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Gennaio 2020

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Yimou Zhang by Hong Yi

L'ultima volta che abbiamo visto l'artista di Shanghai Hong Yi, alias Red, stava dipingendo un ritratto della pop star asiatica Jay Chou con anelli di macchie di caffè. L'artista nota per i suoi materiali e metodi pittorici non convenzionali è tornata con un ritratto del famoso regista cinese Yimou Zhang fatto di calze. Il ritratto calzino monocromatico su larga scala è tenuto insieme con spille e sostenuto da bastoncini di bambù. Utilizzando 750 paia di calze, aggiungendo ombra e profondità con uno schema nero, bianco e grigio, l'artista riproduce il volto di uno dei suoi registi preferiti nel corso di tre instancabili settimane.
La Red attribuisce le ragioni del suo mezzo di scelta (questa volta) all'ispirazione che ha trovato da un piccolo vicolo che ha incontrato quando si è stabilita per la prima volta a Shanghai. Al di sopra di questo sentiero abbastanza stretto c'erano stendibiancheria fatte con bastoncini di bambù. La sorprese vedere una fetta di vita così tradizionale in una città grande e vivace.
Attraverso la sua ispirazione ha trovato una connessione con Zhang, che è noto per incorporare bastoncini di bambù nei suoi film d'epoca (Eroe, House of Flying Daggers, Curse of the Golden Flower) e la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008. Invece di creare il ritratto con le magliette per riecheggiare il bucato, ha optato per l'uso dei calzini perché erano più piccoli e più economici. Siamo costantemente sorpresi dalle espressioni innovative di Red e non vediamo l'ora di vedere quale nuova idea ha in serbo!

A cura di Giuseppina Irene Groccia 

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Klimt – Eros & Psiche

di Giuseppina Irene Groccia.   |23|Gennaio|2020|

Klimt – La nascita della Secessione viennese
Con la fondazione del Secessionismo, Klimt rompe con il conformismo austroungarico per un’arte che doveva servire a scardinare i tabù, con una nuova visione della donna erotica, fragile ma di una bellezza più completa e colonna portante della società.
Klimt è tra i primi artisti figurativi a rompere il conformismo austroungarico. L’imperialismo era un momento di grande disciplina e rigidità. Klimt aveva fondato con altri artisti il movimento secessionista col desiderio di allontanarsi dalle regole dell’Accademia di Belle Arti di Vienna, la troika dell’arte, l’autorità che decideva cosa si potesse fare e cosa no. Egli voleva una nuova arte, che colpisse soprattutto i tabù. Dall’idea del sesso, all’immagine della donna, impone la sua visione grottesca sul concetto accademico di bellezza. È coetaneo di Freud e ancora prima di lui, con l’arte figurativa, ha tentato di navigare dentro l’inconscio, di scoprire le parti nascoste dell’uomo.
Klimt spezza il conformismo, lo fa attribuendo alla donna un grande valore perché riconosce quanto, fino a quel momento, abbia vissuto costretta e per niente libera. E cambia pure il modo di rappresentarla: nel mondo di Klimt la donna ha una sensualità molto diversa rispetto a quella dei canoni della bellezza classica. Ora la donna è più padrona di se stessa. Nonostante le sue fragilità e le debolezze vengono fuori dai ritratti di Klimt, ne risulta solo una bellezza più tridimensionale. La donna ha un ruolo portante nella società, non ne è più solo un orpello e non so, oggi, quanto ci siamo evoluti rispetto a quel momento.. Probabilmente, la visione artistica dei secessionisti sarebbe moderna ancora oggi! 



     Video Editing Giuseppina Irene Groccia 







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Egon Schiele – Malinconico Eros


di Giuseppina Irene Groccia.  |23|Gennaio||2020

“Io esisto per me e per coloro ai quali l’inestinguibile sete di libertà che ho in me dona tutto, ed esisto anche per tutti, perché amo – anch’io amo – tutti. Sono il più nobile tra gli spiriti nobili – e quello che più ricambia tra chi ricambia. Sono un essere umano, amo la morte e amo la vita.”
Egon Schiele
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           Video Editing Giuseppina Irene Groccia 
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