Dal 16 ottobre al 1° novembre 2026, Palazzo Fruscione a Salerno torna ad accogliere Le Stanze dell’Arte – Personali a Palazzo Fruscione, progetto realizzato con il patrocinio del Comune di Salerno, ideato e diretto artisticamente da Olga Marciano e curato da Luciano Di Gianni.
Anche quest’anno L’ArteCheMiPiace è lieta di affiancare la manifestazione come media partner, accompagnando la nuova edizione attraverso il racconto e la valorizzazione di un progetto che, negli anni, ha saputo costruire una propria identità nel panorama delle iniziative dedicate all’arte contemporanea.
La formula resta quella che costituisce il carattere distintivo della manifestazione: ogni artista ha una propria stanza. Ma l’edizione 2026 amplia questa idea e la trasforma in un percorso molto più articolato, nel quale alle ventiquattro personali si aggiungono installazioni, elementi interattivi e momenti pensati per coinvolgere direttamente il pubblico.
Ne nasce un percorso espositivo in cui opere,spazi e presenze concorrono a costruire un’esperienza che si rivela passo dopo passo.
Una mostra dentro la mostra
La particolarità de Le Stanze dell’Arte nasce da una formula espositiva precisa: ventiquattro artisti, ventiquattro percorsi personali, ciascuno affidato a uno spazio del Palazzo.
Non una collettiva costruita secondo un unico criterio visivo, dunque, ma una costellazione di ricerche differenti che trovano nell’architettura storica di Palazzo Fruscione una cornice comune. Ogni stanza conserva la propria identità, mentre l’insieme costruisce una narrazione più ampia, fatta di linguaggi, sensibilità e visioni differenti.
Per la VII edizione, questo percorso si apre inoltre al tema dell’Agenda 2030, assunto come riferimento per una riflessione sui grandi temi del presente e sulle possibilità di costruire un futuro più consapevole.
Palazzo Fruscione, una parte del racconto
Palazzo Fruscione non è soltanto il luogo che ospita la mostra. La sua architettura entra a far parte dell’esperienza: gli ambienti, i corridoi, le scale e le sale accompagnano il visitatore da una stanza all’altra, creando connessioni tra opere e linguaggi differenti.
L’edificio, risalente al XIII secolo e caratterizzato dalla particolare conformazione a L, conserva elementi architettonici che restituiscono alla visita una dimensione fortemente legata alla storia della città. Le superfici in tufo e pietra, gli spazi di passaggio e le diverse articolazioni del palazzo diventano parte del percorso.
È all’interno di questa struttura che le cinque dimensioni individuate dall’Agenda 2030 trovano una traduzione concreta e accessibile.
Cinque P per attraversare il futuro
Il tema dell’Agenda 2030 entra così nel percorso espositivo attraverso le sue cinque dimensioni fondamentali: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. Le cinque P diventano una chiave di lettura che porta l’arte a confrontarsi con alcune delle grandi questioni del presente e con l’idea di un futuro fondato su attenzione, responsabilità, equilibrio e collaborazione.
A Palazzo Fruscione questi temi prendono forma attraverso una serie di installazioni e dispositivi pensati per coinvolgere anche il pubblico: le porte delle cinque P, il corridoio verde, le sedie delle possibilità, i tre teli sospesi e il patto dei visitatori.
Un percorso che accompagna le opere personali e amplia la mostra con una dimensione comune, nella quale ciascuno può lasciare una riflessione, una risposta o un impegno.
Un programma che amplia il percorso
Accanto alle ventiquattro personali, Le Stanze dell’Arte propone un calendario di appuntamenti che arricchisce la permanenza a Palazzo Fruscione con incontri, poesia, musica, teatro e occasioni di confronto diretto con gli artisti.
