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Redazione

Arte

Arte contemporanea e relazioni internazionali. Il percorso di Alessio Musella a Dubai

Alessio Musella, arte contemporanea e networking tra Italia e Dubai

Alessio Musella si è distinto a Dubai per aver fondato e diretto la Star Home Gallery, un progetto espositivo innovativo pensato per promuovere l’arte contemporanea internazionale nel contesto dinamico del mercato mediorientale.

Attraverso questa galleria, ha introdotto il concetto di home gallery, uno spazio intimo e accogliente che supera la rigidità dei tradizionali spazi espositivi per integrare l’arte in ambienti domestici, facilitando un legame più personale ed esclusivo tra le opere e i collezionisti.

Accanto a questa iniziativa, ha aperto “The Bridge“, una galleria classica concepita appositamente per valutare il reale impatto con il pubblico su strada. Per potenziare la strategia di comunicazione e la promozione delle proprie attività nella metropoli emiratina, ha creato una partnership con Ur Dream Media ed è attivo come direttore e referente di ContempoArte Magazine a Dubai.

Sul fronte della divulgazione e della comunicazione con il pubblico italiano, si è inoltre distinto partecipando come ospite alle dirette social di Alessia Zuppicchiatti, in cui ha raccontato come viene vissuta l’arte negli Emirati e ha affrontato il tema della pseudo-crisi legata alla guerra, oltre alla presenza settimanale su Radio Libertà, ospite del conduttore Antonino D’Anna, dove ha parlato di arte e fotografia a 360 gradi insieme a ospiti residenti e lavoratori negli Emirati.

Nelle vesti di curatore e art advisor, ha coordinato mostre di successo come la rassegna inaugurale intitolata “Habibi“, portando negli Emirati le creazioni di numerosi artisti italiani e internazionali, tra cui Lorenzo Marini, Moreno Bondi, Mariella Rinaldi e Giuseppina Irene Groccia.

Musella ha infine esteso la sua visione estetica al di fuori della galleria tradizionale, collaborando alla valorizzazione artistica di spazi commerciali, ristorativi e residenze private, e affermandosi così come un importante punto di riferimento culturale e di networking tra l’Italia e Dubai

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Segnalazione Eventi

GENI COMUNI 2026: ARTE, MEMORIA E IDENTITÀ AL MUSEO DEL PRESENTE DI RENDE

Geni Comuni 2026 – Arte contemporanea al Museo del Presente di Rende

Al via la nuova edizione del progetto artistico nazionale curato da Luigi Le Piane e Mariateresa Buccieri. In programma le opere di 50 artisti da tutta Italia e due attesissime sezioni speciali dedicate a Bud Spencer, con l’artista e autrice Cristiana Pedersoli, e all’antica arte degli scalpellini di Altilia.

RENDE (CS) – Il Museo del Presente di Rende si prepara ad accogliere, a partire da venerdì 18 settembre 2026, la XIV edizione di “Geni Comuni”, uno dei progetti artistici nazionali più dinamici e articolati del panorama contemporaneo. Ideata e organizzata da Luigi Le Piane, che ne cura la direzione artistica insieme a Mariateresa Buccieri, la manifestazione riunisce 50 artisti provenienti da diverse regioni d’Italia all’interno di un percorso multidisciplinare che abbraccia pittura, scultura e fotografia.

L’edizione 2026 si presenta con una formula rinnovata e ricca di contenuti: ad anticipare ed affiancare il grande salone centrale vi saranno due sezioni speciali pensate per far dialogare l’arte contemporanea con il cinema, la memoria storica e le tradizioni del territorio.

“BUD SPENCER – Oltre l’icona”: tra cimeli, arte e ricordi di famiglia

La prima sezione speciale rende omaggio a una delle figure più amate della cinematografia internazionale: Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer. L’esposizione “BUD SPENCER – Oltre l’icona” supera la celebrazione del personaggio cinematografico per offrire un viaggio intimo nella vita dell’uomo e dell’atleta, attraverso un’accurata selezione di fotografie, cimeli e materiali di set.

Ospite d’eccezione dell’inaugurazione sarà la figlia Cristiana Pedersoli, artista e curatrice d’arte, che presenterà il suo libro “Bud, un gigante per papà”. L’incontro offrirà al pubblico un ritratto inedito dell’attore, arricchito da una sezione espositiva dedicata alle opere pittoriche e scultoree della stessa Cristiana Pedersoli. Al termine della presentazione si terrà il firmacopie.

“Scalpellini Art Lab”: la memoria diventa esperienza laboratoriale

Curata da Inside The Stone project, la seconda sezione speciale pone al centro l’identità e il sapere artigianale del territorio, accendendo i riflettori sulla secolare tradizione degli scalpellini di Altilia.

L’iniziativa si propone di superare la semplice dimensione espositiva: la sezione ospiterà infatti un laboratorio aperto al pubblico e alle scuole, dove studenti e visitatori potranno vivere un’esperienza diretta a contatto con la lavorazione della pietra. Un vero e proprio ponte tra memoria e contemporaneità, volto a trasformare un antico mestiere in occasione di confronto, formazione e creatività per le giovani generazioni.

Il grande Salone Principale: 50 linguaggi a confronto

Il cuore pulsante della manifestazione rimane il grande salone espositivo, dove le opere dei 50 artisti selezionati si confronteranno all’insegna della pluralità dei linguaggi espressivi. Un’ampia panoramica che valorizza le singole identità artistiche costruendo uno spazio comune di confronto culturale. Tra le presenze di rilievo di questa edizione si segnala la partecipazione della nota scultrice romana Chicca Savino.

L’Inaugurazione

L’inaugurazione ufficiale si terrà venerdì 18 settembre 2026 alle ore 18:00 presso il Museo del Presente di Rende (CS), alla presenza dei curatori, delle autorità e di Cristiana Pedersoli. L’ingresso all’evento inaugurale e alla mostra è gratuito.

 

 

Evento:

GENI COMUNI 2026 – Arte, memoria e identità

Ideazione e Organizzazione:

Luigi Le Piane

A cura di:

Luigi Le Piane e Mariateresa Buccieri

Dove:

Museo del Presente – Via R. Kennedy, Rende (CS)

Inaugurazione:

Venerdì 18 settembre 2026, ore 18:00

Ingresso:

Libero e gratuito

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Segnalazione Eventi

AL-TER Mostra personale di ROSARIO OLIVA

AL-TER Mostra personale di ROSARIO OLIVA
Intervento critico di Giulia Bonetti
A cura di Carla Pugliano
Presso CathArt Gallery di Varese – Dal 19 al 30 settembre 2026 Inaugurazione: sabato 19 settembre 2026, ore 17:30
Performance: sketch live, sabato 26 settembre, ore 17:30

E se la nostra immagine fosse diventata più reale di noi?

Abbiamo affidato agli schermi il nostro volto. Abbiamo imparato a costruire una versione di noi stessi, a modificarla, selezionarla, esporla. Siamo costantemente connessi e, nello stesso tempo, lontani dall’esperienza autentica dell’incontro: le relazioni passano attraverso uno schermo, mentre emozioni e fragilità vengono ricondotte a una grammatica sempre più sintetica, fatta di icone, simboli e segni. Non mostriamo semplicemente chi siamo: costruiamo l’identità che scegliamo di consegnare allo sguardo degli altri.
È qui che affiora un senso di alienazione, una distanza sottile da noi stessi. Sotto questo flusso incessante sembra allora risuonare una voce che chiede una pausa, uno spazio per tornare a ciò che siamo in maniera autentica.

È in questa zona inquieta e vulnerabile del nostro tempo che si colloca la poetica di ROSARIO OLIVA.

Dal 19 settembre, la CathArt Gallery di Varese apre le porte ad AL-TER, la personale di Rosario Oliva, artista dalla distintiva cifra autoriale e dal percorso espositivo di respiro internazionale. La mostra, visitabile fino al 30 settembre 2026, è curata da Carla Pugliano, con intervento e testi critici di Giulia Bonetti, storica dell’arte e curatrice.

