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Giugno 2024

Senza categoria

Una serata che ha lasciato il segno – Arte, memoria e anima di Pierluigi Rizzo

L’ArteCheMiPiace –  Segnalazione Eventi 


Come sabbia al vento…


Una serata che ha lasciato il segno


Arte, memoria e anima di Pierluigi Rizzo 





di Redazione |30|Giugno|2024|




Nella serata di venerdì 28 Giugno 2024, il Palazzo San Bernardino è stato il teatro di un omaggio indimenticabile alla memoria di Pierluigi Rizzo

L’evento “Come sabbia al vento”, titolo tratto liberamente da una poesia dell’autrice Angela Campana, patrocinato dal Comune di Corigliano Rossano e organizzato in collaborazione con le associazioni artistiche C.e.S.A.S. Centro Studi Artistici Segantini di Patrizia Crupi, l’Associazione Internazionale Centro Arte Club di Ercolino Ferraina e L’ArteCheMiPiace di Giuseppina Irene Groccia ha visto la partecipazione di tanti artisti e amici che hanno voluto rendere omaggio al genio creativo di Pierluigi.


L’evento è stato un omaggio alle eccezionali doti artistiche del poliedrico artista Pierluigi Rizzo, insieme alla presentazione della quinta edizione del libro “Il Solco“, dedicata interamente a lui.


La serata è iniziata con un emozionante video dove, nel buio e silenzioso chiostro del Palazzo San Bernardino, si è potuto ascoltare la voce di Pierluigi Rizzo recitare il suo testo poetico “Il tempo di esplorare il nostro amore“. Questo atto introduttivo ha segnato l’inizio di una serata emozionante che ha visto alternarsi performance teatrali, letture poetiche, testimonianze e interventi critici.





È seguita una bellissima performance teatrale, curata da Adolfo Adamo e interpretata dalle Adamitiche e il piccolo Mario Nino Dastoli dal titolo “Golfo mistico“. La pièce, un’opera composta da voci astratte, ha esplorato la frontiera tra la realtà e l’immaginazione, presentando un’interazione sorprendente e strettamente legata allo stile creativo di Pierluigi.






La serata è stata coordinata da Patrizia Crupi, che ha congiunto con estrema professionalità e competenza gli interventi vari, garantendo un flusso scenico fluido e coordinato. La presentazione del libro ‘Il Solco’, realizzato e pubblicato da L’ArteCheMiPiace in edizione speciale per l’occasione, è stata introdotta dal Professore Giuseppe De Rosis, che ha condotto una analisi critica approfondita dei diversi aspetti creativi di Pierluigi, con particolare attenzione al progetto ‘Il Solco’, dal suo inizio all’attuale quinta edizione, un omaggio dei suoi amici a Pierluigi per il percorso che ha tracciato.





Durante la serata, gli autori del libro ‘Il Solco’ si sono alternati sul palco per condividere le loro storie e ricordi personali, leggendo le poesie più belle di Pierluigi, nonché testi e poesie scritte da loro stessi in omaggio al grande poeta, o ancora rievocando momenti e aneddoti che li legavano a lui. Anche coloro che non erano presenti hanno potuto essere rappresentati attraverso proiezioni video  delle loro opere oppure con poesie dedicate a Pierluigi lette da altri autori.


Allo stesso modo si è potuto ascoltare un intenso testo critico scritto da Milena Crupi, purtroppo assente, letto dalla voce di Giacomo Lauricella.






La scenografia dell’evento ha arricchito la serata con una selezione di opere artistiche di Pierluigi Rizzo, esposte nel suggestivo chiostro del palazzo, creando un ambiente emotivamente carico e un omaggio al grande artista. Numerosi gli amici artisti presenti che hanno omaggiato il loro amico con la loro presenza e con un allestimento di loro opere che ha impreziosito il percorso che dal portone d’ingresso conduceva al centro del suggestivo chiostro allestito per l’evento.




La performance artistica e poetica curata da Patrizia Crupi e Giacomo Lauricella ha rappresentato un incontro ravvicinato tra la dea dell’arte e della poesia, incarnate da due modelle eccezionali, Luna Arfuso e Alessandra Campana, che hanno indossato per l’occasione abiti  disegnati dalla stilista Patrizia Crupi. La suggestiva voce di Giacomo Lauricella ha accompagnato il duo di modelle con la lettura di un’intensa poesia di Pierluigi dal titolo “La valigia”.






Gli intermezzi musicali, curati dal bravissimo Paolo Savoia, sono stati anche essi un omaggio emotivo a Pierluigi, con un repertorio blues che ha evidenziato il genere musicale che egli più amava e con l’utilizzo delle note della sua canzone preferita come sottofondo musicale per l’intera serata.

L’intera serata ha registrato emozioni intense, commozione e suggestioni. L’atmosfera ha regalato momenti in cui l’aria si è tinta di una magia struggente e di suggestivi segni di presenza immateriale… come se la presenza di Pierluigi Rizzo si fosse librata tra le luci e le ombre e il silenzio avesse assunto la sua voce.




Infine il sipario si è chiuso su una serata emozionante con i saluti dei familiari presenti, a cui sono stati consegnati, come segno di rispetto e riconoscimento, gli attestati in memoria di Pierluigi Rizzo, seguito dalla donazione di un quadro da parte dell’artista Giuseppina Irene Groccia alla figlia di Pierluigi, Eleonora Rizzo. L’opera “Omaggio a Pierluigi” realizzata appositamente per l’evento rappresenta la copertina del libro da lei stessa realizzata. 


L’evento è stato trasmesso in diretta Facebook nel gruppo Il Solco, una registrazione live che rimarrà disponibile sul canale YouTube di L’ArteCheMiPiace dove ognuno potrà accedere per rivedere l’intera serata.





Tutte le immagini presenti in questo articolo sono di  ©Ercolino Ferraina




















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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Il popolo del Giubileo – mostra fotografica

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 





































Il popolo del Giubileo 
mostra fotografica








Centro per la fotografia Campobasso “Vivian Maier” e l’associazione culturale fotografica “Sei torri Tommaso Brasiliano” con il patrocinio del Comune di Campobasso organizzano la mostra fotografica “Il popolo del Giubileo” di Tommaso Ausili e Carlo Gianferro, dal 18 al 30 Giugno 2024.


