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Agosto 2022

Interviste

Alla ricerca continua di una dimensione spirituale – La scultura di Alfonso Caniglia

L’ArteCheMiPiace – Interviste

Alla ricerca continua di una dimensione spirituale

La scultura di Alfonso Caniglia 

 

 

 

 

di Giuseppina Irene Groccia |04|Agosto|2022|

 

 

Negli splendidi lavori di Alfonso Caniglia è la materia il perfetto conduttore della sua creatività atta a provocare emozioni e a soddisfare esigenze comunicative.

La sua è una scultura che entra in dialogo diretto con il pubblico, si tratta di un processo che prende vita attraverso un vicendevole scambio di sguardi e riflessioni, lasciando che l’occhio venga rapito dal tratto, segno palpabile che dà anima ai volumi in cui è racchiuso.

 

Alfonso è un artista dall’innegabile talento che somma alle elevate capacità tecniche anche una forte ispirazione creativa.

Le sue opere, principalmente in legno, sono tante e anche diverse tra loro; ma tutte hanno un tratto in comune: l’amore per la materia.

Egli non si limita a modellare un pezzo di legno ma dimostra grande abilità nell’ imprimervi un’anima.

 

Le sue creazioni, realizzate con un’eccezionale perizia modellistica si distinguono per la notevole forza rappresentativa.

La sua è una scultura senza limiti dimensionali, in quanto spesso ama lavorare direttamente su alberi che vogliono continuare a vivere.

È una raffinata armonia, quella esaltata dalla concentrazione di forme protese nell’aria, alla ricerca continua di una dimensione spirituale. 

 

Alfonso spesso lavora direttamente sul luogo, come è accaduto per l’opera Rinascite 6.2, realizzata due anni fa su un intero albero d’ulivo, con le radici ancora impiantate nel terreno, presente nel Parco artistico-culturale della Masseria Mazzei a ROSSANO. 

Recentemente Alfonso è tornato in questo luogo situato sulle colline ioniche a completare la sua seconda opera arborea dal titolo “Chakra del Cuore” utilizzando la stessa tecnica come per la precedente.

 

È così che la natura entra nel processo creativo, diventando un gioco di ispirazione che abbina elementi naturali e atmosferici come legno, vento, sole e terra all’estro creativo di un autore che è capace di raccontarsi attraverso dinamiche emozionali ed esperenziali che arrivano al fruitore con tutte le sue qualità espressive.

 

Ne convergono opere dalla lavorazione lenta e laboriosa, dove la cura di ogni singolo dettaglio diventa pregio e misterioso tramite delle sue emozioni che si risolve in un incantevole linguaggio plastico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cercheremo di conoscerlo meglio attraverso questa intervista, approfondendo le sue esperienze creative e il suo lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Che cos’è per te e l’arte e cosa rappresenta la scultura?

 

L’ arte per me è un modo di essere, di pensare ed esprimermi.

La scultura è la tecnica artistica più adatta a me, per esternare le mie emozioni.

 



 

Quando è nata la prima scultura da te incisa?

 

La mia prima scultura nasce da bambino, quando l’arte, era a me ancora sconosciuta.

Mi procuravo la creta molto impura, e mi divertivo a modellarla.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Che ruolo ha giocato il territorio in cui sei nato e cresciuto nella tua formazione

 

artistica? 

 

 

Il territorio in cui si nasce e si vive, influisce sempre tanto sulla vita di un artista.

 



 

Hai dei modelli, degli artisti di riferimento che riconosci come decisivi per la loro influenza nel tuo lavoro?

 

Gli Artisti che hanno attirato maggiormente la mia attenzione durante il mio percorso creativo, sono Modigliani e Costantin Brancusi, uno scultore rumeno forse poco conosciuto ma che ho sempre ammirato per il fatto che anche lui come me usava materiali poveri come il legno e la pietra.  

Ho inoltre avuto sempre un’attrazione verso l’arte in tutte le sue forme, come la pittura, la scultura, la musica, la poesia, il cinema e il teatro.

 

 

 

Ricordi un episodio che ti ha fatto capire che questa sarebbe stata realmente e per sempre la tua strada?

