L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi
THE LAST DROP.
Fabrizio Spucches per Fondazione CESVI
L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi
THE LAST DROP.
Fabrizio Spucches per Fondazione CESVI
L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi Espositivi
Le artiste AnnaMaria Roberti, Manuela Serrau e Aurora Iogà si presentano alla città di Monza con la mostra “AMA l’arte” che vuole raccontare il prezioso legame di amicizia, che le lega, e la passione che le accomuna per l’arte e la pittura.
Nel caratteristico spazio ARTI-STA di vicolo Lambro, la mostra verrà inaugurata domenica 6 novembre alle ore 18.00 dalla storica dell’arte Chiara Medolago e proseguirà fino a sabato 19novembre.
Si possono ammirare grandi quadri e diversi vasi realizzati con la tecnica raku che descrivono un punto di vista particolare e originale di queste tre artiste. Ognuna con uno stile differente racconta il suo mondo, il suo modo di concepire e realizzare l’arte:
AnnaMaria Roberti predilige le tinte accese e i colori contrastanti, usa l’olio e l’argilla;
Aurora Iogà ricerca cromie variegate intrise di armonia, puntando verso un minimalismo formale;
Manuela Serrau sceglie una tavolozza monocroma per dare risalto al corpoe allo spirito femminile.
In data sabato 19 novembre alle ore 17.00 il finissage sarà curato dalla performance dell’attore Matteo Nicodemo e della musicoterapista Chiara Mastrogiuseppe, che realizzeranno un reading che darà voce alle opere in mostra, finemente accompagnato da sonorità uniche e mai sentite.
L’ArteCheMiPiace – Catalogo Online

La sezione Catalogo Artisti ospita il nuovo format divulgativo del Blog, si tratta di uno spazio dove all’artista che ne farà richiesta, verrà data l’opportunità di poter realizzare e pubblicare un Catalogo personale in versione digitale e cartaceo.
Una accurata selezione delle proprie opere potrà essere presentata all’interno del Blog in versione impaginato con la possibilità di aggiungere testi critici o interviste. La versione sfogliabile online verrà pubblicata sulla piattaforma internazionale ISSUU.
Inoltre l’elaborato grafico impaginato in PDF potrà essere utilizzato anche per le stampe cartacee e nel caso l’artista lo desidera potrà essere aggiunta, previa liberatoria, nella nostra libreria online su Amazon Books
Il catalogo digitale è ormai un Must per ogni artista, un efficace ed elegante strumento di presentazione delle proprie opere.
In linea con questa tendenza ormai consolidata e che è diventata ormai aspettativa di tutti, il catalogo digitale offre dei notevoli vantaggi agli artisti che lo utilizzano per acquisire più contatti e visibilità
Diffondere un catalogo digitale è più semplice rispetto ad uno cartaceo. Basta un click per condividerlo con potenziali acquirenti, gallerie e curatori.
La condivisione sui social media ne permette inoltre una diffusione praticamente gratuita.. tutto al fine di preservare e rendere accessibili ad un maggior numero di persone le informazioni fondamentali di un artista e sulla sua intera produzione.
Questa strategia permetterà di presentare i propri lavori artistici nei migliore dei modi possibili, con canali diversi e quindi con una più completa rappresentazione degli stessi.
La pubblicazione di un catalogo cartaceo è altrettanto
importante perché è un mezzo di promozione che va a interferire con altri
sensi. Il profumo di una stampa, la grana della carta sono aspetti sensoriali
capaci di attivare altri canali percettivi. Inoltre, le copie stampate, diventano indispensabili in
occasione di eventi espositivi dove la loro distribuzione a fine evento è fondamentale
per chi vorrà far rivivere in modo più intimo e completo le emozioni percepite dal fruitore durante il
percorso espositivo.
Il Catalogo ideato, prodotto e divulgato da L’ArteCheMiPiace
è munito di Codice ISBN, questo aspetto è molto importante in quanto fa del
prodotto finale una Pubblicazione e non una semplice stampa. Sarà possibile
quindi usare il Catalogo per commercializzare sia il Volume stesso, come anche
le opere in esso contenute, ai fini di promuovere, divulgare e vendere la
propria Arte.
