close

Febbraio 2024

ContempoArte Magazíne

ContempoArte Selezione Magazine Marzo 2024

Modulo di Richiesta

Passo 1 di 3

Copertina Flessibile
Prezzo: 18,00 €

Gli artisti con contributi rilevanti che desiderano più copie del magazine possono richiederle via email (info@lartechemipiace.com), beneficiando di una scontistica esclusiva a loro riservata

La nuova Raccolta di ContempoArte si propone come una vetrina, dove ogni artista selezionato ha libertà di manifestare la sua idea, il suo sentire e il suo pensiero attraverso una sua singola opera. Il risultato è un incontro corale, nonostante le apparenti variazioni stilistiche, uno sguardo, un’interrogazione su come si interpreti il concetto che scardina l’importanza del reale per addentrarsi più profondamente a un sentire dell’anima o della mente.
La collezione di artisti presentata in questo numero del magazine si caratterizza per emanazioni vibranti che, fluendo, si perpetuano nella luminosità dei sensi, dando vita a un ininterrotto rinnovarsi di energia cromatica e contemplazione meditativa. Ciascun artista, sia mediante interviste dettagliate che tramite singole opere, condivide le proprie emozioni, mettendo in evidenza convergenze tra linguaggi artistici e tendenze che si manifestano in modo diretto al pubblico. Il collettivo, nel suo insieme, si presenta eterogeneo, riconoscibile per influenze che spaziano dall’arte concettuale all’arte figurativa, manifestate attraverso vari linguaggi espressivi come la pittura, l’arte digitale o la fotografia. Nell’insieme, questa selezione si configura come attualissima, evidenziando diverse personalità di notevole spessore con voci e modalità differenziate nel delineare il proprio pensiero.

Artisti presenti in questa Edizione:

Richard Stainthorp, Janet Cawthorne, Alessandro Andreuccetti, Alessandro Maio, Giovanna Mavilia, Martina Hengsbach, Virginia Cava, Michele Coccioli, Dieter  Decker, Paolo Volpi, Eugenio Franzò, Joan Josep Barceló, Mark Longbottom, Paolo Cantù Gentili, Alfonso Caniglia, Cosimo Mancioli, Maria R. Suma, Pier Paolo Tralli, Filippo Papa, Daniela Cavazzoni, Susan Greg, Vian Borchert, Teresa Saviano Sarterre, Aurora Iogà, Mariella Rinaldi, Emilia di Stefano, Claudio Rossi, Carla Pugliano, Raffaella Bruzzi, Domenico Summa, Ilaria Pisciottani, Astrid Wasmuth, Arianna Forni, Giuseppina Irene Groccia, Valente Cancogni, Iryna Winnick, Iolanda Morante.

Leggi Ancora
Senza categoria

Stay Human Collettiva fotografica Tema: DIRITTI UMANI

 



Stay Human

Collettiva fotografica
Tema: DIRITTI UMANI
Idea e Progetto: Monica Bisin
Con il Patrocinio di  Amnesty International

   Vai alla pagina del REGOLAMENTO

Introduzione di Giuseppina Irene Groccia 


“Il diritto di avere diritti, o il diritto di ogni individuo ad appartenere all’umanità, dovrebbe essere garantito dall’umanità stessa”. 
Hannah Arendt



I diritti umani, universali e inalienabili, sono il fondamento di una società giusta e equa. 
“Stay Human” rappresenta un appello visivo alla responsabilità individuale e collettiva. Artisti impegnati si fanno portatori di un messaggio potente, esplorando attraverso l’arte e la fotografia i quattro pilastri della Dichiarazione dei diritti umani: dignità, libertà, uguaglianza e fratellanza.
Ogni autore trasmette un messaggio personale alla collettività attraverso le sue opere d’arte, che diventano un modo concreto di interpretare e sostenere principi universali. La fotografia, primaria voce di questo progetto, si pone come una narratrice potente, svolgendo contemporaneamente tre compiti: documentazione, propaganda ed esercizio dello sguardo. Questa forma di arte visiva si dedica a narrare una poetica profondamente impegnata nell’esplorare e sostenere i diritti inalienabili di ogni individuo. La dignità si riflette nelle immagini che riaffermano la bellezza e la diversità umana, mentre la libertà viene catturata attraverso espressioni di emancipazione e autodeterminazione. Uguaglianza e fratellanza emergono in fotografie che celebrano la solidarietà e la condivisione di esperienze abituali. 
Una domanda cruciale si pone: come può la fotografia raccontare i diritti umani? La risposta si trova nella capacità di narrare l’assenza e la presenza di tali diritti. Fotografare l’assenza significa catturare le realtà in cui i diritti sono negati, rivelando ingiustizie e sofferenze. Dall’altra parte, la fotografia dell’esistenza liberata testimonia la presenza dei diritti umani, restituendo la percezione della libertà dove è stata violata. Ne conviene che la fotografia non è solo uno strumento di documentazione, ma anche un agente di cambiamento sociale. Attraverso la potenza delle immagini, si esercita un’influenza sulla società, inducendo una maggiore comprensione della realtà. La fotografia diventa, pertanto, uno strumento di denuncia e un veicolo per promuovere la consapevolezza, trasformando l’osservatore in partecipe attivo del cambiamento. 
“Stay Human” non è solo un richiamo etico, ma anche un’opera d’arte collettiva che utilizza la fotografia come mezzo per difendere e promuovere i diritti umani. In un mondo in cui le immagini hanno un ruolo sempre più centrale, questa iniziativa rivela il potere trasformativo dell’arte nella lotta per una società più giusta e consapevole.






 
Giuseppina Irene Groccia è un’artista e appassionata comunicatrice dell’arte contemporanea. Il suo percorso si caratterizza per sperimentazioni nei campi della pittura, dell’arte digitale e della fotografia. È l’autrice del blog “L’ArteCheMiPiace” e del Magazine “ContempoArte”, dove pubblica regolarmente articoli, interviste e progetti dedicati all’arte e alla cultura, con la finalità di supportare gli artisti a livello mediatico ed editoriale. Inoltre, collabora con vari blog, tra cui “Art & Investments”, “The Art Post Blog”, “Elapsus Cultural WebZine”, “I Think Magazine”, e con la rivista mensile “ExitUrbanMagazine”.

—————————————————————————————————————————-





La DICHIARAZIONE dei DIRITTI UMANI

STORIA
Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Dopo questa solenne deliberazione, l’Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell’Organizzazione internazionale.
La Dichiarazione è composta da un preambolo e da 30 articoli. Pur non essendo formalmente vincolante per gli Stati membri, in quanto dichiarazione di principi, questo documento riveste un’importanza storica fondamentale in quanto rappresenta la prima testimonianza della volontà della comunità internazionale di riconoscere universalmente i diritti che spettano a ciascun essere umano. Le norme che compongono la Dichiarazione sono ormai considerate, dal punto di vista sostanziale, come principi generali del diritto internazionale e come tali vincolanti per tutti i soggetti di tale ordinamento.

—————————————————————————————————————————-

ARTICOLI
 
Articolo 1 Siamo tutti liberi ed uguali
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2 Non discriminare
1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico internazionale del paese o del territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 3 Diritto alla vita
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona. 
Articolo 4 Nessuna schiavitù
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Articolo 5 Nessuna tortura
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizioni crudeli, inumane o degradanti.
Articolo 6 Hai i tuoi diritti ovunque tu vada
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
Articolo 7 Siamo tutti uguali di fronte alla legge
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
Articolo 8 Tutti i tuoi diritti sono protetti dalla legge
Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.
Articolo 9 Nessuna detenzione ingiusta
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.
Articolo 10 Diritto al giudizio
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri nonché della fondatezza di ogni accusa penale gli venga rivolta.
Articolo 11 Innocente finché dimostrato
1) Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
2) Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà deI pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
Articolo 12 Diritto alla privacy
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
Articolo 13 Diritto di libertà di movimento
1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
2) Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
Articolo 14 Diritto di asilo
1 ) Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2) Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
Articolo 15 Diritto alla nazionalità
1) Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
Articolo 16 Diritto di matrimonio e famiglia
1) Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
2) Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3) La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
Articolo 17 Diritto di proprietà
1) Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
Articolo 18 Libertà di pensiero
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.
Articolo 19 Libertà di espressione
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Articolo 20 Diritto di pubblica assemblea
Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2) Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.
Articolo 21 Diritto alla democrazia
1) Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2) Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
3) La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve sere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.
Articolo 22 Sicurezza sociale
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
Articolo 23 Diritti dei lavoratori
1) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2) Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3) Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
4) Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 24 Diritto di giocare
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Articolo 25 Un letto e cibo per tutti
1) Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2) La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
Articolo 26 Diritto all’istruzione
1 ) Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2) L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
Articolo 27 Diritti d’autore
1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
Articolo 28 Un mondo libero e giusto
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
Articolo 29 Responsabilità
1 ) Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2) Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3) Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.
Articolo 30 Nessuno può toglierti i tuoi diritti
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuni dei diritti e delle libertà in essa enunciati.



