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Giuseppina Irene Groccia

Letteratura

Numistria. La memoria della rivoluzione nel nuovo romanzo di Pier Paolo Cetera

È stato recentemente pubblicato il nuovo romanzo di Pier Paolo Cetera, NUMISTRIA. Memorie di schiavi e rivoluzionari, edito da Luigi Pellegrini Editore.

L’opera si presenta come un ampio racconto corale che affonda le sue radici nella nascita della modernità, a partire dalla Rivoluzione francese. Come un messaggio antico custodito nelle memorie di schiavi e rivoluzionari, la narrazione si sviluppa attraverso una fitta rete di eventi e luoghi, dall’Europa alla Penisola italiana, fino alle Calabrie, mettendo in scena personaggi storici, come Maximilien Robespierre e Francesco Saverio Salfi, accanto a figure immaginarie. Tutti sono attraversati dall’impetuoso vento della Storia e da un ardente anelito di libertà.

Il romanzo si distingue per ambizione narrativa, profondità storica e ricchezza di riferimenti culturali, elementi che lo rendono particolarmente significativo nel panorama della narrativa storica contemporanea. Notevole è la capacità dell’autore di intrecciare riflessione filosofica e ricostruzione storica, dando vita a un progetto letterario solido e originale. Le postfazioni, a cura dei professori Maurizio Traversari e Franco Emilio Carlino, offrono inoltre una lettura critica puntuale dei temi e delle suggestioni dell’opera.

Docente e scrittore, Pier Paolo Cetera si occupa di storia, letteratura e filosofia secondo una prospettiva “glocal”, capace di connettere dimensione globale e radicamento locale. Ha collaborato con riviste e webzine, dedicandosi a ricerche che spaziano dalla biografia storica alle tradizioni popolari, fino allo studio di monumenti e beni storico-architettonici. Nel corso della sua attività ha ricevuto riconoscimenti come il Premio Graziano del Filorosso e il Premio “Galeazzo di Tarsia” – Belmonte. Nel 2023 ha pubblicato il romanzo crossover “Memoriale telesiano” (ConSenso editore), dedicato alla figura del filosofo rinascimentale cosentino.

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Artisti

Kamal Musallam aka KAMMOULI. Quando il Suono si fa Colore

​Musicista di caratura internazionale, virtuoso dell’oud e della chitarra, Kamal ha sempre vissuto in quella terra di mezzo dove le scale arabe si sciolgono nelle improvvisazioni jazz, creando un linguaggio che è solo suo: un’architettura sonora che oggi ha deciso di farsi materia, segno e colore.

​In questo nuovo capitolo della sua vita, Kamal non ha cambiato strumento, ha solo scelto un diverso modo di “suonare”. Le 14 opere dedicate a Dubai sono il suo spartito visivo, un racconto intimo di un uomo che ha fatto della contaminazione la propria bandiera. Ogni pennellata vibra della stessa intensità di un assolo di chitarra; ogni accostamento cromatico è una modulazione armonica che celebra l’incontro tra popoli e culture.

​Per rappresentare la sua arte pittorica, ha scelto un nome che profuma di radici e di affetti: KAMMOULI, il nome con il quale amava chiamarlo sua mamma da piccolo. È dietro questa firma così intima che la sua creatività trova una nuova, purissima veste.

​È lui il vero protagonista di questo viaggio: un artista totale che vede nella tela lo spazio perfetto per far risuonare quelle emozioni che le corde, da sole, non riuscivano più a contenere.

Affiancato dalla visione critica di Alessio Musella, Kamal ha trovato il complice ideale per dare forma ed equilibrio a questo tumulto creativo. Se Musella è il curatore che traccia la rotta, Kamal è il navigatore solitario che sfida le convenzioni, portando nel mondo dell’arte contemporanea la stessa audacia che lo ha reso un’icona della musica fusion.

​È un omaggio potente, viscerale, dove l’uomo e l’artista si fondono per gridare al mondo che la bellezza non ha confini, ma solo orizzonti da esplorare. Un Kamal Musallam inedito che, attraverso gli occhi di KAMMOULI, ci regala oggi il privilegio di poter, finalmente, guardare la sua musica

Kamal Musallam aka KAMMOULI: When Sound Becomes Color

An internationally renowned musician and virtuoso of the oud and guitar, Kamal has always lived in that in-between space where Arabic scales dissolve into jazz improvisations, creating a language entirely his own: a sonic architecture that he has now chosen to transform into matter, form, and color.

In this new chapter of his life, Kamal has not changed instrument; he has simply chosen a different way of “playing.” The 14 works dedicated to Dubai are his visual score, an intimate narrative of a man who has made cultural fusion his banner. Each brushstroke vibrates with the same intensity as a guitar solo; each chromatic pairing is a harmonic modulation celebrating the encounter between peoples and cultures.

To represent his pictorial work, he chose a name that carries the scent of roots and affection: KAMMOULI, the name his mother lovingly called him as a child. Behind this deeply intimate signature, his creativity finds a new, purer form of expression.

He is the true protagonist of this journey: a total artist who sees the canvas as the perfect space to let resonate those emotions that strings alone could no longer contain. Supported by the critical vision of Alessio Musella, Kamal has found the ideal collaborator to shape and balance this creative turmoil. If Musella is the curator who charts the course, Kamal is the solitary navigator challenging conventions, bringing into the world of contemporary art the same audacity that made him an icon of fusion music.

It is a powerful, visceral tribute, where man and artist merge to declare that beauty has no borders, only horizons to explore. An unprecedented Kamal Musallam who, through the eyes of KAMMOULI, now grants us the privilege of finally seeing his music.

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Artisti

Tra sogno e coscienza. Indagine critica sull’immaginario pittorico di Diego Valentinuzzi

Le persone che cercano il significato simbolico mancano di afferrare la poesia e il mistero inerente alle immagini


René Magritte

Diego Valentinuzzi ha sempre ricercato e pensato che le sue opere dovessero essere rappresentate come una sospensione tra realtà e sogno, raffigurate con soggetti a volte anche celestiali, come stereotipo residuale di una realtà onirica che trasformasse o nello stesso tempo frammentasse la dimensione umana.

Queste immagini, o in certi casi varianti, collocate spesso come primi piani o sullo sfondo del dipinto, quasi fossero appese nel vuoto, stanno a ricordare sempre che sì… siamo anche corpi amalgamati con il sogno, guidati spesso da quello che vediamo e dalle dimensioni del subconscio piuttosto che da impulsi razionali o oggettivi, nonostante si lasci agli altri credere che sia così. Tutti vogliono essere partecipi di esteriorità mentre invece sono cuore e psiche.

Ed è per questo… forse… che quando dipinge e guarda i propri lavori, Valentinuzzi ha la sensazione di essere distante dal mondo sensibile, dove questi quadri fuori dal reale sembrano essere in grado di trasformare la realtà per mezzo della coscienza. Ma poi, in tutto questo, non deve essere trascurata la realtà dell’uomo e dei suoi consumi, dei suoi prodotti, forse abbruttiti dal mondo che li genera nella nostalgia di un sistema ormai mitico, che potrebbe essere scambiato per nuove realtà. Questo porta a una esperienza non pensata al quotidiano e alle sue connessioni sociali; per questo i suoi tagli di inquadratura e i contrasti avvertono sicuramente qualche lieve ironia… qualcosa da scoprire.

