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Ottobre 2022

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THE LAST DROP. Fabrizio Spucches per Fondazione CESVI

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi

THE LAST DROP.
Fabrizio Spucches per Fondazione CESVI





Fondazione CESVI e il fotografo Fabrizio Spucches, dal prossimo 5 novembre presentano all’Acquario Civico di Milano la mostra dal titolo THE LAST DROP a cura di Nicolas Ballario, un racconto emozionale e sfrontato che fa emergere due delle più grandi problematiche sociali dei nostri giorni: la guerra e la carestia.

La mostra è promossa dal Comune Milano Cultura e dall’Acquario – Civica Stazione Idrobiologica.



Una narrazione che, attraverso oltre 100 scatti inediti, vede insieme Spucches e Fondazione CESVI in Ucraina e nel Corno d’Africa, dove l’artista ha visitato i progetti di CESVI e incontrato le persone aiutate, per fotografare chi è stato colpito direttamente dalla guerra e chi – seppur lontano e in un altro continente – sta vivendo analoghe condizioni di fragilità date dall’emergenza climatica, dalla carestia e, indirettamente, anche dal conflitto.


THE LAST DROP, attraverso lo sguardo di Fabrizio Spucches, mostra la contemporaneità da un punto di vista completamente nuovo; un presente che è incomprensibile e catastrofico allo stesso tempo, che ci dice che l’ultima goccia della disperazione africana è anche una guerra che si combatte dall’altra parte del mondo.

Un’ultima goccia che è allegoria amara, perché versata su una terra che quella goccia la brama.



La mostra THE LAST DROP. Fabrizio Spucches per Fondazione CESVI è curata daNicolas Ballario e vede come media partner Factanza.

In occasione dell’inaugurazione della mostra sarà presentato l’Indice Globale della Fame 2022 (Global Hunger Index – GHI), uno dei principali rapporti internazionali sulla misurazione della fame nel mondo, curato da CESVI per l’edizione italiana e disponibile al link https://www.cesvi.org/approfondimenti/indice-globale-della-fame/.





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AMA L’ARTE Annamaria.Manuela.Aurora

 L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi


AMA L’ARTE
Annamaria.Manuela.Aurora








Le artiste AnnaMaria Roberti, Manuela Serrau e Aurora Iogà si presentano alla città di Monza con la mostra “AMA l’arte” che vuole raccontare il prezioso legame di amiciziache le lega, e la passione che le accomuna per l’arte e la pittura. 

Nel caratteristico spazio ARTI-STA di vicolo Lambro, la mostra verrà inaugurata domenica 6 novembre alle ore 18.00 dalla storica dell’arte Chiara Medolago e proseguirà fino a sabato 19novembre.

Si possono ammirare grandi quadri e diversi vasi realizzati con la tecnica raku che descrivono un punto di vista particolare e originale di queste tre artiste. Ognuna con uno stile differente racconta il suo mondo, il suo modo di concepire e realizzare l’arte: 


AnnaMaria Roberti predilige le tinte accese e i colori contrastanti, usa l’olio e l’argilla; 


Aurora Iogà ricerca cromie variegate intrise di armonia, puntando verso un minimalismo formale; 


Manuela Serrau sceglie una tavolozza monocroma per dare risalto al corpoe allo spirito femminile.



In data sabato 19 novembre alle ore 17.00 il finissage sarà curato dalla performance dell’attore Matteo Nicodemodella musicoterapista Chiara Mastrogiuseppe, che realizzeranno un reading che darà voce alle opere in mostra, finemente accompagnato da sonorità uniche e mai sentite.  

 

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JoJo HUXFORD Contemporary Art Catalogue

 L’ArteCheMiPiace – Catalogo Online




JoJo HUXFORD
Contemporary Art
Catalogue


  • ISBN : ‎ 979-8359442510








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Here you can read more about Joanne Huxford:







©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

La sezione Catalogo Artisti ospita il nuovo format divulgativo del Blog, si tratta di uno spazio dove all’artista che ne farà richiesta, verrà  data l’opportunità di poter realizzare e pubblicare un Catalogo personale in versione digitale e cartaceo.

Una accurata selezione delle proprie opere potrà essere presentata all’interno del Blog in versione impaginato con la possibilità di aggiungere testi critici o interviste. La versione sfogliabile online verrà pubblicata sulla piattaforma internazionale ISSUU

Inoltre l’elaborato grafico impaginato in PDF potrà essere utilizzato anche per le stampe cartacee e nel caso l’artista lo desidera potrà essere aggiunta, previa liberatoria, nella nostra libreria online su Amazon Books


Il catalogo digitale è ormai un Must per ogni artista, un efficace ed elegante strumento di presentazione delle proprie opere.

