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Giuseppina Irene Groccia

ArteArtisti

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva “Di Simboli e Segni”

 

Jean-Michel Basquiat
Di Simboli e Segni 
 
 
 
 
di Giuseppina Irene Groccia  |26|Settembre|2022|
 
 
 
 

L’Albertina è un museo artistico situato nel centro storico di Vienna. L’edificio in stile barocco unisce fascino imperiale e straordinari capolavori artistici di risonanza internazionale. 

Con le sue collezioni permanenti dedicate ai Grandi Maestri della pittura del Novecento esso rappresenta una meta obbligata per tutti coloro che amano le città d’arte e sono avidi di cultura.

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Per chi passa da Vienna in questo periodo, la retrospettiva  Di Simboli e Segni dell’artista Jean-Michel Basquiat è sicuramente un appuntamento imperdibile che mi sento di consigliare. 

Io ho colto questa occasione non perdendomi questa mostra dedicata ad uno tra i più importanti esponenti del graffitismo e del neo espressionismo, un movimento artistico che riafferma il primato della figura umana nell’arte contemporanea.

In questo articolo proporrò alcuni scatti effettuati in questa occasione.

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

  

La retrospettiva presenta uno degli artisti più straordinari del 20° secolo, per la prima volta in una esposizione museale completa in Austria.

Circa 50 opere tra le principali dell’artista, morto nel 1988, raccolte da rinomate collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, si possono vedere fino a gennaio 2023 nella Bastei-Halle, il seminterrato dell’Albertina e vogliono da un lato fornire approfondimenti sullo straordinario linguaggio visivo di Basquiat e, dall’altro, decifrare le sue idee artistiche spesso complesse che attingono da diversi codici culturali.

 

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Jean-Michel Basquiat era radicale nella sua arte. Nel suo stile unico ritroviamo questioni di identità, diaspora, ingiustizia sociale, schiavitù, capitalismo di consumo e razzismo quotidiano che gli hanno permesso di collegare il passato con il suo presente, fino ad arrivare ai nostri tempi.
 

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Nel suo breve periodo creativo egli mette fine al minimalismo e all’arte concettuale in un colpo solo con poesia concreta e il suo linguaggio pittorico, influenzato da graffiti e disegni. 
 

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Basquiat registra ciò che incontra per le strade di New York: nomi e segni, personaggi e immagini, spazzando via tutto ciò che nell’arte è meticolosamente organizzato e pianificato. 

Una sua chiara critica all’ordine sociale esistente, la sua arte è arrabbiata, simbolica, altamente complessa e profondamente politica.

 

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Jean-Michel è stato pittore, acrobata di parole e prodigio della scena artistica di New York della fine degli anni 1970 e 1980. Figlio di un haitiano e di una portoricana, nato a Brooklyn nel 1960, non ha mai frequentato un’accademia d’arte. 

All’età di 17 anni esce di casa e vive in parte per le strade di New York, dove inizia a dipingere con lo spray treni della metropolitana e le facciate delle case insieme al suo amico Al Diaz. Con i loro misteriosi messaggi di graffiti sulla cultura quotidiana americana e la loro abbreviazione SAMO (Same Old Shit), fanno scalpore negli anni 70.

 

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Anche se autodidatta, i più importanti galleristi del suo tempo, come Bruno Bischofberger, riconoscono il suo potenziale, e nel 1982, tra l’altro, diventa finalmente la prima stella nera dell’art system e in seguito della storia dell’arte. Nello stesso anno, all’età di soli 21 anni, partecipa alla rinomata Documenta 7,  la prestigiosa mostra internazionale di arte contemporanea che si tiene ogni cinque anni a Kassel in Germania, come uno dei più giovani artisti. 

Diventa uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano e insieme all’amico e rivale Keith Haring riescono a portare questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte. 

 

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
In una scena artistica dominata dai bianchi, Basquiat vive il disagio e la pressione di essere una persona di colore. In quel periodo incontra Madonna, con la quale intrattiene una breve relazione sentimentale, Keith Haring ed infine Andy Warhol, suo idolo, con il quale inizia un rapporto speciale, di padre, amico e maestro. Un rapporto che stimola intellettualmente la sua creatività e che colma i suoi vuoti affettivi.

