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Redazione

Segnalazione Eventi

TENSIONI CROMATICHE – Dell’equilibrio e dell’impulso. Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia

 

TENSIONI CROMATICHE – Dell’equilibrio e dell’impulso
Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia
A cura di Carla Pugliano
Con intervento critico di Andrea Barretta, critico d’arte, scrittore e giornalista

📍 CathArt Gallery – Varese
📅 24 gennaio – 5 febbraio 2026
📌 Inaugurazione: sabato 24 gennaio 2026, ore 17:30
📍 Piazza Giovanni XXIII, 11 – ingresso da Via Salvo D’Acquisto

Turbamento, urto, tensione vitale che non concede tregua. Dal 24 gennaio, a Varese, Doriano Marocca e Giuseppe Pavia mettono in scena due linguaggi astratti distinti, ma profondamente connessi. Entrambi sono attraversati dalla stessa urgenza: affidare al proprio estro creativo il compito di reggere il peso dell’esistenza, senza filtri né addolcimenti. Qui l’astrazione non consola: scolpisce, risveglia, deflagra.

Marocca e Pavia condividono una visione comune, dove controllo e improvvisazione convivono senza annientarsi. Il loro confronto nasce da dissonanza e attrito, da una pittura che si misura con il limite e lo supera senza cercare redenzione. Materia e cromie agiscono come forze primarie, elementi vivi che invadono lo spazio e lo mettono in crisi, trasformando la tela in un campo di vibrazione incessante. In questo contesto l’atto espressivo diventa esperienza incarnata: un equilibrio instabile e catartico, in cui il rischio non è una scelta stilistica, ma la condizione stessa del fare arte.

Con Tensioni Cromatiche, la CathArt Gallery inaugura il 2026 confermando una linea curatoriale senza compromessi: uno spazio di ricerca continua alimentato dallo scambio autentico con gli artisti, dove le forme espressive non chiedono consenso, ma sollecitano quesiti complessi, privi di soluzioni univoche.

Ad arricchire il percorso espositivo sarà l’intervento di Andrea Barretta, già ospite della CathArt Gallery e presente all’inaugurazione. Reduce dalla mostra Il tempo di Warhol e la Pop Art al Museo della Stampa di Soncino, Barretta opera da anni nel panorama delle arti visive contemporanee. Ha curato esposizioni dedicate, tra gli altri, ad Andy Warhol, Enrico Baj, Mimmo Rotella e Mario Schifano, ricevendo riconoscimenti internazionali, tra cui l’interesse del Metropolitan Museum di New York. È autore di saggi e monografie ed è membro del comitato critico del Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori.

LA TEMATICA

“Bisogna avere ancora del caos dentro di sé per poter dare vita a una stella danzante.”
Friedrich Nietzsche

È dunque nel disordine interiore, nello scontro tra istinto e ragione, che si accende la scintilla della creazione. Quel caos, spesso percepito come ostacolo, diventa energia che plasma forme, colori, emozioni. Questo principio guida Tensioni Cromatiche, dove due stili artistici, diversi ma complementari, si intrecciano: da una parte la materia prorompente e stratificata di Marocca, dall’altra il flusso fluido e improvviso di Pavia.

Marocca lavora il colore come fosse un corpo vivo: stratifica, graffia, vela, fino a spingerlo oltre i confini del quadro. Pavia parte invece dal controllo della materia per poi lasciare che i pigmenti scorrano spontanei, si equilibrino e vengano interrotti da un gesto improvviso, come a ricordare che la vita stessa non si lascia mai domare del tutto.

Siamo di fronte a due poetiche libere e implacabili. Non è rifugio né ornamento, ma una scelta netta che nasce dal bisogno di dare forma al pensiero. Segno e materia si confrontano in uno spazio mutevole, dove gli opposti convivono e si cercano. La tela diventa un campo di attrito, ma anche di pienezza, perché qualcosa si compie.

Tensioni Cromatiche suggerisce una partitura complessa di contrappunti, dissonanze e improvvise armonie. I cromatismi, spesso spinti al limite, non cercano seduzione ma incidono lo sguardo, costringendo a un tempo di osservazione lento e meditativo. Ne scaturisce una bellezza graffiante che invita a misurarsi con le zone più esposte della propria coscienza.

Note sugli ARTISTI

Doriano Marocca – La libertà del colore come atto radicale

Doriano Marocca nasce a Nettuno e vive a Reggio Emilia. Inizia a “imbrattare” le tele agli inizi degli anni Venti del nuovo millennio, nel silenzio di uno spazio privato e sganciato da qualsiasi pressione esterna. L’indagine pittorica nasce per lui come necessità personale, condivisa inizialmente solo con pochi amici e sui social. Dalla sperimentazione con pennelli e acrilici approda presto a un approccio più istintivo attraverso spatole e strumenti non convenzionali, che gli permettono di lavorare in modo diretto e corporeo.

Ne nasce una pittura densamente stratificata, fatta di sovrapposizioni che costruiscono e decostruiscono forme in un ritmo materico potente e immediato. La critica lo riconosce come un artista capace di una straordinaria disinibizione cromatica, in cui l’azione diventa struttura e la manualità si trasforma in linguaggio.

