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Luglio 2021

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Simona Occioni – Presidente della Fondazione Mazzoleni

  L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con..


Simona Occioni

Presidente della Fondazione Mazzoleni

di Alessio Musella  |30|Luglio|2021|

Simona Occioni, presidente della  Fondazione Mazzoleni da anni è direttrice artistica di importanti eventi d’Arte
Contemporanea in Italia e all’estero e nel 2020 ha creato la Piattaforma 
www.artonline20.com.

 

Oltre 20
anni fa iniziò frequentando lo studio di un’insegnante dell’Accademia di belle arti G. Carrara a
Bergamo
, nota restauratrice di stampe antiche.

E’ qui che
ha imparato a distinguere un’acquatinta da un’acquaforte, a “pulire” le stampe
antiche, a scegliere il passe-partout più adatto per poterle incorniciare,
insomma è partita da quella “gavetta” che molti, galleristi oggi improvvisati,  non hanno minimamente idea di cosa significhi.

Il profumo
della cera, l’odore dei libri… era tutto così pieno di storia, così ricco di
cultura!

Non
mancavano le occasioni di dialogare con qualche artista contemporaneo che passava
in studio per un saluto e due chiacchiere, o semplicemente  per
un confronto  
sulla tecnica o il materiale da utilizzare  come ottimizzare l’opera sulla quale stava
lavorando.

Tutto
questo l’ha portata piano piano ad appassionarsi a tutto ciò che faceva parte
del mondo dell’arte.



Successivamente
da spettatrice divenne protagonista di questo mondo che la aveva affascinata da
sempre .

Partecipando alle mostre, visitando le fiere del settore (antiquariato e Arte contemporanea)
e frequentando gli studi degli artisti ha cominciato ad avvicinarsi anche all’aspetto
economico e gestionale, iniziando ad acquistare le prime opere e a creare la sua
attuale collezione.

La sua
prima Galleria d’arte la aprì nel 2006 che ora è la sede della Fondazione Mazzoleni ad
Alzano Lombardo.

 


Fondata nel
2014 con lo scopo di sostenere l’arte e la cultura italiana nel mondo, la
Fondazione Mazzoleni organizza durante l’anno diversi eventi culturali in
location di prestigio come musei, castelli o luoghi di culto coinvolgendo artisti
di caratura internazionale e dedicando estrema attenzione anche agli artisti emergenti, seguendoli nel
loro processo di evoluzione artistica e professionale.

In un’opera d’arte è’ l’insieme dei colori a
“dare vita” alle emozioni e quando i materiali e i pennelli cedono il posto
alla forza del pensiero e alle idee di persone che condividono gli stessi
valori e gli stessi scopi ecco che nascono progetti ambiziosi come vuole
essere Art on Bag Collection.




Simona
con la
Fondazione Mazzoleni ha deciso di  dare vita al progetto, oggi realtà Art on Bag
e stampare sulle borse opere di artisti emergenti e di autori affermati in
edizioni limitate. 

Trasformando di fatto le borse in una sorta di  “mostra
itinerante” che potrà trasformarsi con il tempo in una vera e propria
collezione d’arte  inusuale e innovativa


Semplicità, innovazione, eco sostenibilità, valorizzazione degli
artisti, fattore fondamentale : una parte dei proventi delle vendite verrà
devoluta per creare borse di studio per gli artisti giovani e promettenti e al
sostegno sociale.


 

www.artonline20.com, è una piattaforma internazionale, un E commerce, al passo con i tempi del mondo digitale e web; un nuovo modo di proporre e di valorizzare l’arte italiana nel mondo mettendo in contatto artisti, galleristi, art dealer, architetti, interior designer e collezionisti

Sulla Piattaforma ogni artista ha una sua pagina con la biografia, le foto e i video personali, le didascalie, i prezzi e un minimo di dieci opere con le schede tecniche che giornalmente vengono sponsorizzate attraverso campagne social e pubblicati con una pagina dedicata sulla rivista leader nel settore, Arte Mondadori.