Video di presentazione animata dei 30 Diritti umani: 
https://youtu.be/D-e0hpWAlfQ?si=0DX4qLDpP3VNE-Bi

————————————————————————————————————–

Amnesty International
https://www.amnesty.it/
 
Amnesty è un Movimento globale di persone, fondato sull’adesione volontaria, che ha a cuore i diritti umani e che lavora in solidarietà per promuoverli e difenderli ovunque nel mondo.
Sono indipendenti dai governi, da qualsiasi ideologia politica, interesse economico o credo religioso e si battono ogni giorno per le persone, qualsiasi siano i loro nomi e ovunque si trovino, quando libertà, verità, giustizia e dignità sono negate.
Tutte le loro azioni sono basate su fatti documentati grazie ai ricercatori sul campo, che verificano e segnalano le violazioni dei diritti umani.
Attraverso campagne di sensibilizzazione e mobilitazione dell’opinione pubblica, di educazione, di raccolta firme e di pressione sulle istituzioni danno voce a chi non ha voce.

Un movimento mondiale
Amnesty International è stata fondata nel 1961 a Londra, dove si trova la sua sede centrale. Oggi il movimento può contare su più di 7 milioni di sostenitori ed è presente in tutti i continenti.

Le campagne
·         Clima e diritti umani
Le conseguenze del cambiamento climatico sulla natura sono sotto gli occhi di tutti, ma i danni che esso causa all’umanità ne fanno un’emergenza anche in termini di diritti umani. Il riscaldamento globale aggraverà e amplificherà le disuguaglianze già esistenti, e le sue conseguenze si aggraveranno con il passare del tempo, creando una situazione catastrofica per le generazioni presenti e future.
·         Diritto di manifestare
Il diritto alla libertà di riunione è un pilastro centrale delle società libere. Le manifestazioni permettono di esprimere il malcontento, danno voce alle persone oppresse e dimenticate, oltra a permettere di trasformare l’impotenza individuale in una forza collettiva. Tuttavia in tutto il mondo si registra una preoccupante tendenza all’aumento delle restrizioni, della repressione e della violenza nei confronti di chi esercita questo diritto. 
·         Persone con disabilità
I diritti delle persone con disabilità sono diritti umani. In Svizzera circa una persona su cinque vive con una disabilità. Le persone interessate sono escluse dalla vita pubblica in molte sfere e la loro autodeterminazione è limitata. È dovere dello Stato eliminare queste discriminazioni, promuovere l’inclusione e garantire l’uguaglianza di fatto.
·         Sport e diritti umani
Lo sport unisce e attrae persone ovunque nel mondo: migliaia di spettatori seguono i Mondiali, i Giochi Olimpici e altre grandi manifestazioni. Questi mega eventi sono diventati degli affari da milioni di euro per le associazioni sportive incaricate dell’organizzazione. A scapito dei diritti umani: mentre c’è chi trae un profitto altri pagano il prezzo forte con sgomberi forzati, sfruttamento, violenze di polizia e limitazioni della libertà di espressione e riunione. 
·         Violenza sessuale
La violenza sessuale può assumere forme diverse: dallo stupro all’aggressione sessuale, passando dalle violenze nel matrimonio, nella coppia e nella famiglia. La violenza sessuale non mette l’accento sulla sessualità. Si tratta innanzitutto di una dimostrazione di potere e della messa in atto di obiettivi personali o politici degli autori.

Leggi Ancora
Senza categoria

“Il Giro è Arte” Connubio Straordinario tra Ciclismo e Creatività a San Francesco al Campo

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi 

Il Giro è Arte


Connubio Straordinario tra Ciclismo e Creatività a San Francesco al Campo 








Il Comune di San Francesco al Campo sarà una delle attese tappe del prestigioso Giro d’Italia 2024. In concomitanza con questo evento sportivo, una serie di attività artistiche di rilievo sono state integrate nel ricco calendario degli eventi. Le diverse espressioni artistiche contribuiranno a arricchire l’esperienza culturale di questa occasione.


Tra le iniziative di rilievo, spicca “Il Giro è Arte“, evento patrocinato congiuntamente dalla Regione Piemonte, dal Comune di San Francesco al Campo e dal Velodromo Francone. Una mostra che metterà in primo piano tre talentuosi artisti, tra cui due pittori e una fotografa.




Si tratta di Marco Genovese, Rudy Mascheretti e per quanto riguarda la Fotografia Monia Monea, talentuosa artista già proposta da L’ArteCheMiPiace con articoli, intervista e pubblicazione sul Magazine ContempoArte


La presentazione ufficiale degli artisti si terrà il 29 febbraio 2024 alle ore 21:00 presso il Turin Airport Hotel in Via Torino 168, mentre la Mostra personale di Monia Monea sarà accessibile al pubblico dal 21 marzo al 7 aprile 2024 sempre nella medesima sede.


Un’opportunità imperdibile per esplorare l’affascinante mondo della sua arte e della sua Fotografia Transfigurativa, offrendo a residenti e visitatori un’esperienza ricca di talento e autenticità.


La straordinaria sinergia tra il ciclismo e l’arte si manifesterà nell’armonioso connubio tra l’azione dinamica dello sport e l’interpretazione artistica individuale di questi tre talentuosi artisti.


Vi esorto a non lasciarvi sfuggire l’opportunità di immergervi in questo avvincente evento.



























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 



Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 

L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.




Leggi Ancora
Senza categoria

Intervista ad Arianna Forni – Ideatrice e Curatrice della prima Biennale d’arte di Vigevano 2024

 L’ArteCheMiPiace – Interviste




Intervista ad Arianna Forni

Ideatrice e Curatrice della prima Biennale d’arte di Vigevano 2024



di Giuseppina Irene Groccia |17|Febbraio|2024|



Arianna Forni, la visionaria mente dietro la Biennale di Vigevano, ha ampliato il suo orizzonte artistico e culturale grazie ad un’esperienza significativa avvenuta in occasione di una mostra nel suggestivo contesto del Castello Sforzesco,  un’esperienza scaturita in soli 45 secondi. Da quel momento, ha nutrito un amore intenso per per questa imponente struttura ritenuta uno dei complessi fortificati più grandi d’Europa.





Co-fondatrice insieme a Leonardo Borghesi di AFMetastrategy, guida centrale alla base della Biennale, vanta una biografia ricca, con il suo blog “The Greatest Coat” che spicca tra le sue tante e stimolanti realizzazioni artistiche. 

In collaborazione con Andrea Fumagalli, noto come Andy Bluvertigo e direttore artistico degli eventi collaterali, questa Biennale, patrocinata dal Comune di Vigevano e dalla Provincia di Pavia, promette un’esperienza straordinaria che abbraccerà il periodo dall’8 aprile al 31 maggio. 


Sarà un’esperienza unica ascoltare direttamente da lei tutte le novità che caratterizzeranno questo straordinario evento. 




Nell’esclusiva intervista che ci ha gentilmente concesso, sarà proprio lei a guidarci attraverso le anticipazioni e le sorprese in arrivo.





Qual è stata l’ispirazione e la visione alla base della creazione della Biennale di Vigevano?



La Biennale di Vigevano è nata dalla visione di coniugare la ricca eredità artistica di Vigevano con l’arte contemporanea, creando un evento che esplora e celebra diverse forme artistiche in un contesto storico unico e che possa valorizzare ulteriormente la comunicazione dell’arte grazie alla fusione con la straordinarietà della storia in cui siamo contestualizzati. La nostra mission è anche la ridistribuzione della cultura e solo un grande evento come una vera Biennale d’Arte può darci la possibilità di trasmettere messaggi importanti, pregni di significato e di bellezza.




Quali valori vuole trasmettere la Biennale e come questi si riflettono nell’organizzazione dell’evento?



Fondamentali per la Biennale sono l’innovazione, la diversità, l’accessibilità, l’inclusività e la creazione di una community forte che sostenga e partecipi alle nostre attività. Questi valori si manifestano attraverso la selezione degli artisti, il coinvolgimento della comunità e l’organizzazione di eventi stimolanti in cui la partecipazione sarà immersiva per chiunque abbia voglia di prenderne parte.




Quali sono state le maggiori sfide nella produzione della Biennale e come sono state superate?



Organizzare un evento complesso di questa portata ha presentato sfide logistiche e creative, ma grazie alla dedizione e alla grande passione del team, e al supporto della comunità e di molti partner, stiamo creando un momento di condivisione artistico-culturale con caratteristiche uniche a partire dalla sua prima edizione. Viviamo una sfida quotidiana dettata proprio dalla dedizione nel raggiungimento degli obiettivi che ci siamo prefissati il giorno in cui AF-MetaStrategy è nata; questa organizzazione è il coronamento di un anno di studio approfondito. 

