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Un Compleanno d’Arte: Alessio Musella Inaugura la sua Home Gallery a Dubai

Che scelta di stile! Unire un traguardo personale come il compleanno con il lancio di un progetto artistico è un modo audace per sottolineare quanto la vita privata e la visione curatoriale di Alessio Musella siano ormai un tutt’uno.
​L’inaugurazione della collettiva “Habibi come to Dubai” presso la sua Home Gallery non è solo una mostra, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti.

L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama locale e internazionale, consolidando il legame tra arte e lifestyle d’eccellenza.

Tra i presenti, spiccavano icone del lifestyle di Dubai come Rossella Catapano, Chicco Merighi e Jordan Carletti, che hanno confermato con la loro presenza il fascino trasversale di questa iniziativa.
​A documentare e supportare questo nuovo capitolo artistico è intervenuto come media partner Contempoarte Dubai, punto di riferimento per il dialogo culturale negli Emirati.

​Musella sta portando a Dubai il modello della Home Gallery, uno spazio che rompe la freddezza del “white cube” tradizionale per accogliere collezionisti e artisti in un ambiente intimo e domestico.

L’arte viene vissuta nella quotidianità, permettendo ai visitatori di immaginare le opere all’interno di una casa reale.
​Situata nel cuore pulsante degli Emirati, la galleria funge da ponte tra l’estetica europea (e italiana in particolare) e il dinamismo del mercato mediorientale.

​Il titolo della collettiva gioca con il celebre tormentone social, ma lo eleva a invito culturale.

La mostra punta a…


​Celebrare l’accoglienza:

Il termine “Habibi” riflette lo spirito di condivisione e calore della serata.


Creare un dialogo:

Mettere in contatto artisti internazionali con il contesto cosmopolita e vibrante di Dubai.


Alessio Musella, noto per il suo ruolo di Art Advisor ed editore, usa questo spazio per testare nuove forme di collezionismo.

Far coincidere l’evento con il suo compleanno trasforma il vernissage in un happening esclusivo. In una città dove il networking è tutto, Musella si posiziona non solo come gallerista, ma come catalizzatore di relazioni, rendendo l’esperienza artistica calda e memorabile.

 

​”L’arte smette di essere un semplice oggetto da acquistare e diventa un’occasione d’incontro.”
Alessio Musella

Gli Artisti in Esposizione


​La selezione curata per l’occasione presenta un mix eclettico di linguaggi e visioni:

Presenti inoltre con le loro opere: Serge Gauya, Lucrezia Coli, Shutry Jhaveri, Marco Host, Fadwa Zinelhala Benazouz, Benito Macerata, Massimo Bardi, Valente Cancogni, Alex Belli ( the Materials), Lorenzo Marini, Giacomo Consigli, Mariella Rinaldi, Lorenzo Malfatti

Media partner
Contempoarte Magazine Dubai

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SONDRIO: PRESENTATA A “VISIONI OLTRE IL LIMITE” LA SCULTURA “AETERNITAS” DELL’ARCHITETTO-ARTISTA EMANUEL ACCIARITO.

Ad una settimana dall’inizio delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, il territorio lombardo si prepara ad accogliere sportivi, visitatori e addetti ai lavori con molte iniziative culturali.

La Biennale di Sondrio 2026 sarà una di esse, con molte iniziative. Tra queste l’esposizione d’arte “Visioni oltre il limite” che si è inaugurata venerdì 30 gennaio 2026 presso una delle sale del Palazzo del Governo, meglio conosciuto come Palazzo Muzio.

L’esposizione ha presentato al pubblico 300 artisti e 500 opere selezionate da ogni parte del mondo dal professore, storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, nonché direttore artistico della Biennale Arte.

Tra i partecipanti all’esposizione anche l’architetto-artista Emanuel Acciarito, con due sue sculture: “Ambito” e “Aeternitas”.

E’ un grande piacere per me partecipare a questo momento culturale così atteso che ha come intento quello di unire in un unico percorso, il messaggio dello sport con quello dell’arte. Fare arte è come fare sport. Dietro ad ogni opera, c’è sempre tanto sacrificio e allenamento, concentrazione e meditazione, lavoro e impegno performativo” – ha dichiarato l’artista a margine della manifestazione.

E la performance di Acciarito è dimostrata ogni volta dalle sue opere dove forma, colore e poesia, sono solo alcune delle caratteristiche di una ricerca creativa che tenta di superare ogni volta il proprio limite con delle visioni originali.

La ricerca di Acciarito è molto interessante e sul territorio nazionale si distingue molto per la sua originalità” – ha dichiarato Giorgio Gregorio Grasso.

La ricerca di Acciarito parte da molto lontano, e con non poca fatica, oggi tenta di raccogliere i frutti di un percorso compiuto sempre con dedizione costante.

Solo due anni fa presentava per la prima volta “Ambito” alla prima edizione della “Biennale d’arte di Vigevano – Whispers of art 2024”. Oggi viene presentata per la seconda volta in un’altra importante Biennale d’Arte. In questo lavoro l’architetto-artista crede molto, perché in essa ricerca un messaggio importante da affidare all’umanità. Attraverso le forme architettoniche della sfera indica la centralità dell’uomo nel cosmo, che è stilizzato dal sovrapporsi di cerchi ruotanti su sé stessi che designano anche il senso ciclico della vita in un universo immenso. Mediante la sfera, inserita alla base di questo gioco architettonico che simboleggia la Terra e la figura dell’essere vivente, si indica la centralità di un equilibrio naturale tra l’uomo e la natura, che l’umanità dovrà nel tempo cercare di preservare dalla mano distruttiva dell’uomo.

Per “Aeternitas” è invece una prima volta. E come tale, l’attesa simbolica per questa opera è tanta. Ispirata alla Dea romana del tempo, Aeternitas, rappresenta l’infinita estensione del tempo di ogni cultura e di ogni epoca. Un tempo rappresentato dal collo allungato della Dea attraverso una composizione di tanti anelli posizionati intorno al collo che richiamano la vecchia tradizione africana della tribù dei Kayan Lahwi, meglio conosciuti come Padaung, nella quale permane tutt’ora oggi una vecchissima tradizione dell’immagine della donna cigno. Soprannome dato alle donne che indossano fin da bambine degli anelli intorno al collo per allungarlo nel tempo per un vezzo estetico che le induce ad essere nel loro immaginario, più attraenti.

Nell’iconografia di molte culture, il collo lungo è un simbolo potente che simboleggia reincarnazione e spiritualità e molto spesso viene collegato ad una vera e propria divinità del tempo, da venerare in molte tradizioni tribali.

Una ricerca quella di Acciarito che produce visioni oltre il limite temporale di ogni cultura e di ogni epoca. Nella cultura africana il colore bianco viene associato alla purezza divina e alla spiritualità. Il bianco viene quindi considerato un colore sacro perché simboleggia la connessione con gli spiriti e il divino. E il bianco resta anche in questo lavoro una scelta vincolante che pone dei limiti voluti dall’artista, che è intento a oltrepassare tramite il fisico e lo spirito della sua creazione.

Emanuel Acciarito

Atelier Creativo Acciarito

Studio di arte & architettura

Emanuelacciarito@gmail.com

www.acciarito.com                

Phone  3477719697

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“Tensioni Cromatiche” conquista il pubblico. Successo di presenze alla CathArt Gallery di Varese

Grande successo di pubblico per il vernissage di “Tensioni Cromatiche”, mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia, inaugurata presso la CathArt Gallery di Varese. Numerosi i visitatori intervenuti, a conferma di un pubblico ormai abituato alle buone riuscite proposte dalla galleria, realtà giovane ma già riconosciuta per la professionalità curatoriale e per la qualità delle sue proposte espositive.

Si inaugura così, con un’ampia partecipazione e riscontri molto positivi, una nuova mostra alla CathArt Gallery, spazio che nel tempo ha saputo costruire un’identità precisa e riconoscibile, distinguendosi per eventi sempre interessanti e di notevole spessore artistico.

Tensioni Cromatiche nasce dall’incontro tra due artisti in dialogo tra loro, due espressioni astratte messe a confronto in una bipersonale dalla forza cromatica sorprendente. I linguaggi di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia, pur differenti, sono animati dalla stessa urgenza espressiva: affidare all’atto creativo il compito di reggere la densità dell’esistenza in forma pura, diretta e carnale. La mostra mette in scena un equilibrio dinamico tra controllo e impulso, materia e gesto.

Doriano Marocca, artista originario di Reggio Emilia, presenta una pittura intensa e istintiva, legata allo stato d’animo e alle esperienze di vita. Accanto alle opere pittoriche, espone anche la serie scultorea Anatomia del presente, realizzata con fili di PLA, una ricerca che si configura come una radiografia del nostro tempo, riducendo l’umano alla sua essenza.

Giuseppe Pavia, da Borgomanero, porta in mostra una ricerca fondata sul dialogo tra controllo della materia e apertura all’imprevisto. Le sue tele si configurano come campi di vibrazione incessante, in cui i pigmenti scorrono, si equilibrano e vengono interrotti da gesti improvvisi, a ricordare che la vita non si lascia mai domare completamente.

Padrona di casa affabile e attenta, Carla Pugliano ha saputo creare una forte sintonia tra gli artisti coinvolti e il pubblico presente. Il suo essere a sua volta artista rappresenta un valore aggiunto nella costruzione del dialogo espositivo e nella cura delle opere. La mostra conferma ancora una volta la linea curatoriale della CathArt Gallery, orientata alla ricerca, al confronto e alla qualità dei contenuti.

Di grande rilievo l’intervento critico di Andrea Barretta, critico d’arte, scrittore e giornalista, che ha accompagnato il pubblico in una lettura profonda ed esistenziale delle opere esposte. Professionista di riconosciuta esperienza nel panorama delle arti visive contemporanee, Barretta ha curato nel corso degli anni importanti mostre dedicate a maestri come Andy Warhol, Enrico Baj, Mimmo Rotella e Mario Schifano, ottenendo anche riconoscimenti internazionali, tra cui l’interesse del Metropolitan Museum di New York per il suo lavoro critico e curatoriale. Il suo intervento è stato particolarmente apprezzato per chiarezza, profondità e capacità di coinvolgimento.

La mostra è curata da Carla Pugliano, artista di riconoscimento internazionale e fondatrice della CathArt Gallery, spazio culturale immersivo nato per favorire il dialogo tra materia e spirito, tra urgenza contemporanea e sperimentazione artistica. Tra i numerosi riconoscimenti, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia, ha esposto alla 60ª Biennale di Venezia e alla XIV Florence Biennale. Dal 2025 è inoltre Consulente artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti), che verrà presentato al MoMA di New York. Le sue opere sono presenti in collezioni private, istituzionali e museali.

L’evento ha potuto contare sul supporto di L’ArteCheMiPiace, media partner della mostra, da sempre attento alla valorizzazione e alla diffusione dei linguaggi dell’arte contemporanea

La mostra merita di essere visitata per l’intensità del dialogo tra le opere, per la qualità della proposta curatoriale e per la capacità di offrire al pubblico un’esperienza autentica e coinvolgente.

 

 

INFORMAZIONI MOSTRA

📆 Mostra visitabile fino al: 5 febbraio 2026
🕰
Orari di apertura:

  • Martedì – Venerdì: 16:30 – 18:30
  • Sabato: 10:30 – 12:00 / 15:30 – 18:30
  • Domenica: 15:30 – 18:30

📍 Sede: CathArt Gallery
Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese
(Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)

🎟 Ingresso: libero

CONTATTI

📞 +39 392 8081554
📘 Facebook: CathArt Gallery
📸 Instagram: @cathart_gallery
🌐 Sito: https://carlapuglianoartist.com/cathart-gallery/
✉️ Email: myartcharlotte@gmail.com

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Le Stanze dell’Arte 2026. Un viaggio immersivo nella creatività contemporanea

Dal 20 febbraio all’8 marzo 2026, Palazzo Fruscione a Salerno ospiterà la quinta edizione di Le Stanze dell’Arte, rassegna curata da Luciano di Gianni Flusso Contemporary Art, con la direzione artistica di Olga Marciano, che conferma il suo ruolo di punto di riferimento per la comunità artistica e culturale.

La serata inaugurale, prevista per venerdì 20 febbraio alle ore 18:30, si preannuncia come un momento di viva partecipazione, in grado di guidare il pubblico in un percorso espositivo vario e sorprendente.

La conduzione di Concita De Luca e la partecipazione del Coro T’Incanto, diretto da Antonella Zito, con le esecuzioni al pianoforte di Roberto Marino e alle percussioni di Biagio Marinelli, creeranno un’atmosfera accogliente, dando subito il tono a una rassegna che privilegia il dialogo tra linguaggi diversi dell’arte contemporanea.

La forza di Le Stanze dell’Arte risiede nel suo format innovativo. Diversamente dalla tradizionale mostra collettiva, ogni artista dispone di una stanza dedicata, concepita per raccontare in modo completo la propria ricerca, tecnica e poetica. Questo approccio consente di apprezzare l’individualità di ciascun percorso creativo, favorendo al contempo un confronto stimolante tra espressioni artistiche differenti.

Tra le novità di questa edizione, una stanza sarà interamente dedicata a una collettiva di artisti emergenti, con l’obiettivo di garantire loro un’importante occasione di visibilità e riconoscimento nel panorama dell’arte contemporanea.

All’interno del percorso espositivo, le iniziative proposte lungo tutto il periodo della mostra si rivelano particolarmente interessanti e coinvolgenti.

Sabato 28 febbraio, per esempio, il progetto Silver Soul unisce arti visive, teatro e musica. L’artista Olga Marciano, l’attrice Cinzia Ugatti e il musicista compositore Jacopo Martone accompagneranno il pubblico in un’esperienza multisensoriale che invita anche a condividere momenti di convivialità, sorseggiando un tè insieme.

Venerdì 6 marzo, la rassegna propone due momenti di grande interesse: Spoiler d’Artista, un format originale che svela ciò che di solito resta nascosto dietro l’opera, tra intuizioni improvvise, dubbi, ossessioni e piccoli segreti mai raccontati, e Il Fantasma del Palazzo, un percorso suggestivo in cui la mostra si anima di presenze simboliche e inattese, dando vita a un gioco di percezioni e narrazioni tra spazio e opera.

La rassegna si chiuderà domenica 8 marzo con la premiazione finale e la consegna di attestati e catalogo, un momento di valorizzazione del percorso creativo degli artisti e della partecipazione del pubblico.

In parallelo, non mancheranno incontri dedicati alla ceramica con Roxana Esposito, che permetteranno di approfondire e dialogare con la materia e le diverse tecniche artistiche.

Gli orari di apertura della mostra, studiati per garantire la massima fruibilità, saranno dal martedì al giovedì dalle 17:30 alle 20:00 e dal venerdì alla domenica dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 17:30 alle 20:00, con il lunedì giorno di chiusura.

Con il suo equilibrio tra individualità espressiva e dialogo tra linguaggi diversi, l’evento Le Stanze dell’Arte rappresenta una finestra aperta sulla scena contemporanea, capace di regalare al pubblico un’esperienza immersiva e coinvolgente.

Grazie alla varietà delle iniziative, alla cura degli spazi espositivi e alla presenza di artisti emergenti e affermati, Le Stanze dell’Arte conferma la sua identità di progetto innovativo e inclusivo, e coinvolge visitatori e operatori culturali in un autentico dialogo con l’arte contemporanea.

 

 

Artisti partecipanti:

Laura Bruno, Anna Ciufo, Lello D’Anna, Antonio De Chiara, Dario Di Martino, Roxana Esposito, Maria Fontanella, Stefania Frigenti, Anna Nuzzo Grisabella, Giuseppina Irene Groccia, Elena Lembo, Olga Marciano, Antonio Mariconda, Nicola Pellegrino, Anna Quaglia, Giulia Reale, Maria Scotti, Regina Senatore, Pasquale Siano, Barbara Spatuzzi, Sabrina Tortorella, Silvana Valse.

Stanza Collettiva:

Francesco Avvisati
Peppe NocerinO

Omaggio a Maria Di Filippo

 

 

 

 

 

Scopri qui l’elenco completo degli artisti partecipanti e tutte le informazioni a loro dedicate.

 

 

 

 

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SantaSeveso. Doppelgänger – A cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

SantaSeveso. Doppelgänger

A cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

28 gennaio 28 febbraio 2026

Opening: mercoledì 28 gennaio 2026, ore 19

A~C CREATIVE STUDIO

Via Francesco Petrarca 4, Milano

 

S’inaugura Mercoledì 28 gennaio alle ore 19 la personale Doppelgänger della scultrice SantaSeveso, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci.

Il progetto espositivo si concentra sul tema del doppio come dispositivo concettuale e percettivo, ponendolo al centro di una ricerca che indaga il rapporto tra identità, funzione e trasformazione dell’oggetto.

La pratica di SantaSeveso si sviluppa attraverso un costante slittamento tra ciò che è visibile e ciò che resta latente. Gli elementi formali, spesso riconducibili a un immaginario familiare e quotidiano, vengono sottratti alla loro funzione originaria e restituiti come presenze ambigue, in bilico tra attrazione e inquietudine.

L’oggetto artistico si configura così come luogo di tensione, in cui il riconoscibile si apre a una dimensione altra e destabilizzante.

Il riferimento al Doppelgänger non assume un valore narrativo, ma strutturale: il doppio emerge come scarto interno alla forma, come raddoppiamento semantico che mette in crisi l’idea di unità e stabilità.

All’interno del percorso espositivo, materiali e oggetti legati al corpo, alla cura e alla protezione vengono trasformati in immagini sospese, private della loro funzione e fissate in uno stato di immobilità.

Questo processo genera un effetto perturbante, in cui il familiare ritorna come estraneo e l’esperienza dello spettatore è chiamata a confrontarsi con una percezione instabile e non pacificata.

La mostra si inserisce in una riflessione più ampia sull’identità contemporanea, in dialogo con riferimenti psicoanalitici in cui il doppio rappresenta una frattura strutturale del reale.

In definitiva, Doppelgänger propone un percorso espositivo che invita a osservare l’oggetto artistico come luogo di rispecchiamento e dislocazione, in cui nessuna forma trova una risoluzione definitiva e ogni immagine conserva una tensione aperta tra presenza e assenza.

La mostra sarà visitabile su appuntamento sino al 28 febbraio prossimo.

A~C CREATIVE STUDIO e FLORA&CO, che ospiteranno la mostra nella loro sede di via Petrarca 4, sono consulenti specializzati nella creazione e nella gestione di strategie di comunicazione online e offline efficaci per le aziende. La loro missione è quella di aiutarle nel raggiungimento dei propri obiettivi e di sostenerli nello sviluppo della propria immagine in modo strategico.

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Le Stanze dell’Arte – Il format espositivo di Olga Marciano che ridefinisce la mostra contemporanea

Qualche giorno fa abbiamo avuto ospite per un’intervista Olga Marciano Oltre a confermarsi una bravissima artista apprezzata da collezionisti con opere acquisite dal FAMM Femmes Artistes du Musée de Mougins in Francia diretto dal noto collezionista Christian Levett abbiamo scoperto molto di più ovvero la sua visione curatoriale e la capacità di ideare eventi espositivi che si distinguono nettamente dalle mostre tradizionali

Con Le Stanze dell’Arte, evento ospitato presso Palazzo Fruscione nel centro storico di Salerno, Olga Marciano ha ideato un format espositivo vincente, pensato tanto per gli artisti quanto per il pubblico.

Non si tratta di una classica collettiva, ma di un progetto molto originale che riunisce numerose mostre personali all’interno di un unico grande contenitore espositivo. Ogni artista ha a disposizione una stanza, uno spazio autonomo e dedicato, in cui può raccontare il proprio progetto creativo in modo completo, coerente e approfondito.

Il risultato è sorprendente: agli artisti viene concessa una libertà espressiva totale, difficilmente possibile nelle collettive tradizionali, dove poche opere non sempre riescono a restituire la complessità di una ricerca. Qui, invece, ogni autore può costruire una vera e propria narrazione, attraverso un numero adeguato di opere, rendendo leggibili tecnica, idea e percorso artistico.

Allo stesso tempo, il pubblico vive un’esperienza immersiva e dinamica. Attraversando le numerose stanze del Palazzo, distribuite su tre piani, il visitatore entra di volta in volta in universi differenti, fatti di voci, anime e linguaggi diversi. Ogni stanza diventa un racconto autonomo, un incontro diretto con l’artista.

 

Un ulteriore vantaggio, tutt’altro che secondario, è la possibilità per ciascun artista di intercettare non solo il proprio pubblico, ma anche quello degli altri partecipanti, creando un’importante condivisione di visibilità e relazioni. Una scelta curatoriale fortemente voluta da Olga Marciano, che da artista conosce profondamente le reali esigenze di chi espone.

Come lei stessa racconta:

“Ho voluto creare un format che mettesse davvero l’artista al centro. Le Stanze dell’Arte nascono dall’esigenza di superare il limite della collettiva tradizionale, offrendo a ogni autore lo spazio e il tempo necessari per raccontarsi. Ogni stanza è una mostra personale, un’esperienza completa per chi espone e per chi guarda. L’arte ha bisogno di ascolto, non di sovrapposizioni.”

L’idea di un unico contenitore che ospiti contemporaneamente più mostre personali di artisti contemporanei si rivela dunque estremamente interessante e innovativa. Un progetto capace di diventare punto di riferimento per appassionati, collezionisti e per chi è alla ricerca di nuove forme di espressione artistica.

 

 

 

Lartechemipiace è media partner ufficiale dell’evento e seguirà l’evolversi del progetto, fornendo aggiornamenti sulle varie attività legate a Le Stanze dell’Arte.

 

Clicca qui per conoscere l’elenco degli artisti partecipanti, una selezione in costante aggiornamento, attualmente in fase di definizione.

 

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TENSIONI CROMATICHE – Dell’equilibrio e dell’impulso. Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia

 

TENSIONI CROMATICHE – Dell’equilibrio e dell’impulso
Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia
A cura di Carla Pugliano
Con intervento critico di Andrea Barretta, critico d’arte, scrittore e giornalista

📍 CathArt Gallery – Varese
📅 24 gennaio – 5 febbraio 2026
📌 Inaugurazione: sabato 24 gennaio 2026, ore 17:30
📍 Piazza Giovanni XXIII, 11 – ingresso da Via Salvo D’Acquisto

Turbamento, urto, tensione vitale che non concede tregua. Dal 24 gennaio, a Varese, Doriano Marocca e Giuseppe Pavia mettono in scena due linguaggi astratti distinti, ma profondamente connessi. Entrambi sono attraversati dalla stessa urgenza: affidare al proprio estro creativo il compito di reggere il peso dell’esistenza, senza filtri né addolcimenti. Qui l’astrazione non consola: scolpisce, risveglia, deflagra.

Marocca e Pavia condividono una visione comune, dove controllo e improvvisazione convivono senza annientarsi. Il loro confronto nasce da dissonanza e attrito, da una pittura che si misura con il limite e lo supera senza cercare redenzione. Materia e cromie agiscono come forze primarie, elementi vivi che invadono lo spazio e lo mettono in crisi, trasformando la tela in un campo di vibrazione incessante. In questo contesto l’atto espressivo diventa esperienza incarnata: un equilibrio instabile e catartico, in cui il rischio non è una scelta stilistica, ma la condizione stessa del fare arte.

Con Tensioni Cromatiche, la CathArt Gallery inaugura il 2026 confermando una linea curatoriale senza compromessi: uno spazio di ricerca continua alimentato dallo scambio autentico con gli artisti, dove le forme espressive non chiedono consenso, ma sollecitano quesiti complessi, privi di soluzioni univoche.

Ad arricchire il percorso espositivo sarà l’intervento di Andrea Barretta, già ospite della CathArt Gallery e presente all’inaugurazione. Reduce dalla mostra Il tempo di Warhol e la Pop Art al Museo della Stampa di Soncino, Barretta opera da anni nel panorama delle arti visive contemporanee. Ha curato esposizioni dedicate, tra gli altri, ad Andy Warhol, Enrico Baj, Mimmo Rotella e Mario Schifano, ricevendo riconoscimenti internazionali, tra cui l’interesse del Metropolitan Museum di New York. È autore di saggi e monografie ed è membro del comitato critico del Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori.

LA TEMATICA

“Bisogna avere ancora del caos dentro di sé per poter dare vita a una stella danzante.”
Friedrich Nietzsche

È dunque nel disordine interiore, nello scontro tra istinto e ragione, che si accende la scintilla della creazione. Quel caos, spesso percepito come ostacolo, diventa energia che plasma forme, colori, emozioni. Questo principio guida Tensioni Cromatiche, dove due stili artistici, diversi ma complementari, si intrecciano: da una parte la materia prorompente e stratificata di Marocca, dall’altra il flusso fluido e improvviso di Pavia.

Marocca lavora il colore come fosse un corpo vivo: stratifica, graffia, vela, fino a spingerlo oltre i confini del quadro. Pavia parte invece dal controllo della materia per poi lasciare che i pigmenti scorrano spontanei, si equilibrino e vengano interrotti da un gesto improvviso, come a ricordare che la vita stessa non si lascia mai domare del tutto.

Siamo di fronte a due poetiche libere e implacabili. Non è rifugio né ornamento, ma una scelta netta che nasce dal bisogno di dare forma al pensiero. Segno e materia si confrontano in uno spazio mutevole, dove gli opposti convivono e si cercano. La tela diventa un campo di attrito, ma anche di pienezza, perché qualcosa si compie.

Tensioni Cromatiche suggerisce una partitura complessa di contrappunti, dissonanze e improvvise armonie. I cromatismi, spesso spinti al limite, non cercano seduzione ma incidono lo sguardo, costringendo a un tempo di osservazione lento e meditativo. Ne scaturisce una bellezza graffiante che invita a misurarsi con le zone più esposte della propria coscienza.

Note sugli ARTISTI

Doriano Marocca – La libertà del colore come atto radicale

Doriano Marocca nasce a Nettuno e vive a Reggio Emilia. Inizia a “imbrattare” le tele agli inizi degli anni Venti del nuovo millennio, nel silenzio di uno spazio privato e sganciato da qualsiasi pressione esterna. L’indagine pittorica nasce per lui come necessità personale, condivisa inizialmente solo con pochi amici e sui social. Dalla sperimentazione con pennelli e acrilici approda presto a un approccio più istintivo attraverso spatole e strumenti non convenzionali, che gli permettono di lavorare in modo diretto e corporeo.

Ne nasce una pittura densamente stratificata, fatta di sovrapposizioni che costruiscono e decostruiscono forme in un ritmo materico potente e immediato. La critica lo riconosce come un artista capace di una straordinaria disinibizione cromatica, in cui l’azione diventa struttura e la manualità si trasforma in linguaggio.

Nel mio viaggio – racconta l’artista – ho un solo principio fondamentale: essere libero, in un mondo che spesso non lo è. È questa urgenza a guidarmi, trasformando la pittura in un atto radicale, fisico e spirituale insieme. Sento che questo mio lato artistico rappresenta un pezzo di me prezioso, a cui non è minimamente possibile rinunciare, così come non si può rinunciare a nutrirsi. Ogni stratificazione, ogni velatura e ogni graffiatura diventano per me un dialogo con la materia stessa: sento la pittura respirare, vibrare e rispondere, come se fosse un organismo vivo. Alcune opere sono studiate, altre improvvise dove il dipingere e lo stato d’animo prendono la guida, senza interpellarmi, io sono solo un tramite. Spesso la rabbia, la noia e lo stupore fanno da sfondo, ma non manca mai l’esperienza vissuta, perché solo attraversando l’esistenza può nascere l’arte pura e incontaminata. Invito chi osserva le mie opere a percepire questa energia, come testimonianza di spontaneità totalmente svincolata. Percepisco la creatività come un’alleata che si autoalimenta e ciò mi spinge oggi anche verso un percorso scultoreo non convenzionale, realizzato con fili di PLA, che presenterò in questa mostra.”

