close

Maggio 2025

LetteraturaSegnalazione Eventi

Tra sogni, ricordi e cielo spicca il volo il nuovo romanzo di Umberto Romano – Gli Aeroplani di carta

 

 

Tra sogni, ricordi e cielo spicca il volo il nuovo romanzo di Umberto Romano 

Gli Aeroplani di carta

 

 

 

 

 

In Aeroplani di carta, Umberto Romano ci conduce in un viaggio poetico e struggente attraverso la memoria, l’infanzia, la guerra e la speranza. 

Autore sensibile e pittore attento alle dinamiche sociali, Umberto Romano propone un romanzo che intreccia memoria e poesia, con uno sguardo rivolto alle vite silenziose e ai volti spesso dimenticati: gli emarginati, i popoli più fragili, l’infanzia segnata dall’attesa, la guerra e le sue assenze. 

La narrazione si sviluppa con tono misurato e una scrittura essenziale, dove l’evocazione lirica accompagna la riflessione, senza mai cedere all’enfasi, mantenendo viva una luce di speranza che attraversa le pagine.

Il libro è un canto lirico che si libra nel cielo come gli aeroplani di carta evocati nel titolo, simboli di innocenza, desiderio e attesa. Tra un immaginato e riflessioni intime, il racconto di Umberto parla al cuore con parole semplici e universali, aprendo squarci di luce anche nei momenti più oscuri.

Il tempo, la memoria e la nostalgia sono i fili conduttori di questa sua nuova pubblicazione, in cui il dolore si fa poesia e la bellezza resiste come un gesto di coraggio. L’autore ci invita a fermarci, ad ascoltare il fiume della vita che scorre, a volte placido, a volte impetuoso, e a riconoscere nei suoi riflessi le nostre emozioni più profonde.

Con Aeroplani di carta, Umberto Romano consegna al lettore un’opera che lambisce i confini del romanzo poetico, configurandosi come un atto di testimonianza civile e umana. Un racconto intessuto di memoria e delicatezza, che invita a una lettura meditata, quasi raccolta, in cui ogni parola si fa eco di un sentire profondo. È la voce sommessa di chi osserva il mondo da una soglia appartata, ma sa restituirne con finezza l’essenza più autentica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più il tempo passa, più mi accorgo che siamo un mondo a parte, se ci rubano i ricordi, la nostalgia diffusa c’invade e ci porta via.
Gli aeroplani di carta, planavano, spinti dal vento, fogli di quaderno piegati ad angolo, portavano, un messaggio, un bambino aspetta, il papà partito per la guerra. Nei suoi occhi luce di speranza, sulle ali di carta, “torna presto”.
C’è Storia, memoria, innocenza dell’infanzia con anelito di amore e di speranza. Poi subentrano le riflessioni e le ansie sulla vita, inesorabile fiume che scorre verso la sua foce nel mare senza confini che si congiunge al cielo fino all’incrocio delle stelle.
Aeroplani di carta rombi di tuono, squarciano il cielo, con una scia nera. Gli anni passano, la nebbia avvolse il tempo, seguivi lo scorrere dell’acqua, il ruscello dietro casa, inciampava sulle grigie pietre sporgenti, colorate di rosso, il sangue degli innocenti.
Mi accompagna, nei momenti di solitudine dell’anima, un fiume in piena, trascina rami secchi, e bottiglie di vetro, con messaggi d’amore, non sempre raccolte.
C’è sempre luce, se solo siamo abbastanza coraggiosi di vederla, di viverla.
 
Umberto Romano

 

 

 

 

 

 

 

Clicca sulla copertina per richiedere il libro

 

  • Data di pubblicazione ‏ : ‎ Marzo 2025
  • ISBN : ‎ 979-8313225791

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Libri da leggere” è l’area del blog in cui vengono raccolti i contenuti dedicati alla promozione della lettura: segnalazioni, recensioni e proposte editoriali. Se sei un autore o un editore e desideri promuovere il tuo libro, puoi contattarci all’indirizzo email della redazione: gigroart23@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 

 

 

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi Ancora
ArteSegnalazione Eventi

Patir 2025 – Un cammino condiviso verso l’armonia tra culture

 

 

 

Patir 2025

 

Un cammino condiviso verso 

l’armonia tra culture

 

 

 

 

 

di Redazione |21||Maggio|2025|

 

 

Un fine settimana immersivo, tra riflessione e creatività, prende forma con il Weekend Esperienziale – Open Lab Patir, un’officina di idee, incontri e visioni che, in questa nuova edizione, pone al centro il tema della pace e della spiritualità. In un tempo segnato da tensioni globali e smarrimento individuale, l’evento si fa spazio condiviso dove il pensiero si apre, il dialogo si rinnova e la ricerca interiore si intreccia con il sentire collettivo. Un’occasione per vivere il territorio come una intensa esperienza trasformativa e non come semplice luogo fisico.

 

 

 

Con l’inaugurazione ufficiale presso la prestigiosa sede della Galleria Nazionale di Cosenza, prende vita Patir 2025, un progetto che si propone come simbolico e concreto punto d’incontro tra Oriente e Occidente. L’iniziativa rappresenta un passaggio innovativo per la Calabria, e in particolare per le città di Cosenza e Corigliano-Rossano, che per la prima volta si uniscono in una visione culturale comune capace di valorizzare il patrimonio regionale e di generare un nuovo approccio allo sviluppo locale.

Al centro di questa visione c’è l’idea di pace intesa come armonia profonda, con sé stessi, con l’altro e con la terra. Un concetto che si ispira fortemente alle parole di Papa FrancescoLa Pace non è solo assenza di guerra, ma armonia con se stessi, la natura e gli altri“. 

È questa l’anima che anima Patir, un nome che già di per sé richiama un luogo carico di significato, il Monastero del Patire, simbolo della convivenza tra identità diverse, punto di contatto tra mondo greco e latino, tra spiritualità orientale e cultura occidentale. 

 

 

 

 

 

«Con Patir 2025 abbiamo cercato di ricomporre una proposta culturale spesso dispersa in iniziative scollegate», ha spiegato Alessandra Mazzei, presidente dell’associazione Rossano Purpurea, durante la presentazione. «La sfida è stata quella di creare un momento condiviso che potesse essere riconosciuto da tutti come proprio, come espressione autentica del territorio e delle sue molteplici anime».

Patir si configura così come uno spazio mentale e fisico dove la memoria storica incontra la contemporaneità, dove il passato diventa strumento per leggere e costruire il futuro. È un invito al dialogo, alla cooperazione e alla riscoperta della bellezza che nasce dall’incontro tra le differenze.

 

 

 

L’edizione 2025 segna attraverso l’avvio di un evento culturale, anche l’apertura di un cammino collettivo, un ponte di senso, un atto di fiducia nella capacità della cultura di essere motore di unità, crescita e pace autentica. 

In questo contesto prende forma Arte en Plein Air, un evento previsto per il 25 maggio a partire dalle ore 10:00, coordinato dall’architetto Antonio Cimino. L’iniziativa porta l’arte fuori dagli spazi convenzionali, restituendola al paesaggio, alla luce, al respiro della natura.

Nel cuore del Complesso Monastico Basiliano di Santa Maria del Patire, artisti del territorio daranno vita a un’esperienza condivisa, intrecciando con sensibilità la loro creatività con l’ambiente e la memoria spirituale del luogo.

 

Un appuntamento che sottolinea il legame profondo tra l’essere umano e il paesaggio, suggerendo nuove forme di ascolto, relazione e consapevolezza.

 

Gli artisti partecipanti sono: Mariella Arcuri, Alfonso Caniglia, Annalisa De Marco, Giuseppina Irene Groccia, Anna Lauria, Eliana Noto, Mirella Renne, Chettina Straface, Pino Savoia, Luisa Zicarelli.

 

 

Un’esperienza che ha come scopo quello di generare un dialogo aperto tra arte, natura e spiritualità, come invito a coltivare bellezza, consapevolezza e armonia nei luoghi e nelle relazioni che abitiamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.

 

Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 

 

 

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 

 

 

 

Leggi Ancora
Senza categoria

“Dialoghi dell’Anima, tra Materia e Spirito” – Bipersonale alla CathArt Gallery di Varese

 

“Dialoghi dell’Anima, tra Materia e Spirito” – Bipersonale alla CathArt Gallery di Varese


In mostra gli artisti Matteo Chiarelli e Carla Pugliano


Dialoghi dell’Anima, tra Materia e Spirito è il titolo della rassegna che mette in luce le opere di Matteo Chiarelli e Carla Pugliano, due artisti unici nel loro genere, riuniti in un evento che celebra resilienza, ispirazione e creatività. L’esposizione si terrà presso la CathArt Gallery di Varese, con inaugurazione venerdì 30 maggio 2025 alle ore 18:30.

Una mostra che esalta il valore intrinseco dell’arte e del dialogo creativo, offrendo una riflessione profonda sul ruolo dell’espressione contemporanea come strumento di consapevolezza, connessione umana e trasformazione interiore.

È un percorso che si muove in silenzio, tra la superficie e la sostanza, tra la pelle e il corpo, tra ciò che si mostra e ciò che attraversa lo spazio invisibile del sentire. Un cammino lungo una sottile zona di frontiera, dove pittura e scultura si incontrano, si tendono la mano, e il visibile si piega all’interiorità.

Attraverso una ricerca orientata all’autenticità e alla profondità espressiva, la mostra restituisce all’arte la sua funzione originaria: essere luogo di rivelazione, di unione e di trasformazione.


