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Interviste

Tracce d’anima su tela – Conversazione con Roberta Baldassano

 

Tracce d’anima su tela

Conversazione con Roberta Baldassano

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |09|Aprile|2025|

 

Con un passato nel mondo della moda e una lunga esperienza come educatrice, Roberta Baldassano ha trasformato la sua sensibilità artistica in un percorso ricco di sperimentazione, libertà espressiva e profonda introspezione. 

La sua ricerca, maturata nel tempo tra colori, materiali e visioni interiori, è una continua oscillazione tra rigore e impulso, tra la precisione del figurativo e la potenza liberatoria dell’astratto. 

Dai murales per l’infanzia alle opere più recenti, cariche di stratificazioni emotive e tensioni gestuali, la pittura di questa artista racconta un’anima in costante movimento, alla ricerca di un linguaggio autentico e personale. In questa intervista ci accompagna nel suo universo fatto di intuizioni notturne, esperienze trasformative e colore vissuto come mezzo per dare forma all’invisibile. Ogni opera diventa così uno spazio aperto, un invito a lasciarsi attraversare, un dialogo silenzioso tra artista e spettatore.

 

 

 

 

 

 

Per approfondire il suo linguaggio visivo e il rapporto tra arte e vita, le abbiamo chiesto di raccontarsi.

Puoi raccontarci come hai iniziato il tuo
percorso artistico? C’è stato un momento o un evento particolare che ti ha
spinto verso l’arte? 

Il mio percorso artistico, in senso stretto, è cominciato
due anni fa, ma in realtà è da quando ero piccola che amo l’arte: mi è sempre
piaciuto disegnare, sia a casa che a scuola, dove ad educazione artistica avevo
voti alti. All’età di circa 20 anni, dopo le scuole superiori, mi iscrivo ad un
corso triennale di stilismo di moda, conseguendo l’attestato di stilista, ma la
vita mi porterà ad intraprendere altre strade. Una di queste è quella legata al
mondo del sociale e, dopo un corso triennale, conseguo l’attestato di educatore
professionale. Comincia così una lunga carriera (di circa 20 anni) di
educatrice negli asili nido, presso i quali oltre ad occuparmi dei bambini,
creerò murales con tematiche legate al mondo dell’infanzia. Nella mia vita ci
sarà un altro cambiamento e, dopo aver fatto il corso di operatore socio
sanitario, comincerò a lavorare in ospedale, dove tutt’ora lavoro. Il passaggio
dagli asili nido all’ ospedale, mi ha portato un po’ ad accantonare l’arte; poi
tra il 2019 e il 2020 conosco l’artista Valerio Toninelli (pittore, scultore di Pistoia) e si riaccende l’amore, mai sopito, per l’arte. Comincio a fare
qualche quadro, prediligendo lo stile astratto. Nel 2023 partecipo alle colonie
artistiche in Serbia e Romania, dove, in cambio di vitto e alloggio,
l’associazione culturale che ti ospita, ti fornisce tele e colori; le opere che
vengono create dagli artisti rimangono di proprietà della suddetta
associazione. Dal 2024 ad oggi ho partecipato a diverse mostre e concorsi
nazionali ed internazionali e prossimamente ci saranno altri eventi artistici
ai quali parteciperò.

 

 

 

Qual’è il tema o il messaggio principale che
cerchi di comunicare attraverso le tue opere? 

Attraverso le mie opere
(principalmente astratte) vorrei che l’osservatore proiettasse le proprie
emozioni, più che comunicare qualcosa io, ma in realtà è impossibile la non
comunicazione. Inconsciamente, anche con l’astrattismo, si esprime gli stati
d’animo: si esprime l’inesprimibile e si rende visibile l’invisibile. Sovente
l’essere umano tende all’astrazione e, l’astratto, quindi, rappresenta una
chiave capace di aprire le porte dell’anima e della psiche.

 

Come descriveresti il tuo stile artistico e come
si è evoluto nel corso del tempo? 

