CONTACT 2025/26
Relazioni, attraversamenti, permanenze
Da ormai diversi anni collaboro con Paolo Feroce e ho sempre apprezzato la sua professionalità e la cura con cui affronta ogni progetto, non solo negli allestimenti, ma in tutti quegli aspetti che contribuiscono a rendere una mostra davvero autorevole e significativa.
Attualmente è in corso la mostra Contact, inaugurata sabato 6 dicembre 2025, ospitata nei prestigiosi spazi della Thierry House Gallery, all’interno della Fiera del Mobile di Riardo (CE). L’inaugurazione si è rivelata con successo un tempo condiviso di ascolto e confronto, restituendo con chiarezza la natura relazionale del progetto e attivando relazioni e scambi non solo tra le opere, ma anche tra gli artisti presenti e il numeroso pubblico intervenuto. Contact nasce infatti dalla volontà di attivare relazioni, innescare scambi e generare connessioni possibili tra opere, artisti, spazio e pubblico.
La mostra è visitabile fino al 31 gennaio 2026. Per appuntamenti e visite guidate è possibile contattare direttamente il curatore. In sede, inoltre, è disponibile la consultazione dei cataloghi ufficiali degli artisti in mostra, che permette ai visitatori di approfondire il percorso espositivo e conoscere meglio le opere presentate.
Ospitata nei prestigiosi ambienti della Thierry House Gallery, all’interno della rinomata Fiera del Mobile fondata da Raffaele Perrella e oggi valorizzata dal figlio Ciro Perrella, la mostra si sviluppa come un dispositivo espositivo che supera l’idea tradizionale di contenitore. Contact mette in relazione arte contemporanea, architettura e design, inserendosi in un contesto in cui il progetto dello spazio diventa parte integrante della fruizione artistica.
Il percorso espositivo attraversa linguaggi figurativi, concettuali e suggestioni pop, accostando artisti storicizzati e ricerche più recenti in una narrazione volutamente aperta. La mostra si fonda sull’idea di coesistenza e continuità, evitando gerarchie e favorendo un dialogo intergenerazionale che restituisce una visione stratificata della scena artistica italiana.
Pensata come primo capitolo di una serie di eventi artistico–culturali, Contact inaugura un format destinato a evolversi attraverso la collaborazione con altri critici e professionisti del settore. Un progetto che trova la propria forza anche nella relazione armonica con le architetture della fiera, con gli arredi Thierry House e con la cappella progettata da Pininfarina, inserita nel parco come elemento di forte valore simbolico e spaziale.
La mostra, curata con grande attenzione, offre l’occasione di approfondire il pensiero e il metodo di Paolo Feroce, organizzatore culturale che da anni opera nel panorama dell’arte contemporanea con uno sguardo attento e una progettualità solida, capace di tenere insieme visione critica, qualità espositiva e un profondo rispetto per il lavoro degli artisti.
Fondatore del gruppo CERERE e dell’Associazione AREA51, ha ideato e curato musei, collezioni ed eventi espositivi in Italia e all’estero, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’arte contemporanea e al dialogo tra istituzioni, artisti e territori.
Il suo lavoro si distingue per una particolare attenzione alla relazione tra opera, spazio e contesto: l’allestimento non è mai neutro, ma diventa parte integrante del progetto curatoriale. Dalla Collezione dell’Unità d’Italia al MAUI di Teano, dalla Biennale Italia al MAGMA – Museo delle Arti e del Geosito dei Monti Aurunci, Feroce ha sviluppato una pratica curatoriale fondata sulla qualità, sulla coerenza e sulla costruzione di esperienze espositive capaci di dialogare con luoghi di prestigio.
In occasione di Contact, ho colto l’opportunità di rivolgere a Paolo Feroce alcune domande per esplorare le scelte concettuali e progettuali alla base della mostra, approfondire la sua visione curatoriale e confrontarmi con lui sul panorama dell’arte contemporanea odierno.
La scelta di collocare una mostra d’arte contemporanea all’interno di una fiera del mobile rappresenta una decisione non convenzionale. Quali riflessioni hanno guidato questa scelta e che tipo di dialogo intendi attivare tra arte, design e architettura?
