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Schiavonea ospita la poesia. Presentazione delle Confraternite Letterarie “Dal Sud – Poesia Meridionale” e de La Vallisa n. 126

A Schiavonea un incontro dedicato alla poesia meridionale: presentate le Confraternite Letterarie “Dal Sud – Poesia Meridionale” e la storica rivista “La Vallisa”

Il Borgo Marinaro di Schiavonea, nella Città di Corigliano-Rossano, si prepara ad accogliere un appuntamento di grande rilievo dedicato alla poesia, alla cultura e al dialogo tra territori e sensibilità letterarie.

Sabato 18 luglio 2026, alle ore 18:30, in Via Pola, si terrà la presentazione delle Confraternite Letterarie “Dal Sud – Poesia Meridionale” e del nuovo numero della storica rivista di poesia “La Vallisa” n. 126, che ospita lo speciale “Viaggio in Finlandia”.

L’iniziativa rientra nella rassegna “Letture nel Borgo con l’Autore 2026”, curata da Maria Curatolo per l’associazione Schiavonea e Sant’Angelo Puliti, e nasce con l’obiettivo di valorizzare la parola poetica come strumento di incontro e conoscenza.

Ad aprire l’incontro sarà Maria Curatolo, mentre il coordinamento dei lavori sarà affidato al prof. Daniele Giancane, direttore de “La Vallisa” e dell’Università della Poesia J.R. Jiménez. La relazione sarà curata dal prof. Gennaro Mercogliano, direttore dell’Università Popolare Rossanese.

Durante la serata saranno protagonisti i poeti dell’Opuscolo Tris e delle Confraternite Letterarie “Dal Sud – Poesia Meridionale” e “La Vallisa”:


Margherita Bufi, Rosa Cecere, Anna Cellaro, Maria Curatolo, Giuseppina Irene Groccia, Loredana Lorusso, Eugenio Nastasi, Ornella Mamone Capria, Sandro Marano, Roberta Positano, Cosimo Rodia, Clara Russo, Rocco Angelo Stano, Sonia Vivona e Giuseppe Zilli.

L’evento rappresenta un’importante occasione per incontrare autori e poeti, ascoltare nuove voci della letteratura contemporanea e riscoprire il valore della poesia come patrimonio culturale capace di unire Sud, Mediterraneo ed esperienze internazionali.

La manifestazione gode del patrocinio morale dell’Università Popolare Rossanese, de “La Vallisa”, dell’Università della Poesia J.R. Jiménez e della Città di Corigliano-Rossano.

L’invito è rivolto a tutti gli appassionati di cultura, letteratura e poesia: l’appuntamento è per sabato 18 luglio alle ore 18:30 in Via Pola, nel cuore del Borgo Marinaro di Schiavonea.

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Nadia Martorano a MUMART 2026 | Arte contemporanea e ricerca del colore

Tra le artiste che negli ultimi anni stanno costruendo un percorso espositivo sempre più articolato, Nadia Martorano continua a distinguersi per una ricerca pittorica riconoscibile, fondata sull’intensità del colore, sulla sperimentazione materica e su una personale interpretazione del paesaggio e della natura. Autodidatta, capace di sviluppare un linguaggio libero da schemi precostituiti, l’artista affianca alla costante evoluzione della propria produzione una presenza sempre più significativa nel panorama espositivo contemporaneo, prendendo parte con continuità a manifestazioni di rilievo in Italia e all’estero.

L’ArteCheMiPiace segue con particolare attenzione questo percorso, accompagnandone e raccontandone l’evoluzione attraverso un progetto editoriale dedicato, volto ad approfondire nel tempo la sua ricerca artistica e le tappe più significative della sua attività.

Reduce da numerosi appuntamenti espositivi che l’hanno vista protagonista negli ultimi mesi, Nadia Martorano è stata recentemente selezionata per partecipare alla XI Edizione di MUMART 2026, prestigiosa collettiva internazionale ospitata nelle storiche sale del Museo Michetti di Francavilla al Mare, tra gli appuntamenti artistici più consolidati e apprezzati del panorama nazionale.

L’edizione 2026, dedicata al compositore Francesco Paolo Tosti, ha riunito circa 140 opere provenienti dall’Italia e dall’estero, dando vita a un percorso espositivo capace di mettere in dialogo pittura, scultura, fotografia, poesia, installazioni e arte digitale. Un progetto culturale che rinnova il legame con il patrimonio artistico abruzzese e con la tradizione del celebre Cenacolo Michettiano, valorizzando allo stesso tempo la pluralità dei linguaggi contemporanei.

Ospitata nelle prestigiose sale del Museo Michetti, la manifestazione ha ricevuto l’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo e il sostegno di numerose istituzioni, confermandosi anche in questa undicesima edizione come un importante luogo di incontro, confronto e crescita per gli artisti invitati.

La stessa Martorano ha accolto questa esperienza come un momento di particolare valore umano e professionale, sottolineando il significato dell’incontro tra sensibilità differenti e l’importanza di un contesto espositivo capace di favorire condivisione, dialogo e nuove prospettive di ricerca. Un riconoscimento che si inserisce con naturalezza all’interno di un percorso artistico in costante evoluzione, scandito da una presenza sempre più attiva in eventi di rilevanza nazionale e internazionale.

Tra i numerosi appuntamenti che caratterizzano il suo calendario espositivo, abbiamo scelto di raccontare questa esperienza per il valore storico della sede che l’ha ospitata e per il prestigio di una manifestazione che continua a rappresentare un autorevole punto di riferimento nel panorama dell’arte contemporanea italiana.

 

Contacts

Email martorano.nadia@gmail.com

Facebook Nadia Martorano

Instagram martoranonadia

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Poesia e solidarietà a Rossano. Umberto Romano presenta “La valigia di cartone”

La cultura come gesto di solidarietà: la poesia di Umberto Romano arriva a Rossano con "La valigia di cartone"

Ci sono valigie che custodiscono vestiti e altre che conservano frammenti di vita. La valigia di cartone di Umberto Romano appartiene a queste ultime: non contiene soltanto ricordi, ma orizzonti, incontri, radici e partenze, diventando il simbolo di un cammino umano che attraversa luoghi e coscienze.