Nel mio viaggio – racconta l’artista – ho un solo principio fondamentale: essere libero, in un mondo che spesso non lo è. È questa urgenza a guidarmi, trasformando la pittura in un atto radicale, fisico e spirituale insieme. Sento che questo mio lato artistico rappresenta un pezzo di me prezioso, a cui non è minimamente possibile rinunciare, così come non si può rinunciare a nutrirsi. Ogni stratificazione, ogni velatura e ogni graffiatura diventano per me un dialogo con la materia stessa: sento la pittura respirare, vibrare e rispondere, come se fosse un organismo vivo. Alcune opere sono studiate, altre improvvise dove il dipingere e lo stato d’animo prendono la guida, senza interpellarmi, io sono solo un tramite. Spesso la rabbia, la noia e lo stupore fanno da sfondo, ma non manca mai l’esperienza vissuta, perché solo attraversando l’esistenza può nascere l’arte pura e incontaminata. Invito chi osserva le mie opere a percepire questa energia, come testimonianza di spontaneità totalmente svincolata. Percepisco la creatività come un’alleata che si autoalimenta e ciò mi spinge oggi anche verso un percorso scultoreo non convenzionale, realizzato con fili di PLA, che presenterò in questa mostra.”

 

Mostre recenti di Doriano Marocca

  • Personale, settembre 2024, Bar 46 di Davide Crotti, Novellara (RE)
  • Collettiva “Noi dell’Arte”, novembre 2024, sala espositiva centro Correggio (RE)
  • Collettiva “Il Simbolo è l’Illustrazione”, gennaio 2025, Club Meridiana Casinalbo (MO), curatrice Barbara Ghisi
  • Collettiva “Arte Rampante”, maggio 2025, Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Mantova, organizzata da “Noi dell’Arte”, critico Marco Cagnolati
  • Collettiva presso Fondazione Officina delle Arti, luglio 2025, Reggiolo (RE)
  • Collettiva “Spazialità Astratta”, ottobre 2025, Conceptartbrera (MI), curatore Alfonso Restivo
 
 
Giuseppe Pavia – L’equilibrio che accoglie l’imprevisto

Nato a Marsala nel 1975, Giuseppe Pavia vive a Borgomanero. Intraprende dal 2020 un viaggio intimo nell’esplorazione del colore, guidato unicamente da una profonda necessità di cambiamento interiore. La sua poetica si fonda su un dialogo costante tra opposti: stabilità e slancio, riflessione e impulso, forma e rottura.

“L’incontro con la Fluid Art – racconta l’artista – non è stato casuale, ma l’approdo naturale di una ricerca personale che mi ha fornito il linguaggio perfetto per esplorare il mio mondo introspettivo. La mia autonomia di ricerca, libera da dogmi accademici, mi ha permesso di sviluppare una tecnica ibrida e altamente personale. Le mie opere nascono in questo spazio di tensione. La pittura fluida stabilisce l’equilibrio da cui tutto parte, incarnando il lato riflessivo del mio essere; il dripping interviene come l’atto puro, il gesto impulsivo che rompe la forma.”

La fluidità diventa così metafora di un’identità in continuo divenire, mai definitivamente compiuta. Le derive cromatiche e i flussi incarnano stati emotivi, contrasti interiori, rendendo visibile un processo di trasformazione che resta aperto e irrisolto.

Le sue superfici sono espressione di una personalità che poggia su campi di energie differenti: prima la gestione dei pigmenti, guidati e domati; poi l’irruenza con il lancio dei fluidi acrilici, le colature e il gocciolamento che intervengono a spezzare il ritmo, rivelando nuove possibilità. Una pittura che respira come un organismo vivo, sospesa tra quiete, incertezza e detonazione.

Pavia invita inoltre a riconoscere, in quei flussi e in quelle gocce, la dinamica stessa dell’esistenza: un processo in cui la vera armonia non può nascere dal controllo assoluto, ma dal coraggio di accogliere l’ignoto, l’imprevisto e la contraddizione

 

Mostre recenti di Giuseppe Pavia

  • Collective Art Exhibition, ottobre 2024, Galleria d’Arte Ikonica, Milano
  • Arte a Villa Giulia, novembre 2024, Villa Giulia, Pallanza – Verbania
  • Eco delle Forme, dicembre 2024 – gennaio 2025, Omnia Art Gallery, Latina
  • Art Sound Loud, febbraio 2025, all’interno di Art City Bologna 2025
  • Ricognizioni Contemporanee, giugno 2025, Sala della Gran Guardia, Isola d’Elba
  • Attraverso l’arte: la metamorfosi del mondo, agosto 2025, Sala dei Templari, Molfetta
  • Visioni d’Arte, ottobre 2025, Castello di Galliate
  • Re-Cycle / Re-Cosmos, dicembre 2025, bipersonale presso Spazio Azimut C.M., Novara

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La mostra è curata da Carla Pugliano, artista riconosciuta a livello internazionale e fondatrice della CathArt Gallery, spazio culturale immersivo nato per favorire il dialogo tra materia e spirito, tra urgenza contemporanea e sperimentazione artistica. Tra gli altri riconoscimenti e partecipazioni, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia, ha esposto alla 60ª Biennale di Venezia e alla XIV Florence Biennale. Dal 2025 è, inoltre, Consulente artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti) che verrà presentato al MoMA di New York. Le sue opere sono in collezioni private, istituzionali e museali.

