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Stimolare una società civile nella contemporaneità, consapevole e protagonista, in cui la scienza, la filosofia, l’amore si interrogano sulla natura della nuova illimitata conoscenza, accesso rapido alle informazioni sino alla vice-realtà, dove i chatbot basati sull’AI, programmati per simulare conversazioni umane scritte o vocali, con fini “terapeutici”, pronti ad aiutare gli utenti a svolgere compiti o a trovare informazioni, è davvero impresa ardua e complessa, specie se nel mentale si annida il gesto di un clic. Nel frattempo, se ci si immerge nell’utilizzare tali software, che sfruttano modelli linguistici raffazzonati e rabberciati, per trovare la formula predefinita, supplendo il verbale, si vaga tra il probabile, l’attendibile e il provvisorio. Cosi: sentimenti, sensazioni, passioni inclusi e desideri, si identificano a un account, in cui “l’avvoltoio” del web, rapito dall’estetica fulminante, modifica la percezione semantica, trasformando l’umano in una incarnazione soprannaturale. Un alter ego meccanico, che ignora specifiche connessioni come, le emozioni della traversata, i turbamenti, il rispetto, la logica, l’amare, per cercare a tutti i costi cuori difficili da raggiungere.

Antonio Canova - Amore e Psiche (Il bacio sospeso del risveglio)

Ebbene, questo sarebbe l’uomo del futuro? Oppure si tratta solo di una mimesi? La materia delicata e complessa richiede un’analisi rigorosa. Pertanto, gli aspetti etici ed estetici sono i pilastri cognitivi per avere risposte. Gli esseri umani hanno esperienze personali differenti, contrariamente alle conversazioni digitali. Gli esseri umani parlano delle loro esperienze universali che circoscrivono i fatti, che si uniscono all’altra “carne”: ricordano, pensano, agiscono, si commuovono, si innamorano, vivono insieme, si separano e si riconciliano. Ancora, riconoscono il coraggio di amare, non l’incapacità di amarsi! Sembra banale ma non lo è! Gli uomini sensoriali, vivono il prima (amare) e il dopo (disinnamorare), un processo graduale e complesso, un lento allontanamento emotivo che richiede consapevolezza e conoscenza. Gli uomini veri provano nostalgia, tentano a ritrovare la propria identità guardando avanti e riconnettersi con le persone e con le parole. E soprattutto con la Cultura Circolare, l’unico strumento che salva dalla dannazione e predilige il trionfo dell’anima!

Ecco, allora, l’arte-vita, passepartout che apre le porte dell’esistere dove appare la complessità che mostra piacere, sorpresa, interesse, insomma trepidazione. Non mero colloquio elettronico, “muto”, ma autentica condivisione umana. Difatti, se percepiamo l’elaborazione della mente verso l’amare universale: esplorato, ispirato, vissuto, condiviso, notiamo e avvediamo che si lucida di magnificenza, diverso da quello elettronico, troll online, in cui l’io amabile, puro narcisismo intellettuale, prendendo il sopravvento nella comunicazione, distruggendo l’etica e l’estetica, ha provocato un decadimento comportamentale sia come concetto dottrinale che come struttura di correlazioni. Per farla breve, l’etica permette di salvaguardare l’estetica, dettando le azioni e le responsabilità della vita etica.

Del resto, l’estetica non esiste senza la deontologia, né tantomeno si può computerizzare, impostare, fingere. L’estetica, anche se affascinante in quell’embrione di oscurità, tanto ristretto quanto carico di echi, memorie, desideri, impressioni in cui il giorno non è più giorno e si trasforma in notte non ancora notte, dove qualcosa “finisce” e qualcosa di “altro” “inizia”, non nasce da un tempo sospeso o dallo sconfinamento spaziale. L’estetica, vive nell’identità dell’umano che mira, filosoficamente, alla definizione e alla classificazione del fenomeno artistico del Bello. La bellezza, elisir per antonomasia, quintessenza, non plus ultra della perfezione, fonde un insieme di fattori richiesti e accettati dallo stile, dal gusto, dal senso della forma e dall’esperienza sensibile. Un coacervo che unisce estetica e funzionalità; comportamento e azione; eleganza e superiorità intellettuale. In definitiva, rispetto al bene e al male che ci circonda. Assistiamo così, alla perfetta rappresentazione del sensibile e del godimento che accompagna il sensibile. Dono dell’illuminazione!