Venerdì 16 ottobre – ore 18.30
Inaugurazione della VII edizione
L’apertura della manifestazione sarà presentata da Gaia Bassi e comprenderà i saluti istituzionali di Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno, Dario Loffredo, Assessore, e Olga Marciano, Presidente di Flusso Contemporary Art e artista.
Seguiranno la presentazione degli artisti partecipanti alla VII edizione e dei relativi percorsi espositivi ospitati nelle sale di Palazzo Fruscione e la consegna del Premio “Le Stanze dell’Arte” a Sonia Zunica.
La serata sarà accompagnata dall’intervento musicale del Coro T’Incanto, diretto dal M° Antonella Zito, con Roberto Marino al piano e Biagio Marinelli alle percussioni.
A seguire, il brindisi inaugurale e la degustazione di vini di Corte Laureana, curata dal sommelier Vladimiro Gennatiempo con il Wine Team, accompagnata da una selezione di formaggi, olive, taralli e specialità del territorio.
La serata proseguirà con la visita alle esposizioni e l’incontro con gli artisti.
Domenica 18 ottobre – ore 19.00
A piedi scalzi – Tra parola e colore
Un appuntamento dedicato alla poesia con la presentazione del libro di Barbara Spatuzzi, in dialogo con Antonio Mariconda.
Le letture saranno affidate a Gaia Bassi, con una performance di Francesca Annunziata e accompagnamento di musica jazz di Matteo De Luca
Sabato 24 ottobre – ore 18.30
Se potessi incontrarmi
Presentazione del libro di Olga Marciano, in dialogo con Carmela Santangelo.
La serata prevede letture e una performance teatrale di Cinzia Ugatti, con gli interventi musicali di Gaia Bassi, voce, e Paolo Molinari, chitarra.
Un incontro costruito attraverso parole, voci, musica e teatro, che accompagna il pubblico tra le pagine del libro e la dimensione personale della sua autrice.
Venerdì 30 ottobre – ore 18.30
A ruota libera con gli artisti – 50 domande al buio
Un incontro informale e fuori dagli schemi, pensato per avvicinare il pubblico agli artisti attraverso 50 domande a sorpresa.
Domande capaci di andare oltre le opere per conoscere pensieri, curiosità, esperienze e aspetti meno conosciuti dei protagonisti della mostra.
Al termine, un momento conviviale con artisti e pubblico, accompagnato da tè, tisane e biscotti.
Domenica 1° novembre – ore 18.00
Finissage
La conclusione della VII edizione sarà affidata a un incontro finale con artisti e pubblico, durante il quale saranno consegnati i certificati di merito e i cataloghi a tutti gli artisti partecipanti, prima del saluto conclusivo.
Orari di apertura
Martedì, mercoledì e giovedì: 17.30–20.00
Venerdì, sabato e domenica: 11.00–13.00 / 17.30–20.00
Lunedì: chiuso
Le stanze. Ventiquattro sguardi sul presente
Ventiquattro artisti, ventiquattro ricerche e altrettanti modi di interpretare il presente. Le stanze diventano così luoghi autonomi, ciascuno con una propria identità, ma inseriti in un percorso comune che attraversa questioni legate alla natura, all’identità, alla fragilità, alla trasformazione, alla relazione tra individuo e ambiente.
Lucia Ansalone – Radici di futuro
La ricerca di Lucia Ansalone si concentra sul rapporto tra radici, appartenenza e possibilità. Il futuro nasce dalla capacità di riconoscere ciò che ci lega alla terra e alla propria storia, trasformandolo in una risorsa per il presente.
Giancarlo Massimo Chiancone – Il patto fragile
Una riflessione sulla precarietà degli equilibri che regolano il rapporto tra uomo, natura e società. Il “patto fragile” richiama la necessità di una responsabilità condivisa e di una maggiore consapevolezza delle conseguenze delle nostre scelte.
Mimma De Luca – Cuore Sacro
La dimensione del sacro diventa spazio di ricerca e introspezione. Le opere di Mimma De Luca affrontano il rapporto tra interiorità, sentimento e spiritualità, restituendo alla figura e al simbolo una dimensione sospesa tra personale e universale.