Su questo percorso l’artista cerca di seguire anche un’indagine inerente al ragionamento delle forme di una pittura che coniuga il citazionismo con un’intensa ricerca espressiva della forma e del colore, ricerca che lo ha sempre appassionato più di ogni altra cosa. L’effetto allusivo, l’idea del passato che si unisce al presente in un’unica soluzione temporale e dove tutto è soprattutto una chiave di indagine, conduce l’osservatore in questa direzione, nel percorso della realtà immaginaria del pensiero e dell’assoluto, attraverso la rappresentazione di un mondo visibile dove l’uomo esprime una tensione spirituale fatta di rivelazioni continue naturali e soprannaturali, alla ricerca della contemplazione dell’infinito.

Dunque si può dire che il suo istinto sia quello di avventurarsi nello spazio, viaggiando con la mente nelle realtà sconosciute, facendo delle visioni e dei sogni strumenti di trasformazione delle immagini pittoriche: mezzi per costruire un repertorio di opere in cui perdere ogni certezza e in cui ogni misura è troppo scontata, così che l’antico e il contemporaneo, il classico e il moderno, la tradizione e l’avanguardia si fondano in tutto ciò che è necessario ad alimentare con determinazione l’animo di chi esegue, costituendo il territorio in cui il pensiero entra in sintonia con l’immaginazione.

Riprendendo il discorso precedente, qualche rigo più in alto, l’artista ritiene anche che il colore apporti sempre alle opere, indipendentemente dal genere e da chi le esegua, qualcosa di etereo, di riempimento dei vuoti. Per questo, nel trattare il colore nei suoi dipinti, cerca per quanto possibile la rarefazione della luce, dove le tonalità tenui assumono una componente chiara nel senso indeterminato dello spazio.

È un modo di trattare la percezione visiva per avvicinarsi alla sonorità dei vuoti alle quali alludono i suoi soggetti.

Comunque, concludendo, a suo avviso l’intento primario di ogni pittore o di qualsivoglia tipo di arte che intenda interpretare è quello di raccontare una vita con le sue pene, le sue gioie e le sue speranze. Infatti l’artista è sempre stato interprete della società e della storia e, in ogni caso, il fine è sempre quello che il proprio dipinto possa dare luce alle persone, e non possa essere, come un verso di Ungaretti: “Lasciatemi così….”

Con questo, vorrebbe chiudere il suo scritto riportando una frase che ha già menzionato altre volte:

Senza fantasia non vi è arte, senza arte non c’è pensiero, senza pensiero nemmeno l’uomo esiste.

DIEGO VALENTINUZZI

La carriera artistica di Diego Valentinuzzi inizia subito dopo il triennio presso l’Istituto Superiore di Stato per l’Artigianato. La sua attività nel mondo dell’arte e la sua voglia di innovazione proseguono.  Nel 1975 si  trasferisce a Roma  dove rimane fino al 1976, alternando soggiorni tra la Capitale e la sua città natale. Durante questo periodo entra in contatto con vari artisti anche con degli espositori di via Margutta tra cui Novella Parigini.  In seguito, al rientro a Monfalcone collabora assiduamente con atelier artistici e design per la realizzazione di trompel’oeil, decorazioni varie per american bar, discoteche, navi da crociera. Fondamentale l’incontro con diversi galleristi per la diffusione delle sue opere tramite, le allora prime proposte televisive, che gli hanno permesso di valorizzare i propri lavori in tutta l’Italia settentrionale, inoltre si è adoperato da molti d’anni come interlocutore di rassegne d’arte di artisti giuliani a Venezia presso la Scoletta di San Zaccaria  e Palazzo delle Prigioni Vecchie. Ha contribuito anche per un lungo periodo con il professore Vittorio Sutto nella trasmissione televisiva “ Il segno e il colore” in onda su Telefriuli . Dal 2019 collabora, con la rivista  territoriale “La lanterna”, nella pagina dedicata alla cultura “ In viaggio con l’arte”.

Tra le sue presenze principali ricordiamo le partecipazioni agli eventi collaterali della 53° Biennale di Venezia con il progetto “ Blue zone , un’installazione multimediale ispirata al tema “ la morte dell’arte “, che lo vede curatore artistico assieme ad Emiliano Bazzanella, promotore U.C.A.I. e alla 55° Biennale di Venezia, dove prende parte nuovamente come curatore  del progetto “ Over play ”, che include un’allestimento con 16 schermi che trasmettono domande generate da un softwar, diffondendo riflessioni filosofiche on line; promossa da Goethe Institute e dal Consolato di Germania. In quest’ultima edizione gli viene dedicata una pagina sul catalogo generale

Inoltre, ha contribuito come espositore e collaboratore alla 9°/12°/13°/15°/16°17° “ la Biennale Giuliana d’Arte “ di Trieste

 

 

CENNI BIOGRAFICI ESSENZIALI

 

– 1985 Venezia Carnevale di Venezia Scuola dei Lanieri  primo classificato opera realizzata assieme al pittore Fulvio Bonetti

– 1985 Bari Fiera internazionale di Arte Contemporanea

– 1986 Città del  Messico Cultural Artistic Center “ Artisti triveneti “

– 1986  Venezia 4° rassegna d’arte Internazionale Ex scuola dei Lanieri

– 1986 Venezia personale Isola della Giudecca sala comunale “ Divagazioni mentali “ a cura di Benito Mencini

– 1987 Udine Prima Biennale di Arte e Ambiente Palazzo Torriani

– 1988  Austria Salisburgo personale galleria Dymo a cura di Hans Muller

– 1989  Inghilterra Londra Cultural Artistic Meeting British London “ Artisti italiani a Londra “

– 1989  New York City Expo “  International Art Fair “ Convention Center

– 1989 Rovigo Villa Badoer “ Il Vedere e il Stravedere  artisti veneti “ a cura di Paolo Rizzi

-1990 Milano personale galleria Modigliani

– 1990  Padova Prima Biennale d’Arte Sacra

– 1991   Milano collabora con la rivista D&D con varie inserzioni sull’uso dell’aerografo

– 1992  Venezia personale Ex Scuola dei Lanieri “ Le venezie di Valentinuzzi “ a cura di Giorgio Pilla

– 1992  Venezia personale Chiesa di San Vidal “ Viaggio nel post surreale “ a cura di Paolo Rizzi

– 1992   Rovigo Adria Galleria il Castello “ Artisti per l’Europa “a cura di Gianfranco Macarone

– 1993  Rovigo Adria personale Galleria il Castello “ Venezie surreali “ a cura di Davide Bragato

– 1993  Giappone Tokyo Meeting Art Bordini Group-

1993  Toscana Poggibonsi Arte 21° edizione di Arte Contemporanea

– 1993  Austria  Althofen galleria Comunale “ Sette artisti italiani “ a cura della galleria Rubens

– 1994  Modena  Nonantola personale galleria Contemporart “ Opere sulla laguna “

– 1994  Torino  personale galleria Artenuova “ Viaggio nel surreale “ a cura di Mauro Cappio Barazzone

– 1994 Rovigo Sedi televisive rete 9 “Commenti e immagini di Gastone Breddo e                     Diego Valentinuzzi a cura di G. Macarone

– 1995  Isola di Malta I° Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea

– 1996 Padova Montegrotto Terme galleria Manzoni “ Visioni oniriche “ a cura di Paolo Rizzi

– 1997  New York City Expo Art

– 1997   New York City personale galleria Stendhal “ Over the ocean “

– 1997   Firenze I° Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea Palazzo degli Affari

– 1997   Rovigo personale antenne di rete 9 galleria Omnibus

– 1998  Mestre personale Chiesa Santa Maria delle Grazie “ Le altre Realtà “ a cura di Piera Piazza

– 1999  Rovigo personale Galleria Omnibus a cura di Michele de Palo

– 1999 Livorno “Etruria Arte “

– 1999  Rovigo personale antenne di rete 9 “ De Palo Arte “

– 1999  Milano personale Galleria Xanta Battaglia “ Vitamin Over the art “

– 1999  Trieste  New Age Castello di Trieste

– 1999   Venezia Mestre personale galleria Novarte “ Palcoscenico di meditazione “ a cura di Piera Piazza

– 1999  Trieste personale galleria Art Gallery “ Il futuro prossimo schegge del secondo millennio “ a cura di Fabio Favretto

– 1999  Venturina Etruria Arte Fiera d’Arte Contemporanea

– 2000  Mestre personale galleria la Cella “ Percorsi dell’anima “ a cura di Giulio Gasparotti

– 2000 Padova  Museo centro convegni Villa Breda “Onirica 2  Undici artisti si confrontano “  a cura di Piera Piazza

– 2000  Australia Sydney Galleria Fabbrstone

– 2000  Bari fiera d’Arte Contemporanea del Levante

– 2000  Padova Fiera d’Arte Contemporanea

– 2001  Udine Malborghetto personale Palazzo Veneziano “ Sogni metafisici “

– 2001  Padova Museo Centro Convegni Villa Breda “ Onirica “ Undici artisti a confronto a cura di Piera Piazza

-2001 Treviso galleria Polin “ Artisti in galleria “

– 2001  Udine antenne di Telefriuli Vito Sutto presenta le opere di Valentinuzzi

– 2001   Treviso galleria Polin  “Fiera d’Arte Iesolo

– 2002 Pordenone Fiera d’Arte Contemporanea

-2002 Padova Fiera d’Arte Contemporanea

– 2003  Venezia personale Palazzo delle Prigioni Vecchie “ Art Direct “

– 2003  Austria Salisburgo personale Galleria Dymo a cura di Hans Nuller

– 2004  United Arab Emirates Museum Sharjahart

– 2004  Giappone personale Shibuya- ku Italian Pavilion

– 2005  Venezia San Zaccaria rassegna d’Arte Nazionale ” Forma e colore ”a cura di Giorgio Pilla

– 2005 Trieste Sala Rovis “ proiezioni delle opere di Valentinuzzi “ a cura del cineasta Lodovico Zabotto

-2006 Padova Reti Telvisive di Canale Italia  “ L’arte di Diego Valentinuzzi “ a cura del regista Massimiliano Gobbi

– 2007  Ljubljana Svetovni Slovenski Kongres “ Artisti a confronto “

– 2007  Bologna personale galleria il Punto

– 2007 Udine Antenne di Telefriuli “ Incontriamoci con l’artista “ a cura di Sonia  Galli

– 2007  Trieste 9° Biennale Giuliana d’arte

– 2007  Venezia 52° Biennale d’Arte Contemporanea collabora per “Paper

  Performative” eventi collaterali

– 2008  Vicenza Noventa Vicentina personale Galleria delle Arti “Gli artisti di Andrea Diprè”

– 2008  Gorizia personale galleria la Bottega “ Ricordi di viaggio “ a cura di Cristina Feresin

-2009 Udine Casa d’Aste Artesegno 5° asta d’ Arte moderna e contemporanea

– 2009  Padova Fiera d’Arte antenne di sky intervista con Andrea Diprè

– Udine Casa d’ Aste Artesegno 7° aste d’Arte moderna e contemporanea

– 2009 Udine  Casa d’Aste Artesegno 6° asta d’Arte moderna  e contemporanea

– 2009  Venezia 53° Biennale di Arte Contemporanea “Blue Zone” Eventi

  Collaterali

– 2010   Venezia Basilica S;Giovanni e Paolo sala San Tommaso  “Affinita’ e contrasti” collettiva d’arte

– 2010         Venezia   Palazzo delle Prigioni Vecchie “Artisti del monfalconese a San Marco” rassegna d’arte itinerante

– 2010  Mestre personale galleria la Cella “ Le Verità negate “ a cura di Giulio Gasparotti

– 2010 Udine Casa d’ Aste Artesegno 9° asta di Arte moderna e contemporanea

– 2010 Trieste Casa d’ Aste Stadion dipinti del XIX-XX secolo e Arte moderna e contemporanea

–  2010 Venezia Casa d Aste Fidesarte 44° asta di Arte moderna e contemporanea

-2010 Trieste Casa d’Aste Stadion dipinti del XIX – XX secolo e Arte moderna

– 2010 Venezia Casa d’Aste Fidesarte 46° asta di Arte moderna e contemporanea

-2011   Venezia Scoletta di san Giovanni Battista “Prebiennale Internazionale di Arte Contemporanea”

– 2011Udine Casa d’ Aste Artesegno 16° asta di Arte moderna e contemporanea

-2011  Treviso Museo di Arte Moderna Santa Caterina “Artisti Europei a Treviso”

–2011  Trieste 11° Biennale Giuliana d’Arte Palazzo Costanzi

-2012  Venezia Palazzo delle Prigioni “Artistic visions in Venice” Rassegna d’Arte Contemporanea

-2012 Venezia Fondazione Xante Battaglia  Castello “Sensibilità 5”

– 2012 Udine Casa d’Aste Artesegno 22°asta di  Arte moderna e contemporanea

-2012 Milano Zona k “ Flussi Contemporanei”

–2013  Venezia 55° Biennale di Venezia Eventi Collaterali “Over Play” dove partecipa sia come espositore che come curatore, per l’occasione la Biennale gli  dedica un’intera pagina sul catalogo generale

-2013  Trieste Muggia personale al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà “ Tra Sogni e colori “ cura di Cristina Feresin

-2014  Gorizia Musei Provinciali “La luce del mare”

-2014  Slovenia Tele Kapodistria Arte Visione Magazine “ La galleria d’arte a tv Telecapodistria “  a cura di Laura Vianello“ le opere di Diego Valentinuzzi tra sogno e realtà”

– 2014  Venezia San Vidal “Artisti ieri e oggi ”

-2014  Caserta Museo Magma “ Flogisto”

-2014  Udine Friuli Sky “Pagine d’Artista” opere e intervista a Diego Valentinuzzi

a cura di Vittorio Sutto

-2014 Caserta Museo Magma “Elusive”

-2015 Finlandia Seinajoki Art Hall “ Beyond Borders”

-2015 Trieste Palazzo della Regione personale “Segni sogni colori” a cura di Cristina Feresin

-2015 Venezia Scoletta di San Zaccaria “ Dreams and visions in Venice” artisti veneti  a cura di Giorgio Pilla

.2015 Mantova Museo Sartori Milano Expo 2015 “L’Arte Italiana dalla Terra alla Tavola”

-2015 Trieste 12° Biennale Giuliana d’Arte Palazzo Costanzi

-2016 Austria Galleria  Faberbach “ Gastspiel “ 15 artisti europei selezionati dalla “Biennale d’Austria “

-2016 Venezia galleria San Zaccaria “ Con-Fron-tare-Port”

– 2016 Mantova Castel D’Ario Museo di scultura e ceramica “ Terra crea “ a cura di Sartori Arianna

