In una toccante testimonianza Il ricordo di un incontro che ha illuminato il cuore
di Redazione |04|Dicembre|2024|
Giusy De Iacovo è artista, scrittrice, poetessa, curatrice d’arte e critica con una lunga esperienza nel panorama culturale italiano. La sua carriera si è sviluppata in ambito museale e nella gestione di eventi culturali legati all’arte contemporanea, dove ha dato prova di una profonda sensibilità nell’interpretazione e nella presentazione di opere d’arte di rilievo.
Un periodo particolarmente significativo della sua vita è stato quello trascorso alla GAM (Galleria d’Arte Moderna) di Torino, dove ha collaborato a importanti mostre ed eventi.
Tra questi, spicca il suo incontro con il fotografo Gabriele Basilico, figura di riferimento nella fotografia di paesaggio urbano, un incontro che ha rappresentato un momento di svolta personale e professionale.
Giusy De Iacovo ripercorre con dolce nostalgia e un’emozione che sfiora il cuore la sua collaborazione con il grande Gabriele Basilico, un incontro che ha inciso nella sua vita come una traccia imperitura, lasciando nell’anima una luce che continua a risplendere.
In questo testo, ci regala la sua testimonianza diretta, condividendo con noi la bellezza di un’esperienza che ha segnato il suo cammino, trasformando la memoria in un racconto di rara intensità.
Il gigante e la ragazza, ricordi che fanno bene al cuore. Nella vita, quando si presentano eventi ed incontri inaspettati, non sempre spiegabili razionalmente, io li chiamo fortune. Sono circostanze dal risvolto positivo, che nel tempo diventano storie da raccontare, che fanno riflettere, sulla capacità di aprirsi a nuovi incontri, e nuovi mondi. Questo è ciò che accadde nel lontano 2002. Lavoravo ancora presso la GAM di Torino e in un giorno qualunque, lavorativo della settimana, seppi che ben presto il grande fotografo Gabriele Basilico, avrebbe varcato la soglia del Museo per allestire una delle sue tante mostre fotografiche.
Presto le parole indagarono la realtà come luce che attraversa una fessura, mettendo in evidenza un mosaico di desideri, slanci ed emozioni, per ciò che a breve tempo mi sarei trovata dinnanzi. Un uomo di grande spessore e non solo artistico. Acclamato fotografo di respiro internazionale, che lasciò una impronta indelebile nel campo dell’Ottava arte. Profondamente attratto da essa, seppe ritrarre negli anni, il grande passaggio di trasformazione dei territori urbanizzati, nel cammino dall’era industriale a quella postindustriale. Basilico attestò il vero processo di stratificazione che modella le città, gli scenari urbani e l’architettura, da Milano a Beirut se pur con processi ben diversi. Nei nostri confronti il suo linguaggio fu subito diretto e a volte tagliente, venato da un equilibrato senso dell’umorismo, capace di rendere straordinario l’ordinario. Furono questi gli ingredienti di quella straordinaria impresa artistica. Maestra della narrativa più difficile, ma nello stesso tempo appassionante, che ricordo con immenso piacere, e conservo gelosamente nei cassetti della memoria. Fu proprio anche grazie a lui che imparai il mestiere di curatrice d’arte, che porto avanti da anni e che ancora oggi mi da soddisfazioni. All’epoca della mostra presentammo una significativa selezione di opere fotografiche realizzate dal 1978 al 2002, in svariati formati, divisa per progetti specifici e zone tematiche. Avere tra le mani scatti che avrebbero portato avanti il suo progetto documentaristico, ancora oggi resto incredula e grata alla vita. Grandissimo interprete della fotografia di paesaggio urbano, la periferia della sua Milano, realizzata tra il 1978 e il 1980. Con essa ebbe la svolta, il mutamento della propria visione fotografica. Venne alla luce ciò che normalmente è nascosto nelle personali assolute convinzioni. La lentezza dello sguardo, il ritmo rallentato, l’osservare e basta, senza aggiunta di filtri, cambiando definitivamente il suo rapporto con l’obiettivo. Il viaggio in B/N continuò con la campagna fotografica su Beirut del 1991, realizzata alla fine di una lunga guerra. Egli diceva che in ogni scatto metteva in atto, la pratica della contemplazione, che induceva uno sguardo lungo, e iperanalitico. Per rappresentare ciò che gli stava davanti, aveva bisogno di un tempo dilatatissimo, raccogliendo così tutti i particolari, e leggere la realtà in un modo assolutamente diretto. A riguardo dopo ventidue anni incredula, ricordo la scelta musicale nella sala dedicata agli scatti di Beirut. Quasi a voler sottolineare l’angoscia post bellica di una città distrutta, martoriata, e subito dopo la ricostruzione, vista dal duplice ruolo di fotografo e architetto quale era. Il lavoro di Basilico, si mostrò da subito ai nostri occhi come un’operazione dalla forte componente analitica e riflessiva, interpretando il nuovo aspetto dell’habitat umano. Nei suoi meravigliosi scatti, non compaiono più figure di esseri umani. Gli abitanti dei luoghi sono in certo senso, evocati dalla reale presenza del genius loci proprio della città o del paesaggio ritratti, ma, mai fisicamente presenti. Città e paesaggi, vennero letteralmente filtrati dall’occhio del fotografo. Mostrati come organismi vivi, in costante formazione, quasi che le sfumature di bianco e nero lasciassero emergere dall’ombra la loro pelle più profonda. In un certo senso, seppe scandagliare negli equilibri e nelle geometrie urbanistiche, dalle luci alle architetture, fino a portarne in superficie l’identità più intima e segreta. Quando nel lontano 2013, ormai distante dalla mia Torino e dal mio lavoro presso la GAM, seppi della sua dipartita, rimasi profondamente sconcertata, ma non potei esimermi, o trattenermi dallo scrivere subito qualcosa sui social, a testimonianza di quanto apprezzassi la sua arte, la sua saggezza e l’onestà intellettuale.
Giusy De Iacovo
, nata a Santa Caterina Albanese (CS), il 01/01/1963. Dopo un periodo di tredici anni vissuti a Torino, ora risiede a Cerisano (CS). Ha conseguito studi artistici presso il Liceo Artistico Boccioni di Cosenza e successivamente, la Laurea in Lettere Moderne con indirizzo artistico, presso l’Università degli Studi della Calabria. A Torino ha intrapreso percorsi di formazione post laurea e master, indispensabili per affinare competenze specialistiche ed operative nel campo dell’arte. Sempre a Torino, vincitrice di concorso per le belle arti, ha lavorato presso la G.A.M. (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea). Coniugata dal 1991. Oggi libero professionista nel settore della grafica pubblicitaria, curatrice d’arte e di eventi. Attualmente collabora per una rivista culturale quadrimestrale Confluenze e scrive per i giornali online itcosenza, italiani.it e arte’sTV. Oltre la passione per lo scrivere, che nutre ed alimenta dall’età di diciassette anni, ama: il canto, la pittura, la musica e la recitazione. Negli ultimi cinque anni ha deciso di partecipare a concorsi di poesia, ricevendo numerosi riconoscimenti.
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