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Segnalazione Eventi

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CathArt Gallery presenta “DEI LUOGHI E DELLO SGUARDO”

CathArt Gallery presenta “DEI LUOGHI E DELLO SGUARDO” 

-Geografia della memoria: tra scenari urbani, paesaggi e approdi naturali-

 

Mostra bipersonale di IRENE DAS NEVES e MARCO VERDELLI 

 

A cura di Carla Pugliano 

Ospite Samuele Corsalini con Francesco Gemmo 

 

Inaugurazione: sabato 11 aprile 2026, ore 17:30 

Presso CathArt Gallery – Varese 

Ingresso da Via Salvo D’Acquisto 

«Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno…» — Cesare Pavese

DEI LUOGHI E DELLO SGUARDO” nasce dall’incontro autentico tra due personalità artistiche mosse da una stessa urgenza: attraversare i luoghi per coglierne l’essenza. Guardare un luogo non è mai un gesto neutro. È un incontro. E, come tutti gli incontri, lascia una traccia indelebile. È così che Marco Verdelli e Irene Das Neves dialogano con le loro opere, poiché entrambi celebrano i posti amati, reinterpretandoli e immortalando le vibrazioni che in loro hanno suscitato. Pittura e fotografia si sfiorano e si corrispondono in una tensione silenziosa, sospesa tra paesaggio naturale, contesto urbano e percezione viscerale. La realtà si traduce in una dimensione sensoriale: gli scenari, allora, smettono di essere sfondi. I luoghi diventano mappe emotive dove segni, silenzi e margini sono espressione dell’anima. 

Nelle opere fotografiche di Irene Das Neves il mare e le dune sono teatro di attimi rarefatti: onde che si frantumano nel vento, gabbiani irrequieti che si sollevano fino a confondersi l’uno nell’altro. Presenze solitarie scolpiscono tra le orme riflessioni fugaci, mentre uno specchio inatteso apre a giochi di piani e duplicazioni. Sono immagini in cui il movimento non è mai solo fisico, ma si fa campo di forza e libertà. A queste visioni si affiancano scene di vita immerse nel fascino della street art, dove il segno urbano si intreccia con l’esperienza quotidiana, rendendo lo spazio cittadino testimone di appartenenza e stratificazione visiva. L’istante, l’imprevisto, l’equilibrio precario e i gesti più semplici, rivelano un registro ironico e profondamente umano che trasforma una scena ordinaria in una narrazione potente.

Marco Verdelli si muove in una sfera più raccolta e viscerale. Il suo orizzonte creativo attraversa strati di storia, dalle antiche architetture del Sacro Monte di Varese ad altri contesti geografici suggestivi. Angoli intrisi di memoria, rielaborati come presenze interiori più che come vedute: qui la pittura di Verdelli si manifesta come atto diretto, intimo, quasi necessario. Verdelli dipinge nel cuore della notte, in una condizione di raccoglimento e concentrazione che accompagna il suo lavoro da molti anni. Solo recentemente ha scelto di condividere questa produzione, a lungo custodita come diario personale. Nei suoi acquerelli, gli scorci, i muri, i percorsi sacri emergono come apparizioni evanescenti, affidate a un segno essenziale che trattiene l’eco del tempo senza mai cedere alla descrizione. La luce non definisce i contorni, ma li suggerisce; le linee non si impongono, ma affiorano discrete in una trama percettiva profonda e silenziosa.

La bipersonale di Marco Verdelli e Irene Das Neves rivela un’affinità tra due linguaggi distinti, ma profondamente connessi, che si rispecchiano: da un lato il movimento e l’energia del reale, dall’altro la sua lenta interiorizzazione. 

Ad impreziosire l’evento sarà ospite Samuele Corsalini (Varese, 1991) noto autore e divulgatore culturale. Corsalini si occupa della valorizzazione della storia e dell’identità del territorio varesino attraverso progetti editoriali, incontri pubblici e attività di divulgazione. Ha scritto il volume Quel che non sai di Varese, legato ad un progetto omonimo che nasce nel 2024, dedicato alla scoperta delle storie, delle curiosità e di frammenti meno noti della città. Con il suo lavoro promuove una narrazione culturale partecipata, attenta al rapporto tra comunità, territorio e identità. Con lui sarà presente anche Francesco Gemmo, storyteller, portraiter e digital creator attivo nel settore turistico. Dal 2023 realizza contenuti dedicati a Varese e al suo territorio, unendo fotografia e interpretazione. Dal 2025 collabora al progetto Quel che non sai di Varese. 

NOTE SUGLI ARTISTI 

MARCO VERDELLI – Il paesaggio come ascolto interiore 

Marco Verdelli nasce a Varese nel 1957. Negli anni ’70 frequenta il Liceo Artistico Statale “Angelo Frattini” di Varese, dove sperimenta diverse tecniche pittoriche — olio, incisione, acqueforte, xilografia, china, pastello — fino a individuare nell’acquerello lo strumento più affine alla propria sensibilità. È seguito nella sua formazione dagli artisti del “Gruppo Montefeltro” (Cascioli, Cicoli, Galoppi, Paoli, Piersantini), sviluppando una particolare attenzione al colore, alla materia e all’equilibrio formale. Il legame con il territorio varesino è il fulcro della sua ricerca: colline, boschi, laghi, paesaggi naturali e sacri sono aperture di ascolto e riconciliazione con sé stesso. Verdelli osserva, interiorizza, restituendo sulla carta sensazioni più che immagini. La sua pittura è energia vitale, in cui ogni pennellata trattiene un’emozione.