Sarà proprio lui, il re della Pop Art, a lanciarlo nell’Olimpo dei grandissimi

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

La sua ascesa alla fama a questo punto è rapida, in quanto celebrato per la sua fusione di simboli multiculturali, il suo pungente commento sociale e il suo stile grafico distintivo. Jean-Michel Basquiat è il primo afro-americano a passare da artista underground a superstar internazionale. 

 

Le sue opere vengono esposte nei grandi musei americani ed europei. Un segno visibile del suo successo è la copertina del New York Times Magazine: un premio assegnato solo a Jackson Pollock tre decenni prima.

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Ma lo Star System è crudele, i critici bollano la sua collaborazione con Warhol e Basquiat viene additato come sua Mascotte, circostanza che tocca la sua sensibilità minando la sua stabilità emotiva, questo porta irrimediabilmente ad una crisi personale e artistica e alla rottura con il suo mentore. 

Da quel momento inizia il declino, aggravato qualche anno dopo dalla morte improvvisa di Warhol. 

Basquiat non riuscirà più a riprendersi, sommergendo in un vortice autodistruttivo che lo porterà alla morte accidentale di overdose all’età di 27 anni.

Il suo percorso sregolato, un po’ sbandato, pronto a tutti gli eccessi, guidato solo dalla voglia di vivere a velocità sfrenata si unisce perfettamente alla fila di quei geni defunti che hanno cambiato radicalmente la loro posterità.

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Le sue quotazioni, pur essendosi sempre mantenute alte, negli ultimi dieci anni sono salite vertiginosamente, esaudendo il desiderio di un artista che più di ogni altra cosa sognava di essere un mito.
 
 
Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia
Nel 2017 è stato battuto all’asta da Sotheby’s a New York per la cifra record di 110,5 milioni di dollari, il dipinto del teschio del 1982 che all’epoca fu venduto, per 19mila dollari, dall’allora ventiduenne artista statunitense.

 

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

Dopo 6 anni un altro quadro di Basquiat torna all’asta in cerca di un nuovo record, l’opera venduta da Christie’s al magnate e collezionista giapponese Yusaku Maezawa è stata affidata nel 2022 alla casa d’aste Philips con una stima intorno ai 70 milioni di dollari.

Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

“Sembra che ogni arte abbia i suoi momenti: asimmetrie, oppressione e questioni di identità, che giocano in tutti i settori della nostra vita, sono state spietatamente rivelate da Jean-Michel Basquiat. Come nessun altro, seziona, per così dire al chirurgo, la superficie ingannevole di una società di consumo dannosa, rivelando il suo vero nucleo invisibile. Anche l’arte, l’attività culturale, può aver trascurato molte cose negli ultimi decenni e non essere sempre stata ricettiva ai messaggi, come quelli di Basquiat: Ora, ALBERTINA mostra per la prima volta in Austria l’opera di questo grande che ha senza dubbio rivoluzionato la storia dell’arte”, dice il direttore generale dell’’ ALBERTINA- Klaus-Albrecht Schröder.

 

 

 
Jean-Michel Basquiat Retrospettiva Di Simboli e Segni presso Albertina Museum Vienna su L’ArteCheMiPiace a cura di Giuseppina Irene Groccia

 

 

 

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My Favourites

Giant Dandelion Fairies – Amy & Robin Wight

 

 
 

Giant Dandelion Fairies

Amy & Robin Wight

 

 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia  |21|Agosto|2022|

 

 

 

 

Trentham Estate è un complesso di parchi di straordinaria bellezza presenti nella contea di Staffordshire in Inghilterra. Al suo interno sono ospitati i pluripremiati Trentham Gardens descritti da James Alexander Sinclair su The Telegraph, come “Il rifacimento del giardino del decennio”.

 

 

 

Questi spazi verdi contemporanei nascono dal fantasioso e innovativo genio di tre designer d’eccezione. Per i famosi giardini all’italiana è stato premiato con medaglia d’ oro il designer botanico Tom Stuart-Smith, stesso riconoscimento per l’olandese Piet Oudolf, progettista dei fiumi d’erba e del labirinto floreale e per Nigel Dunnett, autore delle piantagioni di fiori selvatici e dei prati boschivi.

