Intervista a Catia Pugliese, a cura di Angela Kosta, in cui l’artista e scrittrice ripercorre la propria esperienza creativa tra pittura e poesia, offrendo una riflessione itnima sul significato dell’arte e sul suo ruolo nella società contemporanea.
Salve Catia. Benvenuta su L’ArteCheMiPiace. Ci parli di Lei e di quando è avvenuto il suo primo approccio con l’arte e la scrittura.
Ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dell’arte fin da piccola; mi è sempre piaciuto dipingere le mie emozioni, pennelli e colori hanno costantemente rappresentato una dolce fuga dalla realtà… un rifugio quotidiano. Successivamente la curiosità di esplorare mi ha condotta a realizzare e sperimentare le più svariate opere d’arte (avvalendomi di diverse tecniche pittoriche) con positivi riscontri da parte del pubblico. Allo stesso modo la vena poetica ha accompagnato da sempre il mio cammino. Pittura e scrittura rappresentano il connubio salvifico della mia vita, la stesura delle liriche viene spesso associata a interpretazioni e raffigurazioni grafiche che proietto su tela.
Ha partecipato a mostre nazionali e internazionali? Ha qualche esperienza che l’ha colpita particolarmente o che rappresenta un punto di svolta fondamentale nella sua carriera?
Ho partecipato sia in Cina che in India, oltre che su tutto il territorio Italiano. Ricordo che avevo solo quindici anni la prima volta che ho aderito ad una collettiva d’arte contemporanea, con premiazione di una mia opera (un campo di papaveri). Rammento ancora l’intensa emozione provata nell’essere intervistata da un giornalista di una TV locale. E’ stata un’esperienza positiva che mi ha sicuramente spronata a continuare nel meraviglioso percorso artistico.
Le sue opere sono presenti nei cataloghi d’arte moderna. Come si sente sapendo che il suo lavoro è valorizzato e riconosciuto in contesti così prestigiosi?
Comincio col dire che viviamo in un mondo confusionario dove l’incomunicabilità accresce il senso di solitudine dell’uomo rendendolo succube di modelli imposti da una società che spinge sempre più all’individualismo. La nostra è una società illusoria… emarginata e sono sempre meno i momenti di riflessione. L’arte ricopre un ruolo fondamentale perché rompe le regole mettendo in luce la bellezza vera e nel silenzio della propria interiorità porta ad una dimensione salvifica… ad una ascesi. A mio parere un’opera d’arte ottiene un consenso positivo nel momento in cui riesce ad emozionare ed a trasferire a chi la osserva ciò che egli vuole vedere. Come recita Rodin: ”quando un uomo si trova di fronte ad un’opera d’arte è naturalmente portato a sentire, amare, sperare, tremare e vivere”. In conclusione è gratificante scorrere le pagine di importanti cataloghi d’arte e vedere inseriti i propri lavori artistici, ma ciò che più conta per me è come sopracitato, che arrivi a destinazione il messaggio che ognuna di esse contiene.
Approva l’intelligenza artificiale nel campo dell’arte e della letteratura?
L’intelligenza artificiale credo che oggi sia alla portata di molti artisti; vi è tanta curiosità sulle nuove tecnologie, tutto ciò suscita in me poca fiducia sulle reali capacità di un miglioramento dell’arte. Credo non ci siano ancora grandi processi artistici che ricorrono al sistema (IA) mi auguro che le nuove generazioni di artisti oltre a padroneggiare i nuovi strumenti forniti appunto dall’intelligenza artificiale conservino una spiccata sensibilità che li predisponga a non trascurare ciò che l’essere umano possiede di più importante: l’anima.
Cosa pensa degli artisti e degli scrittori di oggi?
Credo che l’arte e di conseguenza gli artisti rispecchino la società in cui si vive costituita da grandi trasformazioni epocali; l’importante è quindi che ogni artista o scrittore riesca a raccontare qualcosa del nostro presente storico e non, riuscendo a calarsi in una realtà laddove il lettore possa riconoscere e riconoscersi. A mio avviso il compito di farsi portatori di messaggi importanti viene ampiamente espletato dagli artisti e scrittori di oggi.