In linea con questa tendenza ormai consolidata e che è diventata ormai aspettativa di tutti, il catalogo digitale offre dei notevoli vantaggi agli artisti che lo utilizzano per acquisire più contatti e visibilità 

Diffondere un catalogo digitale è più semplice rispetto ad uno cartaceo. Basta un click per condividerlo con potenziali acquirenti, gallerie e curatori.

La condivisione sui social media ne permette inoltre una diffusione praticamente gratuita..  tutto al fine di preservare e rendere accessibili ad un maggior numero di persone le informazioni fondamentali di un artista e sulla sua intera produzione.

Questa strategia permetterà di presentare i propri lavori artistici nei migliore dei modi possibili, con canali diversi e quindi con una più completa rappresentazione degli stessi. 


La pubblicazione di un catalogo cartaceo è altrettanto
importante perché è un mezzo di promozione che va a interferire con altri
sensi. Il profumo di una stampa, la grana della carta sono aspetti sensoriali
capaci di attivare altri canali percettivi. Inoltre, le copie stampate,  diventano indispensabili in
occasione di eventi espositivi dove la loro distribuzione a fine evento è fondamentale
per chi vorrà far rivivere in modo più intimo e completo  le emozioni percepite dal fruitore durante il
percorso espositivo.

Il Catalogo ideato, prodotto e divulgato da L’ArteCheMiPiace
è munito di Codice ISBN, questo aspetto è molto importante in quanto fa del
prodotto finale una Pubblicazione e non una semplice stampa. Sarà possibile
quindi usare il Catalogo per commercializzare sia il Volume stesso, come anche
le opere in esso contenute, ai fini di promuovere, divulgare e vendere la
propria Arte.













L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.

Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere più spazio, con un’intervista, con la presentazione di un tuo progetto artistico oppure con la realizzazione di un tuo catalogo d’arte personalizzato, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



Oppure contattaci attraverso questo Form


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Il giorno che verrà – Mostra personale di Gianni Mantovani

  L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi



Il giorno che verrà 
Mostra personale di Gianni Mantovani




Sabato 12 novembre 2022 dalle ore 18:30 presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery in Viale Giorgio Pallavicini 22 a Ravenna, si inaugura “Il giorno che verrà”, una personale di Gianni Mantovani che rimarrà allestita fino a domenica 27 novembre e sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 16:00 alle 20:00.


La mostra, organizzata da CARP Associazione di Promozione Sociale in collaborazione con lo Spazio Espositivo PALLAVICINI 22 Art Gallery, con l’ Archivio Collezione Ghigi-Pagnani e con la Delegazione-gruppo giovani Fai di Ravenna, è patrocinata dal Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura, dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna e da WWF Ravenna.


Sabato 12 novembre alle ore 16:30 è programmato un INVITO VISITA IN ANTEPRIMA per la Delegazione-gruppo giovani Fai di Ravenna, i cui soci saranno accompagnati nel percorso di visita dallo stesso artista.


All’inaugurazione interverranno anche Claudia Giuliani, capo delegazione FAI di Ravenna e Davide Emiliani, presidente WWF Ravenna.






La mostra



La mostra sull’opera di Gianni Mantovani, con testo critico di Antonio Enrico Maria Giordano a catalogo, vede esposta una serie di lavori pittorici ispirati all’ambiente a testimonianza della sensibilità verso la Natura radicata da decenni nell’artista modenese. Paesaggi, fiori e natura vengono rappresentati attraverso forme primarie ed essenziali che si nutrono di memorie e di una visione sognante.

Motivo conduttore delle tele in mostra è il paesaggio su sfondo rosso, a simboleggiare l’urlo dell’artista contro il surriscaldamento globale del pianeta Terra ed i preoccupanti e sempre più accelerati cambiamenti climatici.



I titoli scelti da Gianni Mantovani per le opere in mostra (Appoggiarsi alla bellezza del cieloAccarezzare il cieloLa bellezza non haconfiniL’infinito delle formeOrizzonte di luceLuce di stelleLa luce che è in noiÈ già mattinoÈ un giorno bellissimo; Paese mioIl sorriso di un fioreGiardini Margherita) evocano i sentimenti, la bellezza della vita, i sogni e una visione fiduciosa e speranzosa del creato.

L’Artista

Gianni Mantovani nasce a Concordia (MO) nel 1950 dove tuttora risiede.