 

 

 

Il parco ospita molte sculture e opere d’arte, tra cui le famose fate realizzate dall’artista locale Robin Wight. Si tratta di deliziose sculture, faticosamente create con filo zincato e acciaio, che si snodano lungo suggestivi sentieri naturalistici.

 

 

Nel cuore di Trentham Gardens c’è anche uno spettacolare lago costellato di piccole isole reso vivo dalle immagini e dai suoni di una meravigliosa varietà di animali selvatici. La passeggiata che porta dal parco verso il lago, offre una vista suggestiva sulla installazione artistica “Giant Dandelion” realizzata da Amy Wight, figlia di Robin. 

 

 

 

Queste imponenti sculture a forma di dente di leone, comunemente chiamati soffioni, stagliati nello sfondo paesaggistico di antichi prati e boschi di fiori selvatici, sono opere da vivere, non solo da guardare.

 

 

Nel loro sodalizio artistico, padre e figlia, trovano un’armonia capace di fondere arte, storia e paesaggio naturale. Non importa quanto sia affollata la giornata, c’è sempre una tranquilla macchia contemplativa di erba che invita i visitatori a sedersi, rilassarsi e tornare a immaginare e sognare.

 

 

 

Tutti sanno che le fate vivono in fondo ai giardini e qui non è diverso, esse dimorano tra boschi, labirinti e sentieri catturando l’immaginazione di tanti appassionati d’arte.

Le sculture immerse in vaste e magiche derive di prati e fiumi di erba offrono ai numerosi visitatori un’esperienza coinvolgente ed entusiasmante nel forte contatto tra arte e natura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
Il Tenthram Parco lo trovi QUI

 

 

 

©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

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Interviste

Alla ricerca continua di una dimensione spirituale – La scultura di Alfonso Caniglia

L’ArteCheMiPiace – Interviste

Alla ricerca continua di una dimensione spirituale

La scultura di Alfonso Caniglia 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |04|Agosto|2022|

 

 

Negli splendidi lavori di Alfonso Caniglia è la materia il perfetto conduttore della sua creatività atta a provocare emozioni e a soddisfare esigenze comunicative.

La sua è una scultura che entra in dialogo diretto con il pubblico, si tratta di un processo che prende vita attraverso un vicendevole scambio di sguardi e riflessioni, lasciando che l’occhio venga rapito dal tratto, segno palpabile che dà anima ai volumi in cui è racchiuso.

 

Alfonso è un artista dall’innegabile talento che somma alle elevate capacità tecniche anche una forte ispirazione creativa.

Le sue opere, principalmente in legno, sono tante e anche diverse tra loro; ma tutte hanno un tratto in comune: l’amore per la materia.

Egli non si limita a modellare un pezzo di legno ma dimostra grande abilità nell’ imprimervi un’anima.

 

Le sue creazioni, realizzate con un’eccezionale perizia modellistica si distinguono per la notevole forza rappresentativa.

La sua è una scultura senza limiti dimensionali, in quanto spesso ama lavorare direttamente su alberi che vogliono continuare a vivere.

È una raffinata armonia, quella esaltata dalla concentrazione di forme protese nell’aria, alla ricerca continua di una dimensione spirituale. 

 

Alfonso spesso lavora direttamente sul luogo, come è accaduto per l’opera Rinascite 6.2, realizzata due anni fa su un intero albero d’ulivo, con le radici ancora impiantate nel terreno, presente nel Parco artistico-culturale della Masseria Mazzei a ROSSANO. 

Recentemente Alfonso è tornato in questo luogo situato sulle colline ioniche a completare la sua seconda opera arborea dal titolo “Chakra del Cuore” utilizzando la stessa tecnica come per la precedente.

 

È così che la natura entra nel processo creativo, diventando un gioco di ispirazione che abbina elementi naturali e atmosferici come legno, vento, sole e terra all’estro creativo di un autore che è capace di raccontarsi attraverso dinamiche emozionali ed esperenziali che arrivano al fruitore con tutte le sue qualità espressive.