Sarà questo il cuore dell’incontro “La cultura per la solidarietà”, dedicato alla presentazione dell’ultima opera poetica di Umberto Romano, in programma giovedì 16 luglio 2026, alle ore 19, nel suggestivo Cortile del Museo Diocesano e del Codex, nel centro storico di Corigliano-Rossano – area urbana Rossano.

Promossa da La Mongolfiera Editrice e dal Gruppo degli Amici dell’Arte e, con il patrocinio del Comune di Corigliano-Rossano, l’iniziativa propone un viaggio nel valore più autentico della parola, capace di farsi ponte tra le persone e insieme strumento di dialogo.

L’opera di Romano racconta un itinerario dell’anima, dove ogni pagina diventa una tappa di un percorso segnato da esperienze vissute, affetti, attese e dalla continua ricerca di ciò che unisce gli uomini oltre ogni confine. La poesia si fa così casa per chi parte, rifugio per chi resta e voce per chi continua a credere che la cultura possa ancora generare solidarietà e speranza.

Ad aprire la serata saranno i saluti di Giovanni Spedicati, mentre il coordinamento sarà affidato a Tatiana Novello. Anna Lasso introdurrà l’incontro, cui seguiranno l’incursione letteraria di Giuseppe De Rosis e il dialogo con l’autore, condotto da Giovanni Soda e arricchito dagli interventi di Franco Cirò. A dare voce ai versi saranno Gli Amici dell’Arte, mentre gli intermezzi musicali di Pino Salerno accompagneranno il pubblico in un percorso dove poesia, parole e musica si fonderanno in un’unica intensa esperienza.

Più che una semplice presentazione editoriale, l’appuntamento si propone come un momento di incontro e condivisione, in cui la poesia diventa occasione per rallentare il passo, ritrovare il valore dell’ascolto e riscoprire quella dimensione umana che troppo spesso il tempo contemporaneo tende a mettere in secondo piano.

Perché, in fondo, ogni viaggio comincia da una valigia. E alcune, pur essendo di cartone, custodiscono un patrimonio capace di attraversare il tempo e arrivare dritto al cuore.

 

 

 

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Carla Pugliano a Terni con “Transizioni”. Intervista sulla nuova fase della sua ricerca artistica

In occasione della mostra personale “Transizioni”, ospitata presso il Museo Diocesano e Capitolare di Terni, abbiamo deciso di avviare un colloquio diretto con Carla Pugliano per approfondire dall’interno alcuni passaggi chiave della sua ricerca più recente.

Il progetto espositivo presenta una nuova serie di opere che accompagna un’evoluzione del linguaggio verso una dimensione più libera e materica, in cui il gesto e la stratificazione diventano strumenti centrali di costruzione dell’immagine e di racconto interiore.

Le domande che seguono nascono dal desiderio di entrare nel processo creativo dell’artista e di restituire il modo in cui questa nuova fase si sta formando e definendo nel tempo, tra esperienza e  pratica.

Un dialogo che si inserisce nel percorso della mostra e ne accompagna la lettura da una prospettiva più ravvicinata e personale.

Carla Pugliano Mostra personale Transizioni

In “Transizioni” hai scelto di abbandonare la figura per approdare a una dimensione pienamente astratta. Cosa ha determinato questa svolta così netta nel tuo linguaggio?

Più che un abbandono della figura, che non ho alcuna intenzione di accantonare, parlerei di un’evoluzione naturale. La figurazione è stata uno strumento attraverso cui raccontare l’interiorità dell’essere umano, ma anche un modo per esercitare la mia tecnica nella costruzione dei volumi e degli incarnati. Poi è nata l’esigenza di andare oltre l’immagine, per avvicinarmi a quella purezza che la materia e l’istinto riescono a restituirmi.

L’immediatezza del gesto crea oggi dentro di me un equilibrio tra la pazienza della tecnica e l’impeto dell’irrazionalità. L’informale rappresenta per me l’ignoto, l’imprevisto e l’accettazione dell’incertezza. È un modo per attraversare uno sconvolgimento emotivo improvviso e lasciare che l’opera trovi la sua compiutezza prima che quel sentimento si consumi. È un’esperienza potente, adrenalinica. Non so davvero cosa accadrà e non posso averne il controllo, come a ricordarmi che la vita stessa non si lascia mai domare del tutto.

A questo si aggiunge lo studio dei materiali, dei tempi di essiccazione e della tenuta delle superfici. Non esistono formule magiche e questo comporta inevitabilmente anche momenti di fallimento. Le sfide mi agitano sempre, ma sono proprio quei timori a diventare la mia forza. Ogni volta che sento di aver raggiunto una stabilità, nasce in me il desiderio di superarla. Credo che sia proprio questa tensione continua ad alimentare la mia ricerca artistica, così come accade nella vita.

“Transizioni” rappresenta questo passaggio. Non una rottura con il passato, ma il naturale approdo di un percorso che progressivamente si è liberato dei vincoli del visibile per concentrarsi sull’essenza.

Senza il riferimento figurativo, il centro della tua ricerca sembra spostarsi completamente su materia, gesto e stratificazione. Cosa racconta oggi, per te, l’astrazione che prima passava anche attraverso il corpo e l’immagine?

L’astrazione mi consente di esprimere emozioni e stati interiori senza il filtro del riconoscibile. Mi permette di concentrarmi completamente sull’atto creativo, quell’attimo in cui la tela diventa chiara e si compone attraverso un dialogo profondo con la parte più intima e istintiva di me.

Il gesto è il vero protagonista di questo processo e la materia e il colore ne diventano il prolungamento, ne raccolgono l’energia, lo assecondano e lo mettono alla prova. È da questa relazione che la tela prende forma e ogni stratificazione custodisce nei miei lavori la memoria di ciò che è accaduto sulla superficie e soprattutto nella mia anima. Nulla viene davvero cancellato, ogni colatura, ogni emozione, ogni deposito materico si sedimenta e continua a intrecciarsi con ciò che verrà dopo. Con la figura tradizionale questo accadeva in misura minore, perché inevitabilmente il mio sguardo veniva attratto dal soggetto rappresentato. Quando ho cominciato a immergere volti e corpi in un contesto astratto, la parte più complessa era proprio lo sfondo, perché non controllabile da subito, ma da comporre in modo diretto e imprevedibile.  

Per me il gesto pittorico appartiene a un tempo preciso, destinato però a richiudersi. Lo immagino come un portale da attraversare per entrare nel proprio mondo interiore, ma non sempre è accessibile. Per sua natura è effimero e bisogna saper cogliere quell’istante, affinché il segno rimanga diretto, viscerale e possa prendere forma.