Il nucleo della mostra nasce dalla frattura tra identità e autorappresentazione, interrogando il rapporto sempre più ambiguo tra individuo e dispositivo digitale e il modo in cui questo ridefinisce le dinamiche interpersonali e la nostra esperienza dell’altro, fino a mettere in discussione la stessa percezione di sé. È questa tensione che Oliva trasferisce sulla tela, traducendola in gesto e forma. I volti affiorano attraverso sovrapposizioni, slittamenti e perdita di definizione; i lineamenti rimangono riconoscibili e, nello stesso tempo, sembrano sottrarsi. In questa oscillazione tra precisione e dissoluzione, Oliva costruisce una pittura capace di tenere insieme esperienza digitale, dimensione emotiva e fisicità della materia. Ne emerge un linguaggio sospeso tra figurazione e astrazione, nel quale rigore compositivo e impulso espressivo convivono senza risolversi l’uno nell’altro. L’attualità di questa ricerca trova un significativo riscontro nel recente approfondimento critico dedicato a Identity, opera presentata presso il Padiglione Nazionale di Grenada nell’ambito della 61ª Biennale Arte di Venezia, a cura di Daniele Radini Tedeschi. Il lavoro di Oliva è inoltre documentato nell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2026, edito da Giunti, nell’edizione speciale MoMA.

Il percorso espositivo non rimane confinato all’universo dello schermo. AL-TER si apre infatti a una visione più rarefatta attraverso una serie di luoghi sospesi, nei quali il rumore della contemporaneità sembra progressivamente arretrare. Echi urbani, orizzonti dilatati e oggetti dimenticati compongono spazi mentali nei quali l’elemento umano appare soprattutto attraverso ciò che ha lasciato dietro di sé. Così, una sedia solitaria, traccia muta di ciò che non è più, si fa testimone di un’assenza irrisolta. Se nelle opere legate alla comunicazione digitale l’individuo è immerso nell’eccesso della visibilità, qui Oliva compie il movimento opposto: dirada il visibile, rallenta il tempo, lascia spazio alla quiete. A questo registro appartengono anche i lavori a carboncino, nei quali l’artista riduce il linguaggio al rapporto primario tra segno e superficie. Il nero si addensa e si rarefà; forme e tratti emergono dal bianco per poi nuovamente disperdersi. È un processo condotto per sottrazione, nel quale ciò che rimane non è tanto la rappresentazione quanto la sua traccia.

È nel dialogo tra questi tre linguaggi — la sovraesposizione dell’immagine digitale, il silenzio dei luoghi sospesi e l’essenzialità del carboncino — che AL-TER si compie. In ognuno, qualcosa si trasforma: l’identità, il luogo, lo sguardo. Dal latino alter, “l’altro”, il termine richiama il doppio, l’alter ego, l’alterità, ma anche l’alterazione e il mutamento. AL-TER supera il solo tema dei social e si apre a una riflessione più ampia sulla condizione del presente e sul nostro modo di abitarlo.

Sabato 26 settembre, alle 17:30, Rosario Oliva sarà protagonista di uno sketch live, una performance che offrirà al pubblico l’opportunità di assistere direttamente al processo creativo dell’artista.

L’intervento critico è affidato a Giulia Bonetti, pittrice, curatrice e storica dell’arte, dalla formazione interdisciplinare e dalla consolidata esperienza in ambito museale e curatoriale. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e presso l’Université Paris 8 Saint-Denis, dedicandosi inoltre al Cinema e al Teatro contemporaneo e conseguendo il titolo di Maestra mosaicista. Da oltre quindici anni lavora come guida museale ed educatrice didattica, affiancando alla pratica artistica l’attività di ricerca e critica d’arte. Ha curato due esposizioni dedicate a Rosario Oliva: DIALOGO A DUE (2023), presso la Galleria Ess&rre di Roma, e APEIRON (2025), presso la Galleria Medina di Roma. Con AL-TER torna a confrontarsi con l’artista, accompagnandone criticamente questa nuova fase.

La mostra è curata da Carla Pugliano, artista, fondatrice e direttrice artistica di CathArt Gallery e Consulente Artistica dell’Atlante dell’Arte Contemporanea, edito da Giunti. Nel 2020 ha conseguito un Master Accademico internazionale con il Maestro Roberto Ferri. Il suo percorso artistico si è affermato attraverso importanti contesti istituzionali ed espositivi, nazionali e internazionali. Attiva nell’ambito della curatela, ha sviluppato diversi progetti espositivi dedicati all’arte contemporanea, tra cui Soglie Invisibili (2026), esposizione collettiva presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni, in collaborazione con Start Edizioni.

Approfondimenti:

ROSARIO OLIVA

Rosario Oliva nasce a Napoli nel 1965. Si forma presso l’Istituto d’Arte della sua città e successivamente allo IED – Istituto Europeo di Design di Roma, dove si specializza in illustrazione. A Roma collabora con importanti agenzie pubblicitarie e case di produzione italiane ed europee. Realizza illustrazioni, storyboard, shooting board e animazioni per campagne di importanti marchi, tra cui Nissan, Alitalia e Telecom. Nel 1997 amplia la propria attività alle nuove possibilità della creatività digitale, dedicandosi all’illustrazione digitale, al fotoritocco, alla grafica tridimensionale e all’animazione. È direttore creativo e artista, prima presso Olivastudio e oggi presso Pixelheads Studio, oltre a essere docente di Digital Animation presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti. Dopo anni trascorsi nel mondo dei pixel, Oliva torna progressivamente alla pittura, recuperando il rapporto diretto con supporto, colore e gesto. Non un ritorno alla tradizione come rifugio, ma una trasformazione del proprio linguaggio, nella quale la cultura dell’immagine maturata nel digitale confluisce nella pratica pittorica. La sua sperimentazione attraversa oggi figurazione e astrazione attraverso tecniche diverse — acrilico, olio, acquerello e carboncino — mantenendo una costante tensione tra controllo e impulso, definizione e dissoluzione.

Nel 2026 Oliva è protagonista di un approfondimento con presentazione critica presso il Padiglione Nazionale di Grenada, curato da Daniele Radini Tedeschi nell’ambito della 61ª Biennale Arte di Venezia, con una sinossi dedicata a Identity. Nello stesso anno il suo linguaggio viene pubblicato nell’Atlante dell’Arte Contemporanea 2026, edito da Giunti, nell’edizione speciale MoMA.

Tra le esperienze espositive più significative: la personale APEIRON, presso la Galleria Medina di Roma nel 2025, e DIALOGO A DUE, presso la Galleria Ess&rre di Roma nel 2023, entrambe a cura di Giulia Bonetti; la partecipazione alla V Biennale d’Arte di Barcellona presso il MEAM – Museu Europeu d’Art Modern, oltre alle esposizioni presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana di Roma, la Biennale della Creatività di Ferrara, il Museo Benedetto Robazza di Rocca Priora e la collettiva internazionale Orizzonti presso Palazzo Sponza a Dubrovnik.

Per saperne di più sull’artista:
https://rosariooliva.com

INFORMAZIONI

Durata dell’evento: 19 – 30 settembre 2026
Inaugurazione: sabato 19 settembre 2026, ore 17:30
Sketch live, sabato 26 settembre, ore 17:30

Orari di apertura:
Martedì – Venerdì : 16:30 – 18:30
Sabato: 10:30 – 12:00 / 15:30 – 18:30
Domenica: 15:30 – 18:30

Luogo:
CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (ingresso da Via Salvo D’Acquisto)

Ingresso: Libero

Per info e contatti
+39 392 8081554
Facebook: CathArt Gallery
Instagram: @cathart_gallery
Sito: https://carlapuglianoartist.com/cathart-gallery/ Email: cathartgallery@gmail.com

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Letteratura

La poesia del pensiero. Parole e riflessioni di Jesús Rafael Marcano Guzmán

Nel contributo che Jesús Rafael Marcano Guzmán affida a queste pagine, la parola assume una funzione particolare. Non serve soltanto a raccontare, ma a fermare per un istante ciò che normalmente attraversiamo senza osservare. Nei suoi pensieri la riflessione nasce spesso da un’immagine: un fiore, una stella cadente, la pioggia, la neve, una gabbia, il volo. Elementi semplici che diventano il punto di partenza per interrogare la vita, la libertà, l’amore, l’arte e il modo in cui scegliamo di abitare il mondo.

