Il mondo è un’armonia nascosta, non sempre consolatoria, nel suo infinito”, scriveva Leopardi. Ebbene, la percezione duale del mondo: interno teatro di sentimenti, pensieri privati; esterno pubblico, dove ciò che accade è alla luce del sole, luogo di desiderio e avventure, pericoloso e allettante, diventa palcoscenico di convivenza.
Invero, da sempre, il confine tra ciò che è interno e ciò che è esterno – nel Rinascimento rappresentato dalla specchiatura della “finestra” – è in continuo movimento, genera complicità e armonie oggettive e soggettive, dove vige l’antipatia, la lotta, il dissidio. Ma i due termini, strutturisti, sono sempre costretti a fondersi, unificarsi e costruire con amore, che è “odio”, una virtù coessenziale di unità superiore. Una forza potente, incontenibile, intima, costruita dal linguaggio sincronico degli opposti inseparabili, ma sempre indipendenti.
Del resto, “l’unità e la molteplicità”; “l’amore e l’odio”; “la pace e la guerra”. E ancora il “bello e il brutto; il giorno e la notte; l’eros e la castità, ecc. sono principi opposti che non si realizzano annunciando un solo nome di essi, ma lasciando vivere entrambi in una tensione continua. Tant’è che, le simmetrie di questi concerti non sono essenze, bensì equilibri dei contrasti in assonanza e dissonanza, dove la trazione scenica della sintesi di forze contrarie, rende equilibrato il concetto, per raggiungere l’unità di coesistenza e coabitazione.
D’altro canto, è noto a tutti, che l’universo è governato da “amore”. Ma non si può conoscere l’amore o l’amare senza l’odio, che non è sempre negazione o distruzione, ma confronto, flusso di soluzioni, scambio in quanto separa gli elementi unificati dalla passione, dove i due termini si attraggono in maniera ambivalente. Un’intensa compresenza di sentimenti contraddittori, attrazione/repulsione, i quali rivelano una profonda dipendenza, nonché di riconoscere e armonizzare le diverse parti di sé, come aspetti spirituali e materiali, (Kandinsky), per superare la divisione interiore e riportare l’asse in equilibrio e centratura.
Infatti, gli opposti non sono rigide categorie “contrapposte”, bensì espressioni di una stessa entità e hanno lo scopo di fare “sperimentare” l’unione. L’amore spesso dimora dove non c’è l’amore”, significa non dimorare nel non-vuoto, nella tranquillità e, parimenti nel suo contrario: il disprezzo. ‘’Amore e odio, sosteneva Freud, possono essere visti come due manifestazioni della stessa energia, dove l’odio è un rifiuto primitivo per proteggersi”.
Nell’artisticità del XXI sec. si conclama che, il principio di bellezza/bruttezza cessa di essere antinomico: si trova bellezza nella bruttezza e bruttezza nella bellezza. Il che fa sì che la bellezza non venga eliminata, ma inclusa in quella sfera che riverbera il suo contrario. In base a questo breve riesame i due termini non possono esistere l’uno senza l’altro, perché sono legati in una lotta continua che genera armonia, per cui sono eternamente inscindibili. Ora, se si analizzano i due lemmi: il brutto non è solo negazione del bello ma è parte integrante del concetto stesso e viceversa, rivelando la complessità e la “dialettica” dell’esistenza.
Basta osservare il mondo delle arti visive, non solo amore e bellezza ha raccontato nei secoli, ma anche ripugnanza, ira, sentimenti sdegnosi. Una specie di contrapposizioni esistenziali, che fanno parte dell’animo umano, dove esistono e convivono in un’oscillazione, verso la stessa persona o cosa, tra affetto e avversione.
Interpretando uno dei concetti più sensibili, di cui l’opera d’arte trasferisce il senso e l’esempio di tali fondamenti in un unicum contrapposto, amore/odio, bellezza/bruttezza, si avverte che, la poetica visiva nella storia, ha rappresentato l’interiorità binaria emozionale in forma antitetica. Ciò si manifesta nella piccola galleria che segue
“Giuditta e Oloferne” (Artemisia Gentileschi,) viene evidenziato l’odio e la vendetta, tra salvezza e amore. Un insieme drammatico e vittorioso che salda le due versioni apparentemente contrastanti, servendosi entrambi autonomamente: “Il bacio” (Hayez) espressione, dove il protagonista cattura un affetto passionale e teatrale, scenico tra lotta/dramma/sentimento; “L’urlo” (Munch), immagine iconica dell’arte mondiale, raffigura l’angoscia esistenziale dell’uomo moderno, attraverso il suo stato emotivo duale: fragilità/rallegramento – E restando nell’amore/odio non si può non citare “Amore e Psiche” (Antonio Canova) celebrazione della purezza, ispirato da una baccante abbracciata a un fauno. Un bacio occulto che risveglia l’essenza dopo gli inferi. Il gruppo scultoreo neoclassico evidenzia magistralmente l’unità dei termini opposti – seduzione/avventura/melodramma-Mentre, nell’opera di Jean-Honorè Fragonard, importante esponente del Rococò francese, “Il bacio furtivo”, mostra un galante atto di romanticismo clandestino, dove emerge con forza e azione, un’atmosfera sospesa tra desiderio/imbarazzo; “La venere degli stracci” (M. Pistoletto), protagonista e catalizzatore della nascita dell’Arte Povera. L’opera, accelera la sintesi del doppio binario linguistico, sacrificio/bellezza tra ideale e reale in divenire.