Dario Di Martino – Il prezzo del verde
Il verde diventa materia di riflessione sul rapporto con il pianeta. Il titolo introduce una domanda precisa sul costo delle trasformazioni ambientali e sulle responsabilità che accompagnano il modo in cui utilizziamo e trasformiamo il territorio.
Elena Lembo – Essenza
Una ricerca orientata verso ciò che rimane quando la forma si riduce all’essenziale. Essenza porta l’attenzione sulla sostanza delle cose, sull’identità e sulla possibilità di riconoscere ciò che conta oltre l’apparenza.
Mariagrazia Mancino – Le vie dell’essere
Un percorso dedicato alla dimensione individuale e alle molteplici possibilità dell’esistenza. Le opere diventano tappe di una ricerca che attraversa identità, trasformazione e consapevolezza.
Antonio Mariconda – Volti oltre il volto
Il volto come luogo dell’identità, ma anche come superficie capace di nascondere e rivelare. La ricerca di Mariconda invita a guardare oltre la fisionomia per incontrare ciò che si cela dietro l’immagine.
Peppe Nocerino – Terra, Universo e Futuro
La Terra viene osservata nella sua relazione con una dimensione più ampia, quella dell’universo. Una riflessione che mette in relazione il destino del pianeta con la responsabilità dell’uomo e con le possibilità ancora aperte del futuro.
Piero Penna – Paesaggi da custodire
Il paesaggio diventa patrimonio da osservare e proteggere. La ricerca pone l’attenzione sulla fragilità degli ambienti e sulla necessità di una nuova consapevolezza nei confronti dei luoghi che abitiamo.
Enzo Santoro – Riflessioni celate
Un lavoro costruito attorno a ciò che appare e a ciò che resta nascosto. Le opere suggeriscono una lettura stratificata, nella quale l’immagine diventa occasione per interrogarsi su ciò che non è immediatamente visibile.
Barbara Spatuzzi – Il respiro del mondo
Il respiro diventa metafora di una relazione continua tra individuo e ambiente. Una ricerca che riconduce il gesto artistico alla necessità di ascoltare il mondo e le sue trasformazioni.
Massimo Borrelli – Non pensavo fosse cenere
La cenere porta con sé il segno della trasformazione e di ciò che resta dopo una perdita o un cambiamento. Il lavoro affronta il tema della fragilità attraverso una materia che conserva la traccia di ciò che è stato.
Lello D’Anna – F_Lovers
Una ricerca che attraversa relazione, identità e contemporaneità. Il titolo introduce una riflessione sul modo in cui le persone costruiscono legami e rappresentano se stesse all’interno della società contemporanea.
Giorgio Della Monica – L’abbraccio
L’abbraccio diventa immagine di vicinanza, protezione e relazione. Un gesto semplice che assume un valore simbolico e riconduce l’arte alla dimensione dell’incontro.
Enzo Forgione – In viridia immersio
Il rapporto con la natura viene affrontato attraverso una ricerca che porta lo spettatore dentro una dimensione verde, avvolgente e percettiva. La natura non è semplice sfondo, ma ambiente da esplorare e riconoscere.
Laura Libera Lupo – Anime in estinzione
La fragilità delle specie e la perdita della biodiversità diventano il punto di partenza per una riflessione sulla responsabilità nei confronti del pianeta. Le “anime in estinzione” richiamano ciò che rischia di scomparire e che necessita di attenzione e cura.
Olga Marciano – Sguardi
Lo sguardo come strumento di osservazione e conoscenza. La ricerca di Olga Marciano si concentra sulla figura e sulla relazione tra chi osserva e ciò che viene osservato, restituendo all’immagine una dimensione aperta e interrogativa.
