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Rubrica di Alessio Musella

La materia dell’infinito. Valente Cancogni tra forma, vita e stupore

La sfera della vita

La sfera, per Cancogni, rappresenta la perfezione, l’universo e la ciclicità della vita.
Non è solo un oggetto geometrico, ma un elemento che sembra racchiudere un’energia interiore, le fessure aueree sulla superficie raccontano di un forza interiore non ancora espressa ma presente nell’animo umano.

Nella “Sfera”, il contrasto tra l’ apparente solidità della materia e la leggerezza della forma sferica crea un effetto quasi ipnotico.

L’opera esplora il concetto di mistero.

Il termine “vita” suggerisce che la scultura non sia statica, ma che possieda una vitalità propria, capace di trasformarsi a seconda della luce, della prospettiva e dell’occhio di chi la osserva

Il piccolo principe

La scultura sembra voler raccontare lo stupore, la curiosità e l’innocenza davanti a quell’infinito leopardiano che spesso ci troviamo a contemplare.

il “Piccolo Principe” incarna la capacità di guardare il mondo con occhi nuovi…riapre cassetti pieni di sogni da troppo tempo rimasti chiusi.

Come molte delle sue opere, anche questa scultura gioca sull’equilibrio delle forme.
L’artista plasma la materia grezza trasformandola in un corpo capace di trasmettere emozioni e “voci”.

​Per Cancogni, la creazione non è un atto statico ma un dialogo tra sostanza e spirito.

Le sue sculture, inclusa quella del Piccolo Principe, nascono dalla volontà di sfidare l’identità intrinseca dei materiali per rivelare la loro risonanza emotiva e il loro potere di evocare l’intangibile.

L’opera di Cancogni viene percepita come accessibile, capace di risuonare profondamente con la sensibilità contemporanea.