Il Popolo del Giubileo (Jubilee People) è il titolo del progetto fotografico di Tommaso Ausili e Carlo Gianferro.
Il loro studio si trova nel cuore di Roma, a due passi dal Vaticano – sulla rotta privilegiata, in sostanza, per tutti i pellegrini, curiosi, turisti, religiosi in visita, così come per improvvisati tour operator che, anche per un solo giorno, gravitano a San Pietro nell’anno speciale del Giubileo, inaugurato da Papa Francesco l’8 Dicembre 2015 con l’apertura della Porta Santa.
La scansione di una semplice cartolina–ricordo, con il cupolone che si staglia contro un cielo dipinto di blu elettrico, è il fondale di un set fotografico molto speciale: San Pietro e il suo celebre colonnato come tutti vorremmo vederlo, in una giornata di pieno sole e con poca gente, a due passi da quello vero, assaltato da orde di turisti e sferzato, come ovvio, dai possibili capricci del tempo e della storia. 
Di fronte a questo set e poco prima di entrare nella vera piazza, il popolo del Giubileo, o almeno una sua nutrita rappresentanza, si è fermato e si è sottoposto al rito del ritratto. Come i pittori alla Pompeo Batoni della Roma di Sette e Ottocento lavoravano per immortalare i turisti del Grand Tour, così Ausili e Gianferro compongono oggi, immagine dopo immagine, una storia visiva del Grande Viaggio e dei suoi protagonisti. Contro il fondale dipinto si sono fermati giovani seminaristi, allegre suorine, venditori di souvenir, gladiatori romani, militari in gran pompa, folcloristici testimoni di antiche identità europee, convinti cattolici, semplici curiosi, ministri della chiesa, famiglie in gita e tutta la particolare fauna umana che costituisce l’ossatura di quel turismo religioso che la città attira come poche altre al mondo.
Lo spazio silenzioso e vuoto dello studio isola il soggetto che, ora, non è più uno dei tanti turisti ma diventa finalmente protagonista dell’immagine e, per estensione, del suo stesso viaggio. Ogni ritratto è studiato con attenzione: il soggetto si impossessa della scena e intrattiene una propria, autonoma relazione con il colonnato e la cupola in una sorta di simbiosi che, quando arriverà in piazza, stenterà forse a ritrovare. 
E se lo sfondo non cambia, le immagini raccontano storie diverse. Come fossimo tra i diorama di un Museo di Storia Naturale, ogni “quadro” rivela un mondo e i diversi elementi – il cappello piumato, gli occhiali da sole a specchio, il mantello del monsignore… – sono gli indizi di una condizione di esistenza a volte lontana, altre assai vicina, che intuiamo e che poi confluirà con le altre nel grande melting pot del colonnato, di lì a pochi metri. 

Orari mostra dal 19 al 30 Giugno 2024:
Dal lunedì al venerdì 17:30 – 20:30
Sabato e domenica 10:30 – 13:30 e 17:00 – 20:30

Ingresso libero

3288234289

Bio:

Tommaso Ausili (nato nel 1970) è un fotografo e videomaker italiano.

Si è avvicinato alla fotografia dopo la laurea. Inizialmente interessato alla fotografia di viaggio e geografica, è gradualmente passato al fotoreportage. Nel 2009 ha avviato il progetto “Hidden Death”, incentrato sulla morte degli animali da macello. Nel 2010 il progetto ha vinto il World Press Photo (3° posto), il Sony World Photography Award e l’Iris d’Or – Fotografo dell’anno. Nel 2012 ha intrapreso un progetto a lungo termine sull’inquinamento da amianto in Italia. Questo progetto ha segnato anche il suo debutto in video. Il suo documentario “The white town” è stato selezionato in diversi festival internazionali e ha vinto il premio “L’anello debole” nel 2014. Nel 2015 fonda ROAM, uno studio/collettivo che si propone di reinterpretare l’iconografia della città di Roma. Il suo primo progetto “Jubilee People”, è stato esposto al MACRO (Museo d’Arte Contemporanea di Roma).


Carlo Gianferro è un fotografo indipendente italiano, dal 2004 al 2008 ha lavorato con comunità rom rumene e moldave e ha pubblicato Gypsy Architecture (edizione tedesca Axel Menges, 2007) e Gypsy Interiors (Postcart Edizioni, 2009). Negli ultimi anni la sua attenzione si è focalizzata sulle zone dell’Europa dell’est e Asia, prediligendo come tema il rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive, in particolare la casa. Le sue fotografie documentano le condizioni di vita delle persone in un contesto in cui l’ambiente è importante tanto quanto la figura umana. Le sue immagini sono state pubblicate in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui il primo premio nella sezione Portraits stories al World Press Photo 2009. Nel 2015 fonda ROAM Photography, con Tommaso Ausili, per reinterpretare l’iconografia della città di Roma. Jubilee People è il loro progetto più recente. Vive e lavora a Roma.







































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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Esce ‘Cara’ Il Nuovo Brano di Luca Cioni Disponibile su Tutte le Piattaforme Digitali dal 20 Giugno


Esce ‘Cara
Il Nuovo Brano di Luca Cioni

Disponibile su Tutte le Piattaforme Digitali dal 20 Giugno

Si intitola “Cara” il nuovo brano di
Luca Cioni e si può ascoltare su tutte le piattaforme digitali dal 20 giugno. 

Un
pezzo pop semplice e genuino, caratterizzato da chitarra e voce, interamente
registrato dal vivo. 

Luca Cioni, cantautore originario di Fanano, in provincia
di Modena, ha iniziato il suo percorso musicale all’età di 7 anni. Dopo aver
studiato musica a livello teorico, ha sentito il bisogno di seguire il suo
istinto e passare alla pratica. 

Dopo un anno di pausa, ha ripreso in mano la
chitarra autonomamente e ha iniziato a scrivere testi parodici ispirandosi ai
suoi amici e familiari. Con il tempo, le canzoni sono diventate più serie ed
emotive.

Il percorso teorico gli ha fornito solide basi, ma
sentiva che quel rigore accademico gli stava stretto. La creatività richiesta
dall’apprendimento da autodidatta si adattava meglio al suo talento innato. 

Con
“Cara”, Luca ci invita a prenderci un momento di pausa e riflessione.
Ci ricorda l’importanza di spezzare le catene della routine quotidiana per
riappropriarci della nostra vita. Solo staccandoci dalla monotonia e
affrontando la realtà senza filtri né maschere, possiamo goderci appieno ogni
istante.

Il brano trasmette un messaggio universale: la
necessità di fermarsi e riflettere, di vivere il momento presente senza
lasciarsi sopraffare dalla frenesia del quotidiano. La semplicità della melodia
e la sincerità delle parole di Luca riescono a toccare corde profonde
nell’animo degli ascoltatori, offrendo una boccata d’aria fresca in un mondo
spesso troppo caotico.

Luca Cioni, con la sua voce armoniosa e avvolgente, ci
porta in un viaggio emotivo che rispecchia la sua evoluzione artistica e
personale. Con “Cara”, ci dimostra ancora una volta come la musica
possa essere uno strumento potente per comunicare emozioni autentiche e
profonde.





Approfittiamo dell’occasione per porgergli qualche domanda e scoprire insieme i retroscena di questa nuova uscita e le ispirazioni che lo hanno guidato  nella creazione di questo brano in particolare


Come nasce
“Cara”?

Dopo due anni di inattività, ho ripescato questo
brano dal cassetto. L’incontro con Alessio Trapella, un talentuoso ragazzo di
Rovigo dello studio Controcorrente, è stato decisivo. Alessio condivide la mia
passione per la musica autentica, e nel suo studio utilizza esclusivamente
strumenti reali, evitando quelli digitali. Questo approccio ha permesso di
catturare la genuinità e l’emozione della canzone, dando vita a un sound
organico e vero.

Il processo di registrazione è stato un viaggio
creativo. Alessio ha saputo valorizzare ogni sfumatura del pezzo, lavorando con
cura sui dettagli e garantendo che ogni nota e ogni accordo riflettessero
l’intenzione originale. L’uso di strumenti reali ha conferito al brano una
qualità unica, portando alla luce la sua essenza più pura.

Il risultato è “Cara”, una canzone che
non è solo un prodotto musicale, ma un’esperienza emotiva. Con Alessio, sono
riuscito a creare qualcosa di speciale che risuona con autenticità e passione.


Qual è
l’energia di “Cara”?

È un brano fresco ed estivo, che sprigiona
vitalità e leggerezza. Mi sembra un buon punto di partenza perché invita ad
essere noi stessi e a far emergere ciò che siamo realmente, evitando di
indossare maschere. La canzone cattura l’essenza della libertà e dell’autenticità,
incoraggiando l’ascoltatore a vivere il momento presente senza filtri.