 

La sua formazione legata alla cultura e alle letterature cinese e giapponese affiora soprattutto nella sensibilità verso il tempo e la transitorietà. C’è la bellezza del fiore che appassisce, quella della sakura destinata a cadere, ma anche la possibilità di rinascere proprio attraverso ciò che sembra segnare una fine. È una visione nella quale la fragilità non coincide con la debolezza e l’effimero può diventare una forma di consapevolezza.

 

Accanto alla dimensione poetica emerge quella filosofica. Marcano Guzmán riflette sulla libertà del pensiero, sui dogmi che costruiamo e che finiscono per diventare le sbarre della nostra stessa coscienza, ma anche sul rapporto tra desiderio, consumo e autentica ricchezza. La sua scrittura cerca così un equilibrio tra contemplazione e interrogazione, tra immagine poetica e pensiero.

 

Forse è proprio questo il tratto più interessante di queste brevi riflessioni: non pretendono necessariamente di offrire risposte, quanto piuttosto di lasciare aperta una possibilità. Quella di fermarsi, riconoscersi in un’immagine, mettere in discussione una certezza o semplicemente guardare con occhi diversi qualcosa che credevamo di conoscere.

 

Proponiamo di seguito una selezione di pensieri e aforismi di Jesús Rafael Marcano Guzmán, frammenti di una ricerca nella quale poesia, filosofia e sensibilità orientale si incontrano per parlare, in fondo, di una cosa molto occidentale e molto universale: l’essere umano.

 

“La vita, nonostante le sue delusioni, rimane bella, proprio come una rosa che, nonostante le sue spine, conserva una meravigliosa bellezza.”

 

“Le stelle cadenti sono l’hanami dell’universo; una meravigliosa scena di pioggia stellare in cui ogni stella caduta è un fiore appassito.”

 

“Io sono il fiore che sboccia quando viene reciso! Sono la pioggia di petali di rose appassite che cade sugli antichi castelli medievali, danzando mentre scende nella fredda brezza autunnale! Io sono il fiore che sboccia!”

 

“Il mio mondo era ormai completamente ricoperto di ghiaccio, ma all’improvviso sei arrivata nella mia vita come il sole all’alba e hai sciolto ogni cosa.”

 

“L’arte è eterna, ma noi artisti siamo effimeri come i fiori di sakura, eppure è l’arte a renderci immortali.”

 

“Il linguaggio della poesia non consiste nel comprendere le parole della canzone, ma nel sentire la musica stessa.”

 

“Sono un turista senza passaporto né visto, che si gode una passeggiata attraverso queste terre di nessuno! Sono la primavera adornata dalle foglie autunnali ormai appassite! Sono la polvere di stelle dell’universo che svanisce!”

 

“Certamente, la strada per raggiungere il vero successo — parafrasando un po’ le parole di Confucio e George Bernard Shaw — consiste nello scegliere un lavoro che ci appassiona, e non dovremo lavorare neppure un giorno della nostra vita; questo significa davvero avere successo: avere una professione che sia in armonia con la nostra più grande passione.”

 

“Solo la libertà di pensiero, al di là di qualsiasi tipo di dogma basato sulla razza, sulla nazionalità, sull’ideologia politica, sulla religione o sullo status sociale, potrà porre definitivamente fine alle guerre nel mondo.”

 

“La nostra coscienza è quell’uccello in gabbia, dove ogni sbarra rappresenta i dogmi acquisiti dall’infanzia fino all’età adulta; e così il risveglio della coscienza significa fuggire dalla gabbia e volare liberamente attraverso i gloriosi cieli della libertà.”

 

“Molte volte, le nostre vere anime gemelle sono i nostri amanti.”

 

“Io sostengo che la vera ricchezza risieda nel vivere con austerità, godendo di ciò che ci rende veramente felici; la povertà, invece, nasce certamente dalla moltiplicazione dei desideri e dal voler soddisfare l’ego di una società consumistica.”

 

“Il mercato ci vende uno standard di bellezza del tutto irrealistico, perché la bellezza autentica è relativa e risiede negli occhi di chi la percepisce.”

 

“La vita consiste nel lasciare belle impronte come eredità di apprendimento e guida, coltivando la speranza in un domani migliore, ma vivendo intensamente il presente.”

Jesús Rafael Marcano Guzmán, conosciuto anche con il nome di Jade Emperor, è nato a Maturín nel 1993. È scrittore, sinologo, haijin, artista dell’origami, mangaka, filosofo spirituale, insegnante e studioso delle lingue e delle estetiche cinese e giapponese. È inoltre traduttore letterario cinese-giapponese, grammatico, relatore internazionale, imprenditore e promotore culturale.

La sua produzione letteraria si sviluppa attraverso una dimensione mistica, filosofica, epico-fantastica e apologetica, con uno stile di matrice giapponese tradizionale ispirato al Wafism e all’estetica Wabi-sabi.

Tra le sue pubblicazioni figurano l’antologia poetica “#Nos une la poesía”, realizzata con 21 autori (Mérida, 2021), e “Hanasaki” (Mérida, 2021), opera recensita dalla poetessa e docente Dulce Burkooitz presso la Royal Poetic-Literary Order Juan Benito in Spagna nel 2021. Il volume è stato successivamente pubblicato in edizione elettronica da Editorial SoyLivre nel 2022 e in una seconda edizione elettronica da Laia Editora, Argentina, nel 2024.

Nel 2022 è presente nell’antologia poetica “Anime allo specchio” (Italia), mentre nel 2023 pubblica haiku sulla rivista spagnola Poemame e prende parte alle antologie poetiche “Palabras para una reina” e “Un poema para Mariangel”. Nello stesso anno pubblica inoltre a Maturín una raccolta di racconti di genere fantastico, saggi, frasi e riflessioni in lingua spagnola.

Nel 2024 i suoi haiku sono pubblicati sulla rivista letteraria “Escritores Rebeldes” e sulla rivista letteraria messicana “Elipsis”. Nello stesso anno partecipa al I Concorso di Haiku dell’Associazione Culturale Aragón-Japan in Spagna, a una selezione di haiku promossa da La Cacharrería Efervescente in Colombia e al I Concorso Internazionale di Haiku Acueducto de Hornos in Spagna, oltre a numerose altre iniziative e partecipazioni, sia in presenza sia online.

È membro del Sistema Nazionale dei Cultori Popolari e membro fondatore del fondo editoriale “#Nos une la poesía”, nato a Mérida nel 2021.

È inoltre fondatore del movimento poetico-filosofico Jaykism (俳句教; 俳句主义, haikukyō; はいくイズム, haikuizumu), presidente e fondatore della International Society of Hispanic American Writers (SIDEH) e ideatore della lingua letteraria artificiale ᚠaïry långuage.

Dal 2024 è editorialista del quotidiano spagnolo “Siglo XXI”, con sede a Valencia.

Nel corso della sua attività ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il primo premio per la poesia alla I Esposizione Internazionale “Aventuras de Papel”, svoltasi a Mar del Plata nel 2024, e il Premio Internazionale Prof. Ciro Artemio Constantino Álvarez, conferito dalla Royal International Academy of Art and Literature del Messico nel 2024.

Tra le onorificenze ricevute figura inoltre la distinzione “Gran Maestre Litterarum Don Jesús Rafael Marcano Guzmán”.

The Poetry of Thought. Words and Reflections by Jesús Rafael Marcano Guzmán

In the contribution that Jesús Rafael Marcano Guzmán entrusts to these pages, words take on a particular function. They do not merely serve to tell, but to pause, for a moment, what we normally pass through without truly observing. In his thoughts, reflection often begins with an image: a flower, a shooting star, rain, snow, a cage, flight. Simple elements that become a starting point for questioning life, freedom, love, art, and the way we choose to inhabit the world.

His background in Chinese and Japanese culture and literature emerges above all in his sensitivity to time and transience. There is the beauty of the flower that withers, that of the sakura destined to fall, but also the possibility of being reborn precisely through what seems to mark an ending. It is a vision in which fragility does not coincide with weakness, and the ephemeral can become a form of awareness.