Il mio stile artistico lo paragonerei ad un
animale che, per molto tempo, è stato in cattività, ristretto in degli spazi,
ma che oggi vuole uscire fuori dalle righe; in passato, con i murales, il mio
stile era quello figurativo, dove i temi da me disegnati, richiedevano
precisione e proporzione… oggi vivrei tutto ciò come una costrizione e cerco
di “fuggire” da tutto ciò, ma, a volte, in alcuni momenti, ricado nei
vecchi schemi, senza volere. Ciò mi disturba, perché vorrei vivere l’arte come
un momento di libertà, senza tensione. Il paragone, forse è un po’ azzardato,
ma paragono la mia voglia di fare arte ad un ballo costituito da movimenti
liberi, non come quei balli dove ti insegnano i passi e quelli devi fare. Oggi
vorrei dipingere, per il mero gusto di spargere il colore su una tela o un
foglio, come un bambino…

 

 

Il tuo percorso artistico è partito dal mondo
della moda per poi evolversi verso l’espressionismo astratto. Come pensi che la
tua esperienza nel campo della moda abbia influenzato il tuo approccio alla
pittura, soprattutto per quanto riguarda l’uso del colore e della forma? 

Ogni
nuova esperienza che facciamo, ci arricchisce, anche se non sempre avviene a
livello conscio. L’esperienza nel campo della moda, mi è servita, soprattutto,
quando creavo i murales negli asili nido, per le proporzioni delle figure umane
e non che ricreavo sulle pareti dei muri.

 

 

 

Nelle tue opere emerge una continua tensione tra
l’impulso emotivo e la necessità di ordine. Come riesci a coniugare queste due
forze apparentemente opposte nel processo creativo? È un equilibrio che si
sviluppa durante il lavoro o è qualcosa di premeditato? 

Confermo ciò che
emerge, ovvero la continua tensione tra l’impulso emotivo e la necessità di
ordine. La coniugazione di queste due forze apparentemente opposte, non è, per
me, di facile gestione nel processo creativo. Di premeditato non c’è molto e,
quindi, questo equilibrio si sviluppa, principalmente, durante il lavoro.

 

 

Sembri avvertire una forte ambivalenza tra
ordine e caos, che si riflette nel tuo lavoro. Come descriveresti la tua
visione dell’arte in relazione alla vita e alla tua evoluzione personale? Pensi
che l’arte sia per te un mezzo di auto-esplorazione, di comprensione del mondo,
o entrambe le cose? 

Diciamo che l’ambivalenza tra ordine e caos non si riflette
solo nell’arte, ma anche nella mia vita quotidiana. In realtà non sempre riesco
a coniugare queste due forze, apparentemente opposte nel processo creativo. È
una lotta interna continua. In merito al secondo punto di questa domanda, io
penso che l’arte sia uno strumento per esplorare se stessi, sia uno strumento
per comprendere il mondo.

 

 

 

Quali sono le principali fonti di ispirazione
per il tuo lavoro? Ci sono artisti, movimenti o esperienze personali che hanno
influenzato particolarmente la tua visione? 

Non ci sono delle precise fonti di
ispirazione, anche se mi piace molto Kandinsky e Pollock. L’astrattismo mi
attrae particolarmente, perché non ci sono dei vincoli stretti, ai quali
attenersi, già ce ne sono abbastanza nella vita quotidiana. L’ispirazione può
venire vedendo un colore, oppure, durante il dormiveglia della notte, può
nascere un’idea da realizzare sulla tela.

 

Qual’è il processo creativo che segui per
realizzare le tue opere? Ci sono tecniche o rituali a cui sei particolarmente
affezionato? 

Non seguo un processo creativo vero e proprio per realizzare le
mie opere e neppure delle tecniche precise; mi piace sperimentare e quando non
riesco ad ottenere l’effetto voluto, cerco altre strade e può capitare che
stravolga tutto.

 



 

Preferisci lavorare su tela in solitudine o
trovi ispirazione anche da contesti collettivi, come workshop o eventi d’arte?