Quando si parla di professionalità e trasparenza nel Mondo dell’arte è piacevole scoprire che le mosche bianche non sono poi così poche e Simona Occioni è una di queste.







Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.















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TI SCRIVO PER ABBRACCIARTI – Il nuovo libro di Letizia Guagliardi

L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere

TI SCRIVO PER ABBRACCIARTI
Letizia Guagliardi

di Giuseppina Irene Groccia  |30|Luglio|2021|




L’ArteCheMiPiace supporterà con piacere questa sfida di crowdfunding, un progetto, attraverso il quale, un pubblico attento e coinvolto ha la possibilità di diventare editore morale del nuovo lavoro letterario di Letizia Guagliardi, dal titolo “Ti scrivo per abbracciarti”


Il libro si preannuncia come una storia toccante e intensa, che trasmette un insegnamento valido. infatti la sua forza dominante sta nell’affrontare con coraggio un argomento così delicato. 

Quale donna, quale mamma soprattutto, rimane indifferente ad un racconto così carico di dolore? 

La ricerca e la speranza di una rinascita allude ad un finale, dove l’autrice ci farà riscoprire una verità spesso ignorata da molti, che è quella della consapevolezza che la vita va amata oltre ogni misura.


Auguriamo a Letizia di raggiungere al più presto l’obiettivo prefissato e vedere così presto il suo libro pubblicato dalla Casa Editrice bookabook.

Sarete voi lettori a decidere se il libro verrà stampato o meno!

Raggiunti i primi 200 ordini, l’opera andrà ufficialmente in revisione e dopo pochi mesi arriverà a chi l’ha ordinato e sugli scaffali delle librerie.


La campagna di crowdfunding della scrittrice e blogger calabrese è iniziata da pochi giorni, ottenendo un afflusso eccezionale già dalle prime ore del lancio.

Che cosa significa pubblicare un libro con una campagna di crowdfunding?
Significa sperimentare un’editoria diversa, dove i lettori sono protagonisti della vita dei libri.
Bookabook, la casa editrice che ha lanciato la campagna di crowdfunding, dà la possibilità ai lettori di scegliere, di partecipare, di portare i libri sugli scaffali delle librerie e di contribuire, attraverso il passaparola, a scriverne il successo.
Bookabook è un nuovo modo di fare editoria, dove solo le storie migliori incontrano i lettori e si trasformano in libri. La piattaforma unisce i più alti standard dell’editoria tradizionale con il desiderio di innovare ogni giorno il mondo del libro, dando altresì la «possibilità a uno scrittore, se ha un manoscritto valido, di costruirgli attorno un pubblico.

COSA FARE DURANTE LA CAMPAGNA DI CROWDFUNDING?

Per prima cosa leggi l’estratto che Letizia propone sul suo Blog Letiziaguagliardi.com, così ti fai un’idea dello stile di scrittura e del messaggio che l’autrice vuole condividere.

Lo riportiamo anche qui:

Beatrice Savoldi è un architetto di successo e ama la sua
vita: giornate piene di progetti e di impegni, divisa fra lo studio, la casa, il marito e i tre figli. Tutto cambia all’improvviso una mattina all’alba quando il suo primogenito, Davide, muore in un incidente stradale.


Da quel momento si rifugia nella sua camera, interrompe la
sua vita e comincia il suo personale letargo. Non permette a nessuno di scalfire la prigione di ghiaccio in cui si è rinchiusa.


Dopo mesi trascorsi in questo abisso fatto di dolore (“perché
proprio mio figlio?), rimpianti (“se l’avessi abbracciato di più”), rimorsi (perché l’ho sempre ostacolato nel suo sogno di fare il musicista?), e rabbia (perché l’amico, invece, si è salvato?), finalmente qualcosa riesce a raggiungerla e a darle un motivo per ritornare alla vita. Paolo, l’amico di
Davide che guidava la macchina nel momento dell’incidente, le rivela che suo figlio aveva un sogno di cui le avrebbe parlato proprio il giorno in cui è morto: ristrutturare una casa antica scoperta per caso per farne un grande
centro musicale, culturale e artistico.