 

Ne convergono opere dalla lavorazione lenta e laboriosa, dove la cura di ogni singolo dettaglio diventa pregio e misterioso tramite delle sue emozioni che si risolve in un incantevole linguaggio plastico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cercheremo di conoscerlo meglio attraverso questa intervista, approfondendo le sue esperienze creative e il suo lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Che cos’è per te e l’arte e cosa rappresenta la scultura?

 

L’ arte per me è un modo di essere, di pensare ed esprimermi.

La scultura è la tecnica artistica più adatta a me, per esternare le mie emozioni.

 



 

Quando è nata la prima scultura da te incisa?

 

La mia prima scultura nasce da bambino, quando l’arte, era a me ancora sconosciuta.

Mi procuravo la creta molto impura, e mi divertivo a modellarla.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Che ruolo ha giocato il territorio in cui sei nato e cresciuto nella tua formazione

 

artistica? 

 

 

Il territorio in cui si nasce e si vive, influisce sempre tanto sulla vita di un artista.

 



 

Hai dei modelli, degli artisti di riferimento che riconosci come decisivi per la loro influenza nel tuo lavoro?

 

Gli Artisti che hanno attirato maggiormente la mia attenzione durante il mio percorso creativo, sono Modigliani e Costantin Brancusi, uno scultore rumeno forse poco conosciuto ma che ho sempre ammirato per il fatto che anche lui come me usava materiali poveri come il legno e la pietra.  

Ho inoltre avuto sempre un’attrazione verso l’arte in tutte le sue forme, come la pittura, la scultura, la musica, la poesia, il cinema e il teatro.

 

 

 

Ricordi un episodio che ti ha fatto capire che questa sarebbe stata realmente e per sempre la tua strada?

 

 

L’episodio che mi ha gratificato ed incoraggiato di più nel mio percorso creativo, è  stata la vendita “forzata” della mia prima scultura.

“Jonia”, un pezzo di legno di appena 20 cm di altezza che ha fatto innamorare l’acquirente che pur di averla si è  “svenato”, pagandomela tantissimo. 

Lui, da quel momento, è divenuto il mio mecenate.

 



 

Nel tuo processo creativo quali sono i materiali che utilizzi maggiormente?

 

I materiali che solitamente utilizzo per le mie creazioni, sono quelli più semplici da reperire sul nostro territorio, che sono il legno di ulivo e le pietre delle nostre fiumare.

 

 

 

Come nasce il processo creativo di una tua scultura? Ci spieghi quali sono i passaggi che compie?

 

Le mie sculture nascono da ispirazioni improvvise ed istintive, non seguo regole, difficilmente progetto qualcosa.

Scolpisco i miei pensieri, mi lascio andare e creo…

 



 

All’interno della tua produzione artistica, quanto è presente la religione e il simbolismo spirituale?

 

La spiritualità fa parte di me, quindi è dominante in tutte le mie creazioni artistiche

ed è per questo che la presenza di una triade magica e spirituale non manca mai! 

Questo aspetto compare in moltissime mie sculture manifestandosi nelle sue diverse corrispondenze e caratterizzando la triplicità della vita. Il simbolismo del numero tre torna con una certa insistenza nella mia ispirazione artistica, significato legato fortemente al mio credo religioso, quindi la santissima Trinità ma anche ad un aspetto personale ed intimo legato alla componente numerica della mia famiglia.

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come avviene la scelta dei titoli?

 

La scelta dei titoli, avviene in  modo istintivo e creativo… spesso ad ispirarmi nei miei lavori è proprio il titolo. 

 

 



 

 

RINASCITE 6.2, è una tua opera realizzata nel parco artistico culturale della Masseria Mazzei Le Colline del Gelso di Rossano, si tratta di una bellissima scultura alborea realizzata direttamente su un intero albero d’ulivo, con le radici ancora impiantate nel terreno. Questa particolare richiesta, ricordo che è arrivata in un momento molto delicato della tua vita, hai voglia di raccontarci quanto questa esperienza abbia influito sul tuo animo creativo?

 

La creazione di “Rinascite 6.2” è avvenuta in un momento particolare per me. In seguito ad una grave perdita sentivo il bisogno di una rinascita spirituale, e cosi è stato!

Scolpire e ridare vita ad alberi secchi che diversamente sarebbero stati tagliati mi ha ridato fiducia e forza, sia in campo personale che in quello artistico. 

