L’ArteCheMiPiace – Interviste
Intervista a Alessandro giansanti di Agarte – Fucina delle Arti E A ALESSIO MUSELLA, EDITORE EXITURBANMAGAZINE
Un Viaggio nella Passione e Innovazione Artistica di due Curatori d’eccellenza
di Giuseppina Irene Groccia |20|Giugno|2024|
Nel cuore dei Castelli Romani, un giovane gallerista ama rivoluzionare il mondo dell’arte contemporanea.
Alessandro Giansanti, fondatore di Agarte – Fucina delle Arti, ha avviato il suo progetto all’età di 25 anni, nel pieno della pandemia, dimostrando che la passione e la determinazione possono trasformare le sfide in opportunità.
Oggi, Agarte è un punto di riferimento per molti artisti emergenti, grazie anche alle collaborazioni con realtà influenti come Art&Investments ed ExitUrbanMagazine di Alessio Musella.
Da sn Alessandro Giansanti, Gallerista e Titolare Agarte-Fucina delle Arti. A ds Alessio Musella, Curatore artistico, editor e Founder Art&Investments e ExitUrbanMagazine
Alessio Musella è un editore, curatore e collettore di arte contemporanea con una passione profonda per il dialogo tra marketing, design e arte. Con una conoscenza approfondita della comunicazione online, compresi i social media, Alessio sa come utilizzare la potenza della diffusione di un messaggio per promuovere l’arte e gli artisti. Sviluppando un format comunicativo innovativo e sempre aggiornato ha da sempre avuto successo nell’unire le sue passioni per l’arte e la comunicazione per creare esperienze di successo.
In questa intervista, Alessandro e Alessio si confronteranno con i lettori per raccontare la storia della loro collaborazione, che ha portato all’organizzazione di un evento molto originale e innovativo. Questo incontro sarà un’avventura stimolante e coinvolgente, che unirà audacia e entusiasmo in un percorso di idee innovative e strategie avanzate che rinnoveranno sicuramente il mondo dell’arte contemporanea.
In particolare, ci soffermeremo sul nuovo evento in programma in questi giorni, “NOT ONLY URBAN“, che mira a presentare artisti emergenti e di tendenza, sottolineando l’importanza di stili e movimenti contemporanei.
Ciao Alessandro, presentati ai nostri lettori e illustraci
cosa rappresenta Agarte – Fucina delle Arti e come la tua
passione per l’arte si è trasformata in un progetto concreto che ti ha portato a
diventare uno dei più giovani e apprezzati galleristi in Italia?
Inoltre, ci racconti un po’ della tua scelta di collaborazione con
Art&Investments ed ExitUrbanMagazine di Alessio Musella?
Aprii il progetto di Agarte insieme alla mia famiglia nel
2020 all’età di 25 anni annoverandomi a tutti gli effetti tra i più giovani galleristi d’Italia e
d’Europa. Aprimmo il progetto per una necessità di ripartire con l’arte e la cultura scegliendo una zona
periferica, quella dei Castelli Romani, subito dopo la pandemia da Covid-19 principiando dunque il percorso
durante un periodo complicato, ma puntando sin da subito sugli emergenti capitolini (vista
l’esplosiva scena artistica romana)! Attualmente mi reputo un gallerista emergente che ha molto
da apprendere e in questi 48 mesi ho avuto modo di crescere molto, finendo per realizzare 36 tra
mostre collettive e personali, sul suolo nazionale ed internazionale.. Non penso di essere parte di
quel gruppo dei galleristi più conosciuti ed apprezzati, almeno non ancora, ma sicuramente vengo preso
come riferimento per molte delle scelte inconsuete che applico al mio lavoro, nella costante
ricerca e nello spingermi sempre oltre il ruolo di gallerista.