Nel primo sopralluogo in questa casa addormentata da decenni Bea ritrova delle lettere e un diario scritto da una certa Camilla. Scopre così che qui ci abitava lei con suo marito e il figlio Roberto, partito nel 1942 per il fronte. Gli avvenimenti, raccontati direttamente da Camilla che sembra
ritornata da un passato ormai lontano, le fanno scorrere davanti agli occhi le immagini sconvolgenti della seconda guerra mondiale, i rastrellamenti, le deportazioni degli ebrei, le sofferenze e le privazioni.


Le lettere, il diario e anche la casa trasformano giorno dopo
giorno il dolore di Bea in qualcosa che le danno la forza di voler realizzare il sogno di suo figlio. È consapevole che ristrutturare la casa di Camilla corrisponde a ristrutturare anche la sua vita.


Solo dopo molto tempo Bea fa un’altra scoperta: sia lei che
Camilla scrivono lettere ai propri figli e scelgono con cura e amore le parole da posare sui fogli: sentono che così li abbracciano e ne avvertono il calore. In questo modo, danno parole al proprio dolore, perché il dolore che non parla
bisbiglia al cuore inzuppato e gli ordina di spezzarsi 

(W. Shakespeare, “Macbeth”, atto IV, scena III).


In tutta la narrazione si alternano passato e presente,
Camilla e Bea, Roberto e Davide e ci si rende conto che i sentimenti, le emozioni e i contrasti che agitano l’animo umano non sono cambiati e si mescolano di continuo. E che spetta a ognuno di noi, comunque, decidere se far prevalere
l’amore e la speranza. La vita, insomma.

Questa storia è per chi si trova in mezzo a sconfinate
distese di sabbia sferzate da un vento incessante, solo e privo di forze.
Ovunque sposti lo sguardo non vede nulla, non sente nulla. Eppure… è proprio qui che può ritrovare la sua anima e, finalmente, attraversare il suo personale deserto.



Ti consigliamo di leggere anche il breve riassunto “Ti scrivo per abbracciarti: quattro R e una S”, che riportiamo qui di seguito:

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sofferto per una perdita: una persona cara, un amico, qualcuno persino un figlio e ognuno di noi vive questa esperienza in modo diverso. Alcuni, addirittura, non vivono più.

Come Beatrice, la protagonista del mio nuovo romanzo “Ti scrivo per abbracciarti”. Ha perso un figlio, all’improvviso, in un incidente stradale. E decide di non vivere più, pur respirando ancora, suo malgrado. Si rinchiude nella sua camera e non permette quasi a nessuno di entrare nella sua prigione volontaria. Varcano quella soglia e per pochi minuti soltanto la sua migliore amica – che prepara i pasti per la sua famiglia – il marito e gli altri due figli. Per il resto delle sue giornate resta da sola, a ricordare il suo Davide, immersa in uno stagno vischioso di Rimpianti, Rimorsi, Rabbia e Rancore. Le 4 R: a volte le proviamo tutte, uno dopo l’altra, come Bea, altre volte solo un paio…dipende.

Finché, un giorno, succede qualcosa.

Dagli spiragli che provengono dalla tapparella della sua finestra quasi totalmente abbassata un giorno, dopo un tempo lunghissimo, si insinua qualcosa che ha il sapore della speranza.

Questa storia può essere utile anche a chi non ha subìto un lutto ma una perdita di qualsiasi tipo: il lavoro, una separazione, un progetto in cui credeva, un insuccesso, un fallimento. Le storie degli altri sono le nostre, ci possono aiutare e incoraggiare.

Perché noi siamo le nostre storie.

Tieni presente che nel riassunto ancora non sono menzionati gli altri personaggi, le altre storie parallele e gli altri risvolti, che saranno condivisi durante la campagna.



