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Annalisa Ceolin – Viaggio al termine della notte

 

Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

di Giuseppina Irene Groccia  |02|Febbraio|2021|


VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE 


La fotografia di Annalisa Ceolin parla un linguaggio prezioso e presenta ricerche iconografiche di estrema rilevanza artistica.

In questa raccolta in particolare, dal titolo “Viaggio al termine della notte”,  emerge l’uso del frammento di diversi fotogrammi, come forma incompiuta di una narrazione.

Annalisa consegna abilmente questa irrealtà allo spettatore, regalandogli la possibilità di percepire molto di più di quel che realmente vede. 

La sua arte offre la possibilità di fruire di immagini simboliche e metaforiche rendendo ogni scatto una storia convincente e autentica, attraverso dettagli dell’esistenza quotidiana e della vita intima.



Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Nata a Venezia, dove risiede, è laureata in Sociologia. Nelle sue fotografie, analogiche e digitali,  in bianco e nero e a colori, sviluppa una ricerca introspettiva, simbolica e metaforica .


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Allieva di Roberto Salbitani e Mimmo Jodice, ha realizzato reportages per il Comune di Venezia, tra cui quello nel Carcere Femminile


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ha insegnato fotografia nelle scuole superiori , ha collaborato con riviste del settore come Fotoit e Gente di Fotografia e con editori italiani tra cui Einaudi.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Nelle sue foto mette a fuoco il punto di rottura, elevando quel frammento a protagonista 


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Seppur le sue foto ci appaiono a volte ermetiche, riesce a trasmettere molto bene il concetto che sta dietro ad ogni suo singolo scatto.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ci consegna frammenti da riempire con immagini che trasmettono l’idea di un diverso ordine della realtà


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi
Ha la capacità di condurci a piccoli passi  dentro il fotogramma.. attraverso una propria realtà frammentata.

Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Molte sue immagini sono conservate presso importanti archivi e fondazioni.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ha partecipato a numerose rassegne, tra le quali a : Venezia, Roma,Padova, Nova Gorica, New York, Seravezza, Arezzo, Pechino, Mohrvila, Monaco di Baviera.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi

Ha realizzato mostre personali e partecipato a numerose collettive in Italia e all’estero.


Annalisa Ceolin - Frammenti di storie.. pezzi di fotogrammi
Questa raccolta è un documentario autentico, capace di cogliere istantaneamente frammenti di storie, attraverso pezzi di fotogrammi. 


Contatti: 


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𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜.. 𝗜𝗟 𝗡𝗨𝝝𝗩𝝝 𝗟𝗜𝗕𝗥𝝝 𝗗𝗜 𝝠𝗟𝗙𝗥𝗘𝗗𝝝 𝗕𝗥𝗨𝗡𝗜

 L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere

𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜..  𝗜𝗟 𝗡𝗨𝝝𝗩𝝝 𝗟𝗜𝗕𝗥𝝝 𝗗𝗜 𝝠𝗟𝗙𝗥𝗘𝗗𝝝 𝗕𝗥𝗨𝗡𝗜

 


𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜.. 

𝗜𝗟 𝗡𝗨𝝝𝗩𝝝 𝗟𝗜𝗕𝗥𝝝 𝗗𝗜 𝝠𝗟𝗙𝗥𝗘𝗗𝝝 𝗕𝗥𝗨𝗡𝗜



di Giuseppina Irene Groccia  |30|Gennaio|2021|


Una raccolta poetica breve, veloce e scorrevole ma allo stesso tempo nutrita di analisi e di denuncia, questo è quanto si evince dalla sensibile scrittura di Alfredo Bruni.


Sono queste le prime impressioni che mi vengono in mente nel commentare questa sua nuova opera, così profonda, forte e originale.


Attraverso i versi che racchiudono i suoi sentimenti più profondi, Alfredo ci offre la sua solitudine interiore, raccontando qualcosa di personale ma allo stesso tempo condivisibile che corrisponde a un periodo travagliato della sua esistenza. 


I contenuti sono l’inquietudine, la nostalgia, i percorsi di un viaggio intriso di delicatezza esistenziale, sentimento e amore.


Alfredo tratta, con sarcasmo e disincanto, anche tematiche di sottile protesta, verso indirizzi sociali e culturali per lui molto pressanti.


Il tema della morte, della vita e della malattia spiccano in molti versi di questa raccolta, ma sono trattate con grazia e gentilezza. 


Le parole sono intrecciate, accostate l’una all’altra, innestando quel sentire poetico che dona commozione al lettore.


Alfredo espone coraggiosamente e coerentemente le proprie ferite senza lasciare segno manifesto del loro passaggio.


A lettura terminata ci renderemo conto di riuscire a percepire, nonostante tutto, una voce aperta di profonda universalità affettiva e, dunque, di fiducia e speranza.


                                                                                                          – Giuseppina Irene Groccia –

𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜..  𝗜𝗟 𝗡𝗨𝝝𝗩𝝝 𝗟𝗜𝗕𝗥𝝝 𝗗𝗜 𝝠𝗟𝗙𝗥𝗘𝗗𝝝 𝗕𝗥𝗨𝗡𝗜

                             La mia copia di “Scritture degli ultimi minuti” con gradita dedica

                             _____________________________________________________

A distanza di cinque anni dalla pubblicazione de La Donna che Dio non Volle, edito da La Mongolfiera, Alfredo Bruni si ripropone con un nuovo libro, Scritture degli ultimi minuti, stampato per i tipi della Grafosud di Corigliano Rossano, in tiratura limitata a duecento copie. La pubblicazione è stata voluta e sponsorizzata dalla Sybaris Tour di Sibari, e dalla Biblioteca Minnicelli di Corigliano-Rossano (in calce i recapiti dove il libro può essere richiesto).

Lo scrittore calabrese, ha raccolto in questo libro quindici prose e poesie, della sua più recente produzione, e aggiunto a altre due sezioni, Secoli e Epilogo, dove ha  riproposto alcune sue poesia scritte nel corso degli anni passati, che più lo rappresentano. Interessante è la Prefazione come dedica, dove l’autore fa un excursus della sua attività, tocca temi di attualità, e spiega i motivi e il senso di questa sua nuova pubblicazione, dedicando il tutto al figlio Luigi e all’artista rumena Alexandra Sand, la quale ha anche fornito la toto per la copertina.


𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜..  𝗜𝗟 𝗡𝗨𝝝𝗩𝝝 𝗟𝗜𝗕𝗥𝝝 𝗗𝗜 𝝠𝗟𝗙𝗥𝗘𝗗𝝝 𝗕𝗥𝗨𝗡𝗜

           L’autore Alfredo Bruni con l’artista Alexandra Sand autrice della copertina del libro



Il libro si conclude con una testimonianza del candidato al Premio Nobel Dante Maffia, che tra l’altro, scrive:


𝗦𝗖𝗥𝗜𝗧𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗜 𝗠𝗜𝗡𝗨𝗧𝗜..  𝗜𝗟 𝗡𝗨𝝝𝗩𝝝 𝗟𝗜𝗕𝗥𝝝 𝗗𝗜 𝝠𝗟𝗙𝗥𝗘𝗗𝝝 𝗕𝗥𝗨𝗡𝗜

                                                                       Dante Maffia

 “I versi di questo volume hanno nel profondo uno strazio, eppure sono intrisi di tenerezza, di quel sublime palpito che rende tutto un approccio interessante e proficuo.

