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Urban Script’ Art: artisti, territorio e linguaggi contemporanei accompagnano la V edizione di Patir

Urban Script’ Art


Dal 16 al 24 maggio 2026 – Corigliano Rossano (CS)

All’interno della V edizione di Patir – Open Lab 2026, dal titolo “Scriptoria. Segni della complessità: dalle pergamene agli algoritmi”, promossa dall’associazione Rossano Purpurea guidata dalla presidente Alessandra Mazzei, prende forma Urban Script’ Art, il percorso artistico diffuso che accompagnerà l’intera settimana dell’evento trasformando Corigliano Rossano (CS) in una grande trama visiva di segni, visioni e linguaggi contemporanei.

Promossa all’interno del progetto culturale Patir, l’iniziativa artistica nasce dalla collaborazione tra quattro importanti realtà associative del territorio: il Centro Studi Artistici Segantini di Patrizia Crupi, La Piccola Officina dell’Arte di Antonio Cimino, il Centro Arte Club di Ercolino Ferraina e L’Artechemipiace di Giuseppina Irene Groccia.

Un lavoro condiviso che ha visto il team curatoriale impegnato nella selezione di numerose opere giunte da artisti provenienti da differenti percorsi espressivi, accomunate dalla volontà di confrontarsi con il tema della scrittura e della spiritualità come segno identitario, traccia interiore, dialogo e trasformazione, mantenendo però intatta la propria voce artistica, senza sovrapporre il tema al linguaggio intimo e personale della ricerca individuale.

Così come Patir 2026 riflette sul viaggio della scrittura, dalle pergamene miniate agli algoritmi contemporanei, anche Urban Script’ Art assume la forma di una narrazione itinerante. Si tratta di un percorso artistico diffuso tra luoghi simbolici, spazi storici e arterie urbane della città, dove arte contemporanea, patrimonio e comunità si incontrano in un dialogo aperto e condiviso.

L’edizione 2026 si presenta infatti con una struttura ancora più articolata e dinamica, dislocata in più location e scandita da differenti appuntamenti espositivi. Le opere seguiranno il cammino dell’evento principale, spostandosi e intrecciandosi ai diversi momenti di Patir, in una sorta di “scrittura in movimento” che attraversa il territorio e lo abita.

Si parte il 16 maggio 2026 alle ore 17.00, presso la Chiesa di San Bernardino, nell’area urbana di Rossano, con l’inaugurazione della mostra itinerante di Urban Script’ Art, primo momento ufficiale di questo viaggio artistico.

Nella stessa giornata prenderà vita anche Arte in Vetrina, nuovo progetto pensato per coinvolgere il tessuto commerciale cittadino. Come un albero che dalle proprie radici estende i rami verso nuove direzioni, anche l’arte sceglie di diffondersi nelle principali arterie urbane della città, entrando nelle vetrine dei negozi e incontrando il pubblico nella quotidianità.

Le attività commerciali di Viale Michelangelo e Via Nazionale per l’area urbana di Rossano, insieme a Via Nazionale per l’area urbana di Corigliano, ospiteranno opere e installazioni dal 16 al 24 maggio, trasformando il centro cittadino in una galleria d’arte a cielo aperto. Un plauso speciale va ai commercianti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, contribuendo concretamente alla costruzione di una comunità culturale partecipata. Un ringraziamento altrettanto sentito va a tutti gli artisti che hanno accolto l’invito a prendere parte al progetto, mettendo a disposizione il proprio linguaggio espressivo e contribuendo in modo determinante alla costruzione di questo percorso diffuso tra segni, scritture e visioni contemporanee.

Di seguito gli artisti in mostra:
Mariella Arcuri, Valeria Aloe, Pina Baffo, Graziela Barbieri, Alfonso Caniglia, Antonio Cimino, Patrizia Crupi, Rossella D’Aula, Ercolino Ferraina, Rosa Fortino, Giuseppina Irene Groccia, Anna Lauria, Nadia Martorano, Tina Morello, Eliana Noto, Amelia Perrone, Angela Pirillo, Ida Proto, Maria Romeo, Natale Saccoliti, Pino Savoia, Soeve, Conceita Tridico, Antonella Vincenzo e Salvino Volpe.

Sempre dal 16 al 24 maggio, gli spazi del museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”accoglieranno le esposizioni dedicate ai piccoli artisti, offrendo uno sguardo sulle nuove generazioni creative e sull’importanza dell’arte come strumento educativo e di crescita collettiva.

Il 22 maggio 2026, presso il Castello Ducale di Corigliano, il percorso si articolerà in un convegno dedicato al passaggio dalla scrittura antica ai linguaggi digitali contemporanei, affiancato dall’esposizione delle opere degli artisti. L’appuntamento si colloca all’interno di Patir 2026, che mette in dialogo patrimonio storico e pratiche artistiche contemporanee, lungo una riflessione condivisa sui linguaggi e sulle loro trasformazioni.

Momento culminante di Urban Script’ Art sarà la grande esposizione del 23 e 24 maggio 2026, a partire dalle ore 10.00, negli spazi esterni dell’Abbazia di Santa Maria del Patire. Qui le opere dialogheranno con la spiritualità del luogo, con la pietra antica del complesso monastico e con il silenzio che per secoli ha custodito il lavoro degli amanuensi. Un incontro tra contemporaneità e memoria, tra segno artistico e traccia spirituale, in perfetta sintonia con il tema di Patir 2026.

Urban Script’ Art si inserisce così nel più ampio orizzonte di Scriptoria, tema portante di questa edizione di Patir, come spazio di relazione tra scritture diverse, dove ogni artista porta il proprio segno, la propria grammatica visiva e la propria ricerca.

Ne emerge un intreccio di linguaggi autonomi ma convergenti, che si riconoscono e si rispecchiano, dando forma a un confronto essenziale e a un rinnovamento dello slancio creativo, fondato sull’incontro tra differenze affini. Un rimando all’Abbazia di Santa Maria del Patire, dove gli scriptoria non furono semplici luoghi di trascrizione, ma officine del pensiero e della trasmissione del sapere, in cui la parola si faceva segno duraturo, continuità che attraversa il tempo, esattamente come l’arte.