GLI ARTISTI

Matteo Chiarelli (classe 1947) ha intrapreso un percorso artistico unico e sorprendente. Dopo un incidente in montagna nel 2006 che lo ha lasciato paralizzato, ha sfidato ogni previsione medica, recuperando miracolosamente e trovando nuova ispirazione nella sua arte. Il pellegrinaggio lungo il Cammino di Santiago nel 2010 ha segnato una svolta profonda: da allora ha completato ben ventun cammini, che hanno lasciato un’impronta significativa nella sua produzione.

Le sue opere spaziano dalla scultura in legno, marmo e ferro all’utilizzo di materiali innovativi come la vetroresina, riflettendo una profonda connessione con la spiritualità. Tra le sue creazioni più emblematiche spicca la Venere con le Rose. Una delle sue opere è entrata permanentemente a far parte del Borgo del Sacro Monte di Varese, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Altre installazioni pubbliche includono un rospo in legno donato al Comune di Cuasso al Monte, collocato davanti alle scuole della frazione di Cavagnano. Attualmente è in fase di progettazione una nuova opera lungo il sentiero La Linea della Pace (Cuasso al Monte, VA).

Il fulcro della sua poetica è la figura del pellegrino, raffigurata con cappa, zoccoli e cappello alla maniera antica, sostenuto da un bastone: stanco e affaticato, ma spinto da un’energia misteriosa. Cammina attraverso paesaggi rurali, tra cavalli andalusi e contadini baschi, sulle strade per Santiago un cammino compiuto più volte e riflesso anche nelle sue opere dedicate alla figura femminile, alla maternità, alle nature morte e alla fotografia.




Carla Pugliano, artista contemporanea varesina di riconoscimento internazionale, è apprezzata per la sua capacità di fondere classicismo e sperimentazione, creando opere che oscillano tra figurazione e astrazione. La sua ricerca indaga temi universali attraverso corpi e volti evocativi, intrecciati a rappresentazioni concettuali di emozioni profonde.

Sostenuta da critici come Vittorio Sgarbi, Daniele Radini Tedeschi e Andrea Barretta, ha esposto in luoghi simbolo del patrimonio varesino (Sacro Monte, Villa Recalcati) e in contesti di rilievo internazionale: la 60ª Biennale di Venezia, la Triennale di Venezia (dove ha ricevuto il Leone d’Oro) e la XIV Florence Biennale. Le sue opere si trovano in permanenza in sedi istituzionali e museali, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

Nel 2025 ha aperto il suo atelier CathArt Gallery, uno spazio espositivo che è anche luogo di dialogo tra diverse espressioni artistiche, nato con l’intento di offrire un’esperienza immersiva, trasformativa e di incontro emotivo e sensoriale, capace di generare connessioni autentiche tra opere, artisti e visitatori.

Sarà presente Francesco Gemmo, storyteller, portraiter e digital creator attivo nel settore turistico.

Dal 2023 realizza contenuti dedicati a Varese e dintorni, unendo fotografia e narrazione del territorio. Collabora dal 2025 al progetto “Quel che non sai di Varese”, ideato da Samuele Corsalini.



UN’ESPERIENZA UNICA

Questa esposizione rappresenta un’occasione imperdibile per ammirare l’incontro tra l’intensità spirituale e la creatività di Matteo Chiarelli e la profondità espressiva di Carla Pugliano, in un dialogo che attraversa materia, spirito e anima.



INFORMAZIONI SULL’EVENTO


 Inaugurazione: Venerdì 30 maggio 2025, ore 18:30

 Date: dal 30 maggio 2025 al 13 giugno 2025

 Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)

 Ingresso: Libero



Orari di apertura:

 Martedì – Venerdì: 16:30 – 19:00

 Sabato: 10:00 – 12:30 / 15:00 – 19:30

 Domenica: 15:30 – 18:30



Per prenotazioni, si consiglia il contatto diretto.



Per saperne di più sull’artista Carla Pugliano

https://carlapuglianoartist.com/

https://www.instagram.com/carla_pugliano/

https://www.facebook.com/carla.pugliano/



Per saperne di più sull’artista Matteo Chiarelli

https://www.facebook.com/matteochiarelliscultore/

https://www.instagram.com/matteochiarelliscultore/



Contatti CathArt Gallery

 Email: myartcharlotte@gmail.com

 Telefono: 392 8081554

 Facebook: CathArt Gallery

 Instagram: @cathart_gallery




©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 










La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.

Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.





Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.





Leggi Ancora
Segnalazione Eventi

POP-PARADOX & POP-INNOCENCE

L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi

 

 

POP-PARADOX
& POP-INNOCENCE

 

 

 

Doppia mostra darte
contemporanea
 
 

 

📍
Ravenna Art Gallery | Via IV Novembre, corte interna 23/d, Ravenna
📅
10 – 20 maggio 2025 | Inaugurazione sabato 10 maggio ore 18.00

Con il
patrocinio del Comune di Ravenna

POP-PARADOX
e POP-INNOCENCE: due visioni divergenti, due viaggi paralleli nel labirinto
colorato e inquieto della contemporaneità.

 

Curate da Gina Affinito, queste due mostre si
intrecciano come fili di una stessa trama, raccontando – con ironia, delicatezza
e lucidità – la tensione tra apparenza e realtà nell’epoca del paradosso pop.

 

 

POP-PARADOX

Il
cortocircuito dellimmaginario: tra cultura pop, ironia e
critica sociale

Un’esperienza
immersiva che squarcia il velo dell’iper-realtà e ci restituisce icone
familiari trasfigurate in strumenti di riflessione critica.

 

RX, artista visivo dal tratto incisivo, costruisce scenari
surreali dove figure infantili, oggetti di consumo e simboli globali si
rincorrono, si mescolano, si deformano.
Con colori acidi e contorni netti, RX scompone e ricompone
il nostro immaginario collettivo, offrendoci uno specchio deformante – e per
questo rivelatore – del mondo ipermediatico che abitiamo.

 

POP-PARADOX è un
invito spudorato a non fidarsi delle apparenze: un gioco spietato dove il
sorriso si spezza in una smorfia pensosa.

 

 

 

 

 

POP-INNOCENCE

Il
controcampo lirico: fragilità, sogno e perdita nellera
del pop

In dialogo
poetico e concettuale con la personale di RX, POP-INNOCENCE presenta le visioni
di undici artisti contemporanei:

 

Laura Casali, Grazia Ciancitto, Vittoria Coppola, Camilla
De Felice, Diletta Fiore, Marina Loreti, Gianni Magnolia, Flavio Palazzina,
Serena Pognante, Paola Strada, Gabriella Tirincanti.

 

Le opere
si muovono con grazia e ambiguità tra tecniche miste, collage, pittura,
digitale e tessile.

 

Qui l’innocenza non è mai scontata: è un concetto che
traballa, si incrina, si lascia sfiorare e poi svanisce come un’eco
malinconica.

 

Tra
nostalgia e ironia, POP-INNOCENCE è un invito gentile (ma non meno tagliente) a
interrogarsi su cosa resta autentico nel grande teatro delle immagini.

 

 

 

 

 

Informazioni
utili

 

📍
Ravenna Art Gallery – Via IV Novembre, corte interna 23/d – Ravenna

 

📆
Dal 10 al 20 maggio 2025
🕒
Orari mostra: 10.00-13.00 | 14.00-18.00
🎤
Opening: sabato 10 maggio, ore 18:00
👁‍🗨
A cura di: Gina Affinito
🎟
Ingresso: gratuito

 

🌐
www.comune.ra.it

📞
Contatti e press kit:

 

+39.327.3463882 – +39 351.6012222
gina.affinito@gmail.com
📣
Evento Facebook
POP-PARADOX
📣
Evento Facebook
POP-INNOCENCE
 
 

 

 

 

POP-PARADOX e POP-INNOCENCE:

 

due facce della stessa medaglia che
scintilla e si graffia, tra incanto e disincanto.

 

Un appuntamento da vivere a occhi
spalancati, pronti a riconoscere – sotto le maschere – la nostra stessa
immagine riflessa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra sezione Segnalazione Eventi propone notizie e aggiornamenti su mostre, iniziative culturali, appuntamenti artistici e progetti creativi.

 

Siamo lieti di valutare segnalazioni da parte di enti, artisti, curatori e operatori del settore.
È possibile inviare comunicati stampa o proposte all’indirizzo: gigroart23@gmail.com.
Tutti i contenuti vengono selezionati a discrezione della redazione, in base alla coerenza con la linea editoriale del blog.

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 

 

 

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi Ancora
Interviste

FaRg² – Arte come Alleanza, Espressione e Rinascita

 

 

FaRg² 

 

Arte come Alleanza, Espressione e Rinascita

 

 

 

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |16|Maggio|2025|

 

 

Nato dall’unione di due visioni artistiche forti e indipendenti, FaRg² è il duo composto da Francesca Bice Ghidini e Alessandro Rinaldoni, che ha dato vita a un linguaggio pittorico originale, profondo e umano. In un costante dialogo tra tecnica e istinto, materia e spirito, i due artisti costruiscono opere in cui l’astratto incontra il figurativo, in un’armonia fluida che forma a tematiche esistenziali, sociali e identitarie.

Le loro creazioni, nate da un processo a quattro mani che fonde la fluid art con l’intervento figurativo, esplorano la fragilità e la resilienza dell’essere umano, portando in superficie emozioni complesse e spesso taciute. Le opere di FaRg² non sono solo visioni estetiche, ma atti di resistenza, speranza e rinnovamento: per Alessandro, che ha trovato nell’arte una potente risposta alla propria disabilità, e per Francesca, che fa della pittura uno strumento per coltivare empatia e bellezza.

Fortemente impegnato anche sul piano etico, FaRg² intreccia la propria ricerca creativa con un percorso di solidarietà concreta, promuovendo progetti a favore dell’inclusione sociale e collaborando con realtà come l’Ordine dei Cavalieri di San Lazzaro. Le loro opere diventano così ponti di connessione tra individuo e collettività, tra arte e vita, dimostrando come la bellezza possa essere veicolo di cambiamento.

