close

Settembre 2021

Senza categoria

FABRIZIO MUSA – Innovarsi nell’Arte

   L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con..



FABRIZIO MUSA – Innovarsi nell’Arte



di Alessio Musella  |27|Settembre|2021|


Fabrizio Musa classe 1971 vive e lavora tra Como e New York.
Il modus operandi di Fabrizio Musa, comprende una pluralità di tecniche, il suo esordio artistico risale alla metà degli anni 90.

Ha una passione importante per il cinema, gli anni 80 e l’architettura. 

La sua prima opera è stata la copia di un “Monet”.

In realtà Fabrizio si stava esercitando  per perfezionare la sua tecnica pittorica  e scelse “una colazione sull’erba” con le classiche dame con gli ombrellini… lui eliminò tutte le figure umane per dedicarsi esclusivamente al paesaggio, in particolare al cielo.

La prima personale risale al 1996 a Como, organizzata dall’assessorato alla Cultura.

Fabrizio presentò  il suo lavoro di un anno molto intenso ed attivo senza avere nessuna aspettativa…

Il successo inaspettato gli fece comprendere che forse davvero, avrebbe potuto vivere d’arte.

All’epoca studiava giurisprudenza ed i piani ed i progetti per la sua vita erano decisamente diversi… ma questo non gli ha impedito di scegliere la strada che lo ha portato a divenire un artista a tutto tondo.


La sua personale mostra in una Galleria Milanese di Via Solferino, la Galleria Pittura Italiana dove venne  presentato il suo lavoro su Kubrick spostò definitivamente il corso della sua carriera.

E’ sempre stato libero nella sue scelte e nella sua ricerca , volutamente distaccato  da persone che potessero gestire la sua creatività.

Preferisce collaborare con galleristi con i quali avere un rapporto di stima reciproca e che soprattutto rispettano il suo lavoro e le sue scelte.


Ama rappresentare le sue passioni o semplicemente quello che gli piace.

Puo’ essere un’architettura frutto di studio e di ricerche o un frame di un video o un film che lo ha particolarmente colpito.



A lui è stata dedicata la cover www.exiturbanmagazine.it  di Aprile 2020
















Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.















Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner






















Leggi Ancora
Senza categoria

LA TRIADE E L’UNO: I DELTA NA

L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’Arte


LA TRIADE E L’UNO: I DELTA NA 


di Maria Marchese  |22|Settembre|2021|





Tra le erbe

Un fiore bianco sboccia.

Ignoto il suo nome.

 

Masaoka Shiki



Nella veridicità di un naturale manto esperienziale, gemmano le limpide infiorescenze artistiche dei Delta NA: esse si elevano nella piena consapevolezza di un’ignara genesi. 


Gli artisti di Asti si appropriano del supporto sensibile, carezzandovi l’ “in coscienza” dell’atto creativo. 


Accade allora che l’intuizione di uno divenga l’incipit e coinvolga inevitabilmente l’estro dell’altro: intinte le palme addentro un superno pensiero precipuo, la coppia ivi si trasla per indovarne l’anonimato, sino a chiarificazione compiuta. 


L’inedita alba artistica sboccia così, spontanea, colta nel vivo dell’assenza di sovrastrutture per addivenire all’interezza di una “sintesi immagino/morfologica”, le cui radici appartengono a due distinte entità, che si congiungono, via via, nell’interstizio universale della diade.


E dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili.“ 

(Luigi Pirandello, libro Il fu Mattia Pascal) 


La coppia fugge indi dalla “polis” e dalle sue consuetudini per avvicendarsi nel conseguimento di una dimensione triadica, che serba la forza di due personalità paritarie individuali; esse si traslano, dirimendo un polifonico unisono, che si liquefà tra movimenti cromatici, materici, segnici, animici e concettuali difformi. 

 

“I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni.”

(Pablo Picasso)


Dopo la germinazione, l’evoluzione si libera come accade alle perle di un corimbo: essa si sublima tra levità, pulsioni tonali e dinamiche immediate, tra istanti erratici medesimi e parallelismi esperienziali asimmetrici.


“Amo i colori, tempi di un anelito

 

Inquieto, irrisolvibile, vitale,

 

spiegazione umilissima e sovrana

 

dei cosmici perché del mio respiro.”

 

(versi tratti dalla poesia “Colori” – Alda Merini) 

 

Nella sovranità di una salvifica inquietudine, Neva Epoque e Alessandro Vignola, esperiscono un intimo addivenire all’interezza di un eterno attimo artistico/umano volto al ricongiungimento con l’Uno.

















 

Maria Marchese

Maria Marchese nasce a Como, il 4 Settembre del 1974. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni” , a Milano. Decide, poi, di intraprendere studi nel settore socio assistenziale, svolgendo per oltre 20 anni una professione in quel settore. Nel 2013 intraprende un percorso di studi, affrontato da autodidatta, nel campo dell’arte, della letteratura, della filosofia… esso trova concretezza, nel 2017, nella pubblicazione della silloge poetica “Le scarpe rosse – Tra tumultuoso mare e placide acque” . Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica, trovando consensi sempre più numerosi. Nel giro di poco tempo accende numerose e significative collaborazioni con molteplici risvolti artistici, culturali e di diffusione comunicativa (con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel, la nuova piattaforma televisiva del Club Amici dell’arte APS di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services…)

Queste realtà coniugano la parte concettuale ad una parte pratica, nel mondo dell’arte: la mia figura professionale matura e si identifica con quella di curatrice artistica

questi significativi risvolti, sempre in aumento, si affianca la stesura della seconda silloge poetica “Scrivo t,amo” , che tratterà di amore e erotismo, la cui pubblicazione avverrà in tempi brevi.











La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.

Hai una tua “divagazione sull’arte” da proporci?”

Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com












 




 

Leggi Ancora
Senza categoria

Daniele Vannini.. l’anima dietro l’obbiettivo

  L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con..

Daniele Vannini..    l’anima dietro l’obbiettivo


di Alessio Musella  |17|Settembre|2021|



L‘interesse per la fotografia non gli è stato trasmesso da qualche parente o amico, come invece spesso accade a chi poi decide di intraprendere questo percorso.

Paradossalmente la fotografia non gli è mai interessata fino a quando, di colpo, è entrata nella sua vita.

