying eyes of the outside world.
I was a very shy child and art helped me explore my creative identity and my
personality. In making art even as a child, I entered my own world of images,
imagination and dreamscapes. Art made me happy. However, I do come from an art
household, and I grew up seeing my mother painting while listening to classical
music. Seeing her standing by the easel with a brush in her hand painting to
Beethoven’s symphonies was something I totally looked up to. My parents who are
art and culture lovers along being art collectors also took us to art openings
and art lectures. Hence, I grew up not only seeing art, but also hearing
intellectual conversations about art and its meaning. The art lingo so to speak
was so much in the air.

 

 



Did you follow an academic path or are
you self-taught?


I come from academia, and I am very proud
of that. I am a “Notable Alumni” from the Corcoran College of Art
& Design George Washington University, Washington, DC. Besides studying
fine art, I have studies in art history, psychology and sociology along with a
certificate in art therapy and a web masters degree.

As an art educator, I clearly favor the
road of learning and education and encourage all to follow within that path. I
see numerous self-taught artists and I personally feel that their learning
experience is better aided if they follow and work towards an academic path.

 

 

What are your sources of inspiration?


Nature is my biggest source of inspiration.
My garden is my sanctuary and refuge in times of distress. I retreat to it to
listen to the birds sing joyfully while taking in the gentle breeze that goes
through its leaves while the scents of my lavender and rosemary plants fill in
the air. My children and husband also are a huge source of inspiration for me
to carry on and go on creating more work – they continuously cheer me on in my
artist’s journey through their love and admiration of my art creations. Also,
light and shadows do play a huge part in being sources of inspiration for my
work.

 

 

How would you describe your style?


My style is an abstract expressionist one
with a minimal twist. I love the color blue since I am a water person and love
everything nautical. I am known for my blue signature abstract paintings that
embody seascapes and skyscapes via a modern take and a painterly way.

 


 


How does your passion for writing poetry
manifest and reflect in your art?


Same like the act of creating art, writing
poetry was always there as well. As a child not only would I draw, but I would
write stories accompanied with the drawings. Poetry for me especially when I
was a teenager was a form of a diary, words and stanzas written in a more
abstract suggestive way. For me poetry is similar to abstract artwork,
indicative, mysterious yet made up of words that string along to make a whole
that represents an idea or a concept. In such, the written word comes through
me the artist and manifests in the form of art via painting.

 

 

What motivates you to prefer an abstract
artistic style over more traditional or figurative styles in your painting?


I have been creating art for a long time.
As an artist for many years, I have studied art in the traditional way back in
art school. I also teach my beginning students in a more traditional approach
for them to grow step by step within the ladder of art learning. Moreover, I am
primarily a figurative artist. Most of my earlier work is figurative yet
delivered in an abstract style. Hence, the abstraction for me was always there
from the beginning. However, in the last 8 years, it has come full circle and
has been fully shown in the work. Yet, in its essence it is my true love for
abstraction that led the way to my distinctive style.

 

 



How does the choice of soft colors
influence the meaning or emotion you want to convey through your works?


Color for me was always a conduit and a
reflection of mood and sentiments. To illustrate, my lavender fields’ paintings
present a calm lavender and magenta tones along with white fluffy clouds to
represent the calm feelings of peace and love I attain while being in lavender
fields. In contrast, the latest paintings of thunder and lightning, I was well
aware of the task at hand and concept that needs to be delivered – hence, the
artwork presented colors of blues and purples in a dynamic array to emphasize
on the drama and strength of natural phenomena and atmospheric occurrences that
the environment and climate encounter. Whereas, the latest soft tones in my
recent “Cherry Blossom and Sakura” series are intentionally done with
a softer palette to bring forth the ethereal feelings of Spring time with all
its enchanting beauty and dreamlike ambiance.

 

 

Do you have a specific method or
technique that you prefer to use to create interesting visual effects?


I do use an array of brushes from varying
sizes. In a sense, I am a true painter, I love my brushes and their wonderful
usage and what they in return can do in creating a painterly feel. I like to
think I am a conductor and my brushes are my baton conducting an orchestral
symphony. Likewise, similar to a musician with their magic wand – For me, my
brushes give me the same feel. In general though, a skilled painter knows how
to work their brushes.

 

 



How has your approach to abstract art
changed over time?


My earlier abstracts were
non-representational and texture heavy enveloping a darker palette. The earlier
works albeit them being very abstract, they were still loosely based on my
travels to the Niagara Falls as well as an abstract take of rock formation more
as a scientist in the role of an artist painting away their observation. The
latest abstractions are still based on observations on nature but one can tell
that the painting is a landscape of cherry blossoms yet  intentionally delivered through an abstract
expressionist touch. The recent paintings do also present a lighter palette as
well. There has been a migration in color from dark to light which could be an
indication of my own transformation and growth throughout the latest years
towards the pursuit of enlightenment through the arts.

 

 

What are your future projects and
ambitions in the field of painting?


As of late, I’ve been curating a number of group exhibitions presented in
my latest endeavor “VB Contemporary” which is a 3D virtual art gallery
& a cultural platform that discovers and showcases artists I find
fascinating from all around the world. The shows are carefully curated ones
with a hand selected number of artists where I find that their vision aligns
with my aesthetics of what constitutes contemporary art and where I feel their
work plays a role in shaping the current art scene. The current “In
Spring” group exhibition is viewable at: www.vb-contemporary.com – This
project has been a lot of hard work and lots of energy and effort is put behind
the scene by the whole team to make the exhibits and their presentation a
beautiful and enjoyable experience to viewers and artists alike. Besides this
curatorial and directorial endeavor. I aim for my art to be shown more in
world-class museums and in major galleries in key cities from NYC to Paris to
London, Dubai and Rome and beyond. I also want to eventually go back to writing
children’s books accompanied by my own illustrations which is my first love in
the field of art – I have a number of books that I have written that are piling
up awaiting to be published. So, in the coming years, look out for them.












Vian Borchert è un affermata artista espressionista. Borchert ha esposto in numerose mostre collettive e personali negli Stati Uniti e a livello internazionale in musei e gallerie chiave nelle principali città come: New York, Washington DC, Los Angeles, Londra e Berlino. Le opere di Borchert sono state esposte in luoghi prestigiosi come Times Square a Broadway a New York, le Nazioni Unite a New York, il Medinaceli DeArte Museum Contemporáneo in Spagna, il museo SAM in Pennsylvania, il National Liberty Museum a Philadelphia, il BMFA Museum in Texas, il storico “Arts Club di Washington DC” insieme ad ambasciate, ospedali e aziende mondiali. Proveniente dal mondo accademico, Vian si è laureato e “Notable Alumni” presso il Corcoran College of Art & Design George Washington University, Washington, DC. L’arte di Borchert è stata ampiamente descritta nella stampa e in interviste come quelle stimate: Museum Week Magazine, GOSS Magazine, Arts & Investments, 300 Luxury Magazine, ARTPIL, Influential People Magazine, The Washington Post, OFF TOWN Magazine e sulle copertine di “ROIDX”, “MOEVIR” Riviste in stile francese con sede a Parigi e riviste letterarie come “PENSIVE” della Northeastern University di Boston e altre. Borchert è un educatore artistico per adulti che insegna lezioni di belle arti. Borchert ha anche un Web Master e un certificato in arteterapia, insieme a studi di psicologia e storia dell’arte, Borchert ha anche scritto di arte per molti anni. Borchert ha curato e giurato in numerose mostre collettive. Vian ha lavorato come critico d’arte presso “Art Basel Miami Beach”. Borchert è Art Lead/curatore del segmento artistico per l’Oxford Public Philosophy Journal, numero Turn 5: la rivista di filosofia ha sede all’Università di Oxford, nel Regno Unito. Le opere d’arte di Borchert sono presenti nei mercati leader a livello mondiale con le aste “Artsy” e “1stDibs”. 