Seguendo questo link potrai pre-ordinare il libro nel formato che preferisci, entrando così a fare parte della comunità di coloro che saranno gli editori morali di questo progetto




Oppure clicca sulla seguente copertina:


Appena terminata la campagna di crowdfunding, riceverai la tua copia, ancor prima che il libro arrivi sugli scaffali delle librerie.


A che cosa serve la campagna di crowdfunding?
La campagna di crowdfunding ha due scopi: costruire un pubblico attorno al libro e testare l’interesse dei lettori.
Un libro per “funzionare” in un mercato complesso come quello editoriale ha bisogno di un forte passaparola alle spalle. Attraverso la campagna di crowdfunding, i potenziali lettori vengono coinvolti già nelle primissime fasi e, se convinti della validità del libro, saranno i primi ad attivarsi per consigliare la lettura ad altre persone.

M. Letizia Guagliardi è insegnante, blogger e scrittrice, tutto per passione. Ogni giorno trova il tempo per continuare a fare quello che le piace e la fa sentire bene: leggere, disegnare, ascoltare la musica, riciclare oggetti, parlare con gli altri. Tutto il giorno è impegnata a curiosare e ad aguzzare la vista, a casa, a scuola o in viaggio: tutto può diventare una storia.

Scrivere per lei è soddisfare un bisogno: le storie possono incoraggiare, riconoscere le emozioni e trasferirle sulla pagina aiuta a sentirsi meglio. In ogni suo libro o post sul suo blog c’è qualcosa di lei. Ha tenuto dei corsi di scrittura creativa nelle scuole e finora ha pubblicato: “Sulla linea…la mia vita dietro le sbarre (coautrice con Francesco Carannante), “Il giardino dei fiori proibiti”, “Liquirizia e Clementino-Una storia di amicizia e di coraggio a Corigliano Rossano” e “Il sussurro di un vento leggero”.

“Ti scrivo per abbracciarti” è il suo nuovo, avvincente romanzo.




Contatti


Letizia Guagliardi Blog

Letizia Guagliardi su Facebook 






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L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiaceè soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere più spazio, con un’intervista oppure con la presentazione di un tuo progetto artistico o letterario, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



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Paesaggi Umani – Dai “Landscapes” alle “Vedute”

L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’arte 

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Dai “landscapes” alle “vedute”



di Ljdia Musso  |27|Luglio|2021|




Il mio nuovo progetto di fotografia documentaria ” Paesaggi Umani ” nasce come prosecuzione e integrazione del progetto Marginalità, ritratti di invisibili.

Marginalità nasce nel 2019 come progetto di denuncia sociale delle realtà che vivono ai margini della nostra società.

Si tratta di un progetto di fotografia etica e antropologica che si prefigge sia di indagare e documentare attraverso lo strumento fotografico una condizione dell’esistenza umana sia di sensibilizzare il pubblico verso certe tematiche, mostrando anche aspetti della realtà che non sono noti o che addirittura non si vuole conoscere, e al tempo preservare la dignità dei soggetti rappresentati.

“Marginalità, ritratti di invisibili”, come dice lo stesso nome, si compone per la maggior parte di ritratti, ritratti di strada e nel caso di Mediterraneo, progetto nato sempre da marginalità, ritratti di migranti.

































In entrambi i casi, nonostante la presenza di un paesaggio di sfondo, l’attenzione era focalizzata sul soggetto umano.

Con Paesaggi Umani si cambia radicalmente prospettiva e si va a guardare la dimensione fisica, il paesaggio all’interno del quale si colloca l’essere umano soggetto a marginalizzazione, la dimensione spazio temporale all’interno della quale si svolge la sua vita.

Per poter operare questo cambiamento di prospettiva è necessario da un lato rendersi conto che non si può documentare una condizione e rispondere alla domanda “Chi è l’emarginato” senza andare a guardare a “Dove si colloca”, senza analizzare il paesaggio con cui queste figure interagiscono e in cui vivono.