-2016 Mantova Castel d’Ario Museo Castel D’Ario  “ Artisti per Nuvolari “

-2017 Treviso Motta di Livenza 11° artisti triveneti  al “Palazzo della Loggia”

-2017 Venezia galleria di San Zaccaria Trieste Il Salone dell’Arte “ Original dreams” rassegna itinerante di artisti giuliani a cura di Francesca Catalano

-2017 Austria Vienna Ausstellungsravm “BLue-Bleu-Blau-Blu “ a cura di Herwig Stark

-2017Trieste personale galleria il Salone dell’Arte  “Il racconto del sogno “a cura di Cristina Feresin

-2017 Udine Friuli Sky ”Pagine d’Artista” opere e intervista a Diego Valentinuzzi a cura di Vittorio Sutto

-2018 Monfalcone (Go) personale Galleria Comunale d’Arte Contemporanea “IL viaggio delle anime “a cura di Cristina Feresin

– 2018 Borbiago Mira (Ve) personale Oratorio Donati Stecchini “Verso nuovi spazi” a cura di Gabriella Niero

– 2018 Slovenia Telecapodistria Artevisione “ IL Viaggio delle Anime “ a cura di Laura Vianello

– 2018 Venezia 2° Triennale di Arte Contemporanea PalazzoAlbrizzi “ Il Grido della terra verità nascoste “ 

– 2019 Mantova Castel d’Ario Museo Sartori “ Arte e Sport “ a cura di Arianna Sartori

– 2019 Caserta Museo Pam Palazzo Ducale “ Presenze Contempranee”

– 2019  Udine Cividale del Friuli Auxilia Fundation Convento di Santa Maria in Valle ( Patrimonio dell’Unesco ) “ La Vita oltre la vita” a cura di Raffaella Ferrari

– 2019 Udine Friuli Sky Pagine d’Artista “La Vita oltre la vita “ a cura di Vittorio Sutto

– 2019 Monfalcone – Gorizia- Trieste  Mostra itinerante nei caffè storici de 900 “ Alla scoperta dell’immortalità “ a cura di Cristina Feresin

– 2020 Trieste 15° Biennale d’ Arte Giuliana  Palazzo Costanzi

-2020 Palermo Reggia Borbonica di Ficuzza “ The Black Days “

– 2021 Mantova personale alla Galleria Arianna Sartori “Alla ricerca dell’immortalità”

-2022 Caserta galleria Exlusive “ Proposte per una collezione “ Quartiere militare borbonico”

-2022 Finlandia Seinajoki galleria A.Alto Galeriassa “ Picture your Book”

– 2022 Milano spazio espsitivo Circuiti dinamici “Non bruciare il fantastico “

– 2022 Repubblica della Corea del Sud Museo Fantapia “ Beyond the Borders “2023

– 2022 Trieste 16° Biennale Giuliana d’Arte Magazzino 26

– 2023 Telecapodistria “ Artevisione “ incontro con l’artista a cura di Laura Vianello

– 2023 Repubblica della Corea del Sud Museo Fantapia “ The most spectacular outing – 2023 Paesi Bassi Olanda   International May Art Progect “ No Plastic”

– 2023 Repubblica della Korea del Sud “ Call for artist biaf 2023 “ Busan City Hail gallery

–  Venezuela Maracaibo galeria Aires “ Exposiciòn mundial de arte virtual “

–  2024 Umbria Gubbio Museo Diocesano “ Sulle orme di San Francesco “

–  2024  Trieste Magazzino 26 “ Artistiche riflessioni spirituali “ a cura di Franco Rosso

–  2024  Venezuela Maracaibo galeria Aires Call for art in commemoration of words nature protection day “

–  2024  Trieste 17° Biennale Giuliana d’Arte  Magazzino 26

–  2025  Gorizia Nova Gorica Capitale italiana della Cultura Kulturni Center Bratuz Loize “ Sfumature di confine “ a cura di Sasa Quinzi

–  2025  Trieste sala Exenia “ Salone d’autunno dell’arte triestina “ “Tra segno creativo “ a cura di Franco Rosso

–  2025  Gorizia Nova Gorica Capitale italiana della Cultura Sale dell’Auditorium “ Liberi percorsi 2 mostra internazionale di arte contemporanea “ a cura di Cristina Feresin

–  2025   Repubblica della Corea del Sud 22nb Bieaf  “ The lost center “

–  2025  Gorizia Nova Gorica Capitale italiana della Cultura Gradisca d’Isonzo Palazzo dei Provveditori “ Gli artisti di Go 2025 ” a cura di Chiara Isadoro Artico

– 2025   Venezuela Maracaibo Galleria d’Arte Aires “ Memorias Creativas “ Exposiciòn de Arte Mundial

–  2026 Trieste 18° Biennale Giuliana d’Arte Magazzino 26

–  2026 Finlandia Lapua Vanha Paukku galleria Paukku “ Deus ex Machina Yllàtysmomentii “

Sue opere si trovano in permanenza presso

– Messina Sant’Angelo di Brolo “ Museo degli Angeli”

– Mantova Castel d’Ario “Museo Sartori”

– Trieste “Palazzo della Regione”

– Torino Moncalieri  “Pinacoteca A.Arduino”

– Gaeta” Pinacoteca Giovanni da Gaeta”

– L’Aquila “Museo Sperimentale di Arte Contemporanea “

– Pescara Nocciano “ Museo delle arti “ Castello di Nocciano

–  Gorizia Gradisca d’ Isonzo  “ Chiesa di Santo Spirito “

– Avellino Teora Museo Pinacoteca d’Arte Conte Contemporanea

– Corea del Sud -at Fantapia M.Chang Ki-Hwan Art Museum  

– Catania Contea Caravaggio Museum

– Cosenza MAON Museo dell’Arte dell’Ottocento e Novecento

– Milano Collezione Duilio Zanni

– Reggio Calabria  Gioia Tauro Fondazione Xante Battaglia House Gallery

  

       

La documentazione fotografica e la bibliografia di Diego Valentinuzzi è archiviata presso:

L’archivio Biennale di Venezia Palazzo Correr Resina (VE)

Museo delle Arti Palazzo Bandera Busto Arsizio (VA)

Museo “Mjstique” Isola di Malta

Museo “Maga” Gallarate (Vr)

Museo “Revoltella” Trieste

Museo d’Arte Moderna “Ugo Carà” Trieste

Musei Civici di Feltre Galleria d’Arte Moderna “Rizzarda” Feltre (Bl)

Galleria d’Arte Moderna “ Raccolta Lercaro” (Bo)

Museum of Modern Art M.O.M.A. New York

Museo Civico di Crema e del Cremasco Crema

Galleria Comunale d’Arte Contemporanea Monfalcone

Cosenza Museo dell’Arte dell’Ottocento Novecento

Hanno scritto di lui

Xante Battaglia – Gabriella Niero – Palo Rizzi – Simon Benetton – Ottorino Stefani – Nicola Nuti – Luigi del Sal – Paolo Levi – Ludovico De Luigi – Emiliano Bazanella – Bruno Aloisi

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Segnalazione Eventi

Dal patrimonio artistico alla dimensione digitale. Dubai celebra i 50 anni del DIAC

A Dubai, nell’aprile 2026, arte e innovazione si incontrano in un contesto che racconta una città in continua trasformazione. Il TheBlock Festival, in dialogo con il World Token Summit 3.0, accoglie le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del Dubai International Art Centre, una delle istituzioni più radicate nella storia culturale degli Emirati Arabi Uniti.