Con Ale è stata collaborazione sin da subito, ci siamo
trovati bene e abbiamo iniziato scambiandoci consigli e suggerimenti, Alessio ha una grande esperienza in
campo della comunicazione e ho avuto modo di poter prendere spunto su più fattori, tenendo sempre
un occhio di riguardo dapprima per il progetto Art & Investments e poi Exiturban. Quest’ultimo
anno è stato incentrato sulla creazione di progetti condivisi, prima con la mostra “Dis-Comfort” a
Palazzo Rospigliosi di Zagarolo (RM) con le mie colleghe Roberta Cristofari, Giusy Longo ed Eleonora
Turli, poi con “Sapori: Arte nutrimento per l’anima” a Frascati in collaborazione con
Divulgarti Group di Loredana Trestin.. Da quest’ultimo lavoro abbiamo deciso di riprendere la vecchia
collaborazione con Alessio Musella scegliendo di curare una rassegna insieme!
Ciao Alessio, il tuo nome è ben noto nel campo artistico per la tua dedizione alla curatela artistica e al supporto ai giovani artisti emergenti. Hai iniziato la tua carriera artistica tanti anni fa venendo dal mondo del design e dell’architettura. Attraverso l’esperienza accumulata e la tua grande passione per l’arte hai consolidato il tuo successo con la creazione della piattaforma online Art&Investments e della rivista mensile ExitUrbanMagazine. Ci racconti un po’ della tua scelta di collaborazione con Agarte Fucina delle Arti di Alessandro Giansanti?
Alessandro è un gallerista giovane, dinamico e molto preparato, tre caratteristiche non scontate da trovare quando parliamo di arte.
La quarta caratteristica che apprezzo molto è l’ambizione, ma non quella fine a se stessa, ha programmato come e dove vuole arrivare, e sarà un piacere affiancarlo nel suo percorso.
Non ultimo Agarte Fucina della arti è tra le poche gallerie che tratta la ceramica, forma d’arte che da sempre mi affascina e che ho messo tra le priorità nel voler far comprendere al grande pubblico quanta tecnica e tradizione sono avvolte nel lavorare l’argilla, terra fuoco aria e acqua vengono sapientemente miscelati per creare splendide opere d’arte…
Come è nata la vostra conoscenza e di riflesso la vostra
intesa professionale?
Alessandro: La nostra conoscenza è nata ancora prima dello sviluppo
della galleria “Agarte – Fucina delle Arti”, nel periodo del 2018-19. Durante quegli anni collaboravo con
una rivista per il quale Alessio aveva scritto un articolo e mentre vagliavamo la possibilità di
aprire uno spazio fisico, la figura di Alessio ci sembrava sempre più interessante in termini di
connessioni e sinergie. Il primo periodo ci siamo occupati maggiormente dello
scambio di contatti ed artisti, solamente nel 2023 abbiamo cominciato a collaborare direttamente con la
scelta di alcuni artisti da inserire nel nostro showroom e con la partecipazione in eventi
organizzati con la collaborazione di Art & Investments ed Exit.. Ad oggi “Not-Only Urban” è la prima ed
ufficiale rassegna collettiva di arte contemporanea che vede un lavoro a quattro mani realizzato,
organizzato e promosso direttamente da entrambi!
Alessio: Collaborare per me è sinonimo di stima, e ho potuto constatare da subito, come già detto, l’approccio innovativo e dinamico che Alessandro, se pur giovane, ha saputo mettere in campo, e l’arte ha bisogno di trovare nuovi modi per comunicare e ampliare il pubblico di riferimento.
Qual è stata l’ispirazione dietro la scelta di Frascati come
sede della mostra?
Alessandro: Frascati è la sede della nostra associazione e galleria,
conosciamo bene il territorio, siamo avvezzi alle sue dinamiche e sono anni che oramai organizziamo
mostre sul suo territorio. Ultimamente stiamo collaborando con vari comuni dell’hinterland romano,
stiamo uscendo fuori dalla regione ma anche fuori dallo stivale. Il ruolo informale e più diretto
di Frascati ci sembrava il più appropriato per una rassegna di volti nuovi da presentare al pubblico! NOT-ONLY URBAN, un titolo che lascia spazio a precise
riflessioni sull’arte contemporanea e il suo ruolo nel mondo globale.