Sappiamo da dove siamo partiti e sappiamo dove vogliamo arrivare. Sarà bellissimo!





Puoi descrivere il ruolo chiave dei membri del team di AF-MetaStrategy nella realizzazione della Biennale?



Il nostro team è un mix di professionisti con competenze specifiche altamente profilate, uniti dalla passione per l’arte e l’innovazione. Ogni membro porta un contributo unico, fondamentale per il successo della Biennale. Amiamo comunque pensare tutti gli artisti, i partner, e chiunque voglia supportare il nostro percorso come un estensione fondamentale del nostro team interno; chiunque decida di unirsi a questo viaggio sarà parte integrante dell’evoluzione progettuale che stiamo affrontando con grande determinazione.




Quali artisti o opere saranno particolarmente in evidenza quest’anno e perché sono stati scelti?



Abbiamo un’eclettica selezione di artisti che vanno da talenti emergenti a nomi affermati, tutti scelti per la loro capacità di ispirare e stimolare il pensiero critico attraverso le loro opere. Il percorso di selezione è cominciato come centralizzato per necessità organizzative ma abbiamo instaurato uno stretto rapporto di collaborazione, ad esempio, con la Biennale di Larnaca, per dare ulteriore spinta internazionale al progetto e per rendere ulteriormente decentralizzata sia la selezione che la critica. Miriamo ad un futuro di decentralizzazione globale in cui un comitato distribuito territorialmente, e non solo, sia il fulcro della selezione artistica che ambisce ad essere il più trasparente e equa possibile.




Come prevede che la Biennale interagirà e coinvolgerà il suo pubblico?



Miriamo ad instaurare un coinvolgimento attivo con il nostro pubblico, non solo come spettatori, ma come partecipanti attivi attraverso workshop, discussioni, eventi ed in futuro anche come parte integrante di una serie di processi decisionali per creare un evento di ampio respiro insieme ai nostri supporters.







Qual è l’impatto culturale e sociale che speri di ottenere con questa edizione della Biennale?



L’obiettivo è quello di creare un impatto culturale duraturo, la continuità è fondamentale, non siamo

“di passaggio”, siamo qui per restare e continuare a crescere insieme a tutta la grande famiglia dell’arte che abbiamo costruito e continueremo ad ampliare. Vorremmo stimolare il dialogo su temi contemporanei e incoraggiare una maggiore comprensione e apprezzamento dell’arte a 360 gradi.

Inoltre è importante sottolineare che tutta l’impostazione dell’evento gravita attorno ad ogni forma d’arte, avremo spettacoli teatrali, musica e artisti estremamente interessanti si esibiranno da noi: Andy – Bluvertigo, già nostro Direttore Artistico degli eventi collaterali sarà coinvolto proprio a livello performativo, possiamo citare anche Germano Lanzoni, non voglio svelarvi tutto subito!! Abbiamo Partners di livello e avrete modo di scoprirli tutti attraverso i nostri canali di comunicazione. Stiamo alzando il livello di attenzione anche attraverso l’aspettativa. Le sorprese non mancheranno!






Quali sono i piani futuri o le visioni per le prossime edizioni della Biennale di Vigevano?



Ogni giorno che ci avvicina alla Biennale, scoprirete qualcosa di nuovo e affascinante. Stiamo preparando sorprese che cambieranno il modo in cui vedete l’arte, e non vediamo l’ora di condividerle con voi. Il futuro lo costruiremo insieme, anche se noi un’idea, precisa, già ce l’abbiamo!






Cosa vorresti dire a coloro che stanno considerando di visitare la Biennale?



Invitiamo tutti a partecipare alla Biennale e ai suoi eventi per esplorare come l’arte può essere accattivante, empatica, immersiva, educativa, colorata e tenue, delicata e impattante, l’arte è un dialogo costante con la propria personale introspezione ed è meraviglioso sapere che tutti avranno la possibilità di uscirne personalmente arricchiti. Vorremmo amplificare e massimizzare la nostra e la vostra percezione del mondo, stimolando il dialogo su temi importanti per la comunità globale.





Come può il pubblico seguire gli aggiornamenti e interagire con la Biennale sui social media, in particolare su Instagram?



Per rimanere aggiornati su tutto ciò che riguarda la Biennale, seguiteci su 

Instagram – @biennale_vigevano

Qui condivideremo anteprime esclusive, dietro le quinte e aggiornamenti continui sull’evento oltre ad offrire opportunità per i nostri supporters più attivi!










































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.













Leggi Ancora
Senza categoria

IL SOLCO NR 4 Raccolta periodica di poesia, racconti brevi, grafica e fotografia

  L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere 

IL SOLCO NR 4

Raccolta periodica di poesia, racconti brevi, grafica e fotografia 




di Redazione  |16|Febbraio|2024|


Ci sono pubblicazioni che sembrano essere autentiche testimonianze di un patrimonio prezioso. Un lascito morale che si trasforma in un’eredità sociale, influenzando costruttivamente le vite individuali di coloro che riescono a comprenderne appieno l’autentico significato.

Questa quarta edizione de Il Solco di Pierluigi Rizzo, riveste un’importanza unica e preziosa, essendo l’ultima opera curata, personalmente, con passione e amore dal suo ideatore. Un aspetto che conferisce all’edizione un valore straordinario, poiché testimonia l’impegno e l’anima che egli ha dedicato al suo lavoro fino all’ultimo istante. 
Questo Nr 4  prende forma esattamente come Pierluigi Rizzo l’aveva preparato per la stampa poco prima di lasciarci per sempre. Si è ritenuto essenziale non apportare alcuna modifica come segno di profondo rispetto per la sua memoria.

Questa preziosa raccolta offre un viaggio entusiasmante attraverso la diversità poetica dei diversi autori coinvolti. Il libro si apre come un invito a esplorare la ricchezza di stili e visioni uniche, offrendo una panoramica coinvolgente su come ciascun autore contribuisca a tessere un ricco e articolato tessuto poetico.
In “Il Solco”, versi e immagini si intrecciano in modo armonioso lungo un percorso che, oltre ad incantare, invita il lettore a esplorare mondi di immaginazione e sogno.

L’intreccio tra pittura, fotografia, design, poesia e letteratura si manifesta come una coreografia raffinata, una danza di emozioni e sentimenti che svela la vera essenza di sguardi e penne intrisi di creatività. Grazie a questo intricato intreccio artistico, ogni pagina diventa un affresco multisensoriale, dando vita ad una esperienza visiva che si insinua nei recessi più profondi delle percezioni estetiche ed intellettuali.

Un’opera letteraria che, In armonia con i principi fondamentali del suo ideatore, adotta una prospettiva anti-convenzionale, tracciando un linguaggio intriso di libertà creativa. In un contesto liberato da restrizioni e imposizioni, la spontaneità espressiva si configura, ancora una volta, come il sentiero privilegiato verso l’autenticità.









Autori di questa Raccolta:


Patrizia Arcidiacone – Graziella Barbieri – Margherita Biondi Belgrado – Angela Campana – Milena Crupi – Patrizia Crupi  –Nilo Domanico – Aldo Fusaro – Giuseppina Irene Groccia – Giacomo Lauricella – Ornella Mamone Capria – Marcella Pecorari – Ida Proto – Marinella Pucci – Norella Pujia – Pierluigi Rizzo – Maria Romeo  – Onofrio Sommario – Mario Pino Toscano – Maurizio Traversari  – Luigi Visciglia  





CLICCA SULLA COPERTINA PER SFOGLIARE 
IL LIBRO ONLINE 



IL SOLCO


Idea e Progetto di Pierluigi Rizzo


In copertina opera di Patrizia Crupi

Retro copertina opera di Nilo Domanico


Impaginazione: Antonello Triglia

Copertina a cura di Tipografia Tecnografica


Edizione Nr 4 – Gennaio 2024

ISBN 9798876483348


© 2024 Pubblicazione Indipendente 

di L’ArteCheMiPiace  C. F. 97047760786


www.lartechemipiace.com




Per richiedere copie del libro contattare direttamente gli Autori










©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

Leggi Ancora
Senza categoria

Nuove frontiere estetiche – Gli acquerelli di Alessandro Andreuccetti

 

Nuove frontiere estetiche 
Gli acquerelli di Alessandro Andreuccetti





di Giuseppina Irene Groccia |09|Febbraio|2024|

Esplorando nuove frontiere estetiche, l’artista Alessandro Andreuccetti si è immerso recentemente in una profonda riflessione creativa,
dando vita a un nuovo ciclo di opere ricco di significato e suggestioni. In
questi suoi nuovi lavori, le sfumature appena percepite, i giochi di luce e
certi accenni cromatici si conformano a una rappresentazione astratta,
abilmente catturata dagli occhi e dotata del potere di imprimersi
indelebilmente nella memoria.