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Dubai celebra il lusso contemporaneo con “The Collector’s Experience” al Neera Club

Dubai celebra il lusso contemporaneo con “The Collector’s Experience” al Neera Club

Arte, alta gioielleria e ricerca sonora in scena nel club più esclusivo della città

Nel cuore di Dubai, dove il lusso incontra la ricerca estetica più raffinata, il Club Neera apre le sue porte a un appuntamento destinato a lasciare il segno nel panorama degli eventi esclusivi della stagione. Giovedì 21 maggio,  dalle ore 14:00 alle 18:00 (2 to 6 p.m.) prende vita “The Collector’s Experience”, un open day pensato come un itinerario tra alta manifattura, arte contemporanea e cultura del collezionismo.

Per un’intera giornata, gli ambienti sofisticati del club si trasformeranno in una galleria diffusa dedicata a chi riconosce il valore dell’eccellenza e dell’unicità. Protagonista dell’esposizione sarà The Unique Gallery con una selezione di gioielli d’autore e creazioni di alta orologeria scelte per raccontare il fascino del tempo e della lavorazione artigianale più esclusiva.

Accanto alle collezioni, le installazioni curate da Star Home Gallery, The Bridge Art Gallery e Form & Seasons Art Gallery offriranno uno sguardo sulla ricerca artistica contemporanea attraverso opere capaci di creare connessioni tra design, materia e visione creativa. Un dialogo elegante tra forme, dettagli e suggestioni internazionali che accompagnerà gli ospiti lungo tutto il percorso espositivo.

L’evento accoglierà inoltre una serie di podcast live dedicati agli ospiti e ai membri del club, trasformando conversazioni, idee e testimonianze in contenuti destinati a raccontare il lifestyle contemporaneo da una prospettiva esclusiva.

A chiudere la serata sarà Rivos Sound con una performance immersiva prevista alle ore 21. Un’esperienza sonora studiata per ridefinire il rapporto tra musica e percezione, grazie a una ricerca sofisticata sulla purezza acustica e sulla qualità dell’ascolto.

Il risultato sarà un viaggio sensoriale capace di avvolgere il pubblico in un’atmosfera rara, in perfetta sintonia con l’identità di Neera.

Più di un evento, “The Collector’s Experience” si annuncia come un incontro tra arte, lusso e cultura contemporanea nella cornice di uno dei club più prestigiosi di Dubai, dove ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza riservata a un pubblico internazionale attento all’eleganza e all’eccellenza.

The Collector's Experience, the new luxury appointment in the heart of Dubai

In the vibrant landscape of Dubai, where luxury meets contemporary aesthetics, Neera Club is set to host one of the season’s most exclusive gatherings. On Thursday, May 21, from 2 to 6 p.m.  “The Collector’s” will welcome selected guests for an immersive open day dedicated to fine craftsmanship, contemporary art and the culture of collecting.

For one day only, the refined spaces of the club will be transformed into a curated exhibition journey designed for collectors, art lovers and connoisseurs of exceptional experiences. The Unique Gallery will present an exclusive selection of designer jewelry and haute horlogerie pieces, celebrating timeless elegance and artisanal excellence.

Enhancing the atmosphere, Star Home Gallery, The Bridge Art Gallery and Form & Seasons Art Gallery will showcase contemporary works and installations where art, design and material research merge into a sophisticated visual dialogue. Every space inside the club will reflect a balance between creativity and refined aesthetics.

The event will also feature dedicated live podcasts, offering guests and members the opportunity to share insights, conversations and perspectives within one of Dubai’s most elegant private venues.

At 9 PM, the evening will culminate with an immersive performance by Rivos Sound. Through advanced acoustic research and exceptional sound quality, guests will experience an enveloping audio journey designed to elevate music into a complete sensory encounter.

More than an exhibition, “The Collector’s Experience” represents a meeting point between luxury, art and contemporary culture inside one of Dubai’s most prestigious clubs, created for an international audience drawn to exclusivity, beauty and refined experiences.

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“Corpo Macchina” Mostra fotografica di Milena Acconcia

L’8 maggio 2026, presso la galleria d’arte contemporanea dell’artista e curatore Giovanni Cavaliere, verrà inaugurata “Corpo Macchina”, la mostra fotografica di Milena Acconcia.

Il progetto espositivo mette in luce e ombre, attraverso il bianco e nero, il rapporto al femminile tra sensi, identità e società contemporanea. Attraverso una ricerca visiva intensa e stratificata, l’artista osserva gli schemi imposti e le dinamiche che plasmanol’universo femminile, indaga le tensioni e le contraddizioni che il corpo vive oggi, tra percezione individuale, aspettative sociali e condizionamenti culturali. Ogni scatto diventa un dialogo.

Una riflessione intensa e necessaria sul suo rapporto con il mondocontemporaneo prende forma nella mostra fotografica “Corpo Macchina” . Attraverso un linguaggio visivo diretto e stratificato, l’artista esplora la tensione tra naturalezza e costruzione culturale, tra percezione sensoriale e sovrastrutture imposte.

La mostra nasce da una domanda urgente: cosa resta del sentire autentico in un’epoca dominata da immagini filtrate, standard estetici e automatismi sociali? Nelle fotografie in mostra, il corpo non è mai semplice oggetto di rappresentazione, ma luogo di racconto e di possibilità. Nascosto, esposto, consacrato, osservato,patinato, corpo mortificato o danzato: una “macchina simbolica” che si adatta, reagisce, resiste.

Gli scatti fotografici dell’artista si concentrano sulla relazione, sullo sguardo al femminile nella società odierna, mettendo in discussione i modelli dominanti e aprendo uno spazio di ascolto più profondo. I sensi, spesso anestetizzati dalla velocità e dalla sovraesposizione visiva, trovano un loro spazio dove riconoscerci e ritrovarci. Le immagini invitano lo spettatore a rallentare, a percepire, a interrogarsi. Attraversare il visibile per entrare in un altro sentire.

