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tenui frammenti PIER PAOLO TRALLI

 

tenui frammenti

PIER PAOLO TRALLI

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |21|Novembre|2024|

 

 

Quando Pier Paolo Tralli mi ha chiesto di scrivere la prefazione del suo primo libro fotografico Tenui frammenti, ho provato una profonda emozione, unita alla consapevolezza di affrontare un compito importante. 

Essere scelta per introdurre il lavoro di un artista che ammiro, e ancor più di un fotografo di cui nutro grande stima, è per me un privilegio. Mi ha offerto l’opportunità di dialogare con la sua visione, di immergermi nei dettagli di un universo visivo profondamente intimo e di cercare, attraverso le mie parole, di raccontarlo e renderlo accessibile senza mai tradirne l’essenza.

 

 

Le immagini di Pier Paolo non sono mai semplici scatti: sono frammenti di tempo e di spazio, intrisi di poesia e di un’attenzione quasi sacrale per i dettagli. Ogni fotografia racchiude una storia, ma lascia sempre al fruitore la libertà di completarla con la propria sensibilità. Questo dialogo tra il visibile e l’immaginato è il motore trascinante che anima Tenui frammenti. Nel mio ruolo di prefatrice, il mio compito era quello di decifrare e restituire, in parole, quell’incanto visivo che Pier Paolo sa creare con la sua arte. Mi chiedo se sono riuscita a far emergere quel richiamo incessante alla meraviglia, quel filo invisibile che unisce ciò che l’occhio coglie a ciò che l’anima trattiene, trasformando ogni immagine in una particella eterna di poesia visiva, capace di incamerare nei suoi “frammenti” ciò che il tempo rischia di farci sfuggire.

 



 

Il libro restituisce appieno questo aspetto: tra le pagine scorre una linfa vitale, un battito emotivo che invade ogni immagine, attraversandola come un soffio di anima. Gli sfondi, nebulosi e pregni di ricercata poetica, sembrano trattenere sospiri, imprigionando attimi di indefinito in una dimensione sospesa tra realtà e sogno. 

Qui, affacciati a una finestra aperta sull’ineffabile, incontriamo frammenti che, in un silenzio eloquente, sussurrano senza mai urlare. Ogni immagine, pur nella sua quiete, possiede la forza di evocare l’invisibile, dando vita a un linguaggio visivo che, senza bisogno di parole, comunica la sua potenza, componendo una partitura in cui la luce scrive e l’ombra risponde.

 



 

Nel libro, molte immagini si intrecciano con citazioni, che siano dell’autore o di altre voci, in un dialogo intimo e raffinato. Un incontro tra parola e fotografia che genera una chiave di lettura più profonda, in cui ogni elemento si arricchisce a vicenda.

Si delinea così un filo sottile, ma straordinariamente potente, che lega immagini e testi in una narrazione fluida e armoniosa. È un percorso che conduce il lettore verso una sensibilità amplificata, capace di appagare i sensi e di coinvolgere emotivamente, trasformando ogni pagina in un’esperienza estetica completa.

 

 

 

Tenui frammenti è un libro che vibra di un’anima profonda, unica, quasi tangibile. Certo, ogni opera ne possiede una, ma in questo caso sembra irradiarsi con una forza speciale, inspiegabile eppure innegabile. È una percezione che non si lascia afferrare dalle parole, che semplicemente accade, come un sussurro che arriva dritto all’animo. Qui si intrecciano tanta anima e tanta interiorità, rendendo ogni pagina un riflesso intimo di  un percorso personale vissuto e sentito. 

 



 

Con il progetto grafico curato da Davide Costa e la stampa realizzata dalla Premiata Tipografia Sociale di Ferrara, quest’opera si presenta come un’espressione elegante e raffinata di arte visiva e editoriale. 

La sua prima presentazione avrà luogo martedì 10 dicembre alle ore 17:30, presso la Libreria La Pazienza Arti e Libri, in Via dei Romei 38 a Ferrara. L’opera verrà poi presentata in diverse sessioni, permettendo a un pubblico più ampio di scoprire e apprezzare il lavoro dell’autore.

 



 

Il libro è disponibile per l’acquisto presso la libreria La Pazienza Arti e Libri  e presso Abbigliamento Tralli, il negozio di proprietà dell’autore. 