Informazioni sull’evento

📆 Date mostra: 24 gennaio – 5 febbraio 2026
🕰 Orari apertura:

Martedì – Venerdì: 16:30 – 18:30

  • Sabato: 10:30 – 12:00 / 15:30 – 18:30
  • Domenica: 15:30 – 18:30

🎙 Inaugurazione: Sabato 24 gennaio, ore 17:30
📍 Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)
Ingresso: Libero

Per info e contatti

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*Il Tratto Sensibile* Cena evento con le opere di Sonia Caterino

Venerdì,16 Gennaio ore 20,30 Ristorante ETTA, Piazza in Piscinula Roma

Una serata dedicata alla bellezza, all’ascolto silenzioso delle emozioni e alla forza espressiva del gesto pittorico.

Presentata da Roberto Litta, noto critico d’arte e conduttore TV, *Il Tratto Sensibile* è più di una cena: è un incontro tra arte, gusto e intimità visiva, dove le opere di *Sonia Caterino* accompagneranno gli ospiti in un viaggio estetico fatto di luce, trasparenze e trame interiori.

Alcuni dei suoi quadri, esposti per l’occasione, raccontano con delicatezza e intensità il linguaggio dell’anima, traducendo il non detto in colore, movimento e vibrazione. Come un dialogo lieve tra pensiero e forma, ogni tratto si fa carezza visiva, ogni tela un invito alla contemplazione.

Un appuntamento per chi ama nutrire lo sguardo, nel segno di un’arte che sa toccare il profondo senza mai urlare. Una serata da non perdere mai. Parcheggio disponibile davanti al ristorante NO ZTL.

 

Per confermare la presenza o per informazioni, contattare Vanessa Ciampa al 3393306225.

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Lo storico Franco Emilio Carlino torna tra i banchi e tra gli alunni con la sua importante ricerca sull’antico Ducato di Crosia

 Giorno 19 p.v. presso l’ITE – Liceo Scientifico di Mirto Crosia sarà presentato il saggio storico di Franco Emilio Carlino: Crosia – Storie e vicende di un Grande Ducato. I Mandatoriccio e le loro cinque Terre, editata dalla Casa Editrice L. Pellegrini Editore, Cosenza.

L’autore, mandatoriccese-rossanese, Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina, Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano, ha inteso dedicare il suo lavoro  a Crosia, Città delle prime esperienze professionali e della sua prima dimora.

     I lavori dell’incontro saranno introdotti e moderati dal Prof. Maurizio Traversari, docente dell’Istituto, seguiranno i saluti istituzionali della Prof.ssa Sara Giulia Aiello, Dirigente Scolastico IIS Cariati e da Maria Teresa Aiello, Sindaco della Città di Crosia. Le conclusioni sono affidate all’Autore, Prof. Franco Emilio Carlino. Durante la Presentazione saranno eseguite alcune letture a cura degli alunni dell’ITE e del Liceo Scientifico con intermezzo musicale  cura dell’Accademia Musicale EUPHONIA.

    

L’Autore sull’evento e sui contenuti del suo saggio ci ha rilasciato la seguente testimonianza:

«Riportare alla memoria le vicende storiche, il cammino e l’organizzazione di un grande Ducato, come quello di Crosia, all’interno del quale i Mandatoriccio prima e i Sambiase poi esercitarono le loro direttive economiche e sociali di feudatari, governando le diverse comunità, non è stato per nulla semplice ed allo stesso tempo è risultato molto impegnativo, considerato il lungo periodo posto in osservazione.   

     Quanto è stato documentato, pertanto, vuole essere un contributo alla storia del territorio ed in particolare a quella di Crosia, baricentro indiscusso dell’imponente sistema feudale intessuto dai Mandatoriccio con i loro traffici e scambi commerciali.

     Gli avvenimenti e le relative motivazioni riguardano una delle più importanti ed estese aree territoriali della Calabria feudale e di un Ducato molto ambito, regolato da un apparato economico alquanto strutturato, di enorme rilevanza, grazie alla lungimiranza di Teodoro Mandatoriccio rampollo di una delle più importanti e benestanti famiglie della città di Rossano e dell’intera provincia. Un Ducato all’interno del quale, secondo un sistema molto complesso di rete, ricadevano i feudi di Caloveto, Crosia, Calopezzati, Mandatoriccio, Pietrapaola. Ai sopraccitati feudi, sul finire dell’epoca feudale, quando come feudatari subentrarono i Sambiase, a seguito del matrimonio di Vittoria Mandatoriccio con Ruggiero Sambiase, al già importante ed esteso patrimonio si aggiunsero anche i territori di Campana e Bocchigliero acquistati dai Labonia, e infine Cariati, Terravecchia, Scala Coeli e San Morello, da loro amministrati, ma di proprietà dei principi Spinelli di Cariati.

     La narrazione diviene ancora più intricata se la presente storia la si inserisce all’interno di quel percorso nel quale durante il periodo feudale le diverse comunità del Meridione d’Italia si diedero molto da fare e Crosia fu una di queste. Questa pubblicazione, articolata in sei capitoli, è sintesi di un ampio studio condotto da anni sul territorio ed ha per titolo: Crosia – Storia e vicende di un grande Ducato – [I Mandatoriccio e le loro Cinque Terre].

     Nella sua elaborazione, considerata la complessità della ricerca, dovuta alle numerose informazioni e dati che hanno portato necessariamente al raffronto con i tanti autori richiamati, in alcuni casi, ai fini di una migliore narrazione dell’argomento, si è resa inevitabile la ripetizione di concetti, eventi ed altro. I contenuti storici riguardano anche le origini della città con considerazioni sulla sua fondazione emersi da una vasta bibliografia interpellata.