Segue poi una fase di rilettura silenziosa, quasi di ascolto dell’opera stessa. Solo prendendo distanza riesco a comprenderla davvero, ed è sempre sorprendente osservare le interpretazioni di chi la incontra: spesso restituiscono significati che neppure io avevo pienamente intuito.

La figura resta una parte importante del mio lavoro e non sento il desiderio di abbandonarla. Entrambe le dimensioni mi abitano, quella figurativa e quella informale, perché rappresentano due modi diversi ma complementari di esprimermi. È proprio il dialogo continuo, talvolta armonico e talvolta conflittuale, tra queste due forme espressive che, nel loro equilibrio precario, riflette con maggiore autenticità la mia natura.

In questo stesso periodo ti trovi a vivere il Museo Diocesano e Capitolare di Terni in una doppia veste, con una mostra personale e al tempo stesso come curatrice di una collettiva. Cosa cambia nel tuo sguardo quando sei dentro lo spazio come artista e quando invece lo abiti come curatrice, e cosa succede quando queste due prospettive finiscono per sovrapporsi e contaminarsi?

Sono due ruoli differenti, ma complementari. Quando espongo entro in una dimensione intima e  anche più fragile. È il luogo in cui la mia interiorità, le mie incertezze e la mia ricerca trovano una forma concreta. Questa mostra ha per me un significato particolare, perché segna la nascita di una nuova poetica, sviluppata nell’arco di meno di un anno, ma maturata attraverso un percorso introspettivo molto più lungo. È un passaggio che mi emoziona profondamente.

Anche la curatela la sento profondamente. Più che “curatrice”, mi piace pensare di essere semplicemente un’artista che mette a disposizione esperienza e sensibilità al servizio di altri, perché conosco bene cosa significhi affidare una parte di sé e desiderare che venga accolta con rispetto, ascolto e attenzione. Tutto è nato quasi naturalmente dopo l’apertura della mia galleria. Fin dall’inizio ho nutrito il desiderio di contaminare il mio spazio con visioni diverse, con le emozioni di altri artisti. Ad ogni progetto si crea sempre una magia nuova, difficile da spiegare a parole. C’è poi un altro aspetto che considero prezioso: il confronto umano. In questo ruolo ho la fortuna di condividere idee, dubbi, emozioni con persone che parlano, ciascuna a modo proprio, il linguaggio dell’arte.

Per questo le due prospettive finiscono inevitabilmente per contaminarsi. Essere pittrice mi rende più empatica nell’accogliere il lavoro degli altri, mentre l’esperienza della curatela mi offre continuamente nuovi punti di vista che arricchiscono anche il mio modo di dipingere.

Oggi, avere l’opportunità di curare una mostra collettiva in un contesto prestigioso come il Museo Diocesano e Capitolare di Terni è un grande onore. Ho affrontato questa esperienza con attenzione e delicatezza e prima di tutto come artista. Per me prendersi cura di una mostra significa accogliere, custodire e mettere in relazione poetiche differenti, affinché possano convivere senza perdere la propria identità. Quando mi è stato affidato questo incarico ho provato anche un po’ di timore, ma il desiderio di mettermi alla prova è stato più forte. Ho accettato con entusiasmo, sostenuta dalla competenza e dalla professionalità del team di Start Edizioni, da cui ho imparato moltissimo, non solo sul piano professionale, ma anche su quello umano. Ho trovato grande coerenza, serietà e un profondo rispetto per ogni persona coinvolta. Avere l’occasione di conoscere anche il lavoro che c’è dietro ogni progetto mi ha fatto capire quanta dedizione, attenzione e responsabilità richieda. È stata un’esperienza che mi ha dato una prospettiva nuova sul mondo dell’arte e mi ha ricordato quanto ci sia ancora da apprendere. Credo che l’umiltà e il lavoro costante siano elementi fondamentali per crescere prima ancora che come artista, come persona.

È un anno che sto vivendo con un’intensità particolare. Non ho mai avuto un rapporto semplice con il tempo, ma questa immersione totale nell’arte mi dà la sensazione di poterlo dilatare, rendendolo più ricco e  più pieno.

In occasione dell’inaugurazione sarà presente anche il contributo critico di Daniele Radini Tedeschi. Che valore ha per te questo dialogo critico più strutturato e continuativo nella lettura del tuo lavoro e nella sua evoluzione?

Per me il valore più grande di questo dialogo sta proprio nella continuità. Trovo importante avere uno sguardo esterno che mi aiuti a leggere più a fondo il mio percorso. A volte ci sono aspetti del lavoro che chi crea percepisce solo in modo intuitivo e che diventano più chiari grazie al confronto. La critica, quando è sincera e costruttiva, non cambia la direzione del lavoro, che deve restare libera e istintiva, ma aiuta a comprenderlo meglio.

Daniele Radini Tedeschi aveva già accompagnato una mia precedente mostra, prevalentemente figurativa, offrendomi una lettura che ho sentito particolarmente significativa e che considero ancora oggi un importante spunto di riflessione. Ritrovarci in questa mia personale, davanti a una fase completamente nuova della mia ricerca, rende questo momento ancora più significativo. Mi piace l’idea che sia lo stesso sguardo critico a posarsi sulla mia evoluzione nel tempo, perché solo così è possibile coglierne davvero le trasformazioni, ma anche ciò che, nonostante tutto, rimane.

Mi confronterò ancora con la sua lettura con curiosità e apertura totale, certa che saprà mettere in luce i punti di forza del mio lavoro, ma soprattutto gli aspetti sui quali posso continuare a crescere.  È questo, per me, il senso più prezioso di una critica autentica.

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TRANSIZIONI Mostra personale di Carla Pugliano

Carla Pugliano Mostra personale Transizioni

TRANSIZIONI Mostra personale di Carla Pugliano

Museo Diocesano e Capitolare di Terni
3 – 12 luglio 2026

Inaugurazione: 4 luglio 2026, ore 16:30 con l’intervento critico di Daniele Radini Tedeschi

Elevazione, materico su tela 100x100 cm Anno 2026
Affioramenti dell'essere, materico su tela 100x100 cm Anno 2026

Dal 3 al 12 luglio 2026 il Museo Diocesano e Capitolare di Terni ospita Transizioni, mostra personale di Carla Pugliano. L’inaugurazione, prevista per il 4 luglio alle ore 16:30, vedrà l’intervento critico di Daniele Radini Tedeschi, curatore del Padiglione Grenada alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – Biennale di Venezia 2026 e direttore editoriale dell’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti.