www.vianborchert.com




Vian Borchert is an established expressionist artist. Borchert has exhibited in numerous group and solo exhibitions within the US and internationally in museums and key galleries in major cities such as: NYC, Washington DC, LA, London and Berlin. Borchert’s artwork has been on display in prestigious venues such as Times Square on Broadway in NYC, United Nations in NYC, Medinaceli DeArte Museum Contemporáneo in Spain, The SAM museum in PA, The National Liberty Museum in Philadelphia, The BMFA Museum in Texas, the historic “Arts Club of Washington DC” along with world embassies, hospitals and corporations. Coming from academia, Vian is a graduate and “Notable Alumni” from the Corcoran College of Art & Design George Washington University, Washington, DC. Borchert’s art has been vastly featured in press / interviews such as the esteemed: Museum Week Magazine, GOSS Magazine, Arts & Investments, 300 Luxury Magazine, ARTPIL, Influential People Magazine, The Washington Post, OFF TOWN Magazine, and on the front covers of “ROIDX”, “MOEVIR” Paris based French style magazines, and literary journals like “PENSIVE” of Boston’s Northeastern University, and others. Borchert is an art educator for adults teaching fine art classes. Borchert also has a Web Masters degree and a certificate in art therapy, along with studies in psychology and art history. Vian has also been writing on art for many years. Borchert has served as a community convener for the Arts and Humanities. Borchert has curated and juried a number of group exhibitions. Furthermore, Vian has served as an art critic at “Art Basel Miami Beach”. Borchert is the Art Lead / curator of the art segment for the Oxford Public Philosophy Journal, Turn 5 issue- the philosophy journal is based in Oxford University, UK. Borchert’s artwork is in world leading marketplaces with auctions “Artsy” and “1stDibs”. 

www.vianborchert.com


















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



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INCONTRO CON IL FAMOSO POETA ITALIANO DANTE MAFFIA IN KOSOVO – ALBANIA

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazioni Eventi

INCONTRO CON IL FAMOSO POETA ITALIANO 

DANTE MAFFIA IN KOSOVO
– ALBANIA

 


Intervista condotta dalla poetessa Anila Dahriu

 

È stato un viaggio affascinante, nella terra dell’aquila,
all’insegna della poesia e della bellezza a cominciare dal Kosovo: da Pristina,
Pejë, Klinë  città che hanno dato i
natali a grandi eroi, e a poeti e  scrittori pur essendo luoghi di molte sofferenze
per cause storiche da tutti conosciute.

E’ stato il mio primo viaggio nel Kosovo, che conoscevo
soltanto attraverso  le canzoni,
attraverso i libri che ricevevo in regalo nelle occasioni delle  grandi 
feste.

Si trattava di poesie e di racconti  che ritraevano le tradizioni e io ne restavo
affascinata, perché si parlava spesso dei comportamenti di un popolo ospitale,
ma sempre fiero, sempre pronto a difendere le proprie idee e la propria
identità.

Nella città di Klinë è stato organizzato un importante
incontro letterario con uno dei più importanti poeti italiani, Dante Maffia,
più volte candidato al Premio Nobel. Una iniziativa concordata dall’Università
con la collaborazione  dell’l’Unione
degli scrittori e critici albanesi di Pristina.



Organizzato dal DKRS, dal Comune di Klina e
dall’Associazione degli scrittori internazionali “Pjeter Bogdani”
Bruxelles-Pristina, diretto dallo scrittore, poeta Jeton Kelmendi.

La casa editrice Bogdani ha pubblicato l’ultima opera in
albanese dello scrittore Dante Maffia con la traduzione della poetessa Anila
Dahriu. All’incontro ha partecipato anche lo storico Francesco Perri che spesso
affianca Maffia nei suoi viaggi.


Prima di entrare  nell’ufficio del Sindaco del Comune, Zenun
Elezajt, siamo stai accolti da un manifesto gigantesco con una grande
fotografia di Dante Maffia.

Il Sindaco ha consegnato a Dante Maffia la “Cittadinanza
onoraria” della Città di Kline, con la motivazione: “Per i suoi meriti letterari
e per il suo interesse per le lettere albanesi.” 

 

Poi l’incontro si è svolto nella sala dell’Assemblea
Comunale, dove è stata promossa l’opera “Cos’è l’amore” di Dante Maffia
(poesie, saggi, aforismi). La partecipazione dei poeti e degli artisti del
circondario (da Pristina, Malisheva, Gjakova, Skenderaj e Kline) è stata
numerosa ed entusiasta.

Dopo il saluto del presidente Zenun Elezaj, hanno parlato
della personalità di Dante Maffia, Jeton Kelmendi e Francesco Perri, mentre
Hajdin Morina, Engjëll I. Berisha, Mikel Gojani e Prend Buzhala hanno parlato
del libro. Sono stati letti, ovviamente, anche dei versi dell’autore da Valdon
Maloku poeta. Intanto, in questa occasione, l’Assessore alla Cultura, alla Gioventù
e allo Sport, Driton Bardheci, ha consegnato un Riconoscimento alla
traduttrice  ANILA DAHRIU: “Per i
risultati ottenuti nel campo delle traduzioni nella lingua albanese e
italiana”.


Il pittore  di Klina
Sejdi Kapllanaj, che vive in Italia, ha donato un dipinto al poeta Dante
Maffia.

Alla fine, lo scrittore Dante Maffia ha salutato gli
ospiti e ha recitato i suoi versi in italiano, mentre Anila Dahriu li ha letti
in albanese.

Ricorrendo il 30° anniversario dell’attività editoriale
del Club degli Scrittori , Francesco Perri ha donato a questo Club lo stemma
della Federazione delle Associazioni Arberesh d’Italia ed ha invitato i
componenti del club ad attivarsi per degli scambi culturali.

 

Il  viaggio ha
proseguito verso la città di Peja, dove il poeta Dante Maffia è stato insignito
di uno dei più alti riconoscimenti del Kosovo. Gli era già stato dato nel 2020
il Premio Madre Teresa 2020,  e quindi è
stato quasi naturale riconoscerlo “Amico della Città di Peja”, con una
cerimonia,  in municipio alla quale sono
stati presenti le personalità di spicco della città.

 

Il 27.4.2024 si è svolto l’incontro delle 600 personalità
albanesi più importanti nel mondo: “GRANDE INCONTRO DI PRISTINA 2024,
Pan-Albanese – Incontro Internazionale, 25 anni di Kosovo libero, dove Dante
Maffia è stato elogiato per la sua opera letteraria.

L’arrivo nella capitale dell’Albania, Tirana, è stato
coronato dall’atteso incontro, all’Hotel Skay, con il poeta Dante Maffia, la
poetessa Anila Dahriu e lo storico Francesco Perri con il direttore di uno dei
giornali più prestigiosi  del Paese e del
mondo, nonché uno dei più famosi scrittori di spicco dell’élite albanese, Mujo
Bucpapaja.



L’incontro è stato molto proficuo perché si sono fatti
progetti concreti su collaborazioni future che consistono anche nella
valorizzazione di libri di tradurre nelle due lingue.

Nel frattempo Dante Maffia ha ringraziato profondamente
per l’instancabile lavoro del quotidiano letterario Nacional, descrivendolo
come uno dei migliori giornali letterari e culturali in Europa al servizio
della cultura e della letteratura di tutto il mondo. Poi il Direttore e Maffia
hanno parlato della visita in Kosovo, delle emozioni e delle esperienze nonché
degli incontri con i poeti e gli scrittori albanesi con i quali hanno partecipato
con tanto zelo e competenza.  Mujo
Bucpapaj  ha dichiarato di essere felice
di poter scambiare le esperienze e di promuovere una letteratura, quella
italiana, che sente molto vicina al suo mondo.