Alongside the poetic dimension, a philosophical one also emerges. Marcano Guzmán reflects on freedom of thought, on the dogmas we construct that eventually become the bars of our own consciousness, but also on the relationship between desire, consumption, and authentic wealth. His writing thus seeks a balance between contemplation and questioning, between poetic imagery and thought.

Perhaps this is precisely the most interesting aspect of these brief reflections: they do not necessarily claim to offer answers, but rather to leave a possibility open. The possibility of pausing, recognizing ourselves in an image, questioning a certainty, or simply looking at something we thought we knew through different eyes.

Below, we present a selection of thoughts and aphorisms by Jesús Rafael Marcano Guzmán, fragments of a body of work in which poetry, philosophy, and Eastern sensibility come together to speak, ultimately, of something deeply Western and profoundly universal: the human being.

 
 
 

“Life, despite its disappointments, remains beautiful, just like a rose that, despite its thorns, is still wonderfully beautiful.”

 

“Shooting stars are the universe’s hanami; a beautiful scene of stellar rain where each fallen star is a withered flower.”

 

“I am the flower that blooms when it is cut! I am the rain of petals from withered roses falling upon ancient medieval castles, dancing with the cold autumn breeze as it falls! I am the flower that blooms!”

 

“My world had become entirely covered in ice, but suddenly you arrived in my life like the sun at dawn and melted everything away.”

 

“Art is eternal, but we artists are as ephemeral as sakura flowers, and yet art makes us immortal.”

 

“The language of poetry is not to understand the lyrics of the song but to feel the music itself.”

 

“I am a tourist without a passport or visa, enjoying a stroll through these no-man’s lands! I am spring adorned with already withered autumn leaves! I am the universe’s stardust that fades away!”

 

“Certainly, the path to achieving true success — and paraphrasing the words of Confucius and George Bernard Shaw a bit — is to choose a job you are passionate about, and you will never have to work a single day in your life; that is truly being successful: having a profession that aligns with your greatest passion.”

 

“Only freedom of thought, beyond any type of dogma based on race, nationality, political ideology, religion, or social status, is what will definitively end wars in the world.”

 

“Our conscience is that caged bird, where each bar of the cage represents those dogmas acquired from childhood to adulthood, and thus the awakening of consciousness means escaping the cage and flying freely through the glorious skies of liberty.”

 

“Many times, our true soulmates are our lovers.”

 

“I say that true wealth lies in living with austerity; enjoying what truly makes us happy, and poverty certainly comes from the multiplication of desires and wanting to satisfy the ego of a consumerist society.”

 

“The market sells us a type of purely unrealistic standard of beauty because authentic beauty is relative and lies in the eyes of the one who perceives it.”

 

“Life consists of leaving beautiful footprints as a legacy of learning and guidance, having hopes for a better tomorrow, but living intensely in the present.” 

JESÚS RAFAEL MARCANO GUZMÁN

Jade Emperor

Maturín, Venezuela, 1993

Jesús Rafael Marcano Guzmán (Jade Emperor), Maturín (1993). Literary writer, sinologist, haijin, origami artist, mangaka, sage, spiritual philosopher, teacher of Chinese-Japanese languages and aesthetics, Chinese-Japanese literary translator, grammarian, international speaker, entrepreneur, and cultural promoter.

His writings have a mystical, philosophical, epic-fantastic, and apologetic background, with a traditional Japanese style inspired by Wafism and Wabi-sabi.

PUBLICATIONS

Poetry anthology “#Nos une la poesía”, featuring 21 authors (Mérida, 2021).

“Hanasaki” (Mérida, 2021), reviewed by poet and professor Dulce Burkooitz at the Royal Poetic-Literary Order Juan Benito (Spain, 2021). Electronic edition published by Editorial SoyLivre (2022), followed by a second electronic edition published by Laia Editora (Argentina, 2024).

Poetic anthology “Anime allo specchio” (Italy, 2022).

Haiku published in the Spanish magazine “Poemame” (Spain, 2023).

Poetic anthology “Palabras para una reina” (2023).

Poetic anthology “Un poema para Mariangel” (2023).

Wonderful genre stories, essays, phrases, and reflections in the Spanish language (Maturín, 2023).

Haiku published in the literary magazine “Escritores Rebeldes” (2024).

Haiku published in the literary magazine “Elipsis” (Mexico, 2024).

Participation in the I Haiku Contest organized by the Aragón-Japan Cultural Association (Spain, 2024).

Haiku published by La Cacharrería Efervescente (Colombia, 2024).

Participation in the I International Haiku Contest Acueducto de Hornos (Spain, 2024).

Among many other literary and cultural participations, both in person and online.

ACTIVITIES AND CULTURAL ROLES

Member of the National System of Popular Cultors.

Founding member of the editorial fund “#Nos une la poesía” (Mérida, 2021).

Founder of the poetic-philosophical movement Jaykism (俳句教; 俳句主义, haikukyō; はいくイズム, haikuizumu).

President-founder of the International Society of Hispanic American Writers (SIDEH).

Creator of the artificial literary language ᚠaïry långuage.

Columnist for the Spanish newspaper “Siglo XXI”, based in Valencia, Spain (2024–Present).

DISTINCTIONS AND AWARDS

First Place Poetry Prize at the 1st International Exhibition of “Aventuras de Papel” (Mar del Plata, 2024).

International Award Prof. Ciro Artemio Constantino Alvarez, presented by the Royal International Academy of Art and Literature (Mexico, 2024).

HONORS

Distinction “Gran Maestre Litterarum Don Jesús Rafael Marcano Guzmán”.

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Arte

Silenced Intelligentsia. Il silenzio imposto al pensiero

A cura di Daniel Bikas – Conceptual Rug Artist

Partiamo da una cosa che mi sembra evidente, osservando insieme il testo di Daniel Bikas e l’opera che lo accompagna: per lui il tappeto non è soltanto una forma d’arte, ma uno spazio in cui il pensiero prende forma e diventa immagine, materia, simbolo. Una scelta che dice molto della sua ricerca, perché trasformare una tradizione antica come quella del tappeto persiano in uno strumento di riflessione sul presente significa mettere in dialogo tempi e linguaggi diversi.

 

In “Silenced Intelligentsia” il tema è quello della libertà del pensiero e, per contrasto, di tutto ciò che può impedirne l’espressione. Il silenziamento di intellettuali, artisti, scrittori, giornalisti e studiosi non riguarda soltanto le singole voci che vengono censurate: impoverisce la capacità stessa di una società di interrogarsi, dissentire e produrre pensiero.

 

È qui che l’opera e il testo finiscono per sovrapporsi. Le impronte digitali racchiuse nelle teste delle figure raccontano l’unicità irripetibile di ogni mente, mentre le sbarre nere evocano censura, repressione e controllo. La seta conserva la sua bellezza, la precisione del lavoro rimane intatta, ma quella bellezza si trova dietro una barriera. Ed è proprio questo contrasto a rendere l’immagine così inquieta e, allo stesso tempo, così eloquente.

 

Bikas non si limita però alla denuncia. Ci ricorda che le idee possono essere nascoste, ostacolate, ritardate, ma difficilmente cancellate del tutto. Forse è questa la tensione più forte dell’opera: rappresentare la prigionia del pensiero e, nello stesso momento, suggerire la sua inevitabile capacità di cercare una via d’uscita.

 

Pubblichiamo di seguito la riflessione di Daniel Bikas, proposta dapprima nella sua traduzione italiana e, a seguire, nella versione originale inglese.

L’intellighenzia silenziata: la quieta repressione del pensiero

In qualità di artista concettuale di tappeti persiani, scrittore ed editore, la mia ricerca esplora l’intersezione tra arte, filosofia, storia, cultura e questioni sociali contemporanee. La mia pratica artistica mira a trasformare il tradizionale tappeto persiano fatto a mano in un mezzo per il dialogo intellettuale, utilizzando simbolismo e maestria artigianale per affrontare temi che riguardano l’umanità al di là dei confini nazionali o politici.

L’articolo “Silenced Intelligentsia” riflette questa più ampia visione. Piuttosto che commentare un singolo Paese o un particolare evento politico, analizza le conseguenze universali della repressione del pensiero indipendente e dell’espressione creativa. Il tappeto persiano in seta fatto a mano che accompagna il testo costituisce un’estensione visiva del saggio, esprimendo gli stessi concetti attraverso immagini simboliche.