L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.
Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.
Se desideri avere più spazio, con un’intervista, con la presentazione di un tuo progetto artistico oppure con la realizzazione di un tuo catalogo d’arte personalizzato, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com
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L’ArteCheMiPiace – Segnalazione Eventi
Sabato 12 novembre 2022 dalle ore 18:30 presso lo spazio espositivo Pallavicini22 Art Gallery in Viale Giorgio Pallavicini 22 a Ravenna, si inaugura “Il giorno che verrà”, una personale di Gianni Mantovani che rimarrà allestita fino a domenica 27 novembre e sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica dalle 16:00 alle 20:00.
La mostra, organizzata da CARP Associazione di Promozione Sociale in collaborazione con lo Spazio Espositivo PALLAVICINI 22 Art Gallery, con l’ Archivio Collezione Ghigi-Pagnani e con la Delegazione-gruppo giovani Fai di Ravenna, è patrocinata dal Comune di Ravenna Assessorato alla Cultura, dall’Accademia di Belle Arti di Ravenna e da WWF Ravenna.
Sabato 12 novembre alle ore 16:30 è programmato un INVITO VISITA IN ANTEPRIMA per la Delegazione-gruppo giovani Fai di Ravenna, i cui soci saranno accompagnati nel percorso di visita dallo stesso artista.
All’inaugurazione interverranno anche Claudia Giuliani, capo delegazione FAI di Ravenna e Davide Emiliani, presidente WWF Ravenna.
La mostra sull’opera di Gianni Mantovani, con testo critico di Antonio Enrico Maria Giordano a catalogo, vede esposta una serie di lavori pittorici ispirati all’ambiente a testimonianza della sensibilità verso la Natura radicata da decenni nell’artista modenese. Paesaggi, fiori e natura vengono rappresentati attraverso forme primarie ed essenziali che si nutrono di memorie e di una visione sognante.
Motivo conduttore delle tele in mostra è il paesaggio su sfondo rosso, a simboleggiare l’urlo dell’artista contro il surriscaldamento globale del pianeta Terra ed i preoccupanti e sempre più accelerati cambiamenti climatici.
I titoli scelti da Gianni Mantovani per le opere in mostra (Appoggiarsi alla bellezza del cielo; Accarezzare il cielo; La bellezza non haconfini; L’infinito delle forme; Orizzonte di luce; Luce di stelle; La luce che è in noi; È già mattino; È un giorno bellissimo; Paese mio; Il sorriso di un fiore; Giardini Margherita) evocano i sentimenti, la bellezza della vita, i sogni e una visione fiduciosa e speranzosa del creato.
L’Artista
Gianni Mantovani nasce a Concordia (MO) nel 1950 dove tuttora risiede.
Studia all’Istituto d’Arte di Modena e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Nel 1974 inizia a insegnare Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Bologna e dal 1994 è docente di ruolo di “Pittura” e in seguito di “Disegno” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Gli anni ’90 vedono Mantovani appassionarsi all’Arte Tribale, ed in modo particolare a quella africana. Questo interesse contribuisce in modo significativo ad accelerare una svolta creativa che era già nell’aria e le nuove opere pittoriche si caricano di immagini semplici e fantastiche.
Tra gli altri, gli hanno dedicato scritti e note critiche: Renato Barilli, Mario Bertoni, Luigina Bortolatto, Lucio Cabutti, Maria Campitelli, Toti Carpentieri, Renata Casarin, Giorgio Celli, Claudio Cerritelli, Vittoria Coen, Diego Collovini, Giorgio Cortenova, Enrico Crispolti, Miriam Cristaldi, Roberto Daolio, Gianfranco Ferlisi, Michele Fuoco, Armando Ginesi, Antonio E. M. Giordano, Walter Guadagnini, Filiberto Menna, Nicola Micieli, Massimo Mussini, Luigi Meneghelli, Marco Meneguzzo, Sandro Parmiggiani, Marilena Pasquali, Concetto Pozzati, Sandro Ricaldone, Giuliano Serafini, Maria Luisa Trevisan, Matteo Vanzan, Donatella Verzura.