     Gli argomenti rappresentati, per una corretta analisi e una migliore comprensione, sono stati, per quanto possibile, contestualizzati all’interno del periodo storico di riferimento. Completata questa fase, molto complessa, con il sussidio di un vasto impianto storiografico documentale e d’archivio si è provveduto a sviluppare gli aspetti storici dai quali emerge l’investitura di Crosia a Ducato. Tema che nel prosieguo dell’indagine si collega con lo sviluppo dell’esteso territorio feudale e le vicende delle famiglie feudatarie del tempo.

     Per quanto possibile si è cercato, per di più, di offrire una completa descrizione ricostruttiva dei diversi aspetti nei quali, sul finire del Cinquecento, si è incardinata la relazione parentale tra le famiglie dei Mandatoriccio e dei Sambiase, con le note vicende della successione che hanno coinvolto anche la nobile famiglia Toscano di Rossano. Uno studio a 360° che, perciò, ha richiesto intensi momenti di approfondimento e comparazione di quanto visionato.

     Come si accennava, nel libro non mancano gli elementi che richiamano le relazioni tra le diverse famiglie in campo, così come rilevati dalla storia, tra cui quella di Giovan Michele Mandatoriccio figlio di Nicola, facente parte come ci ricorda M. Falanga della “emergente famiglia della borghesia commerciale rossanese di forti aspirazioni baronali poi realizzate”1 che si imparentò con indovinata politica matrimoniale con Vittoria Toscano, appartenente, come scrive, ancora, lo stesso Falanga, a una delle famiglie “più cospicue della nostra regione e, segnatamente, di Rossano, dove si è distinta in tempi diversi per cultura, per virtù militare, per incarichi feudali e per impegno giuridico-forense”2.

     Nel libro si propone anche la ricostruzione biografica del 1° duca di Crosia, Teodoro Dionigi Mandatoriccio, illustre personaggio dell’omonimo casato, figlio di Giovan Michele e Vittoria Toscano, insieme ad alcuni elementi di interesse riguardanti le figure dei figli di Teodoro: Francesco, Vittoria, Ippolita e Lucrezia ed altre notizie pertinenti la tanto discussa successione feudale tra i Mandatoriccio, i Sambiase e i Toscano.

     L’opera è arricchita da un singolare corredo fotografico e genealogico con la formulazione di apposite tavole descrittive, da una vasta bibliografia, e dagli indici, onomastico, toponomastico, delle cose notevoli e generale, utili al lettore interessato come al ricercatore rigoroso. Molte e insolite sono state le fonti a cui si è fatto ricorso reperite tramite i diversi canali offerti dalla rete Internet, e dagli archivi e biblioteche pubbliche e private, ma non sempre del tutto coincidenti fra loro, in particolare per quanto riguarda alcune vicende e certi dati che hanno preteso maggiore cura nelle fasi di ricostruzione e di raffronto.

     Tra le fonti storiche più rilevanti senz’altro sono da menzionare quelle reperite nell’Archivio Toscano già utilizzato per precedenti pubblicazioni. Non credo vi siano ambiguità poter dichiarare che la famiglia Mandatoriccio di Rossano sia stata all’epoca dei fatti, una delle tante famiglie nobili della città che più rappresentò l’intero territorio rossanese influenzandolo dal punto di vista economico, sociale, culturale e politico.

     L’opera aggiunge un altro tassello al già lungo, quanto intrigante, percorso storiografico e di documentazione che negli ultimi anni mi ha permesso di realizzare alcune pubblicazioni sulla storia dei Mandatoriccio e del loro casato e sulle relazioni che questo nel tempo ha stabilito, con le famiglie dei Sambiase e dei Toscano.

     Si coglie l’occasione per sottolineare come la decisione di produrre sull’argomento la presente monografia è stata anche una maniera concreta per manifestare affettuosi sentimenti di riconoscenza verso i tanti amici e nei riguardi della città di Crosia che mi ha ospitato per un significativo periodo della mia vita, dove ho lavorato e dove mi sono formato una famiglia.

     Spero che la presente opera trovi anche questa volta la giusta accoglienza e l’apprezzamento da parte dei lettori. Colgo il momento, altresì, per ringraziare con infinita riconoscenza e con sincero sentimento di amicizia l’amico Pierpaolo Cetera Autore della Prefazione, per aver risposto positivamente e con generosità alla mia sollecitazione e per la sua estesa attenzione verso la ricerca storica e lo studio dei fatti e delle vicende della nostra terra, del Meridione d’Italia e delle sue popolazioni, a mio modesto parere quasi mai protagoniste del proprio destino.

     Ringrazio, inoltre con gratitudine, il Dirigente scolastico, Prof.ssa Sara Giulia Aiello e il corpo docente dell’Istituto per aver favorito il presente incontro culturale con gli alunni dell’ITE – Liceo Scientifico di Mirto con i quali cercherò di avviare un proficuo dibattito sui temi riguardanti il nostro territorio cercando di fare memoria storica del nostro passato».     

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ArteArtisti

Le sculture di Valente Cancogni approdano a Dubai


Le opere di Valente Cancogni trovano oggi una collocazione sempre più solida all’interno del circuito artistico di Dubai, dove vengono esposte e promosse in modo strutturato e continuativo. Un percorso tutt’altro che casuale, che si inserisce in una progettualità avviata da tempo e consolidata grazie alla collaborazione con il curatore Alessio Musella, co-fondatore della Star (Home) Gallery.