Attraverso un uso intenso e simbolico del colore, una profonda intesa reciproca e una visione del mondo condivisa, FaRg² propone una pittura che emoziona e invita a riflettere, offrendo allo spettatore non solo immagini, ma anche una possibilità di rispecchiamento e di ascolto. Il loro progetto si evolve continuamente, aprendosi a nuovi formati, oggetti di design, produzioni ibride e messaggi visivi che superano i confini tradizionali dell’arte per farsi esperienza viva e partecipata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A seguire, una conversazione a più voci che approfondisce visioni,
percorsi e riflessioni condivise con Francesca Bice Ghidini e Alessandro Rinaldoni,
le due anime del duo FaRg²

 

 

 

 

 

 

Potete raccontarci com’è nato il vostro percorso artistico
comune? C’è stato un momento preciso in cui avete capito che unire le vostre
esperienze sarebbe stato qualcosa di più di una semplice collaborazione?

 

Alessandro: ‘’Francesca stava per pubblicare il suo terzo
libro di poesie, con mia sorpresa mi ha chiesto di collaborare per realizzare
la copertina, così è nato “La Ricerca dell’ Infinito“, il primo quadro del duo
FaRg², ci è subito stato chiaro che da quel momento per noi si presentava un
nuovo percorso artistico ricco di possibilità.‘’

 

 

 

 

Il vostro progetto nasce dall’incontro di due esperienze
artistiche forti e distinte. In che modo la vostra collaborazione ha
influenzato, o trasformato, il modo in cui ciascuno di voi affronta il
processo creativo?

 

Francesca: ‘’ Nessuna trasformazione, in quando entrambi
stiamo continuando a dipingere anche singolarmente. Diciamo più un
arricchimento, perché collaborare insieme alla realizzazione di un’opera ci
risulta particolarmente naturale. Alessandro prepara con la fluid paint gli
sfondi in libertà cromatica. Io appena li vedo, colgo elementi che mi ricordano
figure, che faccio ‘uscire’ alle curvature del colore, in modo molto naturale.
Tutta la composizione viene infine terminata con particolari da entrambi’’

 

Alessandro: ‘’Condividere e mettere a confronto i nostri
punti di vista e le nostre tecniche artistiche ha ampliato e potenziato la
creatività di entrambi, confrontarsi ci stimola e ci spinge a continuare e
ricercare soluzioni sempre nuove.”

 

 

 

 

Le vostre opere affrontano tematiche profonde come
l’identità, la fragilità umana e il mondo femminile, attraverso una ricca gamma
cromatica e materica. Come scegliete i soggetti e quali messaggi sperate
arrivino a chi osserva?

 

Francesca: ‘’Noi abbiamo una visione del mondo affine.
Questo facilita il nostro lavoro di artista perché vogliamo emozionare e
sensibilizzare lo spettatore su tematiche comuni. Inoltre aggiungiamo quel
pizzico di spensieratezza e speranza per fare in modo che le nostre opere siano
di conforto.”

 

 

 

Alessandro, hai trovato nella pittura una forma di rivalsa
personale e fisica dopo una prova importante. Francesca, per te l’arte è
strumento di speranza e positività. In che modo questi approcci individuali si
fondono nella vostra produzione comune?

 

 

 

Alessandro:’’ L’arte è diventata la mia risposta, la mia
sfida silenziosa ma potente contro la malattia invalidante che ha colpito il
mio corpo. Quando il fisico ha iniziato a impormi dei limiti, ho scelto di non
arrendermi. Ho deciso di esplorare ciò che restava libero: la mente,
l’immaginazione, la creatività.

Studiare, approfondire, sperimentare: ogni gesto artistico è
diventato un atto di resistenza, un modo per affermare che, nonostante tutto,
posso ancora creare bellezza, posso ancora comunicare, posso ancora lasciare un
segno.

L’arte mi ha dato una nuova identità, non definita dalla
malattia ma dalla mia capacità di trasformare il dolore in espressione, la
fatica in colore, la fragilità in forza. È così che ho trovato la mia strada:
nonostante le difficoltà, o forse proprio grazie ad esse, ho scoperto un
linguaggio che parla per me, che racconta la mia storia e che, spero, possa
ispirare anche altri.”

 

 

Francesca: ‘’L’Arte come Rinnovamento, Emozione e Speranza”

Per me, l’arte è un atto di rinnovamento continuo. È
emozione pura, è fiducia nel presente e speranza nel futuro. Ogni mia opera
nasce dall’istinto e si nutre di empatia: non progetto, sento. Lascio che siano
le emozioni a guidare la mano, che siano i colori a raccontare ciò che le
parole non riescono a dire.

Credo profondamente che l’arte possa aiutare il mondo. Chi
pensa come un artista coltiva la speranza, abbraccia l’innovazione e guarda al
futuro con stupore. È questo sguardo incantato, quasi infantile, che cerco di
restituire attraverso le mie figure fantasiose: creature nate
dall’immaginazione, simboli di un mondo possibile, più gentile e luminoso.

Il mio obiettivo è semplice ma potente: guardare il mondo
con gli occhi di un bambino felice. In questo sguardo c’è la chiave per
cambiare le cose, per costruire ponti, per ispirare.

Anche la beneficenza è parte integrante del nostro percorso
artistico. Con il duo FARG2, ci impegniamo concretamente a promuovere e
sostenere cause solidali, collaborando con la ONLUS dell’Ordine dei Cavalieri
di San Lazzaro. Perché l’arte, quando è autentica, non può che essere anche un
atto d’amore verso gli altri.

 

 

 

FaRg² non è solo arte visiva, ma anche impegno sociale e
umano. In che misura credete che l’arte debba farsi carico di una
responsabilità verso la collettività? E quali sono i prossimi passi del vostro
percorso in questa direzione?

 

Francesca: “FaRg² nasce da un profondo desiderio di
contribuire attivamente a un progetto di solidarietà e beneficenza, mettendo
l’arte al centro come strumento di connessione, ispirazione e cambiamento.
L’arte, infatti, ha il potere unico di parlare direttamente al cuore delle
persone, superando barriere linguistiche e culturali, e diventando un veicolo
potente per trasmettere messaggi di empatia, speranza e impegno sociale.
Attraverso le sue creazioni, FaRg² intende non solo sostenere cause meritevoli,
ma anche sensibilizzare il pubblico, stimolare riflessioni e promuovere una
cultura della condivisione e dell’altruismo.”…

 

 

 

Come descrivereste il vostro stile congiunto e in che modo è
cambiato o si è evoluto da quando avete iniziato a lavorare insieme come FaRg²?

 

Il nostro è uno stile che guarda in particolar modo alla
resa estetica e decorativa, offrendo spunti per messaggi semplici diretti e
chiari. Da quando è iniziata la nostra collaborazione stiamo sperimentando
tecniche e visioni inserendo nel nostro mondo creativo oltre alle opere su tela
composizioni che variano da prodotti brandizzati con le immagini da noi create
(come abiti, accessori, monili)

 

 

 

Come si sviluppa il vostro processo creativo a quattro mani?
Ci sono tecniche, fasi o rituali che seguite per armonizzare le vostre idee e
trasformarle in un’unica opera?

 

Francesca:’’ Nelle prime fasi Alessandro crea con la tecnica
della fluid art lo sfondo che impiega 3 o 4 giorni per asciugarsi, fatto questo
la tela passa a me per completare e ridefinire l’opera con soggetti
sentiti;  va detto che durante le fasi
creative nessuno dei due interferisce nel lavoro dell’altro.

 

 

 

 

Lavorare insieme implica un confronto costante. Trovate
ispirazione solo nella vostra sinergia o cercate anche stimoli da ambienti
collettivi come eventi, workshop o progetti condivisi con altri artisti?

 

È tutto molto spontaneo, nulla di forzato o complicato, ogni
evento rappresenta uno stimolo non si può mai dire da dove arrivi
l’ispirazione.

 

 

Che tipo di rapporto cercate di instaurare con il pubblico?
Le reazioni delle persone influenzano in qualche modo il vostro lavoro o i
vostri messaggi?

 

Noi FaRg² cerchiamo sempre di trasmettere al pubblico che
osserva le nostre opere l nostro messaggio per il sociale perché più persone
prendono la decisione di contribuire maggiore e il bene che si può fare. Cerchiamo
di instaurare con il pubblico un rapporto autentico, basato sull’ascolto, sul
dialogo e sulla condivisione. Non vogliamo limitarci a trasmettere un messaggio
unidirezionale, ma puntiamo a creare uno scambio, un’interazione viva che
arricchisca entrambe le parti. Il nostro obiettivo è far sentire le persone
coinvolte, comprese e, quando possibile, ispirate.

Le reazioni del pubblico sono fondamentali: ci aiutano a
capire se stiamo comunicando in modo efficace, se i nostri contenuti risuonano
con chi ci segue, e ci offrono spunti preziosi per evolverci. Non si tratta di
rincorrere il consenso, ma di rimanere in ascolto, pronti a ricalibrare il
nostro approccio quando necessario, mantenendo però saldi i nostri valori e la
nostra visione.

 

 

 

 

Qual è, secondo voi, il ruolo dell’arte nella società
contemporanea e in che modo sentite che il vostro progetto artistico possa
contribuire a questo dialogo sociale e culturale?

 

Francesca:’’ Il ruolo dell’arte nella società contemporanea
è, a mio avviso, quello di essere uno spazio di riflessione, di critica e di
connessione. In un mondo sempre più frammentato e veloce, l’arte ha la capacità
unica di rallentare il tempo, di porre domande invece di offrire risposte
immediate, e di creare ponti tra persone, culture e visioni del mondo
differenti. È un linguaggio universale che può parlare anche quando le parole
falliscono, e che può accendere consapevolezze, emozioni e dialoghi profondi.

