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Stefano Vecchione

Divagazioni sull’arteSegnalazione Eventi

Debora Pellegrini presenta la collezione “Arancia & Geisha” a Roma.

L’alta moda in vetrina, la collezione di kimono “Arancia & Geisha”, della Zadéf Design, il brand di Debora Pellegrini e delle figlie Francesca e Zaira Pennini, è stata presentata a Roma, indissolubilmente legata alla scenografia della Città eterna ed in particolare di Palazzo Valentini  dove si è svolto l’evento. L’ospite d’onore della sfilata, Anna Fendi, stilista e icona della moda italiana, protagonista della storia della maison Fendi e ambasciatrice del Made in Italy nel Mondo, è stata affiancata da volti noti dello spettacolo: Pippo Franco, Andrea Roncato e Adriana Russo. Madrina dell’evento, l’attrice Elena Russo.

Debora Pellegrini e Anna Fendi

 

Confezionati con procedimenti originali, perfezionando procedure e tecniche in un continuo fare, con l’uso di tessuti selezionati, come ci si aspetta per un abito sartoriale, i kimono “Arancia & Geisha” hanno attirato sull’atelier i riflettori degli operatori e della stampa di settore. La collezione si è distinta per originalità e ricerca, fondendo suggestioni calabresi con l’eleganza essenziale della tradizione giapponese per eccellenza. Le varie interpretazioni dei kimono presentati in occasione della sfilata romana, esplorano, infatti, l’eredità culturale del Sud, restituendo un rinnovato significato alla tradizione dell’Oriente. Il risultato, è una linea di capi versatili e contemporanei, pensati come espressione autentica di identità e libertà.  Il fascino che cela ogni kimono “Arancia & Geisha”, è origine di seduzione e mistero, ma, allo stesso tempo, perfetto per ogni occasione, perché si abbina con tutto, senza che l’innata eleganza sia mai compromessa. La Zadéf Design di Debora Pellegrini e di Francesca e Zaira Pennini, ha ben ponderato tutti i dettagli per la realizzazione dei kimono. Nell’atelier nulla è lasciato al caso, con tecniche da haute couture, più che da prêt-à-porter. La passerella di Palazzo Valentini è stata pervasa dall’incredibile universo del savoir-faire della Zadéf Design, dal linguaggio sartoriale contemporaneo che unisce culture, artigianato e modernità

Debora Pellegrini e Francesca Pennini
Kimono della Zadèf Design

Vision e mission di “Trame di colore, arte e moda in dialogo”, tra un susseguirsi di emozioni, passione, identità e suggestioni, è stata la sfilata della collezione di kimono “Arancia & Geisha”, curata dalla stilista Debora Pellegrini, founder del brand Zadef Design. Personalità, libertà e fascino senza tempo in passerella, quando le creazioni versatili e contemporanee dell’atelier Zadéf Design hanno preso vita indossati dalle modelle Tara Bou Farah, Yara Borrello, Mariapia Grossi, Francesca Pennini, Zaira Pennini, affiancate, in un momento particolarmente apprezzato dal pubblico, da Nicole Moscariello. Moda e glamour, una sfilata intensa, evocativa, quasi rituale. Con la collezione di kimono “Arancia & Geisha”, Zadéf Design esplora un must have contemporaneo, trasversale alle stagioni e agli stili, con capi facili da usare per vivacizzare look eclettici o casual, o per contrapporre più stili tra loro. Sempre ideali per rendere elegante ogni outfit. Alla moda, raffinati, di alta qualità e sofisticati, ma anche casual ed effortless, questa primavera i kimono “Arancia & Geisha” diventano il capo passe-partout più cool, che infonde un appeal diverso a qualsiasi look, da indossare nelle giornate in città come nelle notti d’estate off-duty. È questo che il pubblico chiede, e applaude le modelle e i capi della Zadéf Design nella sfilata romana