Fondato nel 1976, il Dubai International Art Centre ha accompagnato per decenni la crescita della scena artistica locale, diventando un punto di riferimento per artisti di diverse generazioni e provenienze. Il traguardo dei cinquant’anni assume oggi un valore simbolico che si estende oltre la memoria, aprendo una riflessione sul presente e sulle direzioni future della produzione artistica.

All’interno del festival e del summit, questa ricorrenza trova una nuova dimensione, inserendosi in un ecosistema dedicato alla trasformazione digitale e alla cultura degli asset virtuali. Il risultato è un dialogo tra linguaggi che appartengono a tempi diversi ma che condividono lo stesso spazio creativo. La pittura, il disegno e le pratiche tradizionali si confrontano con strumenti digitali, ambienti immersivi e logiche legate alla blockchain.

Il percorso espositivo ripercorre l’evoluzione dell’arte a Dubai dagli anni Settanta a oggi, offrendo uno sguardo stratificato su una scena in costante espansione. Accanto alle opere, trovano spazio momenti di pratica e confronto. Dimostrazioni dal vivo restituiscono il valore del gesto e della tecnica, mentre workshop collaborativi aprono a nuove possibilità, dove la dimensione fisica dell’opera entra in relazione con quella digitale e con i sistemi on chain.

In questo contesto si inserisce anche il Global Panorama Project, iniziativa legata al Climate Institute e promossa dall’UNESCO, che contribuisce a portare al centro il rapporto tra arte, tecnologia e sostenibilità. Il progetto amplia ulteriormente la prospettiva, suggerendo una visione in cui la produzione artistica si intreccia con le grandi questioni globali.

Il World Token Summit 3.0 fa da sfondo a questo scenario, riunendo figure provenienti dal mondo della tecnologia, della finanza e della cultura. Qui il tema della tokenizzazione delle opere introduce nuove riflessioni sulla proprietà, sulla tracciabilità e sulle forme di valorizzazione dell’arte contemporanea. Si tratta di dinamiche che stanno ridefinendo il mercato e il modo in cui le opere vengono concepite, scambiate e collezionate.

TheBlock, con sede a Dubai, si inserisce in questo processo come piattaforma capace di connettere attori diversi, facilitando l’incontro tra creatività e infrastrutture digitali. L’integrazione tra questi ambiti prende forma in un evento che unisce visione culturale e sviluppo tecnologico, offrendo uno spazio in cui osservare da vicino le trasformazioni in atto.

A completare l’esperienza contribuisce anche la collaborazione con Tripy, che accompagna i visitatori nella fruizione del summit e degli eventi collegati, rendendo più accessibile un programma articolato e internazionale.

Il cinquantesimo anniversario del Dubai International Art Centre diventa così un momento di passaggio, in cui la storia si intreccia con nuove prospettive. Dubai si conferma un luogo in cui linguaggi differenti trovano un punto di contatto, dando forma a una narrazione contemporanea che tiene insieme memoria, sperimentazione e visione.

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ArteArtisti

Willem ed Elaine de Kooning nelle dinamiche del sistema artistico del Novecento.

La storia di Willem de Kooning e Elaine de Kooning non si lascia raccontare facilmente secondo categorie lineari. Non è solo una vicenda sentimentale né esclusivamente un capitolo della storia dell’Espressionismo astratto, ma piuttosto un percorso condiviso tra vita e lavoro, in cui due individualità distinte si sono alimentate e spesso contraddette a vicenda.

Willem de Kooning costruisce la propria pittura attraverso un processo instabile fatto di cancellazioni, ripensamenti e ritorni continui. Nulla sembra mai definitivo ogni immagine resta aperta come se potesse essere nuovamente messa in discussione. Questa precarietà formale finisce per riflettersi anche nel suo modo di stare nel mondo segnato da un continuo equilibrio tra controllo e disordine.

Elaine de Kooning al contrario si muove con maggiore agilità sul piano intellettuale. Pittrice ma anche osservatrice attenta della scena artistica riesce a leggere e restituire ciò che la circonda con una lucidità che spesso supera in termini di riconoscimento la considerazione riservata alla sua stessa produzione pittorica.

Il loro rapporto aperto, discontinuo e a tratti violento non è un semplice sfondo biografico, ma qualcosa che agisce in modo diretto sulla loro vita e sul loro lavoro. Le relazioni parallele, le separazioni e i ritorni contribuiscono a creare un clima instabile che non rimane chiuso nella sfera privata. Si riflette invece nel modo in cui entrambi occupano la scena artistica, nelle alleanze che costruiscono, nei conflitti che emergono e nelle opportunità che si aprono o si chiudono nel tempo.

Eppure questa libertà non è stata senza squilibri. Con il tempo Willem de Kooning si è imposto sempre di più come figura centrale, quasi simbolica, della scena artistica. Elaine de Kooning invece è rimasta in una posizione più incerta, dove il riconoscimento arrivava in modo parziale e spesso attraverso mediazioni. Il fatto di muoversi dentro i circuiti critici e intellettuali le ha permesso di avere una certa influenza sul dibattito artistico, ma non è stato sufficiente a darle lo stesso peso e la stessa visibilità del marito.

Quando negli ultimi anni Elaine de Kooning torna accanto a Willem de Kooning ormai segnato dalla malattia, il loro rapporto si trasforma radicalmente. Non è più la relazione turbolenta degli inizi ma una forma più concreto, fatto di responsabilità e cura. In quel passaggio finale si concentra qualcosa che è difficile definire con precisione, non una riconciliazione in senso classico, ma piuttosto la consapevolezza di un legame che, pur tra distanze e fratture, non si è mai davvero interrotto.

Forse è proprio qui che la loro storia continua a mettere in discussione l’idea stessa di separazione tra opera e vita e tra autonomia e dipendenza reciproca. Non come un caso eccezionale, ma come qualcosa di più diffuso e ricorrente nell’arte del Novecento, dove i confini tra esperienza personale e produzione artistica restano spesso mobili e difficili da fissare.

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Segnalazione Eventi

Un successo per la mostra “Dei luoghi e dello sguardo”. Grande partecipazione alla CathArt Gallery di Varese

La serata inaugurale dell’11 aprile ha segnato l’apertura ufficiale di “Dei luoghi e dello sguardo – Geografia della memoria”, la nuova mostra bipersonale ospitata presso la CathArt Gallery di Varese e curata da Carla Pugliano.

Fin dalle prime ore, lo spazio espositivo ha accolto un pubblico numeroso e partecipe. L’affluenza ha confermato l’attenzione crescente verso una programmazione che, nel tempo, ha costruito un rapporto solido con il territorio e con gli appassionati d’arte contemporanea. L’atmosfera si è rivelata fin da subito molto animata, attraversata da un interesse autentico e da una qualità di ascolto capace di accompagnare ogni momento della serata.

Il percorso espositivo ha trovato una risposta immediata nei visitatori. Le opere di Irene Das Neves e Marco Verdelli hanno attivato un dialogo continuo, non solo tra i due linguaggi, ma anche con il pubblico presente. La fotografia e la pittura hanno restituito visioni complementari, capaci di aprire riflessioni e conversazioni spontanee. Gli artisti hanno condiviso il proprio lavoro con disponibilità, dando vita a uno scambio diretto, mai formale, che ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente.