L’amore sbocciò, come in un film di Vanziniana memoria, l’estate del 2008.


Daniele stava  passando un anno nero perché  soffriva di fortissimi attacchi di panico e di ansia, e questo gli impedì di andare in vacanza con i suoi amici.

Decise quindi di trascorrere del tempo con la famiglia  e partì in camper per il sud Italia.

Arrivato in Calabria, era una giornata splendida, ma c’era un vento fortissimo che rendeva il mare burrascoso e avevano imposto il divieto di balneazione.

Fu allora che Daniele cominciò ad osservare il mare.

Quelle onde potenti che si infrangevano sulla sabbia e sugli scogli, esplodevano rumorose trasformandosi in nuvole di spuma bianca, e il soffio forte del vento copriva qualsiasi altro suono.

Prese il cellulare, e scattò una prima foto a quello spettacolo, poi un’altra, cambiando posizione, e un’altra ancora.

Quel semplice gesto gli diede un senso di completezza e una calma che aveva perso da tempo, e che forse in realtà non aveva mai avuto.

Daniele percepii  in maniera netta che aveva trovato il modo di canalizzare quello che stava succedendo nella sua vita.






Per Daniele la fotografia è un ottimo pretesto per esplorare.

Il “soggetto” che predilige sono le persone, con le loro storie e le loro attitudini, ma qualsiasi cosa può catturare il suo interesse.

Ama il coraggio di vivere secondo la propria natura, di scavarsi a forza il proprio percorso incurante della disapprovazione della società, del perbenismo e del buoncostume.

Gli interessa lo strano, il diverso, senza cadere  nella trappola della ricerca del consenso, perché significa fallire in partenza.



Il suo stile è diretto, il più possibile neutrale.

Non abbellisce ne imbruttisce nulla.

Vuole restituire  un’immagine forte, ma dove la sua presenza sia minimizzata, così da permettere all’osservatore di farsi domande il più liberamente possibile.

Per lui il ritratto è un’esperienza umana.


Quando si scatta un ritratto, la fiducia reciproca tra chi scatta e il soggetto è fondamentale , è necessario lasciar scorrere senza preconcetti quello che sta accadendo in quel momento, senza pensare ad altro.

Bisogna riuscire ad entrare in connessione con l’altra persona, capirla, o almeno provarci, e tradurre tutto questo in immagine.



  “Il fotografo non è uno specchio ma un filtro, e tramite questo filtraggio restituisce un’identità alla persona che fotografa.”

Toni Thorimbert













Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.















Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner










Leggi Ancora
Senza categoria

Creatività e Universo Digitale – JoJo Huxford

L’ArteCheMiPiace – Interviste

Creatività e Universo Digitale
JoJo Huxford


di Giuseppina Irene Groccia  17|Settembre|2021

Nell’arte di questa valida, dinamica artista e operatrice digitale statunitense, al di là di ogni tecnica, c’è il talento che emerge, e lo si percepisce nella accurata connessione tra creatività, comunicazione e universo digitale.


JoJo Huxford compie un complesso lavoro di strutturazione, riuscendo a far vibrare entità cromatiche in perfetta sintonia con la propria emozionalità.


Nel suo percorso da autodidatta, evidenzia di volta in volta varie tecniche espressive, quali fotografia, grafica, elaborazione multimediali e anche pittura, riuscendo a creare atmosfere rarefatte nelle sue opere.


Questo la rende un’artista che fa delle “avanguardie” la propria arma creativa.


Joanne, in arte JoJo impiega le sue capacità tecniche degli strumenti digitali e la sua sensibilità per realizzare composizioni artistiche dai colori forti e vividi, come per celebrare la potenza della vita. 


Non sfugge ad una attenta analisi la sua accurata e continua ricerca che la porta a sperimentare con successo l’arte digitale, ottenendo così nuovi modi per interpretare il suo immaginario.


Il suo sguardo si posa sulle figure umane, molto ricorrenti sono i volti femminili dove l’arte diventa ricerca, costante, impegnata, non solo di forme e di colori, ma anche di significati densi di pathos.


Nei suoi lavori troviamo tratti somatici misti a vere e proprie esplosioni di colori che parlano di un mondo nel quale l’energia è tutto ed i colori ne sono la massima espressione.


Sono opere che lasciano ampio spazio a diverse interpretazioni, trasmettendo anche a chi osserva per la prima volta un forte senso di libertà espressiva, e profonda percezione.


Osservandole si è spinti ad avvicinarsi ad esse, come trascinati da un vortice di colori ed energia. È una poesia costante e uniforme composta da colori e forme create con un pensiero creativo, ottenuto imprimendo alla propria personale e profonda percezione.


Note intense di colori ma anche nuance di bianco e nero, le quali creano giustapposizioni grafiche racchiuse in un’eleganza arguta e raffinata.


Ciò che rende unica la sua arte è l’emozione trasmessa come punto di partenza, seguita da un sentimento ottenuto dall’ascolto delle sue opere, invitandoci alla riflessione sulla non staticità e all’esplorazione del coinvolgimento al vivere.


Questo, è ciò che, secondo la mia opinione, la pone di diritto nella categoria delle artiste capaci di indagare e proporre fin da subito una visione ad ampio raggio del contesto della cultura digitale contemporanea.



▪️Qual è stato il tuo primo passo nei confronti dell’arte?


Due anni fa ho avuto un problema al ginocchio, ero costretta a casa e così ho deciso che dovevo fare qualcosa. Ho quindi  iniziato a dipingere imprimendo i miei pensieri creativi su carta. Amo il colore, il movimento e la sensazione che l’arte e le sue forti emozioni riesce a trasmettere. Sono passata da toni più morbidi a quelli più audaci ed ho continuato su questa linea rimanendo più sull’arte tradizionale per oltre un anno.


▪️Come sono stati i tuoi inizi? 


Come ho detto prima, tutto è iniziato in età matura, esattamente a 64 anni, in seguito all’ esigenza di rimanere a casa per un lungo tempo per un problema di salute.


▪️Hai iniziato da autodidatta a conoscere in modo libero la tua arte?


Nasco artisticamente autodidatta frequentando il tradizionale centro artistico, dove ho appreso le tecniche di disegno, quali penna, inchiostro e matita su carta.