Continuando ad indagare i sentieri laterali e le volontà dell’ingegno, l’estetica come scienza del bello, così la definisce il suo inventore, che si cita a seguire, è sorella della logica, studio della correttezza, del ragionamento, che si basa su principi rigorosi e non contraddittori o voci presunte che si nutrono della dialettica. Certo è che entrambe, estetica e dialettica, discutono correttamente, guai se così non fosse, secondo le leggi universali del dialogo. La legge causa-effetto si applica anche al dialogo, dove ogni parola e ogni gesto recano un’impressione conseguenziale, negativa o positiva!

D’altro canto, l’estetica sin dalla sua manifestazione avvenuta nel 1750 con la pubblicazione del libro “Aesthetica” di Alexsander Gottlieb Baugarten, filosofo tedesco, che la definì “Scienza del Bello”, questo periodo segna la formalizzazione del concetto di estetica come disciplina filosofica della corrispondenza di amorosi sensi e, parimenti, divergenza degli stessi sensi. Metaforicamente si possono associare entrambe le funzioni alle luci delle città che illuminano il buio per poi “spegnersi” all’alba. Ma se il sentimento estetico, vive, è un sentimento di piacere e di ammirazione, che quando è grande diventa meraviglia e anche “felicità”. Siamo nell’universalizzazione, luogo in cui si può dimorare solo attraverso l’intelletto e dove il Bello, come fioritura dell’essere supera sé stesso, senza usurare i sensi. Una sorta di delirio (divino).

Salvador Dalì -The dreamworld (Mondo dei sogni)

Tutto si modifica in età moderna, quando il concetto di ordine cosmico che unificava il modello della bellezza, della verità e della bontà in tutta la tradizione d’occidente, si smembra progressivamente, mutando la sua configurazione, accrescendo l’autonomia, offrendo una legittimazione ai suoi antagonisti, all’anti trinità: il brutto, il falso, il cattivo. La triade che surroga il reale, simulando quell’infinito o indefinito. “Complessità del buio” la definiva Giacomo Leopardi, parlando di bellezza vaga che assume forme sfumate, confuse e incerte. Effettivamente, parafrasando la sintesi di Leopardi è evidente che la bellezza tenderà comunque a differenziarsi e a separarsi dalla realtà, allontanandosi dall’”ambiente arte”. Così che la reale costituzione di ciascuna cosa, avrà l’abitudine di “nascondersi” nell’appariscenza, perdendo la coincidenza con il Bello, il quale teme che gli allettamenti dell’arte siano in grado di confondere e intorbidire la verità. In sostanza far sì che l’incredibile sia credibile, lo straordinario ordinario.

Certo, l’arte collega realtà distanti in ogni latitudine, chiarisce i conflitti, penetra nelle pieghe più profonde dello spirito e della società, per cui non mostra tutto in superficie per quello che è nella sua intima trama di rapporti, connessioni e corrispondenze, sicché la missione primaria dell’artista e degli esteti, è quella di salire sull’’’ascensore” e “scendere al fondo” della questione, per cercare lo smisurato potere di fascinazione (anche etico) della bellezza che, nell’arena del mito lotta sino alla morte per riemergere, rivelarsi ed esibirsi in tutto il suo splendore scenico.

Antonio Murgia – L’arte è Kaos

Si tratta dell’espressione-rappresentazione dell’esattezza e della chiusura in sé stessa della forma, delimitazione dell’indefinito, dove in luogo della vista lavora lo spettacolare. Adesso, l’opera d’arte è spinta ad abbandonare il sublime terreno mimetico, in cerca di effetti potenti, mentre la riflessione estetica comincia a scoprire una logica autonoma della fantasia. Ma nell’estetica vive lo standard dell’etica, sentimento di rispetto, per cui qualsiasi reazioni al Bello dovrebbe suggerire che le esperienze e le forme di bellezza influenzano e predispongono di agire con moralità!