 


Gli incontri si sono susseguiti a Tirana con la
collaborazione dello scrittore, poeta Nikolla Loka e della direzione nazionale
di lettura sugli scritti del poeta Dante Maffia, e poi un omaggio a casa dello
scrittore Ismail Kadaré, dove si sono svolte piacevoli conversazioni e diversi  pareri sulla letteratura dei due popoli amici
con la partecipazione di numerosi artisti albanesi.

 

 

 

 


 

 

 

 

INTERVISTA DI ANILA DAHRIU

DIECI DOMANDE A DANTE MAFFIA

 

So che sei stato nel Kosovo e in Albania altre volte
negli anni settanta e negli anni ottanta. Trovi, durante questo tuo recente
viaggio, che ci siano stati molti cambiamenti?

Moltissimi cambiamenti e credo che si debbano alla
sensibilità e all’intelligenza di questi due popoli (o dovrei dire di un
popolo?) ricchi di cultura e capaci di saper interpretare l’evoluzione dei
tempi e prepararsi alle sfide del futuro. A me piacerebbe tanto che
diventassero membri effettivi dell’Europa.

 

Qual è il tuo rapporto con la cultura e con la
letteratura di lingua albanese?

Un rapporto ottimo. Conosco ormai molti poeti e molti
narratori dei quali ho molta stima perché hanno saputo interpretare le
problematiche e le ansie attuali, i sommovimenti che stanno coinvolgendo il
mondo intero. Questa meravigliosa terra non è più isolata a chiusa in sé
stessa, ma ha vibrazioni nuove ed efficaci e i primi frutti sono già in atto, a
parte il patrimonio classico ben conosciuto.

 


Dunque sei contento di essere stato tradotto in albanese?
Quattro libri non sono pochi, anche perché l’apprezzamento è stato totale.

Molto di più di quel che mi aspettavo. Intanto un grazie
alle due traduttrici, a te, Anila Dahriu e ad Albana Alia, che avete saputo
trasportare la mia parola con grande senso di responsabilità e con grande
afflato di poesia.

Non mi aspettavo di ricevere tanta attenzione e tanto
interesse: il Premio Madre Teresa di Calcutta, la Cittadinanza Onoraria a
Kline, il riconoscimento maggiore che dà la città di Peje e ancora altro. Credo
che a tutto ciò abbia contribuito molto la qualità della mia scrittura, ma
soprattutto le tematiche da me affrontate nei vari libri. Spesso ho
riscontrato, leggendo i poeti e i romanzieri kosovari o albanesi di percorrere
sentieri simili, anche se con spirito diverso.

Non è quindi casuale che gli insediamenti maggiori,
secoli addietro, siano avvenuto in Calabria anche se ciò è detto col senno di
poi. Ciò per ribadire che i due mondi, anche se con traversie diverse, molto
diverse, avevano radici molto simili e umanità molto vicina.

 

Come è avvenuta la candidatura al Premio Nobel?

So dirti soltanto che è stata una grande, bella sorpresa
quando sono venuto a saperlo. Il Consiglio Regionale della Calabria, innanzi
tutto, con voto unanime (cosa unica) ha posto la candidatura; poi alcune
Università, e un Comitato che raccolse migliaia di adesioni.

Felicissimo, naturalmente, anche se non mi faccio
illusioni perché la mia natura di uomo e di scrittore non ha mai sgomitato per
i Premi. Se vengono è una gioia, ma scrivere e muoversi in quella direzione,
trascurando magari il piacere della scrittura, ritengo che sia una bestemmia
che nessun poeta o romanziere dovrebbe mai commettere.

 

E’ risaputo che sei un uomo coltissimo, che hai letto un
treno di libri e che continui a studiare come un liceale. Perché ansia e tanta
applicazione?

Non ricordo bene, ma credo sia un’affermazione di Charles
Baudelaire: “Poeti si nasce, ma grandi si diventa”. Con lo studio, con
l’approfondire le opere del passato, col confrontarsi e col “sentirsi” sempre
inadeguato a saper registrare gli spasmi interiori, le visioni, i sogni, le
musiche e le cadute a picco nella

razionalità dell’irrazionale. Perfino un giocatore di
pallone molto dotato se non si allena non dà frutti importanti.

E poi… addentrarsi nella foresta sconfinata della poesia
mi ha sempre dato grandi verità e mi ha esaltato portandomi nelle radure più
impreviste dove il senso e la bellezza spesso si nascondono.

 

Hai scritto opere di poesia, di narrativa, di saggistica,
di teatro. Dove credi di avere dato il meglio di te?

Ho sempre scritto perché ne ho sentito la necessità,
perché una forza mi ha spinto a trattare un argomento, a realizzare un volume.
I risultati sono stati ogni volta diversi ma credo di avere dato il meglio in
poesia, anche se due o tre dei miei romanzi non sono da sottovalutare, non so,
per esempio “Monte Sardo”. “Il Romanzo di Tommaso Campanella” e “Milano non
esiste”, oltre a qualche scritto di teatro.

Sinceramente i conti della serva però non mi piace farli,
anche perché se mi rileggo spesso trovo pagine che mi sembra siano state
scritte da una mano divina. No, non è vanità, ma consapevolezza di un lavoro
assiduo, intenso, lucido e ricco guidato dalle corde del cuore. Gli scrittori e
i poeti che mostrano soltanto cultura e forza d’intelletto non li amo.

 

Hai conosciuto tanti grandi della letteratura degli
ultimi cinquant’anni, non solo italiani. C’è qualcuno che ti è rimasto dentro,
che riconosci come maestro?

Ho imparato molto da Aldo Palazzeschi, da Giacinto
Spagnoletti, da Josif Brodsckij, da Varga Llosa, da Jorge Luis Borges, da
Luciano Luisi, Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Enzo Mandruzzato, Rafael
Alberti, Gregory Corso, Maria Esther Vasquez, Margherita Guidacci, Elena Bono,
Giovanna Bemporad, Amelia Rosselli, Dacia Maraini, Milena Milani, Ignazio
Silone, Marise Ferro, Elsa Morante, ma soprattutto da mia madre, dalle sue
amiche analfabete, dalla gente

semplice del mio paese alla quale mi sono abbeverato,
nutrito. La semplicità è una loro eredità, la semplicità vera, non quella
artificiosa, ipocrita.

Tantissimi altri sono stati compagni di viaggio, come
Dario Bellezza, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Gina Lagorio, Giorgio
Saviane, Andrea Camilleri, Giuseppe Berto, Alberto Bevilacqua, e tanti altri.

Arrivando a Roma da un paese povero e piccolo, ma con un
desiderio immenso di far parte della famiglia letteraria ufficiale, comincia a
frequentare un po’ tutti perché in ognuno trovavo una ragione di incontro (o di
scontro). Non trascurai neppure i grandi pittori o scultori, faccio qualche
nome, Enotrio, De Chirico, Guttuso, Calabria, Emilio Greco.

S’, sono stato avido di conoscenza e di rapporti umani e
devo dire che negli anni sessanta, settanta e ottanta era facile incontrare
tutti perché ci fu un fiorire intenso di presentazioni di libri e di mostre.

 

C’è un autore o un libro a cui sei particolarmente
legato?