La scelta di collocare la mostra nella fiera del mobile della famiglia Perrella nasce perché è un’azienda storica, che gode di una comunicazione importante in ambito nazionale già dalla seconda metà del ‘900. Inoltre è dotata di un ristorante e di un ampio parco, con elementi architettonici di prestigio (vedi la cappella di Pininfarina) pensati per ospitare i visitatori nel migliore dei modi, oltre ad essere facilmente raggiungibile da percorsi autostradali.
In Contact convivono artisti storicizzati e autori di generazioni più recenti. Qual è il valore curatoriale di questo confronto e quale narrazione sull’arte contemporanea italiana intendi costruire?
Nell’epoca che io definisco del “circo mediatico”, dove molti si ergono a posizioni che nella realtà non gli appartengono, sfiorando spesso il ridicolo, la linea curatoriale che seguo è dettata dal valore tecnico ed estetico delle opere d’arte, che siano esse figurative o concettuali e di diversi periodi generazionali. In pratica amo circondarmi di bellezza a tutto tondo e quindi di opere che parlino da sole all’osservatore, senza dover essere spiegate come spesso pedantemente succede.
Nei tuoi progetti l’allestimento assume un ruolo centrale. In che modo la costruzione dello spazio espositivo diventa parte del significato dell’opera e dell’esperienza del pubblico?
Ho sempre perseguito, già dai primi anni in cui mi sono cimentato nelle pratiche curatoriali, il “cluster of time”, la commissione epocale, quindi la combinazione tra opere d’arte, architettura ospitante e ambiente circostante perché ritengo che tale mix sia fondamentale per arrivare a picchi suggestivi ed emozionali nei visitatori.
Essere cresciuto in un contesto profondamente legato all’arte ha influenzato il tuo percorso. Quali elementi senti di aver acquisito nel tempo e come incidono oggi sulla tua pratica curatoriale?
Sicuramente essere cresciuto in un ambiente dove si respirava arte quotidianamente, fatto di azioni e discussioni (mi riferisco ai caldissimi anni ’70/’80), di frequentazioni quasi familiari con nomi storicizzati e maestri antitetici alla vita artistico – politica dell’epoca, mi ha dato tanto sia per lo sviluppo della mia personalità professionale, che per la comprensione delle dinamiche del settore.
Come leggi la scena dell’arte contemporanea attuale in rapporto al passato e quale ruolo può ancora svolgere la curatela in un sistema così complesso e accelerato?
Rispetto al passato l’arte ha bisogno di nuove idee estetico – concettuali che vadano di pari passo con il progredire dei tempi e si integrino con l’evoluzione tecnologica, senza, per questo, tralasciare lo studio delle tecniche pittoriche o tridimensionali classiche, discipline che sono sempre alla base di qualsiasi valida ricerca artistica. La curatela, almeno per me, continuerà ad avere senso solo se attuata da figure non politicizzate, competenti e credibili, con esperienze evidenti e consolidate, evitando l’intromissione, sempre più pressante, di personaggi improvvisati, i quali, spesso, sono professionisti o artisti delusi dalle proprie carriere che continuano a inseguire narcisisticamente una visibilità che è nociva anche per chi propongono in mostra.
Contact inaugura un progetto pensato per svilupparsi nel tempo. Quali evoluzioni immagini per questo format e in che direzione intendi condurlo?
Contact è un richiamo nazionale partito sornionamente da un territorio meraviglioso e ricco di storia e potenzialità che non vuole più essere un osservatore passivo. Credo che a breve, appena la consultazioni con sindaci, soprintendenze e imprenditori saranno concluse, si riuscirà a presentare il primo evento dedicato all’estetica contemporanea, in tutte le sue forme, distribuito in varie location di Terra di Lavoro.
Contact rimane visitabile fino al 31 gennaio 2026 e offre al pubblico l’occasione di tornare nello spazio espositivo per rileggere, nel tempo, le connessioni attivate tra opere, artisti e luogo.
In sede è inoltre disponibile la consultazione dei cataloghi ufficiali degli artisti in mostra; per appuntamenti e visite guidate è possibile contattare il curatore al 340 5854860.