Studia all’Istituto d’Arte di Modena e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Nel 1974 inizia a insegnare Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Bologna e dal 1994 è docente di ruolo di “Pittura” e in seguito di “Disegno” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Gli anni ’90 vedono Mantovani appassionarsi all’Arte Tribale, ed in modo particolare a quella africana. Questo interesse contribuisce in modo significativo ad accelerare una svolta creativa che era già nell’aria e le nuove opere pittoriche si caricano di immagini semplici e fantastiche.

Tra gli altri, gli hanno dedicato scritti e note critiche: Renato Barilli, Mario Bertoni, Luigina Bortolatto, Lucio Cabutti, Maria Campitelli, Toti Carpentieri, Renata Casarin, Giorgio Celli, Claudio Cerritelli, Vittoria Coen, Diego Collovini, Giorgio Cortenova, Enrico Crispolti, Miriam Cristaldi, Roberto Daolio, Gianfranco Ferlisi, Michele Fuoco, Armando Ginesi, Antonio E. M. Giordano, Walter Guadagnini, Filiberto Menna, Nicola Micieli, Massimo Mussini, Luigi Meneghelli, Marco Meneguzzo, Sandro Parmiggiani, Marilena Pasquali, Concetto Pozzati, Sandro Ricaldone, Giuliano Serafini, Maria Luisa Trevisan, Matteo Vanzan, Donatella Verzura.








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Kunsthistorisches Museum – Uno scrigno di tesori artistici

 L’ArteCheMiPiace – Favourites

Foto: Giuseppina Irene Groccia




Kunsthistorisches Museum

Uno scrigno di tesori artistici 



di Giuseppina Irene Groccia |12|Ottobre|2022|


Vienna è da secoli importante punto di riferimento europeo per ogni tipo di arte. Illustri rappresentanti della musica, della pittura e dell’ architettura vissero nei suoi ricercati e ricchi palazzi. Molto spesso la capitale austriaca è stata testimone di intrecci e connubi tra artisti dando vita a realtà creative sfociate in sfide progettuali e nella costruzione di strutture museali di portata storica. Questo aspetto ha fatto di Vienna una città con un altissimo numero di musei, tra cui il Kunsthistorisches Museum che è il più famoso dei ben centocinquanta musei che si possono ammirare a Vienna.


Aperto nel 1891, il Kunsthistorisches Museum di Vienna può essere paragonato al Louvre di Parigi. Fondato dall’Imperatore Francesco Giuseppe per ospitare in un’unica e definitiva sede le ricchissime collezioni imperiali, custodisce oggi un enorme patrimonio artistico. 






Foto: Giuseppina Irene Groccia


L’ edificio stesso è una realizzazione artistica unica, nella sua opulenza architettonica mi piace immaginarlo come un gigantesco scrigno di tesori artistici dove al suo interno vengono custodite numerose opere d’arte di livello mondiale, che costituiscono un’eccezionale selezione della venerabile collezione d’arte asburgica.



Foto: Giuseppina Irene Groccia


Il Kunsthistorisches Museum è il più grande e il più visitato dei musei austriaci. Ospitato in un sontuoso palazzo con un imponente facciata dal chiaro gusto rinascimentale, dà su Marie-Theresienplatz ed è speculare al Naturhistorisches Museum. L’edificio principale è coronato da una splendida cupola ottagonale alta 60 metri. 





Nell’ entrare si viene subito attratti dal monumentale scalone centrale e in particolare dalla bellezza e dalla maestosità del gruppo scultoreo “Teseo” di Antonio Canova che inonda l’ambiente di luce propria, indicando la strada verso la meravigliosa Pinacoteca al piano superiore.



Foto: Giuseppina Irene Groccia





Di grande valenza artistica è il ciclo pittorico esposto nella scalinata di rappresentanza, si tratta in totale di 40 dipinti, di cui ben undici realizzati dal Maestro della Secessione, il grande Gustav Klimt.

Foto: Giuseppina Irene Groccia







Foto: Giuseppina Irene Groccia



Klimt aveva allora appena 28 anni quando, tra il 1890 e l’anno seguente, ricevette l’incarico di decorare gli spazi interstiziali presenti tra le arcate e il doppio colonnato sul muro a nord della scalinata.


Foto: Giuseppina Irene Groccia





Foto: Giuseppina Irene Groccia




Foto: Giuseppina Irene Groccia




Il ragguardevole complesso museale si articola su più piani ed è suddiviso in cinque vaste sezioni: la Kunstkammer, dove vale la pena soffermarsi sulla “Saliera” di Benvenuto Cellini nella XXIX sala, la collezione di arte antica e la collezione egizio-orientale che affascinano con i loro tesori appartenenti a misteriose culture del passato, la pinacoteca, che approfondiremo di seguito e il gabinetto numismatico all’ultimo piano, che consente di ripercorrere lo sviluppo del denaro e delle medaglie dai primordi fino ad oggi. Tutte le opere esposte coprono complessivamente cinque millenni, dall’antico Egitto all’antichità greca fino alla fine del XVIII secolo.