La mia prospettiva nasce da anni di studio della storia, della filosofia e delle questioni sociali, insieme alla mia attività di designer e creatore di tappeti persiani concettuali. Credo che l’arte possa favorire la riflessione e un dialogo significativo sulle sfide che le società si trovano ad affrontare, contribuendo al tempo stesso a preservare il patrimonio culturale di una delle più antiche tradizioni artistiche del mondo.

L’articolo sostiene che la repressione degli intellettuali — tra cui studiosi, scrittori, giornalisti, artisti e accademici — rappresenti una delle più grandi minacce allo sviluppo culturale, scientifico e democratico di lungo periodo di una società. Nel corso della storia, il silenziamento dei pensatori indipendenti ha indebolito il dibattito pubblico, limitato l’innovazione e ostacolato il libero scambio delle idee. L’articolo analizza come la censura, la persecuzione politica, l’intimidazione e la pressione sociale possano emarginare le voci critiche, sottolineando al contempo come la libertà intellettuale sia essenziale per il progresso sociale, la creatività e la responsabilità.

L’articolo è accompagnato dal mio tappeto persiano concettuale in seta, “Silenced Intelligentsia”, che rappresenta un’interpretazione visiva dello stesso tema. Nell’opera, il cervello di ogni figura contiene un’impronta digitale unica, simbolo dell’individualità del pensiero umano, mentre le sbarre nere rappresentano la censura, la repressione e la prigionia delle idee.

Nel corso della storia, le società hanno fatto affidamento sulla propria intellighenzia — studiosi, scrittori, artisti e pensatori — per mettere in discussione le convenzioni, interrogare l’autorità e ispirare il progresso. Questi individui agiscono come la coscienza della società, portando nel dibattito pubblico intuizione, innovazione e prospettive critiche. Eppure, in molte parti del mondo, questa voce essenziale è stata deliberatamente messa a tacere.

Il silenziamento dell’intellighenzia avviene spesso sotto regimi autoritari, nei quali il dissenso rappresenta una minaccia al potere centralizzato. Gli scrittori vengono censurati, gli accademici allontanati, i giornalisti incarcerati e gli artisti costretti all’esilio. Questa repressione non è sempre evidente; può assumere forme più sottili, come l’emarginazione sociale, l’inserimento nelle liste nere o il taglio dei finanziamenti, tutte strategie volte a scoraggiare il pensiero indipendente. La conseguenza è una società privata della capacità di riflettere, di analizzare criticamente e di evolversi sul piano culturale.

Gli effetti del silenziamento dell’intellighenzia vanno oltre la repressione immediata. In assenza di pensatori indipendenti, i governi sono sottoposti a un controllo minore, la disinformazione si diffonde più facilmente e la creatività della società ristagna. La storia offre numerosi esempi: dalle purghe degli intellettuali nella Russia stalinista alla censura di scrittori e giornalisti sotto diverse dittature militari, fino alle contemporanee repressioni negli Stati autoritari, dove persino l’espressione online viene sottoposta a controllo.

Eppure, anche nel silenzio, lo spirito dell’intellighenzia spesso sopravvive. Pubblicazioni clandestine, scritti samizdat e piattaforme digitali hanno permesso a pensatori repressi di raggiungere il pubblico nonostante l’oppressione. Questi atti di resilienza ci ricordano che le idee non possono essere completamente estinte: possono soltanto essere ritardate, nascoste o trasformate.

In un mondo globalizzato, proteggere la libertà intellettuale è fondamentale. Le società che valorizzano i propri pensatori prosperano grazie al confronto, all’innovazione e a una governance fondata sull’etica. Mettere a tacere l’intellighenzia non significa soltanto attaccare alcune voci: significa colpire la mente collettiva di una nazione. Riconoscere, sostenere e difendere queste voci resta un imperativo morale per ogni società che aspiri al progresso, alla giustizia e alla vitalità culturale.

DESCRIZIONE DEL TAPPETO

Un tappeto da parete interamente in seta, delle dimensioni di 100 × 70 cm (KPSI: 550), raffigura la tragica bellezza di una classe intellettuale ridotta al silenzio. La testa di ogni figura contiene un’impronta digitale distinta, tessuta con precisione microscopica: un simbolo inequivocabile dell’unicità delle menti, delle identità e delle firme creative.

Queste impronte costituiscono l’interno dei loro cervelli e rappresentano la diversità del pensiero e l’individualità irripetibile di ogni membro dell’intellighenzia.

Eppure, tutte queste menti brillanti si trovano dietro rigide sbarre nere. Le barre attraversano verticalmente e orizzontalmente la composizione, creando un forte contrasto con il morbido riflesso della seta e con la delicatezza dei motivi delle impronte digitali. Questa prigionia del pensiero riflette la censura, la repressione e il silenzio imposto a quelle voci destinate a illuminare la società.

L’estetica complessiva del tappeto è minimalista, simbolica ed emotivamente intensa: un’elegante quanto inquietante riflessione su come le società perdano le proprie luci più brillanti quando la libertà di pensiero viene confinata.

Daniel Bikas

Conceptual Rug Artist

“Silenced Intelligentsia” fa parte della Daniel Bikas Rugs Collection 2024–2025.

Silenced Intelligentsia

Silenced Intelligentsia: The Quiet Suppression of Thought

Let us begin with something that seems evident to me when looking at Daniel Bikas’s text together with the artwork that accompanies it: for him, the rug is not merely a form of art, but a space in which thought takes shape and becomes image, matter, and symbol. A choice that reveals much about his artistic research, because transforming an ancient tradition such as the Persian rug into a means of reflecting on the present means bringing different times and languages into dialogue.

In “Silenced Intelligentsia”, the theme is freedom of thought and, by contrast, everything that can prevent its expression. The silencing of intellectuals, artists, writers, journalists, and scholars does not concern only the individual voices that are censored: it impoverishes society’s very ability to question itself, to dissent, and to produce thought.

This is where the artwork and the text ultimately overlap. The fingerprints contained within the figures’ heads speak of the unique and unrepeatable nature of every mind, while the black bars evoke censorship, repression, and control. The silk retains its beauty, the precision of the craftsmanship remains intact, yet that beauty exists behind a barrier. It is precisely this contrast that makes the image so unsettling and, at the same time, so eloquent.

Bikas does not, however, stop at denunciation. He reminds us that ideas can be hidden, obstructed, and delayed, but they can hardly be erased completely. Perhaps this is the strongest tension within the work: the representation of thought imprisoned and, at the same time, the suggestion of its inevitable ability to seek a way out.

 

We present this reflection to our readers first in its Italian translation and here, in the original English version.

As a conceptual Persian rug artist, writer, and publisher whose work explores the intersection of art, philosophy, history, culture, and contemporary social issues. My artistic practice seeks to transform the traditional Persian handmade rug into a medium for intellectual dialogue, using symbolism and craftsmanship to address subjects that affect humanity beyond national or political boundaries.

 

The article “Silenced Intelligentsia” reflects this broader mission. Rather than commenting on a single country or political event, it examines the universal consequences of suppressing independent thought and creative expression. The accompanying handmade Persian silk rug serves as a visual extension of the essay, expressing the same ideas through symbolic imagery.

 

My perspective is shaped by years of studying history, philosophy, and social issues alongside my work as a designer and creator of conceptual Persian rugs. I believe art can encourage reflection and meaningful conversation about the challenges facing societies, while preserving the cultural heritage of one of the world’s oldest artistic traditions.

 

The article argues that the suppression of intellectuals—including scholars, writers, journalists, artists, and academics—is one of the greatest threats to a society’s long-term cultural, scientific, and democratic development. Throughout history, the silencing of independent thinkers has weakened public discourse, restricted innovation, and limited the free exchange of ideas. The article explores how censorship, political persecution, intimidation, and social pressure can marginalize critical voices, while emphasizing that intellectual freedom is essential for social progress, creativity, and accountability.

