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Febbraio 2021

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ESSERE SPECCHIO di Giusi Grilletta

  


L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’arte 


Foto ©Lauren Withrow
Foto ©Lauren Withrow 

Essere specchio


di Giusi Grilletta  |12|Febbraio|2021|



Non è semplice essere uno specchio.

Passi l’esistenza a riflettere l’immagine degli altri, senza mai conoscere davvero la tua. Sei condannato a ricevere molti sguardi, ma raramente ad essere visto. Perché la gente che si ferma dinanzi a te e si specchia, in realtà non sta cercando te, ma se stessa.

Una sola volta ho visto la mia immagine. Era un po’ distorta e non so fino a che punto sia essa fedele alla realtà. Mi trovavo in un negozio dell’usato. Quanto tempo io vi abbia trascorso in quel luogo, non saprei proprio dirlo. Il tempo poco importa a noi specchi, o perlomeno poco importa a me. Non oserei mai parlare per tutti i miei simili. A stento conosco me, come potrei parlare per loro?

Ma torniamo al negozio di antiquariato. Era un posto con poca luce, ma molti oggetti. Uno strato sottile di polvere mi avvolgeva come una setosa coperta.

Un giorno venne riposto un grosso pentolone di rame dall’altra parte della sala, ma proprio dinanzi a me. Fu allora che scoprii la mia cornice in legno. Gli intarsi barocchi di un oro sbeccato. Le macchie più scure e opache lungo la mia superficie liscia. Forse per questo ero finito in quel posto. Con tutte quelle imperfezioni, non adempivo più al mio compito. Ma a Mena non importava.

Vi state chiedendo chi sia Mena? È una creatura meravigliosa. Mi scelse per i miei difetti. Disse che proprio loro mi rendevano speciale. Mi sentii importante per la prima volta in vita mia. Nessuno si era mai avvicinato a me con la stessa intensità con cui si avvicinò Mena.

Mi portò a casa sua. Disse a tutti che ero il suo capriccio. Capii cosa intendeva quando vidi la sua dimora. Nulla era nel mio stesso stile. Tutto era semplice, ma originale al tempo stesso, proprio come lei.

Mena diede un senso ai miei giorni. Quando si specchiava non cercava la sua immagine, ma la sua stessa anima. Iniziava a parlare con me, o meglio con se stessa, come se io potessi risponderle, o come se la sua vera essenza potesse risponderle tramite me.

Improvvisamente divenni protagonista e non più spettatore. Dai margini del mondo finii al suo centro. Lei intavolava dei veri e propri discorsi, e io ascoltavo e riflettevo, riflettevo e ascoltavo, senza stancarmi mai.

Mena cambiava aspetto davanti a me. Da corvini i suoi capelli divennero pian piano di un dolce argento. La sua pelle da liscia e rosea divenne piena di rughe e macchie, tanto simili alle mie. Ma quello che non mutò mai era la sua voglia di chiacchierare. Mi regalò i suoi pensieri, mi confidò i suoi sogni, mi svelò le sue paure.

Le sarò eternamente grato per tutto questo. Mi ha fatto sentire speciale e ora lo sono diventato davvero: ho deciso di conservare per sempre l’ultimo riflesso di Mena su di me. E se la gente fugge perché trova inquietante la mia immagine, io ne sono felice, perché in quella immagine conservo una parte di lei.


Attraverso la narrazione audio del racconto possiamo disporre di una piacevole versione “da ascolto”


Clicca sul video per l’audio racconto 





Altri Audio Racconti li trovi sul Canale YouTube:


I racconti di Giusi  





Giusi Grilletta

Da sempre impegnata in attività per il prossimo, è curiosa, gentile e sensibile. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, consegue la magistrale in Teoria e Metodi per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Continua oggi i suoi studi in Pedagogia per ampliare le sue conoscenze. Ha lavorato presso agenzie di comunicazione (Lenin Montesanto Comunicazione e Lobbing) e editori calabresi (Falco Editore). Si è occupata di elaborare comunicati stampa, gestire pagine social, raccogliere e selezionare articoli per rassegne, correggere bozze e valutare testi inediti. Collabora come specialista SEO e comunicazione presso sviluppatori di siti internet. Appassionata di scrittura, partecipa a corsi creativi presso il Giffoni Film Festival e coltiva la sua passione scrivendo ancora oggi racconti (editi Ilfilorosso) che trasforma in audio-racconti pubblicati sul suo canale YouTube. Ama la letteratura, l’arte, il teatro e la cucina






La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.

