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Maggio 2020

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Vibrazioni narranti

Una delle caratteristiche più evidenti della fotografia è la possibilità di fissare
in una frazione di secondo la realtà che ci circonda, il soggetto deciso, l’artificio immaginato.
Caratteristica straordinaria che ha però generato, con la dilagante diffusione del mezzo e la sua istintiva facilità d’uso, una sterminata, sconcertante produzione di sconsolanti ovvietà e una totale mancanza di realistica autocritica.
In questo preoccupante panorama generale la ricerca di Giuseppina Irene Groccia emerge con sicurezza accantonando da subito la tentazione di documentare banalmente gli aspetti del mondo che ci circonda, o della vita quotidiana, per addentrarsi in uno spazio personale in cui l’immagine, il soggetto, possano essere stimolo e invito ad un coinvolgimento emozionale e indagativo più intimo e profondo .
I corpi, le figure (soggetto fondamentale nell’attuale immaginario dell’autrice) abbandonata la propria fisicità reale, la propria riconoscibilità, divengono così proiezioni immaginarie, sensazioni sublimate, richiamate da un incorporeo universo parallelo: spiriti vivi, materializzazione di eteree presenze, brezze ondeggianti e fluttuanti passi di danza; sono vibrazioni narranti in grado di ricostruire emozioni, stati d’animo, attimi sfuggiti dall’immensa regione dell’inconscio metafisico resi visibili da una coinvolgente interpretazione visionaria che, sorprendentemente, possiamo ritrovare anche negli affascinanti sky-line realizzati con la reinterpretazione di architetture e monumenti storici, nelle strutture, nelle cose del nostro quotidiano o addirittura nell’ampia produzione di grafiche digitali in cui le immagini (questa volta necessariamente realistiche e immediatamente identificabili) vengono dissimulate da macchie, chiazze e gocciolature, da graffi, righe… percorsi lineari simili a scritture, necessità di tramandare messaggi (forse) o il racconto di eventi, accadimenti, situazioni vissute e riemerse, anche in questo caso, da quell’imperscrutabile, contraddittorio territorio introspettivo personale combattuto tra realtà e fantasia e gremito da fascinazione e meraviglia, insidie e seduzioni, miraggi e tentazioni…
Alessandro Binotti

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Percorsi d’anima

Un viaggio nell’animo femminile, attraverso la figura del volto: è il percorso a cui obbligano i dipinti di Giuseppina Irene Groccia. Un viaggio non affatto semplice, poiché la donna di Gigro è perennemente e volutamente sfuggente, si sporge e si ritrae, si svela e nel contempo si occulta, si racconta e lascia però all’osservatore il compito e la capacità di raccontare oltre il disegno, la linea, il colore, il chiaroscuro…. E’ una figura in costante movimento, mai noiosa o scontata, disposta anzi a dialogare ma senza lasciarsi afferrare del tutto, gelosamente elegante nel preservare la propria intimità, il mistero e la grandezza di cui è consapevole: così ora ama parlare di sé e del suo intimo dramma ma nel contempo attenta ad evitare l’enfasi banale, quasi a voler difendere quell’universo straordinario di vita e di dolore, di sconfitta e di riscatto, ma anche di bellezza e di desiderio, di cui da sempre è simbolo e insieme portatrice, sollecitando anzi l’osservatore a cogliere nuove emozioni, a viaggiare su nuove letture; ora invece sembra ammiccare a chi incrocia il suo sguardo per ritrarsi immediatamente nel suo mistero. Così l’osservatore percepisce gli stati d’animo e le situazioni più diverse, carpendone una per scoprirne un’altra, in un gioco di luci e di ombre, di tensioni e di toni distesi, di sospensioni e veloci risoluzioni. Sono i percorsi di “Anime in controluce” come anche delle collezioni digitali: la donna di Gigro racconta di sé e del suo intimo mistero, con le ombre e coi colori, guardandoti negli occhi o socchiudendo le ciglia: si dona e si riprende la propria vita. Nel suo volto è la storia di tutte le donne.