“Corpo Macchina” non offre risposte definitive, ma suggerisce percorsi: possibilità di riappropriazione del corpo e del sentire, tentativi di ritorno a una dimensione più reale e autentica dell’essere. In questo senso, la mostra si configura come un invito a riscoprire una relazione più consapevole con sé stesse e con l’altro, andando oltre le proposte continue della società odierna e le logiche di consumo e rappresentazione. Qui la fotografia diventa spazio critico e poetico, capace di restituire complessità a ciò che spesso viene ridotto a mera superficie.

La mostra sarà ospitata nella galleria “ Il paese del vento” spazio/progetto d’arte contemporanea di Giovanni Cavaliere, artista e curatore affermato nel panorama dell’arte contemporanea per stile pittorico e stimata ricerca creativa.

Informazioni sulla mostra

Titolo: Corpo Macchina
Artista: Milena Acconcia
Sede : Galleria d’arte contemporanea Il paese del vento di Giovanni Cavaliere – Corso A. Diaz 19, Mercato San Severino ( SA ).

L’esposizione sarà visitabile a partire dall’8 maggio 2026. 

 

Per ulteriori informazioni, materiali stampa o richieste di interviste
contattare la Galleria : +0039 349 5253626 -giovanni.cavaliere71@gmail.com

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LINGUA MADRE Dialetto, tradizioni e memoria della Calabria

LINGUA MADRE

Dialetto, tradizioni e memoria della Calabria

Roma, 9 maggio – ore 18:00

Università Sapienza di Roma

Chiostro di San Pietro in Vincoli, Via Eudossiana 18, Roma

Un’indagine sulla lingua come radice identitaria, memoria collettiva e forma di resistenza culturale: è questo il nucleo di “Lingua madre. Dialetto, tradizioni e memoria della Calabria”, incontro promosso dall’Associazione Calabresi Capitolini insieme al Chiosco Letterario della Sapienza, APS Mondoscrittura, il Comitato Inchiostro e il Centro Culturale Connessioni.

In un tempo che tende a semplificare tutto fino a far sparire le differenze, l’evento rimette al centro le lingue locali come strumenti vivi di trasmissione culturale.

Relatori

Prof. Carmine Chiodo, docente di Letteratura italiana, studioso dei rapporti tra lingua, identità e tradizione culturale, autore di saggi sulla letteratura meridionale e sulla trasmissione della memoria attraverso le forme linguistiche

Prof. John B. Trumper, linguista e glottologo, tra i maggiori studiosi dei dialetti calabresi, già professore ordinario all’Università della Calabria, autore e curatore del “Vocabolario calabro. Laboratorio del vocabolario etimologico calabrese”, tra i più completi strumenti scientifici per lo studio del patrimonio linguistico regionale

Avv. Paolo Maria Gemelli, cassazionista e docente di diritto penale dell’economia, figlio di Salvatore Gemelli, biografo di Gerhard Rohlfs, che ha avuto modo di conoscere sin dall’infanzia, raccogliendone testimonianze e aneddoti legati alla ricerca linguistica e ai dialetti dell’Italia meridionale

Avv. Francesco Maria Spanò, scrittore, studioso della storia calabrese e della Magna Grecia, autore di numerosi lavori sulle tradizioni culturali del territorio, Direttore dell’Area Culture & Identity Development della LUISS

Elisabetta Mirarchi, giornalista RAI dal 1997, ha lavorato al Tg1 nelle redazioni cronaca e società. Dal 2009 è autrice di documentari e inchieste per Tv7 e Speciale Tg1, dove cura da oltre dieci anni la rubrica poetica “Suggestioni”. In precedenza ha collaborato con la Repubblica e Paese Sera

Modera: Avv. Maria Rosaria Bruno

Il momento audiovisivo

“Uno cento mille dialetti” di Elisabetta Mirarchi

Realizzato per TV7 (Rai1), il reportage racconta la straordinaria varietà linguistica della Calabria, una regione in cui convivono centinaia di dialetti, ciascuno portatore di una storia e di un’identità specifica.

Attraverso testimonianze, studiosi e comunità locali, il lavoro restituisce la complessità di un patrimonio linguistico spesso marginalizzato, ma ancora profondamente vitale.

Interventi artistici e momenti performativi

Esposizione delle opere del Maestro orafo Rocco Epifanio

Interventi musicali del Maestro Alberto Sorrentino

Informazioni

centroculturaleconnessioni@gmail.com

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Patir 2026. Scriptoria, luoghi di sapere tra passato e futuro

Dal 22 al 24 maggio, Corigliano-Rossano tornerà a essere crocevia di idee, storie e visioni con la quinta edizione di Patir, l’open lab culturale che quest’anno sceglie un tema tanto antico quanto attuale, la scrittura.

Non si tratta semplicemente di un argomento, ma di una vera chiave interpretativa. “Scriptoria” – questo il titolo dell’edizione 2026 – diventa il filo rosso che attraversa secoli di storia e arriva fino alle sfide contemporanee, dove carta, inchiostro e codice digitale si incontrano e si interrogano.

Corigliano-Rossano costruisce la propria identità proprio attorno alla scrittura, intesa come gesto culturale e strumento di connessione tra mondi. Qui convivono testimonianze straordinarie: dalle preziose pagine del Codex Purpureus Rossanensis, riconosciuto patrimonio UNESCO, fino alla figura di San Nilo, maestro calligrafo e punto di riferimento spirituale e culturale.

E poi ancora gli amanuensi dell’Abbazia di Santa Maria del Patire, custodi silenziosi di saperi che, dagli scriptoria monastici, hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Oriente. Un’eredità che prosegue idealmente nel Rinascimento con Giambattista Palatino, raffinato letterato e innovatore della calligrafia, considerato tra i precursori della comunicazione moderna.

