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Redazione

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“IL RITORNO DI EUTERPE” Mostra collettiva

“IL RITORNO DI EUTERPE”

Mostra collettiva di Andrea Pedretti, Aurora Iogà, Barbara Grossato, Claudio Faschilli, Emanuele Grazioli 

A cura di Chiara Medolago

7 – 22 marzo 2026 Palazzo Furietti Carrara, Presezzo (BG)Ingresso libero

Dal 7 al 22 marzo 2026, le sale del piano nobile di Palazzo Furietti Carrara a Presezzo (BG) ospitano la mostra collettiva Il ritorno di Euterpe, un progetto espositivo che riunisce gli artisti Andrea Pedretti, Aurora Iogà, Barbara Grossato, Claudio Faschilli ed Emanuele Grazioli in un dialogo corale tra arti visive, spazio architettonico e memoria culturale.

L’esposizione si sviluppa all’interno degli ambienti restaurati del palazzo storico — includendo la piccola chiesa, il piano terra e gli spazi esterni durante gli eventi — e propone un percorso che indaga la “poesia corale” come forma visiva: una trama complessa di colori, materiali, tecniche e soggetti che si intrecciano in una ricerca di matrice genealogica e ancestrale.

Rivolgendosi simbolicamente alla Musa Euterpe, figura mitologica legata alla musica e all’armonia delle arti, la mostra invita il pubblico a interrogarsi sul significato contemporaneo della cultura e sulle sue connessioni interdisciplinari. Gli artisti non si limitano a presentare la propria ricerca individuale, ma instaurano un dialogo sensibile con il luogo che li accoglie, costruendo punti di contatto e parallelismi poetici tra opera e architettura, memoria e presente, identità e collettività.

Il progetto espositivo valorizza inoltre il recente restauro di Palazzo Furietti Carrara, che diventa parte integrante della narrazione artistica: un contenitore storico che si rinnova attraverso la presenza viva delle opere e degli interventi performativi.

Eventi collaterali

Sabato 7 marzo, ore 16.00 – Inaugurazione a cura di Chiara Medalogo, storico e critico d’arte

Domenica 15 marzo, ore 16.00 – Laboratorio creativo con Micaela Vernice

Sabato 21 marzo, ore 16.00 – Performance immersiva tra suoni, colori ed emozioni “In 4 Arti”, con E. Grazioli, G. Santangelo, M. Nicodemo


Orari di apertura

7 marzo: 15.30 – 18.30

Sabato e domenica: 10.00 – 12.30 e 15.30 – 18.30

22 marzo: 10.00 – 12.30

SedePalazzo Furietti CarraraPresezzo (Bergamo)

Ingresso libero

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Le Stanze dell’Arte 2026. Dal 20 febbraio al via la quinta edizione a Palazzo Fruscione di Salerno

 

LE STANZE DELL’ARTE – V Edizione
Personali a Palazzo Fruscione

Rassegna d’arte contemporanea
A cura di Olga MARCIANO e Luciano DI GIANNI, rispettivamente Presidente e Vicepresidente di FLUSSO Contemporary Art

📍 Palazzo Fruscione – Salerno
📅  20 Febbraio – 8 Marzo 2026
📌 Inaugurazione: venerdì 20 Febbraio 2026, ore 18:30
📍 Vicolo Adelberga, 19

Negli spazi storici di Palazzo Fruscione, a Salerno, prende vita dal 20 febbraio all’8 marzo 2026 la quinta edizione de Le Stanze dell’Arte, progetto espositivo che si distingue per un format unico: ogni artista abita una stanza, trasformando l’ambiente in un luogo narrativo, immersivo e personale.

Ideata e diretta dall’artista salernitana Olga Marciano, l’iniziativa costruisce un dialogo tra pittura, scultura e installazione, valorizzando la pluralità dei linguaggi e favorendo un’esperienza fondata sull’ascolto e sulla relazione. Il progetto gode del patrocinio morale del Comune di Salerno, rafforzando il legame tra ricerca artistica e territorio.

Artisti partecipanti:

Laura Bruno, Anna Ciufo, Lello D’Anna, Antonio De Chiara, Dario Di Martino, Roxana Esposito, Maria Fontanella, Stefania Frigenti, Anna Nuzzo Grisabella, Giuseppina Irene Groccia, Elena Lembo, Olga Marciano, Antonio Mariconda, Nicola Pellegrino, Anna Quaglia, Giulia Reale, Maria Scotti, Regina Senatore, Pasquale Siano, Barbara Spatuzzi, Sabrina Tortorella, Silvana Valese.

Stanza Collettiva:
Francesco Avvisati, Peppe Nocerino, omaggio a Maria Di Filippo.

PREMIO LE STANZE DELL’ARTE

Istituito nella scorsa edizione della rassegna — che ha visto la sua prima attribuzione al musicista e compositore Antonio Onorato — il Premio Le Stanze dell’Arte è un riconoscimento speciale dedicato a personalità che, attraverso il proprio percorso umano e professionale, hanno generato connessioni autentiche tra diversi linguaggi artistici, contribuendo in modo significativo alla diffusione dell’arte come esperienza condivisa.

Si configura come un atto simbolico che rafforza l’idea di una cultura in dialogo continuo, capace di attraversare discipline, luoghi e comunità, lasciando tracce durature nel tessuto culturale contemporaneo. Per ogni edizione, il premio viene attribuito a figure di alto profilo esterne al progetto espositivo, valorizzando la sinergia tra arti visive, musica e cultura, considerate non come ambiti separati ma come territori comunicanti.

PREMIO EDIZIONE 2026 AD ANNA BISOGNO

Nell’edizione 2026, il premio viene conferito alla Prof.ssa Anna Bisogno, docente di cinema, radio e televisione presso Università Mercatorum, per il suo significativo contributo alla crescita culturale e alla promozione di una visione dell’arte e dei media come territori di dialogo e contaminazione continua.