Non c’è mai nella poesia di Alfredo l’atteggiamento sordo della maniera, in lui tutto è trasparente, vivo, palpitante, anche quando affronta temi delicati o che hanno a che fare con la malattia e con la morte. E questo perché egli sa “riconoscere” il passo della vita, il canto che proviene dalle sfere celesti, la spinta ideale che sta alla base dei suoi scritti, di tutti i suoi scritti.

Prego il lettore di soffermarsi con pazienza su ogni pagina e sono certo che sentirà il sussurro dell’anima di Alfredo, la sua alta dignità sempre presente, la sua moralità senza tregua, perché convinto che il mondo possa e deve migliorare. In fondo è una delle funzioni della poesia.

Ma molta attenzione bisogna dare all’espressività di Alfredo, al suo modo garbato e semplice di esprimersi. Una lezione antica che gli viene dai classici e dietro la quale si nasconde un lavoro sottile, una ricerca della sintesi, un pensiero inquieto che a volte assume sembianze di trattatello filosofico.

Il che non è un limite (si veda Giacomo Leopardi e nel Novecento si vedano Umberto Saba, Leonardo Sinisgalli e Mario Luzi).

So anch’io che Alfredo ha migliaia di pagine inedite, ma so anche che egli, offrendo questi versi, ha scelto il nucleo del dolore per avvisarci della precarietà del mondo. Ma è consapevole che la poesia non è precaria, si presenta perentoria e nei momenti più impensati, non si perderà nulla, perché ciò che nasce dall’anima resta come eternità in fermento, come viatico del futuro.

Sono certo che questo libro ci dirà qualcosa di importante non solo per le tematiche trattate, ma soprattutto per il modo con cui sono trattate. E in poesia è quel che conta, la parola deve sempre illuminare e non sfocare, impallidire ciò che ci aggredisce, ciò che ci separa dal vivere.

La poesia di Alfredo è adulta e temperata, frutto di esperienza e di amore, di studi “matti e disperati” e sono certo che resterà a testimoniare una esperienza che gioverà ai giovani del futuro per crescere, per imparare a sillabare i giorni senza diventare estranei a se stessi e alla vita.

Una poesia ricca, lievitata, a tratti possente proprio per la semplicità e per la dignità espressiva, una poesia che sa di vita, di religiosa accettazione, di sensi nuovi e spesso inafferrabili.”




Per richiedere copie del libro contattare:


SYBARIS TOUR Sas di Davide Cavallaro
Viale Magna Grecia, 27
87011 SIBARI (CS)
Tel. 0981 74520
E-mail: gestore@sibari.info



Biblioteca Minnicelli
Via Luigi Minnicelli, 1
87064 Corigliano-Rossano (CS)
Tel. 0983 520418
E-mail:biblioteca.minnicelli@gmail.co



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𝑱𝑶𝑶𝑳𝑳𝑶𝑶𝑲 𝒂𝒓𝒕 𝒂𝒏𝒅 𝒈𝒓𝒂𝒑𝒉𝒊𝒄 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒈𝒏

 

  JOOLLOOK art and graphic design








di Giuseppina Irene Groccia  |29|Gennaio|2021|



Joollook è un duo artistico nato nel 2014. È l’incontro di due menti creative dal forte equilibrio compositivo.

Due artisti, Federica ed Eugenio, che guardando dentro di sé, riescono a trovare un utilizzo nell’unire i loro differenti mezzi espressivi.

Insieme, sono capaci di congiungere le vibrazioni della propria emozionalità, in composizioni ritmate, attraverso la connessione di segni grafici, tecnologie digitali e assemblaggio di materiali.

Il tutto è concepito con una precisa armonia geometrica, ottenendo un risultato dall’impegno estetico ampiamente evocativo.


Una ricerca, la loro, densa di motivazioni e intuizioni, che riescono a disporre secondo una propria logica, in modo del tutto originale, nel tessuto della contaminazione e della rappresentazione visiva.


Le loro creazioni acquisiscono, attraverso geometrie e piccole porzioni di spazio, un ordine compositivo e un senso di equilibrio, atto ad accogliere essenze che apportano un’impronta intellettuale e una vigorosa contemporaneità alla loro espressione artistica.




giostra Margana

2019

stampa digitale su carta fotografica
disegno stampato su carta fotografica. Supporto: lastra di alluminio dibond di
spessore pari a 3mm. 
Dimensioni: cm 70×70  











 puppet show OFF                                                                  puppet show ON

puppet show

2016

light box 

disegno stampato su plexiglas retroilluminato a led. Doppio strato di plexiglas
a protezione della stampa. Light box realizzata artigianalmente.  
Dimensioni: cm 100×100  
comfort
2018

inchiostro giapponese su tela

disegno realizzato con inchiostro giapponese a
mano su tela. 
Dimensioni: cm 50×40  

Ogni lavoro nasce da una matrice
disegnata a mano su un foglio di carta per poi evolversi, espandersi e
moltiplicarsi, trasformandosi in qualcosa di diverso, esplorando altri ritmi,
altri luoghi. Sempre alla ricerca di nuove identità.

connections

2020

stampa digitale su pannelli in plexiglas
disegno stampato su due pannelli in plexiglas scorrevoli. Telai in legno
realizzati a mano. Dimensione minima: cm 50×70; dimensione massima: cm
100×70  


Joollook realizza i suoi lavori
coniugando grafica e arte digitale, a partire da trame disegnate a china a mano
libera.  Nel corso del tempo, Joollook ha
riprodotto i suoi disegni su supporti di varie tipologie quali carta
fine-art, pannelli in plexiglas retroilluminati a LED (light-box artigianali),
alluminio dibond, t-shirts (con la tecnica della serigrafia artigianale),
frisbee, tavole da skateboard, ecc..


EVENTI

–      
Thessaloniki
(Grecia), Ottobre 2015: partecipazione al 7PLY Festival di Salonicco 2015
(centro di arte contemporanea di Salonicco, Grecia) con l’opera “B-boy”, stampa
su tavola da skateboard.

–      
Pietrasanta
(LU), Novembre 2015: partecipazione all’evento “Un gesto
d’arte contro la violenza
“,
organizzato da “Amnesty
International
”, “Bambino sarai
tu
” e “Intrecciarte
Associazione culturale
”, con
l’opera “totem (with heels)”, stampa su piuma, dimensioni pari a cm 50×100.

–      
Roma,
Dicembre 2015: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione “Sinestetica“, galleria “Baccina 66” a
Roma.  Esposte n.6 light box di varie
dimensioni, nonché stampe su carta fine-art cm 30×30 e cm 30×20.

–      
Roma,
Maggio 2016: mostra personale presso il “Giulio Cesare Showroom”,
nell’ambito del progetto “Un artista al mese”, a cura di Fabrizia Ranelletti. Esposte light box di varie dimensioni,
stampe su carta fine-art cm 30×30 e cm 30×20, stampa su alluminio dibond
cm100x100.