Hai una tua “divagazione sull’arte” da proporci?”

Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com








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𝗟𝝠 𝗣𝝠𝗡𝗗𝗘𝗠𝗜𝝠 𝝠𝗟𝗟’𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗡𝝝 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝝠𝗥𝗖𝗘𝗥𝗘 di Davide D’Orazio

 

La pandemia all’interno del carcere 

Storie dietro le immagini di Davide D’Orazio


di Giuseppina Irene Groccia  |10|Febbraio|2021|



Davide D’Orazio, fotografo siciliano, ci propone un progetto di fotografia sociale dal titolo 

“La pandemia all’interno del carcere”


Attraverso una serie di dodici fotogrammi, estratti da diversi video reportage riguardanti l’argomento, ci documenta le paure e le inquietudini portate dalla pandemia da Covid-19 all’interno dell’universo penitenziario e il conseguente impatto sulle persone detenute, come anche sul personale di Polizia Penitenziaria.


In particolare, il progetto di Davide, usa la potenza della fotografia, come mezzo di denuncia, per porre attenzione su una realtà spesso ignorata dalla società. 


Egli personalizza e rafforza le sue immagini con l’aggiunta di pensieri scritti per poi scannerizzarli e farli diventare immagini dal concetto ancora più intenso e concreto.


L’efficacia di queste immagini sta proprio nel suscitare sentimenti coerenti con l’intento del fotografo, che è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato emergenziale della vita dietro le sbarre con in atto una emergenza pandemica.


Le sue sono storie dietro le immagini, che riescono a toccare la sfera emotiva prima di quella razionale, sono fotogrammi di vita carceraria con un approccio veritiero e diretto. 


Senza alcuna pretesa artistica Davide ripercorre la dura realtà delle strutture penitenziarie, unendo la padronanza del linguaggio fotografico alla documentazione.


Ad affiorare è la sua grande abilità nell’usare i propri mezzi espressivi per riuscire a scuotere l’opinione pubblica e le loro coscienze, con l’obiettivo di crescere generazioni maggiormente consapevoli.



Davide D’Orazio è nato nel 1962 in Sicilia e tuttora vive e lavora a Melilli (SR). Si occupa di fotografia dagli anni Novanta riprende l’attività artistica dal 2009, lavorando da autodidatta e prendendo spunto dai professionisti del settore. Si sofferma soprattutto sugli scorci urbani, sui ritratti della gente incrociata per caso e sulle bellezze della sua regione, sottolineando sempre il valore simbolico dei momenti semplici della vita quotidiana, regolata da un’accezione sia determinista che relativista degli eventi.

La Sicilia del folclore, quella popolare e immersa nelle sue tradizioni più radica- te. Quella che crede e si dedica ai riti che le appartengono. Che a testa alta se ne vanta, incrociando l’interesse di Davide D’Orazio, preso dalla cronaca fotografica di una terra viva, ricca di paesaggi quanto di situazioni cariche di passione. Spettacolo della religione senza il neo della rappresentazione, tema che nasce nell’obbiettivo di D’Orazio dalla consapevolezza di custodire nell’unicità areale di certi momenti un tesoro di proporzioni nazionali.

Sguardo attento e non retorico, mai pruriginoso, come insegna una pietra miliare della fotografia in terra di trinacria, Letizia Battaglia. Come lei D’Orazio è siciliano doc, ed alla stessa maniera adotta verso la Sicilia il rispetto critico di chi confrontandosi con essa ne affronta le peculiarità senza sovrastarne il senso. Motivo per cui la serialità del nostro deve per forza riformare logicamente il racconto visivo, infarcendolo di connotati eccessivamente emotivi. Racconto che non sia solo testimonianza, ma anche un’esperienza di percezione coinvolgente, frutto di una dinamica che riprende nei suoi barocchismi più lapalissiani le redini di un’azione narrativa unilaterale, puntata sull’uso delle immagini quale esclusiva fonte documentaria.

D’Orazio sente di dover stare dietro alla “storia”, di seguirla con l’obbligo tassativo di non inquinarne i termini di svolgimento. Nella processualità istantanea d’oraziana – rito nel rito i ruoli sono definiti, con ogni scatto latore di una solida autonomia evocativa. A parlare per lui sono i volti della gente presa negli eventi e festante, sono le mani che stringono, sorreggono, portano avanti il racconto per come imbracciano il crocifisso, il simbolo di fede e di una ritualità che nel suo puntuale manifestarsi non sarà mai uguale a sé stessa. Ma che ogni volta si offre nel suo essere “calderone d’umanità”, dove gioia, tentennamenti e compostezza serrata delle signore bene si compensano, parti di una giostra gestuale di cui il fotografo è firmatario in comunione con la stessa popolazione. Anche in questo patrimonio culturale sta un pezzo di storia nazionale, scritta nel rosso dei coriandoli sparati verso un’accecante azzurro.

 

 

 

 

PREMI E PUBBLICAZIONI

– Partecipazione al 9° Concorso fotografico internet 2010 organizzato dalla Federazione Italiana Fotoamatori, la cui foto viene segnalata e pubblicata nell’annuario 2010 della stessa Federazione;

– Partecipazione alla realizzazione con proprie fotografie al calendario 2012 dei “Giovani Fratres Sicilia”

– Partecipazione al Trofeo Gocce d’Arte organizzato dal Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” di Cassibile nel 2012

– Partecipazione al XVIII Concorso Nazionale d’Arte contemporanea 2013 e classificatosi come artista premiato dalla critica e l’opera pubblicata nel rispettivo catalogo della Mostra tenutasi a Genova Settembre 2013;

– Organizzazione mostra fotografica “Emozioni di Altri tempi …..il nostro matrimonio” organizzato dal Comune di Melilli;

– Organizzazione mostra fotografica “Storia del Carnevale melillese 1940/1960” organizzato dal Comune di Melilli estate 2011;

– Organizzazione mostra fotografica “Storia del Carnevale melillese 1963/1980” organizzato dal Comune di Melilli estate 2012;

– Organizzazione corso di fotografia “Corso base d’introduzione alla fotografia” per conto dell’A.P.Q. Giovani Marzo/Aprile 2013;

– Organizzazione mostra fotografica “Melilli e dintorni” organizzato dall’A.P.Q. Giaovani Giugno 2013;

– Organizzazione project work fotografico con gli studenti della Scuola Media di Melilli, sul tema contro la violenza sulle donne organizzato dall’Associazione “Le Nereidi” marzo 2013.

– Esposizione fotografica presso la Galleria d’Arte Moderna a San Marco D’Allunzio – Dicembre 2013;

– Organizzazione come responsabile della fotografia della sfilata “SIRACUSA FASHION” all’Antico Marcato d’Ortigia a Siracusa il 6 aprile 2014.

– Classificato 2° al concorso Nazionale “Trofeo Gocce D’Arte 2014”

– Pubblicazione del proprio portfolio su “Profili d’Artista” percorsi d’arte contemporanea, volume edito da Satura Art Gallery 2016;

– Corso di fotografia presso l’Associazione “Demetra” Sortino 2016;

– Presentazione audiovisivo “I vattienti” presso il Circolo I Lestrigoni a Lentini 2016;

– Presentazione audiovisivo “I vattienti” presso l’Associazione Fotografica Etnea di Catania 2016;

– Presentazione audiovisivo “Sicilia…immagini sacre” presso il Circolo APF a Augusta 2016;

– Mostra personale “Monocromaticamente a colori” Circolo Ricreativo Sortino – Dicembre 2017;

– Vincitore 1 assoluto al concorso nazionale Art’è Fotografia Contest 2019 “Street” 2019

– Mostra personale “L’essere artigiano” a Melilli (2019);

– Fotografo di scena del cortometraggio “Fili di memorie” (2019);

– Inserito nell’”Annuario Fotografico Italiano 2019”;

– Mostra personale “L’essere artigiano” a Villasmundo (2019);

– Migliore foto caricata nella nomination “In bianco e nero”  del 6th international annual photo award (Maggio 2020)

– Calendario San Sebastiano Canicattini Bagni (2020)

– Calendario San Filippo Siriaco (2020)

– Pubblicazione del proprio portfolio su “Profili d’Artista” percorsi d’arte contemporanea, volume edito da Satura Art Gallery 2020/21;

– Iscritto al 2° anno all’Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” Laurea in Arte Visive – Fotografia.