Il percorso di Anna Bisogno intreccia cinema, televisione, radio, piattaforme digitali e social network, restituendo loro una dimensione comune e profondamente connessa al tessuto sociale e culturale contemporaneo. La sua attività di ricerca, didattica e divulgazione ha contribuito allo sviluppo dei television studies e alla rilettura critica della storia della televisione italiana, valorizzandone il ruolo culturale e la funzione di ponte tra arti visive, musica, racconto e società.

Il riconoscimento verrà consegnato durante l’inaugurazione, sabato 20 febbraio 2026 alle ore 18:00, dall’Assessore al Turismo della Regione Campania, On. Enzo Maraio.

 

INAUGURAZIONE E PROGRAMMA DEL 20 FEBBRAIO 2026

Venerdì 20 febbraio, ore 18:30 – Inaugurazione

Presenta: Concita De Luca

Saluti: Olga Marciano, artista e direttore artistico della rassegna

Premio Le Stanze dell’Arte 2026 ad Anna Bisogno, conferito da On. Enzo Maraio

Performance musicale: Coro T’Incanto, diretto da M° Antonella Zito, con Roberto Marino (pianoforte) e Biagio Marinelli (percussioni)

Degustazione vini: Villa Matilde – Avallone, a cura del sommelier Vladimiro Gennatiempo con il Wine Team

La serata inaugurale segna l’inizio di un percorso espositivo immersivo, che privilegia il dialogo tra linguaggi diversi dell’arte contemporanea.

Programma espositivo e iniziative

La forza de Le Stanze dell’Arte risiede nel suo format innovativo: ogni artista dispone di una stanza dedicata, concepita per raccontare in modo completo la propria ricerca, tecnica e poetica. Questo approccio valorizza l’individualità creativa e favorisce il confronto tra espressioni artistiche differenti.

Novità dell’edizione 2026:

Una stanza collettiva dedicata ad artisti emergenti, per garantire visibilità e riconoscimento nel panorama dell’arte contemporanea.

Eventi speciali:
  • Sabato 28 febbraio: Silver Soul, progetto che unisce arti visive, teatro e musica.

L’artista Olga Marciano, l’attrice Cinzia Ugatti e il musicista Jacopo Martone guidano il pubblico in un’esperienza multisensoriale con momenti di convivialità, sorseggiando tè insieme.

  • Venerdì 6 marzo:

Ore 18:00 – Spoiler d’Artista: un format originale che svela ciò che di solito resta nascosto dietro l’opera.

Ore 19:30 – Il Fantasma del Palazzo: percorso suggestivo in cui la mostra si anima di presenze simboliche e inattese, creando un gioco tra spazio e opera.

  • Domenica 8 marzo: chiusura della rassegna con premiazione finale, consegna di attestati e catalogo, valorizzando il percorso creativo degli artisti e la partecipazione del pubblico.
Incontri paralleli:
laboratori di ceramica con Roxana Esposito, per approfondire la materia e le diverse tecniche artistiche.

Orari di apertura:

Martedì – Giovedì: 17:30 – 20:00
Venerdì – Domenica: 11:00 – 13:00 e 17:30 – 20:00
Lunedì: chiuso

 
Partnership e media partner
  • BCC Scafati e Cetara – Gruppo BCC Iccrea
  • L’ArteCheMiPiace (Blog arte e cultura)
  • ContempoArte Magazine
  • Tobian Art Gallery, Firenze
  • Stilla Agrioil Italian Farm
  • Scuola di pianoforte di Antonella Zito
  • Villa Matilde Avallone, viticultori in Campania

 

Con il suo equilibrio tra individualità espressiva e dialogo tra linguaggi diversi, Le Stanze dell’Arte rappresenta una finestra aperta sulla scena contemporanea, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e coinvolgente. Grazie alla varietà delle iniziative, alla cura degli spazi espositivi e alla presenza di artisti emergenti e affermati, la rassegna conferma la sua identità di progetto innovativo, inclusivo e fortemente radicato nel territorio culturale salernitano.

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SONDRIO: PRESENTATA A “VISIONI OLTRE IL LIMITE” LA SCULTURA “AETERNITAS” DELL’ARCHITETTO-ARTISTA EMANUEL ACCIARITO.

Ad una settimana dall’inizio delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, il territorio lombardo si prepara ad accogliere sportivi, visitatori e addetti ai lavori con molte iniziative culturali.

La Biennale di Sondrio 2026 sarà una di esse, con molte iniziative. Tra queste l’esposizione d’arte “Visioni oltre il limite” che si è inaugurata venerdì 30 gennaio 2026 presso una delle sale del Palazzo del Governo, meglio conosciuto come Palazzo Muzio.

L’esposizione ha presentato al pubblico 300 artisti e 500 opere selezionate da ogni parte del mondo dal professore, storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, nonché direttore artistico della Biennale Arte.

Tra i partecipanti all’esposizione anche l’architetto-artista Emanuel Acciarito, con due sue sculture: “Ambito” e “Aeternitas”.

“E’ un grande piacere per me partecipare a questo momento culturale così atteso che ha come intento quello di unire in un unico percorso, il messaggio dello sport con quello dell’arte. Fare arte è come fare sport. Dietro ad ogni opera, c’è sempre tanto sacrificio e allenamento, concentrazione e meditazione, lavoro e impegno performativo” – ha dichiarato l’artista a margine della manifestazione.

E la performance di Acciarito è dimostrata ogni volta dalle sue opere dove forma, colore e poesia, sono solo alcune delle caratteristiche di una ricerca creativa che tenta di superare ogni volta il proprio limite con delle visioni originali.

“La ricerca di Acciarito è molto interessante e sul territorio nazionale si distingue molto per la sua originalità” – ha dichiarato Giorgio Gregorio Grasso.