IRENE DAS NEVES – La fotografia come poesia della memoria


Nata il 15 marzo 1956 a Setúbal, in Portogallo, Irene Das Neves risiede in Italia dal 1979 e vive a Varese, dove approfondisce la sua formazione in estetica applicata. Fin da sempre attratta dall’armonia delle forme e dai dettagli del vivente, trova nella fotografia il linguaggio privilegiato per esprimere la propria poetica. Quando fotografa, Irene svela la propria anima nascosta: l’ombra si fa luce, l’istante si dilata in eterno. I suoi scatti trasformano la realtà in poesia visiva, lasciando emergere percezioni intime e riflessi di reminiscenze. La fotografia è così uno strumento di indagine profonda, capace di restituire atmosfere e stati d’animo con autenticità e intensità.

La mostra è curata da Carla Pugliano, artista e fondatrice di CathArt Gallery. Di recente, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia, ha esposto alla 60a Biennale di Venezia,
alla XIV Florence Biennale ed è stata Premiata alla Camera dei Deputati. Dal 2025 è Consulente
artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea Ed. Giunti, che verrà presentato al MoMA di New York.

 

INFORMAZIONI SULL’EVENTO


Date mostra: 11 Aprile – 23 aprile 2026


🕰 Orari di apertura:
• Martedì – Venerdì: 16:30 – 18:30
• Sabato: 10:30 – 12:00 / 15:30 – 18:30
• Domenica: 15:30 – 18:30


🎙 Inaugurazione: sabato 11 Aprile 2026, ore 17:30


Luogo: CathArt Gallery, Varese
(Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)
🎟 Ingresso: libero

 


Contatti :
+39 392 8081554 myartcharlotte@gmail.com
https://carlapuglianoartist.com/cathart-gallery/
Facebook: CathArt Gallery
Instagram: @cathart_gallery

 

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Grande successo a Dubai per l’inaugurazione di The Bridge Art Gallery

Si è svolta con grande partecipazione di pubblico l’inaugurazione ufficiale di The Bridge Art Gallery, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea ideato da Alessio Paolo Musella, nel cuore di Dubai Hills, uno dei quartieri più dinamici e in espansione della città.

Fin dalle ore 19:00, un flusso costante di visitatori ha animato la galleria, con presenze distribuite lungo tutto l’arco della serata fino alle 23:00. La scelta di una fascia oraria ampia si è rivelata vincente, permettendo al pubblico di partecipare con flessibilità — prima o dopo cena — e favorendo un’esperienza più rilassata e un dialogo diretto e approfondito con le opere e i protagonisti della serata.

Numerosi gli ospiti intervenuti: collezionisti, artisti, professionisti del settore e conoscenze internazionali, insieme a operatori del mondo immobiliare e costruttori, con i quali sono stati avviati primi contatti per possibili collaborazioni. Tra le prospettive emerse, anche l’integrazione dell’arte nei progetti residenziali di alto livello, attraverso la proposta degli artisti rappresentati dalla galleria per l’allestimento di case e ville.

La serata è stata arricchita dalla presenza di una collettiva internazionale, concepita come elemento complementare all’inaugurazione della galleria. Gli artisti coinvolti, provenienti da contesti geografici diversi — tra cui Italia, India, Russia, Brasile, Porto Rico, Africa, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti — hanno contribuito a creare un dialogo multiculturale capace di rispecchiare il respiro globale della scena artistica contemporanea di Dubai.

Gli artisti presenti nella collettiva inaugurale sono:

Marco Host, Lorenzo Marini, Giuseppina Irene Groccia (GiGro), Lorenzo Malfatti, Lucrezia Coli (Margot), Serge Gauya, Suhtry Jhaveri, Carolina Sowa, Mariella Rinaldi, Giacomo Consigli, Carolina Curti, Valente Cancogni, The Materials (Alex Belli), Stefano Chiassai, Roberta Volpe, Kristel Bechara, Benito Macerata, Felipe Cardena e Ludmilla Radchenko

Particolarmente apprezzata dal pubblico è stata la scelta curatoriale di articolare lo spazio in due ambienti distinti, ciascuno con una propria identità visiva e narrativa.
Una sala luminosa, dominata dal bianco e da linguaggi più contemporanei e pop, e una sala più raccolta e scura, pensata come immersione nella memoria, nella materia e in una dimensione più introspettiva. Questa netta divisione ha facilitato la lettura delle opere, rendendo il percorso espositivo chiaro e coinvolgente.

Elemento distintivo dell’inaugurazione è stato anche l’approccio curatoriale, fortemente improntato al dialogo. Il pubblico ha mostrato particolare interesse per la modalità di racconto delle opere, caratterizzata da spiegazioni puntuali, aneddoti e approfondimenti capaci di avvicinare anche i non addetti ai lavori.

Si tratta di una pratica tipicamente italiana, ancora poco diffusa in molte realtà espositive locali, dove spesso l’esperienza si limita a una fruizione visiva in spazi ampi ma privi di mediazione. In questo contesto, l’approccio di Alessio Paolo Musella — basato su un racconto accessibile ma mai superficiale — è stato percepito come un valore aggiunto, contribuendo a rendere l’esperienza più coinvolgente e memorabile.

Con questa apertura, The Bridge Art Gallery si afferma fin da subito come un nuovo punto di riferimento per la scena artistica locale, capace di coniugare respiro internazionale e attenzione alla dinamica relazionale, ponendosi come un vero ponte tra artisti, pubblico e sempre nuove opportunità di collaborazione.

