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Interviste

Vanni Vano – L’arte del piccolo che incanta

 

L’arte del piccolo che incanta

di Giuseppina Irene Groccia |07|Aprile|2025|
 

Entrare nel mondo di Vanni Vano significa lasciarsi trasportare in una dimensione in cui il reale si fonde con la fantasia, dove il piccolo diventa protagonista e l’arte si manifesta nella minuziosa creazione di opere uniche e sorprendenti. Giovanni Vano, in arte Vanni Vano, non è solo un modellista, ma un vero e proprio artigiano della meraviglia, capace di trasformare una scatola di montaggio in una storia, un’emozione, un universo in miniatura.

Dopo una vita frenetica dedicata al lavoro, il pensionamento per lui non è stato un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. Un ritorno alle radici della sua creatività, un’occasione per dare spazio a quella vena artistica che lo accompagna fin dall’infanzia. Il modellismo, per Vanni, non è un semplice passatempo, ma una vera e propria arte, che richiede dedizione, manualità e una costante ricerca del dettaglio perfetto. Le sue opere, lontane dalla produzione seriale, sono pezzi unici, frutto di intuizioni estrose e di un’immaginazione senza confini.

In un’epoca in cui l’arte spesso si piega alla velocità e all’immediatezza, il lavoro di questo artista si distingue per la sua autenticità. Qui, il tempo si dilata, l’attenzione ai dettagli diventa fondamentale e ogni creazione ha una storia da raccontare. Non cerca la perfezione accademica, ma l’emozione sincera. Se un adulto, osservando una sua miniatura, sorride con la spontaneità di un bambino, allora la sua missione può dirsi compiuta.

Selezionato per “EVERLAND Art – Percorsi di Ricerca”, evento organizzato dall’associazione culturale Athenae Artis, Vanni Vano porta la sua arte oltre i confini del laboratorio per condividerla con il pubblico. Un’occasione per esplorare nuove strade, per raccontare e per lasciarsi sorprendere. Perché, come dice lui stesso, la ricerca della perfezione e dell’originalità non si ferma mai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qual è stato il momento in cui hai capito
che l’arte sarebbe stata il tuo percorso di vita?

 

Ho sempre avuto una vena artistica che ha caratterizzato la mia
vita, fin dalla tenera età di dieci anni. Creavo bigliettini augurali a Pasqua
e Natale, con polverine luccicanti, ovatta, e pennerelli colorati, per poi

“ venderli” in Famiglia a 50 lire cadauno, non so se li
apprezzavano o se li acquistavano per accontentarmi…..!

Nel 2020 ero da poco entrato nel mondo dei pensionati, ed avendo
lasciato un’attività che mi vedeva sempre impegnato freneticamente, non
riuscivo a star fermo oziando. Acquistai una piccola scatola di montaggio in
miniatura da assemblare e da lì….si è aperto un mondo, Avendo poi sempre avuto,
estro, fantasia e manualità il percorso è stato tutto in discesa

 

Se dovessi descrivere la tua arte con tre
parole, quali sceglieresti e perché?

Estro : perché
bizzarro, Eccentrico, Geniale, Originale, Stravagante, Lunatico, Ispirato,
Creativo
,

Fantasia: perché riesco ad immaginare ancor prima di
realizzare una mini opera un oggetto o un particolare che mi colpisce da subito.

Manualità: perché se non hai questa basilare capacità
tutto diventa impossibile.

 

 

 

Quali emozioni o sensazioni speri di suscitare
nel pubblico attraverso le tue opere?

 

Dietro questi piccoli oggetti c’è passione, impegno, voglia di
piacere e far piacere, desiderio di estorcere un sorriso, per portarci a
dimenticare per un attimo tutte le difficoltà quotidiane che viviamo. Ecco io
mi sento appagato quando un adulto nel guardare una mia miniatura, mi elargisce
un sorriso a trentadue denti, ritornando bambino per un nanosecondo !

E’ Meraviglioso

 

Le tue miniature sono mondi in miniatura
che raccontano storie senza parole. Qual è l’elemento più importante per te
nella creazione di queste opere: la perfezione tecnica, l’emozione che
suscitano o il messaggio che trasmettono?