 

 

L’episodio che mi ha gratificato ed incoraggiato di più nel mio percorso creativo, è  stata la vendita “forzata” della mia prima scultura.

“Jonia”, un pezzo di legno di appena 20 cm di altezza che ha fatto innamorare l’acquirente che pur di averla si è  “svenato”, pagandomela tantissimo. 

Lui, da quel momento, è divenuto il mio mecenate.

 



 

Nel tuo processo creativo quali sono i materiali che utilizzi maggiormente?

 

I materiali che solitamente utilizzo per le mie creazioni, sono quelli più semplici da reperire sul nostro territorio, che sono il legno di ulivo e le pietre delle nostre fiumare.

 

 

 

Come nasce il processo creativo di una tua scultura? Ci spieghi quali sono i passaggi che compie?

 

Le mie sculture nascono da ispirazioni improvvise ed istintive, non seguo regole, difficilmente progetto qualcosa.

Scolpisco i miei pensieri, mi lascio andare e creo…

 



 

All’interno della tua produzione artistica, quanto è presente la religione e il simbolismo spirituale?

 

La spiritualità fa parte di me, quindi è dominante in tutte le mie creazioni artistiche

ed è per questo che la presenza di una triade magica e spirituale non manca mai! 

Questo aspetto compare in moltissime mie sculture manifestandosi nelle sue diverse corrispondenze e caratterizzando la triplicità della vita. Il simbolismo del numero tre torna con una certa insistenza nella mia ispirazione artistica, significato legato fortemente al mio credo religioso, quindi la santissima Trinità ma anche ad un aspetto personale ed intimo legato alla componente numerica della mia famiglia.

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come avviene la scelta dei titoli?

 

La scelta dei titoli, avviene in  modo istintivo e creativo… spesso ad ispirarmi nei miei lavori è proprio il titolo. 

 

 



 

 

RINASCITE 6.2, è una tua opera realizzata nel parco artistico culturale della Masseria Mazzei Le Colline del Gelso di Rossano, si tratta di una bellissima scultura alborea realizzata direttamente su un intero albero d’ulivo, con le radici ancora impiantate nel terreno. Questa particolare richiesta, ricordo che è arrivata in un momento molto delicato della tua vita, hai voglia di raccontarci quanto questa esperienza abbia influito sul tuo animo creativo?

 

La creazione di “Rinascite 6.2” è avvenuta in un momento particolare per me. In seguito ad una grave perdita sentivo il bisogno di una rinascita spirituale, e cosi è stato!

Scolpire e ridare vita ad alberi secchi che diversamente sarebbero stati tagliati mi ha ridato fiducia e forza, sia in campo personale che in quello artistico. 

“Rinascite 6.2”, il primo della serie,  è un’opera creata su un albero di ulivo.

“Re dei re” è una scultura creata su un albero di susino secco, ed infine il “Chakra del Cuore”, creata anche questa su un albero di ulivo.

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tua carriera artistica è ricca di esperienze e importanti riconoscimenti. Per rimanere in tema, ce ne hai una che è rimasta “scolpita” nel tuo cuore?

 

Tra i tanti eventi a cui ho preso parte ce ne è uno del 2005 a cui sono rimasto maggiormente affezionato perché è stata un’esperienza che mi ha coinvolto in modo completo, in occasione dei festeggiamenti per il Millenario di San Nilo a Rossano sono stato invitato dall’allora Assessore alla Cultura, Alessandra Mazzei , a prendere parte al percorso artistico espositivo di arte estemporanea organizzato per quella circostanza.

In quell’occasione ho lavorato direttamente sul posto alla mia opera “Le due radici”, questa scultura, creata su un tronco di ulivo con radice, una volta ultimata è rimasta in esposizione permanente presso il Palazzo della Cultura San Bernardino nel centro storico di Rossano. Questa ricca programmazione che mi ha formato molto, sia artisticamente che culturalmente, si è conclusa con la consegna di targa e pergamena di benemerenza, che custodisco con orgoglio e gratitudine.