L’ArteCheMiPiace – Favourites
Kunsthistorisches Museum
Uno scrigno di tesori artistici
Vienna è da secoli importante punto di riferimento europeo per ogni tipo di arte. Illustri rappresentanti della musica, della pittura e dell’ architettura vissero nei suoi ricercati e ricchi palazzi. Molto spesso la capitale austriaca è stata testimone di intrecci e connubi tra artisti dando vita a realtà creative sfociate in sfide progettuali e nella costruzione di strutture museali di portata storica. Questo aspetto ha fatto di Vienna una città con un altissimo numero di musei, tra cui il Kunsthistorisches Museum che è il più famoso dei ben centocinquanta musei che si possono ammirare a Vienna.
Aperto nel 1891, il Kunsthistorisches Museum di Vienna può essere paragonato al Louvre di Parigi. Fondato dall’Imperatore Francesco Giuseppe per ospitare in un’unica e definitiva sede le ricchissime collezioni imperiali, custodisce oggi un enorme patrimonio artistico.
L’ edificio stesso è una realizzazione artistica unica, nella sua opulenza architettonica mi piace immaginarlo come un gigantesco scrigno di tesori artistici dove al suo interno vengono custodite numerose opere d’arte di livello mondiale, che costituiscono un’eccezionale selezione della venerabile collezione d’arte asburgica.
Il Kunsthistorisches Museum è il più grande e il più visitato dei musei austriaci. Ospitato in un sontuoso palazzo con un imponente facciata dal chiaro gusto rinascimentale, dà su Marie-Theresienplatz ed è speculare al Naturhistorisches Museum. L’edificio principale è coronato da una splendida cupola ottagonale alta 60 metri.
Nell’ entrare si viene subito attratti dal monumentale scalone centrale e in particolare dalla bellezza e dalla maestosità del gruppo scultoreo “Teseo” di Antonio Canova che inonda l’ambiente di luce propria, indicando la strada verso la meravigliosa Pinacoteca al piano superiore.
Klimt aveva allora appena 28 anni quando, tra il 1890 e l’anno seguente, ricevette l’incarico di decorare gli spazi interstiziali presenti tra le arcate e il doppio colonnato sul muro a nord della scalinata.
Il ragguardevole complesso museale si articola su più piani ed è suddiviso in cinque vaste sezioni: la Kunstkammer, dove vale la pena soffermarsi sulla “Saliera” di Benvenuto Cellini nella XXIX sala, la collezione di arte antica e la collezione egizio-orientale che affascinano con i loro tesori appartenenti a misteriose culture del passato, la pinacoteca, che approfondiremo di seguito e il gabinetto numismatico all’ultimo piano, che consente di ripercorrere lo sviluppo del denaro e delle medaglie dai primordi fino ad oggi. Tutte le opere esposte coprono complessivamente cinque millenni, dall’antico Egitto all’antichità greca fino alla fine del XVIII secolo.
Foto: Giuseppina Irene Groccia
Orgoglio e vanto di questo museo è però la Pinacoteca, che situata al piano nobile, custodisce tesori artistici che vanno dal 1300 al 1700, tra cui pezzi pregiati da tutto il mondo.
Foto: Giuseppina Irene Groccia
L’importante collezione comprende numerosi capolavori dell’arte occidentale e la collezione di Bruegel più grande al mondo.
Davanti allo splendore fiammeggiante dei migliori interpreti del barocco italiano si rimane incantati, il dinamismo, la sontuosità ci portano una sensazione di vertigine, illusione ed esultanza.
Tutto questo testimonia il grande potenziale culturale della nostra terra, che porta al centro della scacchiera internazionale dell’arte i grandi Maestri italiani del passato.