–      
Thessaloniki
(Grecia), Ottobre 2016: partecipazione al 7PLY Festival di Salonicco 2016
(centro di arte contemporanea di Salonicco, Grecia) con l’opera “Dark Lady”,
stampa su tavola da skateboard.

–      
Roma,
Dicembre 2016: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione Sinestetica #10
“3001: Sinestetica nello Spazio”
, alla “Ex galleria” in via Baccina 66″, Roma.  Esposta “Orbit_1” di dimensioni pari a cm
50×50.        

–      
Roma,
Giugno 2017: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione Sinestetica “Florilegio”, al Parco Capoprati, Roma.  Esposta “Valle” (opera a mano libera in china
su carta fine art), di dimensioni pari a cm 50×50.

–      
Roma, Luglio
2017: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della manifestazione “Levels Art Exhibition (3th edition)”, a cura
di Ignorarte.  Esposta “Batman” (stampa su lastra di
alluminio dibond) di dimensioni pari a cm 100×100.

–      
Roma, Luglio
2017:
partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione “Four Concepts”, presso il NVMEN Concect
Space, Roma. A cura di
Ignorarte.  Esposti quattro lavori: una light ox
artigianale cm 100×100 e tre opere a mano libra di dimensioni pari a cm 50×50.

–      
Roma,
Settembre 2017: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione “Cubi d’Arte”, presso il MAAM, Roma, a cura di Ignorarte.
Presentata l’opera J3D1, una scultura in metallo da allora permanente esposta
presso il MAAM.

–      
Roma, Novembre
2017: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della manifestazione “Architetti
Artisti”, presso la Casa dell’Architettura, Acquario Romano, Roma. A cura di Aloa.  Esposta “Puppet show”, una light box
artigianale cm 100×100.

–      
Verbania
(VB), Aprile 2018: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione “Le stanze delle Meraviglie – Wunderkammern”, presso
Villa Giulia – Verbania. A cura di Marisa Cortese. 

–      
Roma, Maggio
2018: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della manifestazione “Streets
of art festival”, in Piazza Margana, Roma. Live performance open air. A cura di
Tess Amodeo-Vickery.

–      
Maggio
2018: Carolina Fiori presenta il brand “AUT-AUT”, collezione di T – Shirt Lab, abiti e t-shirts
ispirati dai disegni di Joollook. Presso Hibris Art Gallery, Roma

–      
Roma, Novembre
2018: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della manifestazione “Architetti
Artisti”, presso la Casa dell’Architettura, Acquario Romano, Roma. A cura di Aloa.
Esposta “Slides”, un’opera a mano libra con inchiostra giapponese su tela
dimensioni 50×40 cm.

–      
Roma,
Novembre 2018: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione Sinestetica “Forward to
the past”
, presso
Sinestetica, Viale Tirreno, Roma.  A cura
di Sinestetica, Anna La Touche Riciputo e Pietro Zampetti.

–      
Roma, Ottobre
2019: partecipazione alla mostra collettiva “Exlamation”, presso la
galleria Gard, Roma, nall’ambito di Rome Art Week. A cura di Ignorarte. 
Esposti quattro lavori: una light ox artigianale cm 100×100 e tre opere
a mano libra di dimensioni pari a cm 50×50.

–      
Roma, Novembre
2019: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della manifestazione “Architetti
Artisti”, presso la Casa dell’Architettura, Acquario Romano, Roma. A cura di Aloa.
Esposta “Giostra Margana”, stampa su alluminio dibond cm 80×80.

–      
Roma,
Dicembre 2019: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione “Mirabilia”, presso
Sinestetica, Viale Tirreno, Roma.  A cura
di Sinestetica. Esposto un trittico di stampe su carta fine art, misure cm
30×30.

–      
Roma,
Febbraio 2020: partecipazione alla mostra collettiva nell’ambito della
manifestazione “Exlamation”, presso
la Galleria “Arca di Noesis”, Via Ostilia, Roma.  A cura di Ignorarte. Esposta “connections”,
stampata su pannelli scorrevoli in plexiglas. Dimensioni da 50×70 cm a
100×70 cm.







Federica è un architetto con la passione
per il design, la fotografia, l’arte e l’artigianato di qualità. Ama
disegnare, creare, inventare. Ha avuto la fortuna di incontrare Eugenio e di
coltivare e condividere con lui queste attitudini.


Eugenio è un ingegnere e si occupa di
ambiente. Lo sport, il cinema, la musica, l’arte e la grafica sono le sue
passioni. Con Federica rielabora i disegni, gioca con le simmetrie, per trovare
figure astratte che stimolino la sua fantasia





Web sites:

www.joollook.com

Facebook:
Joollook

Instagram: Joollook

Pinterest : joollook art

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ContempoArte – Selezione 01

 L’ArteCheMiPiace – ContempoArte – Selezione 01


La Rubrica ContempoArte presenta una raccolta di opere, selezionate tra tutte quelle pubblicate online, accompagnate dall’hashtag #Lartechemipiacecontest


Le opere presenti in questa raccolta sono state scelte per la capacità di attivare attenzione e di testimoniare in modo originale lo spirito del tempo moderno.


Artisti di questa raccolta:

Maria Serra, Sergio Rapisarda, Willy Indiviglia, Ciro Cioffi, Enrica Badas, Iogà Aurora, Loredana Boldini, Paola Mischiatti, Davide Gualtieri, Antonio Giampà, Giovanna Errigo

©Maria Serra



©Sergio Rapisarda


©Willy Indiviglia 




©Ciro Cioffi




©Enrica Badas




©Iogà Aurora 



©Loredana Boldini



 

©Paola Mischiatti 




 ©Davide Gualtieri 


©Antonio Giampà




©Giovanna Errigo 
                                 
                                     
                            
    
                                     


Le opere presenti in questa Rubrica, saranno pubblicate anche sui canali social di L’ArteCheMiPiace.


La selezione delle opere avviene attraverso l’uso dell’hashtag oppure diversamente potete partecipare alle selezioni inviando direttamente via email a: gigroart23@gmail.com  

indicando nell’oggetto: Submission ContempoArte




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Banksy il misterioso artista, alla ricerca della sua vera identità


L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’arte 

Banksy il misterioso artista, alla ricerca della sua vera identità.


di Giusy De Iacovo  |16|Gennaio|2021|



Chi è Banksy? 

E’ un grande artista talentuoso, considerato uno dei massimi esponenti della “Street Art” molto famosa e nota come post-graffiti e guerrilla art, movimento artistico nato probabilmente attorno al 1970, con la particolarità di tenere nell’anonimato i suoi autori. L’intento della guerrilla art è quello di perseguire spunti di riflessione, riguardo tematiche sociali: consumismo o celebrità. Sull’identità dell’artista inglese, non è dato sapere, preferisce rimanere nell’anonimato, se non captare quelle sporadiche notizie da lui stesso divulgate sui social, nello specifico su Instagram, che riportano solo data e luogo di nascita, Bristol 1974. I suoi murales ormai si collocano tra mura, ponti e strade di tutto il mondo, opere piene di un’estetica diretta e intelligibile, la cui natura è di estrazione satirico sovversiva, criticando la società occidentale utilizzando un umorismo ed un cinismo oscuro. Pur continuando a rimanere sconosciuta la sua identità, da qualche tempo si ipotizza che sia in realtà il musicista e graffitista Robert Del Naja dei “Massive Attack”, collettivo musicale inglese, dal quale nasce il genere Trip Hop. Le sue opere sono considerate dei veri e propri manifesti pubblicitari, fruibili dalla massa, leggibili anche dai bambini. Essendo da sempre contrario al mercato delle opere, non vende le sue creazioni, ma attraverso il suo sito è possibile scaricare gratuitamente le sue realizzazioni. 