Il mio progetto artistico si inserisce in questo contesto
come un tentativo di esplorare le tensioni tra identità individuale e
collettiva, tra memoria e presente, tra intimo e politico.”

 

 

Alessandro:
’Attraverso la nostra ricerca artistica, cerchiamo di dare forma visiva a
domande che riguardano tutti noi: chi siamo? Cosa ci unisce? Come possiamo
ascoltarci davvero?

Credo che l’arte non debba solo essere osservata, ma vissuta
e condivisa. Per questo motivo, il mio lavoro mira a coinvolgere il pubblico in
modo attivo, stimolando una partecipazione emotiva e intellettuale che possa
generare nuove prospettive. In questo senso, il mio contributo al dialogo
sociale e culturale è quello di offrire uno spazio aperto, inclusivo e
sensibile, dove le differenze non siano barriere ma occasioni di arricchimento
reciproco.’’

 

 

 

 

Quali difficoltà avete incontrato lungo il vostro cammino
come duo artistico, e come siete riusciti a superarle insieme?

 

Una delle sfide più grandi che abbiamo affrontato come duo
artistico è stata farci riconoscere come duo. Alcuni sostenevano che lavorare
insieme fosse inappropriato;  ci siamo
scontrati con dinamiche poco trasparenti: organizzatori di mostre poco
professionali, promesse non mantenute da presunti manager dell’arte, e
situazioni in cui il nostro lavoro veniva sottovalutato o sfruttato.

Queste esperienze ci hanno messo alla prova, ma ci hanno
anche reso più consapevoli e determinati. Abbiamo imparato a selezionare con
più attenzione le collaborazioni, a proteggerci e a credere ancora di più nella
nostra visione. Il sostegno reciproco è stato fondamentale: nei momenti di
delusione, ci siamo ricordati a vicenda perché abbiamo iniziato questo percorso
e quanto valore ha ciò che creiamo insieme.

Oggi possiamo dire che ogni ostacolo ci ha resi più forti,
più uniti e più autentici nel nostro modo di fare arte.”

 

 

Recentemente avete partecipato a Everland Art Percorsi di
Ricerca, il premio internazionale dell’associazione culturale Athenae Artis.
Com’è stata questa esperienza per voi? Cosa vi ha lasciato, sia a livello
personale che artistico? 

Partecipare a Everland Art – Percorsi di Ricerca, il
premio internazionale promosso dall’associazione culturale Athenae Artis, è
stata un’esperienza profondamente arricchente, sia dal punto di vista umano che
artistico.

 

A livello personale, ci ha dato l’opportunità di
confrontarci con artisti provenienti da contesti e percorsi molto diversi dal
mio, creando un dialogo autentico e stimolante. L’atmosfera di condivisione e
apertura che si è respirata durante l’evento ha rafforzato in me la convinzione
che l’arte sia uno strumento potente per costruire ponti tra le persone e le
culture.

 

Dal punto di vista artistico, è stata un’occasione preziosa
per mettere alla prova la nostra ricerca, ricevere feedback qualificati e
riflettere sul mio percorso creativo. Il confronto con le opere degli altri
partecipanti ci ha spinto a interrogarci su ciò che voglio comunicare e su come
possiamo evolvere ulteriormente.

 

In sintesi, Everland Art ci ha lasciato un senso di
gratitudine e una rinnovata motivazione a proseguire nella nostra ricerca, con
maggiore consapevolezza e apertura. Tutto questo grazie a Maria di Stasio, il
critico d’arte Mariangela Bognolo e alla Galleria il Leone che ci ha ospitati
facendoci sentire a casa.

 

 

 

 

Guardando al futuro, quali progetti avete in cantiere? 

Abbiamo molte idee nuove, che riguardano realizzazioni di oggetti di design,
prodotti brandizzati ed esposizioni. Stiamo lavorando sul nostro Messaggio, che
lega l’arte e la creatività al sociale e siamo membri della Onlus dell’ordine
Militare ed Ospedaliero di San Lazzaro di Gerusalemme.

 

 

 

 

 

 

 

Contatti

 

Francesca Ghidini
Email fre3581@gmail.com
Phone 342 986 70 71
   

 

 

Alessandro Rinaldoni

Email alraynos@gmail.com
Phone 371 319 27 96

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 

 

 

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi Ancora
Senza categoria

“Fotograf@Mens” e “Music@Mens 2025” L’arte per abbattere il pregiudizio sulla salute mentale

 

“Fotograf@Mens” e 

“Music@Mens 2025”

L’arte per abbattere il pregiudizio sulla salute mentale




Nell’ambito della IV Edizione del Festival della Salute Mentale RO.MENS, il Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2, in sinergia con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, rinnova il suo impegno nella promozione di una cultura inclusiva attraverso due concorsi nazionali che uniscono fotografia e musica per parlare di salute mentale in modo nuovo, umano e creativo.


Fotograf@Mens – La salute mentale, oggi è il concorso fotografico aperto a tutti, senza limiti di età o competenze tecniche. L’iniziativa invita fotografi professionisti, appassionati e studenti delle scuole superiori del territorio ASL Roma 2 a esplorare e rappresentare, con sguardo libero da stereotipi, temi legati all’inclusione e alla lotta contro lo stigma che circonda il disagio psichico. Le opere, suddivise nelle categorie “Bianco/Nero” e “Colore”, potranno includere anche autoritratti, nella logica dell’auto-rappresentazione e del racconto personale. Ogni sezione vedrà l’esposizione di un massimo di 100 scatti selezionati in uno spazio dedicato a Roma.

L’evento di premiazione è previsto per il 7 ottobre 2025 presso la prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio, alla presenza del Sindaco di Roma. La direzione artistica del concorso è affidata a Francesco Zizola, che ha già guidato il laboratorio introduttivo tenutosi il 27 marzo 2025 a Villa Lais. Il video della giornata è disponibile al seguente link: YouTube – Presentazione Laboratorio Fotografico.



Tutte le informazioni, i bandi completi e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale del Festival:

https://www.salutementale.net/fotografamens-2025/




Parallelamente, prende vita la seconda edizione di Music@Mens, concorso musicale nazionale dedicato a brani inediti che raccontano il disagio mentale con sensibilità, consapevolezza e capacità comunicativa. Gli autori selezionati si esibiranno il 6 ottobre 2025 al Teatro Tor Bella Monaca. I vincitori saranno annunciati durante la cerimonia ufficiale del giorno successivo al Campidoglio, ricevendo un riconoscimento simbolico alla presenza delle istituzioni.

Entrambe le iniziative puntano a sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso linguaggi artistici capaci di emozionare, interrogare e trasformare. L’obiettivo è creare spazi di dialogo autentici, dove l’arte diventa veicolo di inclusione e di cambiamento culturale.

La partecipazione è gratuita e le domande di iscrizione per entrambi i concorsi dovranno pervenire entro il 31 luglio 2025


Tutte le informazioni, i bandi completi e gli aggiornamenti sono disponibili sul sito ufficiale del Festival: www.salutementale.net/musicamens-2025.




































©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 











Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.


Leggi Ancora
Interviste

Il Cuore del MUPA – Conversazione con il Direttore Piero Giannuzzi

 

Il Cuore del MUPA

 

Conversazione con il Direttore 

Piero Giannuzzi

 

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia  |13|Maggio|2025|

 

 

Ho conosciuto Piero Giannuzzi, direttore del MUPA, in occasione della mostra Percorsi, un progetto espositivo tenutosi presso il suo museo, al quale ho avuto il piacere di partecipare e collaborare attraverso il mio blog L’ArteCheMiPiace.

Da subito, mi ha colpito la sua accoglienza sincera e la visione nitida con cui conduce ogni iniziativa culturale: uno sguardo aperto, motivato, inclusivo, in grado di trasformare l’arte in esperienza condivisa. La sua determinazione è palpabile, così come la cura con cui affronta ogni aspetto organizzativo, capace di dare forma a eventi di grande qualità.

Professionista dell’immagine, fotografo per mestiere ma soprattutto per passione, Piero Giannuzzi ha saputo portare il linguaggio fotografico, insieme a molteplici espressioni artistiche, dalla pittura alla scultura, dall’arte digitale alla grafica, fino all’installazione e alla videoarte, dentro una realtà museale viva e dinamica, perfettamente integrata in un contesto storico di rara bellezza.

Il MuPa, ospitato in un elegante palazzo settecentesco restaurato nel cuore di Ginosa (TA), è oggi un punto di riferimento per l’arte contemporanea e la sperimentazione culturale, dove tradizione e innovazione si fondono armoniosamente.

Ma il MuPa è anche qualcosa di più profondo: è un omaggio sentito a una figura cara, alla quale è dedicato l’intero progetto.

Questa radice personale ne alimenta lo spirito, rendendolo sì un luogo di esposizione, ma anche di connessione, dialogo e appartenenza. Qui la cultura non si contempla da lontano, ma si vive, si condivide, si costruisce insieme.

In questa intervista, Piero Giannuzzi ci racconta la nascita e l’anima del MuPa, i valori che lo ispirano, le difficoltà del suo ritorno nella terra d’origine, e la sua instancabile volontà di dare futuro alla bellezza. 

Un dialogo che è, prima di tutto, un atto d’amore verso l’arte, il territorio e le persone.

 

 

 

 

 

 

 

Puoi raccontarci la storia della nascita del MuPa? Qual è stata l’idea iniziale che ha dato vita a questo museo?