Preferisco di gran lunga lavorare su tela in solitudine, ma mi è piaciuto,
anche, lavorare in contesti collettivi come è accaduto nelle colonie artistiche
in Serbia e Romania.

 

 

Come vivi il rapporto tra l’arte e il pubblico?
In che modo il feedback o le reazioni delle persone influenzano il tuo lavoro?

L’arte rappresenta uno strumento di comunicazione, rappresenta un ponte tra
artista e pubblico. Sicuramente il feedback positivo del pubblico fa sempre
piacere, ma, anche le eventuali critiche non positive, fanno riflettere,
crescere… fanno da stimolo.

 

 

 

C’è un’opera, tra quelle che hai realizzato, che
consideri particolarmente significativa per te? Puoi raccontarci la sua storia? 

L’opera più significativa, per me, è una tra le prime realizzate, dal titolo
Arcobaleno“, con la quale ho partecipato alla mostra
Visioni“, presso il tempio di Pomona, a Salerno, nel dicembre 2024.
È un’opera realizzata su tela, con acrilico e misura 80×70. Con quest’opera ho
ricevuto il “Premio radio retetop95”. Prossimamente sarò ospite della
suddetta radio, dove verrò intervistata dal critico e storico dell’arte Mariangela Bognolo.

 

 

Come vedi il ruolo dell’arte nella società
contemporanea? Pensi che il tuo lavoro contribuisca in qualche modo a questo
ruolo? 

L’arte nella società contemporanea, come nel passato, ha sempre avuto
una rilevante importanza. Guai se non esistesse l’arte: l’arte è vita ed è
importante per lo spirito; attraverso di essa l’artista esprime e l’osservatore
proietta se stesso guardandole. L’arte è terapeutica, sia per l’artista che
offre l’opera, sia per chi fruisce di quell’opera. Il pittore Edgar Degas (nato
nel 1834, morto nel 1917) indagava sul potere che suscitava l’arte sulle
persone e lui diceva che “l’arte non è ciò che vedi, ma ciò che fai vedere
agli altri”. Quello che io vedo in un quadro, non è detto che sia la
stessa cosa che stai vedendo te. Questo succede, particolarmente, con l’arte
astratta. L’arte smuove qualcosa nella nostra anima e ci può rivelare dei
segreti che, da soli, non siamo in grado di cogliere. Per quanto riguarda il
secondo punto della domanda, spero che, anche la mia arte, contribuisca in
qualche modo, a far sì che ciò di cui abbiamo parlato prima, avvenga… certo
non sta a me dirlo.

 

 

 

Quali sono le maggiori difficoltà che hai
affrontato come artista e come le hai superate? 

Le difficoltà fanno parte della
vita e l’arte è una parte della mia vita e quindi, anche in questo ambito, ci
sono delle sfide da affrontare. Ad esempio, qualche volta mi è capitato di
accettare di partecipare ad ad alcune mostre dove, all’artista, viene imposto
un tema e a quello si deve attenere e non sempre è facile trovare l’ispirazione
e, quindi, lo sforzo richiesto è maggiore.

 

 

Attualmente sei tra gli artisti selezionati per EVERLAND Art – Percorsi di Ricerca, l’evento organizzato dall’associazione culturale Athenae Artis di Maria Di Stasio, che si terrà dal 26 aprile al 3 maggio presso la Galleria Il LeoneCosa ti ha spinto a partecipare a questa mostra e quali sono le tue aspettative riguardo a questa esperienza? Quali aspetti pensi possano  arricchire il tuo percorso artistico e contribuire alla tua crescita creativa?

Ciò che mi ha spinto a partecipare a questa mostra, oltre che per
soddisfare un mio personale piacere, è stata la professionalità che ho
riscontrato nell’associazione culturale Athenae Artis di Maria Di Stasio. Le
mie aspettative, riguardo a questa esperienza, è che la mia opera possa
piacere, suscitando emozioni e stupore.