 

Mostre recenti di Doriano Marocca

  • Personale, settembre 2024, Bar 46 di Davide Crotti, Novellara (RE)
  • Collettiva “Noi dell’Arte”, novembre 2024, sala espositiva centro Correggio (RE)
  • Collettiva “Il Simbolo è l’Illustrazione”, gennaio 2025, Club Meridiana Casinalbo (MO), curatrice Barbara Ghisi
  • Collettiva “Arte Rampante”, maggio 2025, Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Mantova, organizzata da “Noi dell’Arte”, critico Marco Cagnolati
  • Collettiva presso Fondazione Officina delle Arti, luglio 2025, Reggiolo (RE)
  • Collettiva “Spazialità Astratta”, ottobre 2025, Conceptartbrera (MI), curatore Alfonso Restivo
 
 
Giuseppe Pavia – L’equilibrio che accoglie l’imprevisto

Nato a Marsala nel 1975, Giuseppe Pavia vive a Borgomanero. Intraprende dal 2020 un viaggio intimo nell’esplorazione del colore, guidato unicamente da una profonda necessità di cambiamento interiore. La sua poetica si fonda su un dialogo costante tra opposti: stabilità e slancio, riflessione e impulso, forma e rottura.

“L’incontro con la Fluid Art – racconta l’artista – non è stato casuale, ma l’approdo naturale di una ricerca personale che mi ha fornito il linguaggio perfetto per esplorare il mio mondo introspettivo. La mia autonomia di ricerca, libera da dogmi accademici, mi ha permesso di sviluppare una tecnica ibrida e altamente personale. Le mie opere nascono in questo spazio di tensione. La pittura fluida stabilisce l’equilibrio da cui tutto parte, incarnando il lato riflessivo del mio essere; il dripping interviene come l’atto puro, il gesto impulsivo che rompe la forma.”

La fluidità diventa così metafora di un’identità in continuo divenire, mai definitivamente compiuta. Le derive cromatiche e i flussi incarnano stati emotivi, contrasti interiori, rendendo visibile un processo di trasformazione che resta aperto e irrisolto.

Le sue superfici sono espressione di una personalità che poggia su campi di energie differenti: prima la gestione dei pigmenti, guidati e domati; poi l’irruenza con il lancio dei fluidi acrilici, le colature e il gocciolamento che intervengono a spezzare il ritmo, rivelando nuove possibilità. Una pittura che respira come un organismo vivo, sospesa tra quiete, incertezza e detonazione.

Pavia invita inoltre a riconoscere, in quei flussi e in quelle gocce, la dinamica stessa dell’esistenza: un processo in cui la vera armonia non può nascere dal controllo assoluto, ma dal coraggio di accogliere l’ignoto, l’imprevisto e la contraddizione

 

Mostre recenti di Giuseppe Pavia

  • Collective Art Exhibition, ottobre 2024, Galleria d’Arte Ikonica, Milano
  • Arte a Villa Giulia, novembre 2024, Villa Giulia, Pallanza – Verbania
  • Eco delle Forme, dicembre 2024 – gennaio 2025, Omnia Art Gallery, Latina
  • Art Sound Loud, febbraio 2025, all’interno di Art City Bologna 2025
  • Ricognizioni Contemporanee, giugno 2025, Sala della Gran Guardia, Isola d’Elba
  • Attraverso l’arte: la metamorfosi del mondo, agosto 2025, Sala dei Templari, Molfetta
  • Visioni d’Arte, ottobre 2025, Castello di Galliate
  • Re-Cycle / Re-Cosmos, dicembre 2025, bipersonale presso Spazio Azimut C.M., Novara

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La mostra è curata da Carla Pugliano, artista riconosciuta a livello internazionale e fondatrice della CathArt Gallery, spazio culturale immersivo nato per favorire il dialogo tra materia e spirito, tra urgenza contemporanea e sperimentazione artistica. Tra gli altri riconoscimenti e partecipazioni, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia, ha esposto alla 60ª Biennale di Venezia e alla XIV Florence Biennale. Dal 2025 è, inoltre, Consulente artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti) che verrà presentato al MoMA di New York. Le sue opere sono in collezioni private, istituzionali e museali.

Informazioni sull’evento

📆 Date mostra: 24 gennaio – 5 febbraio 2026
🕰 Orari apertura:

Martedì – Venerdì: 16:30 – 18:30

  • Sabato: 10:30 – 12:00 / 15:30 – 18:30
  • Domenica: 15:30 – 18:30

🎙 Inaugurazione: Sabato 24 gennaio, ore 17:30
📍 Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)
Ingresso: Libero

Per info e contatti

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*Il Tratto Sensibile* Cena evento con le opere di Sonia Caterino

Venerdì,16 Gennaio ore 20,30 Ristorante ETTA, Piazza in Piscinula Roma

Una serata dedicata alla bellezza, all’ascolto silenzioso delle emozioni e alla forza espressiva del gesto pittorico.

Presentata da Roberto Litta, noto critico d’arte e conduttore TV, *Il Tratto Sensibile* è più di una cena: è un incontro tra arte, gusto e intimità visiva, dove le opere di *Sonia Caterino* accompagneranno gli ospiti in un viaggio estetico fatto di luce, trasparenze e trame interiori.

Alcuni dei suoi quadri, esposti per l’occasione, raccontano con delicatezza e intensità il linguaggio dell’anima, traducendo il non detto in colore, movimento e vibrazione. Come un dialogo lieve tra pensiero e forma, ogni tratto si fa carezza visiva, ogni tela un invito alla contemplazione.