Sono questi i “segni” che oggi permettono di leggere la città come un laboratorio vivente della scrittura, capace di intrecciare Oriente e Occidente mentre si confronta con l’era degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale.

Patir si conferma come uno spazio dinamico di ricerca e confronto, un’officina culturale che parte dal patrimonio – materiale e immateriale – per generare nuove prospettive. L’obiettivo è chiaro: costruire un dialogo fertile tra discipline, esperienze e sensibilità diverse.

Durante le tre giornate, il pubblico sarà accompagnato in un percorso itinerante che unisce luoghi simbolo e riflessioni contemporanee. Dal complesso monastico affacciato sulle alture della Sila Greca fino ai centri della vita culturale cittadina, ogni tappa diventa occasione di incontro tra intellettuali, artisti, giornalisti, istituzioni e realtà del terzo settore.

Il progetto si sviluppa lungo tre assi fondamentali: patrimonio, visioni e comunità. Una struttura che consente di tenere insieme memoria storica e progettualità, radicamento territoriale e apertura al mondo.

Non è un caso che il titolo “Scriptoria” richiami proprio gli spazi monastici in cui il sapere veniva copiato, tradotto e tramandato. È da lì che prende forma l’idea di una cultura come processo vivo, in continua trasformazione.

Le edizioni precedenti hanno affrontato temi come il complesso del Patire e il suo rapporto con il territorio, il monachesimo italo-greco, il Mediterraneo e i percorsi per la pace. Un percorso coerente che trova oggi nella scrittura una sintesi potente.

Al centro di tutto c’è l’associazione Rossano Purpurea, motore dell’iniziativa e punto di riferimento per la progettazione culturale del territorio. Nel tempo, Patir è diventato un appuntamento stabile e riconosciuto, sostenuto anche dall’amministrazione comunale.

Come sottolinea la presidente Alessandra Mazzei, il valore dell’evento risiede soprattutto nella sua natura partecipativa: un lavoro collettivo che nasce dal dialogo e si nutre del confronto tra realtà diverse – scuole, università, istituzioni, artisti, associazioni, mondo ecclesiastico e società civile.

L’idea è quella di una cultura non come punto d’arrivo, ma come processo in continuo movimento: uno spazio critico capace di rimettere in discussione certezze e generare nuove domande. Una cultura intesa come energia condivisa, lontana da ogni forma di esclusività.

Il metodo di Patir è chiaro: partire dalle radici per immaginare il futuro, attraversando con consapevolezza il presente. Un approccio che punta a tradurre la riflessione culturale in azioni concrete, orientate al bene comune e guidate da scelte etiche.

Vista da questa prospettiva, la scrittura supera la dimensione del ricordo e si delinea come strumento attivo di costruzione. Non è soltanto traccia del passato, ma pratica in divenire, capace di trasformarsi nel tempo senza perdere la propria forza, che è quella di mettere in relazione mondi diversi e preservare radicate identità culturali. 

 

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VESA presenta Dubai Tourism Endorsed Art Cars al World Token Summit 3.0 X TheBlock. Fest

Serie su commissione approvata dal turismo di Dubai apre il dibattito sulla tokenizzazione dell’arte fisica di alto valore.

Mentre Dubai continua a consolidare il proprio status come principale hub mondiale per l’economia digitale e l’innovazione creativa, VESA, uno dei pionieri originali che operano all’intersezione tra arte fisica e provenienza digitale, presenterà la sua serie Art Cars al World Token Summit 3.0 X TheBlock. Fest, che si terrà presso TheBlock. Street e 25 Jump Street, One Central, il 29 e 30 aprile 2026. Il progetto è presentato in collaborazione con il Dubai Blockchain Centre e gode del patrocinio del Dubai Tourism.

Ogni Art Car è una commissione su misura: pittura a olio e fotografia vengono composte digitalmente in un’opera originale, poi prodotta in scala veicolare e applicata sull’auto. L’opera fisica si muove attraverso le città. La sua documentazione si muove attraverso le reti. La domanda che questo progetto porta al summit è la stessa su cui il summit si fonda: come può un asset fisico di alto valore garantire lo stesso livello di verificabilità e trasferibilità di uno digitale?

Questa è la “sovranità dei materiali” come questione viva, non come risposta già definita. VESA ci sta lavorando da vent’anni.

Perché è rilevante in questo summit
La maggior parte delle discussioni sulla tokenizzazione degli asset del mondo reale parte da strumenti finanziari, immobili o materie prime. Le Art Cars introducono una sfida diversa: cosa succede quando l’asset fisico è un’opera d’arte unica, con una propria profondità compositiva, una storia istituzionale e una relazione con il collezionista?

La posizione di VESA è deliberatamente agnostica rispetto alla blockchain. La provenienza di ogni Art Car sarà stabilita on-chain in dialogo con il suo collezionista, sulla blockchain che quel collezionista utilizza e considera affidabile. Non si tratta di un problema irrisolto, ma di una scelta di principio: l’asset non dovrebbe essere vincolato a un’infrastruttura che il collezionista non ha scelto. È il collezionista a detenere la sovranità su come l’opera viene registrata, non l’artista né la piattaforma.

VESA ha presentato questo lavoro al Dubai Museum of the Future, esposto all’Institut du Monde Arabe di Parigi e ad Art Dubai, e ha ricevuto commissioni tra cui un ritratto del Ministro della Salute degli Emirati Arabi Uniti. Le Art Cars sono state documentate dalla stampa internazionale, da Forbes a BBC World, e diffuse globalmente come immagini mentre le opere fisiche si muovono attraverso le città. Questo è ciò che appare la convergenza tra fisico e digitale quando è costruita su una sostanza artistica, piuttosto che sulla speculazione.

Un’esperienza di punta al World Token Summit X TheBlock. Fest
Le Art Cars saranno presentate come elemento centrale di TheBlock. Fest, il festival dell’ecosistema che si svolge parallelamente al World Token Summit 3.0. L’esperienza va oltre i veicoli stessi. All’interno della conferenza, schermi di grande formato raccontano l’intera storia di ogni opera: il materiale di partenza, i livelli compositivi, il processo di produzione e il modello di provenienza. Ciò che l’auto esprime come superficie fisica, gli schermi lo sviluppano in profondità.