Bella domanda….anche io a volte me lo
chiedo !

Forse rischio di diventare antipatico ed
impopolare, ma io non creo sperando di suscitare emozione nel pubblico, quello
che faccio deve innanzitutto emozionare me, se ci riesco forse posso
trasferirlo, diversamente sarebbe un freddo soprammobile. A proposito ma a Lei
ho suscitato emozione ?

 

 

 

 

 

 

Hai scelto di dedicarti alla dollhouse art, evitando però di entrare nel filone
tradizionale dell’arte presepiale napoletana. Cosa rappresenta per te questa
distinzione e in che modo le tue radici napoletane influenzano comunque il tuo
lavoro?

 

Sono Napoletano e spesso mi chiedono se faccio anche presepi, li
ho fatti più di trenta anni fa, ma sono troppo inflazionati e facilmente
replicabili, soprattutto dagli Asiatici o dagli stampi di gesso…..ecco io amo
fare cose rare, pensate, e difficilmente replicabili. Come tutti i Napoletani
sono un passionale, un estroso, un emotivo e spesso umorale….e le mie opere a
volte lo trasmettono.

 

In un’epoca in cui l’arte è spesso
sinonimo di immediatezza e spettacolarità, il tuo lavoro richiede invece
pazienza, precisione e contemplazione. Credi che il valore del “piccolo”,
dell’attenzione ai dettagli, possa essere una risposta artistica alla frenesia
del mondo contemporaneo?

Assolutamente NO ! Oggi vogliamo tutto e
subito, il tempo oramai è diventato una sfida! Pensateci ! Se un computer o
internet non ti da la risposta immediata ci infastidiamo, ci irritiamo, ci
agitiamo. L’arte oggi si crea con intelligenza artificiale….io oramai sono OUT!

 



 

C’è un aspetto della tua ricerca artistica
che senti ancora in continua evoluzione?

La perfezione, la rarità, la ricercatezza
del particolare e soprattutto l’amore che metto nel creare è sempre in
evoluzione. MAI BANALE

 

Ti è mai capitato di sperimentare con
materiali o tecniche insolite? Se sì, quali sono state le scoperte più
sorprendenti?

Beh più che tecniche, sperimento
materiali. Il mio laboratorio è tipico di un accumulatore seriale

 

L’arte può essere un linguaggio
universale. Qual è il tuo rapporto con il simbolismo e le metafore visive?

Se non ci fosse interazione tra
colui che osserva un oggetto e l’oggetto stesso, non si potrebbe parlare di
linguaggio universale o di comunicazione. Un oggetto artistico è una forma di
linguaggio, ma non sempre sono artistici o comunicano qualcosa a colui che
osserva. Questa è una delle mie grandi preoccupazioni. Disse un saggio
linguista,…” il linguaggio e la comunicazione si attua tra colui che produce
l’oggetto (l’opera d’Arte nello specifico), tra colui che la osserva e il
sistema di segni che è incarnato nell’opera d’Arte stessa.

 

Quanto spazio lasci all’improvvisazione e quanto
alla pianificazione quando lavori su un’opera?

E’ solo improvvisazione ! Ho
pianificato la mia vita per quarant’anni, e parlo del lavoro. Oggi quando creo
devo avere innanzitutto, voglia, estro ed improvvisazione. Altrimenti diventa
stress

 

Secondo te, in che modo i social media e
le piattaforme digitali hanno influenzato la diffusione dell’arte
contemporanea?

E’ ancora poco quello che
arriva al Pubblico ! Anzi mi correggo: al GIOVANE PUBBLICO.

Su Tiktok su Instagram su
Facebook vedo poca cultura Artistica…ma tanta violenza, ignoranza e bullismo
gratutio.

 

 

 

 

 

Quali sono stati i momenti più
gratificanti del tuo percorso artistico fino ad oggi?

Sicuramente l’incontro con
Athenea Artis in primis, e la sua Presidentessa Maria Di Stasio. Grazie a Lei
ho conosciuto La Dottoressa Bognolo e Lei, Giuseppina Irene Groccia ) che mi
sta intervistando. Anche EffettoArte mi ha dato un po’ visibilità. Ma ho fatto
una pessima esperienza in una Galleria a Napoli….che preferisco dimenticare

 

Se potessi collaborare con un artista del
passato o del presente, chi sceglieresti e perché?