 

Tutto è nato da un desiderio semplice, ma ambizioso: creare uno spazio in cui la cultura potesse essere davvero di tutti, e per tutti. Il MuPa non nasce come un “museo tradizionale”, ma come un polo culturale vivo, aperto, capace di abbracciare l’arte, la storia, la creatività e il dialogo sociale in tutte le loro forme. Fin dall’inizio, l’idea fondante è stata quella di costruire un luogo che potesse diventare un punto di riferimento per la comunità: non un contenitore statico, ma un cuore pulsante di esperienze condivise.

 

Ciò che rende unico il MuPa è la sua vocazione inclusiva. Non è stato pensato solo per raccontare, ma per accogliere: persone, idee, prospettive diverse. Ogni attività del MuPa ha un obiettivo chiaro: generare connessioni, creare appartenenza. Siamo in questo senso, un crocevia di linguaggi e visioni. Un luogo dove l’arte incontra il territorio, dove la memoria si intreccia con il futuro, dove la cultura non si visita, ma si vive.

 

Il MuPa ha una dedica speciale, in onore di una persona a cui tieni moltissimo. Ci puoi raccontare chi era e quale legame speciale ti ha ispirato a creare questa realtà museale?

Il MuPa porta dentro di sé una dedica speciale, forse la più importante: è nato da un’idea di mio suocero, Fernando Ria, padre, suocero, fratello, amico, ogni cosa. Una figura che ha lasciato un’impronta indelebile nella nostra comunità e nella nostra vita personale. Era una mente brillante, sempre un passo avanti rispetto al suo tempo, capace di vedere possibilità e connessioni dove gli altri vedevano solo ostacoli. Adesso che lui non è più tra noi, andiamo avanti anche per onorare la sua memoria. Ma ciò che lo rendeva davvero straordinario era il suo modo di mettere sempre gli altri al centro. Non c’era ambizione personale che venisse prima del bene comune, non c’era idea che non includesse un pensiero per chi aveva meno, per chi era ai margini. Il suo senso profondo di giustizia sociale, la sua capacità di ascolto e la sua visione inclusiva del futuro sono stati per me e per noi tutti una guida silenziosa ma costante. A lui dobbiamo molto, è andato via maledettamente troppo presto, ed il vuoto lasciato è enorme ma non lo colmeremo, non si può. 

Il MuPa, con la sua vocazione culturale aperta e partecipativa, con il suo desiderio di costruire legami e generare bellezza condivisa, è anche un modo per continuare il suo pensiero, per renderlo ancora vivo. Ogni progetto, ogni incontro, ogni sguardo curioso che entra nel nostro spazio culturale è, in un certo senso, un piccolo omaggio a ciò che lui ha seminato.
 
 

 

 

 

 

Quanto è stato importante il legame con il territorio nella creazione di questa realtà museale?

 

Il legame con il territorio è stato, fin dall’inizio, il cuore pulsante del MuPa. Amiamo profondamente questa terra, le sue radici, le sue storie, e sentiamo una responsabilità autentica nel prendercene cura. È proprio da questo amore che è nata la spinta a creare qualcosa che potesse restituire valore, che potesse dare nuova linfa alla nostra città, troppo spesso dimenticata o sottovalutata. Il MuPa è la risposta a un bisogno profondo: quello di far ripartire la città culturalmente parlando, non con grandi proclami, ma con piccoli gesti significativi che riaccendano il senso di appartenenza, la partecipazione, l’orgoglio di essere parte di un luogo che ha ancora tanto da raccontare. Ginosa, con la sua storia millenaria e la nostra Gravina, ne sono testimoni silenziosi e potenti. Il nostro territorio è la nostra radice e il nostro orizzonte. E se oggi il MuPa esiste, è perché crediamo che la cultura sia uno dei modi più potenti per far germogliare un futuro migliore, a partire da qui
 
 

 

 

 

Qual è la missione principale del MuPa e come si distingue da altre realtà museali?

 

Mi piace dire che il MuPa è un po’ come una vecchia osteria a conduzione familiare: un luogo autentico, dove ci si conosce per nome, dove si entra con curiosità e si esce con il cuore un po’ più pieno. Non ci interessano le etichette o le formalità: vogliamo toccare per mano i nostri ospiti, guardarli negli occhi, farli sentire accolti, ascoltati, coinvolti.

 

La nostra missione principale è l’inclusione sociale. Quella vera, non di facciata. Crediamo in una cultura che non isola, ma unisce. In un’arte che non seleziona, ma abbraccia. Il MuPa si distingue perché non mette le persone davanti a un’opera d’arte e basta, ma le invita a farne parte, a dialogare, a costruire insieme. Non vogliamo essere un “museo da visitare”, ma uno spazio da vivere. Al MuPa, la cultura non ha un piedistallo, ma una tavola imbandita, pronta ad accogliere chiunque abbia voglia di condividere.

 

 

 

Hai affermato che viviamo in un’epoca di “distruzione culturale”. In che modo il MuPa si pone come risposta a questa crisi e come può contribuire a un cambiamento positivo?

 

Sì, credo davvero che stiamo vivendo un’epoca di distruzione culturale. Un tempo in cui si parla tanto, ma si ascolta poco. In cui si guarda tutto, ma si osserva niente. In questo contesto svuotato di contenuti e di profondità, il MuPa vuole essere una piccola, ma concreta risposta. Un luogo in cui risvegliare coscienze assopite, soprattutto nei più giovani.

Vogliamo vedere i nostri ragazzi lasciare per un momento il cellulare, raddrizzare quella schiena ormai curva su uno schermo, e scoprire il piacere di perdersi dentro un libro, di emozionarsi davanti a un dipinto, di lasciarsi attraversare da una melodia o da una fotografia che racconta più di mille parole. Non perché siamo nostalgici del passato, ma perché crediamo nel potere trasformativo della cultura, quella vera. Quella che accende scintille.

 

 

 

Il MuPa offre ai visitatori esperienze immersive attraverso visori VR e contenuti cinematografici in realtà virtuale. Come è nata l’idea di integrare queste tecnologie e qual è la risposta del pubblico?

 

L’idea di integrare la realtà virtuale all’interno del MuPa è nata dal desiderio di rendere la cultura ancora più accessibile, emozionante e coinvolgente, soprattutto per le nuove generazioni. Viviamo in un mondo dove la tecnologia è parte integrante della quotidianità: invece di combatterla, abbiamo deciso di abbracciarla e usarla come ponte, non come barriera. Ad esempio poter visionare un posto lontano, piuttosto che le nostre chiese rupestri, magari inaccessibili, anche solo posizionando un visore sul volto beh, credo sia pura poesia. Magari chi non può “fisicamente” o “economicamente” affrontare viaggi di un certo tipo, viene qui, si accomoda e li vive, si, in modo differente, ma li vive.

 

Ci piace pensare al VR non come un semplice strumento “tecnologico”, ma come una nuova forma di narrazione, un modo per entrare dentro le storie, per viaggiare nel tempo e nello spazio, per vivere l’arte e la memoria con tutti i sensi. La risposta del pubblico ad oggi è stata sorprendente. Dai bambini agli anziani, vediamo nei loro occhi la meraviglia di chi riscopre la cultura in modo nuovo, immersivo, quasi magico. Molti ci dicono che grazie ai visori hanno “sentito” davvero ciò che stavano guardando. E per noi, questo è il segnale più bello: significa che stiamo riuscendo a far passare emozioni, non solo informazioni.

 

 

 

Le sei sale del MuPa sono dedicate a icone dell’arte italiana come Caravaggio, Fellini e Morricone. Qual è stato il criterio di scelta e come dialogano questi nomi con l’identità del museo?

 

La scelta di dedicare le sei sale del MuPa a figure come Caravaggio, Fellini, Morricone, Alighieri, Fracci e De Filippo non è stata casuale, né puramente celebrativa. Al contrario, è nata da un bisogno profondo: quello di costruire un dialogo tra passato e presente, tra eccellenza e quotidianità, tra genio e umanità, utilizzando i nomi di chi con la propria arte ha fatto in modo che il nome della nostra nazione fosse presente ovunque e per sempre. Abbiamo scelto queste icone perché incarnano valori che ci stanno a cuore: l’audacia creativa, l’originalità, la capacità di raccontare l’animo umano in tutte le sue sfumature. Caravaggio con la sua luce che scava nell’ombra, Fellini con il suo sguardo visionario sull’uomo, Morricone con la musica che diventa emozione pura e cosi via.

 

 

Dopo la tua formazione fuori, hai scelto di tornare e investire nella tua terra. Cosa ti ha spinto a questa decisione e quali sono le difficoltà e le soddisfazioni maggiori che hai incontrato?

Ho scelto di tornare e investire nella mia terra perché credo profondamente che lasciare le proprie radici sia un errore che non deve mai accadere, né mentalmente né fisicamente. Ginosa è una terra ricca di potenzialità, di storia, di cultura: può crescere, può fiorire, ma solo se siamo noi a crederci e a impegnarci per costruirne il futuro. Se andiamo tutti via, non accadrà mai. La decisione di tornare non è stata semplice: le difficoltà sono tante, dalla burocrazia lenta alla mancanza di infrastrutture, dalle resistenze al cambiamento alle sfide economiche quotidiane. Ma le soddisfazioni ripagano ogni sforzo: vedere i frutti del proprio lavoro sul territorio, creare opportunità per altri giovani, ridare valore a tradizioni e risorse locali è una gioia che non ha prezzo. E sapere di contribuire, anche nel mio piccolo, al riscatto della mia terra è la motivazione che ogni giorno mi spinge ad andare avanti.
 

 

 

 



 

Opere fotografiche di Piero Giannuzzi

 

 

La tua carriera di fotografo è ricca di esperienze significative. Ci puoi raccontare come è iniziato il tuo viaggio nel mondo della fotografia?