La profonda connessione con la natura permea il suo lavoro,
dove fiori, foglie e piante diventano il fulcro delle sue creazioni. Con
notevole semplicità, Andreuccetti riesce a conferire alle sue opere una
vibrante ricchezza di colore e forza, nonostante la delicatezza
dell’acquerello. La tematica affonda le radici nella realtà, abile nel
trattenere sfumature infinite che superano i limiti di un tempo determinato.
Come foglie leggere che danzano al vento dell’ispirazione, l’artista avvolge
gli stimoli interni in un delicato intrecciarsi di immagini e suggestioni. In
questo punto dell’opera, le visioni si allontanano dalla realtà, trasformandosi
in una rappresentazione permeata dalla sensibilità del pittore, ascendendo alla
poesia stessa della vita.

 

 


 

La raffinatezza dell’artista non si limita a uno stile
classificatorio, descrittivo o decorativo fine a sé stesso; piuttosto, si manifesta
come una forma-racconto che svela l’incanto e la discrezione con cui la natura
si manifesta senza fronzoli sotto i nostri occhi. All’interno delle sue opere,
l’artista ha trasfuso con profondità la propria essenza, manifestando una
sincera esposizione della propria discrezione e sensibilità. Ogni pennellata,
ogni tono di colore, diventa una testimonianza delle sue emozioni intime e
della sua connessione personale con il soggetto rappresentato.

 



Nato a San Gimignano nel 1955, l’artista ha un profondo
legame con l’arte e l’architettura di Firenze, dove ha iniziato la sua carriera
come graphic designer. Nel suo lavoro, si dedica all’analisi e alla
rappresentazione della vita circostante, catturando sfumature sottili che
sfiorano la realtà. Le sue opere si concentrano sulle figure umane, i loro
gesti e atteggiamenti, rivelando stati d’animo e personalità in una
rappresentazione intensamente personale.

Attraverso i dipinti, invita gli osservatori a cogliere il
suo punto di vista, ma sono liberi di interpretare il soggetto a loro
piacimento, partecipando così alla ricreazione ideale dell’opera. Con colori,
disegni e forme, suggerisce una possibile interpretazione della realtà,
lasciando il campo aperto alle infinite possibilità dell’esperienza personale
di ciascun individuo.

Ogni dipinto ha la sua storia e una gestazione personale,
influenzata da foto, frasi o musica. Dedica tempo alla progettazione, prendendo
appunti, facendo schizzi e scomponendo il soggetto prima di ricomporlo in modo
unico. L’utilizzo di acquarelli su carta pregiata proveniente dall’India e
acrilici su tela riflette la sua attenzione per i dettagli e tutta la sua
libertà espressiva.



Nel Blu

“Immergersi nell’oceano di colori e emozioni. Ho appena
completato questo dipinto astratto su cartoncino di cotone per acquarelli,
realizzato con una tecnica mista che combina acrilici, pastelli ad olio e
collage. Il tema? Una composizione di colori che celebra il blu in tutta la sua
magnificenza. Ma se osservi attentamente, noterai anche delle tracce che
emergono dallo sfondo, richiamando la delicata bellezza delle foglie. Sono
davvero entusiasta di condividere questa creazione con voi e di portarvi in un
viaggio attraverso la mia visione artistica.”

Alessandro Andreuccetti






Piccole emozioni rosse

Sono entusiasta di condividere con voi il mio ultimo dipinto
realizzato su cartoncino di cotone per acquarelli! Questa volta ho sperimentato
una tecnica astratta, creando un affascinante interno con piante dalle lunghe
foglie verdeggianti.

Mi sono lasciato ispirare dalla bellezza della natura e
dalla sua infinita varietà. Le linee sinuose e i colori vivaci si mescolano,
creando un’atmosfera unica e rilassante. 

Alessandro Andreuccetti






L’Armonia del Vento

Nel mondo dell’arte,
l’astrazione offre ai creatori un’opportunità unica di esprimere emozioni e
concetti profondi attraverso forme, colori e movimenti. Un esempio
straordinario di questa espressione artistica si trova nell’opera di Alessandro
Andreuccetti, una tela di 100×100 cm che cattura la bellezza dell’astrazione e
l’armonia della natura. Il dipinto inizia con uno sfondo dominato da varie
sfumature di verde, che evocano l’immagine di una foresta lussureggiante.
Queste tonalità di verde creano una sensazione di calma e tranquillità,
invitando gli spettatori a immergersi nell’ambiente naturale rappresentato. È
come se ci si trovasse in un mondo incantato, dove la natura regna sovrana.
Tuttavia, il fulcro dell’opera è una grande striscia bianca che attraversa la
tela in diagonale, da sinistra a destra. Questa striscia rappresenta il potente
elemento del vento, che soffia con forza attraverso la scena. Il bianco
simboleggia la purezza e la chiarezza, mentre la sua posizione diagonale
suggerisce un movimento dinamico e costante. Ciò che rende questa opera ancora
più straordinaria sono le foglie dorate che fluttuano sulla striscia bianca.
Queste foglie dorate rappresentano la bellezza e l’effimero della vita. Sono
sospinte dal vento mistico, che sembra avere un potere quasi magico nel
sollevare queste foglie verso l’alto. Questo simbolismo evoca una sensazione di
libertà, di trasformazione e di connessione con la natura stessa. L’opera di
Alessandro Andreuccetti è un’esplorazione dell’armonia tra l’uomo e la natura,
tra l’astrazione e la realtà. Le varie componenti dell’opera si fondono in un
insieme armonico, trasmettendo un senso di serenità e meraviglia. La combinazione
del verde, del bianco e del dorato crea un contrasto affascinante e una
profondità emotiva che invita gli spettatori a riflettere sulla bellezza e
l’effimero della vita. In definitiva, l’opera astratta di Andreuccetti è un
esempio straordinario di come l’arte possa catturare l’essenza della natura e
delle emozioni umane in un’unica composizione. Questo dipinto ci ricorda di
apprezzare la bellezza del mondo che ci circonda e di riflettere sulla nostra
connessione con la natura e il vento che porta via le foglie dorate della vita.




Un’esplosione di emozioni

 

Ho appena completato questo dipinto astratto su tela di
dimensioni ridotte, ma che racchiude un universo di sentimenti su un fondo
chiaro.

La tecnica astratta mi ha permesso di esplorare la libertà
espressiva, lasciando che le pennellate e i colori si mescolassero in modo
spontaneo. Il risultato è un’opera che parla direttamente al cuore, senza
bisogno di parole.

Ogni tratto e ogni sfumatura raccontano una storia diversa,
e mi piace pensare che ognuno di voi possa trovare una propria interpretazione
in questo dipinto. Che sia gioia, tristezza, speranza o amore, spero che
quest’opera possa suscitare in voi un’infinità di emozioni.

Mi piace pensare che questo dipinto sia un invito a
lasciarsi trasportare dalle sensazioni, a immergersi in un mondo di colori e
forme che si fondono insieme. È un invito a lasciare che l’arte ci guidi verso
nuove prospettive e ci aiuti a esplorare il nostro mondo interiore.

 Alessandro Andreuccetti






Il dipinto su tela di 70×50 cm è una straordinaria
espressione di creatività e maestria artistica. La scelta di dividere la tela
in due porzioni, con uno sfondo bianco e uno sfondo blu scuro, crea un
contrasto affascinante. Le foglie in nero con dettagli in oro nella parte
superiore sembrano danzare sulla tela, creando un’atmosfera misteriosa e
affascinante. La transizione verso le grandi foglie d’oro nella parte inferiore
aggiunge un tocco di lusso e opulenza al dipinto. La combinazione di colori e
la scelta di materiali rendono questa opera d’arte davvero unica e
affascinante, suscitando emozioni e riflessioni. L’abilità dell’artista nel
giocare con luci, ombre e dettagli è evidente, e il risultato è semplicemente
straordinario











Nato a San Gimignano, Italia, nel 1955, ha studiato arte e architettura a Firenze quindi ha iniziato il suo lavoro nel 1980 in qualità di disegnatore, designer e pittore.

Ha partecipato a numerose esposizioni personali e collettive in Italia e nel mondo e molte opere figurano in collezioni pubbliche e private.