▪️Com’è avvenuto il passaggio dalla carta alla pittura digitale?


Col passare del tempo un amico mi ha suggerito di provare il digitale, cosa che ho fatto..

Mi sono innamorata subito di questa tecnica espressiva perché mi ricorda molto la camera oscura della fotografia, dove attraverso le sovrapposizioni, i tratti di linea e di colore puoi modificare e alterare il soggetto artistico, facendo accadere tante cose belle. 


▪️Perché hai scelto di soffermarti su questa specifica forma d’arte?


Preferisco questa espressione artistica alle altre, perchè amo tutte le sue dinamiche e i suoi diversi mezzi di interpretazione, insieme a tutti gli strumenti che il digitale offre.


▪️Come nascono i tuoi quadri?


In realtà le mie opere d’arte nascono nella mia testa in tanti modi, mi siedo senza avere chiaro quello che andrò a realizzare.

Mi faccio guidare dal mio istinto creativo, seguo un processo di idee e di riflessione che porta a spostarmi da un secondo all’altro, avvicinandomi sempre più vicino al lavoro finito.




▪️Da dove scaturiscono le idee e le tue ispirazioni?



Quando ho iniziato, non molto tempo fa, molte delle mie idee e ispirazioni provenivano dalle personali impressioni di ciò che più amo, come gli animali e le barche a vela.

Col passare del tempo ho tratto ispirazione dalle opere dei tanti artisti presenti nei miei Follower di Instagram.

Da autodidatta ho appreso molto nell’osservare e studiare l’arte che mi passava davanti agli occhi.

In seguito ho provato ad usare anche io colori più audaci ed elementi più forti, ottenendo risultati gratificanti.


 

▪️Puoi parlarci del processo creativo della tua tecnica espressiva? 


Il processo creativo inizia da una semplice idea che progredisce man mano che aggiungo un dettaglio di matita o di inchiostro, i colori sono la forza portante che fanno emergere l’immagine insieme alla natura espressiva della mia arte.



▪️Parlaci dello stile e dell’ ideazione: come prendono forma i soggetti delle tue opere digitali?


I soggetti prevalenti nella mia arte sono i visi e le forme femminili.

Inizialmente non ho bene in testa cosa andrò a rappresentare, questo processo avviene in seguito attraverso le mie elaborazioni, attraverso l’utilizzo degli strumenti lascio che l’arte si trasferisca a me dandomi la precisa idea di quello che andrò a realizzare, siano essi visi maschili o femminili.


▪️Per quale motivo scegli spesso la donna come protagonista delle tue opere?


Credo di usare la donna come protagonista delle mie opere come una semplice verità sulla perdita della vita, poiché ho avuto molte perdite nella mia vita, mio marito, mia figlia incinta di cinque mesi e mio fratello.

Trovo nell’arte la forza di esprimere le diverse difficoltà che la vita mette sul nostro cammino.


 


▪️I tuoi colori esprimono anche stati d’animo?


Sì, credo che i colori che utilizzo rappresentano i miei stati d’animo. Alcuni colori mostrano il mio umore più gioioso altri quello più scuro e tenebroso.



▪️In genere, che impressione cerchi di suscitare in chi osserva i tuoi lavori?


Opere diverse esprimono emozioni diversi. Con i toni più morbidi ho realizzato inizialmente  fiori o scene sulla spiaggia, barche a vela che rappresentavano gioia e libertà.

Col passare del tempo, con toni più aspri e scuri e il nero credo di esprimere l’aspetto di quanto la vita può fare in un giorno, l’espressione di forza e di potere perdute.


▪️Quanto c’è di te nelle tue opere?


Molti dei miei amici asseriscono che gran parte del mio lavoro è un’espressione di me con dentro l’esperienza negativa delle perdite importanti avute durante il mio percorso.

Quindi credo che nel mio cuore ci sia prima di tutto un’espressione di sopravvivenza e gioia ma anche di profondità e forza.


▪️C’è un movimento o un artista in particolare che ami o hai amato di più?


Ho sempre ammirato le opere di Jean Michel Basquiat e Georgia O’Keeffe



▪️Nel mese prossimo sarai presente in molti eventi espositivi, ci parli di questi tuoi prossimi impegni?


Si, è un periodo molto impegnato per me a livello di iniziative espositive.

Qui di seguito segnalo gli eventi che mi vedranno protagonista:



 “Paradox”, che partirà il 6 Ottobre presso la Galleria Azur Madrid  – MADRID


“Art Operation” dal 30 Settembre al 14 Ottobre – DULGARTI GENOA


“Aura” dall’1 all’8 Ottobre – The Holy Art Gallery – LONDRA


“Object d’Art” dal 15 al 21 Ottobre – The Holy Art Gallery – LONDRA


“Freedoms run Joanne Huxford” Mostra personale 11 Novembre – The Holy Art Gallery – LONDRA


 

 

▪️Quali sono i tuoi progetti futuri?


Poter continuare ad imparare, sperimentando e approfondendo sempre nuove tecniche artistiche e studiare altri meravigliosi artisti.






Vi invitO a visualizzare il video con alcune, tra le più rappresentative, delle opere di JoJo Huxford  



 


       


  






Contatti dell’artista 


Sito Web JKH


Email jkhuxford@gmail.com


Instagram jojohuxford2

Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 


Se l’articolo ti è piaciuto, ti invito ad interagire attraverso la sezione commenti che trovi a piè di pagina, esprimendo liberamente i tuoi pensieri o la tua opinione a riguardo.

E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguimi anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

ISCRIVITI

Clicca qui per la procedura dettagliata

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiaceè soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere spazio, con un’intervista oppure con la presentazione di un tuo progetto artistico, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com


Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo

   

Leggi Ancora
ArtistiGiuseppina Irene Groccia

UN SALVIFICO FIO: L’UNIVERSO FEMMINEO DI GIUSEPPINA IRENE GROCCIA

 

UN SALVIFICO FIO: L’UNIVERSO FEMMINEO DI GIUSEPPINA IRENE
GROCCIA

 

di Maria Marchese  |15|Settembre|2021|

 

 

“La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo
strumento dell’intuito e della spontaneità. […] Fotografare è trattenere il
respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a
questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e
intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione
di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo
che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la
mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.“

 

 

(Henri Cartier-Bresson fotografo francese) 

 



Fotografia Sperimentale di Giuseppina Irene Groccia
 

Nascono da un interstizio intimo e introspettivo i fermo
immagine artistici, in cui Giuseppina Irene Groccia concilia l’essenza
femminea, avvincendovi occhio, mente e anima di colui che vi assiste.