Rolando Mendicino




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XartMagazine


di Giuseppina Irene Groccia | 18 Maggio 2020 |


XartMagazine è un progetto che ha lo scopo di sostenere, difendere e diffondere la bellezza e il valore della creatività artistica italiana e internazionale.
Questo Magazine, nasce dal desiderio di poter “fermare” tutte quelle immagini che, ogni giorno, scorrono con infinita velocità davanti ai nostri occhi sullo schermo di un computer, rendendole sempre più oggetto di un consumo rapido, per poi passare frettolosamente al successivo contenuto di un flusso mediatico giornaliero.
È un invito a prenderci del tempo, a soffermarci con la dovuta attenzione, su tutti quelli aspetti che diversamente andrebbero persi nei meandri di infiniti spazi virtuali.
Nasce così un progetto complesso, dove concentrare l’estro artistico e comunicativo di diverse espressioni artistiche, come pittura, fotografia, arte digitale, scultura, installazioni, poesie e racconti brevi, che narra con entusiasmo tutte le forme di sperimentazioni, includendo ogni genere stilistico e aperto anche all’esplorazione delle nuove tendenze che segnano il nostro tempo.
Il risultato è una rivista che si rivolge ad un pubblico trasversale, attivo, attento alle innovazioni, curioso rispetto a ogni forma di esperienza artistica.
Perché vogliamo ricordare che con una rivista si riesce a confezionare un’idea e una visione del mondo che l’online non riesce a fermare.. o meglio, non riesce compiutamente a fissare e conservare.
È così che XartMagazine riesce a confluire in due opportunità sostanziali e impensabili, mettendo insieme vecchio e nuovo, quella della visibilità mediatica, mantenendo lo sguardo rivolto al futuro e quello classico e tangibile e cioè il contatto diretto dell’arte impressa su un cartaceo.
I contenuti riportati sono, come detto prima, le raccolte delle opere scelte nelle selezioni settimanali. Immagini e scritti di artisti già affermati o emergenti, dal respiro internazionale. Nel primo numero in uscita XartMagazine ha avuto il piacere di presentare 76 artisti di nazionalità diverse ospitandoli nel proprio spazio editoriale con le loro 172 opere.
Ad ogni uscita del Magazine, tra tutti gli artisti coinvolti, uno in particolare ha la possibilità di essere l’autore della copertina e protagonista di un’intervista dove poter raccontare se stesso e la sua arte, questa è sicuramente una delle sezioni più curate e approfondite dalla redazione.
Nel primo numero questo spazio è stato dedicato all’artista Rino Rossi e alla sua IphoneArt, puoi leggere la sua intervista cliccando qui Intervista a Rino Rossi
A rotazione i tanti artisti avranno possibilità di parlare del loro percorso, delle proprie ricerche e dei propri sogni futuri cercando di farci arrivare nelle motivazioni più profonde ed umane del loro lavoro.
Ampio spazio è dedicato anche alla sezione poesia e ai racconti brevi, perché è vero che l’arte figurativa impreziosisce con quadri le pareti della nostra casa, ma è anche vero che l’arte letteraria fa altrettanto con le pareti del nostro cuore.
Il team di XartMagazine cerca di trovare nel web, il canale giusto per coltivare ed esprimere quella che è la grande passione per l’arte in ogni sua forma, è per questo che dispone della versione sfogliabile online del Magazine sul sito Calameo, soluzione ideale per tutte le condivisioni social attraverso un semplice link, ma ripone molta attenzione e importanza nella versione cartacea, perché oltre alla questione sensoriale che è quella di avere il piacere di sfogliare fisicamente le pagine e sentirne la consistenza sotto i polpastrelli, resta la parte emotiva che, da inguaribili nostalgici quali siamo, prova sicurezza nel fatto di sapere impresse su carta le nostre testimonianze artistiche. 
In conclusione, rimane la certezza che l’essere sensibili all’aspetto e alla forma ci porta a “sentire” immagini e parole e non solo a vederle.
Come l’espressività e la forza cromatica di un dipinto riescono ad essere elementi cardini della comunicazione visiva, così la poetica di un verso diventa componente fondamentale in ambito sensoriale, confluendo entrambi senza alcun dubbio nel principale mezzo comunicativo della nostra anima.




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