Foto: Giuseppina Irene Groccia











Foto: Giuseppina Irene Groccia





Il museo ha un bellissimo caffe che è di per sé uno spettacolo da vedere. È allestito, in perfetto stile viennese al primo piano nella hall a cupola. Il ristoro ideale per una pausa caffè e per goderti un pezzo di torta Sacher tra un capolavoro e l’altro.



Foto: Giuseppina Irene Groccia





Orgoglio e vanto di questo museo è però la Pinacoteca, che situata al piano nobile,  custodisce tesori artistici che vanno dal 1300 al 1700, tra cui pezzi pregiati da tutto il mondo.



Foto: Giuseppina Irene Groccia





Foto: Giuseppina Irene Groccia




Foto: Giuseppina Irene Groccia

L’importante collezione comprende numerosi capolavori dell’arte occidentale e la collezione di Bruegel più grande al mondo.





Cacciatori nella neve, Bruegel                                      Foto: Giuseppina Irene Groccia




Torre di Babele, Bruegel                                                Foto: Giuseppina Irene Groccia


Questa sezione del Kunsthistorisches Museum è la più famosa e si compone di dipinti Italiani, Fiamminghi, Tedeschi, Spagnoli, Francesi ed Inglesi dal rinascimento all’epoca barocca, comprese opere di Veronese, Caravaggio, Tiziano, Giorgione, Correggio, Arcimboldo, Antonello da Messina, Guido Reni, Bosch, van Eyck, Memling, Bruegel, Rubens, Rembrandt, Dürer, Cranach, Velázquez e molti altri.





Salvator Rosa – Heraklit und Demokrit                          Foto: Giuseppina Irene Groccia






Peter Paul Rubens, Vincenzo II Gonzaga                     Foto: Giuseppina Irene Groccia







Giorgione, Ritratto di un guerriero                                 Foto: Giuseppina Irene Groccia






Antonello da Messina, Pala di San Cassiano               Foto: Giuseppina Irene Groccia



Peter Paul Rubens, Vincenzo II Gonzaga                     Foto: Giuseppina Irene Groccia






Ambrogio de’ Pedris, Kaiser Maximilian I                      Foto: Giuseppina Irene Groccia





Peter Paul Rubens, Autoritratto                                    Foto: Giuseppina Irene Groccia





Johannes Vermeer – Tha Allegory of Painting               Foto: Giuseppina Irene Groccia





Anthonis van Dick, Portrait of a young General            Foto: Giuseppina Irene Groccia




Davanti allo splendore fiammeggiante dei migliori interpreti del barocco italiano si rimane incantati, il dinamismo, la sontuosità ci portano una sensazione di vertigine, illusione ed esultanza.

Tutto questo testimonia il grande potenziale culturale della nostra terra, che porta al centro della scacchiera internazionale dell’arte i grandi Maestri italiani del passato. 

Il calore di queste opere mi ha trasmesso la consapevolezza dell’eccellenza italiana nell’arte rinascimentale e barocca come indiscutibile orgoglio del nostro paese.






Incoronazione di spine, Caravaggio                              Foto: Giuseppina Irene Groccia





Davide e Golia, Caravaggio                                          Foto: Giuseppina Irene Groccia


                                      


Inverno, Giuseppe Arcimboldo                                      Foto: Giuseppina Irene Groccia







Estate, Giuseppe Arcimboldo                                        Foto: Giuseppina Irene Groccia








Madonna con bambino, Lorenzo Lotto                          Foto: Giuseppina Irene Groccia
























©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








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Nella punta dello stivale – Il nuovo libro di Enzo Le Pera

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere





Nella punta dello stivale 
Il nuovo libro di Enzo Le Pera


di Redazione  |10|Ottobre|2022|






Sinossi

Il complesso mondo sommerso della creatività in Calabria non ha mai offerto sentieri visibili per organizzare, storicizzare le sue energie e individuare le eccellenze. Questa indispensabile e cospicua pubblicazione offre finalmente, grazie al filo conduttore incarnato dal suo autore, una possibilità concreta di viaggiare nei meandri più nascosti del paesaggio creativo contemporaneo della regione. 
È un imponente volume, forte dalla solitaria militanza a trecentosessanta gradi di Enzo Le Pera, in uno con la galleria Il Triangolo, e della sua incommensurabile produzione di pubblicazioni, indispensabile per la comprensione e la lettura di fatti spesso dimenticati. 
Tramite eventi espositivi abbondantemente documentati, testimonianze di intellettuali e amici, articoli su giornali e riviste specializzate, fotografie, si può intravvedere l’enormità del lavoro svolto dall’autore. 
Il volume, autentico punto di riferimento per il lettore offre, con rara chiarezza, le indispensabili chiavi di lettura legate al mistero dell’invisibile in Calabria.