Un appuntamento per chi ama nutrire lo sguardo, nel segno di un’arte che sa toccare il profondo senza mai urlare. Una serata da non perdere mai. Parcheggio disponibile davanti al ristorante NO ZTL.

 

Per confermare la presenza o per informazioni, contattare Vanessa Ciampa al 3393306225.

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Segnalazione Eventi

Franco Battiato. Un’altra vita: la mostra-evento al MAXXI

A cinque anni dalla sua scomparsa, Franco Battiato continua a parlare al nostro immaginario. Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026, lo Spazio Extra del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo – ospita Franco Battiato. Un’altra vita, una mostra-evento che celebra il genio umano e musicale di uno degli artisti più innovativi e amati della musica italiana.

Coprodotta dal Ministero della Cultura e dal MAXXI, a cura di Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, e organizzata da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare in collaborazione con la Fondazione Franco Battiato ETS, la mostra offre un percorso immersivo tra ricordi, materiali inediti e testimonianze della vita e dell’arte di Battiato.

Cantautore, musicista, poeta, filosofo e intellettuale, Battiato ha trasformato la canzone italiana con armonie perfette, testi evocativi e melodie senza tempo. La mostra racconta questo universo poliedrico in sette sezioni: dall’infanzia in Sicilia e gli anni a Milano, alla sperimentazione musicale tra acustica ed elettronica, dal successo pop all’avanguardia, fino alla dimensione mistica e alla riflessione sull’uomo e sul Maestro. E ancora, il cinema di Battiato, che negli ultimi vent’anni della sua produzione ha dato vita a lungometraggi e documentari intimamente legati alla sua ricerca artistica e spirituale.

Al centro della sala, un ottagono – richiamo all’ottava musicale – diventa epicentro della mostra: un sistema di ascolto avvolge i visitatori in un’esperienza sonora immersiva, dove ogni nota sembra toccare il tempo e lo spazio. Tra copertine di album, fotografie, poster storici e cimeli rari, prende forma l’immagine di Battiato come innovatore, sperimentatore e precursore di stili.

Accanto alla musica, emerge il suo lato pittorico, con sfondi dorati e visioni simboliche che richiamano la tradizione mediorientale e allegorica, da sempre amata dal Maestro siciliano. La mostra è accompagnata da momenti di approfondimento e da un catalogo dedicato, e invita il pubblico a ritrovare, attraverso le opere di Battiato, quel “centro di gravità permanente” che, forse, ancora tutti noi  cerchiamo.

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Segnalazione Eventi

Lo storico Franco Emilio Carlino torna tra i banchi e tra gli alunni con la sua importante ricerca sull’antico Ducato di Crosia

 Giorno 19 p.v. presso l’ITE – Liceo Scientifico di Mirto Crosia sarà presentato il saggio storico di Franco Emilio Carlino: Crosia – Storie e vicende di un Grande Ducato. I Mandatoriccio e le loro cinque Terre, editata dalla Casa Editrice L. Pellegrini Editore, Cosenza.

L’autore, mandatoriccese-rossanese, Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina, Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano, ha inteso dedicare il suo lavoro  a Crosia, Città delle prime esperienze professionali e della sua prima dimora.

     I lavori dell’incontro saranno introdotti e moderati dal Prof. Maurizio Traversari, docente dell’Istituto, seguiranno i saluti istituzionali della Prof.ssa Sara Giulia Aiello, Dirigente Scolastico IIS Cariati e da Maria Teresa Aiello, Sindaco della Città di Crosia. Le conclusioni sono affidate all’Autore, Prof. Franco Emilio Carlino. Durante la Presentazione saranno eseguite alcune letture a cura degli alunni dell’ITE e del Liceo Scientifico con intermezzo musicale  cura dell’Accademia Musicale EUPHONIA.

    

L’Autore sull’evento e sui contenuti del suo saggio ci ha rilasciato la seguente testimonianza:

«Riportare alla memoria le vicende storiche, il cammino e l’organizzazione di un grande Ducato, come quello di Crosia, all’interno del quale i Mandatoriccio prima e i Sambiase poi esercitarono le loro direttive economiche e sociali di feudatari, governando le diverse comunità, non è stato per nulla semplice ed allo stesso tempo è risultato molto impegnativo, considerato il lungo periodo posto in osservazione.   

     Quanto è stato documentato, pertanto, vuole essere un contributo alla storia del territorio ed in particolare a quella di Crosia, baricentro indiscusso dell’imponente sistema feudale intessuto dai Mandatoriccio con i loro traffici e scambi commerciali.

     Gli avvenimenti e le relative motivazioni riguardano una delle più importanti ed estese aree territoriali della Calabria feudale e di un Ducato molto ambito, regolato da un apparato economico alquanto strutturato, di enorme rilevanza, grazie alla lungimiranza di Teodoro Mandatoriccio rampollo di una delle più importanti e benestanti famiglie della città di Rossano e dell’intera provincia. Un Ducato all’interno del quale, secondo un sistema molto complesso di rete, ricadevano i feudi di Caloveto, Crosia, Calopezzati, Mandatoriccio, Pietrapaola. Ai sopraccitati feudi, sul finire dell’epoca feudale, quando come feudatari subentrarono i Sambiase, a seguito del matrimonio di Vittoria Mandatoriccio con Ruggiero Sambiase, al già importante ed esteso patrimonio si aggiunsero anche i territori di Campana e Bocchigliero acquistati dai Labonia, e infine Cariati, Terravecchia, Scala Coeli e San Morello, da loro amministrati, ma di proprietà dei principi Spinelli di Cariati.