 

The article is accompanied by my conceptual Persian silk rug, “Silenced Intelligentsia,” which serves as a visual interpretation of the same theme. In the artwork, each figure’s brain contains a unique fingerprint symbolizing the individuality of human thought, while black bars represent censorship, repression, and the imprisonment of ideas.

 

Throughout history, societies have relied on their intelligentsia—scholars, writers, artists, and thinkers—to challenge norms, question authority, and inspire progress. These individuals act as society’s conscience, bringing insight, innovation, and critical perspectives to the public discourse. Yet, in many parts of the world, this vital voice has been deliberately silenced.

 

The silencing of the intelligentsia often occurs under authoritarian regimes, where dissent threatens centralized power. Writers are censored, academics dismissed, journalists imprisoned, and artists exiled. Such suppression is not always overt; it can be subtle, taking the form of social ostracism, blacklisting, or funding cuts, all designed to discourage independent thought. The consequence is a society deprived of reflection, critical analysis, and cultural evolution.

 

The effects of silencing the intelligentsia extend beyond immediate repression. Without independent thinkers, governments face less scrutiny, misinformation spreads more easily, and societal creativity stagnates. Historical examples abound: from the purges of intellectuals under Stalinist Russia, to the censorship of writers and journalists under various military dictatorships, to contemporary crackdowns in authoritarian states where even online expression is monitored.

 

Yet, even in silence, the spirit of the intelligentsia often persists. Underground publications, samizdat writings, and digital platforms have enabled suppressed thinkers to reach audiences despite oppression. These acts of resilience remind us that ideas cannot be completely extinguished; they can only be delayed, hidden, or reshaped.

 

In a globalized world, protecting intellectual freedom is crucial. Societies that value their thinkers thrive on debate, innovation, and ethical governance. Silencing the intelligentsia is not just an attack on a few voices—it is an assault on the collective mind of a nation. Recognizing, supporting, and defending these voices remains a moral imperative for any society that seeks progress, justice, and cultural vitality.

 

RUG DESCRIPTION

A full-silk wall rug (100×70 cm, KPSI: 550) that portrays the tragic beauty of a silenced intellectual class. Each figure’s head contains a distinct fingerprint, woven with microscopic precision—an unmistakable symbol of unique minds, identities, and creative signatures. These fingerprints form the interiors of their brains, representing the diversity of thought and the irreplaceable individuality of every member of the intelligentsia.

Yet all these brilliant minds stand behind stark black bars. The bars cut vertically and horizontally across the composition, creating a powerful contrast with the soft shimmer of silk and the delicate fingerprint patterns. This imprisonment of thought reflects censorship, suppression, and the forced silence of voices meant to illuminate society.

The rug’s overall aesthetic is minimalist, symbolic, and emotionally charged—an elegant but unsettling reminder of how societies lose their brightest lights when freedom of thought is confined.

 

Daniel Bikas
Conceptual Rug Artist

“Silenced Intelligentsia” is part of Daniel Bikas Rugs Collection 2024-2025.

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ArteLetteraturaSegnalazione Eventi

A Mirto Crosia la cultura entra nel centro storico. Arte, storia e territorio protagonisti di due giornate del Festival delle Lett(erat)ure 2.0

La cultura torna a incontrare il territorio nel cuore storico di Crosia, con due giornate di particolare rilievo inserite nel programma della seconda edizione del Festival delle Lett(erat)ure 2.0, rassegna dedicata ai libri, agli autori e al dialogo culturale, ideata e diretta da Pier Paolo Cetera, promossa dall’Associazione Culturale Soci@l, con la media partnership di L’ArteCheMiPiace il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Mirto Crosia.

Il 19 e 20 agosto, il Museo del Pane, ospitato all’interno della seicentesca Residenza Palazzo Madeo, accoglierà una proposta culturale articolata, in cui convergono arte, ricerca storica e conoscenza del territorio, con una mostra d’arte e due importanti convegni di approfondimento storico-culturale e territoriale, affidati alla competenza di autorevoli studiosi, storici, scrittori e protagonisti del mondo accademico.

A fare da cornice alle due giornate sarà una mostra di opere di artisti locali, curata da Giuseppina Irene Groccia, artista e fondatrice di L’ArteCheMiPiace, realtà da anni impegnata nella promozione dell’arte e della cultura contemporanea.

L’esposizione riunirà le opere di Alfonso Caniglia, Chiara Comite, Giuseppina Irene Groccia, Enzo Labonia, Veronica Martino, Ida Proto, Isabella Tucci, Immacolata Tucci, Michele Tucci, Gabriele Tucci, Fabiana Vega e Antonella Vincenzo.

La presenza dell’arte all’interno del Festival non assume un ruolo semplicemente complementare, ma contribuisce a definirne il carattere multidisciplinare. La scelta di coinvolgere volutamente artisti del territorio nasce dalla volontà di creare un dialogo tra la loro espressione creativa e le tematiche dei due convegni, dedicate alla storia, alla memoria e al rapporto tra la Sibartide e il mare.

Pittura, parola, ricerca storica e riflessione sul territorio entrano così in relazione, creando un percorso nel quale differenti forme di espressione e conoscenza possono incontrarsi.

Una scelta che rispecchia anche la vocazione di L’ArteCheMiPiace, da sempre orientata alla promozione degli artisti e alla costruzione di occasioni di dialogo tra l’arte e gli altri ambiti della cultura.

Particolarmente significativa è la scelta di portare queste due tappe del Festival nel centro storico di Crosia, dopo gli appuntamenti che hanno animato il lungomare di Mirto.

Il trasferimento della manifestazione in uno dei luoghi più identitari del territorio non è soltanto una scelta logistica, ma assume un preciso valore culturale. Esso significa riportare l’attenzione sui luoghi della memoria, sulla storia della comunità e sul patrimonio architettonico e culturale locale, trasformandoli in spazi di confronto e partecipazione.

Il Museo del Pane presso il Palazzo Madeo diventa così parte integrante del racconto del Festival, inserendosi in modo particolarmente coerente in una programmazione dedicata alla storia e alla conoscenza del territorio.

È proprio in questo contesto che si collocano i due appuntamenti del 19 e 20 agosto, differenti per tematica ma accomunati dalla volontà di proporre al pubblico occasioni di approfondimento qualificato, attraverso la presenza di relatori di prestigio.

Il monachesimo medievale in Calabria

Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 19 agosto alle ore 19.00, con il convegno “Monachesimo medievale in Calabria – Basiliani, Cistercensi e Florensi nei secoli XIII-XV”.

Un incontro dedicato a una pagina fondamentale della storia calabrese, con un approfondimento sulla presenza e sul ruolo degli ordini monastici che hanno contribuito in maniera significativa alla formazione del patrimonio spirituale, culturale e sociale della regione.

A portare il proprio contributo saranno Flaviano Garritano, autore di Abbazia Sambucina, Maurizio Traversari, autore di Abbazia Calybita, e lo scrittore Pierpaolo Cetera.

L’incontro sarà introdotto dai saluti di Don Salvatore Spataro, parroco della Chiesa di San Michele di Crosia, e vedrà come momento conclusivo la Lectio Magistralis di Mons. Luigi Renzo, storico e scrittore, figura di riconosciuta autorevolezza nel panorama culturale calabrese.

La presenza di studiosi e autori impegnati nella ricerca storica rende l’appuntamento un’occasione preziosa per conoscere e rileggere il ruolo che Basiliani, Cistercensi e Florensi ebbero nella storia della Calabria tra XIII e XV secolo.

La Sibartide e il mare, storia e prospettive

Il secondo appuntamento è in programma giovedì 20 agosto alle ore 18.00 con il convegno “La Sibartide e il mare – Storia e prospettive”.

Un tema strettamente legato all’identità del territorio, che affronta il rapporto tra la Sibartide e la sua dimensione marittima con una riflessione che intreccia storia, infrastrutture e prospettive di sviluppo. Nel corso dell’incontro verrà inoltre ricordata la figura del Dott. Mimmo Forciniti, fondatore e primo Presidente della locale delegazione LNI.

A moderare l’incontro sarà il Dott. Pierpaolo Cetera. Il programma prevede la relazione del Dott. Eugenio Madeo, i saluti di Eugenio Fusaro, Presidente della LNI Mirto Crosia, e l’intervento del Prof. Pietro Dalena, storico e docente Unical.