“Rinascite 6.2”, il primo della serie,  è un’opera creata su un albero di ulivo.

“Re dei re” è una scultura creata su un albero di susino secco, ed infine il “Chakra del Cuore”, creata anche questa su un albero di ulivo.

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tua carriera artistica è ricca di esperienze e importanti riconoscimenti. Per rimanere in tema, ce ne hai una che è rimasta “scolpita” nel tuo cuore?

 

Tra i tanti eventi a cui ho preso parte ce ne è uno del 2005 a cui sono rimasto maggiormente affezionato perché è stata un’esperienza che mi ha coinvolto in modo completo, in occasione dei festeggiamenti per il Millenario di San Nilo a Rossano sono stato invitato dall’allora Assessore alla Cultura, Alessandra Mazzei , a prendere parte al percorso artistico espositivo di arte estemporanea organizzato per quella circostanza.

In quell’occasione ho lavorato direttamente sul posto alla mia opera “Le due radici”, questa scultura, creata su un tronco di ulivo con radice, una volta ultimata è rimasta in esposizione permanente presso il Palazzo della Cultura San Bernardino nel centro storico di Rossano. Questa ricca programmazione che mi ha formato molto, sia artisticamente che culturalmente, si è conclusa con la consegna di targa e pergamena di benemerenza, che custodisco con orgoglio e gratitudine.

 

 

 



 

 

 
 

Delle tue opere invece, quale è quella più significativa per te e che occupa un posto speciale nel tuo cuore?

 

Fra tutte mi sento di citare le tre che sono dedicate alla memoria di mia moglie. 

“Triade con Urlo”, “Muse Silenti” e la più recente “Re dei re”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hai qualche progetto nel tuo futuro artistico che vuoi raccontare e condividere con noi?

 

Dal mese scorso alcune mie opere sono state acquisite dal Mu.M.A.M per la loro Collezione permanente, le opere sono attualmente esposte presso la Sala delle Arti. Il Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni, situato nel centro storico di Cariati nel settecentesco Palazzo Chiriàci, struttura storica e di proprietà comunale, è tornato fruibile dopo circa dieci anni accogliendo arte e cultura.

Ideatrice del percorso museale e Curatrice delle collezioni è Assunta Scorpiniti, con la quale è in programma un percorso di varie iniziative in cui verranno coinvolte enti pubblici, scuole, associazioni, istituti culturali e museali del territorio e dove avrò il piacere di essere coinvolto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contatti dell’artista

 

Pagina Facebook Alfonso Caniglia

Instagram alfonsocaniglia_scultore

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

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E’ un bell’ insieme di opere questa nuova e valida raccolta composta da molteplici e differenti linguaggi espressivi.
Un interum collettivo eterogeneo in cui si evidenziano artisti di gran pregio con differenti modi di rappresentare il proprio pensiero.
Questa nuova selezione sottolinea quanto le sperimentazioni siano capaci di innescare un processo di ricerca che agevoli la comprensione di un’opera d’arte trasformandone il senso.
L’insieme diventa punto di avvio per un percorso di immaginazione capace di condurci verso ulteriori narrazioni, lasciandoci scoprire immagini come tracce di memoria individuali.
Artisti di questa Raccolta:
Hülya Özdemir, Aykut Aydogdu, Rosario La Seta, Angela Cascini, Christine Lentzou Selzer, Patrizia Eichenberger, Nella Tarantino, Vito Centonze, Margherita Vitagliano, Rosita Percacciuolo, Luisa Greco, Graziano Franceschin, Mario Stefano, Simone Bellomia, Aurora Iogà, Rosalie Herrero, Gaia Porta