 

 

 



 

 

 
 

Delle tue opere invece, quale è quella più significativa per te e che occupa un posto speciale nel tuo cuore?

 

Fra tutte mi sento di citare le tre che sono dedicate alla memoria di mia moglie. 

“Triade con Urlo”, “Muse Silenti” e la più recente “Re dei re”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hai qualche progetto nel tuo futuro artistico che vuoi raccontare e condividere con noi?

 

Dal mese scorso alcune mie opere sono state acquisite dal Mu.M.A.M per la loro Collezione permanente, le opere sono attualmente esposte presso la Sala delle Arti. Il Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni, situato nel centro storico di Cariati nel settecentesco Palazzo Chiriàci, struttura storica e di proprietà comunale, è tornato fruibile dopo circa dieci anni accogliendo arte e cultura.

Ideatrice del percorso museale e Curatrice delle collezioni è Assunta Scorpiniti, con la quale è in programma un percorso di varie iniziative in cui verranno coinvolte enti pubblici, scuole, associazioni, istituti culturali e museali del territorio e dove avrò il piacere di essere coinvolto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contatti dell’artista

 

Pagina Facebook Alfonso Caniglia

Instagram alfonsocaniglia_scultore

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 

 

 

 

 

 
 

 
 
 
 

 

 

 

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Anche un piccolissimo istante può diventare eterno… Water Sculpture by Shinichi Maruyama

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Anche un piccolissimo istante può diventare eterno…  
Water Sculpture by Shinichi Maruyama
di Giuseppina Irene Groccia |01|Agosto|2022|






Shinichi Maruyama esemplifica il concetto giapponese di wabi-sabi, la bellezza delle cose imperfette, impermanenti e incomplete. Nel suo lavoro, cattura il principio alla base delle interazioni energetiche tra le forme. L’artista ha iniziato a fermare il passare del tempo attraverso immagini di forme di liquidi sospese che intendono scontrarsi a mezz’aria. Nel suo illusionismo spaziale e nei dettagli meticolosi, indica inevitabilmente un vortice di forme e sensazioni visive, dove spontaneità e controllo sono in perfetto equilibrio. Lo status dell’artista risiede nella sua capacità di creare un nuovo linguaggio visivo astratto che genera movimento e quiete in perpetuo.




Le sculture d’acqua sono una serie di opere dell’artista giapponese Shinichi Maruyama in cui l’acqua viene gettata in aria e fotografata durante il suo rapido volo.


Creati nel 2009, gli scatti catturano l’acqua nella forma casuale che assume a mezz’aria, assumendo la forma di una scultura astratta, nata dall’azione umana combinata con il potere della natura e della gravità.



Shinichi Maruyama è affascinato dalla fragilità delle cose e dalla loro mutevolezza. Attraverso l’acqua, arriva a una creazione che cambia costantemente, assumendo una nuova forma in ogni momento.



L’artista inizia l’operazione artistica con il suo gesto e la termina catturandola con la sua macchina fotografica. Tutto ciò che accade nel mezzo è l’improvvisazione dell’acqua che mostra l’essenza della sua esistenza.






Dalla fine degli anni 2000, il lavoro di Maruyama è stato oggetto di esposizione in importanti sedi a livello internazionale tra cui la Boghossian Foundation, Bruxelles, Belgio; Carnegie Hall, New York; The Crow Collection, Dallas; New York; Maison Particulière, Bruxelles, Belgio; Paris Photo, Francia; e il Peabody Essex Museum, Salem. Il suo lavoro è incluso in numerose collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Maruyama vive e lavora a New York City.






Maruyama è nato nel 1968 a Nagano, in Giappone. Durante gli anni del liceo è rimasto affascinato dalla calligrafia e dalla fotografia cinesi. Ha studiato all’Università di Chiba e ha lavorato come membro di Hakuhodo Photo Creative. È rappresentato esclusivamente da Bruce Silverstein e ha avuto tre mostre personali con la galleria.







Sito Web dell’artista 


www.shinichimaruyama.com















 




©L’ArteCheMiPiace – Blog Arte e Cultura di Giuseppina Irene Groccia 








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