Patrocinata dal Comune di Terni e realizzata in collaborazione con Start Edizioni, l’Associazione Culturale La Rosa dei Venti e CathArt Gallery, Transizioni rappresenta una tappa significativa all’interno della ricerca di Carla Pugliano, artista che individua nella materia il luogo privilegiato di una riflessione sul senso dell’essere e sui suoi incessanti mutamenti. Le opere raccolte in mostra si configurano come testimonianze di un processo in continuo divenire, nel quale il dato visibile si apre a una sfera più profonda, evocativa e contemplativa.

Attraverso stratificazioni cromatiche, sedimentazioni e segni che affiorano dalla superficie pittorica, l’artista costruisce campi percettivi nei quali memoria e intuizione convivono in un equilibrio dinamico. L’impasto cromatico si fa presenza viva, deposito di esperienze, luogo di emersione di ciò che appartiene alla sfera più intima dell’individuo.

Interconnessioni, materico su tela 120x100 cm Anno 2025

In questa prospettiva la pittura non assume il compito di descrivere il reale, ma quello di interrogarlo. È proprio in questa tensione emotiva tra presenza e assenza, tra permanenza e trasformazione, che si manifesta la cifra più autentica dell’artista.

La mostra si inserisce coerentemente nel percorso artistico dell’autrice, recentemente valorizzato dalla presenza nell’Atlante dell’Arte Contemporanea, dove si evidenzia come «l’artista riesca a edificare un ponte tra tradizione e innovazione» e come «le creazioni realizzate lascino trasparire una poetica in continua trasformazione, tesa a un crescente e graduale perfezionamento». Una poetica nella quale «la cifra caratterizzante è il pathos, intenso, palpabile, vibrante». Come sottolinea ancora il testo critico pubblicato nel volume, «la Nostra dà vita a una forma di liberazione emotiva dove colore e materia, strumenti privilegiati per la creazione, riescono a penetrare e sondare l’anima. Sensibile e acuta osservatrice, Carla Pugliano diviene la voce narrante di riflessioni sull’esistenza terrena, da sempre oggetto di elucubrazioni da parte degli spiriti saturnini».

Limen, materico su tela 125 x 100 cm Anno 2026
Transizioni (origine), materico su tela 124 x 100 cm Anno 2026

Transizioni si propone come un percorso di contemplazione e consapevolezza, nel quale la pittura si fa strumento di conoscenza, capace di trasformare l’esperienza visiva in un viaggio di introspezione e scoperta di sé.

L’esposizione è aperta al pubblico dal 3 al 12 luglio 2026, tutti i giorni dalle ore 15:00 alle ore 19:00, inclusi sabato e domenica, con ingresso libero.

NOTA BIOGRAFICA

Carla Pugliano è artista, curatrice e fondatrice di CathArt Gallery a Varese, spazio espositivo e atelier dedicato all’arte contemporanea. Dal 2025 ricopre il ruolo di Consulente Artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti.

Nel giugno 2026 partecipa con una sinossi artistica nel Padiglione Nazionale del Guatemala LAS INVISIBLES – 61ª Biennale di Venezia Arte, presso lo Spazio Berlendis, curato da Stefania Pieralice. Già nel 2024 aveva preso parte al collettivo The Perceptive Group presso il Padiglione Nazionale di Grenada in occasione della 60ª Edizione della Biennale. Nell’ottobre 2026 sarà inoltre presente a un’esposizione collettiva presso la Sparks Gallery di San Diego, in California, in collaborazione con la Fondazione Carlo Rambaldi.

La sua ricerca artistica, valorizzata da critici e curatori quali Daniele Radini Tedeschi, Vittorio Sgarbi, Andrea Barretta, si sviluppa tra arte figurativa e sperimentazione contemporanea, mantenendo costante il dialogo tra materia, memoria e spiritualità.
Sarà inoltre presente con una sua opera in proiezione, tra alcune pubblicate sull’Atlante dell’Arte Contemporanea 2026, presso “The Celeste Bartos Theater 3” del MoMA, New York, in occasione della presentazione internazionale del volume.

Tra i riconoscimenti più significativi figurano il Leone d’Oro alla Triennale di Venezia 2024, il premio ricevuto nell’ambito della Biennale di Cremona 2026, il Premio Arte e Cultura della Camera dei Deputati, il Premio alla Carriera di Palazzo Malaspina, il Premio Vasari del Museo ArteIngenio, il Premio della Giuria del Museo NonantolArte e il Premio Internazionale d’Arte Maestri a Milano.

La sua attività espositiva annovera numerose partecipazioni a collettive di rilievo che si affiancano alle esperienze internazionali sopra menzionate, tra cui la Triennale di Venezia 2024, la XIV Florence Biennale, la Biennale di Lisbona e la Biennale di Milano. Il suo percorso comprende inoltre esposizioni presso sedi museali, istituzionali e manifestazioni d’arte in Italia e all’estero. Tra le mostre personali più significative figurano L’Accento sull’Arte (Roma, Galleria La Pigna), Ossimori dell’Anima (Sacro Monte di Varese), Mimesis (Palazzo Velli Expo, Rome Art Week), Catarsi Evolutiva (Sala Lucio Fontana, Comabbio) e Dialoghi dell’Anima presso CathArt Gallery.

SEDE ESPOSITIVA

Museo Diocesano e Capitolare di Terni
Via XI Febbraio 4 – Terni
CONTATTI E INFORMAZIONI

Email  myartcharlotte@gmail.com

Telefono  +39 392 8081554

Instagram carla pugliano Art

Facebook  Carla Pugliano

Sito web  www.carlapuglianoartist.com

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“L’Infinita”. Curatolo, Groccia e Mamone Capria insieme per La Confraternita

La collana La Confraternita nasce dentro l’Università della Poesia J. R. Jiménez, per iniziativa e cura di Daniele Giancane, e trova continuità nel lavoro culturale de La Vallisa, tra rivista e spazio vivo di incontri poetici a Bari. Ogni opuscolo prende forma da un gesto semplice e preciso. Due autori scelgono una voce ospite e da lì si costruisce un piccolo territorio comune, fatto di testi che si affiancano senza perdere la propria autonomia.