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Questa nuova proposta selettiva di ContempoArte comprende opere che accolgono le differenti e complesse visioni dell’arte contemporanea.
Gli artisti selezionati sono artefici di una buona parte dei linguaggi che l’arte parla al suo pubblico. Capaci oltretutto di creare un confronto tra analogie e suggestioni, mettono a dialogo i loro modi radicalmente diversi d’intendere l’atto creativo.
Il loro dialogo, composto da un mosaico di scelte e linguaggi individuali, riesce ad attivare, nella sua complessità, corto circuiti visivi molto efficaci.
Ne scaturisce un racconto che accoglie le differenti e complesse visioni di venticinque artisti di diverse nazionalità, restituendo all’ osservatore significati nuovi, ricchi di sperimentazioni, giungendo a un risultato che è quello di portarci lontani dalla realtà.
Artisti di questa Raccolta:
Maurizio Galimberti, Ryan Hewett, Ko Byung Jun, Black Liquid Ink, Giordana Sesini, Gala Mirissa, Linda De Luca, Massimo Giannuzzi, Sergio Cerra, Anca Colescu, Ekaterina Mikryukova, Mirek Weichsel, Barbara Cecchini, Samantha Paglioli, Maria Suma, Priscila Lira, Janet Cawthorne, Shivanta Nirmal, Daniele Vannini, Ida Dipa, Ottavia Gori, Raffaella Tagliaferri, Giovanni Paolini, Gabriel Keresztesi.

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Ridisegnare il mondo attraverso la misura del sé diventa, per ogni artista presente in questa selezione, metafora del processo rivelatore dell’arte. 
C’è una tensione emotiva in questi lavori, che crea assonanze circolari in un rimbalzo di opposte similitudini.
La Raccolta presenta opere che consentono di ridefinire lo spazio intorno a noi, come struttura pubblica del pensiero. Esse parlano di sogni e di un’idea forte che è quella di accostarle tra loro, inserendole in un percorso  dove l’osservatore più attento si infrange nell’universo affollato di stimoli seducenti e pervasivi dell’epoca contemporanea.
Artisti di questa Raccolta:
Hush, Francesca Castano, Janka Hartmann, Carlo Riggi, Catia Mencacci, Mimmo Summa, Laura Visigalli, Tatjana Labossiere, Giuseppina Irene Groccia, Andrea Grieco, Antonio Oliva, Antonio De Nardis, Pierluigi Rizzo, Sonia Bublaitis, Elif Ulutas, Agnes Vendee-Sheikh, Tina Bellini, Loredana Boldini, Rita Mantuano, Salvatore Lombardo.

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Gli artisti con contributi rilevanti che desiderano più copie del magazine possono richiederle via email (info@lartechemipiace.com), beneficiando di una scontistica esclusiva non disponibile su Amazon

La Rubrica ContempoArte riunisce diversi artisti in una Raccolta mensile composta da una selezione di opere scelte accuratamente tra tutte quelle pubblicate su Facebook e Instagram accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest e in più da quelle pervenute direttamente all’email di redazione con oggetto Submission ContempoArte.
Dalla pubblicazione iniziale sul Blog, il progetto ContempoArte si sviluppa in seguito verso un vero e proprio percorso di divulgazione attraverso i vari canali social, confluendo infine nella pubblicazione di un Magazine diffuso sia in veste digitale che in formato cartaceo reperibile sulla nostra Libreria online Amazon.
La rinnovata Raccolta ci accompagna nell’ indagine sperimentale del rapporto tra tecnica e visione che accomuna la ricerca degli artisti selezionati.
Ogni artista si colloca in questa collezione con personalità, originalità e stile che porta a distinguerlo notevolmente per la propria individualità.
ContempoArte rappresenta uno spazio di incontro dove arte, visioni, tecnica e creatività diventano stimolo per offrire all’artista un opportunità dove mettere a nudo e raccontare la propria visione del mondo
Ne scaturisce un viaggio tra le diverse interpretazioni, dove ogni artista indica una strada ricca di ampie e complesse sequenze narrative sfociando infine in un punto di incontro tra i vari filoni dell’arte contemporanea.
Artisti di questa Raccolta:
Alice Rudolf-Hinse, Mario Morelli, Amedeo Burgio, Andrea Schiavinato, Stefano Armeni, Dario Gi, Sandra Menoia, Silvia Enriconi, Tomasz Perlicjan, Grazia Moroni, Silver Plachesi, Giorgio Mercuri, Marco Tanfi, Silvia Previtera, Barbara Cannizzaro, Didier Gachet, Olivia Mazzola, Nadia Bianchi, RaQeeb Sofi, Morten Tjelum, Paolo Corradini.