Difficile rispondere a questa domanda. Essendo stato un
mangiatore di carta ho avuto molti innamoramenti. Da ragazzo Cassola,
Scerbanenco, Carlo Levi e Primo Levi, Ignazio Silone, Grazia Deledda, Domenico
Rea, Dino Buzzati, Bassani, Marotta e, naturalmente i poeti, soprattutto i
classici italiani e stranieri, fino a Saba, Ungaretti, Quasimodo. Poi Lorca,
Pasternak, Marina Cvetaeva, Anna Achmatova, Tahar Ben Jelloun.

Ma se oggi dovessi scegliere un solo libro non avrei
nessun dubbio: “Auto da fe’” di Elias Canetti.

 


Com’è il panorama odierno della poesia e della narrativa
italiana?

Sia in poesia e sia in narrativa ho l’impressione che
siamo in un momento in cui conta essere simpatici, saper fare i giornalisti ma
senza dichiararlo. Questo in parte è sopportabile in narrativa, ma in poesia mi
sembra una caduta irreparabile.

Naturalmente spero di essere in torto, di aver letto
male.

 

E’ vero che sei molto più amato all’estero che in Italia?
Secondo te per quale motivo?

Per via della mia attività di recensore. Quando un libro
non mi convinceva non l’ho mai nascosto. Puoi immaginare le frecce avvelenate
che mi hanno scagliato contro.

 
















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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LA MATERNITÀ NEL CODICE STILISTICO DI EUGENIO FRANZÒ

 


LA MATERNITÀ NEL CODICE STILISTICO DI
EUGENIO FRANZÒ 





di Giuseppina Irene Groccia |15|Maggio|2024|



La veridicità che attraversa la trama della tela di Eugenio Franzò è una straordinaria manifestazione di un’arte postmoderna che si ispira ai maestri del passato, pur mantenendo un codice stilistico-espressivo personale e distintivo. Le strutture compositive si fondono e si integrano in un incessante processo creativo, in cui l’artista gioca un ruolo chiave nella realizzazione delle opere.

Si nota chiaramente la conquista di uno spazio nuovo e libero e la capacità di Franzò di strutturare le sensazioni visive secondo un ordine puramente mentale, con un equilibrio e una regia di sicura efficacia visiva. Il segno grafico, equilibrato e armonico, cattura il senso di una realtà vista attraverso occhi incantati, trasmettendo emozioni profonde e intense.

La maestria esecutiva di Franzò si unisce a una visualizzazione deliberatamente sospesa, che si distacca dalla contingenza per suggerire una lettura critica del nostro presente e una riflessione esistenziale sincera e profonda. Le opere dell’artista invitano lo spettatore a esplorare mondi interiori e a riflettere sulla complessità della vita contemporanea, in un connubio di tecnica impeccabile e contenuti profondi.


In particolare, ci concentreremo sull’analisi di queste tre opere che trattano la tematica della maternità.


L’arte ha sempre avuto il potere di esplorare i sentimenti più profondi e universali dell’umanità, e il tema della maternità e del rapporto tra madre e figlio rappresenta una delle fonti più ricche di ispirazione per gli artisti di ogni epoca. Le ragioni profonde che spingono gli artisti ad affrontare questo tema sono molteplici e complesse.

Innanzitutto, la maternità rappresenta uno degli eventi più significativi e straordinari nella vita di una persona, un momento in cui la creatività, la passione e l’amore si fondono per dare vita a una nuova esistenza.




Eugenio Franzò approfondisce artisticamente questo tema poiché è affascinato da questo legame unico e insostituibile. Attraverso la sua serie di dipinti, l’artista ci offre l’opportunità di esplorare emozioni autentiche e incisive, permettendoci di riflettere sulla complessità e sull’importanza delle relazioni affettive nella nostra esistenza. 



Le tre opere dell’artista dedicate al tema della maternità mostrano un’eccelsa capacità tecnica e un’intensa carica emotiva che riesce a coinvolgere lo spettatore sin dalle prime battute. Franzò coglie con grande abilità l’essenza di quel momento unico e irrepetibile nella vita di una donna, rendendo tangibile la relazione madre-figlio attraverso dettagli straordinari e colori vibranti che catturano lo sguardo e l’anima.

Con grande profondità e vera sensibilità, l’artista ci trasmette una gamma di emozioni che vanno dalla gioia alla nostalgia, dalla tenerezza alla forza, creando un’esperienza visiva e emotiva di straordinaria intensità. Queste opere non rappresentano solo dei dipinti, ma un’ode alla vita e al legame indissolubile di una madre e il proprio figlio.




Nella produzione artistica di Eugenio Franzò, il tema delle figure femminili emerge come una costante di profondo interesse. Oltre alla sua abilità nel rappresentare la maternità, Franzò dimostra una sensibilità particolare nei confronti della femminilità, esplorandone la forza, l’eleganza e la complessità attraverso i suoi bellissimi dipinti.

Nell’ esaminare le molteplici sfaccettature della donna, ne esalta le sfumature tra dolcezza e forza, vulnerabilità e determinazione. Le sue opere fungono da celebrazione della bellezza e della diversità delle donne, offrendo uno sguardo autentico e profondo sulle varie dimensioni della femminilità.

Attraverso un approccio artistico raffinato, Franzò riesce a catturare nelle sue tele  l’essenza necessaria, trasmettendo un messaggio di rispetto, ammirazione e sostegno per il genere femminile. Le sue creazioni diventano così un tributo al gentil sesso, riflettendo e valorizzando la loro bellezza intrinseca e la loro importanza nella società e nell’arte.













Eugenio Franzò (Udine, 1959) è un artista italiano noto per le sue opere d’arte sperimentali che mescolano la pittura, il grafismo e l’illustrazione. Dopo aver conseguito il diploma di laurea in arti applicate con specializzazione in figura ed immagine, Franzò ha dedicato la sua carriera all’esplorazione di nuove tecnologie e stili espressivi. Come pittore grafico e illustratore, ha sviluppato un codice stilistico personale e innovativo, che ha portato a una produzione artistica unica e riconoscibile.




























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La Melodia della Natura nei colori e negli occhi di Marta Mistrangelo

 L’ArteCheMiPiace – Artisti




La Melodia della Natura 

nei colori e negli occhi

di Marta Mistrangelo








di Giuseppina Irene Groccia |15|Maggio|2024|



Una caratteristica comune tra molti artisti è quella di cercare un luogo ideale attraverso il quale poter trovare una dimensione diversa rispetto a quella osservata nella quotidianità. 

Marta Mistrangelo incarna esattamente questo profilo, lei è un’artista dal cuore sensibile che predilige lasciarsi trasportare dalla propria fantasia per dare vita a opere nuove e sempre originali.

In questo universo immaginato, Marta Mistrangelo estrae personalizzazioni dall’osservato che riporta attraverso uno stile fortemente romantico e personale sulle sue tele.

Per lei, sognare fa parte di un desiderio nel quale immaginare un mondo sereno da far rivivere attraverso le sue opere.

I suoi occhi raccontano di un mondo ricco di emozioni belle, di paesaggi animati da una melodia armoniosa, di fiori e distese di prati immensi. La natura, con i suoi dettagli, rinasce grazie ai suoi colori e sembra manifestare una propria personalità, resa possibile dalla sua capacità di ascoltarne la voce silenziosa con una straordinaria sensibilità.





Le sue opere sono filtrate attraverso uno schermo emozionale composto da una sensibilità semplice e autentica. La sua è un interiorità che desidera raccontarsi attraverso le immagini che coglie osservando il mondo, rilasciandole poi in visioni e sensazioni accattivanti.

Sono racconti di istanti che si svelano pronti a evocare memorie e sensazioni nate dalla purezza dell’animo, scaturite dall’esperienza della natura, dalla tavolozza del tramonto o dal dolce soffio del vento.