I partecipanti potranno:

  • Osservare i veicoli come opere commissionate a grandezza naturale all’interno dell’ambiente del festival.
  • Seguire la narrazione stratificata di ciascuna opera sugli schermi della conferenza: dalla composizione iniziale alla produzione fisica, fino al modello di provenienza che accompagnerà l’opera nelle mani del suo collezionista.
  • Interagire direttamente con VESA sul significato pratico della provenienza “chain-agnostic” per le commissioni artistiche di alto livello e su ciò che le Art Cars dimostrano riguardo alla convergenza tra asset fisici e digitali nel contesto di opere individuali di alto valore.

«Sto lavorando verso questo obiettivo da vent’anni. L’auto è un originale fisico. La questione di come la sua provenienza esista on-chain non è un problema tecnico. È una questione di chi detiene la sovranità sul registro. La mia risposta è: il collezionista. Lo definiamo insieme, sulla blockchain di cui si fida. Questa conversazione è esattamente il motivo per cui esiste questo summit», ha dichiarato VESA.

Informazioni su World Token Summit 3.0 X TheBlock. Fest
Il World Token Summit 3.0 X TheBlock. Fest è il principale evento globale dedicato all’evoluzione della tokenizzazione, degli asset digitali e dell’economia Web3. In collaborazione con TheBlock., l’evento trasforma il corridoio tecnologico di Dubai in un ambiente immersivo per fondatori, investitori e regolatori.

Informazioni su VESA
VESA è un artista digitale di fama internazionale e un pioniere nel campo della crypto-art. Il suo lavoro è stato presentato a livello globale, colmando il divario tra le belle arti tradizionali e i nuovi scenari emergenti e blockchain.

Informazioni su Dubai Blockchain Centre
Il Dubai Blockchain Centre è il principale hub per l’educazione, la ricerca e l’adozione istituzionale della blockchain in Medio Oriente.

Informazioni su TheBlock.
TheBlock. è la capitale degli asset virtuali, con sede a Dubai. Connette fondatori, regolatori, investitori e istituzioni all’interno dell’ecosistema degli asset digitali. TheBlock. supporta l’intero ciclo di vita della tokenizzazione degli asset reali, dalla strutturazione e progettazione della tokenomics fino all’accesso agli investitori, alle quotazioni e alla crescita post-listing. Attraverso il suo ecosistema, le aziende accedono a reti di capitale, partnership strategiche, visibilità mediatica ed eventi di settore progettati per accelerare l’adozione globale degli asset tokenizzati.

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VESA Presents Dubai Tourism Endorsed Art Cars at World Token Summit 3.0 X TheBlock. Fest

Dubai Tourism-endorsed commission series opens conversation on tokenizing serious physical art

 

As Dubai continues to solidify its status as the world’s leading hub for the digital economy and creative innovation. VESA, one of the original pioneers working at the intersection of physical art and digital provenance, will present his Art Cars series at the World Token Summit 3.0 X TheBlock. Fest, taking place at TheBlock. Street, and 25 Jump Street, One Central on April 29th and 30th, 2026. The project is presented in collaboration with the Dubai Blockchain Centre and carries the endorsement of Dubai Tourism.

Each Art Car is a bespoke commission: oil painting and photography composed digitally into an original work, then produced at vehicle scale and wrapped across the car. The physical work moves through cities. The documentation of it moves through networks. The question this project brings to the summit is the one the summit is built around: how does a serious physical asset carry the same verifiability and transferability as a digital one?

 

This is Materials Sovereignty as a live question, not a resolved answer. VESA has been building toward it for twenty years.

Why This Matters at This Summit

Most conversations about tokenizing real-world assets start with financial instruments, real estate, or commodities. The Art Cars introduce a different challenge: what happens when the physical asset is a unique work of art, with its own compositional depth, institutional history, and collector relationship?

VESA’s position is deliberately chain-agnostic. Provenance for each Art Car will be established on-chain in dialogue with its collector, on whichever chain that collector trusts and holds. This is not an unresolved problem. It is a principled stance: the asset should not be locked to infrastructure the collector did not choose. The collector holds sovereignty over how the work is recorded, not the artist and not the platform.

 

VESA has shown this work at the Dubai Museum of the Future, exhibited at the Arab World Institute in Paris and Art Dubai, and holds commissions including a portrait of the UAE Minister of Health. The Art Cars have been documented by international press from Forbes to BBC World, and circulated globally as images while the physical works move through cities. This is what physical-digital convergence looks like when it is built on artistic substance rather than speculation.

A Flagship Experience at World Token Summit X TheBlock. Fest

The Art Cars will be positioned as a centrepiece of TheBlock. Fest, the ecosystem festival running alongside World Token Summit 3.0. The experience extends beyond the vehicles themselves. Inside the conference, large-format screens carry the full story of each work: the source material, the composition layers, the production process, and the provenance model. What the car carries as a physical surface, the screens unfold as depth.

 

Attendees will be able to:

  • View the vehicles as full-scale commissioned works within the festival environment.
  • Follow the layered story of each work on the conference screens: from source composition through physical production to the provenance framework that will travel with the work into the hands of its collector.
  • VESA engages directly on what chain-agnostic provenance means in practice for serious art commissions, and what the Art Cars demonstrate about physical-digital asset convergence at the level of individual, high-value works.

“I have been building toward this for twenty years. The car is a physical original. The question of how its provenance lives on-chain is not a technical problem. It is a question about who holds sovereignty over the record. My answer is: the collector does. We establish that together, on the chain they trust. That conversation is exactly what this summit is for.” said VESA

About World Token Summit 3.0 X TheBlock Fest

The World Token Summit 3.0 X TheBlock Fest is the premier global event focused on the evolution of tokenization, digital assets, and the Web3 economy. In partnership with TheBlock., the event transforms Dubai’s tech corridor into an immersive environment for founders, investors, and regulators.