Prefazione DI PARIDE LEPORACE

Un funambolico palcoscenico senza confini

Negli anni Settanta, Enzo Le Pera era un giovane di belle speranze che doveva decidere se continuare ad insegnare, mettere a frutto la sua laurea in Legge o inseguire il suo demone principale.
Per fortuna della sua città, Cosenza, e della sua regione, isola isolata meridionale, la Calabria, seguì l’istinto passionale acceso sui banchi del liceo dalle lezioni di Storia dell’Arte della
sua professoressa Ginevra Mancini, e decise di aprire la Galleria d’arte “Il Triangolo” in via Alimena.
A quel tempo Cosenza non aveva ancora un liceo artistico, le Accademie d’arte in Calabria non si sapeva ancora cosa fossero, e la critica d’arte si poggiava ancora su qualche sperduto elzeviro isolato.
In tal deserto e in mezzo ai rumorosi anni del più profondo rinnovamento culturale di massa nasce la storia avventurosa di una provincia italiana che non voleva essere lontana dal sacro fuoco che avvampava le metropoli italiane.
Enzo Le Pera, grazie al suo Io ipertrofico molto competente, ha costruito con le sue mostre, le numerose e indispensabili pubblicazioni, i viaggi, l’impegno culturale, i rapporti con i migliori artisti un luogo e un logo cult che resiste all’usura di questo tempo nuovo.
Enzo, con lo scrupolo di chi mette sotto sale tutto quello che costruisce, in questo libro offre la sua precisa mappatura di cinque decenni attraverso i luoghi, le memorie, i ricordi, le numerose autorevoli testimonianze che arrivano fino alle opere dei giorni nostri.
Venghino a leggere signori, ecco a voi i pittori e gli illustri recensori, prima del tempo delle aste d’arte in televisione, quando un Triangolo a Cosenza, costruito da Enzo Le Pera, era
qualcosa di simile al rivoluzionario Orlando Furioso allestito da Luca Ronconi a Spoleto e poi con coraggio portato al popolo in televisione.
La numerosa scelta di foto, gli omaggi pittorici all’autore, le locandine del tempo, le prefazioni ai cataloghi e alle curatele, gli scritti di belle firme in smagliante forma sono mappe da
conservare per l’appassionato e la studiosa, per chi visse quelle ardenti stagioni e per chi cerca le nuove strade della videoarte.
Questo diario di un cercatore d’arte è un funambolico palcoscenico senza confini.
Vi aiuterà molto a comprendere come anche la Calabria sia diventata postmoderna.

Paride Leporace
giornalista, scrittore












Indirizzo di saluto del Sindaco Franz Caruso

Enzo Le Pera e la sua Galleria “Il Triangolo”, che si appresta a tagliare l’importante traguardo dei 50 anni di attività, rappresentano un vero e proprio avamposto dell’arte nella nostra città. Una sorta di roccaforte che ha saputo respingere i venti di crisi, affiorati sin dal 2007, resistendo con pervicacia negli stessi anni nei quali altre gallerie d’arte sono state costrette a chiudere i battenti. Ora Enzo, con la stessa verve e la stessa energia di quando, nel 1973, avviò l’attività della sua magnifica “creatura”, alla quale ha da poco affiancato l’entusiasmo del figlio Giorgio, ha deciso di condensare in questo libro la summa di quanto ha saputo costruire, non senza sacrifici e forte di una felice intuizione. E non per tirare le somme di un bilancio in vista di un’abdicazione, certamente non all’ordine del giorno, ma per immaginare un nuovo punto di partenza, alla ricerca di sempre nuovi traguardi. Ho conosciuto Enzo grazie a mio padre che era suo grande amico e che ascoltava i suoi preziosi consigli quando doveva acquistare qualche quadro, perché ne conosceva a fondo le grandi competenze.