Il paesaggio, con la sua infinita varietà di forme, fornisce quindi un perimetro naturale alle sue riflessioni estetiche. L’artista fonde in un unico stile pennellate decise e pastose di colore con la tendenza a raccontare la natura, riprendendo l’immediatezza rappresentativa del Naïf e le caratteristiche cromatiche e compositive dell’espressionismo. È così che riesce, grazie alla sua personale interpretazione artistica, a catturare e trasmettere la bellezza e la complessità della natura in opere che risultano essere veri artefici di vivacità e profondità emotiva.







L’autrice ci sorprende con tele che emanano una forza di colori sorprendente, che si manifesta come un potente richiamo alla vita, alla luce e al sole. Ama incastrare sapientemente i livelli cromatici nelle sue creazioni, dando vita a un racconto che parla il linguaggio profondo di un’anima avvolta da una sensibilità cromatica senza eguali. Le opere di Marta sembrano pronte a raccontare emozioni semplici ma profonde; esse trasmettono un messaggio di autenticità e genuinità che colpisce chiunque le osservi.





Pronte a parlare direttamente al cuore dello spettatore, le sue creazioni risvegliano sensazioni e ricordi come vere e proprie finestre per l’anima. Osservandole ci si trova a riflettere sul nostro rapporto con la natura e con il mondo che ci circonda. 

È un chiaro invito alla contemplazione della bellezza, che ci spinge a catturarne l’essenza in un esperienza artistica ed emotiva straordinaria.


La sua arte ci porta a comprendere che una sensibilità visionaria come la sua ci consente di percepire che tutto ciò che sembra inconsistente in realtà possiede una propria anima e vive una sua vita, illuminata da una propria e inconfondibile luce.




















La creatività è un elemento fondamentale per esprimere emozioni, concetti e visioni in modo strettamente personale, ed è proprio questo spirito che ha animato la vita di Marta Mistrangelo, un’artista che ha sempre visto l’arte come un’estensione della sua stessa esistenza. La sua formazione al liceo artistico-musicale in Conservatorio, caratterizzato da una cultura vivace e ricca di opportunità, ha rappresentato un importante tassello del suo percorso creativo. La sua vicinanza con artisti di fama internazionale, come il caso della sua insegnante di filosofia, amica personale del famoso scultore Arnaldo Pomodoro, ha offerto un’esperienza di crescita e stimolo continuo. 




Per lei l’arte non è solo un mezzo per esprimere la sua visione del mondo, ma anche un modo per comunicare con gli altri e per lasciare traccia nel tessuto della società. La sua arte è un riflesso della sua anima, un’espressione spontanea e genuina della sua soggettività. La sua ambizione di affermarsi sempre di più in questo campo non è motivata dalla sete di fama o di successo, ma dalla semplice necessità di esprimere la sua creatività e di condividere il suo mondo interiore con gli altri attraverso l’arte.



Marta Mistrangelo nota per la sua poliedrica versatilità come pittrice, musicista e musicoterapeuta, presenta un percorso formativo ricco di profonda dedizione artistica. Il suo background accademico nel campo musicale, completato da un diploma in musicoterapia, sottolinea la sua vasta gamma di interessi e competenze. Emergendo dagli anni del liceo artistico-musicale, si è distinta per una fervente passione per la storia dell’arte, la fotografia e la pittura, arricchendo la sua esperienza nel 2020 con lo studio diretto delle tecniche pittoriche.



Il suo lavoro come insegnante e terapeuta, specializzato nell’assistenza a individui con difficoltà fisiche e psichiche, ha consentito un profondo esplorare delle sfumature della psiche e dell’animo umano. Questa sensibilità acquisita si riflette chiaramente nelle sue opere d’arte, dove l’artista fonde le influenze dell’impressionismo e dell’espressionismo, innamorata dell’estetica di entrambi i movimenti.



La sua formazione musicale si manifesta attraverso la ritmicità del movimento presente nelle sue opere, creando una dinamica fluida e armoniosa che permea le composizioni pittoriche dell’artista. Come un bravo musicista, che sa modulare il ritmo e la cadenza delle note per creare un’esperienza emotiva coinvolgente, così Marta Mistrangelo usa la pennellata per dare vita a un ritmo visivo che cattura l’attenzione dello spettatore.









Contatti dell’artista 


Email martamistrangelo22@gmail.com

Facebook Marta Mistrangelo 

Instagram marta.art22


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UN INTRECCIO EMOZIONALE IL COLLAGE ARTISTICO DI TERESA SAVIANO IN ARTE SARTERRE

 L’ArteCheMiPiace – Interviste



UN INTRECCIO EMOZIONALE

IL COLLAGE ARTISTICO 
DI TERESA SAVIANO 
IN ARTE SARTERRE 





di Giuseppina Irene Groccia |13|Maggio|2024|




L’arte contemporanea, secondo il celebre libro di Angela Vettese, “si fa con tutto“, e l’artista Teresa Saviano in arte Sarterre adotta questa filosofia in modo esemplare. 

Utilizzando materiali tessili, l’artista crea opere che narrano storie, suscitano meraviglia e promuovono riflessioni su temi che alimentano la sua ricerca creativa. 


Attraverso l’uso dei tessuti, Sarterre instaura legami e intrecci tra dettagli che desidera associare, proprio come i ricordi che si mescolano e si legano liberamente nella nostra mente. I fili intrecciati e i tessuti sovrapposti simboleggiano le relazioni umane e le articolazioni dei legami che ci uniscono gli uni agli altri.


Teresa Saviano Sarterre è un’artista che ha fatto del collage tessile la sua espressione artistica principale, trasformando tessuti e filati in opere d’arte vivide e dense di significato. 

Originaria di Napoli, ha scelto di trasferirsi a Parigi, dove vive e lavora, dedicandosi interamente alla sua passione per l’arte.


Attraverso la tecnica del collage, Sarterre dimostra un legame profondo con la materialità, restituendo all’arte una sua connotazione fisica e tangibile. 

Rielabora paesaggi, ritratti e simboli, come occhi e cuori, utilizzando tessuti e filati per creare opere che trasmettono emozioni e significati intricati.


La sua opera è caratterizzata da un’urgente ricerca di espressione materica, che diventa elemento essenziale e vivo all’interno delle sue creazioni. Il collage non è semplicemente un mezzo per Sarterre, ma un modo per conferire alle sue opere forza ed intensità, rendendo la superficie quasi palpabile e vibrante.


Nel suo linguaggio artistico, Teresa Saviano Sarterre utilizza tessuto e filo come strumenti principali, mantenendo una costante esplorazione dello spazio e della memoria, delle tradizioni e delle dinamiche sociali. 


Vicina alla corrente della Fiber art, l’artista si focalizza sull’uso della tessilità, che comprende non solo filo, fibra e tessuto, ma anche i processi tecnici e le elaborazioni concettuali ad essa associate.

Inoltre, l’artista dimostra non solo una fervida creatività artistica, ma anche una spiccata abilità manuale necessaria per lavorare con tali materiali. Questa combinazione di talento artistico e manualità contribuisce a creare opere d’arte che catturano l’essenza sorprendente dell’emozione, invitando il fruitore a esplorare un universo di suggestioni emotive in modo autentico e coinvolgente.


Attraverso questa tecnica, l’artista ha la possibilità di percepire direttamente la materia artistica in tutte le sue sfaccettature, stabilendo un contatto diretto con la realtà oggettiva e concretamente tangibile dei materiali utilizzati.