È inoltre previsto, da remoto, il contributo del Prof. Giuseppe Mendicino, tecnico infrastrutture Unical, mentre concluderanno i saluti dell’Amministrazione Comunale.

Un confronto che guarda dunque alla storia, ma senza fermarsi al passato, interrogandosi sul rapporto tra il territorio e il mare e sulle possibilità che questo legame può ancora rappresentare per il futuro della Sibartide.

Le due giornate del Festival delle Lett(erat)ure 2.0 si compongono come un unico percorso nel quale arte, letteratura, ricerca storica e territorio entrano in dialogo, restituendo nuova attenzione a un patrimonio che appartiene alla memoria e all’identità della comunità.

La mostra d’arte e i due convegni non si configurano come momenti separati, ma come parti di una narrazione più ampia, in cui il sapere incontra i luoghi e i luoghi diventano materia di conoscenza. Il centro storico di Crosia assume così un ruolo che va oltre quello di semplice cornice, diventando luogo vivo di memoria, cultura e confronto.

Il Festival rinnova, in questo intreccio di linguaggi e prospettive, il dialogo tra libri, autori, studiosi, artisti e territorio, aprendo uno spazio di riflessione capace di guardare alla storia e, insieme, al futuro.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

19 agosto, ore 19.00 – Museo del Pane, Crosia Centro Storico
Monachesimo medievale in Calabria – Basiliani, Cistercensi e Florensi nei secoli XIII-XV

20 agosto, ore 18.00 – Palazzo Madeo / Museo del Pane, Crosia Centro Storico
La Sibartide e il mare – Storia e prospettive

Esposizione d’arte – Mostra di opere di artisti locali
A cura di Giuseppina Irene Groccia – L’ArteCheMiPiace

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Segnalazione Eventi

SoeVe – L’essenza della forma. A Legacy of Light

SOEVE – L’ESSENZA DELLA FORMA

A legacy of light

 

Un progetto di

SoeVe – Veronica Martino

Giuseppina Irene Groccia

Al Castello Ducale di Corigliano un dialogo tra arte, essenza e continuità

Sabato 12 settembre 2026, alle ore 20:00, il Castello Ducale di Corigliano accoglierà “Soeve – L’essenza della forma”, un progetto artistico nato dal desiderio di trasformare un legame umano e creativo in un’esperienza corale di arte, bellezza e condivisione.

Ci sono presenze che non si dissolvono con il tempo, ma trovano nuove forme per continuare a comunicare. È da questa consapevolezza che nasce “Soeve – L’essenza della forma”, un evento dedicato a Sonia Quercia, anima del duo artistico SoeVe, che attraverso l’arte ha saputo intrecciare materia, ricerca estetica e visione poetica.

Non un ricordo affidato al passato, ma una luce che continua il suo cammino: il progetto nasce come un gesto d’amore capace di raccontare la forza di un percorso che prosegue attraverso l’arte e attraverso le voci di coloro che ancora oggi ne raccolgono l’essenza.

Promosso da SoeVe e dall’Associazione Culturale L’ArteCheMiPiace, in collaborazione con l’Associazione Culturale White Castle, con il patrocinio del Comune di Corigliano-Rossano, l’evento è inserito nel programma degli appuntamenti culturali estivi della città.

La scelta del Castello Ducale di Corigliano assume un valore altamente simbolico: proprio tra queste mura SoeVe aveva presentato l’ultimo abito prima che il percorso creativo subisse una brusca interruzione. Ritornare oggi nello stesso luogo significa riallacciare un filo rimasto sospeso e restituire nuova voce a un dialogo mai realmente interrotto.

Un ritorno che trova ulteriore significato nel legame con il Maestro Lorenzo Bevacqua, pianista, docente presso il Conservatorio “F. Torrefranca” di Vibo Valentia e direttore artistico del Glissando Chamber Music Festival. Le sue note avevano accompagnato l’ultima esperienza artistica di SoeVe al Castello Ducale e oggi tornano a essere parte di una narrazione che dal ricordo si riannoda al presente.

La serata inaugurale si aprirà con una Opening Experience, un momento performativo ideato come introduzione al percorso espositivo e al piano narrativo del progetto. Gli abiti di SoeVe e le opere di Giuseppina Irene Groccia entreranno in dialogo attraverso una lettura filosofica e poetica affidata al professor Giuseppe De Rosis, docente e apprezzato divulgatore culturale, figura di riferimento nel panorama culturale del territorio, da sempre impegnato nella valorizzazione della conoscenza e nella costruzione di percorsi di riflessione attraverso i linguaggi dell’arte.

Affiancato da Lella Persiani e Placido Bonifacio, De Rosis accompagnerà il pubblico in un percorso di ascolto e interpretazione, alla ricerca delle risonanze che legano la forma espressiva al suo significato interiore.

Alla serata prenderà parte anche Assunta Scorpiniti, scrittrice, giornalista e direttrice del MUMAM – Museo del Mare di Cariati, con un intervento di apertura dedicato a Sonia Quercia e al significato più autentico che attraversa il progetto.

La componente performativa sarà arricchita dalla partecipazione di Tonia Mingrone, attrice e performer, la cui presenza scenica contribuirà a dare corpo e movimento alla narrazione della serata

Nel corso della serata saranno inoltre coinvolte alcune figure legate al percorso umano e artistico di Sonia Quercia: Ercolino Ferraina, artista e promotore culturale impegnato da anni nella valorizzazione dell’arte sul territorio; Pino Savoia, artista e interprete di una realtà creativa con cui Sonia ha condiviso esperienze e percorsi; Paola Nigro, avvocato e amica di Sonia; Liliana Zangaro, fotografa e presenza significativa nel suo cammino associativo e umano. A loro sarà affidato un primo momento di condivisione attraverso pensieri e testimonianze, che si aprirà successivamente alla partecipazione libera degli artisti e degli amici presenti, invitati a offrire, se lo desiderano, un proprio contributo, una riflessione o una testimonianza.

Questo primo momento rappresenterà l’avvio di un racconto più ampio, nel quale le diverse espressioni artistiche confluiranno nella mostra collettiva ospitata nelle sale del Castello Ducale, il percorso espositivo riunirà le opere di numerosi artisti, amici e interpreti della ricerca contemporanea, chiamati a partecipare con il proprio linguaggio a una narrazione corale dedicata all’arte come spazio di relazione, continuità e nuova creazione. La collettiva raccoglierà le presenze di artisti che hanno condiviso con Sonia Quercia un tratto del proprio percorso umano e creativo, insieme a nuove voci artistiche selezionate per sensibilità e affinità di ricerca.

La rassegna espositiva si avvale della curatela critica di Mariateresa Buccieri, storico e critico d’arte, curatrice e autrice, da anni impegnata nello studio e nella valorizzazione dell’arte contemporanea attraverso percorsi che intrecciano opera, identità dei luoghi e dimensione umana. La sua lettura accompagnerà l’evento restituendo la complessità del progetto e cogliendone, oltre la dimensione estetica, le risonanze più autentiche legate alla ricerca artistica e alla continuità di un percorso creativo.

All’interno del percorso espositivo, un’attenzione particolare sarà riservata alla ricerca artistica di Sonia Quercia, attraverso uno spazio dedicato alla sua produzione, con una selezione di opere che ne restituisce il linguaggio e il percorso creativo. Un nucleo pensato come parte integrante della mostra, in dialogo con le altre presenze artistiche e con il tema della continuità che attraversa l’intero progetto.

Un incontro tra esperienze, generazioni e linguaggi differenti che testimonia come la bellezza sia un movimento continuo, capace di custodire legami, creare nuove connessioni e generare ulteriori visioni attraverso l’arte.

Al termine dell’Opening Experience si svolgerà il momento ufficiale dell’inaugurazione con il taglio del nastro e l’apertura della collettiva, che costituirà il cuore espositivo dell’evento e resterà visitabile negli spazi del Castello Ducale fino al 20 settembre.