La sua vera identità

Pur restando a tutt’oggi segreta la sua identità, molte sono state le ipotesi attribuitegli, fintando quella di essere una donna. Una intervista del 2003 di un giornalista londinese, lo descrive come un ragazzo all’epoca 28enne, dall’aspetto trasandato, con maglietta e jeans, ma dalle idee molto chiare e dal tratto facile. Avrebbe dichiarato allo stesso, di aver iniziato la sua carriera all’età di 14 anni e di aver avuto problemi a scuola, dalla quale espulso e di aver avuto problemi con la società per piccoli reati, arrivando alla detenzione probabilmente per il suo lavoro di artista di strada.


Gli inizi della sua carriera

All’inizi viene ricordato come il ragazzo che, introducendosi illegalmente e in anonimato nei musei londinesi, dopo aver studiato le varie sale museali nelle loro caratteristiche, lascia i suoi quadri scappando via. Le opere appartenenti a questo periodo, sono quadri antichi modificati con stancil e bombolette, strategia che adottava per sensibilizzare il pubblico tramite il web, sul capitalismo e sulla sicurezza, anche se le sue opere venivano subito rimosse dagli addetti dei musei. Una delle prime opere, è “La madonna rinascimentale con ipod”. 



Il bacio dei poliziotti del 2004 realizzato a Bristol, è una delle opere più conosciute e provocatorie di Banksy. Il graffito rappresenta due poliziotti nell’atto di un bacio passionale, che rimane una beffa nei confronti delle autorità militari, mondo in cui è bandita l’omosessualità e nello stesso tempo è una denuncia a riflettere sul tema contro l’omofobia e la diversità di genere.





A Birmingham in una contea inglese, realizza il senza tetto che diventa Babbo Natale. Con questo meraviglioso graffito, Banksy vuole incoraggiare le persone alla solidarietà, mettendo in luce la difficoltà dei senzatetto nei rigidi inverni londinesi. L’artista infatti ritrae due renne che alzandosi in volo, trascinano la panchina su cui sopra dorme un clochard, suscitando scalpore tra i passanti. 




Balloon girl – La ragazza con il palloncino: il quadro di Banksy che si è autodistrutto dopo l’asta, è l’ultima provocazione di Banksy. L’opera ritrae una bambina con un palloncino rosso, proprio come quella del graffito londinese del 2002, anche se triste, suscita speranza nella scritta posta poco più in la e che recita “there is always hope” (c’è sempre speranza). L’opera, dopo essere stata venduta all’asta per un milione di sterline, tramite un meccanismo introdotto nella cornice ed azionato probabilmente dal geniale artista, ha ridotto in tante strisce la tela del dipinto, suscitando stupore tra il pubblico. Tutto questo nasce, per dar sfogo ed opporsi alla commercializzazione dell’arte.



Le opere di Banksy in Italia

Uno dei tanti graffiti italiani, si trova a Venezia nei pressi della Cà Fosca, realizzato probabilmente da una barca, perchè a filo d’acqua. Ritrae un bambino naufrago con una torcia fluorescente che chiede aiuto, è una presa di posizione da parte dell’artista, sulla questione marginale dei naufraghi, migranti in Italia.




La città di Napoli avrebbe dovuto avere due opere dell’artista di Bristol. Una esiste ancora, protetta da un vetro “La Madonna con la pistola”, murale che ritrae il sacro con il profano, la cristianità e la camorra, in una stupenda reinterpretazione del barocco. L’altra opera volutamente cancellata da un writer, rappresentava la Beata Ludovica Alberoni del Bernini, ritratta nell’atto di consumare un panino. 





Finchè il mistero vivente che accarezza la figura di Banksy, il cui anonimato ha contribuito e contribuirà ancora in gran parte ad incentivare la sua fama di mito, a questa creatura in bilico tra realtà e fantasia, continueremo a porci la domanda, chi si nasconde dietro.







Giuseppina De Iacovo, nata a Santa Caterina Albanese (CS), il 01/01/1963. Dopo un periodo di tredici anni vissuti a Torino, ora risiede a Cerisano (CS). Ha conseguito studi artistici presso il Liceo Artistico Boccioni di Cosenza e successivamente, la Laurea in Lettere Moderne con indirizzo artistico, presso l’Università degli Studi della Calabria. A Torino ha intrapreso percorsi di formazione post laurea e master, indispensabili per affinare competenze specialistiche ed operative nel campo dell’arte. Sempre a Torino, vincitrice di concorso per le belle arti, ha lavorato  presso la G.A.M. (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea). Coniugata dal 1991. Oggi libero professionista nel settore della grafica pubblicitaria, curatrice d’arte e di eventi. Attualmente collabora per una rivista culturale quadrimestrale Confluenze e scrive per i giornali online itcosenza, italiani.it e arte’sTV. Oltre la passione per lo scrivere, che nutre ed alimenta dall’età di diciassette anni, ama: il canto, la pittura, la musica e la recitazione. Negli ultimi cinque anni ha deciso di partecipare a concorsi di poesia, ricevendo numerosi riconoscimenti.

La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di pensieri e approfondimenti.

Hai una tua “divagazione sull’arte” da proporci?”

Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com




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FRIDA KAHLO – Qualche piccolo colpo di pugnale

L’ArteCheMiPiace – Divagazioni sull’arte 

 

FRIDA KAHLO - Qualche piccolo colpo di pugnale

FRIDA KAHLO – Qualche piccolo colpo di pugnale



di Marco Bilico  |13|Gennaio|2021|


T E A T R O   S U   T E L A


Qualche piccolo colpo di pugnale – Frida Kahlo

Museo Dolores Olmedo Patiño – Messico

Testo: Marco Bilico
Voce: There Zà



“Dormi?” Sussurra la bestia al mondo, alla donna a letto e a se stesso

Il pugnale nella mano destra gonfia di pugni, la sinistra carica di sberle e ceffoni a pulirsi l’anima e la coscienza sui pantaloni.

“Mi senti?” Dice

“No”

“Mi senti? Puoi sentirmi?”

“No”

“Io ti ho amata come una rosa”

“Non è amore questo”

“Sei sempre la solita, sempre a contestare”

“No”

“Mi hai tradito? Che dovevo fare?”

“Mi hai uccisa!”

“Cosa vuoi che sia?”

“Nulla, solo la fine di una vita!”

“Più che lamentarti non sai fare, non mi hai mai compreso”.


E la stanza si tinge di rosso, puzza di rosso, fa il baccano del rosso, perennemente strattonato, spinto, picchiato, ammazzato.

E il giallo in fondo intorno può solo osservare, mica parla quello, sta lì.. e guarda

Come un figlio muto, abbandonato.