In breve tempo, la Star Home Gallery si è affermata come una presenza attiva e riconoscibile nel panorama culturale degli Emirati Arabi Uniti, costruendo un network capace di valorizzare artisti contemporanei in dialogo con il contesto internazionale di Dubai. All’interno di questo sistema, le opere di Cancogni, spesso accompagnate da testi critici firmati dallo stesso Musella, vengono regolarmente promosse, contribuendo a rafforzare la visibilità dello scultore toscano.

Alla base di questa presenza vi è un vero e proprio “Progetto Dubai”, un tavolo di lavoro che nasce da lontano e che ha già portato Cancogni oltre i confini italiani in diverse occasioni. L’approdo delle sue sculture negli Emirati rappresenta quindi l’evoluzione naturale di un percorso coerente, oggi sostenuto dalla piattaforma curatoriale e relazionale della Star Home Gallery. La posizione dell’artista nel panorama artistico internazionale di Dubai è, di conseguenza, in costante ascesa.

Dal punto di vista linguistico e tecnico, la scultura di Valente Cancogni si fonda su un uso raffinato e complesso della ceramica e del bronzo, materiali che l’artista lavora attraverso processi articolati seguiti personalmente in ogni fase. L’intervento sulla materia avviene tramite l’applicazione di polveri e pigmenti che, sottoposti a cotture ad alta temperatura, generano sorprendenti effetti metallici, tra riflessi bronzei e argentei.

Il fuoco diventa così elemento attivo e imprevedibile, capace di trasformare colori e smalti e di lasciare tracce irripetibili sulla superficie dell’opera. È proprio in questa alchimia tra controllo e abbandono che Cancogni ricerca l’impatto emotivo della scultura, rendendo ogni lavoro pregno di personalità.

Al centro della sua poetica emerge il dialogo tra la figura umana, spesso fragile, slanciata, quasi sospesa, e una materia che il calore esalta e trasfigura. Un confronto silenzioso ma potente, che trova nel contesto internazionale di Dubai un terreno fertile per nuove letture e risonanze.

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Segnalazione Eventi

“Corpo, Divino” – Dom Barra e la bellezza dell’imperfezione a Forio

Dal 13 al 31 dicembre, la galleria underground AnnoZero2.0 di Forio (Ischia) presenta “Corpo, Divino“, mostra personale dell’artista Domenico Dom Barra.

L’esposizione, curata dal gallerista e performer Salvatore Iacono, propone 14 riproduzioni in alta definizione che raccontano l’universo poetico, tecnologico e visionario dell’artista napoletano, pioniere della glitch art e sperimentatore instancabile tra intelligenza artificiale, pittura a tecnica mista, animazione e installazione.

In occasione della mostra, sono previsti interventi site-specific e installazioni urbane fuori dalla sede espositiva, per portare l’arte anche nello spazio pubblico.

Domenico Dom Barra è un artista multimediale la cui ricerca esplora il corpo, l’identità e la bellezza, ponendo al centro l’imperfezione e la fragilità come chiavi estetiche e politiche. Il suo progetto DISØRDINΔRY BÆUTY (DIS/vәrsә), in continua evoluzione, propone un nuovo sguardo sul corpo umano, contaminato dalla tecnologia e attraversato dalla malattia, dalla resistenza e dal glitch come forma di verità.

Barra ha esposto in spazi internazionali come la DAM Gallery di Berlino, la Galleria Biffi Arte di Piacenza, l’Hermitage Museum e l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale nel metaverso. Ha inoltre collaborato con riviste come Flash Art, Monopol Magazin, Hyperallergic, e ha tenuto conferenze presso istituzioni quali la School of the Art Institute of Chicago (SAIC), la Rome University of Fine Arts (RUFA) e il MACRO di Roma.

Dal 2022 vive e lavora tra Napoli e Sliema (Malta).

La mostra sarà visitabile dal 13 al 31 dicembre presso AnnoZero2.0, in via Costantino 28 a Forio, con i seguenti orari:

– Mattina: 10:00 – 12:00

– Pomeriggio: 15:00 – 18:00

Anche su appuntamento, scrivendo via WhatsApp al numero 347 0130038.

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Segnalazione Eventi

UTOPIA – Chiedete l’impossibile!

Mostra darte contemporanea collettiva


Inaugurazione: Sabato 6 dicembre 2025, ore 18.00 – 20.00
22 artisti in mostra
Sede espositiva principale: MUDIC  Museo Diffuso Contemporaneo

a cura di Gina Affinito

Nei Sassi di Matera, dove il passato ha un peso specifico e l’avvenire rimbalza contro le pareti di tufo, nasce UTOPIA: una crepa dorata nella cronologia. UTOPIA germoglia da una fenditura nella consuetudine, un magnete puntato verso il possibile. Il suo manifesto, Chiedete limpossibile!”, non è un fuoco d’artificio linguistico: è un atto di insubordinazione poetica. Un invito a strappare il manuale dell’ovvio, a reclamare nuovi modelli, nuove coordinate, nuove grammatiche visive.

Dal 6 al 13 dicembre 2025, 22 artisti delle arti visive – provenienti da percorsi, sensibilità e linguaggi differenti – daranno forma a un atlante provvisorio di futurescape, attraversando pittura, scultura, fotografia, installazione, arte digitale e tecniche ibride. Ognuno porta un pezzo di visione in tasca, un modo differente di dire “non ancora”, un modo personale di far scricchiolare la frontiera del già-scritto.