L’autrice li ferma nell’istante, in cui un dolce fìo trova
consapevolezza: la durata di quel “clic” , nato nel momento in cui il fiato
tace, dirime infatti dissertazioni estetiche intense, che elevano una vera e
propria “dimensione donna” , a tratti maga e delirante a tratti mielata e “arrendevole”
, giammai insapore.

 

 

“Guardo intorno tranquilla e coerente,

ma pochi sanno

quante donne ci sono in me. “

 

(Anaïs Nin)

 

 

Punti di vista – Olio, smalti e carta da parati su tela
 
Sul supporto sensibile, l’artista calabrese imprime
l’estensione intrinseca, involta nei contenuti dei “punti di sospensione”
: una coerenza, quest’ultima, eloquente di
molteplici manifestazioni femminili.

La
poliedrica artista gemma, ogni volta, una concezione intuitiva
immagino/plastica, la cui genesi ha origine dalla forza: il segno attraversa la
tela con decisione, risolvendosi in fattezze raffinate e coinvolgenti. 

 
 

 

 

Soul Tracks – Olio e smalti su tela
 

Sublima quindi la protagonista nell’intensità di pentagramma
cromatico minimale, attenuato, talora, da levità o intensità, che raddolciscono
o ammantano di fascino mentale i soggetti.

Il nero e il bianco fanno da leitmotiv allo spartito tonale,
mente l’autrice insinua, a propria scelta, movimenti inattesi, rendendo
peculiare ogni singola esecuzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MaDonna Contemporanea – Olio, smalti e alluminio su tela

 

Le opere serbano l’intimo e la psiche di un’entità alchemica, che si esprime come l’avvilupparsi e fondersi di condizioni materiche e cromatiche primarie eppure sintesi di infinite e mutevoli combinazioni individuali e assolute.

 

 

Tra Spirito e Materia – Olio e smalti su tela

 

La scelta di toni dicotomici sembra dar vita ad una vera e
propria synkopḗ: lo spazio che separa gli apici fiorisce invero la conturbante
personalità di ogni singolo scatto della pittrice.

 

 

 Back to Color – Olio, collage e materiali di scarto in alluminio su tela

 

 

Giuseppina Irene Groccia vivifica e attualizza la condizione
di una donna consapevole di essere e esistere; questa contezza contamina
l’osservatore addentro il castigo dolce e fascinoso di una complessa e feconda
fragilità individuale. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incanto – Tecnica mista su tela

 

 

 

Contatti dell’artista:

Sito Web www.gigro.weebly.com

Email groccia.gi@tiscali.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria Marchese
 

Maria Marchese nasce a Como, il 4 Settembre del 1974. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni” , a Milano. Decide, poi, di intraprendere studi nel settore socio assistenziale, svolgendo per oltre 20 anni una professione in quel settore. Nel 2013 intraprende un percorso di studi, affrontato da autodidatta, nel campo dell’arte, della letteratura, della filosofia… esso trova concretezza, nel 2017, nella pubblicazione della silloge poetica “Le scarpe rosse – Tra tumultuoso mare e placide acque” . Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica, trovando consensi sempre più numerosi. Nel giro di poco tempo accende numerose e significative collaborazioni con molteplici risvolti artistici, culturali e di diffusione comunicativa (con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel, la nuova piattaforma televisiva del Club Amici dell’arte APS di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services…)

Queste realtà coniugano la parte concettuale ad una parte pratica, nel mondo dell’arte: la mia figura professionale matura e si identifica con quella di curatrice artistica

questi significativi risvolti, sempre in aumento, si affianca la stesura della seconda silloge poetica “Scrivo t,amo” , che tratterà di amore e erotismo, la cui pubblicazione avverrà in tempi brevi.

 

 

 

 

 

 

 

 

La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.
 
Hai una tua “divagazione sull’arte” da proporci?”
 
Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

Leggi Ancora
Senza categoria

MONICA MARIONI #LaPreda

 



MONICA MARIONI
#LaPreda

di Giuseppina Irene Groccia |10|Settembre|2021



Personalmente trovo Monica Marioni una delle più interessanti artiste contemporanee italiane, il suo è un cammino di indagine altamente introspettivo e identitario.

Inizialmente la sua ricerca si orienta verso un percorso improntato all’interazione di diverse tecniche espressive. 

La fusione di pittura, fotografia e arte digitale le permette di realizzare in modo geniale opere fuori dagli schemi dell’ordinario.

L’espressività dei volti presente nelle sue opere, è spesso specchio della sua psiche. 

È una metamorfosi armonica dell’inconscio dove le ossessioni si mescolano alla necessità e al sogno di esporre le sue paure e i suoi pensieri. 


Negli anni successivi indaga nell’ambito della video arte e delle installazioni artistiche raggiungendo un linguaggio visuale dall’impatto originale e introspettivo.


Nella performance art permette al suo corpo di diventare elemento centrale della sua idea artistica.

Ne ottiene un medium artistico dal significativo potere “narrativo”, capace di trasfigurare emotività attraverso urla silenziosi, figli di nevrosi che popolano la mente dell’individuo contemporaneo.


In questo articolo vorrei presentarvi il suo più recente lavoro performativo dal titolo #LaPreda.

Questo esperimento mostra i bisogni ancestrali di Monica, che a volte diventano anche provocatori, dissacranti, tali da creare un flusso che dall’artista arriva al pubblico e poi le ritorna indietro, rivelando infine una protesta oggettuale e concettuale.


Non un quadro dunque, ma un’azione esibita servendosi di mezzi di riproduzione meccanica come la fotografia e il video.

È una “narrazione” fisica che diventa opera..

In questo caso specifico, un ibrido tra materia vivente e natura offesa e dilaniata, diventa in sostanza una rappresentazione che illustra ampiamente la dinamica emotiva dello stato di conflitto tra razionalità e ossessione.