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“Seasons” inaugura alla Tobian Art Gallery. A Firenze una nuova mostra collettiva indaga il tempo interiore delle stagioni

Curata da Luciano Di Gianni, la collettiva “Seasons” porta alla Tobian Art Gallery di Firenze venti artisti italiani e internazionali in un percorso espositivo dedicato al tema universale del cambiamento.

Nel cuore di Firenze, città che più di ogni altra incarna la storia e il mito della tradizione artistica occidentale, sabato 14 marzo 2026 alle ore 18:00 si apre al pubblico la mostra collettiva “Seasons”, ospitata negli spazi della Tobian Art Gallery, nel suggestivo scenario dell’Oltrarno.

Inserita nel centro storico riconosciuto patrimonio mondiale dall’UNESCO, la galleria rappresenta una delle nuove realtà culturali che animano il panorama contemporaneo della città, proponendosi come luogo di incontro tra linguaggi artistici, culture e sensibilità provenienti da contesti differenti.

A curare il progetto espositivo è Luciano Di Gianni, giovane autore e curatore formatosi nel campo delle Nuove Tecnologie dell’Arte. La sua ricerca si sviluppa all’interno di un ambiente fortemente permeato dalla pratica artistica e dalla curatela contemporanea, elemento che ha contribuito alla costruzione di uno sguardo attento alle relazioni tra opera, spazio e pubblico.

Per questa occasione Di Gianni ha selezionato venti artisti italiani e internazionali, costruendo un percorso espositivo capace di alternare linguaggi astratti e figurativi, in un equilibrio pensato per offrire al visitatore una lettura ampia e articolata delle diverse poetiche contemporanee.

La selezione curatoriale riunisce:

Onesimo Avila Lara, Alice Baiardelli, Laura Bruno, Concetta Carleo, Lello D’Anna, Antonio De Chiara, Samantha De Lucchi, Linda Folha, Stefania Frigenti, Chiara Galioto, Giuseppina Irene Groccia, Joanna Jordanova, Giuseppe Nocerino, Valentina Porcelli, Giulia Reale, Dimitri Ross, Mara Rossoni, Hannah Jean Sans, Teresa Saviano, Regina Senatore, Barbara Spatuzzi, Sabrina Tortorella, Paolo Valerio, Carlo Gentile.

Luciano Di Gianni - Curatore e Vice presidente Flusso Contemporary Art

Il titolo della mostra, “Seasons”, introduce immediatamente il nucleo concettuale dell’esposizione, il tempo ciclico della natura come metafora della dimensione esistenziale. Le stagioni diventano così immagini simboliche delle trasformazioni interiori che attraversano ogni esistenza.

La primavera evoca il momento originario del desiderio e della nascita, quando nuove possibilità prendono forma; l’estate rappresenta la pienezza della presenza, la fase dell’energia vitale e della relazione con il mondo; l’autunno diventa il tempo della maturazione e della consapevolezza, in cui si impara a riconoscere ciò che è stato e ciò che deve essere lasciato andare; infine l’inverno, spesso interpretato come pausa o silenzio, si rivela invece uno spazio necessario di raccoglimento, preludio a una nuova trasformazione.

In questa relazione tra tempo naturale e tempo interiore, le opere esposte invitano il visitatore a riconoscersi nei cicli del cambiamento, trasformando la mostra in un luogo di riflessione sull’esperienza universale del divenire.

Ad accogliere questo percorso è la Tobian Art Gallery, progetto ideato dal fotografo italiano Giacomo Pirozzi, fondatore e direttore creativo dello spazio.

La sua ricerca fotografica si è formata attraverso una lunga esperienza internazionale che lo ha condotto in oltre centocinquanta paesi, anche nell’ambito di progetti realizzati con UNICEF e altre organizzazioni internazionali.

Nel corso di questi anni ha sviluppato una pratica fotografica radicalmente legata alle tematiche sociali, dando vita a numerosi progetti editoriali ed espositivi dedicati in particolare ai diritti dell’infanzia e alle dinamiche sociali globali.

 

Giacomo Pirozzi - Fondatore e direttore creativo della Tobian Art Gallery


La galleria nasce proprio da questa visione cosmopolita: uno spazio dedicato alle arti visive contemporanee e alla fotografia, pensato come piattaforma di scambio culturale e luogo di formazione. Accanto alle mostre, infatti, la programmazione include pubblicazioni specializzate e attività didattiche, tra cui workshop fotografici rivolti a bambini, giovani e adulti.


Con “Seasons”, la Tobian Art Gallery inaugura così un nuovo capitolo della propria attività espositiva, riaffermando il dialogo tra la storica eredità artistica di Firenze e le molteplici direzioni della creatività contemporanea.

SEASONS


📍 Tobian Art Gallery – Firenze
🗓 14 – 22 marzo
🎉 Vernissage: 14 marzo, ore 18:00
👥 20 artisti dall’Italia e dall’estero
🎨 A cura di Luciano Di Gianni

Ingresso libero.

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A Dubai nasce The Bridge Art Gallery di Alessio Musella. Opening night con una grande mostra collettiva

Dubai, Emirati Arabi Uniti — 16 marzo 2025

Nel dinamico panorama artistico di Dubai apre le porte The Bridge Art Gallery, nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea e al dialogo culturale internazionale.

L’inaugurazione ufficiale si terrà lunedì 16 marzo, dalle ore 19 alle 23, presso la sede della galleria in Acacia A, Dubai Hills Park.

