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Letteratura

Custodire le parole: il dizionario di Mandatoriccio di Franco Emilio Carlino tra memoria storica, identità e futuro

Giorni fa, in occasione della giornata nazionale del Dialetto, alla sua vigilia, il 16 gennaio 2026, a Cosenza, nel salotto letterario del Terrazzo della Casa Editrice L. Pellegrini, alla presenza di un ristretto e qualificato pubblico, ha avuto luogo la presentazione del Dizionario Etimologico del Dialetto Mandatoriccese. Raccolta di Parole Perse, con Proverbi, Modi di dire, Soprannomi e Note storiche di Mandatoriccio, compilato da Franco Emilio Carlino, Socio Corrispondente dell’Accademia Cosentina, Socio della Deputazione di Storia Patria Per la Calabria e Componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano.

L’evento è stato coordinato magistralmente dal giornalista Francesco Kostner. I lavori sono seguiti con la relazione del prefatore prof. Pierpaolo Cetera e l’intervento dell’Autore prof. Franco Emilio Carlino che ha dialogato con il giornalista trattenendosi sulle motivazioni che lo hanno spinto a compilare il suddetto Dizionario. Carlino si è poi soffermato sulle finalità della pubblicazione e sulla struttura dell’opera.

Dell’intervento del prefatore prof. Pierpaolo Cetera pubblichiamo un’ampia sintesi.

«Partirei subito dal libro, dal suo titolo che rimanda immediatamente a una disciplina – l’etimologia– e due concetti chiave, come quelli di dialetto e dizionario. Ebbene credo che tutto il senso di quest’opera stia in ciò: voglio dire, in una riappropriazione dignitosa dell’idioma, di un patrimonio linguistico, attraverso una scrupolosa disamina culturale (l’etimologia), cosa messa in evidenza fin dalle prime righe dall’a. stesso; una valenza pedagogica ed etica (di conservazione di un mondo linguistico: quello dialettale); di un suo impegno ragionato nel costruire uno strumento (il dizionario), agile fruizione ma completo. C’è direi, in tutto il processo un suo monito: quello di non disperdere questo patrimonio, anzi di proiettarlo in un avanti plausibile.

Impegno, monito e patrimonio. È una triade che, in un certo senso, accompagna tutta l’esperienza saggistica dell’amico Franco Emilio, anzi ne è la sua cifra: culturale, morale e civile.

Il Dizionario, quindi, come oggetto ramificante, che aspetta i suoi frutti, il suo utilizzo, che traccia un suo impegno/impiego futuro.

Vorrei qui dire che il dialetto e le lingue locali non sono solo il passato. Per quando l’ostinata tendenza in atto sia quella di seppellire con i parlanti anche l’idioma locale – frutto di una esacerbata globalizzazione dei linguaggi e di appiattimento della comunicazione – è in atto una reattività di fondo che riconsidera positivamente l’uso e la diffusione del dialetto. Se giovani poeti e qualche raro scrittore “reinventa” la lingua madre ci sarà un motivo! Ecco in questa capacità di nuova invenzione constaterebbe il futuro del dialetto…    

Tornando al volume di Franco Emilio Carlino, bisogna notare che, come strumento di consultazione, ci arricchisce anche dal punto di vista della linguistica storica, della glottologia, della ricerca filologica.

L’ampia introduzione storico-locale sul borgo mette a punto un periodo di circa 4 secoli: dalla fondazione nel XVII alla seconda metà del XX secolo; seguono, quindi, l’evoluzione del linguaggio dialettale e formazione della parlata a Mandatoriccio (che si collocherebbe tra i dialetti della Calabria Ultra, a partire dall’isoglossa del catanzarese) considerazioni fonologiche (come quella sulla distinzione della f intervocalica dal suono caratteristico hf) e glottologiche che coprono circa sessanta pagine e che ispirati al lavoro dei grandi studiosi del passato (in primis G. Rohlfs). Segue il glossario – che è la parte corposa – e le relative appendici interessanti per i richiami demologici.

Due sono le novità di questa ricerca, individuati dall’autore – e che sono state approfondite in altri contributi scritti da F.E. Carlino (mi riferisco ai precedenti lavori sul Reventino-Savuto e sulle Tradizioni di suo borgo natio) – e costituiscono spunti e interessi da sviluppare.

Il primo punto è di natura geo-linguistica: l’a. asserisce infatti (p. 16) che la parlata mandatoriccese ha origine negli eventi storici (al contempo luttuosi e solidaristici) conseguente ai terremoti del 1636-38 (rif. Kostner), quando parte della popolazione del casale di Scigliano venne ricollocata nel nuovo casale voluto dal Signore locale il feudatario Teodoro Mandatoriccio e che proprio da questi prenderà il nome. Il ruolo svolto sia della Chiesa e che dal feudatario Mandatoriccio (per motivi opposti ma mai così stranamente coincidenti in quel momento): per il feudatario vide così l’accrescersi della forza lavoro a disposizione; per la chiesa mettere a frutto l’idea di intervento di natura solidaristica per aiutare le popolazioni colpite dal disastro naturale.

Lo sviluppo conseguente fu di tipo urbanistico lineare o segmentato: importanti furono i punti di riferimento del Castello e della chiesa matrice. Siamo lontani da modelli “utilitaristici” – come quello noto di urbanistica razionale ed illuministica che portò alla fondazione di Filadelfia in Calabria Ultra – bensì modelli di urbanizzazione che erano tipici e legati alla grande proprietà fondiaria (con costruzioni di case palazzate nelle aree rurali e non nel borgo, ville e masserie ancora visibili come dell’Arso) e piccole abitazioni per la maggior parte della popolazione.  

Furono fondamentali, per la piccola comunità di operosi contadini ed artigiani che presto vedranno all’attivo un esperimento di convivenza tra genti diverse e sconosciute tra loro. È stato quindi un casale in cui un dialetto viene trapiantato da un luogo a un altro.

La seconda questione importante – per i suoi aspetti letterari e di storia culturale – è la menzione di un autore (Pasquale Spataro) che potrebbe aprirci a un mondo: quello della letteratura e lingua in vernacolo calabrese nei luoghi di emigrazione della gente mandatoriccese (Germania, USA; Argentina…), tutt’ora negletto e poco o per nulla studiato».

 

Clicca sulla locandina a seguire, per accedere al sito dell’autore, dove sono disponibili tutti i contenuti relativi alla serata dell’evento