L’efficacia della performance corporea di Monica è quella di essere in sostanza “atto” performativo, capace di fissare nel tempo l’intento di favorire il significato mutevole e fuggevole dell’esistenza.


L’introspezione onirica e gli esperimenti tecnici, di cui la sua arte è colma, ci regalano ingredienti essenziali per una continua e fruttuosa evoluzione sempre in divenire.


Un impegno il suo, che non è passato inosservato ai curatori della 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ambito in cui il cortometraggio #LaPreda riceverà il Riconoscimento Speciale “LOG TO GREEN MOVIE AWARD – VENEZIA 2021” in programma per l’11 Settembre 2021.







Ne approfitto per porle qualche domanda, il giusto per ottenere uno sguardo approfondito e intimo su questo suo nuovo shortmovie performativo.



▪️Il progetto di cui parliamo in questo articolo è la tua opera performativa più recente dal titolo #LaPreda. Chi è “La preda” e qual è il rapporto tra questa “preda” e lo spazio che la circonda?


Le prede siamo noi, i tanti che sono caduti in una relazione tossica: il termine relazione va inteso come interazione dell’individuo con la sua sfera personale e affettiva, ma anche lavorativa e ambientaleLe ambientazioni evidenziano il rapporto distruttivo o al meglio indifferente dell’uomo con l’ambiente circostante: il paesaggio non è sfondo di un’azione, ma testimonianza dell’esito della relazione drammatica uomo-ambiente attuale.


▪️Nelle tue performance cerchi in modo potente di entrare in risonanza con le sensibilità del fruitore. Come riesci ad aprire le tue ferite e trasformarle in dono artistico?

In realtà le ferite sono già aperte, perché la ferita è di per sè uno strappo, qualcosa di aperto. Il punto è come riuscire ad entrarci dentro a curarla. Mi è venuto un parallelismo molto stupido, ed è effettivamente così, credo che sia capitato a tutti di farci un taglio e nel primo momento hai paura di guardare che cosa è accaduto al tuo corpo, è la paura di vedere il taglio. Quindi sostanzialmente là ferita è lì. Ciò che mi aiuta ad entrare nella ferita e a capire come curarla o quanto è profonda, o quanto possa essere estesa, è l’arte. Perché l’arte è una protezione, l’arte è un guardare per trasformare e creare, quindi in qualche modo è come se mi estraneassi dal “me”, e cercassi di ritrarre meramente quello che vedo, quindi in qualche modo non essendo più condizionata dall’essere “io”, ma semplicemente qualcosa da ritrarre, ti estranei dal dolore e riesci a guardarlo con maggiore obiettività, soprattutto quando poi lo rendi Arte, e io ho sempre trovato grandissimo beneficio nel fare Arte. Anche questo progetto, questo frammento sequenza, che si chiama #LaPreda, è in realtà parte di un lungometraggio che è una performance collettiva, dove gli individui, in qualche modo affrontano il loro essere stati predati, in un rapporto uno a uno, o che addirittura in situazioni molto più complesse può diventare un rapporto io a io. Io divento preda di me stesso. Riuscire a tirare fuori tutto questo fardello se vogliamo di turbolenza umana, è reso fattibile perché l’arte mi mette nella condizione di potermi osservare da esterna, e in qualche modo quindi di rendere obiettivo quello che è accaduto e valutarlo con un distacco che altrimenti non si avrebbe se si è troppo inglobati o fagocitati dalla paura o dal timore della sofferenza. Credo che chiudere una ferita buttandoci il tappeto sopra con l’attivapolvere non serva anzi sia dannoso, quindi il tirare fuori è necessario per non ammalarsi.


▪️Nella performance metti il tuo corpo a disposizione di un concetto. C’è solitamente un messaggio sotteso universale dietro?


Si, c’è un messaggio sotteso, è un fil rouge che caratterizza tutti i miei atti performativi, perché ho sempre ritenuto che il mezzo più forte con cui elaborare quelle ferite di cui parlavamo prima sia attraverso anche un impiego del fisico nel fare, e nel mio caso trovo in qualche modo che la traduzione e il rimarginare quelle ferite implicano un trapasso fisico, quindi in qualche modo un atto violento di sforzo fisico, per cui in tutti i miei progetti performativi il corpo è sempre messo in una condizione di stress, di limite e questo perché è necessario per poter comunicare ad un livello primario con la mente, cioè tornare a uno stato di basicità, di bambina, dove tutto quindi fluisce con un senso logico, sintetico, comprensibile, facile e in qualche modo ogni turbamento viene relativizzato, per cui anche in lavori come Le umane paure, così come il mio ultimo lavoro Hotel Mo.Ma, con questa bravissima curatrice che si chiama Maria Rosa Sossai, dove ho per l’appunto portato in scena le schiene, la mia schiena ripresa in momenti diversi, però esasperata dall’atto performativo, quindi particolarmente ossuta, particolarmente contrastata, molto drammatica.

Quindi l’uso del corpo è un fil rouge perché è neccessaria una frustrazione fisica per attuare il compimento artistico.


▪️Dolore, disagi, paure e ossessioni sono tra i temi ricorrenti nei tuoi lavori performativi. Credi dunque, che l’arte abbia un potere catartico e salvifico?


Rappresento da sempre nelle mie opere la vita quotidiana dell’individuo,vedo le mie opere come istantanee ora più suggestive, ora più descrittive, dell’unione tra evento di vita la traccia emotiva che lascia in noi.

E’ una lunga indagine che ho condotto attraverso stilemi e tecniche diverse negli anni, e che un potere catartico e salvifico lo ha smpre avuto anzitutto nei confronti di me stessa. Dico spesso che non faccio arte per scelta ma per necessità, è un bisogno personale che mi consente, una volta creato ciò che “vedo”, di guardarlo da fuori e comprenderlo meglio.

Credo poi che l’arte conteporanea sia tale quando realizza opere-strumento, nelle mani dell’osservatore come chiavi d’accesso alla conoscenza di sé stesso


▪️Per concludere vorrei chiederti se c’è una tua performance a cui sei particolarmente legata e perché..