Particolarmente apprezzato l’intervento degli ospiti della serata, Samuele Corsalini e Francesco Gemmo. Il loro contributo ha introdotto il pubblico alla mostra con uno sguardo attento al legame tra identità territoriale e narrazione contemporanea. Le loro parole hanno offerto una chiave di lettura efficace, creando un ponte naturale tra le opere esposte e il contesto culturale di riferimento.

A guidare l’intera serata, Carla Pugliano, padrona di casa impeccabile, ha confermato ancora una volta la propria cifra professionale. La sua presenza si è distinta per misura, competenza e capacità di relazione. Ogni passaggio ha trovato un equilibrio preciso, ogni intervento si è inserito con coerenza all’interno di un progetto costruito con cura. La sua esperienza, unita a una visione curatoriale chiara, ha garantito una gestione fluida dell’inaugurazione e un dialogo costante tra artisti e pubblico.

“Dei luoghi e dello sguardo” si apre così sotto i migliori auspici. La mostra restituisce un confronto autentico tra due ricerche affini e autonome, capaci di trasformare paesaggi e scenari in tracce emotive e mappe interiori. Un progetto che trova nella relazione, nell’ascolto e nella qualità dello sguardo il proprio punto di forza, confermando la CathArt Gallery come uno spazio sempre più rilevante nel panorama artistico contemporaneo.

La mostra resta visitabile fino al 23 aprile 2026 presso la CathArt Gallery, a Varese, con ingresso da Via Salvo D’Acquisto. Apertura dal martedì al venerdì dalle 16:30 alle 18:30, il sabato dalle 10:30 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 18:30, la domenica dalle 15:30 alle 18:30. L’ingresso è libero. Un’occasione concreta per entrare in contatto diretto con un progetto espositivo che merita tempo e attenzione, all’interno di uno spazio che si distingue per qualità e per una visione curatoriale sempre attenta e riconoscibile.

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ContempoArte Magazíne

ContempoArte Magazine Nr 20 – Aprile 2026

Modulo di Richiesta

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Copertina Flessibile
Prezzo: 18,00 €

 

Gli artisti presenti all’interno del magazine con contributi rilevanti che desiderano richiedere più copie possono farne richiesta via email all’indirizzo info@lartechemipiace.com, beneficiando di una scontistica esclusiva a loro riservata.

ContempoArte Magazine Nr. 20 – Aprile 2026
ISSN 3103-3628
EAN-13: 9773103362208

ContempoArte. Uno spazio di riflessione e confronto sulla scena artistica contemporanea

ContempoArte nasce come progetto editoriale e curatoriale indipendente, evoluzione naturale del blog L’ArteCheMiPiace, divenuto nel tempo un punto di riferimento per artisti, critici e operatori del settore. Si presenta oggi come un volume tematico di riflessione critica, concepito non solo come spazio di approfondimento, ma come strumento attivo di diffusione culturale, con particolare attenzione alla circolazione qualificata dei contenuti e alle dinamiche di distribuzione.

Dotato di codice ISSN, il progetto si inserisce nel panorama delle pubblicazioni periodiche riconosciute, garantendo tracciabilità, autorevolezza e una precisa collocazione all’interno del sistema editoriale internazionale. La distribuzione è mirata a professionisti del settore, istituzioni culturali e contesti strategici della scena artistica contemporanea, favorendo un dialogo diretto con un pubblico selezionato e competente.

Accanto all’edizione italiana, ContempoArte si sviluppa anche in una versione internazionale in lingua inglese, ampliando la portata delle pubblicazioni e consolidando la presenza all’interno di circuiti artistici globali, con distribuzione curata a Dubai in collaborazione con la APM Consulting di  Alessio Musella e spazi di riferimento come The Bridge Art Gallery.

Ogni numero raccoglie una selezione dei contenuti più significativi sviluppati nel percorso editoriale del blog, affiancati da contributi originali e da una curata scelta di artisti contemporanei distintisi per la qualità e la coerenza della loro ricerca. ContempoArte assume così la forma di una realtà editoriale strutturata, capace di offrire approfondimenti critici, analisi teoriche e narrazioni artistiche di alto profilo.

Particolare rilievo è attribuito alla dimensione critica, attraverso contributi di studiosi, curatori e storici dell’arte, affiancati da interventi diretti degli artisti, in un confronto articolato tra differenti sensibilità, approcci espressivi e linee di ricerca. A completare l’insieme, la presenza della letteratura e della poesia contribuisce ad ampliare l’orizzonte espressivo della pubblicazione, creando un intreccio fertile tra linguaggi e sensibilità diverse e restituendo così una visione complessa e articolata del contemporaneo.

Ogni edizione si distingue per l’elevato livello qualitativo dei protagonisti e per la capacità di restituire uno spaccato autentico e critico delle ricerche artistiche attuali, confermando ContempoArte come uno spazio di confronto, valorizzazione e approfondimento nel panorama culturale odierno.

Responsabile Editoriale
Giuseppina Irene Groccia

 

Artisti e Collaboratori presenti in questa edizione:

Pier Toffoletti, Paolo Feroce, Andrea Bernabini, Alessio Musella, Opera Gallery Dubai, Darvish Fakhr, The Bridge Art Gallery Dubai, Alessandro Maio, Ilaria Pisciottani, Teresa Saviano, Max Callari, Emanuel Acciarito, Andrea Barretta, Olga Marciano, Mimmo Legato, Giuseppe Oliva, Marco Melchiorri, Mirella Bitetti, Giacomo Falcinelli, Maria Rosanna Cafolla, Francisco Soriano, Paolo Belloni, Willy Indiviglia, Davide Mauro, Serena Seri, Salvatore Grasso, Rocco Giuseppe Tassone, Assunta Scorpiniti, Anna Lina Grasso, Tommaso Marcello, Franco Emilio Carlino, Nicola Claudio Palermo, Angela Kosta, Vera Ivanaj, Anca Corut. 

Cliccando sulla copertina è possibile sfogliare la versione digitale.

ContempoArte was born as an independent editorial and curatorial project, the natural evolution of the blog L’ArteCheMiPiace, which has become a point of reference for artists, critics, and cultural professionals. It presents itself as a thematic volume of critical reflection, conceived not only as a space for in-depth analysis but also as a tool for cultural dissemination, with particular attention to the qualified circulation of its content.

Equipped with an ISSN code, the project is positioned within the landscape of recognized publications, ensuring credibility and targeted distribution to sector professionals, cultural institutions, and strategic contexts of the contemporary art scene, fostering direct dialogue with a knowledgeable and selected audience.

Alongside the Italian edition, ContempoArte is also published in an international English-language version, expanding the reach of its publications and consolidating its presence within global artistic circuits, with distribution curated in Dubai in collaboration with APM Consulting by Alessio Musella and key spaces such as The Bridge Art Gallery.

Each issue gathers the most significant content from the blog, alongside original contributions and a carefully selected roster of contemporary artists distinguished for the quality and consistency of their research. ContempoArte thus takes the form of a structured editorial reality, capable of offering critical insights, theoretical analyses, and high-profile artistic narratives.

Special emphasis is placed on the critical dimension, with contributions from scholars, curators, and art historians, complemented by direct interventions from the artists themselves, creating a dialogue among different sensitivities, expressive approaches, and research lines. To complete the ensemble, literature and poetry broaden the publication’s expressive horizon, creating a fertile interplay of languages and offering a nuanced vision of contemporary art.