Gli artisti in mostra

La collettiva ospita opere di:
Ademara, Gennaro Ceglia, ClaritaArt, Stefania Conticchio, Daniele Giordano, Grava,  Inside The Stone Project, Antonio Lunati, Rosita Lusignani, Tiziana Malvinni, Domenico Mintrone, Rosa Montedoro, Marco Luigi Nicoli, Franco Originario, Silvia Pastano, Isabella Ragno, Resy Art, Claudio Rosa, Mariella Spinelli, Daniele Stefàno, Paola Strada, Lidia Torres.

 

Artisti e opere sono consultabili nel catalogo dedicato: Catalogo Utopia

Visione curatoriale e percorso

L’utopia viene letta come dispositivo di tensione: forzatura dello sguardo, non evasione. Le opere sono mappe di deviazione: traiettorie che non portano via, ma dentro. Dentro ai limiti, per disinnescarli. Dentro al presente, per torcerlo come un metallo caldo. L’arte diventa così cassetta degli attrezzi del domani: non offerente di risposte, ma generatrice di fenditure.

Qui l’impossibile non è un muro, è un pendolo. Oscilla. Torna. E spetta a noi spingerlo più in alto.

Programma dellinaugurazione

6 dicembre 2025 -Via D’Addozio 78, Sasso Barisano

 

  • Ore 18.00 — Apertura ufficiale e presentazione curatoriale
  • Visita alla mostra
  • Talk brevi e interazioni con gli artisti
  • Atmosfera sonora ambient curated
  • Chiusura ore 20.00

Partner, patrocinio e impatto culturale

L’evento si svolge con il patrocinio ufficiale del Comune di Matera e in collaborazione con realtà culturali radicate sul territorio. La mostra rientra in un percorso che mira a:

  • rigenerare l’immaginario sociale attraverso le arti visive,
  • trasformare luoghi identitari in catalizzatori di visione futura,
  • creare un ecosistema culturale con ricadute turistiche e comunitarie,
  • aprire dialoghi internazionali che guardano a un Sud produttore di futuro, non solo narratore di radici.

UTOPIA vi aspetta tra le pieghe della roccia e del futuro.

La mostra è visitabile tutti i gg h 10.00/13.00 – 16.00/18.00

Ingresso libero

 

 

L’audio-descrizione della mostra e delle opere in esposizione è disponibile al seguente link:

MOSTRA UTOPIA / AUDIO TOUR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gina.affinito@gmail.com

+39 327 3463882

www.ginaaffinito.com

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Segnalazione Eventi

Dicembre in mostra tra Invisibili e Palestinesi

Sabato 6 dicembre, ore 18.30 – Vintage Café, Corigliano Scalo (CS)

Mostra di Umberto Romano: “Mentre va in scena il dolore”

 

 

Un nuovo appuntamento culturale prende forma per dare voce a storie spesso taciute e sguardi che raramente trovano spazio nel racconto pubblico. In un tempo segnato dall’evolversi drammatico degli avvenimenti, dove la distruzione e la sofferenza travolgono vite e speranze, l’arte diventa strumento di testimonianza, resistenza e memoria.

La polvere delle macerie di Gaza, i sogni infranti, gli abbracci spezzati, la pioggia inarrestabile di bombe sui bambini e sulle donne: immagini e parole che attraversano il mondo e che si traducono in grida, ferite, lacerazioni dell’anima collettiva. In questo scenario, mentre la cronaca continua ad alimentare dolore e smarrimento, la cultura prova a restituire dignità agli invisibili, attraverso gesti creativi che raccontano e denunciano.

È con questo spirito che prosegue il percorso culturale promosso dal Vintage Café, con l’inaugurazione della mostra pittorica di Umberto Romano, dedicata a “gli invisibili” e ai racconti delle Donne Palestinesi. Tele imbrattate, storie di amore e di dolore, simboli di un fiume in piena che trascina con sé solitudine, fragilità, resistenza.

L’evento vuole essere un momento di riflessione collettiva e condivisione, un invito a non distogliere lo sguardo e a riconoscere l’umanità negli sguardi e nelle voci di chi oggi vive la tragedia della guerra.

 

Data e luogo:

Sabato 6 dicembre, ore 18.30

Vintage Café – Corigliano Scalo (CS)

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Segnalazione Eventi

Lorenzo Marini’s Type Art lands in Dubai.

A new vision of the sign at Star Home Gallery

DUBAI, Friday, December 5, 2025 – Star Home Gallery is pleased to present the works of Lorenzo Marini, Italian artist and creative, internationally recognized as a pioneer and leading figure of Type Art.

The exhibition, titled “TypeArt 2025”, invites the audience on an immersive journey into the deconstruction and rebirth of the typographic character.

An eclectic figure between creative direction and visual art, Marini has developed a radical research that aims to free letters from their grammatical function, restoring them with a new identity: no longer tools for reading, but absolute protagonists of the image.

In his works, letters, syllables, and numbers are isolated, enlarged, broken down and reassembled into vibrant color fields and dynamic compositions, where the graphic sign becomes gesture, rhythm, pure visual energy.

The result is an abstract and powerful language, capable of transforming the alphabet into an emotional landscape and an architecture of the gaze.

On the occasion of the Dubai exhibition, this artistic language encounters a territory that has recognized the graphic sign as an autonomous and sacred art for centuries.