“Si, dormi adesso, sei piena di ferite” dice il maschio, quello con le palle, con la testa vuota e il cappello sulle spalle.

“D’altronde meglio morta che con qualcun altro” continua

“No, ti ho detto no”

“E basta, parli troppo, mi fai impazzire, meriteresti una lezione!”

“Come la mia morte?”

“Sempre a esagerare, sei come tutte, sai?!” dice barcollando, brancolando, vomitando l’aria 

Ma dura solo per un attimo

Lui è un uomo vero e non traballa, annuisce..

Gli occhi, due piccole fessure su una camicia bianca, che rammenta il suo potere, la grandezza che non muore.

In fondo era solo qualche piccolo colpo di pugnale.

“Che cosa vuoi che sia?”

“Niente” dice lei

“Sono morta, non è niente, non era niente” 

“Brava, adesso stai zitta, muori e.. dormi”


I mostri raccolgono fiori..

Li offrono, li regalano, li rubano

Ma un mostro non sente odori, non percepisce dolori e crede, vigliaccamente di saperlo e poterlo fare

Semplicemente, stupidamente, ignobilmente.. lasciandosi chiamare Uomo.


  Il video porta in scena la rappresentazione di un dipinto arricchito di voce e dialoghi.








L’opera “Qualche piccolo colpo di pugnale” è basata su un fatto di cronaca. La scena mostra una donna insanguinata riversa su un letto all’interno di una stanza vuota. La donna è nuda ma completamente ricoperta di tagli, il sangue sparso a terra fuoriesce dal quadro arrivando sulla cornice. Accanto al letto vi è un uomo con un pugnale in mano, sopra la sua testa ci sono due colombe una bianca e una nera che sorreggono una scritta: ”qualche piccola punzecchiatura” le parole che disse l’assassino davanti al giudice per dichiararsi innocente. Frida dichiarò di aver dipinto quella scena perchè aveva provato simpatia per l’assassinata, dal  momento che lei stessa era stata sul punto di essere “assassinata dalla vita”.

La Rubrica Divagazioni sull’Arte ospita articoli redatti da autorevoli amici e sostenitori del Blog L’ArteCheMiPiace, i quali ci offrono la possibilità di attingere ad emozioni e conoscenze, attraverso la condivisione di loro pensieri e approfondimenti.

Hai una tua “divagazione sull’arte” da proporci?”

Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com



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AL42 – Quarantena per 2

L’ArteCheMiPiace – Libri da leggere

di Giuseppina Irene Groccia |29|Dicembre|2020|



In questi giorni è uscito il libro 

“AL42 – Quarantena per 2”


L’autrice è Roberta Macchia, laureata in Scienze dei Beni e delle Attività Culturali.


È inoltre, critica e curatrice di eventi artistici e culturali.

“Le sensazioni da me provate durante il mio isolamento da Covid sono tutte custodite qui ! Difficile tornare a parlarne in una breve chiacchierata: in molti mi hanno chiesto come é stato, ma l’importanza di una parola scritta è molto più di ció che vi racconterei parlandovene.“ Roberta Macchia

 

Quando una coppia di giovani sposi è costretta ad isolarsi, quando senza preavviso si priva del piacere di darsi un abbraccio per tanti, troppi giorni. All’improvviso ci si ritrova distanti, seppur conviventi.

Il 21 è da sempre il numero fortunato per entrambi, non a caso scelto come data delle loro nozze, proprio un anno prima che tutto ciò accadesse.

“AL 42” vuole essere testimonianza di quanto anche il momento più buio possa portare con sé un bagliore di luce. 

La forza di Roberta e Matteo è tale da poter disegnare un sorriso sul volto di chi dei due si ritrova a non averlo per un po’. 

Chi sa se quello stesso sorriso sarà così contagioso da ritrovarlo su chi leggerà la loro storia?


 

                                      Opera in copertina dell’artista Matteo Galvano


La prefazione curata da Matteo Corti ci regala uno sguardo sull’insieme del libro e su quello che gravita intorno a questa opera letteraria, presentandoci tutte le tematiche messe in gioco dall’autrice:


“Ciao Teo, finalmente ne sono uscita. In questo periodo ho scritto un libro, mi farebbe piacere se fossi il primo a leggerlo e fossi tu a scrivere la prefazione”. 

Era un giorno di sole di novembre, tiepido. Passeggiavo, nei pressi di un bosco. Raramente mi emoziono, sono uomo che tende poco a mostrare e mostrarsi. Ero solo, ho guardato il cielo. Ho sorriso, con gli occhi lucidi. 

Stiamo vivendo un periodo straordinario. Il lock-down è un trauma che può annichilire, tutte le crisi sono un momento di sofferenza, ma ci offrono anche una grande opportunità. In Oriente si dice che le malattie stimolano lo spirito di ricerca della “Via”. Nel buio, la ricerca della luce ci può aiutare a riemergere con un’intensità maggiore e riscoprire quello che prima era impossibile da vedere. 

Di Roberta, è questo, un pellegrinaggio. Che, per definizione, è “viaggio verso un luogo sacro”. 

Le coincidenze. Il Lago di Como, la Via Regina, la via che conduce sull’altare il giorno del matrimonio, diventa l’inizio del percorso di consapevolezza. 

Ci si nutre, per vivere. Nessun sapore, solo consistenza. 

La malattia divide un letto. Il rispetto e la protezione per chi ami diventa la forza che spinge a vivere da separati in casa. Separazione consensuale, a tempo. 

Il bacio della buonanotte senza bacio diventa lo scambio di un selfie su WhatsApp, ognuno nella propria stanza, in locali adiacenti. L’amore in prigione, l’intimità contactless. 

I ricordi di una prima quarantena, nel fiore della primavera. L’autunno e il foliage dietro le sbarre, saziare gli occhi dei colori che cambiano, delibare una lentezza mai provata. Il gusto del tempo, alla ricerca di una mongolfiera multicolore, sospesa nel cielo terso. 

L’amore bulimico di contatto diventa improvvisamente avido di distanziamento fisico. Se Eros non si può svelare con gli strumenti consoni, utilizzi armi non convenzionali. Emozioni nuove, assenza di gusto e ricerca di “gusto” nell’inesplorato e nell’ignoto, amarsi in una nuova dimensione. 

L’isolamento ti obbliga ad utilizzare la facoltà ormai desueta di chiedere. Sei spalle al muro e non hai scelta. Dipendi da altri, non tutto è sotto il tuo controllo. E dove non arriva il Delivery, ti affidi ai soliti affetti per la spesa. Ti arrendi a non avere più l’ultima (o unica) voce in capitolo nella selezione: un pezzo di grana non gradito o un taglio di carne a tinte fosche erano rischi nemmeno contemplati, chi ti ama sceglie il meglio per te. 

Ogni giorno diventa un giorno speciale. Ti fermi ad osservare il tempo e ne scopri la lentezza. Il giorno diventa attesa, che abilita il ricordo, per ripercorrere l’amore nella propria storia, le origini e dare valore alla vita. 

Il saluto degli affetti, da lontano. Il balcone diventa il loggione che si apre sul sipario di una tragicommedia. 

Manca qualcosa di indefinito. È il momento di buttare cose che non servono, colmare il vuoto creando spazio per il nuovo.