Credo di essere particolarmente legata alla mia prossima Performance artistica, non ho particolare legame con le precedenti, sono state molto diverse, molto disparate e mi sono piaciute forse quelle più effimere, quelle dove interpreto brani della musica leggera italiana che sono particolarmente cari, però penso di essere ancora molto piccola come artista performativa, credo che ci sia tanto da crescere, e quando dico piccola non mi riferisco alle opere che creo, anzi ma proprio alla volontà di crescere, ho ancora tantissimo da imparare, moltissima ancora disciplina del sè, del corpo, in rispetto anche dell’io tutto, del sapersi fermare nell’andare troppo oltre, perché alcune volte mi sono fatta male, male perché ho performato per mesi in una direzione emotiva e psicologica non protetta e quindi sono finita in dei posti della mia mente che non ero pronta ad affrontare, quindi penso che la mia Performance migliore sarà quella di domani.






A cura di Maria Savarese

#LAPREDA è il più recente lavoro performativo dell’artista Monica Marioni.
L’opera si presenta come azione performativa realizzata in Sardegna, in concomitanza con i recenti roghi dell’Oristanese, ripresa in video di durata pari a xxx.
#LAPREDA punta direttamente al cuore dell’ennesima ferita subita da quest’isola che, come tante altre zone d’Italia, troppo spesso brucia.
Avanzando a fatica nello scenario annerito l’artista si fa simbolo di una società incurante dell’ambiente che la circonda, anzi in netto contrasto con esso; il nostro stile di vita arranca nella desolazione che esso stesso crea, afflitto e ostacolato dal vincolo indissolubile che colpevolmente ignora, quello tra l’uomo e la natura.
Questo legame ci appare spesso come un senso del dovere, qualcosa che frena le ambizioni del progresso e della scienza; in #LAPREDA è quindi una corda con un cappio: troppo spesso viene percepito in questo modo il necessario e doveroso rispetto per l’ambiente, ed in un certo senso è realmente così perché più ignoriamo il vincolo, più questo si stringe al collo dell’umanità. E l’umanità, con i suoi sforzi ovvero con la sua tecnica, come insegna Prometeo è di gran lunga più debole delle leggi di natura; per questo ne #LAPREDA sarà vano ogni sforzo della protagonista di uscire dall’inquadratura, ovvero di arrivare alle proprie mete.
Come sempre nelle azioni performative, l’intento di Monica Marioni è realizzare un’opera “empatica”, che trasmetta le sensazioni e le emozioni connotanti il tema, per far entrare in risonanza l’osservatore con Il senso d’angoscia e di impotenza che sono i veri contenuti dell’opera.



Lo stretto legame tra Venezia, arte cinematografica tutela dell’ambiente e del mare si rinnova Sabato 11 Settembre 2021presso lo spazio della Regione Veneto all’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, grazie alla 27esima edizione del Log To Green Movie Award Venezia 2021

Verrà premiato il corto d’arte dal titolo La preda, una rappresentazione senza compromessi della difficile relazione tra uomo e ambiente. Durante la premiazione sarà proiettato un breve teaser dell’opera. 

Lasciamiandare è il nuovo progetto di Monica Marioni, con cui l’artista, in un approccio immersivo e totalizzante, ha scandagliato ciò che quotidianamente viene affrontato da chi vive una relazione tossica e disfunzionale innanzitutto con sé stesso e di conseguenza con l’altro da sé. Il titolo prende la forma dell’invocazione della vittima al suo carnefice, ripetuta ossessivamente talmente a lungo da risuonare alla fine come una parola sola. 

A cura di Maria Savarese, questo lavoro, articolato nei diversi media utilizzati dall’artista,fotografia, video, disegno, esprime con molta tensione e drammaticità la lotta che l’individuocompie nell’attraversamento della sofferenza, da una totale inconsapevolezza ad una faticosa presa di coscienza della realtà e di sé.

Questo video presentato in anteprima nazionale al Log to Green Movie Award, in occasione della 78esima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, tratto dal capitolo La preda,racconta quanto il termine relazione vada inteso nella sua più larga accezione: interazione dell’individuo con la sua sfera personale e affettivacon quella lavorativa, con quella ambientale. Tutti i luoghi scelti per lo svolgimento delle azioni performative, evidenziano, infatti, un tipo di rapporto distruttivo o sordo dell’uomo con l’ambiente circostante: sono paesaggi violentati, vessati dal suo egoistico passaggio, come nel recente caso degli incendi oristanesi in cui si muove la Marioni in questo estrattoEcco quindi che il paesaggio non è sfondo di un’azione, ma è esso stesso parte integrante di essa e della relazione drammatica dell’uomo.

In ognuno di essi l’artista ha reso vivo e percepibile il dramma dell’individuo in quanto carnefice e vittima al contempo dell’ambiente in cui si muove, trasformando il vincolo sacro tra uomo e natura,da vitale cordone ombelicale a corda che trattiene e soffoca, in un circolo vizioso di ruoli nel quale non è più univoco chi sia il predatore e chi la preda, avanzando faticosamente in uno scenario ormai annerito.



Contatti dell’artista 


Studio Mo.Ma

Tel 3498453343 – mail marioni@monicamarioni.com – www.monicamarioni.com

IG @monicamarioni – Fb marioni monica






Qui tutte le info sull’evento di premiazione:

LOG TO GREEN MOVIE AWARD – VENEZIA 2021


Si svolgerà nella cornice della 78° Mostra del Cinema di Venezia la cerimonia di premiazione del Log To Green Movie Award 2021 per l’impegno alla comunicazione dei valori della Sostenibilità e della Responsabilità Sociale promosso dal mondo della cinematografia. 

L’appuntamento è per sabato 11 Settembre alle ore 13.00 presso lo Spazio della Regione del VenetoFilm Commission, Hotel Excelsior – Lido di Venezia. 

Il premio è promosso dalla testata giornalistica Log To Green con la partnership di Cremonesi S.r.l. Sustainability Company, per contribuire a sensibilizzare il pubblico alle tematiche ambientali e sociali legate ai cambiamenti climatici, attraverso il grande schermo. 

Il Log To Green Movie Award è giunto alla sua  edizione, istituito nel 2014 da Log To Green. Viene assegnato a protagonisti emergenti (attori, registi, produttori, ecc.) del mondo della Cinematografia Italiana, che si sono distinti per l’impegno alla promozione dei valori della Sostenibilità e della Responsabilità Sociale attraverso le loro Opere.