È vero infatti che il contesto sociale e culturale forma e determina tantissimi dei tratti di un essere umano è della sua dimensione socio-politica.

Dall’altro lato è necessario cambiare prospettiva sulla fotografia di paesaggio e nel mio caso è stato necessario abbandonare tutta una serie di stereotipi che mi ero formata sulla fotografia di paesaggio e sul concetto ad essa legato.



Il paesaggio per me era sempre stato identificato come un genere di fotografia che più che rappresentare la realtà concreta in cui si collocava la vita umana si preoccupava di raffigurare dei paesaggi naturali poco realistici e comunque sempre idealizzati, rispondendo a canoni estetici legati alla tradizione ottocentesca del Bello e del Sublime, due categorie che per tutti quelli che sono nati dopo la caduta del muro di Berlino, in un contesto socioculturale ricco di contraddizioni risultano necessariamente da riscoprire e rielaborare perché la Bellezza, il bello e il sublime, come sottolinea Nespolo in “Per non morire d’arte” non devono fare la fine di un fossile fuori luogo.



Tornando al capovolgimento di prospettiva sul paesaggio mi sono resa conto che lo stesso termine paesaggio, landscapes, è diventato un termine anacronistico che ha perduto il suo referente originario.

Di fatto la “Natura” raffigurata in fotografia come in pittura in forme più o meno idealizzate è scomparsa dai contesti di vita umani.



Oggi la stragrande maggioranza delle persone vive in ambienti in cui la natura è un oggetto assente e la fotografia di paesaggio ha finito con riflettere questo mutamento radicale mutando forme e contenuti.

Il landscape senza ” Land” diventa “Scape”, una veduta, una rappresentazione pur sempre soggettiva della dimensione abitata dagli esseri umani sia essa urbana, extraurbana, marina, eccetera.







Le vedute poi possono riguardare anche micro dimensioni dell’esistenza umana ed ecco così nascere le vedute di giardini, di tavoli, così come possono non riguardare affatto l’esistenza umana ed ecco le vedute di animali.

“Paesaggi umani” si propone di produrre delle “Vedute” degli spazi in cui si colloca la vita del marginale.



E, sebbene oggigiorno le marginalità, parola contenitore in cui ricadono tutta una serie di significati e di realtà ad essi connesse, si possano incontrare ovunque e non ci sia più una reale distinzione tra periferia e centro, almeno inizialmente il progetto si occuperà solo delle periferie.

Le foto tenteranno di ritrarre il volto umano e a volte disumano e alienato dei quartieri periferici e si tenterà anche di dar conto dei cambiamenti innescati dalle riqualificazioni urbane.

Paesaggi umani è nato nel 2020 a Milano, a dimostrazione che spazi ghetto, vere e proprie scampie si incontrano tanto al Sud che al nord.



E forse la riflessione principale di questo progetto è proprio questa, oggi non c’è più un sud e un nord e si può essere marginali in qualsiasi posto perché il primo passo è la negazione dei diritti.



I quartieri periferici rappresentano una negazione di diritti perché frappongono ostacoli fisici all’accesso a diritti e alla partecipazione alla vita socio-politica e culturale.

Questo avviene nella misura in cui viene negato l’accesso a servizi di qualità agli abitanti di questi quartieri che di fatto sono trattati come cittadini di categoria B e sono anche vittime di pregiudizi a causa di situazioni di degrado e delinquenza che sono spesso presenti all’interno di questi quartieri.



L’ultima considerazione riguarda il fatto che il degrado e la presenza di situazioni criminogene in questi quartieri è paragonabile a una cancrena che si innesta su una ferita mal curata e cercherò di mettere in luce quest’aspetto dei quartieri ghetto mostrando il volto alienato e alienante che li caratterizza.