In the Arab world, as in many cultures of the Far East, calligraphy is not mere writing, but spiritual, aesthetic, and identity-driven expression.

In this context, Marini’s Type Art emerges as a contemporary bridge between two traditions: on one side, the liberated Western alphabet; on the other, the historical veneration of the sign as absolute artistic form.

A dialogue that enriches both visions and offers the audience a new key to interpreting typographic gesture.

The artist states:

Dubai is a crossroads of cultures and languages, the perfect setting for my Type Art, which is universal.

The goal is for the viewer not to read the sign, but to look at it as a pictorial element, rediscovering its sculptural essence and emotional impact.”

The exhibition will present a selection curated by Alessio Paolo Musella of Marini’s most recent series, characterized by a bold use of color, meticulous attention to composition, and a constant tension between order and chaos, silence and visual saturation.

Artist: Lorenzo Marini
Exhibition title: “TypeArt 2025”

Venue: Star Home Gallery, 2206 Park Place, Sheikh Zayed Road, Dubai, UAE

Vernissage and cocktail: Friday, December 5, 2025
Time: 7:00 PM – 9:30 PM

Public opening by appointment: from December 6 to 20, 2025

Press contacts and information

For interview requests with Lorenzo Marini, vernissage accreditation or high-resolution photographic material:

Alessio Paolo Musella
Curator

apm@stargallery.art
+971 56 847 7077

La Type Art di Lorenzo Marini sbarca a Dubai

Una nuova visione del segno alla Star Home Gallery

 

DUBAI, venerdì 5 dicembre 2025 – Star Home Gallery è lieta di presentare le opere di Lorenzo Marini, artista e creativo italiano, riconosciuto a livello internazionale come pioniere e massimo esponente della Type Art.

La mostra, intitolata “TypeArt 2025”, invita il pubblico a un viaggio immersivo nella decostruzione e nella rinascita del carattere tipografico.

Figura eclettica tra direzione creativa e arte visiva, Marini ha sviluppato una ricerca radicale che mira a liberare le lettere dalla loro funzione grammaticale, restituendo loro una nuova identità: non più strumenti di lettura, ma protagoniste assolute dell’immagine.

Nelle sue opere, lettere, sillabe e numeri vengono isolati, ingranditi, scomposti e ricomposti in campiture cromatiche vibranti e in composizioni dinamiche, dove il segno grafico diventa gesto, ritmo, pura energia visiva.

Il risultato è un linguaggio astratto e potente, capace di trasformare l’alfabeto in paesaggio emotivo e architettura dello sguardo.

In occasione dell’esposizione di Dubai, questo linguaggio artistico incontra un territorio che da secoli riconosce nel segno grafico un’arte autonoma e sacra.

Nel mondo arabo, così come in molte culture dell’Estremo Oriente, la calligrafia non è semplice scrittura, ma espressione spirituale, estetica e identitaria. In questo contesto, la Type Art di Marini si inserisce come un ponte contemporaneo tra due tradizioni: da un lato l’alfabeto occidentale liberato, dall’altro la storica venerazione del segno come forma artistica assoluta.

Un dialogo che arricchisce entrambe le visioni e offre al pubblico una nuova chiave di lettura del gesto tipografico.

L’artista racconta:

Dubai è un crocevia di culture e linguaggi, la cornice perfetta per la mia Type Art, che è universale.

L’obiettivo è far sì che lo spettatore non legga il segno, ma lo guardi come un elemento pittorico, riscoprendone l’essenza scultorea e l’impatto emotivo.

La mostra presenterà una selezione curata da Alessio Paolo Musella delle serie più recenti di Marini, caratterizzate da un uso audace del colore, da una meticolosa attenzione alla composizione e da una costante tensione tra ordine e caos, silenzio e saturazione visiva.

Artista: Lorenzo Marini

Titolo della mostra: “TypeArt 2025”

Sede: Star Home Gallery, 2206 Park Place, Sheikh Zayed Road, Dubai, UAE

Vernissage e cocktail: venerdì 5 dicembre 2025

Orario: 19:00 – 21:30

Apertura al pubblico su appuntamento: dal 6 al 20 dicembre 2025

Contatti stampa e informazioni

Per richieste di interviste con Lorenzo Marini, accrediti per il vernissage o materiale fotografico in alta risoluzione:

Alessio Paolo Musella
Curatore

apm@stargallery.art
+971 56 847 7077

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Segnalazione Eventi

CONTACT – Esposizione d’arte contemporanea

CONTACT – Esposizione d’arte contemporanea alla Thierry House Gallery

Riardo (CE), 28 novembre 2025 – Sabato 6 dicembre 2025, alle ore 11:00, si inaugura Contact,  un’importante esposizione d’arte contemporanea ospitata nei prestigiosi spazi della Thierry House Gallery, all’interno della rinomata Fiera del Mobile di Riardo, fondata da Raffaele Perrella e oggi valorizzata dal figlio Ciro Perrella.

Curata da Paolo Feroce, la mostra presenta un percorso espositivo che spazia dal figurativo al concettuale, con particolare attenzione alle influenze della Pop Art, offrendo una lettura contemporanea e innovativa del panorama artistico nazionale.

Tra gli artisti della collezione originale di Feroce, nata presso la Reggia di Caserta nel 2004, figurano nomi di grande rilievo: Tommaso Cascella (Roma), Claudio Magrassi (Tortona), Diego Palasgo (Noale), il compianto Giampaolo Talani (San Vincenzo), Michela Ezechiela Riba (Torino), Aniello Scotto (Napoli), Matteo Arfanotti (Sarzana) e il compianto Alessandro Parisi (Alife).