Il ritornello, con il verso “Cara, guida tu
per tutta l’autostrada”, è un invito a lasciarsi trasportare dalla vita,
abbandonando il controllo e permettendo a ciò che è genuino e spontaneo di
prendere il sopravvento. Questo messaggio, supportato da una melodia
orecchiabile e ritmata, rende “Cara” un pezzo che si adatta
perfettamente all’atmosfera estiva, evocando immagini di viaggi su strade
infinite, con il vento tra i capelli e la libertà nel cuore.

Mi auguro che l’energia di “Cara” diventi
contagiosa, invitando chi ascolta a prendersi una pausa dalla routine
quotidiana, a respirare profondamente e a godersi ogni istante. In definitiva,
“Cara” non è solo una canzone, ma un vero e proprio inno alla
spontaneità e alla gioia di vivere.


Cosa è
cambiato dalla tua produzione musicale precedente?

Se mi guardo indietro, credo di essere maturato sia come artista che come
persona. Spero di riuscire a lasciare un’impronta originale con la mia musica,
affinché ogni canzone rifletta la genuinità e l’emozione che solo l’uso di
strumenti reali può trasmettere, come si faceva un tempo, senza l’uso di
effetti speciali digitali. Vorrei cercare di connettermi con il pubblico a un
livello più profondo e duraturo. I brani di oggi, per quanto splendidi, sono
spesso saturi di una patina artificiosa, un “usa e getta” che
difficilmente avrà la stessa risonanza nel tempo come i classici della musica.

 



Chi ti ha
ispirato nel campo della musica?

Sono stato “condizionato” fin da piccolo dalle canzoni di artisti come
Battisti, De Andrè, Vasco, grazie a mia madre che mi svegliava al mattino con
la loro musica. In particolare, sono stato affascinato anche da Massimo Riva,
l’ex chitarrista di Vasco. Queste influenze hanno plasmato il mio gusto
musicale in un mix di rock e pop italiano. Non posso definire un genere
specifico come “mio”, ma piuttosto mi identifico in questo connubio
che cattura sia l’energia del rock che la melodia del pop italiano.

 

Quali sono
i temi della tua produzione musicale?

I temi della mia produzione musicale sono vari e sfaccettati. Sebbene
alcuni potrebbero percepire un focus sui temi d’amore a un ascolto
superficiale, mi piace scrivere testi che siano permeati da un’aura di
ambiguità. L’obiettivo è lasciare all’ascoltatore la libertà di interpretare le
mie canzoni in maniera personale, permettendo loro di scoprire significati
diversi e profondi a seconda della loro esperienza e prospettiva. Questa
ambiguità intenzionale rende ogni brano una sorta di tela emotiva su cui ognuno
può dipingere la propria interpretazione, creando così un legame più profondo e
personale con la musica che scrivo.

 

Cosa
rappresenta “Cara” nel tuo percorso musicale e personale?

“Cara” rappresenta una svolta significativa nel mio percorso
musicale e personale. Dopo due anni e mezzo di silenzio, caratterizzati da
problemi e impegni di lavoro, questo brano segna una rivincita personale.
Finalmente posso tornare a dedicarmi pienamente a una parte fondamentale della
mia vita: la musica. Sono profondamente soddisfatto della qualità che ho
raggiunto con questo nuovo singolo e mi sento motivato a ripartire con
rinnovata energia. “Cara” non è solo un ritorno alla creazione
musicale, ma anche un simbolo di perseveranza e determinazione nel perseguire
la mia passione nonostante le sfide incontrate lungo il cammino.

 



Un ringraziamento
speciale a Giuseppina Irene Groccia che mi ha dato l’opportunità di entrare, un
po’ da “profano” nel suo fantastico blog artistico che è “L’arte che mi piace” e
poter condividere la mia musica. Spero che il mio nuovo brano possa portare una
piccola ventata di allegria e spensieratezza a tutti coloro che vorranno
dedicargli un ascolto su qualsiasi piattaforma, il cui link è allegato qui di
seguito. Grazie di cuore a tutti, un caro abbraccio, Luca.



Grazie a te Luca, per averci coinvolti nella tua nuova avventura musicale.


 



Clicca sulla foto per seguire Luca sui suoi canali digitali






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Totem e Tabù Mostra fotografica multimediale dei Lab 167 e Lab 191di Agorà di Cult della FIAF

L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 

Totem e Tabù

Mostra Fotografica Multimediale dei Lab 167 e Lab 191 di Agorà di Cult della FIAF





di Redazione |25|Giugno|2024|


Lieti di annunciare l’apertura della mostra fotografica multimediale “Totem e Tabù“, organizzata dai Lab 167 e Lab 191 di Agorà di Cult della FIAF. 

L’esposizione vedrà la partecipazione di 33 autori per la fotografia e 15 autori per gli audiovisivi, ciascuno dei quali ha interpretato il tema proposto dalla FIAF per il 2023-2024 con la propria sensibilità e creatività.

L’inaugurazione dell’evento avrà luogo il 29 Giugno alle ore 18.30 presso il Dopolavoro Ferroviario di Pescara

Durante la serata inaugurale, i visitatori avranno l’opportunità di incontrare gli autori e discutere con loro delle opere esposte.

Inoltre domenica 30 giugno alle 19.00 ci sarà una ulteriore presentazione delle opere per coloro che non hanno potuto presenziare all’inaugurazione del sabato.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 1° Luglio, offrendo una panoramica ricca e diversificata delle interpretazioni artistiche dei temi di “Totem e Tabù”. 

Questo evento rappresenta un’occasione preziosa per esplorare e riflettere sui simboli e i tabù della nostra società attraverso l’obiettivo di fotografi e artisti audiovisivi contemporanei.

Vi invitiamo a partecipare numerosi per immergervi in questa esperienza visiva e sensoriale.




Dettagli dell’evento:

  • Inaugurazione: 29 Giugno, ore 18.30
  • Luogo: Dopolavoro Ferroviario, Pescara
  • Durata: Dal 29 Giugno al 1° Luglio 2024
  • Orari di apertura: 10.00 – 19.00

Non mancate!




FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche




























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Totems di Gianpia Affaitati

L’ArteCheMiPiace  – Segnalazioni Eventi

Totems 
di Gianpia Affaitati 



di Giuseppina Irene Groccia |25|Giugno|2024|

Il progetto “Totems“, sviluppato all’interno del
Lab 167 di Agorà di Cult “Totem e Tabù” della FIAF, nasce all’interno di un
percorso di riflessione che parte da Freud e dalla sua opera, ma lo applica ai
giorni nostri, esplorando i concetti di Totem e Tabù in un’era dominata dalla
società delle immagini e delle icone precostituite di bellezza fisica, eleganza
e stile di vita. 

L’artista fotografa Gianpia Affaitati esplora come la
cultura contemporanea abbia trasformato i simboli originariamente legati alla Natura
e alla Vita in rappresentazioni artificiali e superficiali, creando un senso di
disconnessione tra l’Uomo e la Natura. 

Attraverso il proprio totem personale, un
albero che cresce nella sabbia vicino casa sua, l’artista racconta la sua
storia personale e il suo percorso di ricerca, invitando il visitatore a
riflettere sulla sua relazione con la
Natura e sulle conseguenze della Società delle immagini
precostituite. 

In questo senso, il progetto “Totems” rappresenta un
chiaro invito a riscoprire la vera essenza della Vita e della Natura, superando
le superficie artificiale e i tabù che ci separano dalla realtà. 

Attraverso le
sue immagini, Gianpia Affaitati ci invita a riconsiderare i modelli di
riferimento e a tornare alle radici della realtà per scoprire la vera essenza
dell’esistenza.