Ljdia Musso è nata a Catanzaro nel 1985. 2017 Laureata in scienze della comunicazione, specializzata in comunicazione e marketing della moda e dei beni di lusso, si è formata nelle città di Roma, Barcellona, Parigi e Milano dove ha studiato fotografia presso IED Milano Parla correntemente inglese, francese e spagnolo.

Ha lavorato presso la Camera di Commercio CCPE di Barcellona.

Dal 2019 vive in Italia dove svolge diverse attività.

Tra il 2019 e il 2020 come fotografa e attivista ha organizzato in regime di autofinanziamento 12 mostre personali di fotografia documentaria sul tema dell’emarginazione.

Organizza l’evento “Marginalità” nell’agosto 2020 in collaborazione con l’associazione e comunità per senzatetto Emmaus Catanzaro, con cui collabora dal 2000 come volontaria.

Il suo progetto di marginalità è ospitato permanentemente con due gallerie fotografiche sul sito di Repubblica Milano.

Fotografa e attivista svolge un’attività di street art fotografica e di performer di strada.

È stata finalista nell’edizione 2020 del festival Foto España, sezione descubrimiento. Collabora con un gruppo di artisti argentini con i quali ha realizzato un video, Vapores de Odio, selezionato al festival “Cuerpo Mediado”.

Nel 2021 In qualità di esperta di comunicazione e marketing della moda e dei beni di lusso, ha ideato e realizzato una capsule collection di moda sostenibile in collaborazione con Emmaus Catanzaro e ha ricevuto il riconoscimento europeo da Emmaus Europe.

Il 7 marzo ha organizzato una performance artistica, Break the Silence, contro ogni violenza di genere e per promuovere l’importanza dell’arte nella vita quotidiana, come strumento di espressione.

Come fotografa partecipa al festival España e al TIFA, Tokyo International Photo Awards. Alcune sue foto fanno parte della “Collezione Mediterraneo” dell’Associazione Mediterraneum.

Alcune sue foto sono state pubblicate da RomaOggi.

Maggio 2021 ha partecipato alla mostra/ concorso internazionale “Arte al carotene” presso Sacripante Art Gallery di Roma.

Giugno 2021 ha partecipato alla fiera internazionale di arte contemporanea ArtAntakya che la ospita attualmente anche con una mostra online personale.

Ha partecipato al concorso PlasmArt e donato l’opera in concorso al centro Avis di Latina. A luglio parteciperà alla Biennale d’arte di Brindisi.

Ad agosto parteciperà come interprete alla manifestazione Pino Vitaliano & Friends a Girifalco.



Contatti:


Email ljdia.85@gmail.com

Ljdia Musso su Instagram 

Ljdia Musso su Facebook







La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.

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ALESSANDRO RIVA E LA SUA PERCEZIONE DELL’ARTE

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ALESSANDRO RIVA E LA SUA PERCEZIONE DELL’ARTE

di Alessio Musella  |23|Luglio|2021|




Come me parte da Studi classici.

E come me ha amato  la cultura classica e la letteratura.

Amava scrivere, e come chi ama lasciare il indelebile inchiostro sulla carta, sognava di fare lo scrittore. 

Ma la passione per il fumetto lo ha sempre spinto verso il disegno, e cominciò a creare le sue prime storie animate.

Dalla  crasi di questi due linguaggi, il disegno e la scrittura, senza dubbio nasce la sua passione/ossessione per il fumetto, ogni storia va illustrata e raccontata..

Fu un attimo e venne rapito dall’arte pop  colorata, dissacrante, divertita, quella  stessa che avrebbe  sostenuto con forza negli anni Novanta e nei primi Duemila.

Ha iniziato a scrivere di arte, un po’ per gioco, testi per amici artisti, non sapendo ancora se nel suo DNA si nascondesse un artista o un giornalista/scrittore.

Dopo un po’ di gavetta in varie redazioni tra moda, cronaca e attualità, nel 1995, entrò nella rivista “Arte” che decretò in breve il suo ingresso nell’universo che oggi lo vede protagonista.