La serata di apertura sarà accompagnata da una prima mostra collettiva che riunisce artisti provenienti da diversi contesti creativi e linguaggi espressivi, offrendo una panoramica eterogenea sulla ricerca artistica contemporanea.

Il progetto espositivo prende forma attorno al tema “Quando tutto sembra diventare buio, i colori dell’arte illuminano”, un concept che riflette sul ruolo dell’arte come spazio di luce e riflessione in un’epoca segnata da profonde trasformazioni e incertezze globali. Attraverso pittura, ricerca materica e sperimentazione visiva, la mostra mette in dialogo visioni e sensibilità differenti, trasformando la galleria in un vero e proprio ponte tra artisti e pubblico.

Gli artisti presenti nella collettiva inaugurale sono:


Marco Host, Lorenzo Marini, Giuseppina Irene Groccia (GiGro), Lorenzo Malfatti, Lucrezia Coli (Margot), Serge Gauya, Suhtry Jhaveri, Carolina Sowa, Mariella Rinaldi, Giacomo Consigli, Carolina Curti, Valente Cancogni, The Materials (Alex Belli), Stefano Chiassai, Roberta Volpe, Kristel Bechara, Benito Macerata, Felipe Cardena e Ludmilla Radchenko

Il progetto della galleria nasce sotto la direzione artistica di Alessio Paolo Musella, che definisce l’apertura dello spazio come una scelta volutamente controcorrente. In un contesto in cui molte dinamiche contemporanee spingono verso l’isolamento, la creazione di un luogo fisico dedicato alla cultura rappresenta, secondo Musella, un gesto di fiducia nella funzione sociale dell’arte.

Richiamando il motto Memento audere semper, l’art director sottolinea come la galleria voglia configurarsi non solo come spazio espositivo, ma come luogo di osservazione e di incontro, capace di raccontare la genesi delle opere e costruire relazioni tra chi crea e chi guarda. In questa prospettiva, The Bridge Art Gallery nasce con l’obiettivo di diventare un punto di connessione tra esperienze artistiche e pubblico internazionale.

 


Opening Night

📍 The Bridge Art Gallery
Acacia A – Dubai Hills Park
📅
16 marzo 2025
🕖
19:00 – 23:00

RSVP: +971 56 847 7077

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ANDY WARHOL Ladies and Gentlemen ritorna dopo 50 anni

Ferrara si prepara ad accogliere tra qualche giorno un evento espositivo che si delinea al tempo stesso come celebrazione e rilettura critica di un momento fondamentale della storia dell’arte contemporanea. A cinquant’anni dalla storica mostra Ladies and Gentlemen, la città rende omaggio a Andy Warhol riproponendo, nelle sale di Palazzo dei Diamanti, dal 14 marzo al 19 luglio 2026, una  rievocazione di quel progetto espositivo che negli anni Settanta aveva segnato un passaggio decisivo nella poetica dell’artista.

La mostra Andy Warhol. Ladies and Gentlemen, ideata e organizzata da Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara, con il prestigioso sostegno dell’Andy Warhol Museum, propone una ricostruzione immersiva della celebre esposizione presentata dall’artista tra il 1975 e il 1976. Il progetto, curato da Chiara Vorrasi, riunisce oltre centocinquanta opere tra acrilici su tela, disegni, serigrafie e fotografie Polaroid provenienti da importanti musei e collezioni private europee e americane, offrendo al pubblico un viaggio articolato nell’universo della ritrattistica warholiana.

Se la stagione più nota della ricerca warholiana era stata dominata dall’immaginario della celebrità — dalle icone cinematografiche come Marilyn Monroe alle figure pubbliche della politica e della cultura di massa — la serie Ladies and Gentlemen rappresenta un significativo spostamento di prospettiva. In questi lavori Warhol abbandona temporaneamente il pantheon delle star internazionali per rivolgere lo sguardo verso una realtà marginale ma carica di vitalità espressiva: quella delle drag queen afroamericane e portoricane della scena underground newyorkese

Il gesto non è soltanto iconografico, ma profondamente concettuale. Attraverso la consueta grammatica visiva fatta di colori acidi, contrasti grafici e reiterazioni seriali, l’artista conferisce monumentalità a figure fino ad allora rimaste ai margini della rappresentazione ufficiale. I volti truccati, le pose teatrali e la sensualità ostentata diventano così strumenti di una nuova narrazione dell’identità, in cui il confine tra autenticità e costruzione performativa appare volutamente instabile.

Ne emerge una galleria di effigi vibranti e seducenti, sospese tra glamour e provocazione, che sembrano anticipare molte delle sensibilità estetiche e culturali del nostro tempo. In queste immagini Warhol coglie infatti il potenziale simbolico della performance di genere e della contaminazione culturale, temi che oggi occupano una posizione centrale nel dibattito artistico e sociale.

La mostra ferrarese non si limita tuttavia a ricostruire l’atmosfera della storica esposizione degli anni Settanta. Accanto al nucleo dedicato alla serie Ladies and Gentlemen, il percorso propone una più ampia ricognizione nell’universo della ritrattistica warholiana, mettendo in dialogo alcune delle immagini più emblematiche prodotte tra gli anni Sessanta e Ottanta. Dalle celebri effigi di Mao Zedong, nelle quali l’iconografia politica viene trasfigurata in oggetto pop, fino ai ritratti di protagonisti della scena musicale e dello spettacolo come Mick Jagger, Liza Minnelli e Grace Jones, emerge con chiarezza la capacità dell’artista di trasformare il volto umano in un potente dispositivo visivo.

Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross), 1975

Attraverso la serigrafia, la fotografia istantanea e l’uso sperimentale di tecnologie allora emergenti — come la celebre Polaroid — Warhol reinventa infatti il ritratto tradizionale, appropriandosi dei codici della comunicazione di massa e traducendoli in linguaggio artistico. Il risultato è un’immagine che non si limita a rappresentare il soggetto, ma ne amplifica la dimensione simbolica, trasformandolo in icona.

In questa prospettiva, anche gli autoritratti che chiudono il percorso assumono un valore emblematico. L’artista applica a se stesso lo stesso processo di costruzione visiva riservato alle celebrità, mettendo in scena la propria immagine come un simulacro mediatico. Il volto di Warhol diventa così maschera, superficie, segno riproducibile all’infinito.

La rievocazione ferrarese di Ladies and Gentlemen si propone quindi non solo come un omaggio a uno dei protagonisti più influenti del Novecento, ma come un’occasione per interrogare l’attualità della sua ricerca. Le immagini concepite da Warhol negli anni Settanta — tra artificio, spettacolo e identità fluida — sembrano infatti anticipare la cultura visiva contemporanea, in cui la costruzione pubblica del sé e la circolazione globale delle immagini sono diventate elementi centrali dell’esperienza sociale.

 

 

 

Informazioni e prenotazioni

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PRESENTATA ALLA “BIENNALE DI SONDRIO” LA SCULTURA “NIKE” DELL’ARCHITETTO-ARTISTA EMANUEL ACCIARITO.

Si è inaugurata il 28 febbraio 2026 la Biennale di Sondrio. L’iniziativa promossa dall’Associazione Progetto Alfa OdV è inserita all’interno del progetto “Oltre il limite: un palco sulle vette”, finanziato dalla Regione Lombardia e sostenuto da Pro Valtellina, Comune di Tirano, Comune e Provincia di Sondrio.

Castello Masegra, Palazzo Pretorio, Palazzo Muzio, Palazzo Bim e il Museo Musa sono i quattro siti dislocati sul territorio cittadino, coinvolti in questa maratona delle arti, cui allestimento diffuso, resterà aperto fino ad aprile.

Direttore artistico della Biennale Arte, il professore, storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso.

 

Tra i 300 partecipanti all’esposizione, anche l’architetto-artista Emanuel Acciarito, con tre sue sculture: “Ambito”, “Aeternitas presentate in anteprima lo scorso mese presso Palazzo Muzio e “Nike” in esposizione per la prima volta a Castello Masegra.

Con “Nike”, Acciarito omaggia a suo modo le trenta medaglie vinte dalla spedizione azzurra alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 che si sono appena concluse. E lo fa raffigurando la Dea delle Olimpiadi Nike, simbolo di vittoria, successo sportivo e velocità, in un processo creativo in cui l’immagine della mitologica figura viene stilizzata in un corpo architettonico attraverso una “pelle” creata con i cerchi olimpici e come un trofeo, presentata come simbolo di un trionfo conquistato in vetta.

 

 

Emanuel Acciarito

Atelier Creativo Acciarito

Studio di arte & architettura

Emanuelacciarito@gmail.com

www.acciarito.com                                                                    

                                    Phone 3477719697

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Silver Soul – Anime d’Argento. Olga Marciano protagonista a Le Stanze dell’Arte

Prosegue il programma de Le Stanze dell’Arte con Silver Soul – Anime d’Argento, appuntamento speciale in calendario sabato 28 febbraio alle ore 18.30 negli spazi di Palazzo Fruscione a Salerno. Protagonista dell’incontro sarà l’artista, organizzatrice e curatrice della rassegna Olga Marciano, che per questa occasione si pone al centro della scena con la sua più recente serie di lavori.

Il progetto, che unisce arti visive, teatro e musica, vedrà la partecipazione dell’attrice Cinzia Ugatti e del musicista e compositore Jacopo Martone, in un dialogo interdisciplinare coerente con lo spirito della rassegna. L’evento sarà accompagnato da un momento conviviale in cui il pubblico potrà sorseggiare tè in perfetta armonia con la poetica delle opere, incentrate proprio sulla reinterpretazione surreale della teiera.

La serie Silver Soul si distingue per una ricerca visiva raffinata e fortemente simbolica, in cui oggetti domestici di uso quotidiano, in particolare teiere e bollitori d’argento, vengono trasfigurati in presenze narrative e psicologiche. Nelle tele dell’artista il metallo lucente diventa superficie di riflessione reale e metaforica. I volti, spesso femminili o infantili, si fondono con l’oggetto in un equilibrio sospeso tra realtà e immaginazione.

La pulizia formale, la resa minuziosa delle texture e il sapiente uso della luce costruiscono composizioni in cui la morbidezza dell’umano dialoga con la precisione metallica. Ne emergono visioni dal carattere surreale e insieme intimista, dove temi come identità, introspezione e trasformazione prendono forma attraverso un linguaggio elegante e riconoscibile. Le figure sembrano abitare le teiere o emergere da esse, suggerendo dimensioni di contenimento e rivelazione, sogno e consapevolezza.

Anime d’argento, come le teiere e i volti eterei che popolano queste nuove tele in progress. Un omaggio alla grazia e alla forza nascosta nelle sfumature, nel silenzio e nella luce riflessa.

