CITIES di GiGro
Su Milano Più Sociale
A cura di Maria Marchese
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MENTE OCCHI CUORE di
GIUSEPPINA IRENE GROCCIA
L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’Arte
“MYTHOS” : NARRAZIONE DIACRONICA SUL SENSO DI UNA BELLEZZA ATEMPORALE – SAVERIO MININNI
di Maria Marchese |25|Novembre|2021|
“Maestà della quercia
noncurante
dei fiori!”
Sin dall’antichità, “καλός” e “κἀγαθός” hanno allignato il proprio senso, come rigogliose radici, in una terra esperienziale odorosa di pregnanze estetico/visive e altresì etiche. Fecondano in tal modo l’origine e lo sviluppo di una maestosa e profonda significanza del concetto di bellezza: come la quercia, poetata da Basho, essa è divenuta via via pantheon di valori umani, che coinvolgono una possanza lungimirante.
Ai piedi di quest’ultima, sono gemmate poi svariate sperimentazioni e conoscenze, dal punto di vista visivo e concettuale, che si sono perdute, come vani fiori, tra i detriti della pochezza e della mediocrità.
Quali dita toccheranno
In futuro
Quei fiori rossi?
Basho
Saverio Mininni affonda ora le proprie mani nella rada della Kalokagathìa, ciò che è bello e buono, e altresì addentro la fondatezza della sacralità del rito per gemmare inedite, mirabili e imporporate infiorescenze, da affidare ad uno spazio futuro assoluto.
“Un’opera d’arte vive per il proprio tempo, una grande opera vive per il futuro”
Questo è l’incipit, adottato dall’artista di Altamura, che permea le pareti del proprio penetrale artistico: ivi l’autore dirime la propria personalità, liberando, sui supporti, il concretamento di peculiari diastemi figurativi.
Indova in questi ultimi la sceltezza di un’instancabile ricerca personale, perché bacino l’oggi come vittoriose testimonianze di viva bellezza e possano indi divenire punti fermi per l’avvenire.
Saverio Mininni raccoglie, col palmo, l’oscura e frantumata terra vulcanica Pugliese, rubandola ad un’immaginaria clessidra: la centellina dapprima tra le palme per carezzarne il carattere fuggevole, viverla appieno e farla propria.
Coglie allora il “tempus fugit” ,dalla nera sabbia, annichilendone la precarietà; tra le millesimate trame rimane unicamente lo spessore dei contenuti, che l’autore rispettosamente ama, mesciandoli poi con smalti acquei e inchiostro di china.
Sala quell’amalgama per sorraderla sulla tela e, così, preservarne le fattezze materiche.
Decide indi di scrivere inedite pagine, la cui cifra stilista risulta altisonante.
Esse nascono su esperienze cromatiche intense e vivide: l’autore realizza la nota tonale di fondo, cogliendola addentro un attuale e metafisico pentagramma.
Se il bastone d’inchiostro è uno dei quattro tesori del letterato, con il pennello, la carta di riso e la pietra da inchiostro, utensili tradizionali della calligrafia e della pittura cinese, coreana e giapponese, Saverio Mininni vivifica una sfera che avvolge molteplici tradizioni.
Un letterato moderno, Saverio Mininni… egli nutre, attraverso le setole del proprio pennello, l’addivenire di soggetti mitoligici, elevati ad una mirabile pienezza plastica, che prende corpo, paradossalmente, come levità statutaria. L’artista, infatti, rilegge con un ciglio moderno i soggetti, assolvendoli dal gravame della materia.
Alluna così le forme, lumeggiandovi albe che sorradono la terra del sogno reale.
Artista pluriconisciuto nel panorama artistico internazionale, Saverio Mininni si distingue come finalista al “Premio Internazionale Sgarbi”, nel contesto di Expoarte Ferrara 2021.
Contatti dell’artista
Sito Web www.saveriomininniart.it
Maria Marchese, scrittrice, poetessa e curatrice d’arte, nasce a Como nel 74, dopo la maturità scientifica si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni”, a Milano.
Per oltre 20 anni svolge attività nel settore socio assistenziale.
Dal 2013 affronta da autodidatta il suo percorso di studio nel campo dell’arte, della letteratura e filosofia. Nel 2017 pubblica la sua prima silloge poetica “Le scarpe rosse- Tra tumultuoso mare e placide acque”. Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica.
