Luoghi, contrade, borghi, parchi, sono spazi che non sopportano le pareti, impegnati a difendere il proprio residuo di potere sovrano: l’identità! Un teatro scenico ben definito da tre opere universali – terra, mare, aria – che si connettono da un sistema di significazione eterno: la vita. Le acque con il loro gioco sinuoso penetrano nella terra in un abbraccio liquido, mentre l’aria avvolge e protegge l’intero pianeta. Il concetto, esplora come l’esistenza umana si radichi non solo nella durata temporale ma anche nella dimensione spaziale e nel “luogo”. L’uomo, diceva HEIDEGGER – Filosofo tedesco – non è un soggetto chiuso in sé ma è un essere nel mondo, si trova sempre immerso in una rete di relazioni con le cose e con gli altri.
Questa breve premessa, ci introduce nel contesto estensivo dello spazio e della sua forma estetica ed estetizzante; un’ambiente antropizzato e ordinatore in cui l’uomo ha sempre vissuto i processi sociali, dal cui attrito nasce la storia del mondo. Ed è in questi luoghi dalle pietre polverose, dove vive un’archeologia incancellabile ed eterna, che accresce quel rito di passaggio verso la modernità.
Il progetto di ricerca condotto in questo ambito dagli esperti, tra tutela e opportunità valoriale evidenzia che, le trincee intellettuali che richiamano le radici di un popolo, non hanno ricevuto la fertilità fruitiva che meritano.
Vince la regola della globalizzazione e del mercato oltre che lo sgomento. Il capitalismo finanziario e digitale prende il sopravvento sulla incommensurabile bellezza del paesaggio storico architettonico e artistico, costruendo una miscellanea. Una raccolta di cose diverse senza ordine preciso, dai contenuti assortiti, lontani da quell’ambiente maestoso e contemplativo dove vige il privilegio dell’arte e del sapere.
Ecco, allora, che le antiche pietre, i piani di calpestio incastrate al suolo disposti per i percorsi pedonali palazzi nobiliari, ampie piazze decorate che servivano da spazi aperti di aggregazioni culturali, civili e religiose, vengono invasi, colonizzati, da poteri forti, sfruttando l’egida di un luogo destinato allo sguardo all’approfondimento. Soprattutto a quell’ermeneutica di cui Adorno ne era fiero.
Così, riflettendo su un’eredità culturale smisurata, che urla una superiorità dimostrata, assistiamo all’assalto di masse rionali nei teatri della storia per rallegrarsi e dilettarsi con rappresentazioni di sagre, degustazioni gastronomiche, feste popolari, fiere, ferendo lo spazio antico, l’architettura; i beni stratificati e le epifanie edificanti di un passato che non passa. Un patrimonio valoriale, testimonianza del nostro vestigio, viene occupato da gazebo street food, bancarelle, chioschi, box artigianali. Una sarabanda caotica che si abbevera dell’inutile, decapitando la missione umana dell’essere.
E’ ora di sviluppare anticorpi intellettuali. Esiste o no il dovere della responsabilità culturale verso i paesaggi antichi; aree inalterabili in cui essere diventa spazio ed esserci diventa tempo? Ebbene, la risposta deve essere urgente e concreta da parte degli organi preposti alla difesa: Musei, Sovrintendenze. Archivi, Comuni. Se si pensa, per fare un esempio, che la Calabria è una delle prime regioni europee, per ciò che concerne gli spazi unici con natura storica, verde e museale dal terreno antico, bisognerebbe prendere atto della conservazione e della tutela, applicando la sorveglianza protettiva di questo immenso patrimonio. Ricordiamolo, non è la terra ad appartenere all’uomo ma è l’uomo ad appartenere alla terra.
Del resto siti, musei all’aperto di fruizione pubblica devono, in primis, raccontare la storia della terra, i resti del passato: scavi, restauri, studi scientifici aggiornati. La svendita di tale immagine, usando eventi commerciali, per fare spettacolo o vendere cibo danneggia la configurazione dei monumenti, crea confusione nei visitatori, riducendo un luogo storico a una semplice location da festa. Il pubblico rischia di ricordare il vino, la musica, l’intrattenimento generico, e di dimenticare il valore antico del parco.
Insomma, quando si afferma che il sistema cultura non sfiori nemmeno di striscio le varie diplomazie ben pensanti, significa che manca il proponimento etico dei valori antichi, fatto di storia di arte, di turismo culturale e religioso, di scienza e di letteratura, alla stragrande maggioranza degli italiani e dei calabresi sconosciuto. Ecco l’importanza dello strumento narrativo efficace, unire e promuovere il benessere sociale.
In fondo, il nostro territorio non ha bisogno di estremismi ed idolatrie effimeri, fugaci. Gli spazi temporali che illuminano la nostra terra, hanno urgente necessità di una divulgazione pensata e adattata per un pubblico specifico anziché generico e di massa, per dare vita a sentimenti attrattivi, mediante tecnologie immersive, incentrati sul pubblico. Peraltro i linguaggi verbali e visivi, in queste occasioni, diventano veri e propri mezzi di comunicazione che azionano la connessione tra ciò che dici e ciò che mostri, in modo veloce ed essenziale, catturando l’attenzione dei visitatori.