 

 

 

In che modo hai deciso di presentare la tua arte
all’interno di questo percorso espositivo e quali opere hai scelto di esporre?
Ci puoi raccontare il processo creativo che ti ha guidato nella loro
realizzazione e se c’è un significato o un messaggio particolare che volevi
trasmettere attraverso di esse? 

Ho deciso di presentare, all’interno di questo
percorso espositivo, l’opera dal titolo “Cadono gocce d’acqua, come perle di
vita sul vetro della finestra
“. Questa è un’opera che ho già presentato,
qualche mese fa, in occasione del progetto artistico internazionale (tema:
“goccia d’acqua, goccia di vita”) inserito nel Festival Internazionale Letterario Pilf, promosso dalla Writers Capital International Foundation. Per quanto riguarda il processo creativo che mi ha guidato per
realizzare quest’opera è stato quello della sperimentazione, che mi ha portato
ad usare tecniche e materiali particolari, come la china, pigmenti in polvere, ecc.
Quello che vorrei trasmettere attraverso quest’opera è la preziosità
dell’acqua, rappresentandola in maniera un po’ originale e alternativa.

 

 

Quali progetti o obiettivi hai per il futuro? Ci
sono nuovi ambiti o tematiche che vorresti esplorare? 

Per il futuro spero di
migliorare come artista, spero che la mia creatività e l’ispirazione siano
sempre accese come una fiamma viva. I nuovi ambiti che vorrei esplorare sono
legati alle varie tecniche: adoro la sperimentazione e mi piacerebbe usare
nuovi materiali come gli acquarelli, i colori ad olio, ecc.

 

 

 

Contatti

 

Email roby.b1371@gmail.com

Facebook Roberta Baldassano

 

 

 

 

 

 

Roberta Baldassano nasce a Siena il 13 gennaio 1971. Fin da giovane manifesta un forte interesse per le arti visive, che la porta a frequentare un corso triennale di moda, conseguendo l’attestato di stilista. Parallelamente, coltiva una profonda sensibilità educativa, lavorando per vent’anni come educatrice in asili nido, dove unisce creatività e impegno pedagogico, decorando gli spazi con murales ispirati all’immaginario infantile.

Alla fine del 2020 entra in contatto, tramite i social, con il maestro Valerio Toninelli, che incontra di persona nel maggio 2021 nella sua casa-museo di Pistoia. Da quel momento nasce un intenso rapporto di confronto e apprendimento, durante il quale Toninelli le trasmette varie tecniche pittoriche e scultoree, contribuendo alla sua evoluzione artistica.

Nel luglio 2023 partecipa alle “Colonie artistiche” in Serbia e Romania, esperienza che apre una nuova fase nel suo percorso. A partire dal 2024, la sua attività espositiva si intensifica con numerose partecipazioni a mostre collettive: “Donna” presso il Museo Tuscolano delle Scuderie Aldobrandini di Frascati, “Premio Internazionale Arti Visive Barcellona” a Casa Milà – La Pedrera, “Una Mostra da Paura” e la mostra natalizia presso la galleria “Art Saloon” di Ariccia, e “Pigmenti”, sempre alle Scuderie Aldobrandini.

A dicembre 2024 espone a “VISIONI” presso il Tempio di Pomona di Salerno, dove il suo quadro Arcobaleno le vale il Premio Radio ReteTop95. Nel 2025 partecipa al Progetto Artistico Internazionale Jalam – Goccia d’acqua, goccia di vita, inserito nel Festival Internazionale Letterario PILF promosso dalla Writers Capital International Foundation. In futuro è prevista la sua presenza nella mostra “Percorsi di ricerca” presso la Galleria “Il Leone”, organizzata dall’associazione culturale Athenae Artis di Maria di Stasio.

Attraverso una pittura fatta di emozione, intuizione e sperimentazione, Roberta Baldassano continua a tracciare un percorso personale e autentico nel panorama dell’arte contemporanea.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 

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