Non sceglie né artisti, né progetti… si appassiona, ama, conosce, scopre, sperimenta, cerca, vive, parla e sussurra, già perché spesso le idee non hanno voce, ma anima…

Per Alessandro l’ingenuità, il pressapochismo, l’ignoranza in ogni situazione che viviamo è il pericolo mortale, ma nell’arte contemporanea può essere devastante.

C’è ancora spazio per nuove idee e nuove proposte quando si parla di Arte e non è un caso che Alessandro stia contribuendo da protagonista e alla totale ridefinizione di una rivista che a modo suo ha segnato l’editoria di settore negli ultimi decenni: la nuova “Arte In”.
















Intercettare gli artisti allo stato nascente è la sua sfida, forse l’unica che valga davvero la pena di vincere in questo strano universo chiamato “sistema arte”








Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.















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MARIA JOLE SERRELI.. L’ARTE E’ LA CURA CHE LA RENDERÀ IMMORTALE

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MARIA JOLE SERRELI 
L’ARTE E’ LA CURA CHE LA RENDERÀ IMMORTALE
di Alessio Musella  |21|Luglio|2021|


 

Quando venne in
contatto con l’arte la prima volta a
veva sei anni:

La sua maestra durante un laboratorio di disegno le spiegò cosa
si intendesse con il termine arte e ne rimase talmente affascinata che a
distanza di più di quarant’anni quel ricordo è ancora vivo in lei.

Pittrice, scultrice, fiber artist e
performer
, capace di coniugare i differenti linguaggi
dell’arte contemporanea con il suo stile sempre riconoscibile.



Non esiste un
momento
in cui Jole ha deciso che l’arte sarebbe divenuta parte
integrante della sua vita , lei l’ha semplicemente vissuta sulla pelle,
nell’anima e tutt’ora la vive e la vivrà in modo naturale finché sarà in vita.

Per lei la performance nell’arte è la verità dell’artista, è
proprio attraverso essa che riesce a raccontare se stessa.











Per Jole la comunicazione è fondamentale,  nessuno artista può esimersi dal farlo ,
l’arte racchiude in sé un messaggio e se
 non comunicata non ha senso di esistere .



Per
lei il curatore, oltre ad essere ben preparato, è colui o colei  che crede davvero nelle idee e nella
creatività dell’artista, è sincero e motivato.

Capace di raccontarla in modo appassionato perché conosce
intimamente il suo mondo artistico, che non la fa sentire un oggetto
qualunque e investe nella sua crescita artistica consapevole che il suo
investimento non andrà perduto e non sarà a breve termine, 
perché per Jole l’Arte è la cura le permetterà di diventare
immortale!









Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

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IRENE ZENAROLLA: UN’ESPERIENZA ESTETICA CHE VA OLTRE LO SGUARDO

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 L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’arte 



IRENE ZENAROLLA: UN’ESPERIENZA ESTETICA CHE VA OLTRE LO SGUARDO



di Maria Marchese  |13|Luglio|2021|



Irene Zenarolla dà vita ad una vera e propria esperienza estetica, che coinvolge la sceltezza di percorsi concettuali, storico/culturalialchemici.

L’autrice cesella il particolare addentro percorrenze, la cui genesi è originata da approfondite ricerche, compiute dall’autrice orafa.




Si avvicenda, nell’obrizo dei suoi plastici, la malía dell’universo alchemico custodito dalle pietre e dal cromatismo e altresì l’intensità di passi misteriosi, calcati dall’essere umano, in epoche storiche diverse. 



Avvicinarsi a queste allusioni” d’autore significa scegliere per se stessi la peculiarità di una scelta unicità: il gioiello diviene una pregevole veste, che parla di una personalità selettiva. 
