Beh….porterei volentieri la
scatola degli attrezzi a Leonardo da Vinci. Un genio, un pittore un inventore
uno scenziato….un uomo che vedeva il futuro.

 


 

Attualmente sei tra gli artisti selezionati per EVERLAND Art – Percorsi di Ricerca, l’evento organizzato dall’associazione culturale Athenae Artis di Maria Di Stasio, che si terrà dal 26 aprile al 3 maggio presso la Galleria Il LeoneCosa ti ha spinto a partecipare a questa mostra e quali sono le tue aspettative riguardo a questa esperienza? Quali aspetti pensi possano  arricchire il tuo percorso artistico e contribuire alla tua crescita creativa?

Innanzitutto essere stati
scelti da Athenae Artis di Maria Di Stasio per essere a Roma tra talentuosi
Artisti Internazionali, è un onore.

Farmi notare da turisti che
transitano nella capitale, non capita tutti i giorni, sicuramente il mio
curriculum si arricchirà di quest’altra opportunità.

 

In che modo hai deciso di presentare la
tua arte all’interno di questo percorso espositivo e quali opere hai scelto di
esporre? Ci puoi raccontare il processo creativo che ti ha guidato nella loro
realizzazione e se c’è un significato o un messaggio particolare che volevi
trasmettere attraverso di esse?

Le opere sono state scelte
dalla commissione, e questo per me è un vanto non da poco, anche perchè credo
di essere l’unico a proporre questo tipo di “Arte“

 

 

Hai in mente nuovi progetti o direzioni
artistiche che vorresti esplorare nel prossimo futuro?

Assolutamente si, ho un progetto sogno che vorrei realizzare, in
collaborazione con Athenae Artis, ma come tutti i Napoletani scaramantici…..Ve
ne parlerò il giorno in cui lo attualizzeremo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contatti

 

Email  giannivano@msn.com

 

Facebook Vanni Vano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salve,

mi chiamo GioVanni Vano , sono  nato a Napoli , il 9 Luglio di sessantasei anni fa, ed  esattamente a San Domenico Maggiore, nel cuore della famosa spacca Napoli, per cui a chi mi domanda:  

“ ma sei di Napoli-Napoli ? ”     La risposta è:  Assolutamente SI ! 

 

A 12 anni fui premiato in Applicazione Tecnica alle scuole medie con un 10 , per aver creato un porta  riviste in legno con materiali riciclati e, così, da allora, cominciai a capire di avere una certa predisposizione per la creatività, l’ingegno e la manualità, doti nel  nostro DNA ( anche mio fratello è un artista! ) a mio avviso ereditate da mio Padre, che aveva il dono di saper riparare tutto ed  il culto degli attrezzi da lavoro.

Col tempo sviluppai  la passione per l’aeromodellismo statico e dinamico per poi approcciarmi a quello navale. Nel 1975 nacque un’altra passione artistica:  il teatro, che ancora oggi a distanza di 50 anni pratico a livello amatoriale, pur avendo partecipato a fiction televisive. Diplomato in costruzioni aeronautiche, abbandonai la facoltà di ingegneria aeronautica per vicissitudini familiari, e, successivamente, riuscii nel 1995, a diventare manager in quella che fu l’Azienda che mi fece   crescere professionalmente:  Michelin.

Da circa tre anni, mi sono riavvicinato al modellismo….anzi alle miniature, definite dollhouse, e   ho cominciato a creare “delle piccole opere”, stando ben attento a non entrare nel vortice dell’arte presepiale che contraddistingue la maggior parte di noi Napoletani , a parer mio,  troppo inflazionato. La mia più grande gratificazione è appropriarmi di quei sorrisi  a bocca aperta o di quegli sguardi che fanno le persone nell’osservare i miei piccolissimi dettagli , che mi ripagano di tutto il tempo impiegato  e della pazienza che mi è occorsa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

Il Blog L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.

 

Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace, compreso l’intervista, è soggetto a selezione e comprende approfondimento dei materiali forniti con consulenza, ricerca, redazione e diffusione.

 

 

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