La ricerca di Acciarito parte da molto lontano, e con non poca fatica, oggi tenta di raccogliere i frutti di un percorso compiuto sempre con dedizione costante.

Solo due anni fa presentava per la prima volta “Ambito” alla prima edizione della “Biennale d’arte di Vigevano – Whispers of art 2024”. Oggi viene presentata per la seconda volta in un’altra importante Biennale d’Arte. In questo lavoro l’architetto-artista crede molto, perché in essa ricerca un messaggio importante da affidare all’umanità. Attraverso le forme architettoniche della sfera indica la centralità dell’uomo nel cosmo, che è stilizzato dal sovrapporsi di cerchi ruotanti su sé stessi che designano anche il senso ciclico della vita in un universo immenso. Mediante la sfera, inserita alla base di questo gioco architettonico che simboleggia la Terra e la figura dell’essere vivente, si indica la centralità di un equilibrio naturale tra l’uomo e la natura, che l’umanità dovrà nel tempo cercare di preservare dalla mano distruttiva dell’uomo.

Per “Aeternitas” è invece una prima volta. E come tale, l’attesa simbolica per questa opera è tanta. Ispirata alla Dea romana del tempo, Aeternitas, rappresenta l’infinita estensione del tempo di ogni cultura e di ogni epoca. Un tempo rappresentato dal collo allungato della Dea attraverso una composizione di tanti anelli posizionati intorno al collo che richiamano la vecchia tradizione africana della tribù dei Kayan Lahwi, meglio conosciuti come Padaung, nella quale permane tutt’ora oggi una vecchissima tradizione dell’immagine della donna cigno. Soprannome dato alle donne che indossano fin da bambine degli anelli intorno al collo per allungarlo nel tempo per un vezzo estetico che le induce ad essere nel loro immaginario, più attraenti.

Nell’iconografia di molte culture, il collo lungo è un simbolo potente che simboleggia reincarnazione e spiritualità e molto spesso viene collegato ad una vera e propria divinità del tempo, da venerare in molte tradizioni tribali.

Una ricerca quella di Acciarito che produce visioni oltre il limite temporale di ogni cultura e di ogni epoca. Nella cultura africana il colore bianco viene associato alla purezza divina e alla spiritualità. Il bianco viene quindi considerato un colore sacro perché simboleggia la connessione con gli spiriti e il divino. E il bianco resta anche in questo lavoro una scelta vincolante che pone dei limiti voluti dall’artista, che è intento a oltrepassare tramite il fisico e lo spirito della sua creazione.

Emanuel Acciarito

Atelier Creativo Acciarito

Studio di arte & architettura

Emanuelacciarito@gmail.com

www.acciarito.com                

Phone  3477719697

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SantaSeveso. Doppelgänger – A cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

SantaSeveso. Doppelgänger

A cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci

28 gennaio – 28 febbraio 2026

Opening: mercoledì 28 gennaio 2026, ore 19

A~C CREATIVE STUDIO

Via Francesco Petrarca 4, Milano

 

S’inaugura Mercoledì 28 gennaio alle ore 19 la personale Doppelgänger della scultrice SantaSeveso, a cura di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci.

Il progetto espositivo si concentra sul tema del doppio come dispositivo concettuale e percettivo, ponendolo al centro di una ricerca che indaga il rapporto tra identità, funzione e trasformazione dell’oggetto.

La pratica di SantaSeveso si sviluppa attraverso un costante slittamento tra ciò che è visibile e ciò che resta latente. Gli elementi formali, spesso riconducibili a un immaginario familiare e quotidiano, vengono sottratti alla loro funzione originaria e restituiti come presenze ambigue, in bilico tra attrazione e inquietudine.

L’oggetto artistico si configura così come luogo di tensione, in cui il riconoscibile si apre a una dimensione altra e destabilizzante.

Il riferimento al Doppelgänger non assume un valore narrativo, ma strutturale: il doppio emerge come scarto interno alla forma, come raddoppiamento semantico che mette in crisi l’idea di unità e stabilità.

All’interno del percorso espositivo, materiali e oggetti legati al corpo, alla cura e alla protezione vengono trasformati in immagini sospese, private della loro funzione e fissate in uno stato di immobilità.

Questo processo genera un effetto perturbante, in cui il familiare ritorna come estraneo e l’esperienza dello spettatore è chiamata a confrontarsi con una percezione instabile e non pacificata.

La mostra si inserisce in una riflessione più ampia sull’identità contemporanea, in dialogo con riferimenti psicoanalitici in cui il doppio rappresenta una frattura strutturale del reale.

In definitiva, Doppelgänger propone un percorso espositivo che invita a osservare l’oggetto artistico come luogo di rispecchiamento e dislocazione, in cui nessuna forma trova una risoluzione definitiva e ogni immagine conserva una tensione aperta tra presenza e assenza.

La mostra sarà visitabile su appuntamento sino al 28 febbraio prossimo.

A~C CREATIVE STUDIO e FLORA&CO, che ospiteranno la mostra nella loro sede di via Petrarca 4, sono consulenti specializzati nella creazione e nella gestione di strategie di comunicazione online e offline efficaci per le aziende. La loro missione è quella di aiutarle nel raggiungimento dei propri obiettivi e di sostenerli nello sviluppo della propria immagine in modo strategico.

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TENSIONI CROMATICHE – Dell’equilibrio e dell’impulso. Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia

 

TENSIONI CROMATICHE – Dell’equilibrio e dell’impulso
Mostra bipersonale di Doriano Marocca e Giuseppe Pavia
A cura di Carla Pugliano
Con intervento critico di Andrea Barretta, critico d’arte, scrittore e giornalista

📍 CathArt Gallery – Varese
📅 24 gennaio – 5 febbraio 2026
📌 Inaugurazione: sabato 24 gennaio 2026, ore 17:30
📍 Piazza Giovanni XXIII, 11 – ingresso da Via Salvo D’Acquisto

Turbamento, urto, tensione vitale che non concede tregua. Dal 24 gennaio, a Varese, Doriano Marocca e Giuseppe Pavia mettono in scena due linguaggi astratti distinti, ma profondamente connessi. Entrambi sono attraversati dalla stessa urgenza: affidare al proprio estro creativo il compito di reggere il peso dell’esistenza, senza filtri né addolcimenti. Qui l’astrazione non consola: scolpisce, risveglia, deflagra.

Marocca e Pavia condividono una visione comune, dove controllo e improvvisazione convivono senza annientarsi. Il loro confronto nasce da dissonanza e attrito, da una pittura che si misura con il limite e lo supera senza cercare redenzione. Materia e cromie agiscono come forze primarie, elementi vivi che invadono lo spazio e lo mettono in crisi, trasformando la tela in un campo di vibrazione incessante. In questo contesto l’atto espressivo diventa esperienza incarnata: un equilibrio instabile e catartico, in cui il rischio non è una scelta stilistica, ma la condizione stessa del fare arte.

Con Tensioni Cromatiche, la CathArt Gallery inaugura il 2026 confermando una linea curatoriale senza compromessi: uno spazio di ricerca continua alimentato dallo scambio autentico con gli artisti, dove le forme espressive non chiedono consenso, ma sollecitano quesiti complessi, privi di soluzioni univoche.

Ad arricchire il percorso espositivo sarà l’intervento di Andrea Barretta, già ospite della CathArt Gallery e presente all’inaugurazione. Reduce dalla mostra Il tempo di Warhol e la Pop Art al Museo della Stampa di Soncino, Barretta opera da anni nel panorama delle arti visive contemporanee. Ha curato esposizioni dedicate, tra gli altri, ad Andy Warhol, Enrico Baj, Mimmo Rotella e Mario Schifano, ricevendo riconoscimenti internazionali, tra cui l’interesse del Metropolitan Museum di New York. È autore di saggi e monografie ed è membro del comitato critico del Catalogo dell’Arte Moderna Mondadori.

LA TEMATICA

“Bisogna avere ancora del caos dentro di sé per poter dare vita a una stella danzante.”
Friedrich Nietzsche

È dunque nel disordine interiore, nello scontro tra istinto e ragione, che si accende la scintilla della creazione. Quel caos, spesso percepito come ostacolo, diventa energia che plasma forme, colori, emozioni. Questo principio guida Tensioni Cromatiche, dove due stili artistici, diversi ma complementari, si intrecciano: da una parte la materia prorompente e stratificata di Marocca, dall’altra il flusso fluido e improvviso di Pavia.

Marocca lavora il colore come fosse un corpo vivo: stratifica, graffia, vela, fino a spingerlo oltre i confini del quadro. Pavia parte invece dal controllo della materia per poi lasciare che i pigmenti scorrano spontanei, si equilibrino e vengano interrotti da un gesto improvviso, come a ricordare che la vita stessa non si lascia mai domare del tutto.

Siamo di fronte a due poetiche libere e implacabili. Non è rifugio né ornamento, ma una scelta netta che nasce dal bisogno di dare forma al pensiero. Segno e materia si confrontano in uno spazio mutevole, dove gli opposti convivono e si cercano. La tela diventa un campo di attrito, ma anche di pienezza, perché qualcosa si compie.

Tensioni Cromatiche suggerisce una partitura complessa di contrappunti, dissonanze e improvvise armonie. I cromatismi, spesso spinti al limite, non cercano seduzione ma incidono lo sguardo, costringendo a un tempo di osservazione lento e meditativo. Ne scaturisce una bellezza graffiante che invita a misurarsi con le zone più esposte della propria coscienza.

Note sugli ARTISTI

Doriano Marocca – La libertà del colore come atto radicale

Doriano Marocca nasce a Nettuno e vive a Reggio Emilia. Inizia a “imbrattare” le tele agli inizi degli anni Venti del nuovo millennio, nel silenzio di uno spazio privato e sganciato da qualsiasi pressione esterna. L’indagine pittorica nasce per lui come necessità personale, condivisa inizialmente solo con pochi amici e sui social. Dalla sperimentazione con pennelli e acrilici approda presto a un approccio più istintivo attraverso spatole e strumenti non convenzionali, che gli permettono di lavorare in modo diretto e corporeo.

Ne nasce una pittura densamente stratificata, fatta di sovrapposizioni che costruiscono e decostruiscono forme in un ritmo materico potente e immediato. La critica lo riconosce come un artista capace di una straordinaria disinibizione cromatica, in cui l’azione diventa struttura e la manualità si trasforma in linguaggio.

“Nel mio viaggio – racconta l’artista – ho un solo principio fondamentale: essere libero, in un mondo che spesso non lo è. È questa urgenza a guidarmi, trasformando la pittura in un atto radicale, fisico e spirituale insieme. Sento che questo mio lato artistico rappresenta un pezzo di me prezioso, a cui non è minimamente possibile rinunciare, così come non si può rinunciare a nutrirsi. Ogni stratificazione, ogni velatura e ogni graffiatura diventano per me un dialogo con la materia stessa: sento la pittura respirare, vibrare e rispondere, come se fosse un organismo vivo. Alcune opere sono studiate, altre improvvise dove il dipingere e lo stato d’animo prendono la guida, senza interpellarmi, io sono solo un tramite. Spesso la rabbia, la noia e lo stupore fanno da sfondo, ma non manca mai l’esperienza vissuta, perché solo attraversando l’esistenza può nascere l’arte pura e incontaminata. Invito chi osserva le mie opere a percepire questa energia, come testimonianza di spontaneità totalmente svincolata. Percepisco la creatività come un’alleata che si autoalimenta e ciò mi spinge oggi anche verso un percorso scultoreo non convenzionale, realizzato con fili di PLA, che presenterò in questa mostra.”

 

Mostre recenti di Doriano Marocca

  • Personale, settembre 2024, Bar 46 di Davide Crotti, Novellara (RE)
  • Collettiva “Noi dell’Arte”, novembre 2024, sala espositiva centro Correggio (RE)
  • Collettiva “Il Simbolo è l’Illustrazione”, gennaio 2025, Club Meridiana Casinalbo (MO), curatrice Barbara Ghisi
  • Collettiva “Arte Rampante”, maggio 2025, Museo Diocesano Francesco Gonzaga, Mantova, organizzata da “Noi dell’Arte”, critico Marco Cagnolati
  • Collettiva presso Fondazione Officina delle Arti, luglio 2025, Reggiolo (RE)
  • Collettiva “Spazialità Astratta”, ottobre 2025, Conceptartbrera (MI), curatore Alfonso Restivo
 
 
Giuseppe Pavia – L’equilibrio che accoglie l’imprevisto

Nato a Marsala nel 1975, Giuseppe Pavia vive a Borgomanero. Intraprende dal 2020 un viaggio intimo nell’esplorazione del colore, guidato unicamente da una profonda necessità di cambiamento interiore. La sua poetica si fonda su un dialogo costante tra opposti: stabilità e slancio, riflessione e impulso, forma e rottura.

“L’incontro con la Fluid Art – racconta l’artista – non è stato casuale, ma l’approdo naturale di una ricerca personale che mi ha fornito il linguaggio perfetto per esplorare il mio mondo introspettivo. La mia autonomia di ricerca, libera da dogmi accademici, mi ha permesso di sviluppare una tecnica ibrida e altamente personale. Le mie opere nascono in questo spazio di tensione. La pittura fluida stabilisce l’equilibrio da cui tutto parte, incarnando il lato riflessivo del mio essere; il dripping interviene come l’atto puro, il gesto impulsivo che rompe la forma.”

La fluidità diventa così metafora di un’identità in continuo divenire, mai definitivamente compiuta. Le derive cromatiche e i flussi incarnano stati emotivi, contrasti interiori, rendendo visibile un processo di trasformazione che resta aperto e irrisolto.

Le sue superfici sono espressione di una personalità che poggia su campi di energie differenti: prima la gestione dei pigmenti, guidati e domati; poi l’irruenza con il lancio dei fluidi acrilici, le colature e il gocciolamento che intervengono a spezzare il ritmo, rivelando nuove possibilità. Una pittura che respira come un organismo vivo, sospesa tra quiete, incertezza e detonazione.

Pavia invita inoltre a riconoscere, in quei flussi e in quelle gocce, la dinamica stessa dell’esistenza: un processo in cui la vera armonia non può nascere dal controllo assoluto, ma dal coraggio di accogliere l’ignoto, l’imprevisto e la contraddizione

 

Mostre recenti di Giuseppe Pavia

  • Collective Art Exhibition, ottobre 2024, Galleria d’Arte Ikonica, Milano
  • Arte a Villa Giulia, novembre 2024, Villa Giulia, Pallanza – Verbania
  • Eco delle Forme, dicembre 2024 – gennaio 2025, Omnia Art Gallery, Latina
  • Art Sound Loud, febbraio 2025, all’interno di Art City Bologna 2025
  • Ricognizioni Contemporanee, giugno 2025, Sala della Gran Guardia, Isola d’Elba
  • Attraverso l’arte: la metamorfosi del mondo, agosto 2025, Sala dei Templari, Molfetta
  • Visioni d’Arte, ottobre 2025, Castello di Galliate
  • Re-Cycle / Re-Cosmos, dicembre 2025, bipersonale presso Spazio Azimut C.M., Novara

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La mostra è curata da Carla Pugliano, artista riconosciuta a livello internazionale e fondatrice della CathArt Gallery, spazio culturale immersivo nato per favorire il dialogo tra materia e spirito, tra urgenza contemporanea e sperimentazione artistica. Tra gli altri riconoscimenti e partecipazioni, Pugliano è stata insignita del Leone d’Oro alla Triennale di Venezia, ha esposto alla 60ª Biennale di Venezia e alla XIV Florence Biennale. Dal 2025 è, inoltre, Consulente artistico per l’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti) che verrà presentato al MoMA di New York. Le sue opere sono in collezioni private, istituzionali e museali.

Informazioni sull’evento

📆 Date mostra: 24 gennaio – 5 febbraio 2026
🕰 Orari apertura:

Martedì – Venerdì: 16:30 – 18:30

  • Sabato: 10:30 – 12:00 / 15:30 – 18:30
  • Domenica: 15:30 – 18:30

🎙 Inaugurazione: Sabato 24 gennaio, ore 17:30
📍 Luogo: CathArt Gallery, Piazza Giovanni XXIII, 11 – Varese (Ingresso da Via Salvo D’Acquisto)
Ingresso: Libero

Per info e contatti

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*Il Tratto Sensibile* Cena evento con le opere di Sonia Caterino

Venerdì,16 Gennaio ore 20,30 Ristorante ETTA, Piazza in Piscinula Roma

Una serata dedicata alla bellezza, all’ascolto silenzioso delle emozioni e alla forza espressiva del gesto pittorico.

Presentata da Roberto Litta, noto critico d’arte e conduttore TV, *Il Tratto Sensibile* è più di una cena: è un incontro tra arte, gusto e intimità visiva, dove le opere di *Sonia Caterino* accompagneranno gli ospiti in un viaggio estetico fatto di luce, trasparenze e trame interiori.

Alcuni dei suoi quadri, esposti per l’occasione, raccontano con delicatezza e intensità il linguaggio dell’anima, traducendo il non detto in colore, movimento e vibrazione. Come un dialogo lieve tra pensiero e forma, ogni tratto si fa carezza visiva, ogni tela un invito alla contemplazione.

Un appuntamento per chi ama nutrire lo sguardo, nel segno di un’arte che sa toccare il profondo senza mai urlare. Una serata da non perdere mai. Parcheggio disponibile davanti al ristorante NO ZTL.

 

Per confermare la presenza o per informazioni, contattare Vanessa Ciampa al 3393306225.

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Lo storico Franco Emilio Carlino torna tra i banchi e tra gli alunni con la sua importante ricerca sull’antico Ducato di Crosia

 Giorno 19 p.v. presso l’ITE – Liceo Scientifico di Mirto Crosia sarà presentato il saggio storico di Franco Emilio Carlino: Crosia – Storie e vicende di un Grande Ducato. I Mandatoriccio e le loro cinque Terre, editata dalla Casa Editrice L. Pellegrini Editore, Cosenza.

L’autore, mandatoriccese-rossanese, Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina, Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano, ha inteso dedicare il suo lavoro  a Crosia, Città delle prime esperienze professionali e della sua prima dimora.

     I lavori dell’incontro saranno introdotti e moderati dal Prof. Maurizio Traversari, docente dell’Istituto, seguiranno i saluti istituzionali della Prof.ssa Sara Giulia Aiello, Dirigente Scolastico IIS Cariati e da Maria Teresa Aiello, Sindaco della Città di Crosia. Le conclusioni sono affidate all’Autore, Prof. Franco Emilio Carlino. Durante la Presentazione saranno eseguite alcune letture a cura degli alunni dell’ITE e del Liceo Scientifico con intermezzo musicale  cura dell’Accademia Musicale EUPHONIA.

    

L’Autore sull’evento e sui contenuti del suo saggio ci ha rilasciato la seguente testimonianza:

«Riportare alla memoria le vicende storiche, il cammino e l’organizzazione di un grande Ducato, come quello di Crosia, all’interno del quale i Mandatoriccio prima e i Sambiase poi esercitarono le loro direttive economiche e sociali di feudatari, governando le diverse comunità, non è stato per nulla semplice ed allo stesso tempo è risultato molto impegnativo, considerato il lungo periodo posto in osservazione.   

     Quanto è stato documentato, pertanto, vuole essere un contributo alla storia del territorio ed in particolare a quella di Crosia, baricentro indiscusso dell’imponente sistema feudale intessuto dai Mandatoriccio con i loro traffici e scambi commerciali.

     Gli avvenimenti e le relative motivazioni riguardano una delle più importanti ed estese aree territoriali della Calabria feudale e di un Ducato molto ambito, regolato da un apparato economico alquanto strutturato, di enorme rilevanza, grazie alla lungimiranza di Teodoro Mandatoriccio rampollo di una delle più importanti e benestanti famiglie della città di Rossano e dell’intera provincia. Un Ducato all’interno del quale, secondo un sistema molto complesso di rete, ricadevano i feudi di Caloveto, Crosia, Calopezzati, Mandatoriccio, Pietrapaola. Ai sopraccitati feudi, sul finire dell’epoca feudale, quando come feudatari subentrarono i Sambiase, a seguito del matrimonio di Vittoria Mandatoriccio con Ruggiero Sambiase, al già importante ed esteso patrimonio si aggiunsero anche i territori di Campana e Bocchigliero acquistati dai Labonia, e infine Cariati, Terravecchia, Scala Coeli e San Morello, da loro amministrati, ma di proprietà dei principi Spinelli di Cariati.

     La narrazione diviene ancora più intricata se la presente storia la si inserisce all’interno di quel percorso nel quale durante il periodo feudale le diverse comunità del Meridione d’Italia si diedero molto da fare e Crosia fu una di queste. Questa pubblicazione, articolata in sei capitoli, è sintesi di un ampio studio condotto da anni sul territorio ed ha per titolo: Crosia – Storia e vicende di un grande Ducato – [I Mandatoriccio e le loro Cinque Terre].

     Nella sua elaborazione, considerata la complessità della ricerca, dovuta alle numerose informazioni e dati che hanno portato necessariamente al raffronto con i tanti autori richiamati, in alcuni casi, ai fini di una migliore narrazione dell’argomento, si è resa inevitabile la ripetizione di concetti, eventi ed altro. I contenuti storici riguardano anche le origini della città con considerazioni sulla sua fondazione emersi da una vasta bibliografia interpellata.

     Gli argomenti rappresentati, per una corretta analisi e una migliore comprensione, sono stati, per quanto possibile, contestualizzati all’interno del periodo storico di riferimento. Completata questa fase, molto complessa, con il sussidio di un vasto impianto storiografico documentale e d’archivio si è provveduto a sviluppare gli aspetti storici dai quali emerge l’investitura di Crosia a Ducato. Tema che nel prosieguo dell’indagine si collega con lo sviluppo dell’esteso territorio feudale e le vicende delle famiglie feudatarie del tempo.

     Per quanto possibile si è cercato, per di più, di offrire una completa descrizione ricostruttiva dei diversi aspetti nei quali, sul finire del Cinquecento, si è incardinata la relazione parentale tra le famiglie dei Mandatoriccio e dei Sambiase, con le note vicende della successione che hanno coinvolto anche la nobile famiglia Toscano di Rossano. Uno studio a 360° che, perciò, ha richiesto intensi momenti di approfondimento e comparazione di quanto visionato.

     Come si accennava, nel libro non mancano gli elementi che richiamano le relazioni tra le diverse famiglie in campo, così come rilevati dalla storia, tra cui quella di Giovan Michele Mandatoriccio figlio di Nicola, facente parte come ci ricorda M. Falanga della “emergente famiglia della borghesia commerciale rossanese di forti aspirazioni baronali poi realizzate”1 che si imparentò con indovinata politica matrimoniale con Vittoria Toscano, appartenente, come scrive, ancora, lo stesso Falanga, a una delle famiglie “più cospicue della nostra regione e, segnatamente, di Rossano, dove si è distinta in tempi diversi per cultura, per virtù militare, per incarichi feudali e per impegno giuridico-forense”2.

     Nel libro si propone anche la ricostruzione biografica del 1° duca di Crosia, Teodoro Dionigi Mandatoriccio, illustre personaggio dell’omonimo casato, figlio di Giovan Michele e Vittoria Toscano, insieme ad alcuni elementi di interesse riguardanti le figure dei figli di Teodoro: Francesco, Vittoria, Ippolita e Lucrezia ed altre notizie pertinenti la tanto discussa successione feudale tra i Mandatoriccio, i Sambiase e i Toscano.

     L’opera è arricchita da un singolare corredo fotografico e genealogico con la formulazione di apposite tavole descrittive, da una vasta bibliografia, e dagli indici, onomastico, toponomastico, delle cose notevoli e generale, utili al lettore interessato come al ricercatore rigoroso. Molte e insolite sono state le fonti a cui si è fatto ricorso reperite tramite i diversi canali offerti dalla rete Internet, e dagli archivi e biblioteche pubbliche e private, ma non sempre del tutto coincidenti fra loro, in particolare per quanto riguarda alcune vicende e certi dati che hanno preteso maggiore cura nelle fasi di ricostruzione e di raffronto.

     Tra le fonti storiche più rilevanti senz’altro sono da menzionare quelle reperite nell’Archivio Toscano già utilizzato per precedenti pubblicazioni. Non credo vi siano ambiguità poter dichiarare che la famiglia Mandatoriccio di Rossano sia stata all’epoca dei fatti, una delle tante famiglie nobili della città che più rappresentò l’intero territorio rossanese influenzandolo dal punto di vista economico, sociale, culturale e politico.

     L’opera aggiunge un altro tassello al già lungo, quanto intrigante, percorso storiografico e di documentazione che negli ultimi anni mi ha permesso di realizzare alcune pubblicazioni sulla storia dei Mandatoriccio e del loro casato e sulle relazioni che questo nel tempo ha stabilito, con le famiglie dei Sambiase e dei Toscano.

     Si coglie l’occasione per sottolineare come la decisione di produrre sull’argomento la presente monografia è stata anche una maniera concreta per manifestare affettuosi sentimenti di riconoscenza verso i tanti amici e nei riguardi della città di Crosia che mi ha ospitato per un significativo periodo della mia vita, dove ho lavorato e dove mi sono formato una famiglia.

     Spero che la presente opera trovi anche questa volta la giusta accoglienza e l’apprezzamento da parte dei lettori. Colgo il momento, altresì, per ringraziare con infinita riconoscenza e con sincero sentimento di amicizia l’amico Pierpaolo Cetera Autore della Prefazione, per aver risposto positivamente e con generosità alla mia sollecitazione e per la sua estesa attenzione verso la ricerca storica e lo studio dei fatti e delle vicende della nostra terra, del Meridione d’Italia e delle sue popolazioni, a mio modesto parere quasi mai protagoniste del proprio destino.

     Ringrazio, inoltre con gratitudine, il Dirigente scolastico, Prof.ssa Sara Giulia Aiello e il corpo docente dell’Istituto per aver favorito il presente incontro culturale con gli alunni dell’ITE – Liceo Scientifico di Mirto con i quali cercherò di avviare un proficuo dibattito sui temi riguardanti il nostro territorio cercando di fare memoria storica del nostro passato».     

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ArteArtisti

Le sculture di Valente Cancogni approdano a Dubai


Le opere di Valente Cancogni trovano oggi una collocazione sempre più solida all’interno del circuito artistico di Dubai, dove vengono esposte e promosse in modo strutturato e continuativo. Un percorso tutt’altro che casuale, che si inserisce in una progettualità avviata da tempo e consolidata grazie alla collaborazione con il curatore Alessio Musella, co-fondatore della Star (Home) Gallery.

In breve tempo, la Star Home Gallery si è affermata come una presenza attiva e riconoscibile nel panorama culturale degli Emirati Arabi Uniti, costruendo un network capace di valorizzare artisti contemporanei in dialogo con il contesto internazionale di Dubai. All’interno di questo sistema, le opere di Cancogni, spesso accompagnate da testi critici firmati dallo stesso Musella, vengono regolarmente promosse, contribuendo a rafforzare la visibilità dello scultore toscano.

Alla base di questa presenza vi è un vero e proprio “Progetto Dubai”, un tavolo di lavoro che nasce da lontano e che ha già portato Cancogni oltre i confini italiani in diverse occasioni. L’approdo delle sue sculture negli Emirati rappresenta quindi l’evoluzione naturale di un percorso coerente, oggi sostenuto dalla piattaforma curatoriale e relazionale della Star Home Gallery. La posizione dell’artista nel panorama artistico internazionale di Dubai è, di conseguenza, in costante ascesa.

Dal punto di vista linguistico e tecnico, la scultura di Valente Cancogni si fonda su un uso raffinato e complesso della ceramica e del bronzo, materiali che l’artista lavora attraverso processi articolati seguiti personalmente in ogni fase. L’intervento sulla materia avviene tramite l’applicazione di polveri e pigmenti che, sottoposti a cotture ad alta temperatura, generano sorprendenti effetti metallici, tra riflessi bronzei e argentei.

Il fuoco diventa così elemento attivo e imprevedibile, capace di trasformare colori e smalti e di lasciare tracce irripetibili sulla superficie dell’opera. È proprio in questa alchimia tra controllo e abbandono che Cancogni ricerca l’impatto emotivo della scultura, rendendo ogni lavoro pregno di personalità.

Al centro della sua poetica emerge il dialogo tra la figura umana, spesso fragile, slanciata, quasi sospesa, e una materia che il calore esalta e trasfigura. Un confronto silenzioso ma potente, che trova nel contesto internazionale di Dubai un terreno fertile per nuove letture e risonanze.