A completare il panorama espositivo, artisti esterni alla collezione ma di consolidata fama nel mercato nazionale: Giuseppe Leone (Buonalbergo), Ludovico Maria Fusco (Napoli), Emiliano Terenzi (Cassino), Cristina Iotti(Sassuolo), Dora Romano (Napoli), Giuseppina Irene Groccia (Cosenza), Guido Bottazzo (Venezia) e Maria Rosanna Cafolla (Roma)

L’iniziativa rappresenta il primo appuntamento di una serie di eventi artistico-culturali che vedranno la collaborazione di critici e professionisti del settore, in un dialogo armonioso con le architetture della fiera, gli arredi di Thierry House e la splendida cappella progettata da Pininfarina all’interno del parco.

Vernissage: Sabato 6 dicembre 2025, ore 11:00
Luogo: Thierry House Gallery – Fiera del Mobile di Riardo (CE)

 


Per ulteriori informazioni:

contattiexclusive@gmail.com

paoloferoce.arte@gmail.com

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ArteSegnalazione Eventi

La Dolce Via Festival – Il primo ponte cinematografico tra Italia ed Emirati Arabi Uniti

In questi giorni gli Emirati Arabi Uniti stanno ospitando il primo evento cinematografico italo-emiratino, La Dolce Via Festival, ideato per valorizzare i talenti creativi emiratini attraverso percorsi formativi offerti dalle eccellenze italiane del settore. L’Ambasciata d’Italia negli EAU e il Consolato Generale d’Italia a Dubai partecipano attivamente all’iniziativa, rappresentati dal Vice Capo Missione Giacomo Buonaiuto e dal Console Generale Edoardo Napoli.

Presso la Mohammed bin Rashid Library, S.E. Mohammed Al Murr, Presidente della Biblioteca, ha ricevuto il La Dolce Via Award insieme al Console italiano, al Presidente della AUE Prof. Muthanna, a Thoraya Al Awadhi, Roberta Calarese e ai due ospiti d’onore italiani: il regista Gabriele Mainetti e l’attore Alessandro Preziosi.

La Dolce Via Festival, fondato nel 2023 da Benedetta Paravia—detentrice di Golden Visa e riconosciuta come “talented pioneering individual”—è promosso da A.N.G.E.L.S. – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà APS, a sostegno dei giovani creativi e studenti universitari emiratini.

L’obiettivo dell’iniziativa è avvicinare le nuove generazioni alla cultura cinematografica italiana e contribuire allo sviluppo di un polo cinematografico nazionale negli Emirati Arabi Uniti, guidato da cittadini emiratini. Il Festival mira inoltre a favorire collaborazioni, joint venture e coproduzioni tra Italia ed Emirati, offrendo agli studenti delle Facoltà di Arti, Design e Media & Communication un percorso formativo di alto livello con esperti del cinema italiano.

L’edizione 2024, in programma dal 24 al 26 novembre, coinvolge studenti provenienti da diverse università emiratine — con una partecipazione speciale dell’American University in the Emirates — che stanno assistendo alle masterclass del regista e produttore Gabriele Mainetti. La sua trilogia è in proiezione presso la Mohammed bin Rashid Library, affiancata da workshop e sessioni dedicate agli studenti. Per la prima volta è presente anche l’attore Alessandro Preziosi, che sta conquistando i giovani aspiranti attori con la sua esperienza e le sue lezioni.

Il Festival si svolge sotto il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e della Regione Lazio. Sul fronte emiratino, l’iniziativa è realizzata sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri degli EAU e dell’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi, con la collaborazione mediatica di RAI e Abu Dhabi Media.

Mercoledì 19 novembre è stato firmato un Memorandum of Understanding tra l’American University in the Emirates — rappresentata dal Presidente e Fondatore, Prof. Muthanna G. Abdul Razzaq — e A.N.G.E.L.S. APS, rappresentata dalla Vicepresidente Benedetta Paravia. L’accordo mira a sviluppare programmi di alta formazione specialistica nel settore cinematografico, offrendo agli studenti di Media e Design l’opportunità di rafforzare la propria crescita professionale attraverso percorsi di eccellenza in Italia, nell’ambito de La Dolce Via Festival. Questo rappresenta il quarto accordo firmato da Paravia.

«Dal mio arrivo negli Emirati Arabi Uniti nel 2002», ha dichiarato la fondatrice e direttrice del Festival, la dott.ssa Benedetta Paravia, «ho sempre considerato un dovere e un onore contribuire allo sviluppo di questo straordinario Paese attraverso il know-how italiano. Ho ideato iniziative a sostegno dell’Emiratizzazione, avendo compreso a fondo l’importanza di questo progetto nazionale. Oggi lavoro affinché gli studenti di oggi possano un giorno vincere un Leone d’Oro a Venezia come registi, produttori o attori. Gli Emirati sono ricchi di talenti straordinari che meritano di essere incoraggiati e guidati verso una formazione cinematografica avanzata.»

La Dolce Via Festival rappresenta una vera pietra miliare nelle relazioni culturali e cinematografiche tra Italia ed Emirati Arabi Uniti, essendo il primo festival cinematografico mai istituito tra i due Paesi.

Per ulteriori informazioni: www.ladolceviafestival.ae

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