Contatti dell’artista 


Email davide.dorazio8@gmail.com 

Facebook  Davide D’Orazio




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ContempoArte – Selezione 02

 L’ArteCheMiPiace – ContempoArte – Selezione 02


La Rubrica ContempoArte presenta una raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate online, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest


Gli artisti presenti in questa raccolta si accostano tra di loro apportando una pluralità di sguardi e spunti ispirativi, creando una scrittura concettuale ricca di energia creatrice.


Artisti di questa raccolta:

Sara Trimpoli – Sara Giordani – Giovanni Vescio – Roger Larsen – Al Gassano – Daniele Gozzi – Francesco Falcone – Laura Visigalli – Rino Rossi – Mater-o – Annalisa Ceolin – Ida Di Pasquale – Nella Tarantino – Stefania Vena – Samantha Paglioli – Massimo Giannuzzi – Luciana Paglia – Annarita Micheli – Massimo Viti – Salvatore Barra – Giorgio Mercuri – Elias Eliades 



 ©Sara Trimpoli



©Sara Giordani 

©Giovanni Vescio 

©Roger Larsen

©Al Gassano 
©Daniele Gozzi
©Francesco Falcone

©Laura Visigalli

©Rino Rossi 

©Mater-o
©Annalisa Ceolin

©Ida Di Pasquale

©Nella Tarantino

©Stefania Vena


©Samantha Paglioli



©Massimo Giannuzzi 
©Luciana Paglia

©Annarita Micheli
©Massimo Viti
©Salvatore Barra

©Giorgio Mercuri 

 ©Elias Eliades






Le opere presenti in questa Rubrica, saranno pubblicate anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.


La selezione delle opere avviene attraverso l’uso dell’hashtag oppure diversamente potete partecipare alle selezioni inviando direttamente via email a: gigroart23@gmail.com  

indicando nell’oggetto: Submission ContempoArte





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GiGro – Giuseppina Irene Groccia e la sua Arte esperenziale

L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’arte 


GiGro Giuseppina Irene Groccia e la sua Arte esperenziale di Gino Zangaro su L'ArteCheMiPiace

GiGro. e la sua arte esperenziale

di Gino Zangaro |06|Febbraio|2021


L’ArteCheMiPiaceè l’esperimento artistico di Giuseppina Irene Groccia che, come una supernova, percorre nuovi confini, creando una nuova realtà, dove convivono materiale e immateriale. 


Nelle sue opere traspare uno dei sensi della contemporaneità, ovvero l’«esperienza liquida» alla quale ogni uomo è sovraesposto quotidianamente, bombardato da messaggi, icone e informazioni di ogni tipo.




Un mondo che cambia radicalmente e velocemente, nel quale gli stereotipi non sono più tali, anzi, sono in continuo divenire e rappresentano l’origine di una realtà mutante e, spesso, caotica. 

Tuttavia rimane la necessità di avere dei punti fermi! Giuseppina Irene Groccia cerca di mettere ordine, trasformando il caos in energia, in nuovo stimolo per creare realtà sempre nuove che possano valorizzare l’uomo e migliorarne lo status di vita.


Il suo blog di arte e cultura è un entourage che vuole divulgare il mondo interiore di artisti contemporanei e non, impegnati nell’esplorazione delle dimensioni intangibili della realtà. 





E’ il caso, ad esempio, di “Rain room” –  l’installazione del collettivo di design “Random International”, dove si mette in relazione acqua, corpo e tecnologia per creare una nuova esperienza, una nuova realtà in continuo divenire. 



Grazie a questa contaminazione di arte e tecnologia, è possibile leggere nuove venature visive e poetiche che ci consentono di “camminare sotto la pioggia senza bagnarsi”. Gli autori pongono un punto di domanda che, però, viene superato grazie al potere pervasivo dell’acqua, fonte di vita.


Divenire” che attanaglia l’uomo – tra alti e bassi – da accogliere in senso gandhiano… 

la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”.


La modernità della Groccia sta nell’aver coniugato il proprio linguaggio con l’universo artistico contemporaneo, mostrando anche l’indole della sua vena poetica che scorre come flusso impetuoso e sfugge ad ogni concreta definizione”.





