Alessio Musella, art dealer nonché referente e caporedattore per l’area degli Emirati del nostro magazine ContempoArte, ci apre le porte degli spazi che ha progettato e realizzato con passione nel corso degli ultimi cinque mesi. Un progetto articolato che comprende la Home Gallery e una galleria esterna, ambienti destinati a diventare luoghi di incontro e di dialogo per artisti, collezionisti e operatori del settore.
Questi spazi ospiteranno anche il nostro prossimo numero di ContempoArte Magazine , che sarà presentato e diffuso a Dubai attraverso una rete di autorevoli professionisti e protagonisti della scena artistica locale. L’impegno di Musella sta dando vita, con grande determinazione a un vero e proprio ponte culturale tra la scena artistica italiana e quella emiratina. I risultati ottenuti fino ad oggi sono sorprendenti e seguiranno con grande interesse sia il primo allestimento della galleria esterna sia gli incontri e i talk che prenderanno forma all’interno della Home Gallery.
Dubai, osservata da questa prospettiva, rivela per noi una dualità particolarmente affascinante, soprattutto nel confronto tra l’approccio intimo e narrativo della Home Gallery nel Dubai International Financial Centre e quello più istituzionale e museale delle gallerie situate nell’area di Dubai Hills.
Nel cuore del distretto finanziario, la Home Gallery rompe idealmente la “quarta parete” del sistema dell’arte. Non si configura soltanto come spazio espositivo, ma come un vero ecosistema narrativo, dove l’arte diventa esperienza condivisa. L’ambiente è caldo, accogliente e domestico, arredi ricercati, luci soffuse e tappeti selezionati costruiscono un’atmosfera nella quale il visitatore non è più semplice osservatore, ma ospite. In questo contesto l’incontro con l’opera si trasforma in un dialogo personale, un caffè sorseggiato su un divano, una conversazione informale, il racconto intimo del percorso dell’artista che prende forma in un contatto diretto e autentico.
Accanto a questa dimensione raccolta e relazionale, la galleria esterna si presenta invece come un vero tempio della creatività, ispirato ai canoni del White Cube contemporaneo e arricchito dalla forte dimensione di community tipica del contesto di Dubai Hills. Gli ambienti sono ampi, essenziali e quasi eterei. Soffitti alti, una stanza bianca e una stanza nera, illuminate da un sistema tecnico di grande precisione che isola l’opera dal resto dello spazio. Qui il vuoto diventa elemento progettuale, capace di dare respiro al lavoro esposto e di sottolinearne il valore quasi museale, amplificando l’impatto visivo e la forza espressiva di ogni singolo pezzo.
È proprio in questa dialettica tra la dimensione intima dell’abitare e la solennità dello spazio espositivo che si articola una nuova piattaforma culturale, capace di consolidare il dialogo tra la scena artistica italiana e quella mediorientale, aprendo traiettorie inedite di scambio e collaborazione per artisti, curatori e collezionisti.