 



Approfittiamo di questa opportunità per chiederle qualcosa di più riguardo a questo suo nuovo progetto fotografico, scoprendo le ispirazioni, i processi creativi e i messaggi dietro le sue affascinanti immagini.

 


Come nasce il tuo progetto?

Il Lab 167 di Agorà di Cult della FIAF di cui faccio parte,
diretto dai tutors Giacomo Sinibaldi ed Andrea Fornaro, ha esaminato
approfonditamente, con letture e studio di progetti fotografici del passato, il
tema annuale dato dalla FIAF, “Totem e Tabù”, invitando ogni partecipante a
declinarlo nell’espressione a ciascuno più congeniale. Durante gli incontri ho
realizzato che anche io avevo il mio Totem ed ho deciso di farne il
protagonista del mio lavoro

 

Qual’è il tuo totem? E come si è sviluppato il tuo lavoro?

Il mio Totem è un albero nei pressi di casa mia, che è nato
nella sabbia e che ho visto negli anni diventare grande e regalare ombra e
riparo; mi sono sempre meravigliata di come potesse crescere nella sabbia,
senza cure, senza la terra fertile che caratterizza la mia regione. Lo incontro
in tutte le mie passeggiate in spiaggia ed abbiamo stabilito un forte legame.

Il progetto è nato dalla considerazione che la società
attuale ci indica come modelli vincenti, come Totems, la perfezione fisica, la
bellezza ed eleganza troppo spesso “costruite”, l’ostentazione dei simboli del
benessere… un modello di esistenza finto e fine a se stesso. Salvo poi,
attraverso le vicende che la vita ci propone, accorgersi che questi modelli non
hanno consistenza, si rivelano vuoti. Torniamo così a comprendere che la vera
forza, la vera bellezza, la resilienza, risiedono nella Natura.

Il progetto vuole raccontare questo passaggio, questa presa
di coscienza. Il lavoro è un palindromo perchè può essere letto anche in senso
inverso, ci racconta in questo caso come nella storia dell’Uomo c’è stato il momento
in cui la finta esistenza ha iniziato ad oscurare la Natura fino a sostituirsi
ad essa e relegandola in pratica a ruolo di Tabù.


Quali sono state le difficoltà incontrate nella
realizzazione?

La prima difficoltà è stata concepire come rappresentare
l’esperienza, il passaggio interiore che porta a prendere coscienza della
falsità degli attuali Totems ed il ritorno alla Natura. La scelta della fusione
di immagine alla fine si è rivelata la migliore. Ho voluto realizzare
“manualmente” il processo di fusione, controllando per ogni immagine ogni
parametro delle due foto che costituiscono il progetto, senza mai affidarmi
agli automatismi del software. La seconda è stata… aspettare la primavera e
che l’albero mettesse di nuovo le foglie… perchè non è così scontato che
l’albero “rinasca” ad ogni primavera… ed anche questa attesa è stata un
insegnamento ed una bella esperienza.

 



Il lavoro partecipa alla collettiva di fotografia ed
audiovisivi “Totem e Tabù” che si terrà a Pescara, presso il Dopolavoro
Ferroviario, dal 29 giugno al 1 luglio con inaugurazione Sabato 29 giugno alle
18.30












Gianpia Affaitati

Gianpia Affaitati è ricercatrice universitaria e medico in un ambulatorio presso la clinica universitaria di Chieti. La fotografia l’ ha attratta fin da piccola e negli anni ha utilizzato polaroid, compatte e reflex a pellicola per approdare infine alla fotografia digitale. Il percorso formativo si è sviluppato inizialmente con corso base di fotografia per proseguire poi da autodidatta attingendo alle risorse che offre la rete sia come fonte di documentazione tecnica sia come possibilità di contatto con altri fotografi e più recentemente con gruppi di discussione fotografica. Dal 2018 è anche socia dell’Aternum Fotoamatori Abruzzesi. Ha partecipato a mostre fotografiche collettive, a libri fotografici collettivi ed a progetti fotografici nazionali.













©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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COME SABBIA AL VENTO… Esposizione Artistica Letteraria in memoria di PIERLUIGI RIZZO Presentazione del libro IL SOLCO NR 5 Edizione Speciale a lui dedicata

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazioni Eventi








COME SABBIA AL VENTO…

Esposizione Artistica Letteraria in memoria di PIERLUIGI RIZZO

Presentazione del libro IL SOLCO NR 5 
Edizione Speciale a lui dedicata



di Giuseppina Irene Groccia |21|Giugno|2024|



Come sabbia al vento… come un ricordo sbiadito dal tempo ma
tangibile e graffiante come i granelli di sabbia. 

È giunto questo tanto atteso
evento, una serata in cui tutti gli amici di Pierluigi Rizzo si uniscono per
ricordarlo e onorarlo. Amico, artista e genio creativo, Pierluigi ha lasciato
un segno profondo che è germogliato in testimonianze di affetto e stima.

 

Poesia, arte, teatro e musica riempiranno questa notte di
tante piccole e sentite dediche in memoria del nostro caro Pierluigi. Ogni
parola, ogni nota, ogni interazione sul palco sarà un tributo alla sua memoria,
un modo per raccontare la sua storia e rendere onore alla sua eredità
artistica. Saranno come granelli di sabbia che continueranno a spostarsi sulla
spiaggia del tempo, rivelando la profondità e la potenza del suo spirito.

 

Questa serata è un omaggio all’artista che ha saputo
trasformare la sua visione in opere indimenticabili. 

Vi invitiamo a immergervi
nel mondo di Pierluigi, a lasciarvi trasportare dalle sue creazioni e a
sentire, attraverso di esse, la sua presenza che continua a vivere nei cuori di
chi lo ha conosciuto e amato.



L’evento, patrocinato dal Comune di Corigliano Rossano, è
organizzato e curato in collaborazione con le associazioni artistico-culturali
L’ArteCheMiPiace di Giuseppina Irene Groccia, C.e.S.A.S. Centro Studi Artistici
Segantini
di Patrizia Crupi, e l’Associazione Internazionale Centro Arte Club
di Ercolino Ferraina.

 

La serata sarà introdotta e coordinata da Patrizia Crupi,
con un intervento critico del Professore Giuseppe De Rosis

Il clou dell’evento
sarà la presentazione della quinta edizione de “Il Solco“, un libro
interamente dedicato a Pierluigi Rizzo. Questa edizione speciale, la prima
realizzata in sua assenza, è il frutto di un sentimento sincero di stima,
affetto e continuità artistica e poetica che gli amici di Pierluigi, ideatore
del progetto “Il Solco”, hanno voluto trasformare in una testimonianza
tangibile e durevole
. Il libro vede la partecipazione di 29 autori, tra artisti
e poeti, che hanno deciso di omaggiare Pierluigi Rizzo con la loro arte e
poetica.


Si tratta di: 

Patrizia Arcidiacone, Graziella Barbieri, Margherita Biondi
Belgrado, Angela Campana, Alfonso Caniglia, Maria Rosaria Cozza, Milena Crupi,
Patrizia Crupi, Nilo Domanico, Andrea Fabiani, Ercolino Ferraina, Aldo Fusaro,
Domenico Godino, Giuseppina Irene Groccia, Giacomo Lauricella, Ornella Mamone
Capria, Antonella Milito, Marcella Pecorari, Ida Proto, Marinella Pucci, Nora
Ornella Pujia, Sonia Quercia, Maria Romeo, Pino Savoia, Onofrio Sommario, Mario
Pino Toscano, Maurizio Traversari, Luigi Visciglia, Fabrizio Zicarelli

 


Clicca sulla copertina per sfogliare il libro online

La prefazione, scritta dal Professore Giuseppe De Rosis, una
figura di grande conoscenza nel campo, aggiunge un tocco di profondità alla
celebrazione della vita e del lavoro di Pierluigi. Il volume contiene inoltre
un’interessante intervista realizzata da Giuseppina Irene Groccia a Pierluigi
Rizzo nel 2021, nella quale l’artista condivide le sue riflessioni sulla sua
arte e sulla sua poetica. Arricchito dalle immagini delle sue opere più
importanti
e dalle sue poesie più belle, il libro rappresenta un omaggio
significativo al suo autorevole percorso artistico. 