Artisti partecipanti alla mostra collettiva:

Loredana Fiammetta Aino | Aurora Amato | Maria Teresa Bevacqua | Mauro Benvenuto | Andrea Biffi | Gianfranco Caliò | Alfonso Caniglia | Diva Caputo | Matilde Cervino | Luigi Cinquegrana | Oriana Cimino | Liliana Condemi | Mariella Costa | Maria Rosaria Cozza | Nilo Domanico | Ercolino Ferraina | Guglielmo Ferrari | Rosellina Formoso | Santo Fortugno | Mimma Galtieri | Domenico Grosso | Ornella Imbrogno | Enzo Labonia | Rosario La Seta | Imma Lavorato | Francesca Lo Celso | Patrizia Lo Feudo | Carmela Mafrica | Rita Mantuano | Nadia Martorano | Maria Teresa Mazzei | Roberto Mendicino | Antonella Milito | Eliana Noto | Lorenza Parrotta | Mariella Perrotta | Luigi Patitucci | Luca Policastri | Ida Proto | Maria Pia Risuleo | Pierluigi Rizzo | Maria Romeo | Pino Savoia | Rosa Scalise | Riccarda Stabile | Luigi Tarantino | Enza Tassitani  | Fabiana Patricia Vega | Giovanni Vescio | Antonella Vincenzo | Liliana Zangaro

L’evento sarà accompagnato da un catalogo ufficiale curato da Giuseppina Irene Groccia e pubblicato da L’ArteCheMiPiace, con codice ISBN e registrazione editoriale secondo la normativa vigente. Il volume raccoglie i contenuti dell’evento attraverso immagini, contributi critici e testimonianze, restituendo il dialogo tra le opere, gli abiti e il contesto storico e culturale del Castello Ducale di Corigliano. Un’attenzione particolare sarà riservata al percorso artistico di Sonia Quercia, attraverso una selezione delle sue opere e un omaggio visivo che accompagna l’intero progetto editoriale. La copertina del catalogo, dedicata a una sua opera, ne rappresenta il segno simbolico e poetico, in continuità con il senso del progetto.

“Soeve – L’essenza della forma” nasce così come un incontro tra linguaggi diversi, ma soprattutto come la testimonianza di una continuità: quella di un’idea artistica che non si interrompe, perché trova nuove mani, nuove voci e nuove forme per continuare a vivere.

L’arte diventa il luogo in cui ciò che sembra lontano torna vicino, in cui una traccia si fa racconto e una presenza diventa luce.

SoeVe – L’essenza della forma
Castello Ducale di Corigliano

Sabato 12 settembre 2026 – ore 20:00

A cura di SoeVe e L’ArteCheMiPiace
In collaborazione con White Castle

Con il patrocinio del Comune di Corigliano-Rossano

Media Partner ufficiale: L’ArteCheMiPiace

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LetteraturaSegnalazione Eventi

Prima tappa del Festival delle Lett(erat)ure a Mirto Crosia. Emozioni e valori con Alessandro Greco e il libro “Oltre i guanti”

Si è svolta, nella serata di ieri, la presentazione del libro autobiografico di Alessandro Greco “Oltre i guanti” già preparatore di portieri e attualmente comandante della stazione dei Carabinieri di Crosia (Cs). Un folto pubblico attento e qualificato ha accolto e partecipato, con grandi emozioni, alla prima tappa del Festival delle Letterature sul lungomare di Mirto.

L’autore Alessandro Greco
L’autore con il sindaco Maria Teresa Aiello

Ha introdotto ai prossimi eventi  l’ideatore della rassegna sui libri e sugli autori Pierpaolo Cetera. Sono intervenuti il sindaco Maria Teresa Aiello e l’assessore allo Sport e Cultura Antonio Graziani, per i saluti e per la consegna di una targa all’autore. I valori condivisi di solidarietà, rispetto degli altri e sacrifici per l’impegno costante per la riuscita dei propri progetti sono stati declinati, attraverso le letture (affidate a Giacomo Lauricella) e le esperienze umane vissute (con l’intervento di Don Claudio Cipolla, della Caritas diocesana) di Alessandro Greco.

Del libro hanno ampiamente discusso l’autore e il giornalista Eugenio Forciniti in un serrato e seguitissimo dialogo sul senso e sull’esperienza sportiva e umana che promana dalla lettura del libro. Gradita la partecipazione del pubblico con interventi di ringraziamento indirizzati all’autore. È stato  infine consegnato in dono il volume fotografico prodotto dall’Associazione social (“Mirto scatti della memoria”).

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Segnalazione Eventi

A Cropalati una mostra dedicata a Enotrio. Un omaggio al maestro che ha raccontato l’anima della Calabria

Martedì 5 agosto, alle ore 20.30, Cropalati ospiterà una serata dedicata a Enotrio, tra i più autorevoli interpreti dell’arte calabrese del Novecento. La mostra, promossa dall’Associazione Calabresi Capitolini con il patrocinio morale del Comune di Cropalati e curata da Luigi Branca, rappresenta un’importante occasione per approfondire il percorso umano e artistico di un autore che ha saputo tradurre sulla tela l’identità più autentica della Calabria.

L’esposizione propone una selezione di opere attraverso le quali emerge la cifra stilistica di Enotrio: una pittura intensa, profondamente radicata nel territorio, capace di trasformare paesaggi, memorie, tradizioni e atmosfere in un linguaggio espressivo personale e riconoscibile. Nei suoi dipinti la Calabria non è soltanto uno sfondo, ma diventa protagonista di una narrazione visiva che restituisce il valore della sua storia, della sua cultura e del suo patrimonio umano.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione delle eccellenze artistiche regionali e offre al pubblico l’opportunità di riscoprire una figura che ha lasciato un’impronta significativa nella storia dell’arte contemporanea calabrese. La mostra diventa così anche un momento di riflessione sul ruolo dell’arte nella tutela dell’identità culturale e nella trasmissione della memoria collettiva.

A promuovere l’evento è l’Associazione Calabresi Capitolini, presieduta dall’avvocato Luigi Salvati, da tempo impegnata nella diffusione e nella promozione del patrimonio culturale della Calabria attraverso iniziative dedicate ai suoi protagonisti.

L’appuntamento è fissato per martedì 5 agosto, alle ore 20.30, a Cropalati. Una serata che si preannuncia come un significativo momento d’incontro tra arte, cultura e territorio, nel segno dell’eredità artistica di Enotrio.

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Segnalazione Eventi

Lorica Libro Amica. Tre giornate dedicate ai libri e all’identità dei territori

Nel suggestivo scenario di Lorica, affacciata sulle rive del lago Arvo e immersa nella quiete del Parco Nazionale della Sila, torna “Lorica Libro Amica”, la rassegna che ogni anno propone il libro come occasione d’incontro, dialogo e crescita culturale.

Dal 7 al 9 agosto 2026, con appuntamenti in programma alle ore 18.00 presso la sede del Parco Nazionale della Sila, in Via Nazionale a Lorica (CS), la manifestazione accompagnerà il pubblico in un percorso dedicato agli autori e alle opere che raccontano il patrimonio storico e culturale della Calabria.

Ad aprire il calendario, venerdì 7 agosto, sarà la presentazione del volume “Storia di un Territorio – Il Reventino Savuto”, pubblicato dalla Casa Editrice Luigi Pellegrini e firmato da Franco Emilio Carlino, nostro collaboratore, che sulle pagine di L’ArteCheMiPiace cura la rubrica Sotto i cieli della Calabria, apprezzata per i suoi puntuali racconti dedicati alla storia, ai luoghi e alle tradizioni della nostra regione.

L’opera conduce il lettore alla scoperta del Reventino Savuto attraverso un’approfondita ricostruzione storica, mettendo in luce vicende, borghi, tradizioni e testimonianze che ne hanno plasmato l’identità nel corso dei secoli.

All’incontro prenderanno parte Giovanni Renda, presidente dell’associazione Borghi da “Ri…vivere” e autore della prefazione, e lo studioso Giuseppe Musolino, che arricchiranno il dialogo intorno a un volume capace di restituire valore alla storia e all’identità di un territorio.

Manifestazioni come Lorica Libro Amica rappresentano un’importante occasione per promuovere la cultura del libro e favorire la conoscenza delle realtà locali, creando un ponte tra autori, lettori e comunità in uno dei contesti naturalistici più affascinanti della Calabria.

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