Molto azzeccato, mi sembra, oltre al titolo del libro di Le Pera, anche il sottotitolo: “Diario di un cercatore d’arte”. Perché Enzo Le Pera è tale, così come è tante altre cose ancora: studioso rigoroso, ma di un rigore che si alimenta in modo scientifico, grande e instancabile conoscitore di arte e di artisti, con un occhio particolare rivolto a quelli calabresi dell’800 e del ‘900, cui ha dedicato studi attenti e minuziosi, concentrati in volumi che hanno contribuito a colmare, sulla materia, vistose lacune. Ecco perché la città di Cosenza e con essa anche l’Amministrazione comunale devono essergli riconoscenti. Sorretto da una inguaribile passione, il suo contributo alla conoscenza e alla divulgazione dell’arte è non solo encomiabile, ma è anche frutto di un lavoro certosino e fondamentale in un’epoca nella quale i testi canonici, come le enciclopedie storiche francesi o tedesche, riportavano solo pochissimi esempi di artisti calabresi dell’800. 
Le Pera, invece, ne rinviene fino a 250, segnalandosi come un autentico scopritore e propagandista di quell’arte ottocentesca calabrese ancora sconosciuta ai più ed alla quale, ampliando lo spettro dei suoi studi e delle sue ricerche fino al novecento, dedicò, tra i tanti, un volumeimponente come “Enciclopedia dell’arte di Calabria (Ottocento e Novecento)”, testo pubblicato da Rubbettino e dal quale è impossibile prescindere. Bene ha fatto,pertanto, Enzo Le Pera, nel suo “Nella punta dello stivale”, a documentare tutta la sua attività, le rassegne, le biennali, le partecipazioni a mostre, gli incontri straordinari con gli artisti più rappresentativi del panorama nazionale e calabrese. Una passione, la sua, esplosa sin dagli anni dell’Università, quando prese a frequentare a Napoli più gli studi di artisti come Ciardo, Notte e Brancaccio, che le aule di giurisprudenza dove pure qualche anno più tardi si laureò. Dopo una breve parentesi nell’insegnamento, per Enzo si schiusero le porte del “Triangolo” e allora il suo sogno poté finalmente realizzarsi. E oggi che il diario della sua vita lavorativa, nel quale sono fedelmente riportate tutte le tappe che lo hanno visto protagonista nel settore dell’arte, ha preso corpo grazie a questo bel libro, sono in tanti a gioirne e a provare un misto di soddisfazione e nostalgia, piena di luoghi, memorie, ricordi, testimonianze, maturate in ben 277 mostre, non solo al Triangolo, ma in lungo e in largo per tutta la Calabria. Enzo Le Pera ha dalla sua una sorprendente capacità di viaggiare ed una innata curiosità, caratteristiche che gli hanno consentito di visitare gli studi di moltissimi pittori contemporanei. A chi si domanda il segreto di questa longevità, si potrebbe rispondere con un termine quasi scontato, la passione, ma cui bisogna aggiungere, e non potrebbe essere diversamente, anche la capacità di portare avanti un lavoro difficile, come quello del gallerista, con assoluta serietà.

Due qualità che, al giorno d’oggi, fanno la differenza.

Franz Caruso

Sindaco di Cosenza

Postfazione DI ENZO PAOLINI


Quando il mio amico Enzo Le Pera – con il quale, negli ultimi anni ho consolidato il rapporto, avendo stabilito una proficua collaborazione con la Fondazione Premio Sila, – mi ha inviato in bozza Nella punta dello stivale chiedendomi di scriverne la postfazione, ho accettato d’istinto, lusingato ma forse anche un poco preoccupato dal dovermi misurare con un mondo, quello dell’arte pittorica, che mi affascina e che frequento da profano, affidandomi alle emozioni, alla curiosità, agli incontri improvvisi in gallerie in giro per l’Italia e soprattutto ad i suggerimenti ed ai preziosi consigli di esperti, studiosi e conoscitori quali, appunto, Le Pera. Poi mi sono addentrato nelle pagine del volume.
Sono entrato nel “diario del cercatore d’arte”, nella storia di cinquant’anni di accadimenti personali e collettivi, di sguardi, personaggi, colori, sperimentazioni, scoperte, linee, tendenze. Entrare in un diario è fare un viaggio. Ed il viaggio intorno alla vita e all’opera di infaticabile, inquieto, curioso e rigoroso esploratore e divulgatore di Enzo Le Pera è stato davvero sorprendente. All’immagine che avevo consolidato negli anni di
frequentazione con Enzo, che conoscevo “solo” come esperto d’arte, studioso e creatore di una tra le prime e più importanti gallerie della città di Cosenza, ampliando di molto il margine entro il quale lo avevo collocato, ho aggiunto la scoperta una figura di intellettuale eclettico e coltissimo, storico dell’arte, critico, conoscitore e amico di artisti che ha scoperto e incoraggiato, delineandone traiettorie di successo. Ho messo a fuoco meglio l’importanza fondamentale dei suoi studi sugli artisti calabresi di Ottocento e Novecento confluiti nelle opere che hanno finalmente colmato un vuoto conoscitivo e dato il via ad un filone dedicato, ma ho innanzitutto riconosciuto un sognatore coraggioso, che ha intrecciato la sua vita alla sua passione per l’arte con un legame di pari forza di quello che lega i suoi amati pittori alle tele e ai colori, e ha dedicato ogni sua giornata ad una passione che ha contribuito a creare nel centro sud un clima nuovo e fertile per la conoscenza e la diffusione di una cultura viva e attiva. E’ un lavoro importante, questo Diario, anzi, è esemplare, e va diffuso, tra gli addetti ai lavori e gli studiosi, ma non solo. La cultura, la ricerca della bellezza non sono un’astrazione, sono la storia delle persone che la fanno.