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ContempoArte Magazíne

ContempoArte – Selezione 04-22

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La Rubrica ContempoArte presenta la rinnovata raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate su Facebook, Instagram e Pinterest, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest
Una combinazione tra artisti di diverse nazionalità conferisce a questa nuova raccolta un respiro internazionale capace di creare un confronto proficuo, un dialogo di stili e linguaggi appartenenti a percorsi artistici differenti tra loro.
Universi diversi che si incontrano, si confrontano finendo per sviluppare atmosfere meditative di grande coinvolgimento.
Si tratta di un’accurata unione di talenti, un viaggio nelle “visioni del mondo” che abbatte frontiere e confini geografici e stilistici, terminando infine in una sintesi elegante e raffinata della nostra contemporaneità.
Artisti di questa Raccolta:
Alena Lipkovskaia, JoJo Huxford,Nadia Martorano, Sean Vaccaro, Teresa Maria Mark, Abhijit Das, Liliana Condemi, Matteo Sarro, Maryna Siliakova, Dropsy, Marcel Kiki, Maria Cristina De Pasquale, Stefania Vena, Egle Picozzi, George Adamantidis, Ilaria Piasciottani, Willy Indiviglia, Luigi Grieco, Stefano Montinaro, Paolo Ghiaroni, Giada Calamida, Angela Lucari, Graziano Franceschin, Claudio De Vito, Nitesh Talukdar.
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ContempoArte – Selezione 03-22

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La Rubrica ContempoArte presenta la rinnovata raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate su Facebook, Instagram e Pinterest, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest
Ogni raccolta di ContempoArte diventa sempre nuova occasione di incontro.
La selezione nasce con l’obiettivo di mettere in risalto le diversità delle opere selezionate. Attraverso il suo medium prediletto, ogni artista ci propone un linguaggio espressivo personale e unico, capace di indagare le tematiche più varie che caratterizzano la società, veicolando così un proprio messaggio.
Le verità raccontate avvicinano la realtà al mondo delle idee, aprendo una connessione spazio-temporale con la nostra capacità percettiva.
In questo sta la forza espressiva dei lavori selezionati che, messi a confronto, accentuano le loro qualità grazie a una dialettica di reciproco confronto, restituendo allo sguardo nuove possibilità e verità.
Artisti di questa raccolta:
Laura Leigh, Julia Sonata, Aiden, Axel De Fertè, Paul Reid, Subha Bhadra, Nicolas Quiniou, Jean Bernard, Giovanna Mavilia, Maria Guido Kauffman, Monique Harmsen, Raffaele De Santis, Francesco Barillaro, Rohit Rattan, Arianna Ciofi, Jay Chung, Bettina Helewaut, Anna H., Laura Anelli, Kristin Charleton, Maurizio Gorla, Ralph Stephan Graue, Nikolay Romodanov.

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ContempoArte – Selezione 02-22

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Gli artisti con contributi rilevanti che desiderano più copie del magazine possono richiederle via email (info@lartechemipiace.com), beneficiando di una scontistica esclusiva a loro riservata

La Rubrica ContempoArte presenta la rinnovata raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate su Facebook, Instagram e Pinterest, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest
Questa nuova raccolta abbraccia tanti piccoli straordinari racconti, schegge di creatività che affascinano e sorprendono.
Sono opere, la cui analisi offre uno sguardo ravvicinato al variegato insieme di idee, stili, materiali e tecniche riguardanti l’operato dei diversi artisti selezionati.
Ognuno nella sua  disciplina artistica propone opere di diverso tipo, per ciascuna delle quali vi è un’analisi di composizione, stile, tecnica e concezione artistica, così da poter portare il lettore ad immaginare, percepire e contemplare il grande fascino dell’arte contemporanea nella sua espressione più nobile.

 


Artisti di questa raccolta:


Pita Nketiah, Jens Schaefer, Yajaira Pirela, Stefano Sommariva, Amedeo Burgio, Fabio Costa, Lut Moerenhout, blacknwhite_e_secret, Antonello Ferrara, Roberto Vigasio, Antonella Mangano, Uta Polster, Mimmo Summa, Inge Schutteman-Kalee, Wybe Hietbrink, Deepak, Daniele Cabri, Olga Niki, Iogà Aurora, Laeradelmediocre, Daniele Ciranna, Andrea Marco Ghia.

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