 

Qui il tema è la donna, con le sue presenze molteplici, contraddittorie, aperte. Non una figura unica, ma un insieme di possibilità che cambiano da sguardo a sguardo, da esperienza a esperienza.

Maria Curatolo porta una scrittura legata alla memoria e ai luoghi del Sud. Il mare entra nei versi come movimento continuo, la risacca diventa misura del tempo interiore. La maternità si intreccia al senso della continuità, al passaggio delle generazioni, alla responsabilità che nasce dal vivere e dal ricordare. Il ricordo si muove, cambia forma, lascia tracce che restano anche quando sembrano svanire.

Giuseppina Irene Groccia lavora su una parola che avanza per domande. La sua poesia ha qualcosa di narrativo, ma si interrompe spesso per lasciare spazio a ciò che non si lascia afferrare. Lo sguardo cerca sempre un punto oltre la scena, come se ogni immagine chiedesse un’altra spiegazione, un altro passaggio. Dentro questa scrittura la figura femminile appare come presenza in movimento, mai chiusa in una definizione.

Ornella Mamone Capria si muove su una linea più raccolta. La frase si asciuga, resta sospesa, costruisce immagini che sembrano trattenere il pensiero prima che diventi parola piena. Anche i riferimenti più insoliti diventano parte di una struttura interiore, come se ogni forma avesse un suo equilibrio possibile. La donna che emerge da questi versi vive in uno spazio mentale, fatto di distanza e precisione, di ascolto e misura.

Le tre autrici restano distinte, e proprio questa distanza crea un campo comune. La donna prende forma come insieme di voci che non coincidono, che non cercano una sintesi, ma una vicinanza temporanea dentro la pagina.

La grafica di Giuseppe Zilli entra in questo percorso con una scelta precisa, affidando l’immagine di copertina all’opera Regina di cuori di Giuseppina Irene Groccia. L’opera diventa presenza che attraversa il volume, segno che accompagna e apre ulteriori possibilità di lettura visiva.

La voce di Pablo Neruda resta sullo sfondo come una risonanza ampia. Nei suoi versi la dimensione femminile si allarga fino a coincidere con la materia stessa dell’esperienza, con l’intensità dei sensi, con la forza dell’immaginazione che trasforma il quotidiano. Da lì arriva una spinta che tiene insieme le scritture del volume, ognuna con il proprio passo.

La presentazione a Bari, il 22 giugno alla Libreria Roma in Piazza Moro, porterà queste voci nello stesso spazio, con le autrici presenti e il lavoro di Giancane a fare da filo tra le pagine e la scena reale.

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Sotto la pelle, il mare. A Ravello la collettiva internazionale che trasforma il paesaggio in esperienza interiore

Tra le onde della Costiera Amalfitana prende forma un progetto artistico che promette di trasformare il mare in un’esperienza interiore, emotiva e profondamente contemporanea. Dal 20 al 28 giugno 2026 la Giancarlo De Luca Art Gallery di Ravello ospiterà “Sotto la pelle, il mare. Qualcosa che affiora o che resta immerso’’, una mostra collettiva curata da Luciano Di Gianni e promossa da Flusso Contemporary Art.

Non si tratta di una semplice esposizione dedicata al paesaggio marino. Il mare, in questo progetto, abbandona la sua dimensione descrittiva per diventare metafora dell’invisibile. È memoria, trasformazione, tensione silenziosa, ritmo nascosto che attraversa il corpo e la mente. Il concept della mostra invita infatti gli artisti a confrontarsi con ciò che resta sommerso, con le emozioni trattenute e con quelle tracce interiori che emergono solo in alcuni momenti della vita.

Il titolo stesso, “Sotto la pelle, il mare”, suggerisce un’immagine potente e universale. Il mare non come orizzonte esterno, ma come presenza costante dentro ciascuno di noi. Una corrente invisibile che attraversa esistenze, ricordi e mutamenti. È da questa visione poetica e intensa che nasce l’open call internazionale rivolta ad artisti senza limiti di età o provenienza.

Pittura, fotografia, scultura, installazione, video e sound art saranno i linguaggi protagonisti di una mostra che punta a costruire un dialogo tra ricerca artistica e sensibilità contemporanea. Non è una rappresentazione diretta del mare. Al contrario, il riferimento può essere simbolico, astratto o concettuale, lasciando spazio a interpretazioni personali e sperimentazioni visive.

I temi suggeriti dal progetto attraversano profondità e superficie, deriva e confine, ritmo ed ecosostenibilità. Parole che diventano territori emotivi e filosofici, ma anche riflessioni urgenti sul nostro tempo. Il mare, dunque, non è soltanto elemento naturale, ma organismo vivo, spazio mentale, metafora di fragilità e rinascita.

La scelta di Ravello come sede della mostra aggiunge ulteriore fascino all’iniziativa. La città sospesa tra cielo e mare, simbolo della cultura mediterranea e dell’ispirazione artistica internazionale, accoglierà ventuno artisti provenienti da diverse realtà creative, dando vita ad un percorso espositivo capace di intrecciare identità, linguaggi e visioni contemporanee: Kathleen Allen, Tina Contaldo, Lello D’Anna, Andrea Di Bartolomeo, Stefania Frigenti, Carlo Gentile, Elena Lembo, Giuliana Marchi, Antonio Mariconda, Giuseppe Nocerino, William Papaleo, Davide Pollina, Giulia Reale, Chicca Regalino, Raffaele Romano, Antonia Sciortino, Regina Senatore, Barbara Spatuzzi, Sabrina Tortorella, Ilenia Vertullo, Eleonora Volpe.

L’inaugurazione è prevista per sabato 20 giugno 2026 alle ore 19.00.  Gli artisti selezionati entreranno a far parte di un progetto curatoriale che punta non solo alla valorizzazione delle opere, ma anche alla costruzione di una rete culturale capace di dialogare con il territorio e con il panorama artistico contemporaneo.

In un tempo dominato dalla velocità e dalla superficie, “Sotto la pelle, il mare” sceglie invece di rallentare e di guardare dentro. Di ascoltare ciò che si muove silenziosamente sotto le apparenze. È qui che l’arte torna a essere esperienza autentica, attraversamento emotivo e spazio di connessione profonda tra individuo e mondo.