Quali sono state le motivazioni che avete considerato nella scelta del
tema per questa mostra? Inizialmente volevamo chiamare la rassegna “Urban
Selection”, ma effettivamente suonava riduttivo.. L’idea è quella di focalizzasi su alcune delle
tendenze più contemporanee che si possano sposare con l’idea di una tipologia d’arte più diretta. Il
nome vuole avvicinarsi alla rivista di Alessio “Exiturban magazine”, ma anche approcciarsi a quella che è
la location industriale di riferimento: il mercato coperto; il polo di 450mq che ospita la rassegna è
una struttura priva di quel fascino elegante tipico dei musei e delle gallerie, ma è una tela
bianca che può trasformarsi in base all’utilizzo che se ne fa! Il palazzetto difatti, ex mercato
ortofrutticolo della città posto nel centro della vita economica di Frascati, è una location che a lungo
è stata abbandonata a se stessa.. siamo stati tra i primi ad intervenire utilizzando la struttura
come polo culturale, non sono mancate certo le critiche, ma quando si ha una visione, poco importa di
quelle!
Alessio: Frascati ha un fascino tutto suo, a tratti sembra di essere a Parigi, la piazzetta di fronte al mercato coperto è davvero splendida, quando Alessandro mi ha proposto la location, avendo avuto modo di visionarla qualche mese fa insieme durante una sua collettiva, ho subito risposto affermativamente.. Non dimentichiamoci che Frascati è il comune dei Castelli dove i Romani amano passare il weekend, e questo non guasta di certo quando prepari una mostra.
NOT-ONLY URBAN, un titolo che lascia spazio a precise riflessioni sull’arte contemporanea e il suo ruolo nel mondo globale. Quali sono state le motivazioni che avete considerato nella scelta del tema per questa mostra?
Alessandro: Inizialmente volevamo chiamare la rassegna “Urban Selection”, ma effettivamente suonava riduttivo. L’idea è quella di focalizzasi su alcune delle tendenze più contemporanee che si possano sposare con l’idea di una tipologia d’arte più diretta. Il nome vuole avvicinarsi alla rivista di Alessio “Exiturbanmagazine”, ma anche approcciarsi a quella che è la location industriale di riferimento: il mercato coperto; il polo di 450mq che ospita la rassegna è una struttura priva di quel fascino elegante tipico dei musei e delle gallerie, ma è una tela bianca che può trasformarsi in base all’utilizzo che se ne fa! Il palazzetto difatti, ex mercato ortofrutticolo della città posto nel centro della vita economica di Frascati, è una location che a lungo è stata abbandonata a se stessa… siamo stati tra i primi ad intervenire utilizzando la struttura come polo culturale, non sono mancate certo le critiche, ma quando si ha una visione, poco importa di quelle!
Alessio: Io mi sono limitato a concordare con Alessandro Not only davanti a Urban, perché abbiamo scelto di inserire diverse creatività, e artisti che sono diventati urban creando collaborazioni tra di loro, un esempio su tutti la scultrice Elisabeth Longhi ha creato due opere raffiguranti Cat woman e Wonder man in stile “Boteriano”, opere che sono state poi personalizzate dagli artisti Marco Host e Mariella Rinaldi seguendo il loro stile, il connubio ha dato risultati molto interessanti, “sperimentare” per noi, diventa spesso una parola d’ordine….
Quali sono stati i parametri principali che avete utilizzato
per la selezione delle opere e degli artisti durante la
pianificazione di questo evento?
Alessandro: Principalmente la rassegna vuole essere un compendio di
artisti emergenti italiani che si avvicinano alle seguenti categorie artistiche: arte del riciclo e trash
art, arte naïf, art brut, graffitismo, pop e neo-pop, street art, arte urbana e writing, digital art..
come si evince la forbice è larga, ma sono tutti generi purtroppo ancora troppo poco considerati in Italia e
che necessiterebbero di esser rappresentati maggiormente.