 

Statement

Forma, colore e textures costituiscono lo scheletro su cui costruisco le mie immagini, o forse sarebbe meglio parlare di visioni, o sogni perché tutto ha inizio e si sviluppa prima nella mia mente, più o meno inconsciamente e dopo, molto dopo, si trasferisce sulla tela o sulla carta. Attraverso lo studio dei miei soggetti, siano essi figure, città o paesaggi isolo ed elaboro ciò che per me rappresenta l’anima del soggetto stesso, ne carpisco le forme primitive,mi impadronisco del loro colore, delle luci e delle ombre,fisso, come in una fotografia, l’attimo magico in cui gli oggetti rivelano se stessi poi traduco tutto nel linguaggio universale del disegno e della pittura.

 

La figura

La figura umana è forse il primo soggetto rappresentato nella storia dell’arte mondiale, è presente in tutte le epoche storiche e costituisce quindi un tema pressoché obbligato per ogni artista. Il mio approccio alla figura umana è strettamente personale: abbandonando qualsiasi pretesa di rappresentazione fedele o realistica la mia ricerca si concentra sulla percezione volumetrica e coloristica del soggetto dando risalto alla relazione tra luce, colore e forma.

 

La città

La città è la culla delle nostre vite, incubatrice dei nostri pensieri, l’involucro che racchiude i nostri sogni, i successi e le sconfitte. La mia visione della città è una visione idealizzata, uno sguardo lontano che permette di astrarre dal contesto generale ciò che mi colpisce maggiormente dell’insieme di architetture, di strade, di spazi, finestre, tetti, terrazze e quant’altro. Ancora una volta sono le forme ed i colori, le luci e le ombre che emergono da questo processo di astrazione e stanno lì a dimostrare la mia idea di città. Infatti io non dipingo una città ma l’idea di città.

 

I paesaggi

Il paesaggio, in tutte le sue accezioni e sfumature, rappresenta il mio “porto sicuro”, un angolo riparato nella mia testa dove mi posso rifugiare e ricaricare in tutta tranquillità. Quando le idee scarseggiano o faticano a trovare la strada per emergere tutto ciò che devo fare è aprire il libro degli schizzi scorrendo centinaia di disegni e appunti che parlano della mia terra, la campagna, gli alberi, i fiori. È tutto lì dentro, disponibile e generoso e io non devo fare altro che coglierne i frutti.

 

“Rappresentare la vita è lo scopo principale della mia pittura. La figura umana, le città, la natura costituiscono degli ottimi soggetti da studiare e trasferire sulla tela o sulla carta, ma ciò che più mi interessa è scoprire e mettere in evidenza la relazione che c’è tra le forme e i colori di ciò che ho di fronte. Questa relazione la si scopre dall’osservazione attenta della realtà e si estrinseca in una rappresentazione strettamente personale dell’oggetto.”

 

Le idee    

Ogni dipinto ha una sua storia e una sua personale gestazione. Tutto può contribuire alla scintilla iniziale, una foto, una frase, una musica. Prima di iniziare passo molto tempo pensando al design generale della nuova tavola, agli schemi di colori da utilizzare, a cosa mettere in evidenza e cosa lasciare in secondo piano. Generalmente prendo molti appunti, faccio schizzi, provo dei colori, ombreggiature, scompongo il soggetto in porzioni che poi ricompongo diversamente, schematizzo varie soluzioni compositive. Tutto questo processo può durare giorni oppure settimane però quando è il momento di dipingere il lavoro viene giù filato senza ripensamenti.

 

I materiali

Opere su carta. Utilizzo gli acquarelli sulla carta fatta a mano con stracci di cotone, è una carta bellissima, importata dall’India, pesante e rugosa, con una sua forte personalità che richiede molta attenzione ed esperienza per padroneggiarla.

 






Contatti dell’artista 


Sito Web www.andreucciart.it

Email aandreuccetti@gmail.com

Facebook Alessandro Andreuccetti

Instagram alessandroandreuccettiart

Twitter Alex Andreuccetti

YouTube Alessandro Andreuccetti 















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.























 




Leggi Ancora
Senza categoria

Nel Cuore dell’Immagine – Intervista Esclusiva con l’Artista Michele Coccioli

  L’ArteCheMiPiace – Interviste





Nel Cuore dell’Immagine


Intervista Esclusiva con l’Artista 

Michele Coccioli






di Giuseppina Irene Groccia |04|Febbraio|2024|





Nel vasto orizzonte della fotografia contemporanea, emergono figure che hanno trasformato la macchina fotografica da mero congegno utile a catturare la realtà a strumento di riflessione filosofica, psicologica e antropologica. Tra queste personalità illuminate, spicca Michele Coccioli, il cui lavoro costituisce un affascinante connubio tra sperimentazione tecnica e profonda ricerca meditativa.

Le sue opere si distinguono per la capacità di andare oltre la superficie visiva, spingendo lo spettatore verso una esplorazione concettuale o spirituale. Ogni fotografia diventa una tessitura visiva intrisa di significato, elevando così l’arte fotografica da una semplice rappresentazione visuale a una forma d’espressione capace di stimolare intellettualmente ogni suo fruitore.


Figlia di un’incessante ricerca e costante rinnovamento, l’opera di Michele Coccioli spicca per la varietà di influenze che lo stesso artista attinge dal mondo visuale. 

Senza limiti o distinzioni, egli esplora il territorio circostante per creare un dialogo interdisciplinare, dove ogni prospettiva si intreccia liberamente con le sue visioni, dando vita a un’espressione visiva che sfugge a categorie predefinite, evolvendosi come un organismo in continua evoluzione.


L’impegno nell’approfondire la conoscenza tecnica e ottica si manifesta nello studio attento dei Maestri e nelle analisi dettagliate degli obiettivi. Questo costante percorso di crescita si traduce in uno sguardo affinato e consapevole, tramutando il suo futuro fotografico in un continuo viaggio tra tecnica, emozione e infinite storie visive che si sviluppano sotto il suo obiettivo.


Tutto il suo percorso fotografico si delinea come un “non luogo” sospeso, dove armonia, memoria e presente si intrecciano con eleganza. La sua ricerca è costantemente orientata verso l’obiettivo di catturare la bellezza dell’essere umano in uno spazio privo di disuguaglianze, tessendo storie che abbracciano il passato e il presente con una intima correlazione.


Nell’ esplorare la dimensione irrazionale dell’essere attraverso le immagini, Michele Coccioli si dedica a tematiche profonde connesse ai sogni e alla memoria. La sua visione fotografica si caratterizza per competenze interpretative individuali che penetrano la sfera emozionale degli spettatori, basandosi sulla sua solida conoscenza della storia dell’arte. Questo approccio trasforma la fotografia in uno strumento potente per decodificare la realtà, sfruttando le sue potenzialità descrittive ed espressive.


In questo incessante scorrere della vita, nulla si manifesta statico o immobile; tutto, invece, è in continuo movimento, un fluire senza limiti. La convinzione profonda è che la vita sia un perenne scorrere, un andare avanti costante. È proprio in questo dinamismo, da cui tutto nasce, che si possono percepire e ritrarre al meglio le emozioni e i contrasti umani. 

Michele Coccioli cattura questa filosofia nella sua arte, imprigionando momenti in uno scatto che, tuttavia, riesce a narrare un’esistenza in persistente evoluzione. Nei suoi fotogrammi si riconoscono sguardi e movimenti, che creano scie fluttuanti nell’immagine, generando vibrazioni che si insinuano nell’anima dello spettatore.

Sono immagini evanescenti che diventano finestre aperte su un mondo in costante divenire, invitando chi osserva a immergersi in un coinvolgimento ricercato e a interpretare il susseguirsi delle emozioni catturate dall’artista.

In questo fluido processo di osservazione e interpretazione, Coccioli instaura un dialogo tra l’opera e l’osservatore, sottolineando la natura inafferrabile e dinamica dell’esperienza umana.

Come in una composizione musicale, dove ogni dettaglio è una nota, ogni movimento è un ritmo, e l’insieme è un’esperienza sensoriale avvolgente. Coccioli, abile tessitore di simboli visivi, trasforma il linguaggio della fotografia in una forma d’arte che parla direttamente alle corde dell’anima. È un dialogo profondo con l’eternità, in cui il significato si svela attraverso l’intricata danza dei significanti, creando un’esperienza visiva che va al di là del semplice atto di guardare, aprendo così una porta verso il misterioso linguaggio dell’inconscio.
















Cerchiamo di esplorare insieme il suo mondo creativo e visionario in questa intervista, analizzando le influenze, le motivazioni e la filosofia che guidano la sua straordinaria pratica artistica.






Qual è stata la motivazione dietro la scelta della fotografia come mezzo per condividere le tue emozioni con il mondo?

