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Ultimo lungometraggio di J J che gli è valso la palma d’oro a Cannes come miglior film.
Strutturato in tre episodi, apparentemente distinti tra loro, ma in realtà legati e necessari l’uno per l’esistenza dell’altro.
Nel primo episodio uno strampalato Tom Waits, riceve i due figli nella sua casa Isolata in mezzo alla natura. Il maschio più legato al padre, disposto ad aiutarlo anche finanziariamente, la femmina più disincantata e meno incline a commuoversi per la situazione del genitore.
Dopo un brindisi con l’acqua ed uno con il the, tra silenzi imbarazzanti che amplificano il suono della perdita del lavandino, si giunge ad un veloce e liberatorio congedo.
Rimasto solo Tom, ci rendiamo conto che non è così abbandonato e male in arnese come sembrava e che in fondo la sua reclita fa parte della commedia della vita.

Nel secondo episodio Charlotte riceve le due figlie per il the, appuntamento annuale nonostante abitino nella stessa città: Dublino. Due figlie molto diverse, la prima più sensibile e fragile, la seconda apparentemente più sicura di sé e realizzata. In realtà sappiamo poco di entrambe: i “come stai ?” non suscitano interesse per una risposta e addirittura la madre, scrittrice affermata, nasconde gelosamente il proprio lavroro artistico invece di renderne partecipi le figlie.
Anche qui brindisi con il the, silenzi imbarazzanti che in realtà parlano molto in una casa algidamente troppo perfetta, fino al commiato liberatorio per tutti.

L’ultimo episodio riguarda due gemelli che prerduti i genitori hippy in circostanze tragiche,  si ritrovano nella casa parigina vuota dove sono cresciuti. L’analogia di questa casa con quella di “ultimo tango a Parigi può essere casuale o meno, ciò che conta è il legame fortissimo che unisce i due ragazzi, fuori dagli schemi, ma pare proprio gli unici a provare sentimenti sinceri, duraturi, rovistando tra i ricordi fotografici familiari indelebili e gli oggetti appartenuti a papà e mamma, due vite finite accatastate in un box.

Quello di Jarmusch è un minimalismo sottile dove tutto pare immobile, mentre in realtà anche i silenzi svelano mondi interiori. Anche le immagini dei ragazzi con lo skate presenti in tutti gli episodi paiono raccontarci di una visione nostalgica della gioventù che non può titornare.
Un film interessante che analizza spietatemente i rapporti familiari, aiutato dalla bravura del cast, primo fra tutti Tom Waits, ma anche Charlotte Rampling , Adam Driver e Cate Blanchett rendono credibile e piacevole questa pellicola.

Paul

Pier Paolo Tralli

Imprenditore nel campo del commercio, appassionato di cinema e fotografia. Sue opere sono state selezionate in vari siti web e gruppi fotografici. Ha partecipato a diverse mostre collettive e pubblicazioni di volumi cartacei. Ha all’ attivo un libro fotopoetico in collaborazione con lo scrittore Claudio Strano. Pensa che l’ arte nelle sue varie forme sia un regalo che rende più leggera l’ esistenza.