Collabora con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con il Blog L’ArteCheMiPiace, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services.
www.mariamarchesescrittrice.com
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©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia
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UN SALVIFICO FIO: L’UNIVERSO FEMMINEO DI GIUSEPPINA IRENE
GROCCIA
di Maria Marchese |15|Settembre|2021|
“La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo
strumento dell’intuito e della spontaneità. […] Fotografare è trattenere il
respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a
questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e
intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione
di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo
che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la
mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.“
(Henri Cartier-Bresson fotografo francese)
Nascono da un interstizio intimo e introspettivo i fermo
immagine artistici, in cui Giuseppina Irene Groccia concilia l’essenza
femminea, avvincendovi occhio, mente e anima di colui che vi assiste.
L’autrice li ferma nell’istante, in cui un dolce fìo trova
consapevolezza: la durata di quel “clic” , nato nel momento in cui il fiato
tace, dirime infatti dissertazioni estetiche intense, che elevano una vera e
propria “dimensione donna” , a tratti maga e delirante a tratti mielata e “arrendevole”
, giammai insapore.
“Guardo intorno tranquilla e coerente,
ma pochi sanno
quante donne ci sono in me. “
(Anaïs Nin)
La
poliedrica artista gemma, ogni volta, una concezione intuitiva
immagino/plastica, la cui genesi ha origine dalla forza: il segno attraversa la
tela con decisione, risolvendosi in fattezze raffinate e coinvolgenti.
Sublima quindi la protagonista nell’intensità di pentagramma
cromatico minimale, attenuato, talora, da levità o intensità, che raddolciscono
o ammantano di fascino mentale i soggetti.
Il nero e il bianco fanno da leitmotiv allo spartito tonale,
mente l’autrice insinua, a propria scelta, movimenti inattesi, rendendo
peculiare ogni singola esecuzione.
MaDonna Contemporanea – Olio, smalti e alluminio su tela
Le opere serbano l’intimo e la psiche di un’entità alchemica, che si esprime come l’avvilupparsi e fondersi di condizioni materiche e cromatiche primarie eppure sintesi di infinite e mutevoli combinazioni individuali e assolute.
Tra Spirito e Materia – Olio e smalti su tela
La scelta di toni dicotomici sembra dar vita ad una vera e
propria synkopḗ: lo spazio che separa gli apici fiorisce invero la conturbante
personalità di ogni singolo scatto della pittrice.
Back to Color – Olio, collage e materiali di scarto in alluminio su tela
Giuseppina Irene Groccia vivifica e attualizza la condizione
di una donna consapevole di essere e esistere; questa contezza contamina
l’osservatore addentro il castigo dolce e fascinoso di una complessa e feconda
fragilità individuale.
Incanto – Tecnica mista su tela
Contatti dell’artista:
Sito Web www.gigro.weebly.com
Email groccia.gi@tiscali.it
Maria Marchese nasce a Como, il 4 Settembre del 1974. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive all’istituto internazionale di Moda&Design “Marangoni” , a Milano. Decide, poi, di intraprendere studi nel settore socio assistenziale, svolgendo per oltre 20 anni una professione in quel settore. Nel 2013 intraprende un percorso di studi, affrontato da autodidatta, nel campo dell’arte, della letteratura, della filosofia… esso trova concretezza, nel 2017, nella pubblicazione della silloge poetica “Le scarpe rosse – Tra tumultuoso mare e placide acque” . Da lì a breve esperisce se stessa nella critica artistica, trovando consensi sempre più numerosi. Nel giro di poco tempo accende numerose e significative collaborazioni con molteplici risvolti artistici, culturali e di diffusione comunicativa (con il blog culturale dell’università Insubria, con lo storico dell’arte Valeriano Venneri, con Exit Urban Magazine e Art&Investments, con l’associazione culturale Nuovo Rinascimento, con la Galleria “Il Rivellino” a Ferrara, con Divulgarti a Genova, con Art Global a Roma, con AArtChannel, la nuova piattaforma televisiva del Club Amici dell’arte APS di Ferrara, con Alessandra Korfias, coordinatrice ponte culturale Italia/Giappone e responsabile di Arti Services…)
Queste realtà coniugano la parte concettuale ad una parte pratica, nel mondo dell’arte: la mia figura professionale matura e si identifica con quella di curatrice artistica.
A questi significativi risvolti, sempre in aumento, si affianca la stesura della seconda silloge poetica “Scrivo t,amo” , che tratterà di amore e erotismo, la cui pubblicazione avverrà in tempi brevi.