 

Le “scienze umane” e la relativa componente onirica mi hanno sempre affascinato, la fotografia è stato un modo per capire e poi interpretare l’antropologia di un territorio oltre la dimensione del reale. Ho cercato di farlo entrando nell’animo delle persone, riprendendole sia da vicino che nel loro habitat consueto e di captarne i sogni. La fotografia mi dava l’opportunità di bloccare alcuni istanti di vita, di registrarne  gioie e dolori. Per farlo ho iniziato a studiare prima i grandi Maestri del neorealismo, dopo aver acquisito una buona conoscenza della macchina fotografica e dell’ingegneria ottica applicata agli obiettivi. Dopo una prima fase costituita da fotografie del mondo reale, sono passato a qualcosa di più viscerale che metteva in relazione reale e immaginario. Ma prima di arrivare a risultati soddisfacenti mi son dovuto sorbire quintali di carta stampata tra riviste e libri.





 

Quali sono stati i vantaggi e gli svantaggi nell’autoapprendimento, considerando che hai acquisito le tue competenze in modo autonomo?

 

La passione è iniziata nel 1977, ero iscritto alla Facoltà di Architettura di Firenze e frequentavo due amici laureandi architetti che spesso uscivano a fare fotografie. Iniziai con loro entrando in camera oscura, all’epoca non avevo ancora una macchina fotografica e di tanto in tanto mi prestavano la loro Nikon Photomic, un corpo meccanico di gran classe che non passava certo inosservato. Per capire di  fotografia mi iscrissi a un corso della durata di sei mesi presso la mia facoltà: “Composizione fotografica e coerenza dello stile”. Furono sei mesi intensi, iniziai dai principi base che vertevano essenzialmente sull’architettura. Al corso abbinai gradualmente tutte le riviste specifiche focalizzando l’attenzione sia sulla qualità delle ottiche che sui reportage con un occhio particolare alle figure emergenti della fotografia. In pochi anni diventai un esperto di test MTF (Modulation Transfer Function), ero in grado di consigliare a qualsiasi utilizzatore di Olympus, Pentax, Nikon, Canon quali fossero gli obiettivi migliori e a quale diaframma davano il meglio di sè. Nel 1996 decisi di proporre alcuni miei lavori al Laboratorio Mario De Stefanis  di Milano, frequentato da maestri illustri come Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Ugo Mulas, Mario Cresci, Uliano Lucas, Federico Patellani, Francesco Cito, Armin Linke e tanti altri. Scrissi una lettera indirizzata al laboratorio dopo aver letto delle interviste sulle riviste, con la raccomandazione che i miei lavori fossero analizzati con la stessa minuziosa  attenzione adottata nei lavori dei grandi Maestri. I primi negativi in b&n  si dimostrarono un fallimento dal punto di vista interpretativo. Ricordo le parole di Mangione, socio del laboratorio: le processioni sono tra i lavori più difficili, le consiglio di studiare “Feste religiose in Sicilia” di Ferdinando Scianna. Dopo due anni la situazione si capovolse con il plauso del laboratorio e di alcuni grandi fotografi.  Dai contatti con il Laboratorio imparai l’importanza dello sviluppo delle pellicole in b&n e della gamma tonale nelle stampe baritate. Il laboratorio mi invitò diverse volte a Milano, avevano una ottima reputazione dei miei lavori tanto da propormi dei contatti con  Gardin, Basilico e altri fotografi. Ma i miei impegni lavorativi non mi consentivano di fare su e giù da Milano, accadde la stessa cosa con il giornalista e critico Maurizio Rebuzzini direttore di “Fotographia” la volta che mi telefonò dopo aver visto alcuni mie lavori presso la Kolt di Bari. Una serie in b&n stampata da De Stefanis riceve nel 2002 l’apprezzamento di Electa-Mondadori dopo che l’avevo portata in mostra alla Fiera del levante di Bari. Ne nasce un libro dal titolo “PugliaLucania”. Ebbi la possibilità di regalarne personalmente una copia a Gianni Berengo Gardin, lo incontrai una sera con Scianna  e Roberto Koch fondatore della casa editrice e  Agenzia  Contrasto. Gianni Berengo Gardin sfogliò il libro sotto un lampione e con occhi vitrei mi disse: ci sono delle buone fotografie, ma c’è soprattutto lei nei ritratti che vedo. A questo fece seguito un altro libro pubblicato nel 2007 da Adda Editore di bari con il titolo “Puglia, i borghi più belli d’Italia”. Questo è il sunto dei primi venticinque anni di un fotoamatore evoluto, così mi definì Al Bano incontrandomi nel 1992 mentre fotografavo con la Leica una sua masseria vicino Cellino San Marco.






 

Come si riflette la connessione tra architettura e fotografia nel tuo percorso, considerando che entrambi sembrano essere elementi centrali nella tua vita?

 

Esiste una connessione tra architettura e fotografia, trovo che abbiano in comune quel rapporto psicologico che si viene a creare tra l’uomo  e il luogo cui è destinato a vivere che è architettura. La fotografia cerca quindi di trovare la terza dimensione che non ha rispetto all’architettura; è una profondità non geometrica ma di significato. La fotografia è stata per me uno strumento in grado di attivare una decodifica della realtà per potenzialità descrittive e qualità espressive. La cultura visuale che ho delle due è capacità di esercitare una coscienza critica sulle attività vitali dell’uomo.

 

Per Merleau-Ponty centrale in tutto questo è la visione, la percezione come attitudine dello stare al mondo e nel mondo. Nella sua opera “Fenomenologia della Percezione”, arriva ad affermare che pensiero e percezione sono incarnati. Mondo, Corpo e Coscienza abitano un unico sistema. Soggetto e oggetto in questo mondo sono inevitabilmente legati, il vedente e il visto, l’io e il mondo diventano un’unità indissolubile.




 

Quali sono i nodi emozionali che ami raggiungere con i tuoi lavori?

 

Nel suo libro “Emotional intelligence”, Daniel Goleman scrisse: una concezione della natura umana che ignorasse il potere delle emozioni si dimostrerebbe deplorevolmente limitata”. Ma anche H. Cartier Bresson si pronunciò su quest’aspetto sostenendo che ogni fotografo debba aver sviluppate le funzioni di Intuizione, Pensiero, Sensazione e Sentimento in quanto in una frazione di secondo deve allineare Mente Occhi Cuore per valutare un evento significativamente importante. E’ mio convincimento che l’arte fotografica così come il resto delle arti visuali difficilmente può essere acquisita o meglio, può essere espressa studiandone solo le regole, bisogna avere una certa predisposizione nel captare l’interiorità delle persone e una buona capacità di analisi. Avere una buona immaginazione è fondamentale, diversamente la fotografia rischia di rimanere uno sterile insieme di tecnica che difficilmente potrà emozionare chi la guarda. Una fotografia che emoziona deve porre degli interrogativi prima a chi l’ha scattata e dopo all’osservatore. Amore, paura o rabbia sono stati legati ai sentimenti delle persone. Sono i turbamenti della mente che mi interessano, in primis la malinconia e la tristezza. Questi stadi dell’essere umano mi coinvolgono profondamente, a volte io stesso ne sono partecipe tanto da innescare un processo di intendimenti simultanei dove il soggetto ( persona o paesaggio ) non è altro che il riflesso del mio stato interiore all’atto dello scatto.




 

Dal punto di vista stilistico, quali sono secondo te le differenze tra la fotografia commerciale e quella artistica?

 

La fotografia commerciale è sinonimo di marketing, la fotografia artistica di capacità interpretative individuali che toccano la sfera emozionale delle persone. La seconda è molto più complicata, non è da tutti perché si basa su un’ampia conoscenza della storia dell’arte. Sulla fotografia artistica entra in gioco l’anima del fotografo, il quale mette le proprie competenze tecniche a servizio della fantasia e dell’immaginazione con un approccio stilistico di indiscussa coerenza.




 

In che modo la tua fotografia, fortemente influenzata da pittura, cinema e psicanalisi, si configura principalmente come un’indagine visiva?