     La narrazione diviene ancora più intricata se la presente storia la si inserisce all’interno di quel percorso nel quale durante il periodo feudale le diverse comunità del Meridione d’Italia si diedero molto da fare e Crosia fu una di queste. Questa pubblicazione, articolata in sei capitoli, è sintesi di un ampio studio condotto da anni sul territorio ed ha per titolo: Crosia – Storia e vicende di un grande Ducato – [I Mandatoriccio e le loro Cinque Terre].

     Nella sua elaborazione, considerata la complessità della ricerca, dovuta alle numerose informazioni e dati che hanno portato necessariamente al raffronto con i tanti autori richiamati, in alcuni casi, ai fini di una migliore narrazione dell’argomento, si è resa inevitabile la ripetizione di concetti, eventi ed altro. I contenuti storici riguardano anche le origini della città con considerazioni sulla sua fondazione emersi da una vasta bibliografia interpellata.

     Gli argomenti rappresentati, per una corretta analisi e una migliore comprensione, sono stati, per quanto possibile, contestualizzati all’interno del periodo storico di riferimento. Completata questa fase, molto complessa, con il sussidio di un vasto impianto storiografico documentale e d’archivio si è provveduto a sviluppare gli aspetti storici dai quali emerge l’investitura di Crosia a Ducato. Tema che nel prosieguo dell’indagine si collega con lo sviluppo dell’esteso territorio feudale e le vicende delle famiglie feudatarie del tempo.

     Per quanto possibile si è cercato, per di più, di offrire una completa descrizione ricostruttiva dei diversi aspetti nei quali, sul finire del Cinquecento, si è incardinata la relazione parentale tra le famiglie dei Mandatoriccio e dei Sambiase, con le note vicende della successione che hanno coinvolto anche la nobile famiglia Toscano di Rossano. Uno studio a 360° che, perciò, ha richiesto intensi momenti di approfondimento e comparazione di quanto visionato.

     Come si accennava, nel libro non mancano gli elementi che richiamano le relazioni tra le diverse famiglie in campo, così come rilevati dalla storia, tra cui quella di Giovan Michele Mandatoriccio figlio di Nicola, facente parte come ci ricorda M. Falanga della “emergente famiglia della borghesia commerciale rossanese di forti aspirazioni baronali poi realizzate”1 che si imparentò con indovinata politica matrimoniale con Vittoria Toscano, appartenente, come scrive, ancora, lo stesso Falanga, a una delle famiglie “più cospicue della nostra regione e, segnatamente, di Rossano, dove si è distinta in tempi diversi per cultura, per virtù militare, per incarichi feudali e per impegno giuridico-forense”2.

     Nel libro si propone anche la ricostruzione biografica del 1° duca di Crosia, Teodoro Dionigi Mandatoriccio, illustre personaggio dell’omonimo casato, figlio di Giovan Michele e Vittoria Toscano, insieme ad alcuni elementi di interesse riguardanti le figure dei figli di Teodoro: Francesco, Vittoria, Ippolita e Lucrezia ed altre notizie pertinenti la tanto discussa successione feudale tra i Mandatoriccio, i Sambiase e i Toscano.

     L’opera è arricchita da un singolare corredo fotografico e genealogico con la formulazione di apposite tavole descrittive, da una vasta bibliografia, e dagli indici, onomastico, toponomastico, delle cose notevoli e generale, utili al lettore interessato come al ricercatore rigoroso. Molte e insolite sono state le fonti a cui si è fatto ricorso reperite tramite i diversi canali offerti dalla rete Internet, e dagli archivi e biblioteche pubbliche e private, ma non sempre del tutto coincidenti fra loro, in particolare per quanto riguarda alcune vicende e certi dati che hanno preteso maggiore cura nelle fasi di ricostruzione e di raffronto.

     Tra le fonti storiche più rilevanti senz’altro sono da menzionare quelle reperite nell’Archivio Toscano già utilizzato per precedenti pubblicazioni. Non credo vi siano ambiguità poter dichiarare che la famiglia Mandatoriccio di Rossano sia stata all’epoca dei fatti, una delle tante famiglie nobili della città che più rappresentò l’intero territorio rossanese influenzandolo dal punto di vista economico, sociale, culturale e politico.

     L’opera aggiunge un altro tassello al già lungo, quanto intrigante, percorso storiografico e di documentazione che negli ultimi anni mi ha permesso di realizzare alcune pubblicazioni sulla storia dei Mandatoriccio e del loro casato e sulle relazioni che questo nel tempo ha stabilito, con le famiglie dei Sambiase e dei Toscano.

     Si coglie l’occasione per sottolineare come la decisione di produrre sull’argomento la presente monografia è stata anche una maniera concreta per manifestare affettuosi sentimenti di riconoscenza verso i tanti amici e nei riguardi della città di Crosia che mi ha ospitato per un significativo periodo della mia vita, dove ho lavorato e dove mi sono formato una famiglia.

     Spero che la presente opera trovi anche questa volta la giusta accoglienza e l’apprezzamento da parte dei lettori. Colgo il momento, altresì, per ringraziare con infinita riconoscenza e con sincero sentimento di amicizia l’amico Pierpaolo Cetera Autore della Prefazione, per aver risposto positivamente e con generosità alla mia sollecitazione e per la sua estesa attenzione verso la ricerca storica e lo studio dei fatti e delle vicende della nostra terra, del Meridione d’Italia e delle sue popolazioni, a mio modesto parere quasi mai protagoniste del proprio destino.

     Ringrazio, inoltre con gratitudine, il Dirigente scolastico, Prof.ssa Sara Giulia Aiello e il corpo docente dell’Istituto per aver favorito il presente incontro culturale con gli alunni dell’ITE – Liceo Scientifico di Mirto con i quali cercherò di avviare un proficuo dibattito sui temi riguardanti il nostro territorio cercando di fare memoria storica del nostro passato».     

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