Giuseppina Irene Groccia e Gino Zangaro in occasione della Rassegna d’Arte 

“Fino in fondo al cuore “  presso Corigliano Rossano (Cosenza)



















Luigi Zangaro, nasce a Cropalati (Cs) nel 1945, vive da oltre un cinquantennio a Rossano, dove ha avviato la tipografia “Grafosud” che nel 2016, è stata inserita tra le “Imprese Storiche della Provincia di Cosenza”.

Nel 1986 ha fondato la Casa Editrice “Studio Zeta” e del Quindicinale “La Voce”.

Sempre dedito alla cultura e al lavoro, è socio di varie Associazioni locali e organizzatore di eventi culturali e musicali. Nel 1996 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2015 ha avuto il Riconoscimento alla carriera al Premio Letterario Internazionale “Corona”.

Ha pubblicato: Crepuscoli di vita, Cosenza 1967; Fede e Speranza, Cosenza 1968; Le vetrate di S. Bartolomeo, Rossano 1996; Il sorriso dell’amore, Rossano 2006 e successiva seconda edizione nel 2008; Anime, Rossano 2017; ’A vucca è nna ricchizza, Rossano 2017; Aforismi. Stillati di pensieri, Rossano 2018.

È curatore della Collana Le conchiglie, è Amministratore della pagina Facebook I proverbi in dialetto rossanese.

È supervisore tipografico della Collana di Arte Storia Letteratura e Scienza “Sophia” della Casa Editrice conSenso publishing.

È presente con sue poesie in antologie e raccolte poetiche.

È stato coautore delle pubblicazioni: San Bartolomeo il rossanese (1996); Rossano passo dopo passo (2003); Per don Luigi Renzo Vescovo (2007); Dedicato a Pietro Martino (2010); La memoria è vita! In ricordo di Pier Emilio Acri (2016).



La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.

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POETI DI STRADA – Raccolta di poesie

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere


POETI DI STRADA  – Raccolta di Poesie

di Giuseppina Irene Groccia  |05|Febbraio|2021|




Otto persone, sei donne e due uomini sono i protagonisti di questa raccolta di poesie dal titolo “Poeti di Strada”, e già qui troviamo la loro prima provocazione, in quanto sfidando l’etimologia, propongono una loro personalissima visione e interpretazione di questo termine.

Attraverso la bellissima prefazione di Vincenzo Iapichino riusciamo in modo ineccepibile ad apprenderne il senso.


Con “Poeti di Strada” nasce un progetto che mira all’incontro intellettuale tra soggetti con il comune interesse per la cultura poetica, un contesto libero e in crescita, senza alcun limite di età, né vincolo di contenuto, di stile o di metrica.


Ognuno di loro ha compiutamente espresso sentimenti e percezioni attraverso le parole, cercando di dare forma al loro contenuto interiore e donando voce alle proprie emozioni.


La poesia irrompe in questo spazio condiviso dagli otto autori, richiamando in primo piano emozioni, sensazioni, sogni, speranze, ideali, passioni e desideri.

Scrivere per loro è dar voce al cuore, è allargare immensamente l’attenzione e la sensibilità oltre i confini del quotidiano, riuscendo a intravedere nuove possibili letture della realtà.


Per loro la poesia è autentica rivoluzione, essa rompe le regole non scritte e, ingenuamente, spalanca le porte del possibile facendo giungere la sensibilità oltre confini mai esplorati.




Gli artisti  presenti in questa raccolta sono:


Margherita Belgrado Biondi – Angela Campana – Giovanna Curia – Giuseppina Irene Groccia – Enzo Iapichino – Ida Proto – Nora Ornella Pujia – Pierluigi Rizzo




Prefazione a cura di Vincenzo Iapichino


Ci siamo uniti otto persone per coltivare una provocazione che stimoli la gente a ritornare alla strada, alle piazze, agli antichi caratteristici vicoli che con il loro vissuto hanno tanto da raccontare, da insegnare e da emozionare.