Fondata con l’obiettivo di promuovere il dialogo tra ricerca artistica e pubblico, la Giancarlo De Luca Art Gallery  rappresenta il contesto ideale per ospitare l’evento. 

La Galleria d’Arte Giancarlo De Luca si trova nel cuore della Costiera Amalfitana, tra le pittoresche colline di Ravello, una città conosciuta a livello internazionale per la sua scena artistica; dagli artisti ai musicisti, dagli attori agli scrittori e molti altri, i creativi affluiscono in questa suggestiva località montana.

La galleria è stata aperta da Giancarlo De Luca nel 2020, nel pieno della pandemia. Nonostante i tempi difficili e incerti, la galleria ha avuto successo e continua a essere una parte importante della vivace scena artistica di Ravello. La galleria sostiene un’ampia varietà di artisti, sia locali che internazionali. La nostra collezione comprende una vasta gamma di stili, generi, mezzi espressivi e tecniche, riflettendo gli interessi e le preferenze di Giancarlo De Luca, oltre alla sua stessa versatilità artistica.

In questo contesto si inserisce perfettamente il progetto espositivo, curato da Luciano Di Gianni, la cui visione curatoriale ne orienta con equilibrio e chiarezza lo sviluppo.

Il mare, cuore concettuale della mostra, non viene raccontato soltanto come elemento naturale o paesaggistico, ma come memoria collettiva, identità mediterranea e spazio emotivo che unisce persone, territori e storie.

Da una parte la sensibilità degli artisti chiamati a esplorare ciò che “resta immerso”, dall’altra una realtà storica che custodisce il legame autentico tra la Costiera Amalfitana e il mare. È un incontro che rafforza il senso della mostra e ne amplifica il messaggio culturale.

Va sottolineata l’importanza del tema dell’ecosostenibilità, inserito tra gli spunti della call artistica. In un momento storico in cui il mare è sempre più fragile e minacciato, il dialogo tra istituzioni culturali e realtà impegnate nella valorizzazione del territorio assume un ruolo fondamentale. L’arte diventa così uno strumento di riflessione collettiva, capace di sensibilizzare il pubblico attraverso emozioni, immagini e visioni contemporanee.

Le opere esposte accompagneranno il visitatore in un percorso immersivo fatto di linguaggi differenti, sensibilità generazionali e visioni intime del mare contemporaneo. La mostra riunirà artisti affermati e giovani emergenti provenienti da diverse esperienze artistiche, creando un dialogo capace di intrecciare maturità espressiva, sperimentazione e nuove prospettive creative.

Ogni opera interpreterà il concept della mostra in modo personale e profondamente emotivo. Non ci saranno semplici rappresentazioni marine o vedute tradizionali del paesaggio costiero. Il mare diventerà invece metafora di ciò che si muove dentro l’essere umano: memoria, inquietudine, trasformazione, desiderio, silenzio e rinascita.

Alcune opere indagheranno il tema della profondità come spazio dell’inconscio e delle emozioni sommerse, altre lavoreranno sul confine sottile tra ciò che appare e ciò che resta nascosto. Ci saranno lavori dedicati al ritmo, al respiro e al fluire del tempo, mentre altri affronteranno il tema della deriva contemporanea, delle fragilità interiori e del rapporto tra uomo e ambiente.

La presenza di artisti emergenti accanto a nomi già consolidati renderà la collettiva ancora più dinamica e viva. I giovani porteranno nuove urgenze espressive e sperimentazioni contemporanee, mentre gli artisti affermati offriranno opere capaci di restituire profondità di ricerca e maturità concettuale. Questo confronto generazionale rappresenterà uno degli elementi più interessanti della mostra, trasformando l’esposizione in uno spazio aperto di dialogo e contaminazione artistica.

“Sotto la pelle, il mare” non sarà soltanto una mostra da osservare, ma un’esperienza da attraversare. Un viaggio tra opere che inviteranno il pubblico a riconoscere nel mare non solo un elemento naturale, ma una presenza interiore, invisibile e universale, capace di parlare a ciascuno in modo diverso.

In questo contesto Ravello e la Costiera Amalfitana non fanno soltanto da cornice alla mostra, ma diventano parte integrante del racconto. Un luogo in cui il mare non è sfondo, ma identità viva, presenza costante e memoria condivisa.

L’ingresso è libero ed è gratuito:

Giancarlo De Luca Art Gallery – Via Roma, 18, Ravello SA

Info: flussocontemporaryart@gmail.com

Tel. 320 910 7557 (Luciano Di Gianni)

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Segnalazione Eventi

Parco Borsellino, cittadinanza attiva e beni comuni. Al via il progetto LIBI – Piccola Biblioteca Coltiviamo Scintille

Sabato 13 giugno, alle ore 18.30, il Parco Borsellino (a.u. Rossano) ospiterà un incontro pubblico dedicato alla cittadinanza attiva e alla cura dei beni comuni, per lanciare il progetto LIBI – Piccola Biblioteca Coltiviamo scintille.

         L’iniziativa nasce per dimostrare che la cura degli spazi di tutti si fa con azioni concrete e, soprattutto, con la collaborazione. Al centro del progetto LIBI, una piccola casetta di bookcrosing che, al momento, è in attesa delle autorizzazioni necessarie per essere installata, ma che racchiude già una bellissima storia di comunità: la struttura è stata realizzata dai detenuti della falegnameria della Casa di Reclusione di Corigliano Rossano, dipinta dai ragazzi e dalle ragazze della Scuola Secondaria di Primo Grado C. Levi, e già inserita nel circuito internazionale Little Free Library. Il cuore di Libi batte già forte, grazie ai libri donati da liberi cittadini, associazioni, e librerie indipendenti di quasi tutte le provincie della Calabria.

         L’evento di sabato vedrà protagonista assoluto il Consiglio Comunale dei Ragazzi, in seduta di consiglio, si farà portavoce di un percorso di riqualificazione più ampio, proposta portata avanti dall’Associazione di Volontariato Insieme ODV e Ruskia APS, pensata per sottrarre l’area all’abbandono, e trasformarla in punto di riferimento vivo del quartiere.

         Le intenzioni dei promotori sono concrete, e mirano a piccoli ma significati interventi. Un ringraziamento va sin da ora a tutte le associazioni presenti in locandina, il cui supporto è fondamentale per dare gambe a questo percorso e dimostrare che l’unione delle forze sul territorio può generare un cambiamento reale.