I suoi innesti materici introducono movimento e profondità nelle opere, creando contrappunti visivi e musicali che trasformano il quadro in un’esperienza sensoriale completa. La sua musica visiva pura si manifesta attraverso la combinazione di materiali diversi, che interagiscono con la realtà quotidiana per offrire uno spaccato poetico e morale della vita contemporanea.


Teresa Saviano Sarterre ha ricevuto riconoscimenti importanti, come il primo premio di arte ecosostenibile alla V Biennale d’arte contemporanea di Salerno, confermando il suo talento e la sua capacità di trasformare materiali semplici in opere d’arte complesse e suggestive. Il suo lavoro rappresenta un ponte tra Napoli e Parigi, unendo tradizione e innovazione in un dialogo creativo che continua ad evolversi e diversificarsi.








Scopriamo le sue ispirazioni, le sue passioni e il suo talento in un’intervista esclusiva.




Come ti sei avvicinata all’arte e qual’è stato il percorso che ha contributo alla tua formazione artistica?  


Come dico spesso, sono debuttante nel mondo dell’arte ma non estranea all’arte. Uno dei miei passatempi preferiti era lasciarmi andare alla fantasia di viaggiare in un quadro. La matita ed i colori “non li ho visti arrivare”, c’erano e li utilizzavo. Dunque ho da sempre sperimentato non conoscendo le tecniche di disegno. Io ero il mio proprio proiettore per disegnare, cioè cercavo attraverso gli occhi fissi sul foglio, di proiettare l’immagine della mia testa  e cercavo di restituire il più precisamente possibile l’immagine. (I miei risultati erano considerati frutto di imbroglio tanto risultava incredibile che venissero da una bambina, non che fossi un genio ma di certo ad un livello superiore delle mie compagne). Ho assorbito, da non importa che fonte, molti tipi di tecniche rappresentative che poi facevo mie realizzando un quadro o altro. Soprattutto altro! Io amavo dipingere ma non amavo la costrizione della tela.  Infine molte parole per una: autodidatta! 


Da cosa deriva il tuo interesse per il collage tessile e quali sono state le fonti di ispirazione per questa tecnica?


Non saprei dirne la ragione; conoscevo il collage per averlo imparato a scuola, amo  i tessuti perché mi affascinano per la loro duttilità e poi l’utilizzo delle forbici, per me é come un prolungamento della mano: matita o forbice per me è uguale visto che taglio alla cieca senza cartamodello o disegno su stoffa. Così su richiesta della rappresentazione non banale di un cuore, credo di essermi detta: tiens! Lo faccio in tessuto! 

Parafrasando il Sommo… Galeotto fu il quadro e chi lo realizzò, da quel giorno mi sono portata avanti!!  




L’uso di diversi colori e materiali è una costante nel tuo lavoro. Qual è il loro ruolo e significato? 


É la materia che mi suggerisce la forma. Quando guardo un pezzo di tessuto, vedo proprio in proiezione ciò in cui lo trasformerò.

Altre volte so che mi piace ma non so bene perché, quindi lo metto “nel decantatoio”  alias un punto del mio studio/casa dove posso osservarlo finché non “mi parla “. 

Ammetto di essere un po’ animista: parlo con gli oggetti!  

Il peggio è che mi rispondono!! 

Non a parole ma in suggestioni. 

Altrimenti  sono pazza e mi faccio la domanda e la risposta… 

ma gli artisti sono un po’ folli no??! 







Qual è il ruolo dell’arte nella tua vita e quale potere attribuisci ad essa?


Perché c’è altro? Direi che prende tutti i ruoli e regna in monarca assoluto. É arte quando creo una ricetta, mescolo gli abiti, scrivo una poesia o realizzo un quadro.

Non è che HA potere, É potere

Ma non nel senso di prevalenza sugli altri perché naturalmente la sensibilità artistica é soggettiva e personale. Tant’è che penso che si possa discutere e criticare una tecnica, non l’arte. 




In che modo il tuo lavoro artistico si è evoluto nel corso del tempo e come si relazionano le tue opere passate con quelle più recenti? 


Se prima avevo ansia di sperimentare la creazione di ogni genere dal paesaggio al ritratto, ora sono più selettiva, mi permetto il lusso di un certo astrattismo, talvolta ho bisogno che l’espressione sia materica, impastata di stoffa e colla, altre di osare e mescolare le tecniche.

In ogni caso quando comincio un’ opera non so mai dove mi porterà.

Spesso molto lontano dal progetto iniziale.




I tuoi lavori hanno un importante livello di sperimentazione. Sono complessi e concettuali. Quali sono le fasi fondamentali che segui durante il processo di creazione di una tua opera?


Come dicevo prima, so quando comincio ma non so dove il processo di creazione mi porterà 


(Per questo motivo ho bisogno di libertà assoluta per dare il meglio di me.)


Nella fase iniziale recupero ed ammonticchio letteralmente sul mio piano di lavoro tutti i materiali i colori, le colle e le immancabili forbici.

Poi inizia la fase di “e se?” 

Cioè il momento in cui guardando i materiali aspetto che “mi parlino”. 

E se mettessi insieme carta e tessuti? E se trattasi il tessuto come carta? E se stampassi su tessuto? 

Si l’ho fatto davvero! Ho messo un pezzo A4 di stoffa ed ho fatto varie impressioni a partire dalle quali ho realizzato la seconda “Lisa dévoilée”  

Infine l’opera apparentemente finita arriva nel decantatoio dove viene appesa affinché io la guardi in ogni momento e luce della giornata e da ogni angolo.

So di aver ottenuto l’effetto che volevo quando guardando l’opera ho un tuffo al cuore… o le farfalle nello stomaco… insomma sono definitivamente innamorata di ciò che ho fatto.

Naturalmente se ciò non avviene l’opera può restare appesa o essere totalmente smontata.




Potresti descrivere brevemente tre opere che consideri particolarmente significative nel tuo percorso artistico? 


(Come si fa a scegliere quale figlio é il migliore???) 

Vediamo…. Femina Feminae lupus 

perché rappresenta la molteplicità del comportamento femminile

La ferocia senza appello contro il proprio genere, che per me resta un mistero inspiegabile.

Ed a proposito di misteri, “le Lisa dévoilée” anche dette “la Gioconda smascherata” (non saprei quale scegliere). 

Il gioco delle maschere così bene espresso da Pirandello o da  De Filippo  mi ha sempre affascinato e incuriosita.

Da che ho memoria ho sempre voluto sapere cosa ci fosse “dietro”.  

Ultimo but not least: San Gennà; il ritratto del santo (su mia interpretazione  certo) rappresenta la summa della napoletanità: sacro e profano serio e faceto; contrasto permanente tra due eccessi che si mitigano in uno sguardo colmo di pathos.






Come hai integrato e bilanciato le culture italiana e francese nel tuo lavoro artistico?


Io sono napoletana, integro tutto, bilancio tutto sono aperta a tutto. 

Sono italiana, “vissi d’arte” nella mia terra… 

Ma è pur vero che la diversità é stimolante per arricchirsi sempre e comunque. 

Come confronti l’attuale mondo dell’arte italiano con quello francese?  


Ho l’impressione che il mondo dell’arte italiano sia super ricco di varietà di nuovi stimoli e tecniche e sperimentazioni, mentre nel panorama francese, mi sembra  di vedere dappertutto i soliti due o tre artisti declinati  in tutte le salse. Non che non abbiano valore per carità! ma ho, ripeto, l’impressione (pléonasmo dire personale) che i francesi amino coloro che sono già famosi. Ed uno massimo due stili alla moda ovviamente.




Quali sono i tuoi progetti futuri e le direzioni che prevedi di esplorare nel tuo percorso artistico?


Sto lavorando a singhiozzo ad un progetto legato all’impatto della religione nell’arte, ai simbolismi integrati nel tessuto laico…

Ho detto tessuto??!! 