 

La fotografia mi ha affascinato da sempre. Fin da piccolo ero incuriosito da come fosse possibile fermare un’immagine, catturare un attimo che altrimenti sarebbe svanito. Da questa meraviglia nasce anche il nome del mio studio fotografico: Kaleidoscopio. Ho scelto questo nome perché rappresenta il mio modo di vedere il mondo, fatto di infinite combinazioni di colori, forme, prospettive. Mi ha sempre colpito pensare a come, già secoli fa, qualcuno come Niépce sia riuscito a immaginare e realizzare un mezzo per fissare ciò che si osservava, per renderlo eterno. È proprio da questa curiosità e da questo stupore che è iniziato il mio viaggio nel mondo della fotografia.

 

 

 

Il MuPa ha dimostrato un forte impegno nel coinvolgere giovani artisti attraverso iniziative come open call e mostre collettive. Quali strategie specifiche avete adottato per attrarre e supportare i giovani talenti, e come vedi il ruolo del museo nel facilitare l’ingresso delle nuove generazioni nel panorama artistico contemporaneo?

 

 

 

Il MuPa ha sempre creduto che il futuro dell’arte passi attraverso il sostegno ai giovani talenti. Per questo abbiamo adottato strategie mirate per attrarre e supportare i giovani artisti, a partire dalle open call accessibili e trasparenti, che permettono una selezione inclusiva e meritocratica. Abbiamo creato spazi dedicati a mostre collettive o workshop, offrendo non solo luoghi espositivi ma anche momenti di confronto, formazione e networking con artisti affermati e professionisti del settore. Crediamo che il museo debba essere più di un contenitore: deve diventare un incubatore di idee e progetti, un ponte tra le nuove generazioni e il panorama artistico contemporaneo. Il nostro obiettivo è dare ai giovani artisti gli strumenti e le opportunità per esprimersi, crescere e posizionarsi all’interno di un mercato complesso, senza snaturare la propria voce creativa. È una sfida continua, ma anche una grande responsabilità e un privilegio.

 

 

 

 

 

Quali sono i progetti in cantiere per il futuro del MuPa?

 

Il nostro obiettivo per il futuro del MuPa è continuare a crescere, alzare sempre più l’asticella e consolidarci come un vero e proprio polo culturale di riferimento. Vogliamo ampliare la nostra offerta, coinvolgendo un pubblico sempre più grande e diversificato, attraverso nuove mostre, eventi multidisciplinari, collaborazioni con artisti nazionali e internazionali, e attività educative rivolte a tutte le fasce d’età. Stiamo lavorando per rendere il MuPa un luogo vivo e dinamico, dove l’arte si intreccia con il territorio e con la comunità, capace di generare dialogo, confronto e crescita. È una sfida ambiziosa, ma siamo determinati a portarla avanti con passione e visione.

 

Il MuPa è anche il frutto di una rete di persone, imprese e realtà che hanno creduto nel progetto sin dall’inizio. Vuoi dedicarci un pensiero per ringraziare chi ha scelto di camminare accanto a te in questo viaggio culturale?
 
Una dedica speciale va a tutti coloro che ci sostengono continuando a credere nella cultura come luce che guida e radice che unisce, il nostro più profondo grazie. Professionisti ed imprese della nostra terra siete il respiro vivo di un sogno condiviso. Con voi, ogni pagina scritta ha più voce. State tenendo la mano ai nostri ragazzi, al loro futuro, ai loro sogni. Ogni fiducia data alla cultura è un seme piantato nei cuori delle nuove generazioni. Qualcuno deve pur farlo e se ci uniamo, possiamo rendere le cose meravigliose. 

 

Grazie a: AbaBio, Agri Ionica Srl, Alima Cooperativa Onlus, Arco Antico Ristorante, Autoservice Sannelli, AVIS Ginosa, Biffy Ristorante, Caffè 25, Cemab Srl, Cienne Autoricambi, Clan Pub, ClimaSat di Sante Bracciale, Drink Planet, Eclipse, Eden Spazio Bellezza, EdilArt s.c., Edil Maggi SRL, EdilLux Tamburrano SRL, Eurospin F. Ribecco, Farmacia Sangiorgio, Festa Allianz, Future Center di Patremia Paolo, Galante Consulenza e sviluppo Commerciale, Genera Innova Srl, Global Service Impianti, Graficam, Humana Life&Joy, Il Piccolo Principe Casa Vacanza, Il Praedio della Reale – Bio Agriturismo, Intelligere Moda, Jonica Bio, KaleidoscopioLab, La Pescarella Ristorante, Le Tre Civette B&B, Lignea74013, Linea Uomo Accontiature, Loforese Group SRL, Lomax Assicurazioni, Massanè Casa Vacanze, MZ Service, Nuova Luce Cooperativa Sociale, Pavone Montaggi, Pratoplà, PrencipEdil, Cantine Domenico Russo, RoyalFin Servizi Immobiliari, Sabry Tende, Sinergy, Studio Ria Stp, Tecnica Diesel, Tenuta Orsanese, Tertiam Viaggi, Rag. Fernando Ria, Ing. Alessandro Leccese, Avv. Deborah Panettieri, Rag. Domenico Gigante, Avv. Carmen Carlucci, Ing. Vito Parisi, Geom. Maurizio Napoli, Dr. Luca Calabria, Dr. Vito De Palma, Rag. Rossella Ria, Dr.ssa Grazia Ria, Dr. Cosimo Ria, Rag. Domenico Cazzetta, Dr. Paolo Costantino, Dr. Piero Giannuzzi e il Comune di Ginosa.

 

Aspettiamo tutti coloro che vorranno aggiungersi alla nostra grande Famiglia.

 

 

 

 

Invece in ambito personale c’è un progetto o un sogno artistico che ancora desideri realizzare?

 

Il mio progetto? Ma io non ho un progetto, io ho un’avventura! Io non voglio scattare foto, io voglio scattare vita! Desidero che la mia agenzia di comunicazione sia un carnevale, una festa perenne.

 

Come direbbe Benigni: “La vita non si spiega, si vive”. Ed io la voglio vivere tutta, fotografare con le mani, con gli occhi, col cuore, con le lacrime, con le risate, con i piedi, ah no, con i piedi no, avrebbe un altro significato!
Il mio sogno per la mia terra? Che i ragazzi non se ne vadano. Che restino. Che dicano: ‘Ma guarda quante cose belle possiamo fare qua!’ Perché la bellezza non sta nei grattacieli, ma nel sorriso della signora che ti vende il pane, nei muri scrostati che raccontano storie, nei vecchietti seduti al bar che parlano del tempo da quarant’anni!
E poi io voglio vivere, SERENO, si SERENO. Voglio vedere crescere le mie bimbe, i miei nipoti, guardarli e dire: ‘Ma che miracolo siete!’ Voglio star bene con la mia famiglia, sedermi a tavola, ridere, voglio ridere… sempre, perchè la vita corre troppo veloce.
Contatti
 
Email info@kaleidoscopiolab.it  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 

 

 

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi Ancora
Senza categoria

Aperta con successo la mostra “Il riscatto della brutta psiche” di Maurizio D’Andrea alla CathArt Gallery di Varese.

 

Aperta con successo la mostra “Il riscatto della brutta psiche” di Maurizio D’Andrea alla CathArt Gallery di Varese.




Un vernissage partecipato e vivace ha dato il via ieri sera a questa importante esposizione, la prima esterna ospitata dalla galleria fondata dall’artista Carla Pugliano, che per l’occasione ha accolto il pubblico in un dialogo denso tra pittura, parola, e introspezione psicoanalitica.

La presenza del critico d’arte Daniele Radini Tedeschi, più volte curatore alla Biennale di Venezia, ha conferito ulteriore spessore al momento inaugurale: il suo intervento ha restituito con profondità e chiarezza il senso di un progetto che unisce rigore intellettuale e urgenza espressiva.

A rendere l’esperienza ancora più immersiva, la performance dell’attore Giulio Prosperi, che ha interpretato un monologo scritto dallo stesso D’Andrea, trasformando la mostra in un evento multidisciplinare coinvolgente e meditativo.

Fino al 23 maggio sarà possibile visitare l’esposizione, che si configura come un viaggio lucido e coraggioso nell’inconscio umano, tra arte visiva, teatro e riflessione interiore.


Un grazie speciale a tutti coloro che hanno contribuito a questo evento, ai numerosi visitatori e alle testate che hanno seguito e raccontato con attenzione questo importante debutto.






Informazioni sull’evento: 10-23 maggio 2025 
Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (Ingresso da Via Salvo D’Acquisto) Ingresso: Libero 
Apertura: da martedì a venerdì dalle 16:30 alle 19:00 – sabato dalle 10:00 alle 12:30 e 15:00 alle 19:30 / Domenica dalle 15:30 alle 18:30 

Per prenotazioni prendere contatti diretti. 

Per saperne di più sull’Artista: https://www.dandreart.info/ 

Contatti della Galleria: 

Email: myartcharlotte@gmail.com 
Telefono: 392 8081554 
Facebook: https://www.facebook.com/carla.pugliano/ 
Instagram: https://www.instagram.com/


















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 











Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.





Leggi Ancora
ArteIntervisteSegnalazione Eventi

Verso il vernissage di “Il riscatto della brutta psiche” Intervista doppia a Maurizio D’Andrea e Carla Pugliano

L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi/ Interviste

 

 

 

Verso il vernissage di “Il riscatto della brutta psiche” 

 

Intervista doppia a Maurizio D’Andrea e Carla Pugliano

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |06|Maggio|2025|

 

 

 

 

Cresce l’attesa per Il riscatto della brutta psiche, la mostra personale di Maurizio D’Andrea, artista internazionale e fondatore del Movimento Artistico Introversico Radicale, che inaugurerà il 10 maggio presso la CathArt Gallery di Varese. L’esposizione si preannuncia come un viaggio visivo potente e introspettivo, capace di dare forma alle tensioni emotive più profonde e ai paesaggi interiori spesso dimenticati.