        Subito dopo la seduta del Consiglio Comunale dei Ragazzi, si passerà dalle parole ai fatti, con un’azione simbolica di pulizia del parco. L’intervento sul campo sarà possibile grazie ai materiali forniti dal Circolo Legambiente Corigliano Rossano con la sensibilizzazione delle altre associazioni ambientaliste coinvolte: Plastic Free, WWF, Gruppo Cai Corigliano Rossano.

         L’appuntamento di sabato sarà solo un’occasione per dimostrare che, se tutti insieme facciamo qualcosa, possiamo fare davvero la differenza, creando una sinergia concreta, tra cittadini, associazioni, e istituzioni.

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ArteSegnalazione Eventi

Urban Script’Art | Grande successo per il progetto diffuso della V edizione di Patir 2026

Si è concluso con un importante riscontro di pubblico e partecipazione il percorso di Urban Script’Art, progetto artistico diffuso realizzato nell’ambito della V edizione di Open Lab Patir 2026, dedicata al tema “Scriptoria”.

Un’iniziativa che ha confermato la propria capacità di coinvolgere il territorio, trasformandolo in un unico grande spazio espositivo e narrativo, dove arte contemporanea, comunità e valorizzazione dei luoghi si sono intrecciate in un dialogo continuo e partecipato.

Il progetto ha registrato una significativa presenza di pubblico e un’ampia adesione da parte degli artisti, consolidando Patir come uno degli appuntamenti culturali più dinamici del territorio.

 

Il percorso espositivo si è sviluppato come un itinerario diffuso che ha preso avvio dalla Chiesa di San Bernardino, nel centro storico di Rossano, sede dell’evento inaugurale con la presentazione del progetto e l’incontro con gli artisti partecipanti, che ha accolto 84 opere.

Da qui il viaggio artistico è proseguito verso il Castello Ducale di Corigliano, per poi concludersi negli spazi aperti e suggestivi dell’Abbazia del Patire, luogo simbolico in cui le opere hanno dialogato con la storia, il paesaggio e il tema centrale dell’edizione: la scrittura come memoria, trasmissione del sapere e costruzione di identità culturale.

Tra i momenti più significativi dell’intero progetto, la partecipazione di Brunori Sas nella giornata conclusiva di Patir 2026, in occasione del ritiro del Premio Leone. La sua presenza alla mostra e il dialogo diretto con gli artisti hanno rappresentato un momento di forte intensità culturale e di scambio autentico tra linguaggi artistici differenti.

Complessivamente sono state esposte 183 opere realizzate da 25 artisti provenienti dai comuni di Corigliano-Rossano, Mirto Crosia, Paludi, Spezzano Albanese, Cassano Ionio e Cariati, a testimonianza della vivacità creativa del territorio e della sua capacità di generare reti artistiche condivise.

Particolarmente rilevante anche il progetto “Arte in Vetrina”, che ha coinvolto 63 attività commerciali trasformando il tessuto urbano in un museo diffuso. Novanta opere hanno trovato spazio lungo Viale Michelangelo, Via Nazionale e nel centro di Corigliano, dando vita a un dialogo diretto tra arte e quotidianità.

In contemporanea, il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli ha ospitato in esposizione permanente 12 opere realizzate dai giovanissimi artisti della Piccola Officina dell’Arte, valorizzando il lavoro delle nuove generazioni.

 

Gli artisti protagonisti di questa edizione sono: Valeria Aloe, Mariella Arcuri, Pina Baffo, Graziella Barbieri, Alfonso Caniglia, Antonio Cimino, Patrizia Crupi, Rossella D’Aula, Ercolino Ferraina, Rosa Fortino, Giuseppina Irene Groccia, Anna Lauria, Nadia Martorano, Tina Morello, Eliana Noto, Amelia Perrone, Angela Pirillo, Ida Proto, Maria Romeo, Natale Saccoliti, Pino Savoia, Soeve, Concetta Tridico, Antonella Vincenzo e Salvino Volpe.

Accanto a loro, le numerose attività commerciali che hanno aderito al progetto “Arte in Vetrina”: Videoerre, Smokie’s, Ottica Sound Vision, Calzature Guerriero, Gocce di Luna, Blooker, Ottica Salatino, Morelli Boutique, In&Out Concept, Yamamay, Farmacia Ferrari, Amplifon, Piero e Mimmo, Santella Fotografia & Digital Media, Nuova Idea-Bimbo Mix, Modáh, Misuraca Calzature, Blue Sand, Cartoleria Favorita, Moda Junior, Euforia, Taxi Bleu Uomo, Toscano, In Stile Boutique, Escunà, Centro Tim Wind3, Pisano Case Servizi Immobiliari, Unika Boutique, Sev Iren, Ottica Simeri, Hi-Phone, Tinari Fiori, Martucci Abbigliamento, Wicon Cosmetics, Idexè, Oblò, Ottica Russo, Ethòs Campana Profumeria, Calzature del Popolo, Bulli e Pupe Uomo, Pasticceria Primavera, Mondadori Bookstore, Bulli e Pupe Donna, Vulcania Immobiliare, Gioielleria Lauria, Vanità, Levante Panificio, United Colors of Benetton, Noemi, Cartosystem, Libreria Aurora e Ottica Di Lernia.

Promossa all’interno del progetto culturale Patir, l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra quattro realtà associative del territorio: il Centro Studi Artistici Segantini di Patrizia Crupi, La Piccola Officina dell’Arte di Antonio Cimino, il Centro Arte Club di Ercolino Ferraina e L’ArteCheMiPiace di Giuseppina Irene Groccia.

Una sinergia che ha permesso di costruire un progetto condiviso, capace di mettere in rete competenze, visioni e sensibilità differenti, rafforzando il ruolo dell’arte come strumento di dialogo, partecipazione e crescita collettiva.

Urban Script’Art si conferma così come un’esperienza culturale diffusa capace di unire luoghi, persone e linguaggi diversi, trasformando il territorio in una narrazione condivisa.

Un’esperienza che trova il suo significato più autentico nel tema “Scriptoria”, filo conduttore di Patir 2026: come negli antichi scriptoria la scrittura custodiva e tramandava il sapere, così oggi le opere diventano tracce contemporanee di memoria e visione, costruendo una narrazione condivisa tra eredità, presente e futuro.