La copertina del libro,
opera di Giuseppina Irene Groccia, è un omaggio personalizzato a Pierluigi
Rizzo.
 

Realizzato e pubblicato da L’ArteCheMiPiace, il libro sarà custodito nei
nostri cuori come un omaggio unico e sentito alla sua memoria.

 

Durante la serata, gli autori de “Il Solco” saranno
protagonisti con letture poetiche delle poesie più belle di Pierluigi, e con testimonianze e interventi commemorativi. 

La scenografia dell’evento sarà
arricchita da una selezionata esposizione artistica delle opere più
significative di Pierluigi.

Gli amici artisti che omaggeranno Pierluigi con una collettiva
delle loro opere, disposte in modo da abbracciare simbolicamente le sue,
creando un cerchio di affetto e ricordo intorno alla sua arte sono:

Alfonso Caniglia, Maria Rosaria Cozza, Milena Crupi,
Patrizia Crupi, Ercolino Ferraina, Giuseppina Irene Groccia, Antonella
Milito,  Ida Proto, Sonia Quercia, Maria
Romeo, Pino Savoia, Riccarda Stabile, Concetta Tridico, Antonella Vincenzo.


Inoltre, è prevista una performance artistica e
poetica a cura di Patrizia Crupi e Giacomo Lauricella

In testimonianza della
sua passione per il teatro, ci saranno due interventi teatrali: “Golfo Mistico”
con drammaturgia e regia di Adolfo Adamo, interpretato dalle Adamitiche e dal
piccolo Mario Nino Dastoli, e “Salvate la Poesia” dell’Officina delle Arti di
Pierluigi Rizzo

Gli intermezzi musicali saranno curati da Paolo Savoia.

 

Ringraziamo tutti gli autori che hanno reso possibile questa
edizione speciale del libro a lui dedicata e questo evento commemorativo, così
come tutti coloro che parteciperanno a questa serata speciale.
 Vi invitiamo a unirvi a noi per celebrare la vita e l’eredità
artistica di Pierluigi Rizzo, immergendovi nel mondo che lui ha saputo creare
con la sua arte e la sua poetica.

 

















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 


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ArteIntervisteSegnalazione Eventi

Intervista a Alessandro Giansanti di Agarte – Fucina delle Arti e a Alessio Musella, Editore EXITURBANMAGAZINE

 L’ArteCheMiPiace – Interviste

 

 

Intervista a Alessandro giansanti di Agarte – Fucina delle Arti E A ALESSIO MUSELLA, EDITORE EXITURBANMAGAZINE 

Un Viaggio nella Passione e Innovazione Artistica di due Curatori d’eccellenza 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |20|Giugno|2024|

 

 

Nel cuore dei Castelli Romani, un giovane gallerista ama rivoluzionare il mondo dell’arte contemporanea. 

Alessandro Giansanti, fondatore di Agarte – Fucina delle Arti, ha avviato il suo progetto all’età di 25 anni, nel pieno della pandemia, dimostrando che la passione e la determinazione possono trasformare le sfide in opportunità. 

Oggi, Agarte è un punto di riferimento per molti artisti emergenti, grazie anche alle collaborazioni con realtà influenti come Art&Investments ed ExitUrbanMagazine di Alessio Musella

 

 

 

Da sn Alessandro Giansanti, Gallerista e Titolare Agarte-Fucina delle Arti. A ds Alessio Musella, Curatore artistico, editor e Founder Art&Investments e ExitUrbanMagazine 

 

Alessio Musella è un editore, curatore e collettore di arte contemporanea con una passione profonda per il dialogo tra marketing, design e arte. Con una conoscenza approfondita della comunicazione online, compresi i social media, Alessio sa come utilizzare la potenza della diffusione di un messaggio per promuovere l’arte e gli artisti. Sviluppando un format comunicativo innovativo e sempre aggiornato ha da sempre avuto successo nell’unire le sue passioni per l’arte e la comunicazione per creare esperienze di successo.

 

In questa intervista, Alessandro e Alessio si confronteranno con i lettori per raccontare la storia della loro collaborazione, che ha portato all’organizzazione di un evento molto originale e innovativo. Questo incontro sarà un’avventura stimolante e coinvolgente, che unirà audacia e entusiasmo in un percorso di idee innovative e strategie avanzate che rinnoveranno sicuramente il mondo dell’arte contemporanea. 

In particolare, ci soffermeremo sul nuovo evento in programma in questi giorni, “NOT ONLY URBAN“, che mira a presentare artisti emergenti e di tendenza, sottolineando l’importanza di stili e movimenti contemporanei.

 



 

Ciao Alessandro, presentati ai nostri lettori e illustraci
cosa 
rappresenta Agarte – Fucina delle Arti e come la tua
passione per l’arte 
si è trasformata in un progetto concreto che ti ha portato a
diventare 
uno dei più giovani e apprezzati galleristi in Italia?
Inoltre, ci racconti 
un po’ della tua scelta di collaborazione con
Art&Investments ed 
ExitUrbanMagazine di Alessio Musella?

 

Aprii il progetto di Agarte insieme alla mia famiglia nel
2020 all’età di 25 anni annoverandomi a 
tutti gli effetti tra i più giovani galleristi d’Italia e
d’Europa. Aprimmo il progetto per una necessità 
di ripartire con l’arte e la cultura scegliendo una zona
periferica, quella dei Castelli Romani, subito 
dopo la pandemia da Covid-19 principiando dunque il percorso
durante un periodo complicato, ma 
puntando sin da subito sugli emergenti capitolini (vista
l’esplosiva scena artistica romana)! 
Attualmente mi reputo un gallerista emergente che ha molto
da apprendere e in questi 48 mesi ho 
avuto modo di crescere molto, finendo per realizzare 36 tra
mostre collettive e personali, sul suolo 
nazionale ed internazionale.. Non penso di essere parte di
quel gruppo dei galleristi più conosciuti 
ed apprezzati, almeno non ancora, ma sicuramente vengo preso
come riferimento per molte delle 
scelte inconsuete che applico al mio lavoro, nella costante
ricerca e nello spingermi sempre oltre il 
ruolo di gallerista.

Con Ale è stata collaborazione sin da subito, ci siamo
trovati bene e abbiamo iniziato scambiandoci 
consigli e suggerimenti, Alessio ha una grande esperienza in
campo della comunicazione e ho avuto 
modo di poter prendere spunto su più fattori, tenendo sempre
un occhio di riguardo dapprima per il 
progetto Art & Investments e poi Exiturban. Quest’ultimo
anno è stato incentrato sulla creazione di 
progetti condivisi, prima con la mostra “Dis-Comfort” a
Palazzo Rospigliosi di Zagarolo (RM) con 
le mie colleghe Roberta Cristofari, Giusy Longo ed Eleonora
Turli, poi con “Sapori: Arte 
nutrimento per l’anima” a Frascati in collaborazione con
Divulgarti Group di Loredana Trestin.. Da 
quest’ultimo lavoro abbiamo deciso di riprendere la vecchia
collaborazione con Alessio Musella 
scegliendo di curare una rassegna insieme!