A conferire ulteriore prestigio all’evento sarà la presenza di Daniele Radini Tedeschi, tra i più autorevoli critici d’arte contemporanea, già più volte Curatore e Commissario della Biennale di Venezia. Il suo intervento critico offrirà una lettura profonda e articolata del lavoro di D’Andrea, valorizzando il senso e l’urgenza espressiva di una mostra che nasce per scuotere e interrogare.

La sua partecipazione rappresenta un’occasione preziosa non solo per l’artista, ma anche per il pubblico presente, che potrà confrontarsi con una lettura lucida e autorevole del percorso espositivo.

Per anticipare i temi e lo spirito di questa mostra così particolare, abbiamo raccolto le voci dei suoi protagonisti: Maurizio D’Andrea, che ci guida all’interno della sua ricerca artistica, e Carla Pugliano, artista a sua volta e fondatrice della CathArt Gallery, che per la prima volta apre i suoi spazi a un progetto curatoriale esterno.
 

 

Un dialogo a due voci per scoprire cosa si cela dietro l’ideazione, la preparazione e il significato profondo di un evento che promette di lasciare il segno.
 
 
 
 
 

 

Carla, come nasce l’idea di ospitare proprio Maurizio
D’Andrea con la mostra “Il riscatto della brutta psiche”? Cosa l’ha colpita del
suo lavoro e cosa l’ha spinta a dedicargli uno spazio nella sua galleria?

 

 

Ho conosciuto Maurizio D’Andrea durante la Triennale Internazionale di Venezia,
dove entrambi siamo stati premiati con il Leone d’Oro. Da subito sono rimasta
colpita dalla coerenza e profondità del suo percorso artistico: il suo lavoro
scava nell’inconscio umano con coraggio e lucidità, dando forma visiva a
dinamiche interiori che spesso rimangono silenziose. La sua capacità di fondere
arte visiva, psicologia e teatro mi è sembrata perfettamente in linea con la
missione della CathArt Gallery, ovvero promuovere un’arte autentica,
trasformativa, che non abbia paura di affrontare anche le zone d’ombra della
psiche. Ospitarlo è stato un passo naturale.

 

 

 

 

 

 

La CathArt Gallery è nata inizialmente come
spazio dedicato alle sue opere. Questa è, se non sbaglio, la prima mostra
“esterna” che ospita. Come ha vissuto questa esperienza?

È stato un passaggio complesso ma estremamente stimolante. Mettere a
disposizione il mio spazio per altri artisti è, in fondo, un’estensione del mio
stesso linguaggio: offrire un luogo dove l’arte possa generare consapevolezza.
Occuparsi di un altro artista, conoscerlo ed entrare nel suo mondo significa
uscire da sé, ascoltare profondamente la sua voce e creare le condizioni
migliori affinché il suo messaggio venga colto in tutta la sua forza. Non si
tratta solo di esporre opere, ma di contribuire a creare una narrazione
coerente, uno spazio mentale oltre che fisico. Con D’Andrea ho sentito questa
continuità di visione.
In particolare, sono rimasta colpita dal progetto che mi ha proposto. “Il
riscatto della brutta psiche” non è semplicemente una mostra, ma un’esperienza
a più voci: con un monologo teatrale, una performance pittorica e la successiva
esposizione vera e propria. Ogni fase è stata pensata come parte di un rituale
collettivo di svelamento e catarsi.
Quando si lavora con un altro artista si crea, inevitabilmente, un rapporto di
fiducia, di stima e anche di amicizia. È un arricchimento profondo, che
permette di cogliere, toccare e analizzare un linguaggio espressivo diverso dal
proprio. E questo apre nuove prospettive interiori: ci si sente meno soli nel
proprio cammino creativo, ci si sente davvero parte di una comunità che parla,
in modi diversi, un’unica lingua: quella dell’arte.

 



 

All’inaugurazione sarà presente anche Daniele
Radini Tedeschi, uno dei critici più autorevoli della scena contemporanea. Può
raccontarci qualcosa, cosa significa per lei averlo in questo evento?



Ho conosciuto Daniele Radini Tedeschi in occasione della mia personale al Sacro
Monte di Varese
, sito UNESCO. Era presente al vernissage con un suo intervento
critico. Ricordo che ero piuttosto agitata per la sua presenza, ma fin da
subito ha saputo mettermi a mio agio, dimostrando una capacità rara: quella di
entrare nel mondo dell’artista, coglierne l’essenza più autentica e restituirla
con lucidità e rispetto.
Le sue osservazioni, mai scontate, mi hanno profondamente arricchita. Ha saputo
offrirmi una visione più ampia, dandomi consigli preziosi che porto ancora con
me. Ho una grande stima per Daniele Radini Tedeschi, che si è consolidata nel
tempo: la sua lettura critica è sempre profonda, acuta, capace di illuminare i
legami più nascosti tra estetica, pensiero e società.
Averlo oggi alla CathArt Gallery rappresenta per me non solo un onore
personale, ma anche un importante riconoscimento al progetto di questa mostra
portata avanti con passione. Il fatto che sia lui a introdurre la mostra di
Maurizio D’Andrea non fa che rafforzare il valore intellettuale e culturale di
tutto l’evento.
D’Andrea stesso, fin dai primi confronti sul progetto, non ha avuto alcun
dubbio: era proprio Daniele Radini Tedeschi il critico e storico dell’arte che
desiderava coinvolgere per accompagnare questa esposizione. La sua presenza
conferma l’ambizione e la profondità di questa mostra, che si muove su un piano
estetico, psicanalitico e concettuale.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Maurizio, come nasce il progetto “Il riscatto
della brutta psiche”? C’è stato un momento preciso o un’urgenza interiore che
ha fatto scattare questa narrazione artistica così potente?

 

Il progetto “Il riscatto della
brutta psiche” nasce da un’urgenza viscerale supportata da studi e riflessioni
sin dall’adolescenza, da un bisogno interiore maturato nel tempo in seguito a
una lunga e radicale esplorazione dell’inconscio. Questo percorso si alimenta nel
confronto continuo tra il regno delle pulsioni di Freud e l’ombra junghiana e rappresenta
una parte della mente che la società vorrebbe nascondere sotto il velo della
bellezza artificiale. O vorrebbe ignorare! La psiche, nella sua forma più
cruda, è caotica, irrisolta, dolorosa, forse brutta, ed è proprio questo caos che
la performance vuole raccontare. Il taglio della tela, momento chiave del
progetto, ne è simbolo e detonatore: lo squarcio che rompe l’illusione
dell’armonia e ci restituisce alla verità dell’essere. L’urgenza non era quella
di raccontare una storia bella, ma quella di mostrare l’infranto, l’imperfetto,
il rimosso e di riscattarlo attraverso l’arte, catalizzatrice del riscatto.

 

 
 

 

La sua mostra unisce pittura,
teatro e psicoanalisi. In che modo questi linguaggi dialogano nella performance
e cosa spera che il pubblico possa attraversare emotivamente durante l’evento?

 

Pittura, teatro e psicoanalisi non
sono linguaggi separati, ma arrivano dello stesso corpo concettuale. Il teatro,
attraverso il monologo narrativo, diventa rito di iniziazione e confessione,
uno specchio emotivo in cui il pubblico è chiamato a guardare senza filtri. La
pittura, con le sue tele “brutte” e stratificate, incarna visivamente le
profondità dell’inconscio, rifiutando ogni estetica rassicurante. La
psicoanalisi fornisce il supporto teorico e simbolico attraverso cui leggere
questa esperienza. Freud, Jung e Lacan sono presenti in filigrana nel tessuto
della performance: l’ombra, il caos, il dolore rimosso, il riscatto,  sono i protagonisti silenziosi dell’evento.
L’emozione che si spera di attivare nel pubblico è duplice: uno smarrimento
iniziale, simile all’angoscia del sogno disturbante e, successivamente, una
catarsi. L’obiettivo non è consolare, ma inquietare, smuovere, aprire spiragli.
Ogni quadro svelato è una ferita, ma anche un varco. L’esperienza è pensata
come un viaggio psichico, dove l’osservatore è messo di fronte a se stesso, e
chiamato a scegliere se continuare a fuggire dal proprio caos o attraversarlo
per arrivare al riscatto.

 

 

 

Esporre alla CathArt Gallery,
spazio fondato da un’artista come Carla Pugliano, le ha offerto un contesto
particolare. Com’è nato questo incontro e cosa ha significato per lei essere
ospitato in questo spazio?

 

Esporre alla CathArt Gallery,
fondata da Carla Pugliano, artista straordinaria, non sarà un semplice evento
espositivo, ma un incontro profondo tra visioni affini. Carla, artista
sensibile e coraggiosa, ha creato uno spazio che accoglie l’arte come necessità
esistenziale, non come ornamento. Questo ha permesso di concepire “Il riscatto
della brutta psiche” non come una mostra tradizionale, ma come un’esperienza
totalizzante, una performance immersiva dove il confine tra autore e spettatore
si dissolve. L’incontro con Carla è avvenuto alla Triennale di Venezia dove
abbiamo vinto entrambi il Leone d’oro, e ho subito capito di avere conosciuto
un artista portatrice di una nuova arte. Il suo supporto mi ha offerto la
libertà di osare, di squarciare davvero il velo della convenzione estetica e
accogliere il rischio del disordine psichico come valore artistico. La CathArt Gallery
non è solo una galleria, ma uno spazio culturale vivo che ha saputo,
magicamente, vibrare insieme all’urgenza del mio progetto.