 

Clicca sull’immagine qui sotto per visualizzare il video sul nostro canale YouTube, al quale vi invitiamo a iscrivervi.
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Segnalazione Eventi

Urban Script’ Art: artisti, territorio e linguaggi contemporanei accompagnano la V edizione di Patir

Urban Script’ Art


Dal 16 al 24 maggio 2026 – Corigliano Rossano (CS)

All’interno della V edizione di Patir – Open Lab 2026, dal titolo “Scriptoria. Segni della complessità: dalle pergamene agli algoritmi”, promossa dall’associazione Rossano Purpurea guidata dalla presidente Alessandra Mazzei, prende forma Urban Script’ Art, il percorso artistico diffuso che accompagnerà l’intera settimana dell’evento trasformando Corigliano Rossano (CS) in una grande trama visiva di segni, visioni e linguaggi contemporanei.

Promossa all’interno del progetto culturale Patir, l’iniziativa artistica nasce dalla collaborazione tra quattro importanti realtà associative del territorio: il Centro Studi Artistici Segantini di Patrizia Crupi, La Piccola Officina dell’Arte di Antonio Cimino, il Centro Arte Club di Ercolino Ferraina e L’Artechemipiace di Giuseppina Irene Groccia.

Un lavoro condiviso che ha visto il team curatoriale impegnato nella selezione di numerose opere giunte da artisti provenienti da differenti percorsi espressivi, accomunate dalla volontà di confrontarsi con il tema della scrittura e della spiritualità come segno identitario, traccia interiore, dialogo e trasformazione, mantenendo però intatta la propria voce artistica, senza sovrapporre il tema al linguaggio intimo e personale della ricerca individuale.

Così come Patir 2026 riflette sul viaggio della scrittura, dalle pergamene miniate agli algoritmi contemporanei, anche Urban Script’ Art assume la forma di una narrazione itinerante. Si tratta di un percorso artistico diffuso tra luoghi simbolici, spazi storici e arterie urbane della città, dove arte contemporanea, patrimonio e comunità si incontrano in un dialogo aperto e condiviso.

L’edizione 2026 si presenta infatti con una struttura ancora più articolata e dinamica, dislocata in più location e scandita da differenti appuntamenti espositivi. Le opere seguiranno il cammino dell’evento principale, spostandosi e intrecciandosi ai diversi momenti di Patir, in una sorta di “scrittura in movimento” che attraversa il territorio e lo abita.

Si parte il 16 maggio 2026 alle ore 17.00, presso la Chiesa di San Bernardino, nell’area urbana di Rossano, con l’inaugurazione della mostra itinerante di Urban Script’ Art, primo momento ufficiale di questo viaggio artistico.

Nella stessa giornata prenderà vita anche Arte in Vetrina, nuovo progetto pensato per coinvolgere il tessuto commerciale cittadino. Come un albero che dalle proprie radici estende i rami verso nuove direzioni, anche l’arte sceglie di diffondersi nelle principali arterie urbane della città, entrando nelle vetrine dei negozi e incontrando il pubblico nella quotidianità.

Le attività commerciali di Viale Michelangelo e Via Nazionale per l’area urbana di Rossano, insieme a Via Nazionale per l’area urbana di Corigliano, ospiteranno opere e installazioni dal 16 al 24 maggio, trasformando il centro cittadino in una galleria d’arte a cielo aperto. Un plauso speciale va ai commercianti che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, contribuendo concretamente alla costruzione di una comunità culturale partecipata. Un ringraziamento altrettanto sentito va a tutti gli artisti che hanno accolto l’invito a prendere parte al progetto, mettendo a disposizione il proprio linguaggio espressivo e contribuendo in modo determinante alla costruzione di questo percorso diffuso tra segni, scritture e visioni contemporanee.

Di seguito gli artisti in mostra:
Mariella Arcuri, Valeria Aloe, Pina Baffo, Graziela Barbieri, Alfonso Caniglia, Antonio Cimino, Patrizia Crupi, Rossella D’Aula, Ercolino Ferraina, Rosa Fortino, Giuseppina Irene Groccia, Anna Lauria, Nadia Martorano, Tina Morello, Eliana Noto, Amelia Perrone, Angela Pirillo, Ida Proto, Maria Romeo, Natale Saccoliti, Pino Savoia, Soeve, Conceita Tridico, Antonella Vincenzo e Salvino Volpe.

Sempre dal 16 al 24 maggio, gli spazi del museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”accoglieranno le esposizioni dedicate ai piccoli artisti, offrendo uno sguardo sulle nuove generazioni creative e sull’importanza dell’arte come strumento educativo e di crescita collettiva.

Il 22 maggio 2026, presso il Castello Ducale di Corigliano, il percorso si articolerà in un convegno dedicato al passaggio dalla scrittura antica ai linguaggi digitali contemporanei, affiancato dall’esposizione delle opere degli artisti. L’appuntamento si colloca all’interno di Patir 2026, che mette in dialogo patrimonio storico e pratiche artistiche contemporanee, lungo una riflessione condivisa sui linguaggi e sulle loro trasformazioni.

Momento culminante di Urban Script’ Art sarà la grande esposizione del 23 e 24 maggio 2026, a partire dalle ore 10.00, negli spazi esterni dell’Abbazia di Santa Maria del Patire. Qui le opere dialogheranno con la spiritualità del luogo, con la pietra antica del complesso monastico e con il silenzio che per secoli ha custodito il lavoro degli amanuensi. Un incontro tra contemporaneità e memoria, tra segno artistico e traccia spirituale, in perfetta sintonia con il tema di Patir 2026.

Urban Script’ Art si inserisce così nel più ampio orizzonte di Scriptoria, tema portante di questa edizione di Patir, come spazio di relazione tra scritture diverse, dove ogni artista porta il proprio segno, la propria grammatica visiva e la propria ricerca.

Ne emerge un intreccio di linguaggi autonomi ma convergenti, che si riconoscono e si rispecchiano, dando forma a un confronto essenziale e a un rinnovamento dello slancio creativo, fondato sull’incontro tra differenze affini. Un rimando all’Abbazia di Santa Maria del Patire, dove gli scriptoria non furono semplici luoghi di trascrizione, ma officine del pensiero e della trasmissione del sapere, in cui la parola si faceva segno duraturo, continuità che attraversa il tempo, esattamente come l’arte.

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