La cultura come gesto di solidarietà: la poesia di Umberto Romano arriva a Rossano con "La valigia di cartone"
Ci sono valigie che custodiscono vestiti e altre che conservano frammenti di vita. La valigia di cartone di Umberto Romano appartiene a queste ultime: non contiene soltanto ricordi, ma orizzonti, incontri, radici e partenze, diventando il simbolo di un cammino umano che attraversa luoghi e coscienze.
Sarà questo il cuore dell’incontro “La cultura per la solidarietà”, dedicato alla presentazione dell’ultima opera poetica di Umberto Romano, in programma giovedì 16 luglio 2026, alle ore 19, nel suggestivo Cortile del Museo Diocesano e del Codex, nel centro storico di Corigliano-Rossano – area urbana Rossano.
Promossa da La Mongolfiera Editrice e dal Gruppo degli Amici dell’Arte e, con il patrocinio del Comune di Corigliano-Rossano, l’iniziativa propone un viaggio nel valore più autentico della parola, capace di farsi ponte tra le persone e insieme strumento di dialogo.
L’opera di Romano racconta un itinerario dell’anima, dove ogni pagina diventa una tappa di un percorso segnato da esperienze vissute, affetti, attese e dalla continua ricerca di ciò che unisce gli uomini oltre ogni confine. La poesia si fa così casa per chi parte, rifugio per chi resta e voce per chi continua a credere che la cultura possa ancora generare solidarietà e speranza.
Ad aprire la serata saranno i saluti di Giovanni Spedicati, mentre il coordinamento sarà affidato a Tatiana Novello. Anna Lasso introdurrà l’incontro, cui seguiranno l’incursione letteraria di Giuseppe De Rosis e il dialogo con l’autore, condotto da Giovanni Soda e arricchito dagli interventi di Franco Cirò. A dare voce ai versi saranno Gli Amici dell’Arte, mentre gli intermezzi musicali di Pino Salerno accompagneranno il pubblico in un percorso dove poesia, parole e musica si fonderanno in un’unica intensa esperienza.
Più che una semplice presentazione editoriale, l’appuntamento si propone come un momento di incontro e condivisione, in cui la poesia diventa occasione per rallentare il passo, ritrovare il valore dell’ascolto e riscoprire quella dimensione umana che troppo spesso il tempo contemporaneo tende a mettere in secondo piano.
Perché, in fondo, ogni viaggio comincia da una valigia. E alcune, pur essendo di cartone, custodiscono un patrimonio capace di attraversare il tempo e arrivare dritto al cuore.