Potrebbe essere più evidente che anche in questo progetto il tessuto sarà predominante?  

Non dico altro, sono scaramantica… magari quando l’allestiró “piacerò all’arte” tanto da averne menzione “all’arte che mi piace”?  

Giochi di parole a parte, per me l’arte é un gioco un pathos un trance, tutto avviene “alla cieca”, apro gli occhi e l’opera è lì come se non fosse opera mia! 

Dunque bisognerà tenermi d’occhio per sapere quale direzione avrò preso! 














DI SE STESSA DICE:


Nata a Posillipo cresciuta con i piedi nel lapillo. Credo che l’azzurro negli occhi e la lava sotto i piedi mi rappresentino bene.   

Della mia infanzia ho ricordi solari divisa tra giochi e doveri. Sono seguiti studi classici e di architettura che però non si sono concretizzati a conseguenti attività lavorative. Potrei dire che la mia vita si divide banalmente in due momenti. 


Il prima in terra italiana con una vita piuttosto monotona dove l’arte si esprimeva in creazioni scomposte, nei domini più disparati, lasciandomi una soddisfazione momentanea, ed il dopo in terra francese dove ho potuto dedicarmi alla mia passione artistica. 


Tutto è nato per caso in seguito ad una richiesta, non saprei dire come mi sia venuta l’idea, so solo che al posto di colori e pennelli mi sono ritrovata con forbici e colla. 



Come nasce un cuore… al tavolo di lavoro sotto i tetti in pieno quartiere latino…






Se vi state domandando perché proprio Parigi perché l’arte e perché nell’ormai avanzato “cammin di nostra vita” – cit. Dante –  c’è una sola risposta possibile che possa legare tre questioni sciolte, è l’amore!! 

Niente di più facile di innamorarsi a Parigi di un parigino… talmente un cliché!! Se poi è reciproco il trasferimento è fatto! 

Dunque se la mia creatività nasce ai piedi del Vesuvio, è all’ombra della Tour Eiffel che trova nuovi spunti. Ed a partire dal “cuore numero 1” esprimermi in tessuto è diventato per me una passione inesauribile. 


Dal Vesuvio alla Tour Eiffel è stato un attimo.

Ho l’onore inoltre di avere un mio quadro nella galleria principale della Mairie du Panthéon dove mi sono sposata, che rappresenta il gonfalone di Parigi “Fluctuat nec mergitur” (fluttua ma non affonda).





Gli stemmi ed i gonfaloni essendo un soggetto a me caro ho pensato  bene di realizzare anche quello del mio paese: Terzigno.













































Contatti


Email sarterre@gmail.com

Facebook Sarterre Teresa Saviano

Instagram sarterre 




































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A journey between depth and emotional intensity – George Androutsos

 L’ArteCheMiPiace – Artisti

Un viaggio tra profondità e intensità emotiva 

George Androutsos







di Giuseppina Irene Groccia |08|Maggio|2024|




Il lavoro di George Androutsos è un’esperienza sensoriale che spinge lo spettatore a interrogarsi sul concetto di identità, sulla fragilità dell’essere e sulle molteplici sfaccettature che compongono la nostra esistenza. La sua tecnica sorprendente, che combina la precisione del ritratto realista con la destrutturazione e la cancellazione di parti del volto, crea opere che sono allo stesso tempo intrise di bellezza e di mistero.

Le atmosfere cupe e malinconiche che avvolgono i suoi dipinti sono un richiamo alla complessità dell’individuo umano, alle storie interrotte e alle personalità in continua evoluzione. George Androutsos si pone come un esploratore dell’io, un artista che attraverso il suo lavoro invita il pubblico a riflettere sulla natura stessa dell’essere e sull’ineluttabilità della mutabilità.




Le opere di George Androutsos sono una celebrazione della profondità dell’anima, della sua bellezza e della sua vulnerabilità. Attraverso il suo lavoro, l’artista invita lo spettatore a guardare oltre le apparenze, a scoprire la complessità e la ricchezza delle storie che si nascondono dietro ogni volto. 

George Androutsos si pone come un artista che va oltre la semplice rappresentazione visiva, immergendosi in profonde riflessioni sull’identità, sulla percezione e sulla natura stessa dell’arte. Il suo approccio alla creazione artistica si distingue per la capacità di privare i suoi soggetti di un’identità predefinita, per dar loro vita attraverso frammenti visivi che stimolano l’immaginazione dello spettatore.





La sua tecnica, che contempla l’uso della cancellazione e della destrutturazione dei tratti fisionomici nei ritratti, si presenta come un’azione apparentemente distruttiva che in realtà porta ad una profonda riflessione sulla parola e sul pensiero sottostante. 

Il gesto di George Androutsos è impulsivo, istintivo, quasi astratto; eppure, dopo qualche tocco di matita, carboncino e gomma per cancellare la forma appare. Attraverso il suo sguardo attento sull’essenza umana, l’artista osserva la fragilità, la forza, la sensualità dell’individuo. Egli si sforza di catturare e trasmettere una sensazione, e la forma che emerge è la conseguenza di quel profondo processo di introspezione e di connessione con l’animo umano.

George Androutsos si pone l’arduo compito di mettere in discussione la nostra concezione tradizionale di identità e di realtà, invitando il pubblico a interrogarsi sulle verità celate e sulle narrazioni multiple che si nascondono dietro ogni volto.

Nel suo lavoro, le forme che emergono dalla cancellatura e dalla destrutturazione diventano elementi di costruzione di una nuova narrazione, una narrazione che va oltre l’apparenza superficiale dei ritratti per svelare un potenziale simbolico e concettuale di grande profondità. La cancellatura diventa quindi un mezzo di riflessione che non toglie, ma rivela realtà nascoste e verità celate, mantenendo viva l’intelligenza e la mente artistica e filosofica dello spettatore.





George Androutsos ci ricorda che un volto non può raccontare tutte le sfaccettature di una storia; è attraverso l’arte e il gesto dell’artista che si apre la possibilità di nascondere una storia dietro un’altra, trasmettendo così un messaggio più profondo e universale. La sua opera, dunque, si presenta come un invito alla riflessione e alla contemplazione, stimolando l’immaginazione e il pensiero critico del pubblico, e invitandoci a scoprire le molteplici verità che si celano dietro ogni forma.

Osservando con attenzione i suoi ritratti, sembra che una parte della corporeità tangibile dell’essere umano si stacchi per librarsi altrove, come se fosse la rappresentazione di una mente che viaggia tra i propri pensieri, mentre le sembianze del volto restano statiche sul supporto dove permane il disegno.




Succede che attraverso i tratti dell’artista, l’interiorità dei soggetti emerge e si esteriorizza in modo esplosivo, accecando lo sguardo con un intricato pattern di destrutturazione. L’opera diventa così una sorta di viaggio nell’abisso della psiche umana, dove i pensieri, le emozioni e le sensazioni si mescolano in un vortice di linee e forme, esplodendo sulla tela con una potenza visiva senza precedenti.

Nell’opera di George Androutsos, le evidenze grafiche si trasformano in eleganti poesie visive, in cui ogni tratto risparmiato dall’azione di cancellatura diventa portatore di significato. La sua arte si distingue per un percorso creativo che va oltre la mera eliminazione o l’emersione di nuove forme, ma si focalizza sull’importanza di conoscere e comprendere appieno ciò che è stato tolto e ciò che è stato preservato. 