About VESA

VESA is a world-renowned digital artist and pioneer in the crypto-art space. His work has been featured globally, bridging the gap between traditional fine art and the emerging and blockchain landscapes.

About Dubai Blockchain Centre

Dubai Blockchain Centre is the leading hub for blockchain education, research, and institutional adoption in the Middle East.

About TheBlock.

TheBlock. is the capital of virtual assets, headquartered in Dubai. It connects founders, regulators, investors, and institutions across the digital asset ecosystem. TheBlock. supports the full lifecycle of real world asset tokenization, from structuring and tokenomics design to investor access, listings, and post listing growth. Through its ecosystem, companies gain access to capital networks, strategic partnerships, media visibility, and industry events designed to accelerate the adoption of tokenized assets globally.

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Dal patrimonio artistico alla dimensione digitale. Dubai celebra i 50 anni del DIAC

A Dubai, nell’aprile 2026, arte e innovazione si incontrano in un contesto che racconta una città in continua trasformazione. Il TheBlock Festival, in dialogo con il World Token Summit 3.0, accoglie le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Dubai International Art Centre, una delle istituzioni più radicate nella storia culturale degli Emirati Arabi Uniti.

Fondato nel 1976, il Dubai International Art Centre ha accompagnato per decenni la crescita della scena artistica locale, diventando un punto di riferimento per artisti di diverse generazioni e provenienze. Il traguardo dei cinquant’anni assume oggi un valore simbolico che si estende oltre la memoria, aprendo una riflessione sul presente e sulle direzioni future della produzione artistica.

All’interno del festival e del summit, questa ricorrenza trova una nuova dimensione, inserendosi in un ecosistema dedicato alla trasformazione digitale e alla cultura degli asset virtuali. Il risultato è un dialogo tra linguaggi che appartengono a tempi diversi ma che condividono lo stesso spazio creativo. La pittura, il disegno e le pratiche tradizionali si confrontano con strumenti digitali, ambienti immersivi e logiche legate alla blockchain.

Il percorso espositivo ripercorre l’evoluzione dell’arte a Dubai dagli anni Settanta a oggi, offrendo uno sguardo stratificato su una scena in costante espansione. Accanto alle opere, trovano spazio momenti di pratica e confronto. Dimostrazioni dal vivo restituiscono il valore del gesto e della tecnica, mentre workshop collaborativi aprono a nuove possibilità, dove la dimensione fisica dell’opera entra in relazione con quella digitale e con i sistemi on chain.

In questo contesto si inserisce anche il Global Panorama Project, iniziativa legata al Climate Institute e promossa dall’UNESCO, che contribuisce a portare al centro il rapporto tra arte, tecnologia e sostenibilità. Il progetto amplia ulteriormente la prospettiva, suggerendo una visione in cui la produzione artistica si intreccia con le grandi questioni globali.

Il World Token Summit 3.0 fa da sfondo a questo scenario, riunendo figure provenienti dal mondo della tecnologia, della finanza e della cultura. Qui il tema della tokenizzazione delle opere introduce nuove riflessioni sulla proprietà, sulla tracciabilità e sulle forme di valorizzazione dell’arte contemporanea. Si tratta di dinamiche che stanno ridefinendo il mercato e il modo in cui le opere vengono concepite, scambiate e collezionate.

TheBlock, con sede a Dubai, si inserisce in questo processo come piattaforma capace di connettere attori diversi, facilitando l’incontro tra creatività e infrastrutture digitali. L’integrazione tra questi ambiti prende forma in un evento che unisce visione culturale e sviluppo tecnologico, offrendo uno spazio in cui osservare da vicino le trasformazioni in atto.

A completare l’esperienza contribuisce anche la collaborazione con Tripy, che accompagna i visitatori nella fruizione del summit e degli eventi collegati, rendendo più accessibile un programma articolato e internazionale.

Il cinquantesimo anniversario del Dubai International Art Centre diventa così un momento di passaggio, in cui la storia si intreccia con nuove prospettive. Dubai si conferma un luogo in cui linguaggi differenti trovano un punto di contatto, dando forma a una narrazione contemporanea che tiene insieme memoria, sperimentazione e visione.

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Divagazioni sull’arteSegnalazione Eventi

Debora Pellegrini presenta la collezione “Arancia & Geisha” a Roma.

L’alta moda in vetrina, la collezione di kimono “Arancia & Geisha”, della Zadéf Design, il brand di Debora Pellegrini e delle figlie Francesca e Zaira Pennini, è stata presentata a Roma, indissolubilmente legata alla scenografia della Città eterna ed in particolare di Palazzo Valentini  dove si è svolto l’evento. L’ospite d’onore della sfilata, Anna Fendi, stilista e icona della moda italiana, protagonista della storia della maison Fendi e ambasciatrice del Made in Italy nel Mondo, è stata affiancata da volti noti dello spettacolo: Pippo Franco, Andrea Roncato e Adriana Russo. Madrina dell’evento, l’attrice Elena Russo.

Debora Pellegrini e Anna Fendi

 

Confezionati con procedimenti originali, perfezionando procedure e tecniche in un continuo fare, con l’uso di tessuti selezionati, come ci si aspetta per un abito sartoriale, i kimono “Arancia & Geisha” hanno attirato sull’atelier i riflettori degli operatori e della stampa di settore. La collezione si è distinta per originalità e ricerca, fondendo suggestioni calabresi con l’eleganza essenziale della tradizione giapponese per eccellenza. Le varie interpretazioni dei kimono presentati in occasione della sfilata romana, esplorano, infatti, l’eredità culturale del Sud, restituendo un rinnovato significato alla tradizione dell’Oriente. Il risultato, è una linea di capi versatili e contemporanei, pensati come espressione autentica di identità e libertà.  Il fascino che cela ogni kimono “Arancia & Geisha”, è origine di seduzione e mistero, ma, allo stesso tempo, perfetto per ogni occasione, perché si abbina con tutto, senza che l’innata eleganza sia mai compromessa. La Zadéf Design di Debora Pellegrini e di Francesca e Zaira Pennini, ha ben ponderato tutti i dettagli per la realizzazione dei kimono. Nell’atelier nulla è lasciato al caso, con tecniche da haute couture, più che da prêt-à-porter. La passerella di Palazzo Valentini è stata pervasa dall’incredibile universo del savoir-faire della Zadéf Design, dal linguaggio sartoriale contemporaneo che unisce culture, artigianato e modernità