Alessio: Le collettive a mio avviso hanno in primis il compito di avvicinare un nuovo pubblico all’arte, non sai mai chi entrerà dalla porta, e far trovare diversi stili artistici aiuta il fruitore a ritrovare la sua comfort zone, fondamentale per iniziare un dialogo…
Perché avete scelto di rimanere nei generi rappresentati
dalle ultime tendenze stilistiche dell’arte contemporanea, come Urban,
Street Art, Pop e Neo-Pop, Art brut, Naïf e Graffitismo per citarne
alcune? Spiegateci i motivi di questa precisa scelta e preferenza stilistica.
Alessandro: Il motivo è presto detto: si conoscono i nomi degli stili e
dei movimenti, ma non si sa identificare effettivamente cosa appartiene a queste categorie e cosa
no… ciò è dovuto da una confusione dettata da un’approssimazione nella descrizione dei generi e delle
tecniche impiegate. La nostra idea era quella di fare maggiormente chiarezza e di posizionare la
nostra rassegna come mezzo conoscitivo di quegli artisti che hanno scelto di seguire queste
tendenze ed inserirsi in quei contesti specifici. L’interazione con l’arte in contesti non tradizionali spesso
contribuisce ad una esperienza artistica molto positiva per i visitatori.
Alessio: Non è un caso che tu abbia citato nella domanda stili che poco hanno a che fare con l’accademico, oggi l’arte prescinde dalla tecnica e va diretta al significato che vuole esprime e comunicare. Se vuoi ampliare il pubblico di riferimento devi iniziare, a mio avviso, non dalla perfetta esecuzione, ma spiegare che fare arte è molto altro… e questi stili, essendo più di facile comprensione per il neo utente, sono un buon punto di partenza per iniziare un dialogo.
L’interazione con l’arte in contesti non tradizionali spesso contribuisce ad una esperienza artistica molto positiva per i visitatori. Come siete arrivati a scegliere la location industrial del mercato
coperto in Piazza del Mercato a Frascati come spazio per la mostra? Quali
fattori hanno giocato un ruolo importante nella vostra scelta e come vi è
sembrata essere adatta alla tematica delle opere che volevate
proporre?
Alessandro: La scelta nasce in parte in maniera casuale, proprio come le
migliori intuizioni. Abbiamo sin da subito compreso che il futuro dell’arte, quantomeno in
Italia, è in un approccio divulgativo-promozionale ibrido e fluido, da questa comprensione parte
la scelta che ci ha accompagnati per tutti e 4 gli anni iniziali della nostra attività, ovvero
quella di fare uso di luoghi inconsueti. “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”, con
questo voglio dire che lamentiamo spesso un calo delle visite nei musei e nelle
gallerie, ma non facciamo nulla per avvicinarci a quelle che potrebbero essere le soluzioni per
avvicinarci alla gente, ovvero fare uscire le opere dai musei e dalle gallerie. Ospedali, strade
commerciali, ristoranti, hotel, mercati, abbiamo sempre prediletto ambienti di questo genere ottenendo sempre
notevoli risultati, portando l’arte nei luoghi dove meno ci si aspettava di trovarne! Questo nostro
atteggiamento si ricollega ad una frase detta, un po’ per invidia, un po’ per noia esistenziale, da
una persona poco lungimirante che criticando il nostro operato disse “adesso manca solamente
l’arte messa al mercato con la frutta” la frase mi ha fatto riflettere.. le più grandi rivoluzioni
nella storia dell’arte partono da provocazioni ed insulti (come il termine “impressionismo”) quindi mi son
detto, perché non partire da questa banale affermazione? Effettivamente l’arte contemporanea soffre
ancora di quella concezione ancorata ad un’idea inverosimile ed ingiustificata dell’arte, ovvero
quella che essa debba stare solamente nei luoghi aulici e di “alto valore”. Noi preferiamo avere un
approccio concreto e reale, e dunque, qualora lo ritenessimo consono, potremmo portare l’arte
anche nei mercati della frutta.