L’agorà è stata la culla della vera democrazia Ateniese. Le decisioni più importanti venivano prese direttamente dalla gente raccolta in piazza. 
Oggi la strada viene snobbata. In questo periodo in cui la volgarità la fa da padrona,la parola “strada” si collega ad un senso di rozzezza, scurrilità, mancanza di signorilità.
E invece se alla strada ci si avvicina e si incomincia a viverla con animo scevro di pregiudizi, condizionamenti e manipolazioni si scopre un tesoro meraviglioso.
Purtroppo anche coloro che si definiscono intellettuali, evidentemente plasmati dal potere prendono le distanze come se la strada li contaminasse e facesse loro perdere il prestigio.
E invece noi viviamo la strada! perché la strada ci insegna la libertà e ci fa vivere momenti di fratellanza e solidarietà che gli alti ranghi non conoscono e quindi non apprezzano nella loro vera essenza. (non sanno cosa si perdono)
Questo distacco fra questi “altezzosi” e la strada fa perdere loro il vero senso della concretezza.
Solo chi vive la strada entra nell’essenza della realtà perché la vive senza nessun pregiudizio. Non piace la strada perché insegna a non subire condizionamenti di sorte. Ma noi sappiamo quanto conta l’esperienza della strada, il vivere in mezzo alla massa , alla gente umile , alla gente che soffre
,alla gente che si diverte e gioca con niente ! Insomma tante cosa da scoprire giorno dopo giorno e che insieme costituiscono un tesoro di emozioni.
Si ! emozioni che è il cibo della poesia. Di quella poesia libera; che fa parlare l’anima così come le viene ; che bada più al contenuto che alla forma.
Quindi senza nessun “padrone”.
Non ci basta che la strada sia palcoscenico naturale delle varie arti.
Per noi “poeti di strada” vuol dire assimilare le emozioni dalla vita che corre per le vie onde riversarle in poesie in piena libertà senza editori,sponsor, direttori …senza padroni.
Noi qui siamo legati solo da amicizia e l’amore di trasmettere in versi i sussulti della strada.


 Clicca sulla copertina per sfogliare il libro online


     Immagine e grafica di copertina a cura di Giuseppina Irene Groccia 









Si ringrazia Antonello Triglia per la collaborazione 


Finito di stampare Febbraio 2021 presso Tipografia Gambero – Corigliano Rossano (CS)



Per richiedere copie del libro scrivere a: gigroart23@gmail.com




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Annalisa Ceolin – Viaggio al termine della notte

 

Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

di Giuseppina Irene Groccia  |02|Febbraio|2021|


VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE 


La fotografia di Annalisa Ceolin parla un linguaggio prezioso e presenta ricerche iconografiche di estrema rilevanza artistica.

In questa raccolta in particolare, dal titolo “Viaggio al termine della notte”,  emerge l’uso del frammento di diversi fotogrammi, come forma incompiuta di una narrazione.

Annalisa consegna abilmente questa irrealtà allo spettatore, regalandogli la possibilità di percepire molto di più di quel che realmente vede. 

La sua arte offre la possibilità di fruire di immagini simboliche e metaforiche rendendo ogni scatto una storia convincente e autentica, attraverso dettagli dell’esistenza quotidiana e della vita intima.



Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Nata a Venezia, dove risiede, è laureata in Sociologia. Nelle sue fotografie, analogiche e digitali,  in bianco e nero e a colori, sviluppa una ricerca introspettiva, simbolica e metaforica .


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Allieva di Roberto Salbitani e Mimmo Jodice, ha realizzato reportages per il Comune di Venezia, tra cui quello nel Carcere Femminile


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ha insegnato fotografia nelle scuole superiori , ha collaborato con riviste del settore come Fotoit e Gente di Fotografia e con editori italiani tra cui Einaudi.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Nelle sue foto mette a fuoco il punto di rottura, elevando quel frammento a protagonista 


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Seppur le sue foto ci appaiono a volte ermetiche, riesce a trasmettere molto bene il concetto che sta dietro ad ogni suo singolo scatto.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ci consegna frammenti da riempire con immagini che trasmettono l’idea di un diverso ordine della realtà


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi
Ha la capacità di condurci a piccoli passi  dentro il fotogramma.. attraverso una propria realtà frammentata.

Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Molte sue immagini sono conservate presso importanti archivi e fondazioni.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ha partecipato a numerose rassegne, tra le quali a : Venezia, Roma,Padova, Nova Gorica, New York, Seravezza, Arezzo, Pechino, Mohrvila, Monaco di Baviera.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ha realizzato mostre personali e partecipato a numerose collettive in Italia e all’estero.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi
Questa raccolta è un documentario autentico, capace di cogliere istantaneamente frammenti di storie, attraverso pezzi di fotogrammi. 


Contatti: 


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