Kimono della Zadèf Design
Il maestro orafo Rocco Epifanio

L’evento “Trame di colore, arte e moda in dialogo”, promosso da Francesco Carpano, con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale, e organizzato dall’Associazione culturale “Art global”, è stato curato da Angiolina Marchese, direttore artistico, e da Rosanna Vetturini, art curator, in collaborazione con Laura Bruno, critico d’arte e Conny Caracciolo, stilista e attrice. Tra i diversi e qualificati ospiti si è apprezzata la presenza di Ada Alberti, astrologa, giornalista e attrice, Paolo Celli, il cuoco delle dive, e Nicole Moscariello, dirigente Mases. Nel corso dell’evento, i giornalisti, gli operatori del settore e il pubblico intervenuti alla manifestazione hanno potuto apprezzare l’atemporalità dell’arte nelle realizzazioni orafe di Rocco Epifanio, che ha premiato con le sue creazioni Anna Fendi e Pippo Franco, e ha realizzato i gioielli per la sfilata dei kimono, e nelle opere pittoriche di due artiste di livello internazionale: Tiziana Guerra, che trasforma emozioni e intuizioni in dipinti di grande intensità nel racconto di un coinvolgente percorso poetico, e Cristina Natale, pittrice e decoratrice, che, con luce e colori presenta viaggi emotivi e sensoriali che impreziosiscono residenze reali e istituzionali in tutto il Mondo. La live performance del soprano Ana Lushi ha accompagnato i vari momenti di “Trame di colore, arte e moda in dialogo”, amplificando la visione creativa e la dimensione emotiva della collezione di kimono “Arancia & Geisha” della stilista Debora Pellegrini. La conduzione di Claudio Germanò, autore, attore e speaker radiofonico, e Gigi Miseferi, personaggio televisivo e teatrale, ha accompagnato e coinvolto il numeroso pubblico. Photographer ufficiale dell’evento Max Sebastiani. Saluti istituzionali di Francesco Carpano, consigliere dell’Assemblea Capitolina, e Pietrangelo Massaro, vicepresidente del Consiglio del Municipio XII.

L'artista Tiziana Guerra con la sua opera
L'artista Cristina Natale con due sue opere
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ArtistiDivagazioni sull’arte

Mario Perrotta Viaggi Cromatici tra Sogno e Realtà

Mario Perrotta


Viaggi Cromatici tra Sogno e Realtà

 
di Stefano Vecchione |09|08|2025|
 
 

Premiato qualche giorno fa all’Art Center Museum di Pechino, il grande estro di Mario Perrotta, la luce del Sole del Tirreno paolano, l’estate tanto attesa, i pennelli e i colori a olio e acrilici su tele di cotone o di lino, vanno a rappresentare l’umanità nello spazio infinitodella gioia e delle energie particolari del bene e del male

 

Mario Perrotta, autoritratto.

 



Dai dipinti dell’artista – che segue la grande tradizione artistica familiare di Rubens Santoro e Francesco Sansone – emergono sogni onirici, desideri e paure, città immaginifiche, paesaggi fantastici e surreali, visioni del futuro. 

L’artista volge lo sguardo intorno, osserva, sente, immortala il mondo che lo circonda nella sua complessa molteplicità, e fa dell’arte visiva un mezzo con cui raccontare il tempo e lo spazio in cui vive senza mai smettere di sognare, senza che la speranza abbandoni mai lo sguardo d’insieme. 

 

Mario Perrotta. Paola. La Siesta – Acrilici su cartoncino. 35x45cm.

 



 

 

 

Questi stati d’animo delle opere del maestro Mario Perrotta – scrive Jean-François Bachis-Pugliese, archivista semiologo e critico d’arte  riflettono le esperienze di un artista che esprime la propria creatività senza le restrizioni della realtà, per evadere dalle limitazioni del quotidiano e sfidare convenzioni e immaginazione. Artista prolifico, Mario Perrotta ha fatto della sua arte un viaggio cromatico in cui si fondono percezioni visive, spiritualità, devozione, senso critico e sociale. L’estetica dei suoi dipinti è contraddistinta da personaggi iconici, da cromie accese, da atmosfere suggestive e quasi incantate.

 

Mario Perrotta. Paola. La città che ho nel cuore – Olio su tela – 40x50cm.  