Per chi risiede fuori provincia, sarà possibile richiederlo direttamente all’email tralliabb@libero.it, con spedizione a domicilio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esplorando l'Essenza - La Fotografia di Pier Paolo Tralli

Pier Paolo Tralli 

 

Imprenditore nel campo del commercio, appassionato di cinema e fotografia. Sue opere sono state selezionate in vari siti web e gruppi fotografici. Ha partecipato a diverse mostre collettive e pubblicazioni di volumi cartacei. Ha all’ attivo un libro fotopoetico in collaborazione con lo scrittore Claudio Strano. Pensa che l’ arte nelle sue varie forme sia un regalo che rende più leggera l’ esistenza.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ArtistiGiuseppina Irene Groccia

UN SALVIFICO FIO: L’UNIVERSO FEMMINEO DI GIUSEPPINA IRENE GROCCIA

 

UN SALVIFICO FIO: L’UNIVERSO FEMMINEO DI GIUSEPPINA IRENE
GROCCIA

 

di Maria Marchese  |15|Settembre|2021|

 

 

“La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo
strumento dell’intuito e della spontaneità. […] Fotografare è trattenere il
respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a
questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e
intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione
di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo
che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la
mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.“

 

 

(Henri Cartier-Bresson fotografo francese) 

 



Fotografia Sperimentale di Giuseppina Irene Groccia
 

Nascono da un interstizio intimo e introspettivo i fermo
immagine artistici, in cui Giuseppina Irene Groccia concilia l’essenza
femminea, avvincendovi occhio, mente e anima di colui che vi assiste.

L’autrice li ferma nell’istante, in cui un dolce fìo trova
consapevolezza: la durata di quel “clic” , nato nel momento in cui il fiato
tace, dirime infatti dissertazioni estetiche intense, che elevano una vera e
propria “dimensione donna” , a tratti maga e delirante a tratti mielata e “arrendevole”
, giammai insapore.

 

 

“Guardo intorno tranquilla e coerente,

ma pochi sanno

quante donne ci sono in me. “

 

(Anaïs Nin)

 

 

Punti di vista – Olio, smalti e carta da parati su tela
 
Sul supporto sensibile, l’artista calabrese imprime
l’estensione intrinseca, involta nei contenuti dei “punti di sospensione”
: una coerenza, quest’ultima, eloquente di
molteplici manifestazioni femminili.

La
poliedrica artista gemma, ogni volta, una concezione intuitiva
immagino/plastica, la cui genesi ha origine dalla forza: il segno attraversa la
tela con decisione, risolvendosi in fattezze raffinate e coinvolgenti. 

 
 

 

 

Soul Tracks – Olio e smalti su tela
 

Sublima quindi la protagonista nell’intensità di pentagramma
cromatico minimale, attenuato, talora, da levità o intensità, che raddolciscono
o ammantano di fascino mentale i soggetti.

Il nero e il bianco fanno da leitmotiv allo spartito tonale,
mente l’autrice insinua, a propria scelta, movimenti inattesi, rendendo
peculiare ogni singola esecuzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MaDonna Contemporanea – Olio, smalti e alluminio su tela

 

Le opere serbano l’intimo e la psiche di un’entità alchemica, che si esprime come l’avvilupparsi e fondersi di condizioni materiche e cromatiche primarie eppure sintesi di infinite e mutevoli combinazioni individuali e assolute.

 

 

Tra Spirito e Materia – Olio e smalti su tela

 

La scelta di toni dicotomici sembra dar vita ad una vera e
propria synkopḗ: lo spazio che separa gli apici fiorisce invero la conturbante
personalità di ogni singolo scatto della pittrice.