Silver Soul si prospetta così come molto più di una semplice presentazione, bensì un vero viaggio emotivo e percettivo, un passaggio di fase nel percorso dell’artista e un tributo alla materia fragile dell’anima, raccontata con lo sguardo lucido di chi ha imparato a osservare il reale in profondità.

La serie apre inoltre a un nuovo e significativo sviluppo espositivo. Il prossimo appuntamento vedrà infatti Olga Marciano protagonista della mostra personale “Sguardi (Looks)”, realizzata con il patrocinio e la firma del collezionista Christian Levett,  e in programma ad aprile presso il British Institute of Florence  a Firenze. Il progetto presenterà opere differenti rispetto alla serie Silver Soul, della quale saranno inclusi soltanto due lavori selezionati.

Un progetto carico di significato e prospettiva, destinato a segnare una nuova tappa nella ricerca dell’artista.

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Grande successo per la quinta edizione de Le Stanze dell’Arte a Palazzo Fruscione

La pioggia non ha fermato l’entusiasmo, nonostante le condizioni meteo avverse, che tradizionalmente avrebbero visto l’inaugurazione svolgersi all’esterno, la serata di apertura della quinta edizione de Le Stanze dell’Arte si è tenuta interamente all’interno dell’ingresso di Palazzo Fruscione, nel cuore di Salerno. La scelta, dettata dalle circostanze, ha regalato all’evento un’atmosfera ancora più intima e raccolta, resa particolarmente calda e coinvolgente dalla presenza del Coro T’Incanto.

L’evento, ideato e diretto dall’artista salernitana Olga Marciano, ha preso ufficialmente avvio il 20 febbraio 2026, distinguendosi ancora una volta per il suo format unico e immersivo. Ogni artista abita una stanza, trasformando lo spazio in un ambiente narrativo personale capace di restituire in modo completo la propria poetica.

Fin dalle prime battute, la manifestazione ha registrato una grandissima affluenza. Dopo il momento inaugurale, i numerosi visitatori si sono addentrati lungo le scale del palazzo, distribuendosi sui tre diversi piani per visitare le varie stanze degli artisti.

Il progetto vede la partecipazione di 25 artisti, ognuno impegnato nell’interpretazione personale dello spazio assegnato: Laura Bruno, Anna Ciufo, Lello D’Anna, Antonio De Chiara, Dario Di Martino, Roxana Esposito, Maria Fontanella, Stefania Frigenti, Anna Nuzzo Grisabella, Giuseppina Irene Groccia, Elena Lembo, Olga Marciano, Antonio Mariconda, Nicola Pellegrino, Anna Quaglia, Giulia Reale, Maria Scotti, Regina Senatore, Pasquale Siano, Barbara Spatuzzi, Sabrina Tortorella, Silvana Valese.

La scelta curatoriale di proporre mostre personali ha consentito al pubblico di cogliere con chiarezza e profondità la cifra espressiva di ciascun autore, favorendo l’esperienza di una visita attenta e maggiormente immersiva.

Il Coro T’Incanto, diretto dal Maestro Antonella Zito

A impreziosire l’apertura è stata la performance del coro, diretto dal M° Antonella Zito, con l’accompagnamento di Roberto Marino al pianoforte e Biagio Marinelli alle percussioni. L’ensemble si è distinto per qualità esecutiva e capacità di coinvolgimento, arricchendo ogni brano di musica leggera proposto con puntuali spiegazioni introduttive che hanno guidato l’ascolto del pubblico.

La presentatrice Concita De Luca ha guidato la serata con professionalità ed eleganza, mettendo in luce gli elementi qualificanti dell’iniziativa e accompagnando il pubblico attraverso i momenti salienti dell’inaugurazione, valorizzandone con sensibilità i tratti distintivi.

A seguire, la parola è passata alla direttrice artistica Olga Marciano, che ha illustrato il format della rassegna e ringraziato gli artisti coinvolti, sottolineando la volontà del progetto di costruire spazi aperti di dialogo tra linguaggi diversi.

Momento centrale della serata è stata la consegna del Premio Le Stanze dell’Arte 2026 alla Prof.ssa Anna Bisogno, docente presso Università Mercatorum. Nel suo intervento, la premiata ha evidenziato il significato profondo del format delle “stanze”, interpretate non come confini ma come ampi spazi di libertà e di espansione della creatività.

L’Assessore al Turismo della Regione Campania, On. Enzo Maraio, ha accompagnato la consegna con parole di grande apprezzamento, dichiarandosi felice e orgoglioso di premiare una salernitana capace di portare la cultura oltre i confini territoriali con elevata professionalità. Nel suo intervento ha inoltre ricordato come la prima mostra realizzata subito dopo il restauro di Palazzo Fruscione fosse proprio legata a un progetto di Olga Marciano, figura da tempo connessa alla storia espositiva della struttura.

Istituito nella precedente edizione, quando il riconoscimento fu assegnato al musicista e compositore Antonio Onorato, il premio si conferma come un atto simbolico volto a valorizzare personalità capaci di generare connessioni autentiche tra arti visive, musica e cultura.

Giuseppina Irene Groccia, presidente di L’ArteCheMiPiace, media partner dell’evento, insieme a Luciano Di Gianni, vicepresidente di Flusso Contemporary Art.

