Alcune scritture rimangono a lungo affidate alle pagine personali di chi le ha composte, fino a quando qualcuno sceglie di raccoglierle e consegnarle a una forma nuova, quella del libro.
È così che nasce I doni di Safor, raccolta poetica di Saverio Forciniti, avvocato e autore di una produzione rimasta inedita, oggi pubblicata grazie alla volontà della nipote Isabella Eugenia Falcone e di Valeria Aloe, sua cara amica.
Un volume che arriva al lettore dopo la scomparsa dell’autore e che assume, per questo, il carattere di una pubblicazione postuma. Ma definirlo soltanto in questi termini significherebbe fermarsi all’aspetto biografico, lasciando in secondo piano ciò che più conta: la scrittura e la possibilità che essa continui a vivere attraverso la lettura.
Saverio Forciniti ha attraversato una lunga malattia senza abbandonare la propria dimensione creativa. La sua è stata una lotta affrontata con determinazione fino all’ultimo, una forza che trova una particolare eco anche nel racconto Guerriero, presente nel volume. Senza bisogno di trasformarlo in una dichiarazione autobiografica, quel titolo sembra restituire una delle possibili immagini attraverso cui accostarsi all’autore: quella di un uomo che ha continuato a confrontarsi con la vita e con la scrittura fino all’ultimo.
Non è necessario aggiungere altro alla sua vicenda personale. Alcune esperienze, quando entrano nella scrittura, trovano nelle parole una forma più autentica di qualsiasi racconto biografico.
È proprio questa una delle ragioni per cui I doni di Safor non si presenta semplicemente come una raccolta di testi recuperati, ma come il risultato di una scelta precisa: quella di non lasciare che una voce poetica rimanesse confinata alle pagine private che l’avevano accompagnata.
Isabella Eugenia Falcone e Valeria Aloe hanno raccolto e ordinato le poesie, riconoscendo in quei testi un valore letterario e umano che meritava di essere condiviso. Il loro gesto nasce da una particolare vicinanza all’autore e si traduce nella volontà di affidare la sua scrittura a nuovi lettori.
Trasformare una raccolta di testi in una pubblicazione significa affrontare un percorso nel quale ogni elemento deve trovare il proprio posto.
Il progetto editoriale de I doni di Safor è stato curato integralmente da L’ArteCheMiPiace, che ha seguito le diverse fasi della realizzazione: dall’editing alla progettazione grafica, dall’impaginazione fino alla pubblicazione.
Un lavoro che, soprattutto nel caso della poesia, richiede particolare attenzione. La pagina non deve imporsi sulla parola, ma accompagnarla. La struttura del volume, la successione dei testi e l’impianto grafico diventano parte di un unico progetto, costruito per restituire alla raccolta una forma editoriale coerente e rispettosa della sua identità.
È in questo passaggio che le poesie di Saverio Forciniti lasciano la dimensione privata per entrare in quella pubblica del libro.
La pubblicazione di un’opera dopo la scomparsa del suo autore porta inevitabilmente con sé una dimensione particolare. Ma un libro non vive soltanto della storia che lo ha generato.
Vive soprattutto delle parole che contiene e dello sguardo di chi, aprendolo, decide di leggerle.
I doni di Safor offre oggi questa possibilità: incontrare la scrittura di Saverio Forciniti senza che la sua vicenda personale diventi l’unica chiave di lettura. Le poesie possono essere accolte per ciò che sono, con la loro voce, le loro immagini, le loro emozioni e il loro personale modo di interrogare l’esistenza.
A caratterizzare la raccolta è innanzitutto una scrittura fortemente attraversata dal sentimento. L’amore occupa uno spazio centrale, non come semplice tema poetico, ma come disposizione dello sguardo: verso le persone, verso gli affetti, verso ciò che nella vita assume un significato particolare.
Accanto ai testi dedicati all’amore trovano posto quelli nei quali emergono il desiderio di libertà, il rapporto con il mare, inteso anche come immagine di apertura e di orizzonte, e una sensibilità particolarmente attenta alle relazioni.
Significativa, in questo senso, è la presenza della sezione delle dediche. Più che una semplice raccolta di versi rivolti a persone care, queste pagine restituiscono il tratto di un autore incline a esprimere con generosità il proprio coinvolgimento affettivo. La dedica diventa così una forma poetica di prossimità: un modo per riconoscere nell’altro un luogo significativo della propria esperienza.
Particolarmente toccanti sono le due poesie rivolte ai genitori, nelle quali il sentimento assume una tonalità più intima e raccolta. Qui la parola poetica sembra farsi più essenziale, lasciando emergere il valore del legame familiare senza bisogno di sovraccaricarlo di spiegazioni.
La raccolta restituisce così un autore capace di muoversi tra dimensione personale e sentimento universale, affidando alla poesia esperienze e affetti che acquistano, nella pagina, una forma condivisibile.
Dietro ogni libro esiste una storia editoriale, ma talvolta esiste anche una storia umana che merita di essere raccontata con discrezione.
Quella de I doni di Safor è anche la storia di un gesto che ha saputo trasformare una raccolta privata in una possibilità di condivisione.
Un gesto che non si esaurisce nella conservazione dei testi. Significa riconoscere a quelle poesie una possibilità ulteriore: quella di uscire dalla sfera personale per diventare patrimonio di lettura e incontrare persone che non hanno conosciuto il loro autore.
È forse questo il significato più autentico di una pubblicazione postuma: non fermare una voce nel tempo, ma permetterle di entrare nuovamente nel presente e rimanerci.
Con I doni di Safor, L’ArteCheMiPiace conferma il proprio impegno nel campo dell’editoria culturale, affiancando alla propria attività di informazione e promozione dell’arte la progettazione e realizzazione di libri e pubblicazioni.
Ogni progetto editoriale nasce da una storia diversa. Può trattarsi di una raccolta poetica, di un catalogo d’arte, di un libro fotografico o di un’opera che raccoglie e valorizza un percorso personale. Ciò che accomuna esperienze così diverse è la necessità di dare ai contenuti una forma capace di rappresentarli.
Editing, progettazione grafica, impaginazione e pubblicazione diventano quindi parti di un unico processo, nel quale la cura editoriale accompagna il contenuto fino alla sua forma definitiva.
I doni di Safor è il risultato di questo incontro: una raccolta poetica rimasta inedita, una scelta dettata dalla vicinanza all’autore e un progetto editoriale che ha trasformato quelle pagine in un libro.
Un libro postumo, sì, ma soprattutto un libro di poesia e amore.
E forse è proprio questo il modo più giusto per consegnarlo ai lettori: non come l’ultima pagina di una storia, ma come l’inizio di un nuovo incontro con una voce che, attraverso la parola scritta, può ancora essere ascoltata.