Il calore di queste opere mi ha trasmesso la consapevolezza dell’eccellenza italiana nell’arte rinascimentale e barocca come indiscutibile orgoglio del nostro paese.
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia
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L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere

Postfazione DI ENZO PAOLINI
Cosenza, lì 25.7.2022
Enzo Paolini
Il libro puoi richiederlo cliccando QUI sulla copertina
Enzo Le Pera è Fondatore e Direttore della Galleria d’Arte “Il Triangolo”, attiva dal 1973 a Cosenza.
Contatti
Sito Web Enzo Le Pera
Facebook VincEnzo Le Pera
Sito Web Galleria Il Triangolo
Tel. 338.2892515
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L’ArteCheMiPiace – Favourites
Marina AbramoviĆ e Ulay
Breathing In / Breathing Out, 1977
di Giuseppina Irene Groccia |08|Ottobre |2022|
Per la diciottesima giornata del contemporaneo mi piace riproporre una Performance rimasta nella storia dell’arte contemporanea internazionale.
Notata nella mia recente visita al Mumok di Vienna in occasione della collettiva
“Collaborations” a cura di Heike Eipeldauer e Franz Thalmair, dove è stata riproposta con lo scopo di riflettere sull’aspetto delle collaborazioni artistiche.
Le collaborazioni artistiche realizzate da Marina e Ulay durante il loro sodalizio professionale, sono opere che ogni appassionato d’arte conoscerà alla perfezione. Questo tipo di rappresentazioni destabilizzano e risvegliano molta curiosità ma anche perplessità, a causa dei messaggi astratti, che veicolano la rottura di schemi mentali conformistici.
In questa Performance del 1977, Marina Abramovic e Ulay, in posizione inginocchiata, premono saldamente la bocca insieme, mentre le loro narici sono bloccate da filtri per sigarette. Ulay respira aria dalla sua bocca in quella di Marina. Marina inala l’anidride carbonica che viene rilasciata e la respira di nuovo in bocca a Ulay. Questa azione si ripete fino a quando entrambi gli artisti non crollano quasi per mancanza di ossigeno.
“Breathing In / Breathing Out” indaga i limiti fisici del corpo e descrive la duplice relazione tra uomo e donna.
La performance ha l’intimità di fare l’amore ma allo stesso tempo mostra anche il suo lato competitivo e distruttivo.
Nel tentativo di connettersi con la vita dell’altro nella funzione di vita più elementare, il respiro, si trasforma in un auto-sabotaggio pericoloso per la vita. Proprio come ogni forma di interrelazione simbiotica, c’è la potenziale minaccia di auto-estinzione.
In Breathing In / Breathing Out, la coppia di artisti negozia l’utopia dell’unione ermafrodita dei sessi, fino all’annientamento reciproco latente.
Ambramovic e Ulay hanno lavorato insieme dal 1975 al 1988, creando esibizioni che indagavano sui loro confini fisici e psicologici attraverso l’uso incessante dei loro corpi, trasformandoli così in medium per domande sull’identità (di genere), la sessualità e l’esistenza umana.
Con le loro azioni conflittuali e fisiche, miravano a stimolare intellettualmente il loro pubblico.
Breathing out – Breathing in è una registrazione cinematografica di una performance del 1977 commissionata dallo Stedelijk Museum e realizzata senza pubblico.
È la controparte di Breathing in – Breathing out, che ha avuto luogo a Belgrado all’inizio di quell’anno, quella volta con un pubblico e catturato in video in bianco e nero.
Breathing In / Breathing Out
We are kneeling facing and pressing each other’s lips
Marina:
I am breathing in Oxygen
I am breathing out Carbon Dyoxide
Ulay:
I am breathing in Carbon Dyoxide
I am breathing out Carbon Dyoxide
Marina:
I am breathing in Carbon Dyoxide
I am breathing out Carbon Dyoxide
Aprile 1077
6th April Meeting
Student Cultural Center
Beograd
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia
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