Quale messaggio vorrebbe trasmettere ai giovani scrittori e artisti?
L’arte è amore, passione, bellezza, delirio. Bisogna essere consapevoli di possedere tutte queste componenti prima di avvicinarsi ad essa. ”Bisogna avere ancora un caos dentro per generare una stella danzante” recita Nietzseche. Quindi il suggerimento è quello di spogliarsi da ogni pregiudizio, osservare, compenetrare fondersi in essa fino a divenirne parte integrante. Infine distaccarsene e osservarla da lontano… con lo stesso candore con cui si osserva il mondo per la prima volta.
Chi è il suo idolo artista e scrittore?
Amo tutti gli scrittori di opere classiche italiane e non, mentre come artisti non ho una preferenza specifica ma apprezzo tutta l’arte contemporanea.
Quali sono state le sfide nella sua carriera letteraria e artistica?
La sfida più grande per me è stata il coraggio, l’importanza del ”raccontarsi” che alla fine definisce non solo chi siamo nel senso più riflessivo e profondo bensì riflette anche un’importante funzione sociale perché ci permette di comprendere e comunicare con gli altri.
Può dirci qualcosa di più sulle sue origini e su come ha scoperto la sua passione per l’arte e la letteratura?
Le mie radici sono Italo – Albanesi. Shqipëria: il paese delle aquile, terra magica e affascinante. Dell’Albania credo di avere ereditato lo spiccato senso d’indipendenza, lo spirito di solidarietà di volontà e la capacità di aiuto, nonché l’orgoglio di appartenere in parte ad un popolo resistente e forte. La passione per la scrittura è venuta alla luce alla tenera età di cinque anni quando frequentavo la prima classe. Sin da allora adoravo scrivere… annotavo le mie emozioni ovunque io fossi. All’epoca abitavo in aperta campagna, bambina timida e solitaria sono cresciuta in compagnia dei fiori; i miei ”amici” erano gli alberi, le nuvole ecc. Vivevo immersa nella natura e spesso mi accoccolavo all’ombra di una grande quercia laddove affidavo ad un bianco foglio tutti i miei più reconditi pensieri. In seguito la scrittura è divenuta quasi una forma terapeutica di difesa contro un mondo che già allora ritenevo lontano dal mio sentire semplice e pulito. In seguito ho iniziato a trasferire su tela i miei scritti, le mie poesie cosicché ho iniziato a rappresentare anche graficamente il mio mondo interiore, ciò è stata per me una sorta di catarsi, di liberazione. L’arte mi ha salvata più volte, essa è l’unica cosa che conta e ciò che davvero conta non può essere mai spiegato semplicemente vive dentro noi e giorno dopo giorno ci salva.
Ha avuto esperienze significative che hanno influenzato la sua formazione letteraria e artistica?
In realtà non ricordo alcun evento… (tranne la mia stessa vita in continua evoluzione) che abbia influenzato la mia formazione artistica letteraria.
Pensa che l’arte e la letteratura siano un mezzo di pace e di fraternità tra i popoli? Ciò è una motivazione costante nel suo lavoro di scrittrice ed artista?
Indubbiamente l’arte può essere considerata attraverso le sue varie modalità d’espressione un valido strumento, messaggero dei più alti valori umani, come la pace, la solidarietà ecc. Infatti essa assume un ruolo fondamentale nel ristabilire una centralità delle coscienze; e sia le mie opere pittoriche che i miei scritti si fanno portatori di ciò.
Come ottiene questi valori attraverso la sua creatività?
Semplicemente trasferendo tramite colori e disegni tutto ciò che vivo dentro l’anima. Lo stesso vale per la scrittura: la pace o la guerra nascono nel cuore degli uomini ed è proprio l’animo degli stessi che deve essere educato. E perché no? Anche attraverso il linguaggio emotivo emozionale che è proprio dell’arte ed è l’unico che arriva dritto al cuore.
Intervista di Angela Kosta. Accademica, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice