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Segnalazione Eventi

“Corpo, Divino” – Dom Barra e la bellezza dell’imperfezione a Forio

Dal 13 al 31 dicembre, la galleria underground AnnoZero2.0 di Forio (Ischia) presenta “Corpo, Divino“, mostra personale dell’artista Domenico Dom Barra.

L’esposizione, curata dal gallerista e performer Salvatore Iacono, propone 14 riproduzioni in alta definizione che raccontano l’universo poetico, tecnologico e visionario dell’artista napoletano, pioniere della glitch art e sperimentatore instancabile tra intelligenza artificiale, pittura a tecnica mista, animazione e installazione.

In occasione della mostra, sono previsti interventi site-specific e installazioni urbane fuori dalla sede espositiva, per portare l’arte anche nello spazio pubblico.

Domenico Dom Barra è un artista multimediale la cui ricerca esplora il corpo, l’identità e la bellezza, ponendo al centro l’imperfezione e la fragilità come chiavi estetiche e politiche. Il suo progetto DISØRDINΔRY BÆUTY (DIS/vәrsә), in continua evoluzione, propone un nuovo sguardo sul corpo umano, contaminato dalla tecnologia e attraversato dalla malattia, dalla resistenza e dal glitch come forma di verità.

Barra ha esposto in spazi internazionali come la DAM Gallery di Berlino, la Galleria Biffi Arte di Piacenza, l’Hermitage Museum e l’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale nel metaverso. Ha inoltre collaborato con riviste come Flash Art, Monopol Magazin, Hyperallergic, e ha tenuto conferenze presso istituzioni quali la School of the Art Institute of Chicago (SAIC), la Rome University of Fine Arts (RUFA) e il MACRO di Roma.

Dal 2022 vive e lavora tra Napoli e Sliema (Malta).

La mostra sarà visitabile dal 13 al 31 dicembre presso AnnoZero2.0, in via Costantino 28 a Forio, con i seguenti orari:

– Mattina: 10:00 – 12:00

– Pomeriggio: 15:00 – 18:00

Anche su appuntamento, scrivendo via WhatsApp al numero 347 0130038.

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Segnalazione Eventi

UTOPIA – Chiedete l’impossibile!

Mostra d’arte contemporanea collettiva


Inaugurazione: Sabato 6 dicembre 2025, ore 18.00 – 20.00
22 artisti in mostra
Sede espositiva principale: MUDIC  Museo Diffuso Contemporaneo

a cura di Gina Affinito

Nei Sassi di Matera, dove il passato ha un peso specifico e l’avvenire rimbalza contro le pareti di tufo, nasce UTOPIA: una crepa dorata nella cronologia. UTOPIA germoglia da una fenditura nella consuetudine, un magnete puntato verso il possibile. Il suo manifesto, “Chiedete l’impossibile!”, non è un fuoco d’artificio linguistico: è un atto di insubordinazione poetica. Un invito a strappare il manuale dell’ovvio, a reclamare nuovi modelli, nuove coordinate, nuove grammatiche visive.

Dal 6 al 13 dicembre 2025, 22 artisti delle arti visive – provenienti da percorsi, sensibilità e linguaggi differenti – daranno forma a un atlante provvisorio di futur–escape, attraversando pittura, scultura, fotografia, installazione, arte digitale e tecniche ibride. Ognuno porta un pezzo di visione in tasca, un modo differente di dire “non ancora”, un modo personale di far scricchiolare la frontiera del già-scritto.

Gli artisti in mostra

La collettiva ospita opere di:
Ademara, Gennaro Ceglia, ClaritaArt, Stefania Conticchio, Daniele Giordano, Grava,  Inside The Stone Project, Antonio Lunati, Rosita Lusignani, Tiziana Malvinni, Domenico Mintrone, Rosa Montedoro, Marco Luigi Nicoli, Franco Originario, Silvia Pastano, Isabella Ragno, Resy Art, Claudio Rosa, Mariella Spinelli, Daniele Stefàno, Paola Strada, Lidia Torres.

 

Artisti e opere sono consultabili nel catalogo dedicato: Catalogo Utopia

Visione curatoriale e percorso

L’utopia viene letta come dispositivo di tensione: forzatura dello sguardo, non evasione. Le opere sono mappe di deviazione: traiettorie che non portano via, ma dentro. Dentro ai limiti, per disinnescarli. Dentro al presente, per torcerlo come un metallo caldo. L’arte diventa così cassetta degli attrezzi del domani: non offerente di risposte, ma generatrice di fenditure.

Qui l’impossibile non è un muro, è un pendolo. Oscilla. Torna. E spetta a noi spingerlo più in alto.

Programma dell’inaugurazione

6 dicembre 2025 -Via D’Addozio 78, Sasso Barisano

 

  • Ore 18.00 — Apertura ufficiale e presentazione curatoriale
  • Visita alla mostra
  • Talk brevi e interazioni con gli artisti
  • Atmosfera sonora ambient curated
  • Chiusura ore 20.00

Partner, patrocinio e impatto culturale

L’evento si svolge con il patrocinio ufficiale del Comune di Matera e in collaborazione con realtà culturali radicate sul territorio. La mostra rientra in un percorso che mira a:

  • rigenerare l’immaginario sociale attraverso le arti visive,
  • trasformare luoghi identitari in catalizzatori di visione futura,
  • creare un ecosistema culturale con ricadute turistiche e comunitarie,
  • aprire dialoghi internazionali che guardano a un Sud produttore di futuro, non solo narratore di radici.

UTOPIA vi aspetta tra le pieghe della roccia e del futuro.

La mostra è visitabile tutti i gg h 10.00/13.00 – 16.00/18.00

Ingresso libero

 

 

L’audio-descrizione della mostra e delle opere in esposizione è disponibile al seguente link:

MOSTRA UTOPIA / AUDIO TOUR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gina.affinito@gmail.com

+39 327 3463882

www.ginaaffinito.com

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