Prima del momento conclusivo, la conduttrice Concita De Luca ha richiamato il patrocinio morale del Comune di Salerno, esprimendo riconoscenza ai partner che hanno sostenuto la manifestazione — BCC Scafati e Cetara – Gruppo BCC Iccrea, Tobian Art Gallery, Stilla Agrioil Italian Farm, la Scuola di pianoforte di Antonella Zito e Villa Matilde – Avallone — e ai media partner L’ArteCheMiPiace e ContempoArte Magazine, che hanno contribuito alla diffusione e alla valorizzazione sottolineando inoltre la presenza e il valore dei 25 artisti in mostra, protagonisti del percorso espositivo.

La serata si è conclusa in un clima di raffinata convivialità con la degustazione dei vini di Villa Matilde – Avallone, guidata dal sommelier Vladimiro Gennatiempo insieme al Wine Team. L’esperienza enogastronomica, arricchita da stuzzicherie d’aperitivo, ha suggellato l’evento in modo elegante e partecipato, offrendo agli ospiti un ulteriore momento di condivisione.

Con questa quinta edizione, Le Stanze dell’Arte conferma la propria identità di progetto espositivo maturo e riconoscibile, capace di coniugare qualità curatoriale, dialogo tra linguaggi e forte radicamento nel territorio, proiettandosi al contempo verso una dimensione sempre più ampia e contemporanea.

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“IL RITORNO DI EUTERPE” Mostra collettiva

IL RITORNO DI EUTERPE”

Mostra collettiva di Andrea Pedretti, Aurora Iogà, Barbara Grossato, Claudio Faschilli, Emanuele Grazioli 

A cura di Chiara Medolago

7 – 22 marzo 2026 Palazzo Furietti Carrara, Presezzo (BG)Ingresso libero

Dal 7 al 22 marzo 2026, le sale del piano nobile di Palazzo Furietti Carrara a Presezzo (BG) ospitano la mostra collettiva Il ritorno di Euterpe, un progetto espositivo che riunisce gli artisti Andrea Pedretti, Aurora Iogà, Barbara Grossato, Claudio Faschilli ed Emanuele Grazioli in un dialogo corale tra arti visive, spazio architettonico e memoria culturale.

L’esposizione si sviluppa all’interno degli ambienti restaurati del palazzo storico — includendo la piccola chiesa, il piano terra e gli spazi esterni durante gli eventi — e propone un percorso che indaga la “poesia corale” come forma visiva: una trama complessa di colori, materiali, tecniche e soggetti che si intrecciano in una ricerca di matrice genealogica e ancestrale.

Rivolgendosi simbolicamente alla Musa Euterpe, figura mitologica legata alla musica e all’armonia delle arti, la mostra invita il pubblico a interrogarsi sul significato contemporaneo della cultura e sulle sue connessioni interdisciplinari. Gli artisti non si limitano a presentare la propria ricerca individuale, ma instaurano un dialogo sensibile con il luogo che li accoglie, costruendo punti di contatto e parallelismi poetici tra opera e architettura, memoria e presente, identità e collettività.

Il progetto espositivo valorizza inoltre il recente restauro di Palazzo Furietti Carrara, che diventa parte integrante della narrazione artistica: un contenitore storico che si rinnova attraverso la presenza viva delle opere e degli interventi performativi.

Eventi collaterali

Sabato 7 marzo, ore 16.00 – Inaugurazione a cura di Chiara Medalogo, storico e critico d’arte

Domenica 15 marzo, ore 16.00 – Laboratorio creativo con Micaela Vernice

Sabato 21 marzo, ore 16.00 – Performance immersiva tra suoni, colori ed emozioni “In 4 Arti”, con E. Grazioli, G. Santangelo, M. Nicodemo


Orari di apertura

7 marzo: 15.30 – 18.30

Sabato e domenica: 10.00 – 12.30 e 15.30 – 18.30

22 marzo: 10.00 – 12.30

SedePalazzo Furietti CarraraPresezzo (Bergamo)

Ingresso libero

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Segnalazione Eventi

Le Stanze dell’Arte 2026. Dal 20 febbraio al via la quinta edizione a Palazzo Fruscione di Salerno

 

LE STANZE DELL’ARTE – V Edizione
Personali a Palazzo Fruscione

Rassegna d’arte contemporanea
A cura di Olga MARCIANO e Luciano DI GIANNI, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di FLUSSO Contemporary Art

📍 Palazzo Fruscione – Salerno
📅  20 Febbraio – 8 Marzo 2026
📌 Inaugurazione: venerdì 20 Febbraio 2026, ore 18:30
📍 Vicolo Adelberga, 19

Negli spazi storici di Palazzo Fruscione, a Salerno, prende vita dal 20 febbraio all’8 marzo 2026 la quinta edizione de Le Stanze dell’Arte, progetto espositivo che si distingue per un format unico: ogni artista abita una stanza, trasformando l’ambiente in un luogo narrativo, immersivo e personale.

Ideata e diretta dall’artista salernitana Olga Marciano, l’iniziativa costruisce un dialogo tra pittura, scultura e installazione, valorizzando la pluralità dei linguaggi e favorendo un’esperienza fondata sull’ascolto e sulla relazione. Il progetto gode del patrocinio morale del Comune di Salerno, rafforzando il legame tra ricerca artistica e territorio.

Artisti partecipanti:

Laura Bruno, Anna Ciufo, Lello D’Anna, Antonio De Chiara, Dario Di Martino, Roxana Esposito, Maria Fontanella, Stefania Frigenti, Anna Nuzzo Grisabella, Giuseppina Irene Groccia, Elena Lembo, Olga Marciano, Antonio Mariconda, Nicola Pellegrino, Anna Quaglia, Giulia Reale, Maria Scotti, Regina Senatore, Pasquale Siano, Barbara Spatuzzi, Sabrina Tortorella, Silvana Valese.