Il coraggio e la preghiera. Volgere lo sguardo al futuro. Non è possibile viaggiare, ma il sogno dei viaggi porta verso mete inesplorate. 

La luce al numero 21 di settembre, il traguardo, la bandiera a scacchi. Il lago, le foto e il rientro al civico 42. 

Lo zaino in spalla e il viaggio dell’eroe, all’inizio. 


Buon viaggio Roby. 

Grazie 


Matteo Corti 

Diploma di Mental Coach 1° livello 

Università Bocconi University Coaching Milano


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Puoi acquistare il libro di Roberta Macchia su Amazon, attraverso questo link

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PROMUOVI LA TUA ARTE

L’ArteCheMiPiace – Promuovi la tua Arte



L’ArteCheMiPiace da l’opportunità ad artisti emergenti ed affermati di usufruire di una vetrina in cui proporre il proprio talento, operando per la promozione e la valorizzazione degli stessi.


Ogni progetto promozionale diffuso sulle pagine di L’ArteCheMiPiace è soggetto a selezione e comprende consulenza, approfondimento dei materiali forniti con ricerca, redazione e diffusione.



Invia la tua candidatura alla seguente email: gigroart23@gmail.com

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Filippo Papa – Tra Performance e Fotografia

 L’ArteCheMiPiace – Interviste

Filippo Papa - Tra Performance e Fotografia


di Giuseppina Irene Groccia   22 | Dicembre | 2020


Ho avuto modo di conoscere Filippo Papa in occasione di una mia partecipazione ad un evento artistico svoltosi a Catania un paio d’anni fa. 

Io come espositrice, lui in veste di giudice di concorso.

In seguito ho potuto documentarmi su questo giovane artista siciliano, imparando ad apprezzare le molteplici forme espressive della sua arte.


Filippo è un artista visivo eclettico e versatile

Il suo fare arte tocca vari campi dell’arte visiva tra cui la fotografia, la videoarte e la performance art.

Ha tra le sue esperienze professionali un ricco bagaglio da cui trarre sempre ispirazione e linfa per nuovi progetti.


Il suo vedere le architetture come sculture da vivere lo porta a realizzare immagini fotografiche che forniscono un’aura immortale e carica di significati. 



Dettagli curati in maniera soggettiva e spesso fuori dai classici canoni fotografici.

In ogni sua fotografia a risaltare è la matericità degli elementi costruttivi messi in luce anche grazie all’ottimo utilizzo della prospettiva, della simmetria o di inquadrature dinamiche.

 



La sua, è l’arte senza tempo della monocromia, con il bianco e nero egli rafforza e trasfigura la realtà stessa. Creando contrasti elevati, riesce a rendere immediatamente più drammatica una filosofia personale, che viene enunciata attraverso le sue immagini.


Mi hanno molto colpito le sue inquadrature prospettiche, laddove forme e ombre forniscono un senso concettuale all’immagine, dimostrando così una ricerca della bellezza nel “vuoto”, attraverso la proiezione visiva, dettata dal suo attento occhio d’artista.


Ci regala un viaggio disincantato tra pensieri e “rivelazioni”, dai tratti urban oppure minimal, convertendo il pensiero in immagine e trasportandolo infine su carta fotografica.


Filippo Papa però non si ferma solo alla fotografia, da sempre affascinato dal mistero del corpo, dalla sua energia e forza espressiva spesso fa nascere “storie”, sviluppando un recital senza parole, attraverso performance messe in scena, esclusivamente per la sua fotocamera.



Mi affascina l’interazione che crea tra il suo corpo e la spiritualità, uno spazio inteso come luogo interiore, dove la rappresentazione non è la mimesi del già visto, ma del pensato.. 

Fulgido esempio di come entrare in relazione con quel mondo onirico ed estraneo alla dinamica convenzionale del quotidiano.

Ecco che in un attimo il corpo diventa “cattedrale dell’anima”…. questo il pensiero che egli ama definire come il suo motto principale.







  • Puoi parlarci di come hai iniziato a fare arte?

Da piccolo, come tutti i bambini abbastanza creativi, disegnavo e usavo molto la mia immaginazione. Questo mi ha portato a scegliere di studiare arte. Mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti di Catania e li ho scoperto la fotografia realizzando il mio primo progetto fotografico dal titolo “Catania in Bianco e Nero”. Fin da subito è come se la mia strada fosse tracciata dalla luce dei primi scatti.


  • Come definiresti il tuo percorso formativo?

Un mix tra la formazione accademica e il lavoro da autodidatta. Può sembrare un percorso antitetico ma nel mio caso è stato complementare. Ho seguito gli insegnamenti di grandi maestri dell’arte e della critica per poi approfondire le mie conoscenze e sperimentarle sul campo.


  • Riesci a darci una definizione del tuo stile?

Premesso che mi sento sempre in continua evoluzione, se devo dare una definizione del mio stile penso che una caratteristica fondamentale sia l’utilizzo del bianco e nero con cui esprimo la mia ricerca dell’essenzialità delle forme che si traduce nell’essenzialità dell’anima e nel raccontare emozioni attraverso i miei scatti.


  • Occupandoti di diverse forme d’espressione artistica, sulla base di quale criterio scegli, periodicamente, di utilizzare l’una invece che l’altra?

Non ho un criterio preciso, tranne nel caso in cui programmo la promozione di me stesso attraverso i miei canali visivi. Solitamente mi lascio trasportare da quello che sento nel profondo in un momento o periodo specifico della mia vita. Cerco sempre di esprimere al meglio un concetto o filosofia nel modo in cui ritengo più adatto attraverso i miei strumenti che diventano un’estensione e rappresentazione più intima delle mie sensazioni. La tecnica che scelgo di utilizzare è solo un mezzo per raggiungere il mio obiettivo, ovvero quello di trasmettere il mio messaggio.

 

  • Quali temi ami perseguire?

Amo profondamente l’architettura in tutte le sue forme dalle più nobili a quelle più povere. Mi piace cercare le forme dei manufatti umani e crearne di nuove, farne uscire l’essenza per me è far uscire l’anima delle cose.

Ma non solo, mi affascina la forza del corpo come nel caso delle mie foto/ performance dove col mio corpo nudo e la mia fisicità mi piace esprimere concetti universali, principalmente di rimando alla mitologia greca. Inoltre, cerco di raccontare a livello umano anche le tematiche sociali che più mi stanno a cuore come la lotta contro la violenza in tutte le sue forme e la contemporaneità della nostra epoca.


  • Il tuo essere un’artista eclettico ti porta a confrontarti con tante forme di arte visiva, ci descrivi cosa apporta ognuna di loro, alla tua anima?

La mia prima mostra personale aveva il titolo “Treanime”, il numero tre e la suddivisione in tre poetiche e percorsi continua nella mia ricerca artistica.

La fotografia, la performance e il video questo oggi sono le mie anime.