Alessio: Come dice Alessandro non è facile oggi capire i vari stili come vanno inseriti nelle correnti artistiche, e una collettiva, se ben curata, può aiutare a comprendere meglio anche l’uso di certi termini. Ad ogni modo non siate mai frettolosi nel commentare un’opera…cercate sempre di andare oltre le apparenze…. Artista non è colui che padroneggia una tecnica, ma colui che ha e vuole esprimere un pensiero attraverso l’arte e farlo arrivare a chi osserva.
Quali sono le tendenze attuali nel mondo dell’arte che
ritenete più interessanti o significative?
Alessandro: Ritenere interessante solamente una tendenza sarebbe
riduttivo, più di quello credo si debba guardare a determinati modus operandi degli artisti.. Trovo
sempre di più artisti che grazie alle conoscenze maturate negli ultimi anni cominciano a
comprendere effettivamente cosa voglia dire investire sul proprio talento e lavorare con raziocinio e in
maniera ordinata e sistematica. Spesso sono proprio quelli gli artisti che riescono ad accrescere
il proprio nome nel corso del tempo. La storia è piena di creativi caotici di cui purtroppo si è
persa traccia negli anni, se non sei tu la prima persona ad avere cura del tuo talento, perché dovrebbero
farlo gli altri?
Alessio: Mi sto sempre più appassionando alla ceramica, che credo tornerà ad avere un ruolo importante nel contemporaneo, ritrovando le sue radici e ricordando i grandi del 900 che hanno saputo creare un dialogo con l’osservatore, detto questo, “Contaminazione” (street art, figurativo, astrattismo) sarà insieme a Sperimentazione la base della rinascita di questa antica e splendida arte, perché sono convinto che proprio attraverso la collaborazione e l’interessenza di diverse creatività e tra artisti apparentemente distanti fra loro la ceramica troverà il suo ruolo.
Qual è il ruolo dell’arte nel contesto sociale e culturale
attuale, secondo voi?
Alessandro: Il ruolo rimane sempre lo stesso, come lo rimarrà anche nel
futuro: testimoniare, ricercare, indagare e sperimentare. Ci sembra di capire che questo evento potrebbe essere la
prima edizione di altre a venire. Ciò vi induce a pensare ai
possibili sviluppi futuri? Cosa potete anticiparci a riguardo di queste
eventuali future interazioni? Se tutto si muove in maniera fluida, se gli artisti sono
contenti, se il pubblico si trova bene e se noi continuiamo a lavorare in maniera professionale come abbiamo
sempre fatto, la rassegna può certamente divenire un appuntamento annuale.. Il progetto iniziale
è quello di trasformare “Not-Only Urban” in un punto d’incontro per chi vuole investire e
collezionare un certo tipo di arte.
Alessio: Raccontare il contemporaneo
Ci sembra di capire che questo evento potrebbe essere la prima edizione di altre a venire. Ciò vi induce a pensare ai possibili sviluppi futuri? Cosa potete anticiparci a riguardo di queste eventuali future interazioni?
Alessandro: Se tutto si muove in maniera fluida, se gli artisti sono contenti, se il pubblico si trova bene e se noi continuiamo a lavorare in maniera professionale come abbiamo sempre fatto, la rassegna può certamente divenire un appuntamento annuale… Il progetto iniziale è quello di trasformare “Not- Only Urban” in un punto d’incontro per chi vuole investire e collezionare un certo tipo di arte.
Alessio: Quando l’intento è comunicare un concetto, non può fermarsi ad una singola kermesse, diventerà un appuntamento annuale, come ha detto Alessandro, ma tutto in crescita esponenziale…
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