 

Questa è una domanda un po’ complessa. Per risponderti devo fare un passo indietro e rispolverare la mia storia fotografica. Ci sono due fasi del mio percorso narrativo: il primo include le indagini di tipo antropologico  effettuate non solo in Italia, a queste si aggiungono le tematiche di natura letterale come “Addio monti”, un lavoro concentrato sul Lago di Lecco e ispirato ai “Promessi Sposi” del Manzoni; la seconda fase è più di tipo concettuale e mette in atto tutto ciò che avevo imparato studiando Vittorio Storaro in ambito cinematografico. Il grande Direttore della Fotografia nei suoi film fa propri i concetti di Luce, Ombra, Penombra, Coscienza, Infinito, Sole, Luna e Colori, argomenti contemplati nella Storia dell’Arte, nella Storia della Filosofia e Psicologia. A tutto questo aggiungi i miei studi post laurea; cinque ulteriori anni di seminari professionali con la Facoltà di Architettura di Genova. Aggiungi ancora tutti i corsi effettuati in Italia in trentotto anni nel settore della comunicazione e sicurezza, per finire le settimane passate con equipe di psicologi intenti a valutare i miei archetipi di appartenenza, oltre che  le mie facoltà percettive e comunicative a mezzo di test complicatissimi sia orali che scritti. Mi sono passata la vita prevalentemente a progettare banche e a gestire l’intero patrimonio immobiliare di un Istituto bancario. Dovevo superare i test e dimostrare di avere determinati requisiti nell’assumermi delle responsabilità.  Le indagini di natura visiva mi hanno accompagnato da sempre nel mio lavoro, ne ero obbligato avendo a che fare con circa 1000 dipendenti che lavoravano in spazi da me progettati. Quando ho parlato di emozioni mi riferivo anche a quelle innescate dallo stress: tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa. Le rapine a mano armata e gli atti malavitosi in genere, per esempio, provocavano tali sentimenti nelle persone. Tutte queste esperienze hanno contribuito a rafforzare le mie facoltà percettive sullo stato emozionale di una persona, che si sono poi riversate nella fotografia.


 

In quale fotografia ti senti più rappresentato tra ritratto, paesaggio, Street, ricerca e sperimentazione?

 

Ultimamente mi sto dedicando di più al ritratto e alla Street, ma non escludo a priori le altre quando diventano presupposto di ricerca e sperimentazione.




 

Puoi definire il concetto di ritratto e spiegare come ti relazioni con i tuoi soggetti durante il processo fotografico?

 

Bella domanda. Sono un po’ amareggiato e scoraggiato su questo fronte, lo sono a causa dei numerosi problemi che ho avuto quando si è trattato di fotografare ambienti con minori. La gente è diffidente e il più delle volte insorge chiamando le Forze dell’Ordine. Fino a vent’anni fa non accadeva questo; ho fatto reportage inquadrando vecchi e bambini, i genitori non avevano nessuna preoccupazione ad autorizzare gli scatti. Chiedere una “liberatoria” è utopia pura, i genitori fanno mille domande e diventano come ho detto prima diffidenti sul reale e lecito utilizzo delle immagini. A causa di questo problema valuto di volta in volta se è meglio farsi notare o rubare lo scatto. La seconda opzione la applico in luoghi fortemente presidiati: strade affollate, mercati, fiere,  feste patronali e manifestazioni folcloristiche. In questo caso prediligo le fotocamere Leica a telemetro con ottica fissa. Mi serve rapidità di esecuzione senza la costrizione di inquadrare il soggetto. Di solito anticipo la messa a fuoco manuale qualche secondo prima forte della mia esperienza maturata ai tempi dell’analogico. Se ritengo che il soggetto è sfavorito dalla luce lo aggiro mettendomi in una posizione favorevole, mai in luce frontale e contrastata. Di solito opto per la luce di taglio, soprattutto di sera quando le ombre accentuano la tridimensionalità del volto ed esaltano un terzo del profilo. Ma questa impostazione la mantengo anche in luce diurna, lo scatto frontale lo riservo nelle situazioni dove il soggetto è in ombra. Spendo due parole sull’utilizzo di questo mezzo prestigioso che mi ha consentito un nuovo approccio alla fotografia. Fino al 1992 utilizzavo il meglio delle apparecchiature Nikon, a un certo punto decisi di fare un passo indietro convertendo tutto in Leica a telemetro. Le prime due Leica  le acquistai a Milano da Foto Ottica Cavour. Ero tornato agli albori della fotografia, non avevano neppure l’esposimetro. Se ho imparato a fotografare lo devo a Leica. La mancanza dell’esposimetro mi costrinse a capire l’accoppiamento tempi/diaframma a seconda della luminosità del cielo. L’accoppiamento di riferimento era f11 1/125 sec per le giornate soleggiate, che variava in base alla nuvolosità del cielo. Non ho mai sbagliato una foto perché difficilmente il mio errore andava oltre il range  della latitudine di posa della pellicola. La Leica mi dava poi la possibilità di non perdere di vista il soggetto nel mirino, non aveva specchio e, pertanto, era esente dall’oscuramento dell’inquadratura che avevano le altre fotocamere. Altro pregio era la duplice cornice telemetrica: la cornice centrale rappresentava lo spazio inquadrato che poteva corrispondere per esempio a un obiettivo 50 mm, la cornice periferica a un grandangolare di 28mm. Questa caratteristica consentiva al fotografo di soffermarsi sul soggetto  inquadrato ma nello stesso momento di rendersi conto di ciò che accadeva fuori dall’inquadratura decidendo se distogliere lo sguardo dal mirino o scattare una seconda fotografia una volta che il secondo soggetto fosse sopraggiunto. La qualità delle ottiche era irraggiungibile, ancora oggi lo è: nitidezza, profondità e brillantezza dei colori. Le pellicole a colori Velvia poi mi costrinsero ad attrezzarmi di un esposimetro esterno che utilizzavo in luce incidente. Le Velvia erano tarate a 50 iso, non riuscivano a incassare neppure mezzo stop di errore in sottoesposizione tanto da rendere le diapositive inutilizzabili. Con l’acquisto dell’esposimetro alle Leica affiancai due fotocamere medio formato: una Rolleiflex biottica e un corredo Hasselblad.




 

Il mosso emerge come tema frequente nelle tue fotografie. Qual è la ragione di questo particolare interesse per questo linguaggio artistico?

 

Il tempo per me rappresenta un elemento cardine della fotografia. Una storia può essere raccontata o con un solo scatto, oppure con una serie di scatti a costituire una sola fotografia. Questa è sostanzialmente la differenza tra una fotografia classica e una fotografia cinematografica. Tra le due c’è una differenza che è data dal fattore tempo. Il tempo può essere dilatato tanto da includere sia una luce naturale che artificiale in cui il soggetto si muove manifestando il proprio stato d’animo.  Storaro ne è un Maestro. Esiste poi una situazione intermedia in cui il soggetto o più soggetti determinano lo stato d’animo, o una variabilità dello stato d’animo in una frazione di secondi. Molte delle mie fotografie sono centrate su questo aspetto che diventa elemento emozionale nell’osservatore. Il fotografo è il primo ad emozionarsi da questo “segno” visivo perché ne è l’artefice, l’osservatore in seconda battuta. E’ quello che H. Cartier Bresson chiama “doppio movimento interiore”.




 

Come affronti l’analisi e la riflessione sul sogno e la dimensione irrazionale dell’essere attraverso le tue immagini?

 

Nel 2013 feci una mostra a Roma in Banca d’Italia, il titolo era “Direzione sogni”. Molte di queste fotografie furono apprezzate dalla Orler di Venezia che aveva notato i miei lavori già da tempo proponendomi al mercato dell’arte sia in Italia che all’estero. A partire dal 2007 cominciai a interessarmi di questa tematica, fu la fotografia cinematografica di Vittorio Storaro ad aprirmi uno spiraglio verso qualcosa di nuovo, le sue fotografie si proiettavano nel futuro portandosi appresso momenti di vita passata sia nella gioia che nel dolore. Mi affascinava il concetto di “dimensione irrazionale dell’essere” perché mi rendevo conto che ne facevo parte. Sono stato sempre un sognatore, un visionario ma avevo difficoltà a comunicarne fotograficamente i contenuti. E’ del 2007 un mia fotografia paesaggistica pubblicata da Paolo Levi in “Nuova Arte” di Giorgio Mondadori con il titolo “Chiedi alle nuvole di soffiare sul mare” Fu uno dei miei primi scatti dove la fotografia era intesa non solo come mezzo informativo ma come canale per smuovere l’anima: l’aver trascinato le nuvole sul mare non raffigurava più una realtà ma un  atto spirituale. Una seconda fotografia fu selezionata per Leaders , Le nuove avanguardie – Enciclopedia d’Arte Contemporanea, Editore EA di Palermo. Ero a Cracovia e mentre osservavo una cerimonia religiosa, immaginai che tra i vecchi e i bambini  in fila davanti al prete, ci fossero degli esseri malvagi. Oscurai i loro volti facendogli assumere un aspetto demoniaco. Sempre a Cracovia, sovrapposi uno stupendo dipinto rinascimentale di una donna sulla facciata di un palazzo di derivazione comunista. Immaginai così di alleviare le brutture architettoniche di Nowa Huta. Questa fotografia oltre che a Roma, Banca D’Italia e Dioscuri del Quirinale, fu esposta al Palazzo dei Sette di Orvieto e al Castello Svevo di Barletta. E’ un viaggio interiore quello che propongo, dove elementi del passato, del presente e del futuro si mescolano in maniera assolutamente univoca scardinando tutte le categorie di spazio e tempo a cui siamo abituati. Sono i primi esempi di come i confini tra verità e immaginazione, in uno specchio delle apparenze, si confondono, tanto da sgretolare la linea di demarcazione tra razionale e irrazionale, vita e sogno sono pagine dello stesso libro. Qui, reale, mito e leggenda coesistono in un connubio inscindibile di suggestioni ed evocazioni liriche, e tutto alimenta quell’idea di armonia e bellezza che da sempre costituisce la risposta alla sete di infinito che anima lo spirito degli uomini. Ma non anticipo soluzioni, pongo solo delle domande all’interno delle quali il fruitore può ritrovare se stesso individuando il punto esatto dove cade l’armonia come equilibrio di due elementi contrari tra loro: il bianco e il nero nella fotografia, l’acuto e il grave nella musica. Il 2012 vide la raccolta delle prime immagini in un libro edito da Vianello Libri con il titolo “Volare d’Infinito canto- Omaggio a Domenico Modugno”. E’ una interpretazione della canzone “Nel blu, dipinto di blu”.