Giancarlo De Luca – Prima della parola
Il corpo femminile diventa territorio simbolico nel quale si incontrano vita, nutrimento, identità e vulnerabilità. Il seno, legato da sempre alla maternità e alla fertilità, attraversa epoche e culture conservando una forte dimensione ancestrale. Nella ricerca di Giancarlo De Luca questa simbologia assume una lettura contemporanea, restituendo al corpo femminile una dimensione di consapevolezza, forza e identità.
Claudio Martinenghi – Massacri
Una ricerca che affronta il tema della violenza e della distruzione attraverso immagini capaci di confrontarsi con la parte più drammatica della contemporaneità. Il titolo richiama una realtà che l’arte osserva senza sottrarsi alla sua durezza.
Valeria Nuzzo – Archeologie del paesaggio
Il paesaggio viene letto come una stratificazione di segni, tracce e trasformazioni. Una sorta di archeologia del presente, nella quale ciò che vediamo racconta anche ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora cambiare.
Nicola Pellegrino – La Terra
La Terra come origine, luogo di appartenenza e patrimonio comune. Il lavoro si confronta con il pianeta nella sua dimensione fisica e simbolica, riportando l’attenzione sulla necessità di preservarne l’equilibrio.
Giulia Reale – Il tempo di un futuro
Il futuro viene osservato nella sua relazione con il tempo. Il titolo introduce una riflessione sulla possibilità di costruire ciò che ancora non esiste attraverso le scelte compiute nel presente.
Regina Senatore – Rame e anima
Materia e interiorità si incontrano in una ricerca nella quale il rame assume una funzione espressiva e simbolica. La materia diventa così strumento per parlare di identità, trasformazione e dimensione interiore.
Sabrina Tortorella – Nel nome del cuore
Il cuore come luogo simbolico delle emozioni, delle relazioni e delle scelte. Un lavoro che riconduce la ricerca artistica alla dimensione del sentimento e alla possibilità di riconoscere ciò che ci unisce.
Un percorso che continua oltre le opere
La forza di questa edizione risiede anche nella capacità di mettere in relazione le singole esperienze artistiche con un percorso collettivo.
Le cinque P dell’Agenda 2030 offrono una traccia comune senza uniformare le ricerche. Ogni artista conserva il proprio linguaggio e la propria autonomia, mentre il pubblico è chiamato a costruire il proprio percorso tra le stanze e le installazioni.
Le opere diventano così punti di partenza per interrogativi più ampi: quale rapporto abbiamo con il pianeta? Come cambiano le nostre relazioni? Quale idea di futuro vogliamo costruire? Quale responsabilità appartiene alle nostre scelte quotidiane?
L’arte come esperienza condivisa
Le Stanze dell’Arte torna dunque a Palazzo Fruscione con una formula che conserva il carattere delle personali, ma amplia progressivamente il proprio raggio d’azione.
Le ventiquattro stanze raccontano ventiquattro sensibilità differenti. Le installazioni dedicate alle cinque P costruiscono un filo comune. Gli incontri, le presentazioni, la musica, la poesia e il teatro ampliano ulteriormente il programma.
Al centro rimane l’opera, ma attorno all’opera si costruisce un’esperienza più ampia, nella quale il pubblico può osservare, ascoltare, confrontarsi e lasciare a propria volta una traccia.
Dal 16 ottobre al 1° novembre 2026, Palazzo Fruscione ospita un percorso che intreccia arte contemporanea, Agenda 2030 e una pluralità di sguardi sulle questioni che riguardano il nostro modo di vivere,relazionarci e prenderci cura del mondo.
Le Stanze dell’Arte – Personali a Palazzo Fruscione
VII edizione
16 ottobre – 1° novembre 2026
Palazzo Fruscione, Salerno
Direzione artistica: Olga Marciano
Curatela: Luciano Di Gianni
Con il patrocinio del Comune di Salerno
Media partner: L’ArteCheMiPiace