La Cerimonia verrà introdotta da Renato Cremonesi – Presidente Log To Green, che dedicherà l’evento al poeta veneto Andrea Zanzotto (1921-2021), una delle voci più autorevoli delle riflessioni che nascono anche nella letteratura italiana, sul disastro ambientale e l’impatto nefasto dell’azione umana sul pianeta.

L’evento verrà aperto dal Talk show “Il Cinema e la Transizione Ecologica” 

moderato da Elisabetta Gallina(Giornalista e conduttrice televisiva); parteciperanno al dibattito:

Franco Dassisti – Giornalista, critico cinematografico e conduttore de “La rosa purpurea (Radio24),

Jacopo Fo – Amministratore Unico di Jacopo Fo S.r.l., produzioni cinematografiche,

Iacopo Patierno – Regista.

La cerimonia proseguirà con la consegna dei Riconoscimenti Speciali a 

Agata de Nuccio, per l’opera “Parliamo con gli occhi

Monica Marioni, per l’opera “La preda

e la consegna dei LOG TO GREEN MOVIE AWARD – VENEZIA 2021 a:

Alan Cappelli Goetz, per la sezione “Attori emergenti

Due ma non duescritto da Federica Sozzi e diretto da Iacopo Patierno, per la sezione “Opere Cinematografiche

Jacopo Fo S.r.l. per la sezione “Produzioni Cinematografiche

Bardolino Film Festival, per la sezione “Eventi Cinematografici”

Seguirà una Special News curata dallYacht Club Porto Rotondo.

Concluderà la Cerimonia, l’intervento dell’On. Alessia Rotta – Presidente della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati,

Madrina della Cerimonia sarà lattrice Francesca Luce Cardinale (Log To Green Movie Award 2020)

Promotori del premio:

– Cremonesi S.r.l. unipersonale, Azienda che si occupa di Energia, Ambiente e Sviluppo Sostenibile, orientata all’efficienza e alla riqualificazione energetica degli edifici, con particolare attenzione alle tecnologie che permettono l’utilizzo di energie rinnovabili e ad innovativi sistemi di gestione energetica; Cremonesi opera dal 1964, prima come OTEC (Officine Termo Elettriche di Cremonesi), trasformatasi nel 1991 in Cremonesi srlnel 2014 si è certificata come ESCO (Energy Service Company) e infine acquisita nel 2020 dal FIEE (Fondo Italiano per l’Efficienza Energetica)

Da sempre Cremonesi è portavoce della sostenibilità non solo nell’attività di riqualificazione energetica degli edifici ma anche nella promozione di buone pratiche per la riduzione della nostra impronta ecologica;Log To Green Movie Award è una delle iniziative sostenute dalla Cremonesi volte a questo scopo. 

– Log To GreenWeb Magazine nato come mezzo per comunicare la visione green di cui da oltre 25 anniCremonesi s.r.l. si fa portavoce, per divulgare e promuovere la cultura della sostenibilità attraverso l’informazione agli Utenti e Consumatori. Log To green ha ideato e promuove inoltre il programma Stop Climate Change (progetto di comunicazione per la sensibilizzazione al contrasto dei cambiamenti climatici), patrocinato dal Ministero della Transizione Ecologica

 

Il mondo della Cinematografia e della Televisione, che muove importanti realtà economiche ed ha una capacità di coinvolgimento di pubblico molto elevata, non può ignorare la forte capacità di stimolare nel pubblico, scelte di comportamenti più consapevoli e responsabili verso l’ambiente, con l’obiettivo di contribuire a promuovere modelli di sviluppo più equi e sostenibili”Renato Cremonesi

 

Per informazioni: Sergio Cremonesi Tel: +39 347 74 17 704 E-mail: sergio.r@cremonesisc.it

Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 

Leggi Ancora
Senza categoria

Ascanio Cuba e l’omino “climbing the future”…

 L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con..



Ascanio Cuba e l’omino “climbing the future”…

di Alessio Musella  |10|Settembre2021|

L’omino “climbing the future è la “firma” di Ascanio Cuba, pittore, muralista e serigrafo, cubano di nascita, ma ormai da oltre un decennio ha trovato a Milano la sua seconda patria artistica e non.




Nato a Cuba, ha studiato all’Accademia di Santiago, ma possiamo tranquillamente definirlo un figlio d’arte: suo padre, Danis Montero Ortega, è un artista e insegnante di storia dell’arte all’Universidad de Oriente e Ascanio fin da piccolo ha respirato il profumo dell’arte e della creatività tra le mura di casa.

L’accademia gli ha donato la  tecnica, ma la creatività non la si insegna, o c’è o non c’è.. nell’anima.

 A Cuba non ha realizzato murales come ha poi fatto a Milano, ma ha avuto la grande opportunità di osservare suo padre,  assorbendo ogni minino dettaglio come una spugna, imparando come creare un murales partendo da zero.

Ascanio usa la tecnica tradizionale, non lavora con spray o bombolette ma con il pennello. 

Parte dalla preparazione della parete prima di iniziare a progettare il disegno, togliere umidità, dare la base al quarzo, per poi passare al disegno fatto a mano col pennello. 

Il murales piano piano prende vita, questo procedimento è sicuramente molto impegnativo ma porta con se un fascino tutto suo, tramandato da generazioni.


Una tradizione del muralismo tutta latino-americana, nato come concetto di informazione e dialogo con il pubblico, per spiegare cosa sta accadendo, a Cuba in particolare ogni muro dipinto mantiene intatta la cultura del luogo, della musica, dell’arte e del colore. Il colore è il cambiamento, è la vita, il colore è la rinascita, è  la “firma” di Ascanio Cuba, pittore, muralista e serigrafo, cubano di nascita, ma ormai da oltre un decennio ha trovato a Milano la sua seconda patria artistica e non.










 

  Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.















Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner













Leggi Ancora
Senza categoria

ELISABETTA VALENTINI – L’ANIMA DIETRO ALL’OBIETTIVO.

 L’ArteCheMiPiace – Cappuccio e Brioche con..





ELISABETTA VALENTINI, L’ANIMA DIETRO ALL’OBIETTIVO.



di Alessio Musella  |03|Settembre2021|


“In fotografia si può affidare ad un solo scatto il racconto di una storia.

