All’interno del Festival Letterature senza esercito, uno spazio particolare è dedicato alla poesia e al suo dialogo con le altre forme d’arte. In questa prospettiva si inserisce Il canto del pendolo, la rassegna a cura di Pier Paolo Di Mino e Veronica Leffe, in programma dal 20 al 23 ottobre alla Libreria Ubik Tiburtina di Roma.
I quattro appuntamenti, il cui titolo rende omaggio a un saggio di Iosif Brodskij, intrecciano parola poetica e pittura nel segno dell’ut pictura poesis, con un’attenzione particolare al mito e alla rappresentazione del femminile. Le opere di Veronica Leffe accompagneranno gli incontri. Le riflessioni della curatrice e artista, riportate di seguito, approfondiscono questo dialogo.
Gli appuntamenti
20 ottobre — Prima tempesta
Marco Cassini presenta Prima tempesta di Susana Chávez Castillo (SUR).
21 ottobre — Ingannevole più di ogni altra cosa
Prima presentazione della raccolta poetica di Nicola Argenti, pubblicata da Connessioni Editore nella collana Sentieri Interrotti. Il libro esplora gli inganni del cuore, della memoria e delle cose quotidiane, tra legami familiari, infanzia e paesaggi urbani. Prefazione di Giorgio C. Galli.
22 ottobre — Senza mai darsi pace. Vita e poesia di Assunta Finiguerra
Prima presentazione del libro di Filippo Golia, pubblicato da Connessioni Editore nella collana Passo a due. Un ritratto narrativo della poetessa lucana Assunta Finiguerra, dalle radici a San Fele alla scoperta della sua voce poetica in dialetto. Con la prefazione di Claudia Durastanti e un ricordo di Guido Oldani.
23 ottobre — Storia Aurea — Lo splendore
Pier Paolo Di Mino presenta Storia Aurea – Lo splendore, in dialogo con Filippo Golia. Il progetto intreccia poesia, narrazione e pittura, in relazione con le opere di Veronica Leffe.
Le riflessioni di Veronica Leffe
«[…] Una dea più bella delle altre:
sempre so riconoscere il suo urlo acuto di bestia del deserto,
lo strascico, adorno di piume e serpenti, del suo fasto.
Lo sento giungere, e sento incuocere il mio animo velenosamente:
la stessa furia assangua l’assassino; la stessa pena esalta l’amante […].»
Questo brano di “Storia Aurea”, un racconto in versi scritto da Pier Paolo Di Mino per il quale ho realizzato diverse figurazioni, è l’incipit perfetto per raccontare Athena nel deserto, l’opera che, oggi, mi lega felicemente al Festival Letterature senza esercito. Direi che qui ci sono già tutti i topoi e le metafore necessari al discorso: Athena, dea selvaggia, ma allo stesso tempo benigna, dea della Sapienza e della guerra, corre in un luogo estremo e marginale, vuoto e senza più parola e, insieme al suo urlo di guerra, trascina con sé anche le sue armi. Quali armi? Quale guerra persegue la dea? Nell’immagine originaria, che fu creata per la copertina di “Storia Aurea”, accanto alla figura ammantata di piume rosse, avevo inserito, con la tecnica del collage digitale, alcuni altri elementi: un vecchio grammofono, delle pile di libri. Questi oggetti stavano a indicare che, insomma, erano la poesia, la pittura, la musica, tutte le arti insieme a costituire l’arsenale di questa mia Athena, e che la sua guerra era la stessa guerra messa in atto dai Fedeli d’amore.
“Storia Aurea”, testo che presenterò in seno al Festival Letterature senza esercito il 23 ottobre con Filippo Golia e Pier Paolo Di Mino all’interno della rassegna “Il canto del pendolo”, costituisce il nucleo fondativo di “Lo splendore”, la performance filosofico-letteraria-artistica che da diversi anni, in collaborazione con lo scrittore Pier Paolo Di Mino, assorbe le mie energie creative.
La performance, che esplora e rappresenta il concetto mistico di Splendore (tipico della tradizione mistica ebraica cabalistica), si dipana in un gioco di specchi fra poesia e arte figurativa, narrazione e pittura, filosofia e gesti, finzione e realtà, e ruota attorno a una struttura labirintica a partire dalla relazione tra un ciclo narrativo e un ciclo figurativo. Come un’artista medievale o del Rinascimento italiano, dunque, compongo le figurazioni pittoriche relative ai concetti filosofici, ai personaggi e alle situazioni che si dipanano nel ciclo narrativo de “Lo splendore” composto da Pier Paolo Di Mino, una vasta opera che si manifesta attraverso diverse forme letterarie: dalla poesia al racconto, dal testo filosofico al romanzo. Le opere visive costituiscono l’aspetto iconografico e iconologico dell’opera, in un dialogo serrato tra poesia e pittura, tra parola e immagine, che è riassunto perfettamente dal motto rinascimentale Ut pictura poesis.
La relazione tra linguaggio poetico e pittorico si fonde nel comune slancio ad un rapporto con il divino, e in particolare con il femminile inteso come manifestazione del divino nel mondo, e mette al centro della performance la figura femminile che diventa oggetto centrale e particolare di indagine, e si declina attraverso il confronto, lo studio, la ricerca, il rapporto sempre attuale con il mito antico, nella sua relazione con il tempo e con lo spazio.
La nostra partecipazione e adesione al Festival Letterature senza esercito rappresenta per noi, oggi, un’occasione perfetta per confrontarci con altre realtà di ricerca, in cui il dialogo tra pittura, poesia e letteratura sia preminente.
Veronica Leffe