 

Ciao Alessio, il tuo nome è ben noto nel campo artistico per la tua dedizione alla curatela artistica e al supporto ai giovani artisti emergenti. Hai iniziato la tua carriera artistica tanti anni fa venendo dal mondo del design e dell’architettura. Attraverso l’esperienza accumulata e la tua grande passione per l’arte  hai consolidato il tuo successo con la creazione della piattaforma online Art&Investments e della rivista mensile ExitUrbanMagazine. Ci racconti un po’  della tua scelta di collaborazione con Agarte Fucina delle Arti di Alessandro Giansanti?

 

Alessandro è un gallerista giovane, dinamico e molto preparato, tre caratteristiche non scontate da trovare quando parliamo di arte. 

La quarta caratteristica che apprezzo molto è l’ambizione, ma non quella fine a se stessa, ha programmato come e dove vuole arrivare, e sarà un piacere affiancarlo nel suo percorso.

Non ultimo Agarte Fucina della arti è tra le poche gallerie che tratta la ceramica, forma d’arte che da sempre mi affascina e che ho messo tra le priorità nel voler far comprendere al grande pubblico quanta tecnica e tradizione sono avvolte nel lavorare l’argilla, terra fuoco aria e acqua vengono sapientemente miscelati per creare splendide opere d’arte…

 

 

 

Come è nata la vostra conoscenza e di riflesso la vostra
intesa 
professionale?

 

Alessandro: La nostra conoscenza è nata ancora prima dello sviluppo
della galleria “Agarte – Fucina delle Arti”, 
nel periodo del 2018-19. Durante quegli anni collaboravo con
una rivista per il quale Alessio aveva 
scritto un articolo e mentre vagliavamo la possibilità di
aprire uno spazio fisico, la figura di Alessio 
ci sembrava sempre più interessante in termini di
connessioni e sinergie. 
Il primo periodo ci siamo occupati maggiormente dello
scambio di contatti ed artisti, solamente nel 
2023 abbiamo cominciato a collaborare direttamente con la
scelta di alcuni artisti da inserire nel 
nostro showroom e con la partecipazione in eventi
organizzati con la collaborazione di Art & 
Investments ed Exit.. Ad oggi “Not-Only Urban” è la prima ed
ufficiale rassegna collettiva di arte 
contemporanea che vede un lavoro a quattro mani realizzato,
organizzato e promosso direttamente 
da entrambi!

 

AlessioCollaborare per me è sinonimo di stima, e ho potuto constatare da subito, come già detto, l’approccio  innovativo e dinamico che Alessandro, se pur giovane, ha saputo mettere in campo, e l’arte ha bisogno di trovare nuovi modi per comunicare e ampliare il pubblico di riferimento.

 

 

Qual è stata l’ispirazione dietro la scelta di Frascati come
sede della 
mostra?

 

Alessandro: Frascati è la sede della nostra associazione e galleria,
conosciamo bene il territorio, siamo avvezzi 
alle sue dinamiche e sono anni che oramai organizziamo
mostre sul suo territorio. Ultimamente 
stiamo collaborando con vari comuni dell’hinterland romano,
stiamo uscendo fuori dalla regione ma 
anche fuori dallo stivale. Il ruolo informale e più diretto
di Frascati ci sembrava il più appropriato 
per una rassegna di volti nuovi da presentare al pubblico! NOT-ONLY URBAN, un titolo che lascia spazio a precise
riflessioni 
sull’arte contemporanea e il suo ruolo nel mondo globale.
Quali sono 
state le motivazioni che avete considerato nella scelta del
tema per 
questa mostra? Inizialmente volevamo chiamare la rassegna “Urban
Selection”, ma effettivamente suonava 
riduttivo.. L’idea è quella di focalizzasi su alcune delle
tendenze più contemporanee che si possano 
sposare con l’idea di una tipologia d’arte più diretta. Il
nome vuole avvicinarsi alla rivista di Alessio 
“Exiturban magazine”, ma anche approcciarsi a quella che è
la location industriale di riferimento: il 
mercato coperto; il polo di 450mq che ospita la rassegna è
una struttura priva di quel fascino 
elegante tipico dei musei e delle gallerie, ma è una tela
bianca che può trasformarsi in base 
all’utilizzo che se ne fa! Il palazzetto difatti, ex mercato
ortofrutticolo della città posto nel centro 
della vita economica di Frascati, è una location che a lungo
è stata abbandonata a se stessa.. siamo 
stati tra i primi ad intervenire utilizzando la struttura
come polo culturale, non sono mancate certo le 
critiche, ma quando si ha una visione, poco importa di
quelle!

 

AlessioFrascati ha un fascino tutto suo, a tratti sembra di essere a Parigi, la piazzetta di fronte al mercato coperto è davvero splendida, quando Alessandro mi ha proposto la location, avendo avuto modo di visionarla qualche mese fa insieme durante una sua collettiva, ho subito risposto affermativamente.. Non dimentichiamoci che Frascati è il comune dei Castelli dove i Romani amano passare il weekend, e questo non guasta di certo quando prepari una mostra.

 

 

NOT-ONLY URBAN, un titolo che lascia spazio a precise riflessioni sull’arte contemporanea e il suo ruolo nel mondo globale. Quali sono state le motivazioni che avete considerato nella scelta del tema per questa mostra?

 

AlessandroInizialmente volevamo chiamare la rassegna “Urban Selection”, ma effettivamente suonava riduttivo. L’idea è quella di focalizzasi su alcune delle tendenze più contemporanee che si possano sposare con l’idea di una tipologia d’arte più diretta. Il nome vuole avvicinarsi alla rivista di Alessio “Exiturbanmagazine”, ma anche approcciarsi a quella che è la location industriale di riferimento: il mercato coperto; il polo di 450mq che ospita la rassegna è una struttura priva di quel fascino elegante tipico dei musei e delle gallerie, ma è una tela bianca che può trasformarsi in base all’utilizzo che se ne fa! Il palazzetto difatti, ex mercato ortofrutticolo della città posto nel centro della vita economica di Frascati, è una location che a lungo è stata abbandonata a se stessa… siamo stati tra i primi ad intervenire utilizzando la struttura come polo culturale, non sono mancate certo le critiche, ma quando si ha una visione, poco importa di quelle!

 

 

Alessio: Io mi sono limitato a concordare con Alessandro Not only davanti a Urban, perché abbiamo scelto di inserire diverse creatività, e artisti che sono diventati urban creando collaborazioni tra di loro, un esempio su tutti la scultrice Elisabeth Longhi ha creato due opere raffiguranti Cat woman e Wonder man in stile “Boteriano”, opere che sono state poi personalizzate dagli artisti Marco Host e Mariella Rinaldi seguendo il loro stile, il connubio ha dato risultati molto interessanti, “sperimentare” per noi, diventa spesso una parola d’ordine….

 

 

 

Quali sono stati i parametri principali che avete utilizzato
per la 
selezione delle opere e degli artisti durante la
pianificazione di questo 
evento?

Alessandro: Principalmente la rassegna vuole essere un compendio di
artisti emergenti italiani che si avvicinano 
alle seguenti categorie artistiche: arte del riciclo e trash
art, arte naïf, art brut, graffitismo, pop e 
neo-pop, street art, arte urbana e writing, digital art..
come si evince la forbice è larga, ma sono tutti 
generi purtroppo ancora troppo poco considerati in Italia e
che necessiterebbero di esser 
rappresentati maggiormente.