 

La presenza di Daniele Radini
Tedeschi aggiunge un forte peso critico e simbolico all’evento. Cosa
rappresenta per lei il confronto con la sua lettura del suo lavoro?

 

Daniele Radini Tedeschi, critico e
storico dell’arte riconosciuto a livello internazionale, con la sua statura
critica e la profondità del suo sguardo analitico, rappresenta una figura
fondamentale in questo evento. Ha sempre posto l’attenzione anche sulla
dimensione esistenziale e psichica dell’arte, e il suo confronto con questo
progetto porta il discorso a un livello di riflessione ancora più acuto. Il suo
sguardo non si ferma alla superficie della pittura, ma ne esplora le radici
simboliche, i richiami filosofici, i risvolti antropologici. La possibilità di
vedere la mia opera attraversata dalla sua interpretazione è un dono critico
che accende nuove prospettive. È uno specchio, ancora una volta, ma stavolta
esterno e colto, che mi obbliga a un ulteriore esercizio di consapevolezza. Non
si tratta di ricevere conferme, ma di abitare il dubbio con più strumenti, e in
questo, la lettura di Radini Tedeschi è un alleato prezioso.

 

Nelle sue opere si avverte una
forte tensione tra introspezione e linguaggio pittorico. In che modo il suo
percorso personale – umano e artistico – ha influenzato questa ricerca sul ‘non
detto’ della psiche?

 

Tutta la mia opera nasce da una
tensione irrisolta, dalla volontà di dare forma all’informe, di rendere
visibile ciò che per sua natura resta sepolto: il ‘non detto’ della psiche. Tutta
la mia opera nasce anche dal dubbio che si genera e prende forma. Il mio
percorso personale, segnato da studi scientifici e psicologici, dalla continua
esplorazione dell’inconscio e dal contatto diretto con la materia viscerale
dell’esistenza, ha generato un linguaggio pittorico che non cerca mai la
bellezza consolatoria, ma l’espressione autentica. L’uso delle mani, delle
spatole, dei gesti violenti, è il frutto di una necessità più che di una scelta
estetica: è la materia che chiede di emergere. Le influenze di Freud, Jung, Lacan,
si fondono con un vissuto profondamente umano, fatto di fragilità, paure,
solitudini. Ogni tela è un diario emotivo, un campo di battaglia tra ciò che
vorrebbe essere detto e ciò che non può esserlo, se non attraverso il
linguaggio del colore, del taglio, della distorsione. La mia arte è linguaggio.
È una lotta per dare voce a ciò che è stato silenziato. È, in ultima analisi,
una ricerca instancabile di verità e di riscatto

 

 

 

 

L’incontro tra la visione radicale e introspettiva di Maurizio D’Andrea, la sensibilità curatoriale di Carla Pugliano, qui per la prima volta nel doppio ruolo di artista e curatrice ospitante, e la lettura lucida e autorevole di Daniele Radini Tedeschi non è semplicemente una collaborazione, ma un esempio concreto di come la tensione tra pratiche differenti possa generare una mostra stratificata, colta e necessaria.
È da queste convergenze, rare e non scontate, che nasce un evento capace di oltrepassare la superficie dell’esposizione per farsi luogo di riflessione critica e confronto autentico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni sull’evento:

 

• Inaugurazione: Sabato 10 maggio 2025, ore 18:30

• Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)

• Ingresso: Libero

• Apertura: da martedì a venerdì dalle 16:30 alle 19:00 – sabato dalle 10:00 alle 12:30 e 15:00 alle 19:30 / Domenica dalle 15:30 alle 18:30  

 

Per prenotazioni prendere contatti diretti.

 

 

Per saperne di più sull’Artista:

Contatti della Galleria:

• Email: myartcharlotte@gmail.com

• Telefono: 392 8081554

• Facebook: https://www.facebook.com/carla.pugliano/

• Instagram: https://www.instagram.com/cathart_gallery/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 

 

 

        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.

 

Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 

 

L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi Ancora
Senza categoria

Successo per Everland Art – Percorsi di Ricerca Premi, visioni e partecipazione

 















Successo per Everland Art – Percorsi di Ricerca 


Premi, visioni e partecipazione






di Redazione |03|05|2025|



Si è conclusa con notevole successo l’Expo Internazionale d’Arte Contemporanea “Everland Art: Percorsi di Ricerca”, ospitata nella prestigiosa cornice della Galleria Il Leone di Roma. L’evento, inserito nell’anno giubilare, ha attirato un vasto e variegato pubblico, suscitando interesse e confermando l’importanza e l’attualità del dialogo sull’arte contemporanea.

Organizzata dall’associazione culturale Athenae Artis sotto la direzione artistica di Maria Di Stasio, la manifestazione ha visto la partecipazione di 42 artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Le opere, presentate sia fisicamente in galleria che attraverso una video esposizione digitale, hanno dato vita a un percorso ricco di emozioni, riflessioni e linguaggi visivi differenti – dalla pittura alla scultura, passando per installazioni multimediali e performance.

Nonostante la rimodulazione del vernissage a causa della scomparsa del Santo Padre, l’apertura della mostra si è svolta regolarmente. Nei giorni successivi, durante una sessione in videoconferenza, la presidente Maria Di Stasio ha pronunciato il suo discorso inaugurale, mentre la critica d’arte Mariangela Bognolo ha letto i testi critici dedicati a ciascun artista, offrendo un prezioso approfondimento sulle opere esposte. L’incontro è stato anche l’occasione per l’assegnazione dei premi previsti, consentendo un’interazione diretta con gli artisti e celebrando il loro talento in un clima di partecipazione e condivisione.


Di seguito, l’elenco dei riconoscimenti attribuiti nel corso dell’evento, a testimonianza della qualità e del valore delle proposte artistiche presentate.

L’incarico di media partner è stato affidato all’associazione L’ArteCheMiPiace, che ha curato la copertura dell’intera manifestazione, contribuendo alla comunicazione e alla visibilità del progetto espositivo. Tutte le interviste agli artisti sono state realizzate da Giuseppina Irene Groccia, che ha seguito con attenzione e sensibilità ogni fase del racconto, entrando nelle poetiche individuali e offrendo al pubblico uno sguardo autentico e approfondito sui percorsi creativi degli espositori. Un lavoro che ha permesso di restituire, attraverso parole e immagini, l’intensità e la ricchezza dell’esperienza artistica vissuta durante l’Expo.

Nel corso della manifestazione, L’ArteCheMiPiace ha avuto il privilegio di conferire il Premio ContempoArte all’artista Christine Selzer, in riconoscimento della sua ricerca espressiva e della qualità del suo linguaggio visivo. Questo premio riveste una particolare importanza per L’ArteCheMiPiace, poiché rappresenta la missione di promuovere l’arte che sa comunicare in modo innovativo, dando visibilità e sostegno alle voci più originali e innovative nel panorama artistico odierno. 


Segue la motivazione del premio:



L’associazione L’ArteCheMiPiace ha deciso di conferire il Premio ContempoArte all’artista e fotografa Christine Selzer, per il valore sperimentale e innovativo del suo percorso creativo.


Motivazione del Premio ContempoArte a Christine Selzer


Per l’approccio profondamente innovativo e al tempo stesso rispettoso dell’essenza del linguaggio fotografico, Christine Selzer si distingue nel panorama contemporaneo con una ricerca coerente, raffinata e sperimentale.

La valutazione non si è concentrata su una singola opera, ma ha preso in considerazione l’intera visione artistica dell’autrice: una sperimentazione consapevole che, pur esplorando nuove possibilità espressive, non snatura mai la natura originaria dello scatto fotografico.

Il fotogramma resta sempre leggibile, intatto nella sua identità, pur aprendosi a soluzioni visive originali e mai convenzionali. 

È proprio questo equilibrio tra innovazione e autenticità a determinare con convinzione l’assegnazione del 

Premio ContempoArte 2025.




Un plauso speciale va a Maria Di Stasio, presidente dell’associazione e organizzatrice dell’evento, per aver saputo gestire con professionalità ogni fase della manifestazione, affrontando con equilibrio anche i momenti più delicati legati alla rimodulazione dell’apertura.

Un meritato riconoscimento va anche alla direttrice della Galleria Il Leone, Claudia Bevilacqua, che ha affrontato con competenza le difficoltà logistiche legate all’organizzazione, assicurando lo svolgimento regolare della mostra. Con entusiasmo ha raccontato l’intensa partecipazione del pubblico, sottolineando l’ottimo riscontro ottenuto da parte di artisti e visitatori. 


L’Expo ha rappresentato un importante momento di scambio tra artisti, critici, appassionati e curiosi, dimostrando come la cultura e l’arte possano agire da catalizzatori per la costruzione di una comunità più consapevole e aperta al dialogo.





















©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 







Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo


   

Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER



        

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato periodicamente, ma senza una cadenza predefinita. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001 stante  la carenza del carattere QUALIFICANTE della periodicità. [TAR Lazio,sent n° 9841/2017] 
L’autrice declina ogni responsabilità per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post che saranno cancellati se ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy.

I testi critici scritti dall’autrice e inseriti nel blog non possono essere utilizzati o riprodotti online o altrove senza una richiesta e un consenso preventivo. La riproduzione di articoli e materiale presente nel blog dovrà essere sempre accompagnata dalla menzione dell’autore e della fonte di provenienza.


Alcuni testi o immagini inseriti in questo blog potrebbero essere tratti da fonti online e quindi considerati di dominio pubblico: qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate segnalarlo via email per la rimozione immediata. 


L’autrice del blog declina ogni responsabilità per i siti collegati tramite link, considerando che il loro contenuto potrebbe subire variazioni nel tempo.














Leggi Ancora