 

 

 Back to Color – Olio, collage e materiali di scarto in alluminio su tela

 

 

Giuseppina Irene Groccia vivifica e attualizza la condizione
di una donna consapevole di essere e esistere; questa contezza contamina
l’osservatore addentro il castigo dolce e fascinoso di una complessa e feconda
fragilità individuale. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incanto – Tecnica mista su tela

 

 

 

Contatti dell’artista:

Sito Web www.gigro.weebly.com

Email groccia.gi@tiscali.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria Marchese
 

Maria Marchese nasce a Como, il 4 Settembre del 1974. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni” , a Milano. Decide, poi, di intraprendere studi nel settore socio assistenziale, svolgendo per oltre 20 anni una professione in quel settore. Nel 2013 intraprende un percorso di studi, affrontato da autodidatta, nel campo dell’arte, della letteratura, della filosofia… esso trova concretezza, nel 2017, nella pubblicazione della silloge poetica “Le scarpe rosse – Tra tumultuoso mare e placide acque” . Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica, trovando consensi sempre più numerosi. Nel giro di poco tempo accende numerose e significative collaborazioni con molteplici risvolti artistici, culturali e di diffusione comunicativa (con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel, la nuova piattaforma televisiva del Club Amici dell’arte APS di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services…)

Queste realtà coniugano la parte concettuale ad una parte pratica, nel mondo dell’arte: la mia figura professionale matura e si identifica con quella di curatrice artistica

questi significativi risvolti, sempre in aumento, si affianca la stesura della seconda silloge poetica “Scrivo t,amo” , che tratterà di amore e erotismo, la cui pubblicazione avverrà in tempi brevi.

 

 

 

 

 

 

 

 

La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.
 
Hai una tua “divagazione sull’arte” da proporci?”
 
Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

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ArtistiMy Favourites

JEAN PAUL BOURDIER – Paesaggio e corpo come tela

 

JEAN PAUL BOURDIER – Paesaggio e corpo come tela

 

di Giuseppina Irene Groccia  |01|Gennaio|2021|

 

Jean Paul Bourdier combina paesaggio e carne come tela, senza l’uso della manipolazione digitale, per creare un’unione visiva, con tutte le immagini che sono state scattate sul posto tramite la tecnica della fotografia analogica.

 

Attraverso l’uso simultaneo di performance art, pittura e fotografia analogica, mette in scena situazioni che richiamano la magia dell’essere, della natura e della Luce.

 

JEAN PAUL BOURDIER - Paesaggio e corpo come tela

 

Il suo lavoro si concentra sempre sulla bellezza e la geometria del corpo umano.

 

Le immagini che produce fungono da portale per rivendicare il nostro rapporto intimo con l’infinito. 

 

JEAN PAUL BOURDIER - Paesaggio e corpo come tela

Ogni immagine è una scena unica – creata, messa in scena e catturata – di paesaggi naturali uniti alla forma umana, che esprimono bellezza, verità e meraviglia sul piano fisico, così come ciò che è nella nostra immaginazione.



Attraverso il corpo nudo dipinto con i colori della luce, riporta l’umanità alla sua natura fondamentale, scavalcando i soliti strati di identità, spazio e tempo, e ricontestualizzandola in essere.

 

JEAN PAUL BOURDIER - Paesaggio e corpo come tela

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jean Paul Bourdier riesce a presentare il corpo in un modo del tutto surreale su un paesaggio infinito, in un universo in continua evoluzione, facendolo interagire in vari modi con la terra. 

Questo corpus di opere è una contemplazione degli esseri umani e della loro intima interrelazione con l’ambiente.

 

Bourdier mette da parte la necessità di creare immagini in movimento per dare vita alle sue fotografie, preferisce catturare il movimento nel fantastico mondo della performance, dell’espressione e del paesaggio onirico. Le sue opere sfidano l’occhio della mente, allargando l’immaginazione per abbinare il potenziale illimitato dietro gli esseri che popolano la sua personale visione artistica.

 

Le sue pluripremiate immagini fotografiche sono state esposte negli Stati Uniti e in Francia e fanno parte della collezione permanente di diversi musei.

 

 

Jean Paul Bourdier è professore di design, disegno e fotografia nel dipartimento di architettura della UC Berkeley.

 
 
 
 
 
 
 
 

 

Scenografo di sette film e co-regista di due film diretti da Trinh T. Minh-ha, ha anche pubblicato diversi libri, tra cui Vernacular Architecture of West Africa, uscito nel 2011 e tre libri di fotografia, Bodyscapes, pubblicato nel 2007, Leap intro the Blue (2013), Body Unbound (2017) e Body Mirror il suo ultimo lavoro uscito a Novembre 2020, dove ritorna ad unire la sua arte fotografica all’editoria.

 

Body Mirror - Fine Art Photography Book by Jean Paul Bourdier

 

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