AlessioLe collettive a mio avviso hanno in primis il compito di avvicinare un nuovo pubblico all’arte, non sai mai chi entrerà dalla porta, e far trovare diversi stili artistici aiuta il fruitore a ritrovare la sua comfort zone, fondamentale per iniziare un dialogo…

 

 

 

Perché avete scelto di rimanere nei generi rappresentati
dalle ultime 
tendenze stilistiche dell’arte contemporanea, come Urban,
Street Art, 
Pop e Neo-Pop, Art brut, Naïf e Graffitismo per citarne
alcune?
 Spiegateci i motivi di questa precisa scelta e preferenza stilistica.

 

AlessandroIl motivo è presto detto: si conoscono i nomi degli stili e
dei movimenti, ma non si sa identificare 
effettivamente cosa appartiene a queste categorie e cosa
no… ciò è dovuto da una confusione dettata 
da un’approssimazione nella descrizione dei generi e delle
tecniche impiegate. La nostra idea era 
quella di fare maggiormente chiarezza e di posizionare la
nostra rassegna come mezzo conoscitivo 
di quegli artisti che hanno scelto di seguire queste
tendenze ed inserirsi in quei contesti specifici. 
L’interazione con l’arte in contesti non tradizionali spesso
contribuisce 
ad una esperienza artistica molto positiva per i visitatori. 

 

Alessio: Non è un caso che tu abbia citato nella domanda stili che poco hanno a che fare con l’accademico, oggi l’arte prescinde dalla tecnica e va diretta al significato che vuole esprime e comunicare. Se vuoi ampliare il pubblico di riferimento devi iniziare, a mio avviso, non dalla perfetta esecuzione, ma spiegare che fare arte è molto altro… e questi stili, essendo più di facile comprensione per il neo utente, sono un buon punto di partenza per iniziare un dialogo.

 

 

L’interazione con l’arte in contesti non tradizionali spesso contribuisce ad una esperienza artistica molto positiva per i visitatori. Come siete arrivati a scegliere la location industrial del mercato
coperto in Piazza del Mercato a Frascati come spazio per la mostra? Quali
fattori hanno giocato un ruolo importante nella vostra scelta e come vi è
sembrata essere adatta alla tematica delle opere che volevate
proporre?

 

Alessandro: La scelta nasce in parte in maniera casuale, proprio come le
migliori intuizioni. Abbiamo sin da 
subito compreso che il futuro dell’arte, quantomeno in
Italia, è in un approccio divulgativo-
promozionale ibrido e fluido, da questa comprensione parte
la scelta che ci ha accompagnati per 
tutti e 4 gli anni iniziali della nostra attività, ovvero
quella di fare uso di luoghi inconsueti. “Se la 
montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”, con
questo voglio dire che 
lamentiamo spesso un calo delle visite nei musei e nelle
gallerie, ma non facciamo nulla per 
avvicinarci a quelle che potrebbero essere le soluzioni per
avvicinarci alla gente, ovvero fare uscire 
le opere dai musei e dalle gallerie. Ospedali, strade
commerciali, ristoranti, hotel, mercati, abbiamo 
sempre prediletto ambienti di questo genere ottenendo sempre
notevoli risultati, portando l’arte nei 
luoghi dove meno ci si aspettava di trovarne! Questo nostro
atteggiamento si ricollega ad una frase 
detta, un po’ per invidia, un po’ per noia esistenziale, da
una persona poco lungimirante che 
criticando il nostro operato disse “adesso manca solamente
l’arte messa al mercato con la frutta” la 
frase mi ha fatto riflettere.. le più grandi rivoluzioni
nella storia dell’arte partono da provocazioni ed 
insulti (come il termine “impressionismo”) quindi mi son
detto, perché non partire da questa banale 
affermazione? Effettivamente l’arte contemporanea soffre
ancora di quella concezione ancorata ad 
un’idea inverosimile ed ingiustificata dell’arte, ovvero
quella che essa debba stare solamente nei 
luoghi aulici e di “alto valore”. Noi preferiamo avere un
approccio concreto e reale, e dunque, 
qualora lo ritenessimo consono, potremmo portare l’arte
anche nei mercati della frutta.

 

AlessioCome dice Alessandro non è facile oggi capire i vari stili come vanno inseriti nelle correnti artistiche, e una collettiva, se ben curata, può aiutare a comprendere meglio anche l’uso di certi termini. Ad ogni modo non siate mai frettolosi nel commentare un’opera…cercate sempre di andare oltre le apparenze…. Artista non è colui che padroneggia una tecnica, ma colui che ha e vuole esprimere un pensiero attraverso l’arte e farlo arrivare a chi osserva.

 

 

 

Quali sono le tendenze attuali nel mondo dell’arte che
ritenete più 
interessanti o significative?

 

Alessandro: Ritenere interessante solamente una tendenza sarebbe
riduttivo, più di quello credo si debba 
guardare a determinati modus operandi degli artisti.. Trovo
sempre di più artisti che grazie alle 
conoscenze maturate negli ultimi anni cominciano a
comprendere effettivamente cosa voglia dire 
investire sul proprio talento e lavorare con raziocinio e in
maniera ordinata e sistematica. Spesso 
sono proprio quelli gli artisti che riescono ad accrescere
il proprio nome nel corso del tempo. La 
storia è piena di creativi caotici di cui purtroppo si è
persa traccia negli anni, se non sei tu la prima 
persona ad avere cura del tuo talento, perché dovrebbero
farlo gli altri?

 

AlessioMi sto sempre più appassionando alla ceramica, che credo tornerà ad avere un ruolo importante nel contemporaneo, ritrovando le sue radici  e ricordando i grandi del 900 che hanno saputo creare un dialogo con l’osservatore, detto questo,  “Contaminazione” (street art, figurativo, astrattismo) sarà insieme a Sperimentazione la base della rinascita di questa antica e splendida arte, perché sono convinto che proprio attraverso la collaborazione e l’interessenza di diverse creatività e tra artisti apparentemente distanti fra loro  la ceramica troverà il suo ruolo.

 

 

Qual è il ruolo dell’arte nel contesto sociale e culturale
attuale, 
secondo voi?

 

Alessandro: Il ruolo rimane sempre lo stesso, come lo rimarrà anche nel
futuro: testimoniare, ricercare, indagare 
e sperimentare. Ci sembra di capire che questo evento potrebbe essere la
prima 
edizione di altre a venire. Ciò vi induce a pensare ai
possibili sviluppi 
futuri? Cosa potete anticiparci a riguardo di queste
eventuali future 
interazioni? Se tutto si muove in maniera fluida, se gli artisti sono
contenti, se il pubblico si trova bene e se noi 
continuiamo a lavorare in maniera professionale come abbiamo
sempre fatto, la rassegna può 
certamente divenire un appuntamento annuale.. Il progetto iniziale
è quello di trasformare “Not-
Only Urban” in un punto d’incontro per chi vuole investire e
collezionare un certo tipo di arte.

Alessio: Raccontare il contemporaneo 

 

 

 

Ci sembra di capire che questo evento potrebbe essere la prima edizione di altre a venire. Ciò vi induce a pensare ai possibili sviluppi futuri? Cosa potete anticiparci a riguardo di queste eventuali future interazioni?

 

 

Alessandro: Se tutto si muove in maniera fluida, se gli artisti sono contenti, se il pubblico si trova bene e se noi continuiamo a lavorare in maniera professionale come abbiamo sempre fatto, la rassegna può certamente divenire un appuntamento annuale… Il progetto iniziale è quello di trasformare “Not- Only Urban” in un punto d’incontro per chi vuole investire e collezionare un certo tipo di arte.