 



 

 

Tetti spioventi che puntano al cielo, dettagli dorati che evocano un senso di sacralità, strumenti musicali quali simboli di bellezza, borghi marini, paesaggi, angoli di strada, facciate delle vecchie case con i muri in pietra e i davanzali fioriti che riportano alle radici e rappresentano una poetica retrospettiva della storia tra mare (il Tirreno) e cielo (l’Appennino di San Francesco di Paola). Nei suoi saggi supittori contemporanei, il critico Pasquale Di Matteo presenta Mario Perrotta come un artista attento al vissuto e al suo tempo, ai paesaggi e agli scorci rurali, alle città, attraverso la rielaborazione della sua immaginazione. Nelle sue opere c’è un percorso, il racconto visuale di un uomo e delle sue percezioni del mondo, la sua pittura è fatta di partecipazione emotiva. 

 

Mario Perrotta. Paola. Musica in città – Tecnica mista su tela –  50 x 70 cm.

 



 

Le opere di Mario Perrotta sono spontanee – afferma Nadia Celi, docente d’arte contemporanea, semiologa e critico d’arte, conferenziere sulla grammatica visuale in Italia e all’estero – per cui spesso presentano tematiche, stili e tecniche diverse. Magnifica monumentale plasticità pittorica, tavolozza cromatica essenziale e sapiente, un acuto calibrato studio dei volumi e dei vuoti e pieni in elegante realizzazione. L’arte é tale solo se dà una emozione estetica – scrive Giorgio Gregorio Grasso, storico e critico d’arte, docente universitario, curatore di esposizioni di arte nazionali ed internazionali, già direttore della Mediolanum Art Gallery e curatore  del Padiglione Italia della 54ma Biennale di Venezia – e Mario Perrotta è un artista che sa parlare attraverso il linguaggio cromatico, alla ricerca di una analisi estetica per giungere alla creazione del vero attraverso concezioni astratte in altalena tra sogno e realtà.

 

Mario Perrotta. Paola. Un giorno di pioggia – Olio su tela 40×50 cm.

 



 

 

 

Nonostante che il lavoro lo abbia portato per anni in giro per l’Italia, l’artista ha scelto di restare a Paola, in Calabria, dov’è nato, affascinato dall’espressività dei colori e dalle forme della sua terra che ama riportare sulle tele. 

 

Ha esposto in diverse città italiane e anche all’estero: Bologna, Palazzo Zanussi; Mantova, Palazzo Ducale; Milano, Spazio K; Padova, Orto Botanico; Parigi, Louvre; Venezia, Palazzo Vidal e Palazzo Zenobio; e poi ancora a Barcellona, Bari, Berlino, Bruxelles, Capri, Cesenatico, Comiso, Cosenza, Ferrara, Firenze, Los Angeles. Mezzojuso, Montecarlo, Rieti, Roma, Salerno, Termoli. 

 

Mario Perrotta si è aggiudicato numerosi premi nazionali e internazionali, e di lui hanno scritto, tra gli altri, i critici d’arte Pasquale Di Matteo, Barbara GhisiStefania Milani, Roberto Pinto, Vittorio Sgarbi, Pasquale Solano, Giorgio Vulcano. 

 

Si può incontrare l’artista nel suo atelier, alla Marina del borgo di San Francesco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stefano Vecchione si occupa dei fenomeni sociali e politici del Mediterraneo tra Oriente e la sua indagine storica si sviluppa anche sulla conoscenza critica e l’analisi degli assetti che hanno determinato l’avvento del fascismo (1915) in Italia e la sua caduta (3 – 8 settembre 1943), e sulla resistenza profetica della gerarchia cattolica al fascismo e al Nationalsozialistische Deutsche partei tra il 1934 e il 1940. Da direttore dell’Associazione editori calabresi, Stefano Vecchione ha promosso iniziative per la valorizzazione della produzione libraria e la crescita culturale nazionale. Cultore della materia di storia moderna presso l’Università della Calabria, scrive oggi per «Il quotidiano del Sud», è socio corrispondente dell’Accademia cosentina, ed è amministratore del Gruppo Facebook «Il senso del tempo. Il valore di un posto. Cosenza».
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

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