Cosenza, lì 25.7.2022

Enzo Paolini







Il libro puoi richiederlo cliccando QUI sulla copertina






Enzo Le Pera è Fondatore e Direttore della Galleria d’Arte “Il Triangolo”,  attiva dal 1973 a Cosenza.



La galleria d’arte “Il Triangolo” è nata nel 1973 ed ha sede in viale Alimena 31/d, a Cosenza.

Nel corso del tempo ha ospitato oltre 250 mostre personali dei più importanti artisti internazionali (Dalì, Dufy) e italiani (Bartolini, Borgonzoni, Cagli, Carrà, Caruso, Crippa, Drei, Fioroni, Guerrieri, Guttuso, Levi, Morandi, Notte, Paulucci, Pozzati, Rotella, Sassu, Tamburi e altri), come anche di molti promettenti giovani pittori. 

Per molti anni ha partecipato all’Arte Fiera di Bologna e ad Expo Arte di Bari. 
Rappresenta un punto di riferimento per l’arte nel centro-sud.
La galleria nel 1981 ha organizzato la 1a edizione del Premio Nazionale Cosenza ’81, vinto da Salvatore Fiume, con l’opera “Gatti in amore”.  Si interessa di ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA   e di PITTURA CALABRESE TRA OTTO E NOVECENTO



Enzo Le Pera, figura carismatica, gallerista, saggista, esperto d’arte, autore di dizionari sugli artisti calabresi dell’800 e del ‘900 e di una Mappa degli esperti d’arte.

Ha studiato al liceo classico Telesio di Cosenza e ha avuto esperienze come avvocato per alcuni anni iniziali e come professore nelle scuole pubbliche. Nel 1973 ha fondato a Cosenza la Galleria d’arte Il Triangolo, a cui è subentrato il figlio Giorgio. Come gallerista ha organizzato e curato oltre trecento rassegne e personali dei più grandi artisti italiani e stranieri sia in Galleria, come in altre sedi in Italia (Percorsi d’arte. Artisti calabresi al Castello, e Periscopio sull’arte in Italia 2016, Castello Ducale di Corigliano Calabro; Prospettive del terzo millennio, 2017, Museo Maca di Acri; Biennale internazionale della Calabria citra, 2018, Museo comunale di Praia a Mare). Ha presentato volumi d’arte, organizzato convegni, tenuto conferenze sull’arte moderna e contemporanea. E’ un riconosciuto esperto d’arte, e ha fatto parte come membro o presidente di giuria di vari premi d’arte (Premio Pandosia, Marano Principato; Premio Capizzano, Rende; Premio D’Amico, Rossano; Premio Sulmona; Biennale di Pescara; Bene- Biennale di Benevento; Stregarti di Benevento). Ha contribuito a fondare ed è stato Commissario del Premio internazionale Limen arte di Vibo Valentia per le nove edizioni. La sua voce compare su Il dizionario bibliografico biografico geografico storico della Calabria di Gustavo Valente, vol. VII, Ed. GeoMetra, su riviste, e volumi d’arte (Teodolinda Coltellaro, Fatti d’arte, Rubbettino editore; Emilio Tarditi, FELIX E LA GATTA DI MONTAIGNE, Scritti di vita civile cosentina, Luigi Pellegrini editore). Come autore ha pubblicato per le edizioni Rubbettino Arte di Calabria tra Ottocento e Novecento, 2001; Enciclopedia dell’Arte di Calabria, Ottocento e Novecento, 2008; CALABRIA-Focus sull’arte contemporanea 2019 (con Gianluca Covelli e Ghislain Mayaud); come curatore monografie per artisti contemporanei e volumi sull’arte in Italia. Ha pubblicato altresì per Gazzetta del Sud, Pellegrini, Le Nuvole, edizioni Romano, edizioni VAL.