Ogni forma d’arte, è come un piccolo frammento di un mosaico che definisce in maniera dettagliata la mia anima come ben hai detto tu. La fotografia classica e principalmente il soggetto architettonico rappresenta il mio occhio sul mondo. Realizzare uno scatto architettonico o di un paesaggio naturale o urbano soddisfa il mio bisogno di “guardare” e continuare a stupirmi di quello che vedo. La performance è un qualcosa di più carnale, fisico dove esprimo il mio lato umano e personale. Non a caso mi spoglio di tutti quelli che possono essere gli orpelli della vita quotidiana come i vestiti e dalla libertà del nudo esprimo la forza del corpo, e la dignità del nostro corpo nudo cosa che per me è molto importante. Il video unisce la soddisfazione data dalla fotografia e quella dell’atto dinamico performativo, una sorta di voglia dinamica che irrompe la staticità del quotidiano.

  • La quarantena è stato un momento di ispirazione per te, è infatti in questo periodo che nascono due tuoi nuovi progetti foto/performativi. Ci spieghi questo processo creativo?

Assolutamente sì! Paradossalmente in questo anno difficilissimo ho trovato del tempo utile per creare. Rimanendo bloccato a casa, ho vissuto il lockdown di marzo in zona rossa nel mio paese d’origine Agira in provincia di Enna, ho creato il progetto foto/performativo “Paura del nulla” ispirato dall’emergenza covid19 in cui il mio corpo seduto nel nulla, rappresenta l’incertezza di quel momento buio. Inoltre, ho lavorato ad un altro progetto che presenterò nel 2021.





  • Ci sono artisti o opere che ti hanno influenzato nella tua ricerca?

Ci sono artisti che mi hanno influenzato inconsciamente, fra tutti il più importante è Caravaggio. Amo dei suoi dipinti il modo in cui ha saputo rappresentare le luci e le ombre che mi hanno educato ad un certo tipo di immagine e alla ricerca su come catturare la luce stessa. Fra i fotografi amo la poetica e l’espressività di Scianna, Salgado e Basilico e Mappeltorphe.


  • Come si è trasformato il tuo lavoro nel tempo?

Come detto in una risposta precedente, tutto è partito dalle mie prime Treanime che rappresentavano le mie ricerche fotografiche: l’uomo e i suoi manufatti umani, la natura e la spiritualità. Queste ricerche con il tempo si sono evolute, modificate e mischiate.

Il tempo fa una cernita naturale.

Dell’uomo sono rimasti i manufatti umani come l’architettura mentre è nata una nuova visione performativa dove l’uomo non è più rappresentato da un soggetto esterno, ma sono io. La natura invece è diventata paesaggio dove fra i soggetti, raffiguro l’acqua e il cielo.

La spiritualità ha inglobato il tutto ed è diventato il legante della mia poetica.


  • Quali sono i messaggi umani fondamentali alla base della sua produzione artistica?

L’umanità stessa, e la sua più intima essenza.

L’anima è il volano della nostra esistenza.

Ritornare all’essenza non è sono un messaggio legato alle forme e alla loro astrazione ma anche un auspicio umano di ritorno alle origini.

La bellezza di un’architettura, la semplicità di un corpo nudo e l’essenzialità degli elementi naturali. Tutto è un ritorno all’essenziale.

Come si dice “il bello sta nelle cose semplici” che poi sono le più straordinarie.


  • C’è una serie o un pezzo di cui vai particolarmente fiero?

Tutte le mie opere sono come dei figli per me, ricordo ogni istante della creazione di un lavoro. Ovviamente ci sono lavori che diventano per vari motivi più significativi e importanti, perché segnano la nascita di un nuovo progetto o di un nuovo percorso. Fra questi le opere fotografiche dal titolo “Circle” e “Giants” che non a caso sono state scelte da un team

di professionisti del settore per essere pubblicate sull’Atlante dell’Arte Contemporanea edito De Agostini e sul Catalogo dell’Arte Moderna edito Giorgio Mondadori. Inoltre, i miei primi progetti foto/performativi “Khaos e Eros” dove per la prima volta mi sono messo a “nudo” confrontandomi con l’opinione di critica e pubblico.


  • Da sempre ti batti contro la censura nell’arte, ci parli del tuo progetto Naxed?

Questo è un tema che mi sta molto a cuore. Come ben hai detto mi batto da anni contro la censura dell’arte erotica e di nudo. Per questo ho ideato e lanciato il progetto di promozione artistica “Naxed” promuovendo l’hashtag #ArteSenzaCensura sui social network, e creando una pagina apposita sul mio sito dove chi vuole “senza censura” può trovare una raccolta selezionata da me a livello storico artistico delle opere più significative che riguardano questo tipo di arte. Tutto è nato da quella che definisco “vergognosa” censura delle opere d’arte proprio sui social. Questo a mio avviso è il sintomo di una cultura “bigotta” che è veramente dilagante contro l’immagine a mio avviso naturale del nudo sia maschile che femminile e della visione erotica che l’arte può indagare. Confondiamo purtroppo il nudo e l’erotismo con la pornografia. Bisogna andare oltre al pregiudizio ed essere obbiettivi dando valore al corpo in primis come amo dire solitamente: “Il corpo nudo è la Cattedrale dell’anima”. Non ho voluto fare solo demagogia, e mi sono messo a lavorare in prima persona realizzando lavori foto/performativi che mi vedono protagonista e dove mi metto a nudo.


  • Ci parli dell’importanza del corpo e del concetto di presenza nelle tue performance?

Mi ricollego all’ultima parte della risposta precedente, dove ho spiegato bene come il concetto del corpo nudo è entrato nella mia ricerca artistica in maniera profonda per lanciare messaggi importanti di valorizzazione del corpo umano, della sua bellezza universale e della sua dignità senza che esso sia visto solo come un elemento morboso. Nelle mie performance il mio corpo e la mia presenza è fondamentale di fatto esso diventa uno strumento espressivo come può essere una tela o della creta. Cerco di raccontare una storia, un’emozione, un messaggio. La forza espressiva del corpo diventa il volano

della comunicazione immortalato da uno scatto.


  • La tua ricerca predilige un mezzo espressivo o una tecnica in particolare?

Sicurante il mezzo espressivo che più prediligo è la fotografia digitale. Il mezzo fotografico è da sempre quello dove riesco a sentirmi più a mio agio. La fotografia ti permette l’immediatezza e allo stesso tempo con l’utilizzo della post- produzione, che fa parte della mia tecnica prediletta, ti da la capacità di elaborare in profondità l’opera.



  • Da dove scaturiscono le idee e le tue ispirazioni?

Ho un background assolutamente classico, legato alla bellezza architettonica che ritroviamo in tutta la mia amata terra, la Sicilia. Dai Greci, agli Arabi e ai Normanni fino alla stupefacente opulenza del Barocco siciliano. Sono cresciuto in un piccolo paese dell’entroterra della Sicilia: Agira, che è un gioiello di storia e cultura inestimabile. Credo che se si ha una sensibilità artistica si riesce ad assimilare tutto ciò che vedi attorno a te sin da bambino e lo fai tuo. L’ispirazione per me nasce dall’osservare, dallo studio e dalle emozioni che provo.


  • Ci sono progetti a cui stai lavorando attualmente di cui vorresti raccontarci qualcosa?

Questo è un periodo dove sto lavorando e ho prodotto tanto. Ho avuto l’opportunità di realizzare un progetto fotografico inedito ed esclusivo sul Cimitero Monumentale di Catania, un tesoro di storia e cultura immenso. Sto lavorando anche ad un nuovo progetto foto/performativo in cui mi metterò nuovamente a nudo ma non solo, dopo quattro anni voglio tornare a realizzare una videoarte. Ci sono molte cose che “bollono in pentola”.