Debora Pellegrini e Francesca Pennini
Kimono della Zadèf Design

Vision e mission di “Trame di colore, arte e moda in dialogo”, tra un susseguirsi di emozioni, passione, identità e suggestioni, è stata la sfilata della collezione di kimono “Arancia & Geisha”, curata dalla stilista Debora Pellegrini, founder del brand Zadef Design. Personalità, libertà e fascino senza tempo in passerella, quando le creazioni versatili e contemporanee dell’atelier Zadéf Design hanno preso vita indossati dalle modelle Tara Bou Farah, Yara Borrello, Mariapia Grossi, Francesca Pennini, Zaira Pennini, affiancate, in un momento particolarmente apprezzato dal pubblico, da Nicole Moscariello. Moda e glamour, una sfilata intensa, evocativa, quasi rituale. Con la collezione di kimono “Arancia & Geisha”, Zadéf Design esplora un must have contemporaneo, trasversale alle stagioni e agli stili, con capi facili da usare per vivacizzare look eclettici o casual, o per contrapporre più stili tra loro. Sempre ideali per rendere elegante ogni outfit. Alla moda, raffinati, di alta qualità e sofisticati, ma anche casual ed effortless, questa primavera i kimono “Arancia & Geisha” diventano il capo passe-partout più cool, che infonde un appeal diverso a qualsiasi look, da indossare nelle giornate in città come nelle notti d’estate off-duty. È questo che il pubblico chiede, e applaude le modelle e i capi della Zadéf Design nella sfilata romana

Kimono della Zadèf Design
Il maestro orafo Rocco Epifanio

L’evento “Trame di colore, arte e moda in dialogo”, promosso da Francesco Carpano, con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale, e organizzato dall’Associazione culturale “Art global”, è stato curato da Angiolina Marchese, direttore artistico, e da Rosanna Vetturini, art curator, in collaborazione con Laura Bruno, critico d’arte e Conny Caracciolo, stilista e attrice. Tra i diversi e qualificati ospiti si è apprezzata la presenza di Ada Alberti, astrologa, giornalista e attrice, Paolo Celli, il cuoco delle dive, e Nicole Moscariello, dirigente Mases. Nel corso dell’evento, i giornalisti, gli operatori del settore e il pubblico intervenuti alla manifestazione hanno potuto apprezzare l’atemporalità dell’arte nelle realizzazioni orafe di Rocco Epifanio, che ha premiato con le sue creazioni Anna Fendi e Pippo Franco, e ha realizzato i gioielli per la sfilata dei kimono, e nelle opere pittoriche di due artiste di livello internazionale: Tiziana Guerra, che trasforma emozioni e intuizioni in dipinti di grande intensità nel racconto di un coinvolgente percorso poetico, e Cristina Natale, pittrice e decoratrice, che, con luce e colori presenta viaggi emotivi e sensoriali che impreziosiscono residenze reali e istituzionali in tutto il Mondo. La live performance del soprano Ana Lushi ha accompagnato i vari momenti di “Trame di colore, arte e moda in dialogo”, amplificando la visione creativa e la dimensione emotiva della collezione di kimono “Arancia & Geisha” della stilista Debora Pellegrini. La conduzione di Claudio Germanò, autore, attore e speaker radiofonico, e Gigi Miseferi, personaggio televisivo e teatrale, ha accompagnato e coinvolto il numeroso pubblico. Photographer ufficiale dell’evento Max Sebastiani. Saluti istituzionali di Francesco Carpano, consigliere dell’Assemblea Capitolina, e Pietrangelo Massaro, vicepresidente del Consiglio del Municipio XII.

L'artista Tiziana Guerra con la sua opera
L'artista Cristina Natale con due sue opere
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Segnalazione Eventi

Un successo per la mostra “Dei luoghi e dello sguardo”. Grande partecipazione alla CathArt Gallery di Varese

La serata inaugurale dell’11 aprile ha segnato l’apertura ufficiale di “Dei luoghi e dello sguardo – Geografia della memoria”, la nuova mostra bipersonale ospitata presso la CathArt Gallery di Varese e curata da Carla Pugliano.

Fin dalle prime ore, lo spazio espositivo ha accolto un pubblico numeroso e partecipe. L’affluenza ha confermato l’attenzione crescente verso una programmazione che, nel tempo, ha costruito un rapporto solido con il territorio e con gli appassionati d’arte contemporanea. L’atmosfera si è rivelata fin da subito molto animata, attraversata da un interesse autentico e da una qualità di ascolto capace di accompagnare ogni momento della serata.

Il percorso espositivo ha trovato una risposta immediata nei visitatori. Le opere di Irene Das Neves e Marco Verdelli hanno attivato un dialogo continuo, non solo tra i due linguaggi, ma anche con il pubblico presente. La fotografia e la pittura hanno restituito visioni complementari, capaci di aprire riflessioni e conversazioni spontanee. Gli artisti hanno condiviso il proprio lavoro con disponibilità, dando vita a uno scambio diretto, mai formale, che ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente.

Particolarmente apprezzato l’intervento degli ospiti della serata, Samuele Corsalini e Francesco Gemmo. Il loro contributo ha introdotto il pubblico alla mostra con uno sguardo attento al legame tra identità territoriale e narrazione contemporanea. Le loro parole hanno offerto una chiave di lettura efficace, creando un ponte naturale tra le opere esposte e il contesto culturale di riferimento.

