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Rubrica di Alessio Musella

La ricerca sinestetica di Lucrezia Coli in arte Margōt

Lucrezia Coli, che nel mondo della musica e della notte si fa chiamare Margōt, è una figura davvero interessante della scena creativa milanese. È quella che definiremmo un’artista “ibrida”, perché riesce a far dialogare perfettamente il mondo del visual design con quello della musica elettronica.

Per lei l’arte non è solo un lavoro, ma una sorta di valvola di sfogo terapeutica nata fin da giovanissima. Da una parte c’è la sua passione per la grafica e l’illustrazione, dove si distingue per una tecnica minuziosa (spesso usa il puntinato) e per la capacità di mescolare materiali diversi in quella che chiama “scultura pittorica”.

Dall’altra c’è la sua identità come DJ: dietro la console si trasforma in Margōt, portando nei club la stessa ricerca estetica e sensoriale che mette nei suoi quadri o nei suoi progetti digitali. In breve, è una creativa a tutto tondo che vede la musica e il design come due facce della stessa medaglia, sempre alla ricerca di una sintesi tra colori, forme e suoni.