  • Puoi svelarci i tuoi pensieri e obiettivi per il futuro?

In questo momento la speranza è quella di poter ritornare a esporre e avere il contatto con il mio pubblico; raccontare la mia poetica e fare vedere i miei lavori fisicamente e non solo virtualmente. Mi manca il contatto con il pubblico, lo sguardo del fruitore che è forse l’emozione più grande per un artista. Per il futuro mi faccio un augurio, quello di potermi emozionare sempre guardando il mondo con gli occhi di un bambino.
































Contatti




Intervista a cura di Giuseppina Irene Groccia 


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ARTE E RICICLO NEL DECORO URBANO

 L’ArteCheMiPiace – My Favourites 

di Giuseppina Irene Groccia 06|Dicembre|2020


La tematica del “riciclaggio creativo”, vuole essere un invito a rivalutare il nostro rapporto con le cose. A tal proposito vorrei proporre la bellissima iniziativa che ha preso vita esattamente un anno fa, ma che ritorna attuale con l’arrivo delle festività natalizie e i suoi relativi decori urbani.


Questa lodevole iniziativa ci dà la possibilità di capire il “pensiero creativo” e di vedere nei materiali di scarto una risorsa e non un problema, e nell’inutilità dei rifiuti un’opportunità di nuove creazioni.


Credo sia importante immaginare sempre una nuova vita, per ogni oggetto che ha cessato il suo utilizzo ufficiale e una nuova utilità negli oggetti che non sembrano averne più una.


In questo l’arte ha una forte responsabilità, in quanto forte strumento di comunicazione attraverso il quale distribuisce cultura e consapevolezza, educando così ad una coscienza ecologica e ad un consumo critico e responsabile.


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SFERE DECORATIVE PER LA CITTÀ 
DI CORIGLIANO ROSSANO.
IL REGALO DI NATALE DI ECOROSS E BIECO

 

Quattro artiste dipingono 60 sfere provenienti 

dalle vecchie illuminazioni pubbliche facendole diventare piccole opere d’arte

Quando i rifiuti, trasformati in risorsa, si traducono in arte e creatività, rendono elegante l’arredo urbano nel periodo natalizio. Per una festività senza sprechi, Ecoross e Bieco mettono a disposizione della città di Corigliano Rossano decorazioni realizzate con materiale di riciclo. 

Installazioni dall’alto valore artistico addobbano due luoghi della città: Corso Garibaldi nel centro storico di Rossano e Piazza Salotto allo scalo di Corigliano. 

Sessanta sfere decorate sono state collocate per adornare, accompagnando le luminarie, due angoli cittadini suggestivi.





Quattro le artiste coinvolte, che hanno lavorato su sfere in plastica provenienti dalle vecchie illuminazioni cittadine, alle quali è stata lasciata piena libertà di esprimersi. Maria Teresa Bevacqua, Veronica Martino, Sonia Quercia, Riccarda Stabile, dal mese di novembre 2019, si sono adoperate per realizzare 15 sfere a testa: fiocchi, comete, stelle, forme geometriche. 





Prima di procedere alle lavorazioni, poiché la plastica non è un materiale poroso, le sfere sono state ricoperte da vernici particolari che hanno permesso di supportare l’acrilico delle decorazioni. 

Questa prima fase della lavorazione è avvenuta nella sede Ecoross e ha visto l’intervento di operatori specializzati. 

Per preservarle dalle intemperie, sono state successivamente trattate con una tenuta a uso industriale che ha creato una pellicola di protezione dagli agenti atmosferici. 





Temi variegati e colori accesi, dal rosso al dorato, dal verde al blu, ognuna di loro è una piccola opera d’arte: nessuna è uguale all’altra ma insieme trovano la giusta armonia.





Motivi e generi differenti, così come differenti sono le storie delle quattro artiste coinvolte: 

Maria Teresa ama i motivi classici e i dettagli. 

Veronica utilizza da molto tempo la carta da riciclo e si sta specializzando nella lavorazione di questo materiale. 

Sonia nasce come pittrice tela e pennello. 

Riccarda predilige il figurativo e l’anatomia.




La scelta della collocazione è stata affidata al direttore artistico Fabio Zumpano, con la piena disponibilità del comune di Corigliano Rossano, che ha accolto sin da subito il progetto presentato da Ecoross e Bieco. 

Ventidue sfere a Corso Garibaldi, trentotto a Piazza Salotto. 
























La disposizione ha tenuto conto delle caratteristiche fisiche dei luoghi di installazione, allo scopo di creare un impatto visivo armonioso, giocando sull’abbinamento dei colori e delle forme decorative. «Questa iniziativa vuole essere un modo speciale per fare gli auguri di Natale ai cittadini», ha affermato soddisfatto Fabio Zumpano. «Che sia un auspicio di serenità e prosperità per tutti» ha concluso.



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BIOGRAFIE DELLE ARTISTE













MARIA TERESA BEVACQUA

Conosciuta come Ma MaBev, ha manifestato sin da piccola una certa attitudine per il disegno e per i dettagli ricercati, oltre che per i colori in generale. Alle scuole medie la prof.ssa Maffia per prima l’ha avvicinata all’arte creativa, insegnandole le varie tecniche decorative più disparate (pittura su vetro, su stoffa, ecc.). A tredici anni ha partecipato ai corsi di pittura di una scuola d’arte rossanese dove ha imparato a dipingere su tela con i colori ad olio. L’insegnante Marasco l’ha spinta a riprodurre le opere di vari pittori per lavorare sui dettagli. Dopo anni di interruzione, ha ripreso recentemente, affinando in autonomia il modo di dipingere, nella tecnica e nell’espressività.


VERONICA MARTINO

Nasce e vive a Rossano. Terminati gli studi universitari, si appassiona all’arte e alla pittura. Con la lavorazione della carta, crea opere artistiche. Collabora con l’associazione Ruskìa svolgendo laboratori manuali per le scuole del territorio. Insieme a Sonia Quercia, ha realizzato una sfilata di abiti di carta riciclata.


SONIA QUERCIA

Nasce a Castrovillari dove rimane fino al 1995, quando si trasferisce a Rossano. Ha sempre amato la pittura e l’arte in tutte le sue forme. Nelle sue opere, usa svariate tecniche. Ha partecipato a varie manifestazioni artistiche come mostre e installazioni. Crea oggetti d’arredo sfruttando materiali di riciclo.


RICCARDA STABILE

Consegue la laurea nel 1999 presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, partecipa a varie mostre e concorsi di pittura in ambito regionale, nazionale e internazionale, dove ottiene apprezzamenti dalla critica e dal pubblico con pubblicazioni su riviste di settore e opere esposte in collezioni, gallerie, pinacoteche, pubbliche e private. Docente di Disegno e Storia dell’Arte presso Scuole pubbliche e private, dal ’99 lavora nel proprio Studio d’Arte a Corigliano Rossano. Di recente si è  avvicinata al riciclo, in cui allo “scarto” dà nuova vita, creando opere d’arte di notevole spessore artistico.



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