Sono state due creazioni di Veronica Martino ad aprire ieri sera, nel cuore del centro storico di Cariati, la prima edizione del Premio 103 – Tra Moda & Cultura, ideato da Giovanni Carone, titolare della Boutique Centotre. Un’apertura affidata a due abiti, Aura e Hestia, che hanno portato in scena una riflessione sulle radici della Magna Grecia attraverso due elementi apparentemente lontani, ma in realtà strettamente complementari.
Aura richiama la brezza, l’aria, la leggerezza, il movimento di ciò che attraversa lo spazio senza lasciarsi trattenere. Hestia, invece, evoca il focolare, la casa, la famiglia, il luogo della permanenza e dell’appartenenza. Due dimensioni che Veronica Martino ha scelto di accostare proprio nella loro apparente opposizione, dimostrando come la libertà del vento e la solidità della radice possano appartenere alla stessa narrazione.
Due abiti che hanno dunque inaugurato una serata nella quale la moda è stata chiamata a dialogare con la storia, l’arte e l’identità di un territorio. Per la sua partecipazione e per aver aperto questa prima edizione con le sue creazioni, Veronica Martino ha ricevuto un riconoscimento voluto dal patron Giovanni Carone, a sottolineare il valore della sua ricerca e il contributo offerto alla manifestazione.
Da questo primo momento ha preso forma il racconto del Premio 103, un progetto nato dall’idea di trasformare una serata di spettacolo in un’occasione di incontro fra personalità e talenti differenti. Non soltanto moda, dunque, ma una valorizzazione delle eccellenze attraverso la cultura, l’arte, la musica e la capacità di promuovere il territorio.
Tra i numerosi riconoscimenti assegnati nel corso della serata, quello ad Assunta Scorpiniti, giornalista, scrittrice e promotrice culturale, da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale di Cariati. Il suo percorso, fatto di attività giornalistica, ricerca, scrittura e progettualità culturale, si è intrecciato fortemente con quello della sua comunità. A lei è stato riconosciuto l’impegno profuso a favore dell’arte e della cultura del territorio, anche attraverso la nascita e la promozione del Mu.M.A.M., Museo Civico di Cariati, divenuto nel tempo uno spazio importante per la conservazione e la valorizzazione della memoria locale.
Un riconoscimento è andato anche ad Alfonso Caniglia, scultore cariatese che ha costruito negli anni una ricerca strettamente legata al territorio e numerose collaborazioni con enti e istituzioni. Le sue opere sono entrate a far parte dello stesso tessuto urbano e culturale di Cariati, dialogando con il centro storico e con diversi progetti promossi in collaborazione con realtà ecclesiastiche e culturali. Tra le esperienze più recenti, anche la partecipazione al progetto dedicato a San Bartolomeo da Simeri per il Patire, ulteriore testimonianza di una ricerca che continua a misurarsi con la storia e con i luoghi della Calabria.
Nel segno della moda e della ricerca creativa è arrivato anche il riconoscimento a Luigia Granata, stilista e designer calabrese che ha fatto dell’incontro tra moda, arte, territorio e identità uno dei tratti distintivi della propria ricerca. Il suo lavoro ha portato la Calabria nel linguaggio contemporaneo della moda, trasformando elementi del patrimonio culturale e paesaggistico regionale in materia creativa e dando vita a quello che la stessa artista definisce un vero e proprio “abito culturale”. Un percorso che negli anni l’ha condotta a confrontarsi con importanti contesti nazionali e internazionali.
A tenere insieme i diversi momenti della serata è stata la conduzione di Antonio D’Amico, patron del Premio Ausonia, mentre tra gli ospiti hanno trovato spazio personalità del mondo della moda e dello spettacolo. Presente Maria Francesca Guido, Miss Calabria 2017, insieme al designer e stilista internazionale Michele Gaudiomonte, figura di riferimento nel panorama della moda.
La musica ha portato sul palco la voce di Sol, artista italo-argentina reduce da importanti esperienze internazionali a bordo delle più prestigiose navi da crociera. A regalare invece momenti di stupore è stato Heldin, illusionista e showman noto al pubblico televisivo italiano, protagonista di numerose trasmissioni Rai e conosciuto anche dalla stampa internazionale come il “Mago del Papa”.
Una serata, dunque, costruita attorno a linguaggi diversi ma accomunati dalla volontà di raccontare il talento e la capacità creativa. Una scelta che ha trovato nella cornice di Piazza Plebiscito il luogo ideale per trasformare il centro storico di Cariati in un grande palcoscenico.
La risposta del pubblico è stata significativa: il borgo si è presentato gremito, restituendo l’immagine di una comunità capace di accogliere una manifestazione articolata e di richiamare un pubblico non soltanto locale. Un risultato che conferma quanto la valorizzazione di un territorio possa passare anche dalla qualità delle proposte culturali e dalla capacità di costruire occasioni nelle quali storia, creatività e spettacolo possano incontrarsi.
Con la prima edizione del Premio 103, Giovanni Carone ha così dato vita a un appuntamento che guarda alla moda come a un possibile linguaggio culturale e al territorio come a un patrimonio da raccontare. Una prima esperienza che, per partecipazione e contenuti, ha mostrato le potenzialità di Cariati nel proporsi come protagonista di un’offerta culturale capace di parlare tanto alla propria comunità quanto a chi arriva da fuori.
A chiudere la serata, il live DJ set di Walter Russo, che ha accompagnato il pubblico nella parte conclusiva di una manifestazione nata con un’ambizione precisa: dimostrare che un borgo storico non è soltanto una splendida cornice, ma può diventare esso stesso luogo vivo di cultura, creatività e incontro.