Ordunque, trattandosi di un carismatico alone di magia, che riverbera tutta la sua nobile imponente vastità, il Bello anche se “concettoso”, e non più calcolabile nella sua simmetria, ma in continua evoluzione, influenzato dal tempo e dalla tecnologia, non perde il suo potere supremo di accarezzare i sensi, servendosi anche della forma sovrana moderna, conseguenza per attraversare, ricco di valori, quel confine estetizzante dilatato, spento, vuoto, e accogliere l’ideale apoteosi.

E’ il Trionfo dell’Amare Eterno!

Colgo l’occasione per formulare gli Auguri più belli per le Festività Natalizie

Prof. Mimmo Legato Esperto di Arti Visive


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MIMMO LEGATO  

                                      

Mimmo Legato, teorico, artista, esperto di arti visive, curatore, Docente, è uno dei protagonisti della ricerca artistica ed estetica italiana. La sua formazione Accademica insieme agli studi di settore, gli hanno consentito conoscenza e competenza nelle attività artistico-culturali. Ha realizzato numerose opere e progetti d’arte con il coinvolgimento di sapienti critici del settore: galleristi, Associazioni Culturali, aree museali, Enti pubblici e privati. Nonché eventi con la collaborazione del MIC, delle Sovrintendenze e delle biblioteche storiche. Ha operato in qualità di artista con l’Istituto Poligrafico e la Zecca dello Stato, Roma, per la diffusione del proprio lavoro. Ha svolto attività artistica ed espositiva in Italia e in Europa con numerose Case Editrici, gallerie, Associazioni Culturali, Residenze Storiche, fra le tante, Giorgio Mondadori, UTET, Italiarts, Editalia, Il Triangolo, Villa Farsetti (Venezia) Citè internationale de Paris, Event Venue Sello Library (Finlandia), Palazzo Corvaja (Taormina), Sovrintendenza Galleria Nazionale (Cosenza). Esperto del paesaggio storico architettonico e delle Città antiche, ha realizzato interventi pittorici e approfondimenti teorici sull’identità, inclusione, ambiente, conservazione, turismo culturale. Nel ruolo di Professore ordinario di Arti Visive, ha curato importanti mostre, diretto e organizzato simposi, seminari, congressi con l’intento di allargare gli orizzonti dell’arte classica, moderna e contemporanea, a confronto. Sempre in qualità di esperto e docente di Arte e Comunicazione Visiva, è stato invitato dalle Dirigenze Scolastiche a sovrintendere progetti sulle competenze trasversali, l’orientamento, la modernità estetica nella società contemporanea. Ha pubblicato una sequenza di testi monografici antologici, “Attraversando l’inconscio”, “Fuori e dentro lo spazio”, “L’unità dei contrari”, “Metà e fisicà”, “Forma luce” sino all’ultimo edito, “Profondità di superficie’’, che uscirà a breve. I volumi, che contestualizzano il suo lavoro, sono inseriti nelle collane d’arte italiane. Ha fatto parte di numerosi Comitati Scientifici nell’ambito museale e culturale. Ha espletato l’incarico di Presidente protempore del Rotary Club Rende. Anche nell’Associazionismo, come service per migliorare positivamente il territorio, tra tanto altro, ha introdotto il pensiero in arte in diverse attività, dall’ammodernamento estetico ed urbano della Città, alla bellezza dei luoghi con l’inserimento di manufatti artistici per il godimento visivo dei visitatori. I mezzi di informazione, sia televisivi che giornalistici sono stati continuamente attenti, al suo lavoro di artista contemporaneo. Invitato in numerose trasmissioni televisive e redazionali, mediante interviste e forum di riferimento, ha sempre portato avanti nei sui commenti, le idee e la creatività connesse con la storia all’interno delle società in continua evoluzione.

 

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MIMMO LEGATO