 

Maria Marchese

Maria Marchese nasce a Como, il 4 Settembre del 1974. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni” , a Milano. Decide, poi, di intraprendere studi nel settore socio assistenziale, svolgendo per oltre 20 anni una professione in quel settore. Nel 2013 intraprende un percorso di studi, affrontato da autodidatta, nel campo dell’arte, della letteratura, della filosofia… esso trova concretezza, nel 2017, nella pubblicazione della silloge poetica “Le scarpe rosse – Tra tumultuoso mare e placide acque” . Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica, trovando consensi sempre più numerosi. Nel giro di poco tempo accende numerose e significative collaborazioni con molteplici risvolti artistici, culturali e di diffusione comunicativa (con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel, la nuova piattaforma televisiva del Club Amici dell’arte APS di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services…)

Queste realtà coniugano la parte concettuale ad una parte pratica, nel mondo dell’arte: la mia figura professionale matura e si identifica con quella di curatrice artistica

questi significativi risvolti, sempre in aumento, si affianca la stesura della seconda silloge poetica “Scrivo t,amo” , che tratterà di amore e erotismo, la cui pubblicazione avverrà in tempi brevi.







La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.

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Le Visioni inconsce di Andrea Greco

 L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con..








Le Visioni inconsce di 

Andrea Greco



di Alessio Musella  |09|Luglio|2021|

Nel 2010 quando inizia a esporre all’estero, in collettive inizialmente, poi arrivarono le partecipazioni nelle fiere, le mostre personali.

Non ha studi accademici ha studiato storia dell’arte frequentando l’istituto magistrale e ha continuato a farlo da autodidatta tra le mura di casa e del suo studio, grazie a libri, documentari, riviste di settore, visitando mostre

Tutto girava  intorno alla curiosità e all’interesse.

Ancora oggi Andrea Greco continua a studiare nonostante sia un artista affermato perché come nella vita così nell’arte, non si smette mai di imparare.




Quando parliamo di ispirazione per Andrea gli stimoli sono molteplici, la natura, un libro, una canzone, un aneddoto legato a una situazione che torna alla memoria.

Dalla fine del 2013 lavora sulla serie Le Muse, opere astratte che indagano la relazione fra suono e segno/colore.

Porta avanti due linee, le opere ispirate a vere composizioni musicali e in questo caso il punto di partenza è l’analisi dello spartito e dal 2018 una linea ispirata al suono della Terra, in questo caso va a creare dei paesaggi astratti che si “muovono” su uno spartito immaginario.

Un suo personale omaggio nei confronti del pianeta attraverso il quale vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di non dare tutto quanto ci circonda come scontato…



Ricordo con affetto la serata del vernissage della mostra Sentio, da Mario Giusti HQ a Milano, nel 2016.

Per Andrea il bisogno di relazionarsi è stato inserito ormai da anni nei bisogni fondamentali dell’uomo e per farlo è inevitabilmente necessario comunicare.

Consapevole che oggi la comunicazione stia toccando il suo massimo storico, è convinto che esista una sovra-stimolazione comunicativa e per l’utente medio di internet stia diventando sempre più complesso scindere tra ciò che è reale e ciò che invece è fake.



Nella carriera di un artista contemporaneo  la comunicazione conta, contano le pubbliche relazioni, la creazione di legami e collaborazioni, conta essere presenti sui social, conta avere un team che lo aiuti a veicolare le informazioni.

Sono molte le sue collaborazioni, con brand o con gallerie d’arte che si sono create grazie ai social.

All’estero lavora con alcuni art advisor e collabora con alcune gallerie.


Per Andrea appare evidente in alcuni casi che all’estero ci sia una differente e maggiore voglia di ascoltare da parte degli addetti ai lavori nei confronti degli artisti, più attenzione ai progetti presentati, ma anche più voglia di osare nelle proposte. Fra entità pubbliche e private c’è maggiore collaborazione.
È decisamente differente la percezione della figura dell’artista….

Se qualcuno gli chiedesse  cos’è per lui l’arte ogni giorno  risponderebbe sempre in maniera diversa e questo è alla base della sue creazioni in continua evoluzione…


















Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.















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