Proprio in questi giorni Enzo Le Pera è impegnato nella presentazione di una interessante iniziativa   presso la sua Galleria d’Arte “Il Triangolo” in Via Alimena a Cosenza. L’evento attualmente in corso è  la mostra personale di Pittura dal titolo “INSIGHT”, che vede protagonista Alessandro Maioartista siciliano, classe 1966, il cui repertorio tematico intimistico è legato alla storia della sua terra e a quella personale.

L’evento è patrocinato dalla Città  di Cosenza e dal Rotary Club Cosenza.





Contatti


Sito Web Enzo Le Pera

Facebook VincEnzo Le Pera


Sito Web Galleria Il Triangolo

Tel. 338.2892515






















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Marina Abramović e Ulay – Breathing In/Breathing Out, 1977

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Marina Abramović e Ulay Breathing In / Breathing Out, 1977 Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Marina AbramoviĆ e Ulay

Breathing In / Breathing Out, 1977




di Giuseppina Irene Groccia |08|Ottobre |2022|




Per la diciottesima giornata del contemporaneo mi piace riproporre una Performance rimasta nella storia dell’arte contemporanea internazionale.

Notata nella mia recente visita al Mumok di Vienna in occasione della collettiva 

Collaborations” a cura di Heike Eipeldauer e Franz Thalmair, dove è stata riproposta con lo scopo di riflettere sull’aspetto delle collaborazioni artistiche.


Le collaborazioni artistiche realizzate da Marina e Ulay  durante il loro sodalizio professionale, sono opere che ogni appassionato d’arte conoscerà alla perfezione. Questo tipo di rappresentazioni destabilizzano e risvegliano molta curiosità ma anche perplessità, a causa dei messaggi astratti,  che veicolano la rottura di schemi mentali conformistici.



In questa Performance del 1977, Marina Abramovic e Ulay, in posizione inginocchiata, premono saldamente la bocca insieme, mentre le loro narici sono bloccate da filtri per sigarette. Ulay respira aria dalla sua bocca in quella di Marina. Marina inala l’anidride carbonica che viene rilasciata e la respira di nuovo in bocca a Ulay. Questa azione si ripete fino a quando entrambi gli artisti non crollano quasi per mancanza di ossigeno. 

Breathing In / Breathing Out” indaga i limiti fisici del corpo e descrive la duplice relazione tra uomo e donna. 

La performance ha l’intimità di fare l’amore ma allo stesso tempo mostra anche il suo lato competitivo e distruttivo. 



Nel tentativo di connettersi con la vita dell’altro nella funzione di vita più elementare, il respiro, si trasforma in un auto-sabotaggio pericoloso per la vita. Proprio come ogni forma di interrelazione simbiotica, c’è la potenziale minaccia di auto-estinzione. 

In Breathing In / Breathing Out, la coppia di artisti negozia l’utopia dell’unione ermafrodita dei sessi, fino all’annientamento reciproco latente.


Marina Abramović e Ulay Breathing In / Breathing Out, 1977 Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia


Ambramovic e Ulay hanno lavorato insieme dal 1975 al 1988, creando esibizioni che indagavano sui loro confini fisici e psicologici attraverso l’uso incessante dei loro corpi, trasformandoli così in medium per domande sull’identità (di genere), la sessualità e l’esistenza umana.

Con le loro azioni conflittuali e fisiche, miravano a stimolare intellettualmente il loro pubblico. 

Breathing out – Breathing in è una registrazione cinematografica di una performance del 1977 commissionata dallo Stedelijk Museum e realizzata senza pubblico. 

È la controparte di Breathing in – Breathing out, che ha avuto luogo a Belgrado all’inizio di quell’anno, quella volta con un pubblico e catturato in video in bianco e nero.


Marina Abramović e Ulay Breathing In / Breathing Out, 1977 Su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Breathing In / Breathing Out



We are kneeling facing and pressing each other’s lips 



Marina:


I am breathing in Oxygen

I am breathing out Carbon Dyoxide 


Ulay:


I am breathing in Carbon Dyoxide

I am breathing out Carbon Dyoxide 


Marina:


I am breathing in Carbon Dyoxide 

I am breathing out Carbon Dyoxide 



Aprile 1077

6th April Meeting

Student Cultural Center

Beograd 

















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