A Schiavonea, un borgo marinaro affacciato sulla costa ionica, a due passi da Corigliano e da Rossano, in provincia di Cosenza, vive Maria Curatolo, una poetessa impegnata attivamente sul territorio come promotrice culturale.
Sabato 18 luglio, alle ore 18,30, all’interno della VII Edizione di “Letture nel borgo con l’autore”, la scrittrice ha organizzato la presentazione della nuova collana di poesie “La Confraternita letteraria, Dal sud – Poesia meridionale”, e dell’ultimo numero della rivista La Vallisa (Edizioni Gagliano di Daniela Gagliano). Entrambe sono dirette dal professor Daniele Giancane, poeta, scrittore, critico letterario, già docente di Letteratura per l’infanzia presso l’Università agli studi di Bari e autore di più di un centinaio di testi.
Maria Curatolo, coordinatrice dell’evento, componente dell’Università della poesia J.R. Jiménez e redattrice della storica rivista di poesia, dopo i saluti e i ringraziamenti, ha informato il nutrito pubblico, presente nonostante le proibitive elevate temperature, delle assenze del professor Giancane e del poeta Eugenio Nastasi. Successivamente ha dato via all’incontro, pensato all’aperto, in Via Pola (una stradina chiusa, fronte mare) dinanzi alla sede della sua associazione culturale.
Dopo la realizzazione degli opuscoli individuali (con dieci poesie) a cura dell’Università della poesia J.R. Jiménez, appariva interessante sperimentare che più autori, due appartenenti alla comunità letteraria de La Vallisa e uno esterno – sostiene il poeta salentino – scrivessero sei poesie ciascuno su un tema prescelto, a partire dal verso di un famoso poeta, verso che poi avrebbe dato il titolo al libretto.
Zilli successivamente, infrangendo la regola della comunità letteraria, che prevede che agli incontri di poesia siano letti solo i testi poetici dei presenti, omaggia, i grandi maestri suoi compagni di penna (Giancane e Nastasi), assenti per causa di forza maggiore, declamando, (prima di leggere un suo testo) una loro poesia dedicata all’amore.
Tema invece dell’opuscolo successivo sono i luoghi dell’anima, e la scrivente, che insieme a Matteo De Marzo e Pasquale Vitagliano ha pubblicato “ C’è un altro cielo (E. Dickinson)”, prima di far ascoltare una sua poesia, è invitata dalla moderatrice a riassumere la storia della comunità letteraria dell’Università della poesia J.R Jiménez e della longeva rivista La Vallisa, al suo quarantatreesimo anno di vita, soffermandosi in particolare sul Progetto europeo CERV “Poetry for Participation”, vinto con Associazione InCo e sullo speciale dell’ultimo numero dedicato alla Finlandia.
Seguono gli interventi dei poeti Rosa Cecere e Sandro Marano, autori, insieme a Giuseppina Girasoli, della pubblicazione “Amavo più di ogni altro un salice d’argento (Anna Achmatova)”, opuscolo dedicato alla natura, quindi Clara Russo che legge un testo tratto dal suo libretto “Le ricordanze (G. Deledda)”, realizzato con le poetesse Anna Cellaro e Maria Pina Ciancio.
La parola poetica è poi affidata a Loredana Lorusso e Rocco Angelo Stano che con Monica Messa hanno pubblicato “Di sogno in sogno (Yeats)”, diciotto poesie sul sogno.
Quindi è la volta di Roberta Positano che, oltre a declamare un suo testo, tratto dalla pubblicazione “Ma tu sei la pianta (R.M.Z Rilke)”, realizzata con Silvia De Luca e Paolo Polvani, si sofferma a parlare del suggestivo e interessante viaggio in Finlandia, intrapreso con le altre ragazze di Luminka (Maria Curatolo e Giuseppina Girasoli), nell’ambito del Progetto europeo sulla poesia. Alla sua testimonianza si collega Maria Curatolo, leggendo alcuni haiku ispirati dalle atmosfere nordiche.
È la volta poi della poetessa calabrese Sonia Vivona, autrice insieme a Maurizio De Giglio e Damiano Leo del libretto “Pace non trovo (Petrarca)”, che declama una sua poesia su un tema attuale quanto delicato.
Seguono gli interventi di Ornella Mamone Capria, Maria Curatolo e Giuseppina Irene Groccia che invece hanno scelto di soffermarsi sul tema delle donne, pubblicando “L’infinita (P. Neruda)”, con una copertina che riprende un bellissimo dipinto della Groccia.
Come da programma conclude la serata con il suo interessante intervento il professor Gennaro Mercogliano dell’Università popolare rossanese, che definisce l’evento una calorosa odissea, un viaggio nella poesia del sud, matrice di tutte le culture.
Oggi abbiamo ascoltato un bel saggio di poesia – afferma il docente, storico e critico letterario – sulla natura, sulla vita, sulle esperienze, esperienze fatte anche di dolore e sofferenza.
I testi degli opuscoli della Confraternita, di cui sarebbe interessante fare una lettura analitica approfondita, li raggrupperei in tre grandi macroaree: poesia del realismo, poesia della trasfigurazione, poesia sperimentale.
Mi preme sottolineare – aggiunge – che contemporaneamente alla rivista pugliese La Vallisa in questa zona della Calabria nasceva a cura di Dante Maffia un ‘altra interessante rivista di poesia e “ I 100 poeti di Laicata”, un testo del 1990 che ho curato personalmente e che raccoglie le espressioni più interessanti della poesia dell’epoca.
Noi come poesia meridionale, poeti de La Vallisa e poeti di Lacaita, rappresentiamo una poesia alternativa rispetto alle grandi case editrici del Nord, ai potentati editoriali e, pur non disponendo di ingenti forze economiche, possediamo la forza della cultura di cui siamo matrice, perché è nel bacino del Mediterraneo che sono nati tanti grandi poeti e tanti ce ne sono oggi.
Tra essi Nastasi che ha compiuto con la sua poesia un cammino in salita, un autore immerso nella vita pulsante della nostra terra, della nostra cultura, un poeta stimato e apprezzatissimo, a cui dedico un affettuoso saluto e un grande augurio – conclude il professor Mercogliano con la voce rotta dall’emozione.
Un poeta cosentino, amico di Sonia, ci regala la declamazione di una sua poesia su Ulisse.
Rodia, chiamato dalla conduttrice a condividere una breve riflessione sulla serata, riprende l’intervento del professor Mercogliano sulla poesia del Sud, sottolineando come i poeti meridionali effettivamente non figurino nelle antologie nazionali.
Il Sud è assente – dichiara il critico letterario – e l’ attività de La Vallisa, come quella di Mercogliano si configurano, pertanto, come un’operazione di appartenenza, di autoproduzione e promozione, in cui una pluralità di voci si confrontano costruttivamente.
Sarebbe auspicabile la realizzazione di una mappa meridionale della poesia e poi di una mappa mediterranea, perché la nostra poesia merita e perché è diversa da quella del Nord, caratterizzandosi per forza emotiva e passione sanguigna.
Le rilassanti note del flauto di Rocco, accompagnate dal dolce suono della risacca chiudono l’intensa serata poetica.
Un grazie di cuore a Maria per aver organizzato l’evento, al professor Mercogliano per l’interessante contributo alla riflessione, al nostro maestro professor Giancane per tutti ciò a cui ha dato vita e a cui continua con entusiasmo a dar vita, a tutti i presenti che, nonostante l’afa, hanno scelto di esserci e a tutti gli amici assenti, vicini col cuore.
Tutte le immagini che corredano questo articolo sono dí Margherita Bufi