 

Spesso ami soffermarti su immagini realizzate da altri artisti, andando oltre la superficie per svelarne la vera anima attraverso le tue riflessioni approfondite. Raccontaci di questa tua propensione per l’analisi delle immagini e come questa si rapporta con la tua pratica artistica.

 

La propensione per l’analisi deriva dalla passione per la storia dell’architettura. Il corso di laurea in architettura comprende inoltre tutta una serie di esami che includono la psicologia e la sociologia. Non dimentichiamoci che l’architetto costruisce spazi per l’uomo che per essere abitabili devono esaudire le sue necessità terrene che sconfinano nelle scienze ergonomiche. Il fatto che dedichi parte del mio tempo ad altri artisti è anche un modo per tenere allenato il cervello. Lo faccio con una certa caparbietà e mi riconosco molto critico su questo, quando non capisco cerco di approfondire studiando aspetti della tematica paralleli. Anni fa non capivo Mario Giacomelli fino a quando non andai a vedere al Museo Civico di Padova  una retrospettiva a lui dedicata. Mi misi in contatto poi con i suoi seguaci della zona di Senigallia comprando anche qualche libro. Sulle foto che vedo nelle mostre o sul web sono molto critico, ero abituato a farlo già negli anni passati, me lo ha insegnato  Maurizio Capobussi che scriveva per la rivista “Tutti fotografi”. I miei amici mi davano del pazzo quando cestinavo centinaia di diapositive che invece ritenevano andassero salvate. Ma io seguivo i consigli del critico che non si stancava mai di ripetere: farete un salto di qualità quando avrete il coraggio di cestinare gran parte delle vostre fotografie; iniziate ad essere critici con voi stessi! Oggi riesco ad individuare i bravi fotografi, non mi faccio incantare dal  “divertissemen” di tanti che si illudono di essere artisti solo perché fanno cose strane. Le cose strane sono sinonimo di “ricerca” quando hanno alla base una conoscenza e padronanza del mezzo fotografico, una cultura della fotografia e soprattutto una coerenza stilistica. Sono questi gli aspetti che guardano i critici importanti; a questi poi aggiungono la storicizzazione dell’autore. Il vero artista ha una certa continuità operativa che si manifesta con le mostre, i libri pubblicati specie con case editrici di primaria importanza, le recensioni da parte di autorevoli critici. Nel mercato dell’arte le Gallerie importanti, Agenzie e Case d’Asta suddividono gli artisti in base a questi requisiti dividendoli in due fasce: artisti di interesse nazionale e artisti di interesse internazionale, specificando se trattasi di “emergenti” oppure “consolidati”. Quando ero a catalogo  della Orler di Venezia le cose funzionavano così, ma lo erano anche per “lagioiadell’Arte – Collezionismo contemporaneo ” di cui facevo parte.




 

Hai una lunga esperienza sull’utilizzo di fotocamere e obiettivi analogici, quali sono stati i risvolti passando al digitale?

 

Quando nel 2006 passai al digitale vedendo i risultati mi venne un colpo. Non avevo dimestichezza con Photoshop e i risultati erano pressochè deludenti. La fotografia digitale necessita di un minimo di post-elaborazione diversamente i risultati corrispondono al 40% della qualità data dalle pellicole. Oggi qualsiasi fotocamera digitale è in grado di fare ottime foto a condizione che gli obiettivi siano di qualità. I sensori sono migliorati moltissimo rispetto a quelli di 10/15 anni fa. Il divario sul sistema analogico si è assottigliato, rimane tuttavia la differenza qualitativa sulla profondità colore e tridimensionalità delle immagini che ancora oggi trovo ad appannaggio del sistema analogico. Queste differenze un buon grafico riesce in qualche misura a camuffarle nel digitale forzando alcuni parametri in fase di post produzione. Ma un occhio attento ed allenato si accorge della magagna e si fa una risatina. Nelle mostre è verificabile questo aspetto, tra quelle che ho visto la più eclatante è stata quella di Steve McCurry che comprendeva stampe sia analogiche che digitali. Ho utilizzato per una paio di anni una Fujifilm T3, ottima fotocamera per la ritrattistica ma non eccelsa sulla separazione dei piani focali e sull’aspetto tridimensionale delle immagini. Il divario con le Canon Full Frame che ho utilizzato era evidente. Per migliorare i file Fuji avevo imparato a caricare le ombre e i neri in fase di post produzione. Non dimenticarti che io provengo da una lunga esperienza analogica con  Leica, Rolleiflex  e Hasselblad  medio formato e il mio occhio è allenato. Sul formato Full Frame, Leica non si discute, siamo su altri pianeti! La Casa ebbe un periodo di crisi con l’avvento del digitale, aveva il problema dei sensori e dell’elettronica che grazie alla collaborazione con Panasonic si risolsero. Oggi dispongo di due corredi professionali Sony e Leica M, la differenza tra i due sistemi è data dall’impronta inconfondibile che hanno i file Leica, una filosofia basata su stacco dei colori, microcontrasto, tridimensionalità e brillantezza delle immagini, caratteristiche individuabili soprattutto in carenza di luce. E’ opinione diffusa che sia il numero dei pixel a fare la differenza in una fotocamera, nulla di più sbagliato. Io con la Canon Mark1 da 12 Mpx ho stampato foto di tre metri lato lungo con una definizione pazzesca. E’ la densità che si viene a creare sul sensore il nocciolo della questione, una densità bassa consente ai pixel di stare più larghi sul sensore catturando più luce, ecco perché a parità di pixel una fotocamera Full Frame è superiore a una Aps. Va da sé che non tutti i fotografi hanno bisogno di avere il top dell’attrezzatura, dipende dal genere fotografico che fanno; un professionista che pubblica foto di architettura, paesaggi  o avifauna indubbiamente sì. Ma all’atto pratico io dico che è sempre meglio avere qualcosa in più che qualcosa in meno, possibilità economiche permettendo.




 

 Quali progetti hai per il futuro?

 

Esiste un non luogo dove donne, uomini e bambini vivono in armonia, non sanno cosa siano le disuguaglianze. Dopo le visite dei parenti un architetto-fotografo si mette a fotografarli tra un presente e la memoria di un passato vissuto, ma quello che sorprende è la sua capacità a leggere negli occhi dei parenti il futuro come proiezione di una memoria trasmessa. A Italo Calvino è sfuggita questa città, mi piacerebbe fotografare quell’architetto-fotografo che si riversa tra reale e immaginario. Quella città si chiama Armonoma.













Contatti dell’artista 


Facebook Michele Coccioli






MICHELE COCCIOLI


Architetto, nato a S.Pietro Vernotico (Brindisi) nel 1956, vive a Casarano (Lecce). Formatosi studiando gli autori del neorealismo, in seguito il suo lavoro privilegia il rapporto tra il vero e l’immaginario la cui rappresentazione costringe a continue elaborazioni mentali. Il Novecento (pittura e cinema) e la psicoanalisi ne influenzano l’approccio stilistico e sono spinta propulsiva per un viaggio dell’anima. 
Ha pubblicato nel 2012 Volare d’infinito canto con Vianello Libri, nel 2009 Puglia. I borghi più belli d’Italia con Adda Editore e nel 2002 PugliaLucania con Electa. Nel 2009 compare su “Nuova Arte” di Giorgio Mondadori e nel 2011 riceve il premio alla Cultura dalla Galleria d’Arte “Centro Storico” di Firenze. Suoi lavori sono stati recensiti da numerose testate giornalistiche e da “Fotologie” – Pagine scelte della fotografia contemporanea. Ha esposto al Photographic Lishui Festival-CHINA, ai Dioscuri del Quirinale-ROMA, al CASC Banca d’Italia-ROMA.


























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.





















Leggi Ancora