Riflettendo sui dogmi dell’arte classica, moderna, contemporanea, percepiamo in base a suddetti concettualismi che, gli artisti hanno spesso legato alla narrazione teorico/speculare, raffigurazioni e sceneggiature, servendosi del significato e del significante. Nonché, nelle tessiture dei contrasti, assiomi che non si annullano ma si fondono, esplorando, insieme, la complicatezza e la complementarietà della vita, dove viene esaminata la scissione e la ricomposizione dell’identità. Ciò emerge, dirompente, sia nella “Venere” (Botticelli) con il contrasto corpo/anima e il dualismo passione/castità, l’amore sensuale e spirituale. La “Medusa” (Caravaggio) è un’opera che incarna nel suo volto mozzato su uno scudo, terrore/orrore, seduzione e mostruosità. Vulnerabilità e fragilità.
D’altronde, l’espressione visiva diretta dall’unità degli opposti, che influenza molti artisti contemporanei, i quali reinterpretano l’opera in chiave moderna, mostrando come il buio contenga luce e viceversa, diventa un continuo processo di sintesi tra tesi e antitesi. Pertanto, più che di un’opera specifica o tematica, si tratta di un approccio astratto, dove la convivenza di opposti – caos e ordine, amore e odio, bellezza e bruttezza, non è una incompatibilità o illogicità, ma la vera essenza della realtà dinamica che si scioglie con l’interazione costante.
In conclusione: è sempre la grandezza nobile delle parole, invenzione civile dell’umanità, che diventa protagonista vitale, esegesi, atto di forma, stile. Luogo di confronti. Sono sempre queste “sorelle”, anche se eterogenee, che compongono i due sensi di marcia valoriali, senza annullarsi, nel bene e nel male. Anzi, assumono un ruolo apicale, elegante, complice di un processo corresponsabile, di un’azione attiva di pensiero, dove il contenuto e il contenente diventano polifunzionali, flessibili nelle direzioni indicate e stabilite dagli attori.
Eraclito, filosofo e teorico greco, detto << l’oscuro >>, sigilla il principio sostenendo che: “il divenire è l’unità degli opposti, che non significa azzeramento, ma unità in movimento differente, derivante dalla lotta incessante e dell’interdipendenza dei contrari”.
Prof. Mimmo Legato
Esperto di Arti Visive e teorico
© Mimmo Legato, 2026. Collane d’arte – Italia. Tutti i diritti riservati.
MIMMO LEGATO
Mimmo Legato, teorico, artista, esperto di arti visive, curatore, Docente, è uno dei protagonisti della ricerca artistica ed estetica italiana. La sua formazione Accademica insieme agli studi di settore, gli hanno consentito conoscenza e competenza nelle attività artistico-culturali. Ha realizzato numerose opere e progetti d’arte con il coinvolgimento di sapienti critici del settore: galleristi, Associazioni Culturali, aree museali, Enti pubblici e privati. Nonché eventi con la collaborazione del MIC, delle Sovrintendenze e delle biblioteche storiche. Ha operato in qualità di artista con l’Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato, Roma, per la diffusione del proprio lavoro. Ha svolto attività artistica ed espositiva in Italia e in Europa con numerose Case Editrici, gallerie, Associazioni Culturali, Residenze Storiche, fra le tante, Giorgio Mondadori, UTET, Italiarts, Editalia, Il Triangolo, Villa Farsetti (Venezia) Citè internationale de Paris, Event Venue Sello Library (Finlandia), Palazzo Corvaja (Taormina), Sovrintendenza Galleria Nazionale (Cosenza). Esperto del paesaggio storico architettonico e delle Città antiche, ha realizzato interventi pittorici e approfondimenti teorici sull’identità, inclusione, ambiente, conservazione, turismo culturale. Nel ruolo di Professore ordinario di Arti Visive, ha curato importanti mostre, diretto e organizzato simposi, seminari, congressi con l’intento di allargare gli orizzonti dell’arte classica, moderna e contemporanea, a confronto. Sempre in qualità di esperto e docente di Arte e Comunicazione Visiva, è stato invitato dalle Dirigenze Scolastiche a sovrintendere progetti sulle competenze trasversali, l’orientamento, la modernità estetica nella società contemporanea. Ha pubblicato una sequenza di testi monografici antologici, “Attraversando l’inconscio”, “Fuori e dentro lo spazio”, “L’unità dei contrari”, “Metà e fisicà”, “Forma luce” sino all’ultimo edito, “Profondità di superficie’’, che uscirà a breve. I volumi, che contestualizzano il suo lavoro, sono inseriti nelle collane d’arte italiane. Ha fatto parte di numerosi Comitati Scientifici nell’ambito museale e culturale. Ha espletato l’incarico di Presidente protempore del Rotary Club Rende. Anche nell’Associazionismo, come service per migliorare positivamente il territorio, tra tanto altro, ha introdotto il pensiero in arte in diverse attività, dall’ammodernamento estetico ed urbano della Città, alla bellezza dei luoghi con l’inserimento di manufatti artistici per il godimento visivo dei visitatori. I mezzi di informazione, sia televisivi che giornalistici sono stati continuamente attenti, al suo lavoro di artista contemporaneo. Invitato in numerose trasmissioni televisive e redazionali, mediante interviste e forum di riferimento, ha sempre portato avanti nei sui commenti, le idee e la creatività connesse con la storia all’interno delle società in continua evoluzione.
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