A guidare l’intera serata, Carla Pugliano, padrona di casa impeccabile, ha confermato ancora una volta la propria cifra professionale. La sua presenza si è distinta per misura, competenza e capacità di relazione. Ogni passaggio ha trovato un equilibrio preciso, ogni intervento si è inserito con coerenza all’interno di un progetto costruito con cura. La sua esperienza, unita a una visione curatoriale chiara, ha garantito una gestione fluida dell’inaugurazione e un dialogo costante tra artisti e pubblico.

“Dei luoghi e dello sguardo” si apre così sotto i migliori auspici. La mostra restituisce un confronto autentico tra due ricerche affini e autonome, capaci di trasformare paesaggi e scenari in tracce emotive e mappe interiori. Un progetto che trova nella relazione, nell’ascolto e nella qualità dello sguardo il proprio punto di forza, confermando la CathArt Gallery come uno spazio sempre più rilevante nel panorama artistico contemporaneo.

La mostra resta visitabile fino al 23 aprile 2026 presso la CathArt Gallery, a Varese, con ingresso da Via Salvo D’Acquisto. Apertura dal martedì al venerdì dalle 16:30 alle 18:30, il sabato dalle 10:30 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 18:30, la domenica dalle 15:30 alle 18:30. L’ingresso è libero. Un’occasione concreta per entrare in contatto diretto con un progetto espositivo che merita tempo e attenzione, all’interno di uno spazio che si distingue per qualità e per una visione curatoriale sempre attenta e riconoscibile.

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Giuseppina Irene GrocciaSegnalazione Eventi

“Animae Poetica” mostra personale di Giuseppina Irene Groccia

“Animae Poetica” mostra personale di Giuseppina Irene Groccia

Arte e poesia in dialogo al Vintage Café di Corigliano Rossano (CS)

Un intreccio di linguaggi, visioni e sensibilità darà vita a Animae Poetica, la mostra personale di Giuseppina Irene Groccia, in programma sabato 11 aprile 2026 alle ore 18, presso il Vintage Café artistico letterario di Ermelinda Pipieri a Corigliano Rossano, area urbana Corigliano, via Provinciale 13/15. Un progetto che unisce arte visiva e scrittura poetica, due espressioni della stessa ricerca interiore che, nella pratica dell’artista, si incontrano e si rispecchiano in un dialogo intimo e continuo.

La mostra presenta circa dieci opere di grande formato appartenenti alla serie Emotive Art, esito della più recente ricerca di Giuseppina Irene Groccia, in arte GiGro. In questo ciclo, l’artista sviluppa un linguaggio che, pur affondando le radici nella pittura, si apre a una rielaborazione  attraverso il digitale, mantenendo centrale il valore del colore e del gesto espressivo.

Il fulcro della ricerca è il ritratto, inteso come spazio emotivo e psicologico. I volti femminili, sospesi tra figurazione e astrazione, si trasformano in superfici narrative attraversate da segni, parole e interferenze cromatiche, dando forma a un immaginario intenso, capace di restituire la complessità dell’esperienza interiore.

Il colore assume un ruolo centrale e simbolico, amplificando l’emozione e costruendo campi visivi in risonanza con lo sguardo. Le opere si presentano così come spazi di attraversamento, in cui dimensione personale e universale si intrecciano, invitando chi osserva a riconoscersi e a sostare nell’immagine come luogo di percezione e condivisione.

È proprio per questo che le opere si prestano favorevolmente al confronto con i versi della stessa autrice, dando forma a un dialogo intimo tra immagine e parola.

Le opere non saranno semplicemente affiancate alle poesie, ma messe in relazione attraverso un attento lavoro di corrispondenze. Ogni quadro troverà la propria voce in un testo poetico coerente, dando vita a un momento unitario in cui immagine e parola si amplificano reciprocamente.

Questo format, voluto dall’artista, trova piena realizzazione grazie alla curatela poetica e al coordinamento di Giuseppe De Rosis, figura di spicco nel panorama culturale e letterario del territorio e protagonista di numerosi eventi poetici di rilievo. Con straordinaria sensibilità, De Rosis costruisce un percorso coerente tra opere e testi, mentre i dieci lettori – Placido Bonifacio, Angela Campana, Franco Cirò, Maria Curatolo, Giacomo Lauricella, Giusy Liguori, Dora Mauro, Lella Persiani, Ermelinda Pipieri, Ida Proto – selezionati con cura, accompagneranno il pubblico lungo questo percorso, dando voce alle parole e amplificando il legame con le immagini.

All’interno di questo intreccio tra linguaggi si inserisce anche la presenza scenica dell’abito “Galatea”, ispirato ai miti greci e alla figura della ninfa del mare, simbolo di purezza e trasformazione. Il nome richiama il termine greco gala, “latte”, e richiama la luminosità della pelle e la leggerezza della spuma marina. Realizzato dall’Associazione Ruskia, l’abito sarà indossato da una modella e diventerà parte integrante della narrazione della serata, stabilendo un legame tra arte, poesia e lettura in un unico flusso espressivo. Sarà presente Veronica Martino, presidente dell’associazione, a testimonianza di un lavoro che unisce artigianalità e attenta ricerca estetica.

Gli intermezzi musicali saranno affidati al giovane sassofonista Antonio Scarpello, che con il suo intervento contribuirà a creare un’atmosfera avvolgente e suggestiva, in sintonia con il tono dell’evento.

Ad accogliere il pubblico sarà Ermelinda Pipieri, padrona di casa e anima del Vintage Café, da sempre punto di riferimento per le espressioni artistiche e culturali del territorio. Attenta e sensibile nel dare voce a talenti emergenti e affermati, parteciperà attivamente alla serata anche come interprete nelle letture, unendo alla consueta ospitalità una presenza attiva e coinvolta.

Animae Poetica si offre come uno spazio di convergenza, in cui linguaggi e sensibilità distinte si incontrano nel tentativo di dare forma all’interiorità, restituendola come esperienza relazionale.

Al termine dell’evento, per chi desidera prolungare la serata, sarà possibile trattenersi previa prenotazione al numero 338.110 5572.

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