Il gesto di Androutsos è guidato da un impulso profondo, istintivo, quasi astratto, ma è proprio grazie a questo processo che le forme prendono vita sulla superficie della tela. Osservando l’essenza stessa dell’umano, con la sua fragilità, forza e sensualità, l’artista si sforza di catturare non solo l’aspetto esteriore, ma anche la pura essenza di una sensazione. La forma visibile diventa così la conclusione di un viaggio emotivo e sensoriale, in cui ogni dettaglio contribuisce a trasmettere un significato più profondo e universale.





Attraverso i suoi ritratti, George Androutsos ci invita a esplorare i confini dell’identità e della percezione, opponendosi alle convenzioni tradizionali dell’arte e della rappresentazione. Le sue creazioni sono un richiamo alla contemplazione e alla riflessione, i quali offrono al pubblico l’opportunità di immergersi in un mondo di simboli, emozioni e verità nascoste che si rivelano solo a coloro che sono disposti a scrutare al di là delle apparenze. L’arte di Androutsos, con la sua profondità concettuale e la sua eccellente abilità tecnica, si presenta come un viaggio avvincente tra la realtà e l’immaginazione, invocando un dialogo intimo e potente con il pubblico.

















George Androutsos è un artista nato nel 1976 ad Atene, la cui formazione abbraccia un’ampia gamma di discipline intellettuali e artistiche. Dopo aver studiato pittura alla Scuola di Belle Arti dell’Università Aristotele di Salonicco, ha approfondito la sua conoscenza della fisica e della storia della filosofia, conseguendo un Master in Storia della Filosofia presso la stessa università.

La sua attività artistica è arricchita da una vasta produzione letteraria, con articoli pubblicati su riviste e la partecipazione a importanti conferenze di filosofia. Inoltre, il suo background accademico include anche un’esperienza di insegnamento nell’istruzione primaria.

Come membro di diverse istituzioni artistiche in Grecia e all’estero e partecipante attivo al movimento Neutral-Ism, George Androutsos ha esposto le sue opere in numerose mostre di gruppo in diversi paesi, ottenendo una crescente visibilità internazionale. Le sue opere, caratterizzate da una tecnica unica che combina il realismo del ritratto con la destrutturazione visiva, hanno attirato l’attenzione di critici d’arte e collezionisti in tutto il mondo.











Contatti dell’ artista



Email: gandrouart@gmail.com

Sito web: https://www.behance.net/gandrout

Facebook: https://www.facebook.com/george.androutsos.1

Linkedin: https://www.linkedin.com/in/george-androutsos-6940a197/

Pinterest: https://www.pinterest.it/gandrousm/








A journey between depth and emotional intensity


George Androutsos






by Giuseppina Irene Groccia |08|May|2024|



George Androutsos‘ work is a sensorial experience that pushes the viewer to question the concept of identity, the fragility of being and the multiple facets that make up our existence. His surprising technique, which combines the precision of the realist portrait with the deconstruction and erasure of parts of the face, creates works that are simultaneously imbued with beauty and mystery.

The dark and melancholy atmospheres that envelop his paintings are a reminder of the complexity of the human individual, of interrupted stories and constantly evolving personalities. George Androutsos presents himself as an explorer of the self, an artist who through his work invites the public to reflect on the very nature of being and the inevitability of mutability.


The works of George Androutsos are a celebration of the depth of the soul, its beauty and its vulnerability. Through his work, the artist invites the viewer to look beyond appearances, to discover the complexity and richness of the stories that hide behind every face.

George Androutsos presents himself as an artist who goes beyond simple visual representation, immersing himself in profound reflections on identity, perception and the very nature of art. His approach to artistic creation is distinguished by the ability to deprive his subjects of a predefined identity, to give them life through visual fragments that stimulate the viewer’s imagination.


His technique, which contemplates the use of erasure and destructuring of physiognomic features in portraits, presents itself as an apparently destructive action which actually leads to a profound reflection on the word and on the underlying thought.

George Androutsos’ gesture is impulsive, instinctive, almost abstract; yet, after a few touches of pencil, charcoal and eraser the shape appears. Through his attentive gaze on the human essence, the artist observes the fragility, strength and sensuality of the individual. He strives to capture and transmit a sensation, and the form that emerges is the consequence of that profound process of introspection and connection with the human soul.


George Androutsos sets himself the arduous task of questioning our traditional conception of identity and reality, inviting the public to question the hidden truths and multiple narratives that hide behind every face.

In his work, the forms that emerge from erasure and destructuring become elements of construction of a new narrative, a narrative that goes beyond the superficial appearance of portraits to reveal a symbolic and conceptual potential of great depth. Erasure therefore becomes a means of reflection that does not take away, but reveals hidden realities and hidden truths, keeping alive the intelligence and the artistic and philosophical mind of the spectator.

George Androutsos reminds us that a face cannot tell all the facets of a story; it is through the artist’s art and gesture that the possibility of hiding one story behind another opens up, thus transmitting a deeper and more universal message. His work, therefore, presents itself as an invitation to reflection and contemplation, stimulating the imagination and critical thinking of the public, and inviting us to discover the multiple truths that lie behind every form.

By carefully observing his portraits, it seems that a part of the tangible corporeity of the human being detaches itself to hover elsewhere, as if it were the representation of a mind that travels among its own thoughts, while the features of the face remain static on the support where it remains drawing.


It happens that through the artist’s features, the interiority of the subjects emerges and is externalized in an explosive way, blinding the gaze with an intricate pattern of deconstruction. The work thus becomes a sort of journey into the abyss of the human psyche, where thoughts, emotions and sensations mix in a vortex of lines and shapes, exploding on the canvas with unprecedented visual power.

In the work of George Androutsos, the graphic evidence is transformed into elegant visual poems, in which every stroke spared by the erasure action becomes a bearer of meaning. His art stands out for a creative path that goes beyond the mere elimination or emergence of new forms, but focuses on the importance of knowing and fully understanding what has been removed and what has been preserved.

Androutsos’ gesture is guided by a deep, instinctive, almost abstract impulse, but it is precisely thanks to this process that the shapes come to life on the surface of the canvas. Observing the very essence of the human, with its fragility, strength and sensuality, the artist strives to capture not only the external appearance, but also the pure essence of a sensation. The visible form thus becomes the conclusion of an emotional and sensorial journey, in which every detail helps to convey a deeper and more universal meaning.

Through his portraits, George Androutsos invites us to explore the boundaries of identity and perception, opposing traditional conventions of art and representation. His creations are a call to contemplation and reflection, offering the public the opportunity to immerse themselves in a world of symbols, emotions and hidden truths that are revealed only to those willing to peer beyond appearances. Androutsos’ art, with its conceptual depth and technical mastery, presents itself as a compelling journey between reality and imagination, invoking an intimate and powerful dialogue with the 











George Androutsos is an artist born in 1976 in Athens, whose education spans a wide range of intellectual and artistic disciplines. After studying painting at the School of Fine Arts of the Aristotle University of Thessaloniki, he deepened his knowledge of physics and the history of philosophy, obtaining a Master’s degree in History of Philosophy at the same university.

His artistic activity is enriched by a vast literary production, with articles published in magazines and participation in important philosophy conferences. Furthermore, his academic background also includes teaching experience in primary education.

As a member of several art institutions in Greece and abroad and an active participant in the Neutral-Ism movement, George Androutsos has exhibited his works in numerous group exhibitions in different countries, gaining increasing international visibility. His works, characterized by a unique technique that combines portrait realism with visual deconstruction, have attracted the attention of art critics and collectors around the world.








Artist contacts



Email: gandrouart@gmail.com

Sito web: https://www.behance.net/gandrout

Facebook: https://www.facebook.com/george.androutsos.1

Linkedin: https://www.linkedin.com/in/george-androutsos-6940a197/

Pinterest: https://www.pinterest.it/gandrousm/


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