Ed è  per questo che a me non basta una bella immagine, la struttura perfetta, la forma che diventa bellezza, quell’immagine deve anche emozionare, suggerire, deve essere capace di far entrare in un mondo, quel mondo che altro non è che l’universo di chi fotografa.”

Elisabetta Valentini


Per Elisabetta Valentini, Donna, Scrittrice, Fotografa e Modella di successo, la fotografia è scrivere con la luce e soprattutto gioia.

Associa la fotografia alla scrittura perché entrambi i mondi sono per solitari, basta una macchina fotografica, una penna o una tastiera e il resto arriva attraverso la propria sensibilità

La fotografia per Elisabetta è un attimo che ha del “mistico”, quell’attimo che ha consacrato molte fotografie dei grandi rendendole capolavori Eterni.

Nel mondo in cui viviamo, un fotografo, quando scatta, deve trovare un modo nuovo, diverso, qualcosa che può esprimere solo lui, perché a scattare sono bravi tutti, ma un artista della fotografia deve raccontare qualcosa che per gli altri rimarrebbe non vista.

Non c’erano  in famiglia di Elisabetta  fotografi e nemmeno appassionati di fotografia, e la sua passione per la fotografia è nata proprio dall’assenza

Ha passato anni fotografando luoghi e volti, dalla Cina all’America, dall’Europa all’Africa, consumando metri e metri di pellicola, imparando le regole dell’attesa e del rispetto, immortalando volti, case, gesti, usanze e costumi intrappolandoli in un semplice scatto.

Per un fotografo cogliere l’attimo, cogliere al volo il momento migliore, a scattare con rapidità e precisione, sono caratteristiche fondamentali per staccarsi dalla banalità delle mille immagini che oggi risiedono nel web…

Ama fare i ritratti.

La sua più grande soddisfazione è quando chi si trova smarrito davanti al suo obiettivo tenta di sottrarsi dicendo: io vengo male..

Con Elisabetta il ritratto diventa un atto liberatorio in cui tutte le rigidità si sciolgono e la bellezza che c’è in ognuno di noi emerge…  in questa visione  non posso non ricordare Giovanni Gastel  amico e professionista indimenticabile, che per sensibilità e talento non ho timore di associare ad Elisabetta Valentini.










 

  Alessio Musella

Negli anni 90 sono stato impegnato come progettista in Medio Oriente, dove per quasi 10 anni ho fatto la spola tra Arabia Saudita Stati Uniti ed Europa, in ogni mio progetto, già all’epoca, appena possibile inserivo un’opera d’arte. 

Decido di ampliare il raggio d’azione occupandomi di analisi territoriali e comunicazione per affiancare le aziende che richiedevano di entrare in nuovi mercati esteri. Da sempre ho una passione per l’arte e la fotografia, fin dal Liceo Classico quelle due ore alla settimana dedicate alla storia dell’arte, un po’ di ricerca personale, e successivamente la Facoltà di Architettura mi hanno sempre spinto verso questo mondo. 

Oggi sono un consulente di marketing strategico per le aziende, redattore per diverse riviste,  Editore del Magazine  www.exiturbanmagazine.it e Direttore del Blog www.artandinvestments.com, dove parliamo di Arte, Fotografia e Musica, creati rispettivamente nel 2019 e nel 2020.















Se l’articolo ti è piaciuto, ti invitiamo ad interagire attraverso la sezione commenti di seguito al post, arricchendo così il blog con le tue impressioni. 


E se trovi interessanti gli argomenti trattati nel Blog allora iscriviti alla newsletter e seguici anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.

In questo modo sarai aggiornato su tutte le novità in uscita.


        

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner






Leggi Ancora
Senza categoria

ContempoArte – Selezione 09

 L’ArteCheMiPiace – ContempoArte – Selezione 09


La Rubrica ContempoArte presenta la rinnovata raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate su Facebook, Instagram e Pinterest, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest



Questa nuova raccolta ha l’obiettivo di realizzare un racconto visivo attraverso un’accurata selezione di opere che sveleranno il lato intimo e profondo di ognuno degli artisti protagonisti.

Al contempo, si propone come “mezzo” per raccontare un’ avventura creativa, composta da artisti italiani e internazionali, capaci, soprattutto, di farsi carico della tradizione passata aprendola agli impulsi e alle richieste del presente. 

Una interessante chiave di lettura, dalla quale traspare una densa vitalità e anche una libera osservazione delle nuove tendenze.





Artisti di questa raccolta:

Joanne Huxford, Valentina Albanese, Chris Kamprad, Mauro Moriconi, Alessandro Lato, Masato Tsuchiya, Nella Tarantino,  Zohreh Teimouri, Ilaria Pisciottani, Todd Schulz, Rosita Percacciuolo, Robert Kelley, Luigi Grieco, Elisabetta Manghi, Maria Teresa Mazzei, Jill Nolan, Nina Nicholson, Alessandro Rossi.



©Joanne Huxford – USA






©Valentina Albanese – Italy





©Chris Kamprad – Germany 





©Mauro Moriconi – Italy 





©Alessandro Lato – Italy





©Masato Tsuchiya – Japan


©Nella Tarantino – Italy






©Zohreh Teimouri – Iran





©Ilaria Pisciottani – Italy






©Todd Schulz – USA






©Rosita Percacciuolo – Italy






©Robert Kelley – USA






©Luigi Grieco – Italy






©Elisabetta Manghi – Italy






©Maria Teresa Mazzei – Italy







©Jill Nolan – USA






©Nina Nicholson – England






©Alessandro Rossi – Italy








Le opere presenti in questa Rubrica, saranno pubblicate anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.



La selezione delle opere è a cura di Giuseppina Irene Groccia (Founder del Blog L’ArteCheMiPiace) e avviene attraverso l’uso dell’hashtag oppure diversamente potete partecipare alle selezioni inviando direttamente via email a: gigroart23@gmail.com indicando nell’oggetto: Submission ContempoArte










L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiaceè soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.


Se desideri avere più spazio, con un’intervista oppure con la presentazione di un tuo progetto artistico, invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



Oppure contattaci attraverso questo Form


1. Nome

2. Email

3. Testo

   






Leggi Ancora
1 2
Page 1 of 2