Each edition stands out for the high level of its contributors and for its ability to present an authentic and critical snapshot of current artistic research, confirming ContempoArte as a space for dialogue, valorization, and in-depth reflection within today’s cultural landscape.

Editorial Director
Giuseppina Irene Groccia

 

Artists and Contributors featured in this edition:

Pier Toffoletti, Paolo Feroce, Andrea Bernabini, Alessio Musella, Opera Gallery Dubai, Darvish Fakhr, The Bridge Art Gallery Dubai, Alessandro Maio, Ilaria Pisciottani, Teresa Saviano, Max Callari, Emanuel Acciarito, Andrea Barretta, Olga Marciano, Mimmo Legato, Giuseppe Oliva, Marco Melchiorri, Mirella Bitetti, Giacomo Falcinelli, Maria Rosanna Cafolla, Francisco Soriano, Paolo Belloni, Willy Indiviglia, Davide Mauro, Serena Seri, Salvatore Grasso, Rocco Giuseppe Tassone, Assunta Scorpiniti, Anna Lina Grasso, Tommaso Marcello, Franco Emilio Carlino, Nicola Claudio Palermo, Angela Kosta, Vera Ivanaj, Anca Corut. 

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Segnalazione Eventi

Grande successo a Dubai per l’inaugurazione di The Bridge Art Gallery

Si è svolta con grande partecipazione di pubblico l’inaugurazione ufficiale di The Bridge Art Gallery, il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea ideato da Alessio Paolo Musella, nel cuore di Dubai Hills, uno dei quartieri più dinamici e in espansione della città.

Fin dalle ore 19:00, un flusso costante di visitatori ha animato la galleria, con presenze distribuite lungo tutto l’arco della serata fino alle 23:00. La scelta di una fascia oraria ampia si è rivelata vincente, permettendo al pubblico di partecipare con flessibilità — prima o dopo cena — e favorendo un’esperienza più rilassata e un dialogo diretto e approfondito con le opere e i protagonisti della serata.

Numerosi gli ospiti intervenuti: collezionisti, artisti, professionisti del settore e conoscenze internazionali, insieme a operatori del mondo immobiliare e costruttori, con i quali sono stati avviati primi contatti per possibili collaborazioni. Tra le prospettive emerse, anche l’integrazione dell’arte nei progetti residenziali di alto livello, attraverso la proposta degli artisti rappresentati dalla galleria per l’allestimento di case e ville.

La serata è stata arricchita dalla presenza di una collettiva internazionale, concepita come elemento complementare all’inaugurazione della galleria. Gli artisti coinvolti, provenienti da contesti geografici diversi — tra cui Italia, India, Russia, Brasile, Porto Rico, Africa, Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti — hanno contribuito a creare un dialogo multiculturale capace di rispecchiare il respiro globale della scena artistica contemporanea di Dubai.

Gli artisti presenti nella collettiva inaugurale sono:

Marco Host, Lorenzo Marini, Giuseppina Irene Groccia (GiGro), Lorenzo Malfatti, Lucrezia Coli (Margot), Serge Gauya, Suhtry Jhaveri, Carolina Sowa, Mariella Rinaldi, Giacomo Consigli, Carolina Curti, Valente Cancogni, The Materials (Alex Belli), Stefano Chiassai, Roberta Volpe, Kristel Bechara, Benito Macerata, Felipe Cardena e Ludmilla Radchenko

Particolarmente apprezzata dal pubblico è stata la scelta curatoriale di articolare lo spazio in due ambienti distinti, ciascuno con una propria identità visiva e narrativa.
Una sala luminosa, dominata dal bianco e da linguaggi più contemporanei e pop, e una sala più raccolta e scura, pensata come immersione nella memoria, nella materia e in una dimensione più introspettiva. Questa netta divisione ha facilitato la lettura delle opere, rendendo il percorso espositivo chiaro e coinvolgente.

Elemento distintivo dell’inaugurazione è stato anche l’approccio curatoriale, fortemente improntato al dialogo. Il pubblico ha mostrato particolare interesse per la modalità di racconto delle opere, caratterizzata da spiegazioni puntuali, aneddoti e approfondimenti capaci di avvicinare anche i non addetti ai lavori.

Si tratta di una pratica tipicamente italiana, ancora poco diffusa in molte realtà espositive locali, dove spesso l’esperienza si limita a una fruizione visiva in spazi ampi ma privi di mediazione. In questo contesto, l’approccio di Alessio Paolo Musella — basato su un racconto accessibile ma mai superficiale — è stato percepito come un valore aggiunto, contribuendo a rendere l’esperienza più coinvolgente e memorabile.

Con questa apertura, The Bridge Art Gallery si afferma fin da subito come un nuovo punto di riferimento per la scena artistica locale, capace di coniugare respiro internazionale e attenzione alla dinamica relazionale, ponendosi come un vero ponte tra artisti, pubblico e sempre nuove opportunità di collaborazione.

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Arte

Il mito eterno di Banksy è l’arte che vive oltre l’identità.

Per oltre vent’anni il nome di Banksy ha rappresentato uno dei più affascinanti enigmi dell’arte contemporanea. Un artista capace di comparire sui muri di mezzo mondo con immagini semplici ma potentissime, la bambina con il palloncino, il lanciatore di fiori, i topi ribelli, e sparire subito dopo, lasciando dietro di sé solo un messaggio politico e una firma. Senza volto.

Oggi però quel mistero sembra più vicino che mai a una possibile soluzione. Una recente inchiesta giornalistica ha rilanciato con forza una teoria che circola da anni, dietro lo pseudonimo Banksy ci sarebbe Robin Gunningham, artista nato a Bristol nel 1973. Non si tratta di una conferma ufficiale, l’artista e il suo entourage non hanno mai commentato, ma dell’indagine più articolata mai realizzata sull’identità del writer.

La ricostruzione si basa sull’incrocio di documenti pubblici, spostamenti, testimonianze e registri amministrativi. Secondo i giornalisti, Gunningham avrebbe addirittura cambiato legalmente nome in “David Jones”, uno dei più comuni nel Regno Unito, rendendo ancora più difficile seguirne le tracce.

Un elemento importante dell’inchiesta riguarda i murales comparsi in Ucraina nel 2022, alcune persone con identità compatibili con quelle legate a Gunningham sarebbero entrate nel paese proprio nei giorni in cui le opere apparivano sui muri delle città bombardate.

In tutto questo resta però un dato fondamentale, non c’è alcuna conferma ufficiale. L’organizzazione che autentica le opere di Banksy, Pest Control, non ha commentato e i suoi legali continuano a contestare ogni tentativo di rivelazione definitiva.

In altre parole, anche di fronte alla più solida delle indagini, il mistero non è completamente dissolto.

La pista di Bristol non è nuova. È nella città inglese che negli anni ’80 e ’90 nasce una delle scene creative più fertili del Regno Unito, dove musica, arte urbana e cultura underground si mescolano continuamente.

Qui entra in scena Robert Del Naja, musicista e membro dei Massive Attack, noto anche come “3D”. Prima di diventare una figura centrale del trip-hop mondiale, Del Naja era uno dei pionieri della stencil art nella città. Lo stesso Banksy ha raccontato più volte di aver iniziato ispirandosi proprio a lui.