Tali fenomeni, hanno bisogno di professionisti visionari maitres à penser come, storici dell’arte preparati, studiosi della materia, esperti di arti visive, archeologi, che sappiano ideare, concepire, strategie che uniscono eventi circoscritti dalla massima incisività: comunicazione digitale energica, utile e potente, miglioramento dei servizi e collaborazione col territorio, videoconferenze. Inoltre, usare i social network con foto e video professionali dei luoghi. Avviare campagne di marketing locale con obbiettivi specifici. Rendere i percorsi accessibili a tutti, anche a chi ha disabilità. Offrire aree ristoro. Collaborare con blogger
Significa assistere al progresso qualificato di un luogo, contribuire attivamente, attraverso le risorse in essere, all’avanzamento del tenore di vita e della qualità urbana a beneficio della comunità.
La bellezza dei parchi, che unisce importanti resti storici e antichità a qualità naturali all’aperto, si nutre di arte antica, rupestre, classica e monumentale. Mosaici pavimentali, affreschi parietali, anfiteatri, incisioni su roccia, statue in bronzo. Era il pregio degli insediamenti umani delle città. E’ evidente che, riallacciare il passato al presente in molti parchi archeologici, guardando al contemporaneo, non come fattore commerciale del profitto, ma ospitando mostre di pittura e scultura, installazioni, performance a cielo aperto, in dialogo con le rovine antiche, rappresenta il sole alto della cultura!
In conclusione si può asserire che, le diplomazie culturali sono l’unico strumento che possono cambiare il mondo positivamente. Pertanto, sensibilizzare a chi di dovere – Regioni, Provincie, Comuni, Assessorati con la bussola, Fondazioni- affinché prendano atto della problematica e riscoprire il territorio italiano, è un dovere virtuoso. D’altronde, una società cresce e si arricchisce se investe su tre ascensori sociali: istruzione, cultura, arte. Ciò significa, giovani, scuola, sapere, futuro. Sono le Colonne del Tempio per superare questo momento temporale dell’indifferenza e del livellamento intellettuale.
Prof. Mimmo Legato
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MIMMO LEGATO
Mimmo Legato, teorico, artista, esperto di arti visive, curatore, Docente, è uno dei protagonisti della ricerca artistica ed estetica italiana. La sua formazione Accademica insieme agli studi di settore, gli hanno consentito conoscenza e competenza nelle attività artistico-culturali. Ha realizzato numerose opere e progetti d’arte con il coinvolgimento di sapienti critici del settore: galleristi, Associazioni Culturali, aree museali, Enti pubblici e privati. Nonché eventi con la collaborazione del MIC, delle Sovrintendenze e delle biblioteche storiche. Ha operato in qualità di artista con l’Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato, Roma, per la diffusione del proprio lavoro. Ha svolto attività artistica ed espositiva in Italia e in Europa con numerose Case Editrici, gallerie, Associazioni Culturali, Residenze Storiche, fra le tante, Giorgio Mondadori, UTET, Italiarts, Editalia, Il Triangolo, Villa Farsetti (Venezia) Citè internationale de Paris, Event Venue Sello Library (Finlandia), Palazzo Corvaja (Taormina), Sovrintendenza Galleria Nazionale (Cosenza). Esperto del paesaggio storico architettonico e delle Città antiche, ha realizzato interventi pittorici e approfondimenti teorici sull’identità, inclusione, ambiente, conservazione, turismo culturale. Nel ruolo di Professore ordinario di Arti Visive, ha curato importanti mostre, diretto e organizzato simposi, seminari, congressi con l’intento di allargare gli orizzonti dell’arte classica, moderna e contemporanea, a confronto. Sempre in qualità di esperto e docente di Arte e Comunicazione Visiva, è stato invitato dalle Dirigenze Scolastiche a sovrintendere progetti sulle competenze trasversali, l’orientamento, la modernità estetica nella società contemporanea. Ha pubblicato una sequenza di testi monografici antologici, “Attraversando l’inconscio”, “Fuori e dentro lo spazio”, “L’unità dei contrari”, “Metà e fisicà”, “Forma luce” sino all’ultimo edito, “Profondità di superficie’’, che uscirà a breve. I volumi, che contestualizzano il suo lavoro, sono inseriti nelle collane d’arte italiane. Ha fatto parte di numerosi Comitati Scientifici nell’ambito museale e culturale. Ha espletato l’incarico di Presidente protempore del Rotary Club Rende. Anche nell’Associazionismo, come service per migliorare positivamente il territorio, tra tanto altro, ha introdotto il pensiero in arte in diverse attività, dall’ammodernamento estetico ed urbano della Città, alla bellezza dei luoghi con l’inserimento di manufatti artistici per il godimento visivo dei visitatori. I mezzi di informazione, sia televisivi che giornalistici sono stati continuamente attenti, al suo lavoro di artista contemporaneo. Invitato in numerose trasmissioni televisive e redazionali, mediante interviste e forum di riferimento, ha sempre portato avanti nei sui commenti, le idee e la creatività connesse con la storia all’interno delle società in continua evoluzione.
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