 

 

AlessioQuando l’intento è comunicare un concetto, non può fermarsi ad una singola kermesse,  diventerà un appuntamento annuale, come ha detto Alessandro, ma tutto in crescita esponenziale…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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Eros all’incrocio tra classicismo e manga… la serie erotica di Cubepome

 



Eros all’incrocio tra classicismo e manga

la serie erotica di Cubepome




Sono in arrivo due settimane di arte e bellezza a Milano grazie all’esposizione “ARS HENTAI“, curata da A.D. Iannotti, che presenta le opere dell’illustratrice e mangaka Cubepome

Dal 16 al 29 giugno 2024, la Ian Art Gallery ospita un evento unico nel suo genere, in cui il classicismo si fonde con il manga in una serie di opere eros e affascinanti che non ti lasceranno indifferente.


L’artista insieme alle sue opere


Il lavoro di Cubepome è un ambizioso esempio di fusione tra tecniche tradizionali e digitali, portando insieme l’eleganza del classicismo con la vivacità e la dinamica del manga giapponese. Le sue opere sono visivamente sbalorditive, ma anche pensierose, con una franca predisposizione ad esplorare le complessità delle emozioni umane e delle relazioni.


L’esposizione presenterà una selezione delle opere più impressionanti di Cubepome, mostrando uno stile originale unito alle sue abilità creative. Gli appassionati d’arte potranno ammirare i dettagli intricati, i colori vivaci e le linee espressive che caratterizzano l’arte della Mangaka.


Ma non è tutto – i visitatori avranno anche la possibilità di votare per la loro opera d’arte preferita (basta visitare il sito web dedicato www.ianartgallery.com e cliccare sull’icona del cuore accanto a ogni opera d’arte) e acquistarla se lo desiderano. Questa esperienza interattiva consente ai visitatori di diventare parte del processo creativo, sostenendo l’artista e contribuendo alla giusta valorizzazione di questi lavori.


Inoltre, una versione virtuale 3D dell’esposizione sarà disponibile online su www.ianartgallery.com, consentendo ai “visitatori” da tutto il mondo di partecipare a questo evento unico.


Media partner e collaborazioni: 


Art & Investments, Arti Services, ContempoArte Magazine, Exit Urban Magazine, Kings_miark, Lartechemipiace.com, Serenarossiartecontemporanea.it, Justina Ebegbelumhen, Walter Festuccia, Olga Matsyna, Daniela Pronestì.





Ian Art Gallery è un innovativo phyrtual-phygital-clhub, un mini centro polifunzionale reale-virtuale situato nei pressi di Milano dedicato a eventi e attività artistiche, culturali e spirituali in loco e in connessione con il mondo. Ideato dall’artista multidisciplinare Ian Art per dare modo ad artisti, intellettuali ed esperti non-mainstream, a inizio carriera o che ricercano nuove vie, sia italiani che internazionali, di far conoscere il proprio lavoro. Lo spazio ospita eventi fisici ma è anche un virtual hub aperto e in comunicazione con tutto il mondo. Inaugurato all’inizio del 2024. 



L’accesso è riservato a richiesta o su invito. 



Info, disponibilità e contatti


email: gallery@ian-art.net 

instagram @ianartgallery 

facebook: @ian.art.gallery.milan 

sito web: www.ianatgallery.com

















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NOT ONLY URBAN – A FRASCATI UN VIAGGIO ALL’INTERNO DELL’ARTE CONTEMPORANEA

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazioni Eventi


NOT ONLY URBAN

A FRASCATI UN VIAGGIO ALL’INTERNO DELL’ARTE CONTEMPORANEA




La città di Frascati accoglie la mostra collettiva “Not-Only Urban“, curata da Alessio Musella e Alessandro Giansanti, un viaggio all’interno delle ultime tendenze dell’arte contemporanea.


Dal 21 al 30 giugno, la location industriale del Mercato coperto in Piazza del Mercato diventerà un hub per le diverse espressioni artistiche dell’arte contemporanea, tra cui Urban, Street Art, Pop e Neo-Pop, Art brut, Naïf e Graffitismo

La mostra presenta una selezione di artisti emergenti della scultura, della pittura, dell’arte digitale e della ceramica nazionale, selezionati da Alessio Musella e Alessandro Giansanti.


L’evento è nato dalla collaborazione tra Agarte – Fucina delle Arti e Art & Investments, due realtà che si sono unite per promuovere il variegato mondo dell’arte contemporanea. 

Il percorso espositivo è stato curato con attenzione per selezionare le opere più significative e innovative, grazie all’ispirazione che i due curatori hanno raccolto lungo il loro percorso.


La mostra sarà visitabile tutti i giorni dal 21 al 30 giugno dalle 16 alle 19.30 presso il Mercato coperto in Piazza del Mercato a Frascati.


L’ingresso è libero e gratuito.


La mostra “Not-Only Urban” ha il sostegno di ExitUrbanMagazine, ContempoArte Magazine e LartecheMipiace come Media Partner. 


Non perdere l’opportunità di esplorare questa ricca selezione di stili e tendenze artistici, presentata con attenzione e passione da Not-Only Urban. In questo eccezionale evento, il viaggio attraverso l’arte contemporanea sarà senza alcun dubbio un’esperienza innovativa e coinvolgente.




Contatti:


Agarte – Fucina delle Arti

Email: agarte@agarte.it


Art & Investments

Email: exiturbanmagazine@gmail.com 


Media Partner


ExitUrbanMagazine 

www.exiturbanmagazine.it


ContempoArte Magazine 


L’ArteCheMiPiace 

www.lartechemipiace.com

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Il grande successo della prima edizione della Biennale d’Arte di Vigevano non ha ancora fatto in tempo a dissolversi, e già si parla della seconda

 









Il grande successo della prima edizione della Biennale d’Arte di Vigevano non ha ancora fatto in tempo a dissolversi, e già si parla della seconda. 







di Giuseppina Irene Groccia |13|Giugno|2024|




La scelta di creare eventi collaterali non legati al mondo dell’arte è stata un punto forte della prima edizione della Biennale d’Arte di Vigevano. L’idea era quella di creare eventi che parlassero d’arte attraverso metodi diversi, amplificando il messaggio grazie ad arti diverse. La risposta degli artisti e dei visitatori è stata entusiastica, con spettacoli musicali, teatrali e conferenze sul tema NFTs e Web3.

La direttrice artistica, Arianna Forni, ha raccontato che l’interazione con i visitatori è stata fortissima, con gente da tutta Europa che si è recata a Vigevano per scoprire la città e la sua storia. “Il nostro obiettivo è valorizzare questi luoghi e far conoscere Vigevano e i suoi dintorni a tutti”, ha affermato.

La scelta dei media partner è stata fondamentale per il successo della Biennale. “Siamo stati seguiti costantemente dai media partner che hanno condiviso la nostra visione”, ha detto Arianna Forni.



Il bilancio dell’edizione appena terminata è stato positivo, con tre scelte che si sono dimostrate vincenti: la location del Castello Visconteo-Sforzesco, gli eventi collaterali e il piano marketing. Ciò che c’è da migliorare è stato identificato, ma il team è pronto a stupire ancora una volta con la seconda edizione, in programma per Maggio-Giugno 2025.

“Il nostro team è solido, coeso e appassionato, e non ha paura di osare e di lavorare”, ha concluso Arianna Forni. “Siamo certi che anche voi continuerete a seguirci partecipando attivamente e lasciandovi coinvolgere sempre di più”.























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