Negli anni si è diffusa persino la teoria che Del Naja fosse Banksy. Alcune coincidenze, murales apparsi nelle stesse città in cui i Massive Attack erano in tour, hanno alimentato la leggenda. Le ricostruzioni più recenti tendono però a ridimensionare questa ipotesi. Del Naja sarebbe piuttosto un collaboratore o parte della rete creativa attorno al progetto Banksy, non l’autore principale.

Robert Del Naja

La domanda “chi è Banksy?” è diventata negli anni quasi un genere giornalistico a sé. Ma dietro la curiosità c’erano anche motivazioni più concrete.

La prima è economica. Banksy è oggi uno degli artisti viventi più quotati al mondo, alcune sue opere superano facilmente il milione di dollari. Con cifre di questo livello, conoscere l’autore significa definire meglio diritti, autenticazioni e storia delle opere.

La seconda ragione è culturale. Banksy è diventato una voce politica globale, intervenendo con i suoi murales su temi come guerra, capitalismo, migrazioni e conflitto israelo-palestinese. Per alcuni osservatori un artista con un’influenza così forte non può restare completamente invisibile.

Infine c’è il semplice impulso umano verso il mistero, quando un enigma dura troppo a lungo, prima o poi qualcuno prova a risolverlo.

Eppure una parte consistente del mondo dell’arte ha sempre sostenuto che l’anonimato fosse parte integrante dell’opera.

Banksy ha costruito la propria forza proprio sull’assenza di identità. I suoi interventi comparivano improvvisamente nello spazio pubblico, senza conferenze stampa né inaugurazioni, quasi come atti di guerriglia visiva.

Senza un volto, il messaggio diventava più universale. L’opera non apparteneva a un artista celebre, ma sembrava emergere direttamente dalla città e dalle sue contraddizioni.

C’è anche un motivo molto pragmatico, molti dei lavori di Banksy sono tecnicamente illegali. L’anonimato è sempre stato per lui una forma di protezione legale e personale.

Ma cosa cambia davvero adesso? La risposta più sorprendente è che probabilmente non cambia quasi nulla.

Il sistema che regola il mercato di Banksy rimane lo stesso. Le opere autentiche sono certificate da Pest Control, l’unico organismo autorizzato. Finché questo meccanismo non cambia, la persona dietro lo pseudonimo conta relativamente poco per il mercato.

Anzi, spesso le rivelazioni alimentano ancora di più l’interesse mediatico e culturale attorno all’artista.

Il mito, ormai, è già costruito.

Le reazioni degli artisti e dei critici si dividono sostanzialmente in tre correnti.

La prima è quella dei romantici, per loro Banksy doveva restare anonimo per sempre. Il mistero faceva parte della poesia dell’opera e rappresentava una critica radicale al culto dell’artista-star.

La seconda è quella dei pragmatici, un fenomeno culturale di questa dimensione difficilmente può restare segreto per decenni. Era solo questione di tempo.

La terza è quella dei più cinici, conoscere il nome non cambia nulla. Banksy è ormai un linguaggio, un immaginario, quasi un marchio culturale globale.

Forse, in fondo, la domanda non è davvero chi sia Banksy. La domanda è se avremmo dovuto saperlo.

Per più di vent’anni i suoi lavori sono comparsi sui muri delle città come messaggi lasciati nella notte. Senza volto, senza conferenze stampa, senza una biografia da raccontare. Solo immagini capaci di parlare da sole. In un sistema dell’arte costruito spesso attorno alla figura dell’artista-star, quell’assenza era diventata parte dell’opera stessa.

L’anonimato non era soltanto una forma di protezione, ma un vero e proprio linguaggio che spostava l’attenzione dal nome al messaggio e dall’autore alla città.

In fondo, Banksy ha anche riportato al centro il significato originario della figura del writer, una presenza anonima, spesso incappucciata, che agisce nello spazio urbano come gesto di rottura e di denuncia verso il sistema. Nei suoi interventi questo aspetto non è mai stato secondario, ma anzi volutamente enfatizzato, quasi a ricordare che la street art nasce prima di tutto come atto di dissenso e appropriazione dello spazio pubblico, ben distante da quelle forme più decorative che oggi spesso vengono associate ai muri delle città.

Ma i miti contemporanei vivono dentro un ecosistema mediatico che prima o poi li costringe a mostrarsi. Più cresce la fama, più diventa difficile custodire il segreto. È una dinamica quasi inevitabile.

Eppure il paradosso di Banksy è proprio questo, il suo mistero non è mai stato davvero il suo nome. Il suo mistero era che, per anni, quel nome non fosse necessario.

Se un giorno l’identità dovesse emergere senza più dubbi, probabilmente cambierà poco. Perché il vero Banksy non è mai stato soltanto una persona. È un’idea che continua a comparire sui muri delle città, un’immagine semplice, improvvisa, capace di raccontare una storia senza bisogno di firmarsi.

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Segnalazione Eventi

A Dubai nasce The Bridge Art Gallery di Alessio Musella. Opening night con una grande mostra collettiva

Dubai, Emirati Arabi Uniti — 16 marzo 2025

Nel dinamico panorama artistico di Dubai apre le porte The Bridge Art Gallery, nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea e al dialogo culturale internazionale.

L’inaugurazione ufficiale si terrà lunedì 16 marzo, dalle ore 19 alle 23, presso la sede della galleria in Acacia A, Dubai Hills Park.

La serata di apertura sarà accompagnata da una prima mostra collettiva che riunisce artisti provenienti da diversi contesti creativi e linguaggi espressivi, offrendo una panoramica eterogenea sulla ricerca artistica contemporanea.

Il progetto espositivo prende forma attorno al tema “Quando tutto sembra diventare buio, i colori dell’arte illuminano”, un concept che riflette sul ruolo dell’arte come spazio di luce e riflessione in un’epoca segnata da profonde trasformazioni e incertezze globali. Attraverso pittura, ricerca materica e sperimentazione visiva, la mostra mette in dialogo visioni e sensibilità differenti, trasformando la galleria in un vero e proprio ponte tra artisti e pubblico.

Gli artisti presenti nella collettiva inaugurale sono:


Marco Host, Lorenzo Marini, Giuseppina Irene Groccia (GiGro), Lorenzo Malfatti, Lucrezia Coli (Margot), Serge Gauya, Suhtry Jhaveri, Carolina Sowa, Mariella Rinaldi, Giacomo Consigli, Carolina Curti, Valente Cancogni, The Materials (Alex Belli), Stefano Chiassai, Roberta Volpe, Kristel Bechara, Benito Macerata, Felipe Cardena e Ludmilla Radchenko

Il progetto della galleria nasce sotto la direzione artistica di Alessio Paolo Musella, che definisce l’apertura dello spazio come una scelta volutamente controcorrente. In un contesto in cui molte dinamiche contemporanee spingono verso l’isolamento, la creazione di un luogo fisico dedicato alla cultura rappresenta, secondo Musella, un gesto di fiducia nella funzione sociale dell’arte.

Richiamando il motto “Memento audere semper”, l’art director sottolinea come la galleria voglia configurarsi non solo come spazio espositivo, ma come luogo di osservazione e di incontro, capace di raccontare la genesi delle opere e costruire relazioni tra chi crea e chi guarda. In questa prospettiva, The Bridge Art Gallery nasce con l’obiettivo di diventare un punto di connessione tra esperienze artistiche e pubblico internazionale.

 


Opening Night

📍 The Bridge Art Gallery
Acacia A – Dubai Hills Park
📅
16 marzo 2025
🕖
19:00 – 23:00

RSVP: +971 56 847 7077

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