Stanza Collettiva:
Francesco Avvisati, Peppe Nocerino, omaggio a Maria Di Filippo.

PREMIO LE STANZE DELL’ARTE

Istituito nella scorsa edizione della rassegna — che ha visto la sua prima attribuzione al musicista e compositore Antonio Onorato — il Premio Le Stanze dell’Arte è un riconoscimento speciale dedicato a personalità che, attraverso il proprio percorso umano e professionale, hanno generato connessioni autentiche tra diversi linguaggi artistici, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’arte come esperienza condivisa.

Si configura come un atto simbolico che rafforza l’idea di una cultura in dialogo continuo, capace di attraversare discipline, luoghi e comunità, lasciando tracce durature nel tessuto culturale contemporaneo. Per ogni edizione, il premio viene attribuito a figure di alto profilo esterne al progetto espositivo, valorizzando la sinergia tra arti visive, musica e cultura, considerate non come ambiti separati ma come territori comunicanti.

PREMIO EDIZIONE 2026 AD ANNA BISOGNO

Nell’edizione 2026, il premio viene conferito alla Prof.ssa Anna Bisogno, docente di cinema, radio e televisione presso Università Mercatorum, per il suo significativo contributo alla crescita culturale e alla promozione di una visione dell’arte e dei media come territori di dialogo e contaminazione continua.

Il percorso di Anna Bisogno intreccia cinema, televisione, radio, piattaforme digitali e social network, restituendo loro una dimensione comune e profondamente connessa al tessuto sociale e culturale contemporaneo. La sua attività di ricerca, didattica e divulgazione ha contribuito allo sviluppo dei television studies e alla rilettura critica della storia della televisione italiana, valorizzandone il ruolo culturale e la funzione di ponte tra arti visive, musica, racconto e società.

Il riconoscimento verrà consegnato durante l’inaugurazione, sabato 20 febbraio 2026 alle ore 18:00, dall’Assessore al Turismo della Regione Campania, On. Enzo Maraio.

 

INAUGURAZIONE E PROGRAMMA DEL 20 FEBBRAIO 2026

Venerdì 20 febbraio, ore 18:30 – Inaugurazione

Presenta: Concita De Luca

Saluti: Olga Marciano, artista e direttore artistico della rassegna

Premio Le Stanze dell’Arte 2026 ad Anna Bisogno, conferito da On. Enzo Maraio

Performance musicale: Coro T’Incanto, diretto da M° Antonella Zito, con Roberto Marino (pianoforte) e Biagio Marinelli (percussioni)

Degustazione vini: Villa Matilde – Avallone, a cura del sommelier Vladimiro Gennatiempo con il Wine Team

La serata inaugurale segna l’inizio di un percorso espositivo immersivo, che privilegia il dialogo tra linguaggi diversi dell’arte contemporanea.

Programma espositivo e iniziative

La forza de Le Stanze dell’Arte risiede nel suo format innovativo: ogni artista dispone di una stanza dedicata, concepita per raccontare in modo completo la propria ricerca, tecnica e poetica. Questo approccio valorizza l’individualità creativa e favorisce il confronto tra espressioni artistiche differenti.

Novità dell’edizione 2026:

Una stanza collettiva dedicata ad artisti emergenti, per garantire visibilità e riconoscimento nel panorama dell’arte contemporanea.

Eventi speciali:
  • Sabato 28 febbraio: Silver Soul, progetto che unisce arti visive, teatro e musica.

L’artista Olga Marciano, l’attrice Cinzia Ugatti e il musicista Jacopo Martone guidano il pubblico in un’esperienza multisensoriale con momenti di convivialità, sorseggiando tè insieme.

  • Venerdì 6 marzo:

Ore 18:00 – Spoiler d’Artista: un format originale che svela ciò che di solito resta nascosto dietro l’opera.

Ore 19:30 – Il Fantasma del Palazzo: percorso suggestivo in cui la mostra si anima di presenze simboliche e inattese, creando un gioco tra spazio e opera.

  • Domenica 8 marzo: chiusura della rassegna con premiazione finale, consegna di attestati e catalogo, valorizzando il percorso creativo degli artisti e la partecipazione del pubblico.
Incontri paralleli:
laboratori di ceramica con Roxana Esposito, per approfondire la materia e le diverse tecniche artistiche.

Orari di apertura:

Martedì – Giovedì: 17:30 – 20:00
Venerdì – Domenica: 11:00 – 13:00 e 17:30 – 20:00
Lunedì: chiuso

 
Partnership e media partner
  • BCC Scafati e Cetara – Gruppo BCC Iccrea
  • L’ArteCheMiPiace (Blog arte e cultura)
  • ContempoArte Magazine
  • Tobian Art Gallery, Firenze
  • Stilla Agrioil Italian Farm
  • Scuola di pianoforte di Antonella Zito
  • Villa Matilde Avallone, viticultori in Campania

 

Con il suo equilibrio tra individualità espressiva e dialogo tra linguaggi diversi, Le Stanze dell’Arte rappresenta una finestra aperta sulla scena contemporanea, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e coinvolgente. Grazie alla varietà delle iniziative, alla cura degli spazi espositivi e alla presenza di artisti emergenti e affermati, la rassegna conferma la sua identità di progetto innovativo, inclusivo e fortemente radicato nel territorio culturale salernitano.

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